.
Annunci online

  noglobalizzazione [ Forum di critica alla modernita' e a questo nocivo sviluppo ]
         


13 giugno 2010

La Guerra degli altri-pezzo ripubblicato

13 Giu, 2010

De Reditu Suo - 2° Libro: un pezzo ripubblicato da Franco Allegri su Empolitica


De Reditu Suo - Secondo Libro
La Seconda Guerra Mondiale degli altri

26/02/2010
Del Prof. I. Nappini
Se è difficile scrivere della Seconda Guerra Mondiale in Italia, È DIFFICILE ANCHE SCRIVERE DI UN FILM CHE NE MOSTRA UN ASPETTO POCO NOTO e portatore di dubbi e di nuove considerazioni.
Quasi per caso e a pezzi su Youtube ho potuto vedere qualcosa di un film sulla guerra in Italia fatta dalle truppe francesi golliste al seguito delle forze armate Statunitensi.
Sto prendendo in considerazione il film nominato in lingua inglese Days of Glory del 2006, in francese è noto sotto il nome di “Indigènes” il regista è Rachid Bouchareb.
Si tratta della storia di una forza armata di Marocchini, Tunisini, Marocchini e montanari del Nord-Africa arruolati nella Prima Armata Francese che combatté sul Fronte di Montecassino in Italia, in Francia del sud e infine in Alsazia-Lorena ai confini della Germania.
A onor del vero queste truppe nel Belpaese si son fatte una fama tremenda, DEL RESTO SECONDO UN VECCHIO GIUDIZIO E PREGIUDIZIO LE GENTI D’ITALIA AMANO CONSIDERARE COME LIBERATORI SOLO GLI STATUNITENSI CHE ERANO UNA DELLE TANTE FORZE che combattevano il Nazi-Fascismo nel Belpaese nel periodo 1943-45.
L’immagine dello statunitense in divisa e elmetto che regala Coca-cola e cioccolata ai bambini, vera o falsa che sia, è per così dire quella alla quale s’affezionano le genti del Belpaese.
Gli altri Marocchini, Inglesi, Greci, Nepalesi, Maori, Sudafricani, Neo-Zelandesi, Brasiliani e quanti altri ora sul momento non ricordo, sono poco considerati o dimenticati da una certa retorica ufficiale e da una certo modo di pensare la Seconda Guerra Mondiale.
Del resto a onor del vero c’è da dire che le truppe francesi che sfondarono le difese tedesche e aggirarono la posizione di Montecassino erano proprio quelle di cui si racconta nel film in una cruda scena di combattimento ed esse ricavarono dalla campagna d’Italia una fama sinistra di violenza gratuita contro le popolazioni civili.
Occorre precisare che questa triste fama è stata sfruttata dalla pubblicistica della Repubblica Sociale molto attenta alle paure fondamentali della piccola borghesia italiana e in particolare al terrore che suscita il diverso, anche in quanto negro o magrebino, e il comunista ateo in quanto distruttore della proprietà privata dei ricchi.
Quel che considero interessante tuttavia è l’emergere della guerra degli altri, OSSIA DI COLORO CHE NON SONO PARTE DI UN CERTO MODO STEREOTIPATO E RETORICO DI DESCRIVERE LE VICENDE BELLICHE DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE; i quali peraltro hanno anche pagato con la vita la loro partecipazione al conflitto.
Credo che fra non molto anche nel sonnolento Belpaese si aprirà, fra l’indifferenza generale delle diverse popolazioni, il problema della cultura degli altri che non sono affatto delle pagine bianche ma recano con sé le loro ragioni e i loro modi di vivere anche in materia di storia comune.
Le genti del Belpaese si son illuse: hanno chiesto braccia e badanti e son arrivate intere famiglie e son qui per restare e portano la loro storia e la vicenda umana; questo film ne è la dimostrazione.
—-
Il professor Nappini cura il sito http://noglobalizzazione.ilcannocchiale.it




30 maggio 2010

L’Italiano educato dagli stranieri invasori- secondo discorso




De Reditu Suo - Terzo Libro

L’Italiano educato dagli stranieri invasori- secondo discorso

Certo che le genti d’Italia sono straordinarie: la memoria della Seconda Guerra Mondiale passa per milioni di giovani attraverso videogiochi e film stranieri che parlano e descrivono, fra una finzione ludica e tanti  effetti speciali, la gloria dei loro eserciti e le imprese dei loro condottieri ed eroi, molti dei quali assolutamente di fantasia. La Seconda Repubblica ha ereditato dalla Prima una retorica roboante, finta, para-risorgimentale che fa della Seconda Guerra Mondiale il momento del riscatto e della ritrovata libertà. Il problema è che su questo concetto alto e nobile una parte d’Italia non la pensa così e non si tratta solo dei post-fascisti ma anche milioni di delusi da questa democrazia all’italiana che ama solo i ricchi, intanto una massa enorme di suggestioni, immagini, film, videogiochi risentono del loro essere stati creati in qualche altro paese. Altrove il giudizio su quel periodo di storia del Belpaese è impietoso e l’Italia o è collocata fra le forze dell’Asse o semplicemente è inesistente.  Invito quanti non ci credono a verificare confrontando qualche decina di videogiochi dedicati alla Seconda Guerra Mondiale fra i tanti prodotti.  Inoltre quando si tratta di Partigiani e Resistenza spesso si vedono film poco caritatevoli come “Miracolo a Sant’Anna”, un film che oltre a suscitare polemiche rivela come gli altri popoli non usino il nostro metro di giudizio e non siano usi a ipocrisie e letture ideologiche. Per  gli altri ci sono i vincitori e i vinti, gli amici e i nemici, i soldati e i mercenari, il combattente buono e bello perché amico e quello malvagio e brutto perché nemico. Poi gli sceneggiatori e gli sviluppatori  complicano la trama di film e videogiochi, fra gli eroi c’è il solitario, il vendicativo, il ladro, il generoso e fra i nemici l’idiota, il torturatore, il genio del male, il complice inconsapevole; la trama può esser complessa, i personaggi ben fatti ma tendenzialmente la divisione fra buoni e cattivi e fra eroi e delinquenti è netta. Forse solo alcune opere, e non sono la maggior parte, dell’animazione giapponese rompono questo schema manicheo che è al fondo della maggior parte delle produzioni. Devo però correggermi subito e ammettere che non sempre le opere di cui ho detto trattano dell’argomento in oggetto. Cosa resta quindi del ripensare la propria storia della Seconda Guerra Mondiale nel Belpaese? Credo essenzialmente un discorso politico marginale indirizzato a minoranze fortemente politicizzate perlopiù reso rozzo e fazioso dal fatto che l’esperienza di guerra e la Resistenza non è al centro del vero discorso politico che in Italia verte su: riforme, nomine, fondi, grandi progetti e grandi appalti, elezioni, sanità e aziende municipalizzate e presenza politica nei consigli d’amministrazione delle fondazioni bancarie. Gli stranieri fanno fatica a capirci e hanno ragione.

IANA per FuturoIeri



sfoglia     maggio        luglio
 







Blog letto 1 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom

ISCRIVITI: "no-globalizzazione" direttamente nella tua casella email