.
Annunci online

  noglobalizzazione [ Forum di critica alla modernita' e a questo nocivo sviluppo ]
         


18 maggio 2009

Costituzione! Se ci sei batti un colpo!

Il Belpaese: quarantanove passi nel delirio

Costituzione! Se ci sei batti un colpo!

Quando si osserva dalla cima di una collina una città medio-grande del Belpaese subito si osservano le diverse stratificazioni delle epoche passate. Spesso ruderi almeno greci o romani si accompagnano ad edifici medioevali i quali convivono a poca distanza da palazzi barocchi o rinascimentali, poi viali neoclassici, edifici in stile Liberty o eclettici, infine il razionalismo fascista con i suoi edifici pubblici. Se si allarga il capo visivo si vede una cintura di condomini, di fabbriche, di capannoni, di centri commerciali all’americana o alla francese che pare circondare il centro della città in esame. Quella è la Repubblica che circonda con una massa imponente e deforme di cose costruite tutto il tempo che è venuto prima di lei. La Repubblica non ha un volto ma ha un suo segno è tanta ed è deforme come se ogni eccitazione, ogni abuso, ogni eccesso avesse con lei preso finalmente forma e fosse fuoriuscito dalle viscere di questa penisola avvolgendola e imponendo la sua presenza. Cosa rimane della Repubblica a parte i decenni perduti e questa fisicità edilizia? Non molto: i valori e i partiti su cui si fondava si sono dissolti, oggi è come sospesa fra cielo e terra, fra ceti sociali che vivono di politica troppo rissosi e incapaci per buttare a mare la Costituzione e difensori occasionali, interessati o deboli, di qualcosa che era vivo nel passato e oggi è morto. Le avventure militari in cui le genti del Belpaese sono state coinvolte, la precarizzazione violenta del lavoro, l’egemonia di un modello unico di pensiero consumista, improntato ad un palese darwinismo sociale e genericamente liberaldemocratico, il venire meno dei valori che per anni avevano qualificato l’essere italiani ha seppellito il senso di quella Carta Costituzionale. Rimane lo scritto Costituzionale formalmente, più o meno, così come era in un tempo remoto ma in un contesto umano e civile estraneo al senso profondo dei valori che rappresenta. Tre decenni di pubblicità consumista spinta, di esaltazione di VIP veri e presunti, di inviti a far soldi in qualunque modo, di trasformazioni radicali nei nomi e nei simboli di vecchi partiti hanno distrutto l’Italia di sessant’anni fa. Faccio un solo esempio: La Repubblica è fondata sul lavoro. Quale lavoro? Quello precario, a contratto a termine, quello dei giovani apprendisti, di quelli che fanno gli stage, degli immigrati col permesso di soggiorno, o di degli extracomunitari senza permesso di soggiorno, dell’imprenditore cinese a Prato, o del dirigente italiano che ha venduto per tempo anche i muri del capannone e trasferito l’impresa in Romania o in Asia, o del tale che lavora in nero o per la criminalità organizzata. Non si può difendere dei principi che stanno fra cielo e terra. O questa Costituzione riesce a diventare una cosa concreta e non un terreno di sterile esercizio retorico per gli iniziati al gergo politico-giuridico oppure sarà dimenticata dalle stessi genti che dovrebbe indirizzare.

Se qualcuno vuol davvero applicare il dettato inizi dai diritti sociali e dell’uomo là nel solenne testo garantiti, cerchi consenso, convinca la popolazione che vota. Chissà, magari la Costituzione potrebbe battere un colpo sulla cassa e capire che è viva.

IANA per FuturoIeri




16 maggio 2009

Stranieri!

Il Belpaese: quarantanove passi nel delirio

Stranieri!

Le caste al potere fanno fare la voce grossa ai loro esperti di comunicazione popolaresca e politica c’è da vendere al popolaccio il pericolo extracomunitario, la paura del diverso, del deviante, del soggetto alieno. Ma se ci si ferma a riflettere nulla è più lontano dalla vita dell’uomo comune dell’esistenza di quel pugno di miliardari e finanzieri che controllano banche, finanziarie, assicurazioni, pacchetti azionari. In breve coloro che sono la parte umana e fisica dei poteri dominanti sono estranei alla vita dell’uomo comune, e se si va fino in fondo osserviamo che servono solo il Dio-denaro, non hanno qualcosa che possa riferirsi ad una patria, sono cosmopoliti; fin dove è accolto il loro denaro lì vivono a casa loro. Beni e servizi esclusivi, scaraventati sulle riviste patinate come le forme del nuovo paradiso, sono la forma palese del loro essere distanti dagli altri milioni d’esseri umani, i luoghi dove abitano sono appartati, di lusso, spesso blindati in quartieri a parte, talvolta costruiti di recente apposta per loro. In sintesi fra la stragrande maggioranza degli esseri umani e le ridottissime minoranze che decidono muovendo i capitali e i pacchetti  azionari cosa accadrà a quest’umanità malata e sofferente c’è una distanza enorme, certamente superiore a quella che c’era in un tempo remoto fra un sovrano medioevale o rinascimentale e i suoi sudditi. Almeno un re del tempo che fu condivideva la stessa religione e lo stesso regno dove viveva con i suoi sudditi, qui siamo al punto che una qualsivoglia adunanza di finanzieri e di ben pagati esperti e lobbisti, apolidi e stranieri per natura e per definizione, può decidere della vita di milioni di umani trasferendo la produzione altrove o spostando certi investimenti, o creando per loro specialissima avidità uno sfascio finanziario. Non c’è ad oggi una sola ricetta credibile che metta al riparo le attuali forme di governo democratico presenti sul pianeta azzurro dalle violenze e dalle passioni di queste minoranze di apolidi.

Non c’è neanche la necessaria consapevolezza di quanto siano stranieri i detentori del potere finanziario, remoti, lontanissimi dalla vita della gente comune, dell’operaio, dell’insegnate, del manovale, o della donna precaria nel terziario “avanzato”, o del contadino.

Almeno questa terribile crisi sta rivelando quanto sia strumentale e di parte questo modello economico che concentra poteri e ricchezze nelle mani di pochissimi soggetti privati, c’è da chiedersi fino a che punto queste minoranze vorranno attenersi alle regole dei sistemi democratici e se non si sia già fatta strada l’idea che altri regimi e altri poteri politici siano più credibili e più solleciti nei loro confronti. Dopotutto la Cina Comunista è ormai la grande potenza capitalista di questo nuovo millennio. O sbaglio?

IANA per FuturoIeri 



sfoglia     aprile        giugno
 







Blog letto 1 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom

ISCRIVITI: "no-globalizzazione" direttamente nella tua casella email