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  noglobalizzazione [ Forum di critica alla modernita' e a questo nocivo sviluppo ]
         


27 ottobre 2008

DATI CERCATI, DATI TROVATI

Ho letto la rivista INTERNAZIONALE, e precisamente il numero del 24/30 ottobre 2008, questa rivista pubblica articoli da tutto il mondo e li edita tradotti in Italiano. Si  trovano dei dati. Non so quanto siano centrati, però mi sono reso conto che la stampa e la televisione nel Belpaese tendono ad omettere una cosa che in questi casi sarebbe vitale esprimere: le cifre. Mi sono reso conto che nel Belpaese si ragiona della crisi come se fosse una maledizione, un terremoto, l'ira di Dio che si scatena. Tutto tranne che un fenomeno umano misurabile, circoscrivibile nello spazio e nel tempo con vittime e carnefici, con nomi, cognomi, cifre. Mi chiedo che cosa è mai questa economia se proprio le cifre e i conti sono avvolti dal mistero, e come può esserci corretto rapporto fra governati e governanti se non viene comunicato l'esatto importo del disastro. A che titolo si chiederanno nuove tasse e nuovi tagli! Solo mettendo nero su bianco le cifre e mostrando al pubblico i colpevoli duramente puniti, che sono tanti e ci sono, si potrà chiedere ai molti dei sacrifici economici. Comunque queste alcune cose interessanti che ho trovato nei diversi pezzi tratti dalla stampa internazionale.

Un articolo di Loretta Napoleoni informa che la domanda di Euro in Europa è passata da 19 miliardi di contanti a 712 miliardi per effetto di questa crisi. (Un segnale inquietante non c'è che dire).

 Nel 2007 le famiglie statunitensi che hanno perso la casa a causa delle note vicende del crack finanziario sono state 750.000, nel 2008 dovrebbero essere 3.000.000 le famiglie sfrattate.

Ad oggi negli Stati uniti una famiglia su sei ha un debito superiore al valore della casa, questo fenomeno riguarda circa 12 milioni di famiglie.

La guerra Afgana costa agli statunitensi 100 milioni di dollari al giorno, in un anno sono circa 36 miliardi di dollari.

La grande società Freddie e Fannie ha mutui a rischio per 5.000 miliardi di dollari, il suo debito è di 1.600 miliardi.

La Gran Bretagna ha il 50% di tutti i debiti contratti con le carte di credito in Europa.

 I prezzi dell'acciaio nelle sue diverse qualità sono scesi, a seconda del tipo, dal 20% al 70% dall'inizio dell'estate.

Ai lettori le considerazioni del caso.

IANA per FuturoIeri
Sito http://digilander.libero.it/amici.futuroieri







27 maggio 2008

LONTANI DAGLI DEI E DAGLI EROI

La cronaca dei diversi quotidiani del Belpaese ci restituisce il quadro di un mondo umano tendenzialmente di basso profilo culturale e plebeo nei comportamenti e nel vivere,a questo punto non credo sia solo una questione di far cassetta e di mostrare il peggio per vendere più copie.  Il nostro paese è davvero un mondo lontano da qualsiasi ideale, dove rari sono i momenti di generosità o esemplari, in breve un mondo umano lontano dagli Dei e dagli Eroi.  Forse è la presente  civiltà industriale con la sua strage delle illusioni e degli slanci generosi dell’animo umano che ha livellato verso un rozzo e acritico consumismo le aspettative di vita degli esseri umani qui in questa stranamente popolata penisola.   Forse è in corso una mutazione antropologica e sociale che fa giustizia di tutto ciò che è debole o incoerente con le novità degli ultimi tre secoli,o forse non possiamo più riconoscere ideali ed eroi perché  siamo disabituati a considerare gli atti degli umani sotto quest’aspetto. Del resto cosa aspettarsi qui e ora nel Belpaese se per la questione dei debiti scolastici si minacciano ricorsi collettivi contro gli scrutini finali e s’avanza da parte di alcune rappresentanze studentesche l’ipotesi di una sanatoria al grido di “cancellate il debito”. Come si osserva,del resto,  dalle pagine di  diversi quotidiani di questo 26 maggio 2008.

