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20 novembre 2008

PIANA DI CASTELLO A FIRENZE, INDAGATI GLI ASSESSORI CIONI (PD), BIAGI (PD) E L’IMMOBILIARISTA LIGRESTI

L’assessore Graziano Cioni, l’assessore Gianni Biagi - entrambi del Partito Democratico, componenti della Giunta comunale fiorentina - e altre cinque persone (il pregiudicato Salvatore Ligresti, proprietario fra l’altro dell’assicurazione Fondiaria-Sai, l’Avv. Fausto Rapisarda braccio destro di Ligresti a Firenze, l’Arch. Gualtiero Giombini consigliere di Premafin la holding che controlla Fondiaria e due docenti di architettura che svolgevano la libera professione Savi e Casamonti) sono indagati dalla Procura della Repubblica di Firenze: l’accusa è corruzione.

Il passo cruciale è quella convenzione dell’aprile 2005 tra Comune di Firenze e Fondiaria che prevedeva, come primo impegno, la cessione gratuita al Comune dell’area dove dovrebbe essere realizzato il parco urbano, con un progetto dal tetto massimo di 10 milioni di euro a carico di Fondiaria. L’ultimo passo è stato il sipario alzato sull’ipotesi della "cittadella viola" voluta dai fratelli Della Valle, con le due possibilità offerte alla società di trovare gli ettari sufficienti per il nuovo stadio.

L’insediamento di Castello, però, ha conosciuto molte altre tappe costellate da autorizzazioni, limature di superfici, spostamenti di funzioni e polemiche. Dopo il famoso stop imposto da Occhetto sul finire degli anni ottanta, quando ancora il Partito Comunista Italiano conservava nel codice genetico la “questione morale” di Berlinguer, negli ultimi anni il sacco della Piana fra Novoli e Castello è ripreso e gran ritmo. Arrivando a fine estate quando i manager di FondiariaSai ritirarono dall’ufficio Urbanistica del Comune i permessi di costruzione decisivi per l’area: il via libera per la costruzione di due lotti fondamentali, quelli per gli edifici direzionali e per le strutture residenziali. Permessi di costruzione bloccati dal 2006, dai tempi della diatriba tra Fondiaria-Sai e le Istituzioni per l’obbligo della gara europea. Superato quell’ostacolo, con l’accettazione dell’obbligo di gara da parte della società di Ligresti, la realizzazione dell’area di Castello (al confine di Firenze con Sesto Fiorentino) è andata avanti. Il piano prevede una superficie di 181 mila metri quadrati a destinazione pubblica e 259 mila per l’area privata. Prevista anche la realizzazione di un parco urbano di circa 80 ettari, poi ridotti per trovare posto alla “cittadella viola”. Indispensabile per l’intera operazione immobiliare era lo spostamento dei centri direzionali pubblici. Solo per la costruzione del palazzo della Regione Toscana, che dovrebbe ospitare 4.500 dipendenti, e che si estenderà su una superficie di 90 mila metri quadrati, è previsto un costo fra i 220 e i 280 milioni. L’intero investimento si aggira sul miliardo di euro (a distanza di pochi mesi da un ulteriore, e a questo punto inutile, acquisizione della Regione di altri due immobili uno in Piazza del Duomo e uno vicino a Santa Maria Novella). Analogamente vorrebbe fare la Provincia di Firenze. E sul fronte residenziale potrebbero nascere 1.500 appartamenti, con 150 alloggi riservati alla cosiddetta edilizia popolare. Oltre a un mega albergo e ai già citati uffici direzionali degli Enti locali.

I carabinieri di Firenze hanno perquisito l’altra mattina gli uffici degli assessori Cioni (sicurezza) e Biagi (urbanistica). La magistratura vuole chiarire i rapporti tra gli amministratori comunali e la Fondiaria. Perquisito anche Rapisarda. L’operazione, riferisce in una nota il sindaco Leonardo Domenici, è “diretta ad acquisire elementi utili alle indagini relative a ipotesi di reato per presunti rapporti illeciti fra i due assessori e il gruppo Fondiaria Sai”.

“L’assessore Biagi sarebbe sospettato del reato di corruzione in concorso con Salvatore Ligresti ed altri dirigenti e professionisti del gruppo Ligresti”.

Invece Cioni, hanno reso noto i suoi legali, secondo le attuali ipotesi di indagine avrebbe commesso corruzione perché “ometteva di astenersi da ogni decisione inerente l’approvazione e la concreta esecuzione alla convenzione urbanistica stipulata il 18 aprile 2005 tra il Comune di Firenze e il consorzio Castello” ma, casualmente, “il figlio è dipendente della Fondiaria-Sai”.

Anche la Giunta provinciale fiorentina, presieduta da Matteo Renzi pure lui del Partito Democratico, ratificando le continue variazioni del Piano di coordinamento provinciale, conseguenti alle varianti urbanistiche approvate dal Comune di Firenze, secondo le opposizioni, avrebbe avallato questa gestione del territorio che oggi, a seguito di quanto emerso, sembra essere messa in discussione.

La vicenda segue di pochi giorni un’altra indagine sulla multisala che il Comune di Firenze, amministrato dal centrosinistra e la Medusa Film di Berlusconi vorrebbero costruire nella zona di Novoli. Anche in questo caso autorizzazioni, deroghe e annessi potrebbero essere di dubbia regolarità.

Ai cronisti che gli chiedevano le sue intenzioni, alla luce dell’inchiesta, in merito alle primarie del Pd, in quanto è uno dei quattro candidati in lizza, “le primarie - ha risposto Cioni - non c’entrano niente, si tratta di due piani distinti”. Risposta (e, perché no, preoccupazione) forse condivisa da Renzi, altro candidato alle primarie per il rinnovo della carica di Sindaco alle amministrative di primavera 2009.


Amici di FUTURO IERI  http://digilander.libero.it/amici.futuroieri  




24 settembre 2008

IL CALCIO E LA POLITICA: PERCHE' ACCONTENTARSI DI UNA SOLA DISGRAZIA?

Il solito quotidiano moderato La Repubblica, edizione fiorentina del 23 settembre 2008, pubblica due intere pagine dedicate alle dimissioni lampo dell'assessore alla cultura Gozzini per le sue affermazioni alla guascona sulla notevole vicenda del nuovo stadio da farsi nella città di Firenze. Il politico dimissionato aveva "esternato" forti critiche nei confronti dell'imprenditore Della Valle che ha espresso la volontà di costruire a Castello, una zona di Firenze un nuovo stadio, un parco del calcio, museo, alberghi, e pure una città commerciale. Tutto questo lo rilevo dalla lettura del quotidiano moderato già citato. Una roba da Monopoli quando il giocatore più ricco piazza sul tavolo una sfilza di alberghi e di case. Da fiorentino finito a Sesto un pò mi preoccupo perchè fra Castello e la zona di Sesto e Campi c'è di tutto: un Ipercoop nuovo di zecca, l'areoporto che quasi fa a cazzotti con l'area del futuribile  inceneritore, una sfilza di centri commerciali fra cui Esselunga e Carrefour e a Campi  c'è pure i Gigli e il multisala, e nello specifico sestese è bene ricordare il polo universitario scientifico nella piana di Sesto, un discreto numero di capannoni e la grande fabbrica della Richard-Ginori e la vicenda di una città intera Sesto Fiorentino che negli ultimi vent'anni ha avuto una rilevante espansione edilizia. C'è in zona una tale concentrazione di cemento, strade e ferro, che c'è da chiedersi come possa stare tutta questa roba in uno spazio così ristretto. Forse non a Ginevra, dove la supermacchina da sei miliardi si è rotta,  ma nella piana si voleva trovare il buco nero a forza di concetrar materia pesante. Cosa c'è di strano che un assessore alla cultura e uomo di seri studi se ne esca con una vivace espressione di disgusto per una cosa del genere. La politica esiste anche per le provocazioni, per le prese di posizione eterodosse, e infine per le mediazioni. Ha sbagliato tono, può essere! Ma questo fatto è così grave da portarlo a rassegnare le dimissioni?
Il calcio, un tempo sport con qualche nobiltà è oggi per il Belpaese una disgrazia, anche per Firenze, e si badi non parlo della Fiorentina o di una qualche squadra del cuore ma proprio del gioco del calcio. Esso è  da anni una questione politica e affaristica, e se ben ricordo prima di una clamorosa e inaspettata vittoria ai mondiali esso era stato pesantemente messo sotto osservazione dalla magistratura per tutta una serie di malversazioni, quindi non è più a livello professionistico uno sport ma qualcosa  di molto diverso. I veri sportivi sono quei temerari che spengono la televisione e la domenica pomeriggio fanno una passeggiata, montano in sella alla bicicletta o fanno volontariato, qualcuno si siede su una panchina e pensa, anche quella è una condizione nobile, a suo modo sportiva. Il tifo calcistico non è sport è orgoglio campanilistico quando non degenera in qualcosa di peggio come le tragiche cronache degli ultimi anni hanno ampiamente documentato. Il calcio italiano è al giorno d'oggi una cosa dal quale ogni contemporaneo prosecutore dell'opera di mecenate dovrebbe fuggire sdegnato.
Mi rivolgo ai lettori di Firenze, pensateci un pò su e fra voi chiedetevi: ma lo volete davvero uno stadio nuovo con centro commerciale annesso? E quali disagi in materia di lavori edilizi e stradali siete disposti a sopportare per realizzare la grande opera? Io so cosa posso chiedere a uno sport che pratico e che vivo, ma voi avete la vostra idea in materia?

IANA per FuturoIeri



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