Se anche una cosa come la scuola media superiore si riduce a una serie di sconti all’ingrosso per la tranquillità delle famiglie che devono far le ferie e per la sfiducia che grava sul sistema scolastico cosa ci si può mai aspettare dalle genti di questo paese.  Nemmeno sul futuro dei loro figli e sulla loro preparazione riescono ad esser seri, inoltre prevale sempre l’idea di mettere in discussione la legge, la regola, di torcere la realtà al proprio comodo particolare.  Se i molti   pensano che la scuola sia una cosa poco seria i molti che sono cittadini  possono mettere in atto quelle strategie e tattiche di pressione che ben conoscono e che non esitano ad usare quando vengono toccati interessi di categoria; come è stato il caso di tassisti e camionisti, o delle proteste che vengono messe in atto in occasione della costruzione di basi NATO, inceneritori, discariche.  Se una scuola inadeguata indigna e mobilita molto meno del campo nomadi a trecento metri da casa o della discarica abusiva è perché si è smarrito il senso della Pubblica Istruzione.  Lottare per la libertà di tutti e per l’interesse dei molti è poi faticoso e logorante, combattere per i propri casi è invece confortante e positivo: si vede subito il guadagno e l’interesse. Un tempo essere eroi era una cosa complicata occorreva tanto per dirne una appartenere a una stirpe divina o quasi, fare imprese magnifiche, stravolgere il mondo punire i malvagi e accoppare caterve di mostri.  Oggi si può far tanto eroismo iniziando semplicemente a guardarsi attorno e a comportarsi da cittadini dotati di quella decente libertà che si conviene alla gente istruita e nata libera.

IANA per Futuroieri




19 novembre 2007

DOVE PORTA IL RIGORE ECONOMICO

Soffiano alti i venti di guerra e si intensificano, il petrolio a 100 euro lascia poche speranze. Potrebbe essere una questione di mesi. La guerra sarà preceduta da un ulteriore peggioramento della situazione economica. Le borse ristagnano e tendono al basso dopo i vari interventi delle banca centrale americana e l'apparente paralisi di quella europea (ha inondato i mercati di moneta sperando di provocare solo un minino rialzo dell'inflazione). Anche alcuni speculatori hanno capito che questa non è una crisi economica passeggera, altri cercano di fare come prima, si indebitano in yen a basso costo per acquistare pezzi di imprese nel mondo. Le cose non torneranno a posto, molti indebitati non salderanno i loro debiti perché il credito facile è finito dappertutto tranne in Italia dove vorrebbe andare avanti ancora ed io non so capire il perché se non pensando al riciclaggio di denari sporchi. Le imprese reali hanno nuovi debiti e non trovano i prestiti che gli necessitano. Va male tutto il mondo industrializzato con una sola eccezione la Cina.

Vanno male i titoli di stato, i rendimenti di quelli americani sono peggiorati, fanno da beni rifugio per chi fugge dai mercati, nei mesi passati molti banchieri hanno avuto attacchi di panico. La crisi perdurerà anche l'anno prossimo anzi il 2008 sarà l'anno critico perché arriveranno alcune bancarotte bancarie (in Germania ed Usa meno in Italia) che non si vedono da decenni. Le 146 banche che hanno avuto prestiti dalle banche centrale hanno avuto un po' di ossigeno ma dovranno pagare proficui interessi. Esse erano messe male, non c'è dubbio. Il sistema bancario tedesco è quello più malmesso e la cosa è sorprendente, ma la spiegazione è semplice: hanno prestato soldi agli Stati Uniti avendo in cambio cambiali senza valore. La vespa ha rovinato la formica! La formica tedesca come quella cinese o le altre europee hanno fatto credito ad un'America insolvente che le ha fregate. La povertà tedesca conduce ad un peggioramento delle condizioni economiche europee. La Cina continuerà comunque a comprare i titoli americani e non convertirà lo yuan: non vuole trasformarsi in una nazione consumista e nemmeno aumentare i costi delle merci che esporta. Questo gigante dai piedi di argilla ha riserve valutarie in dollari e non può svalutarle provocando il crollo della quotazione di questa moneta. La formica cinese deve preoccuparsi della vespa americana e accollerà i debiti americani al suo popolo martoriato. Nuovo rigore attende la Cina, essa ridurrà le esportazioni e conoscerà la disoccupazione urbana. Tutto porta al rigore e il rigore in Europa precede lo stato di guerra in medio oriente e nel golfo Persico. Non ci attende il crollo dei sistemi politici occidentali, ma anni difficili e tristi con le economie che saranno soffocate dal ritorno dell'inflazione perché a questo punto occorre chiedersi: chi pagherà i debiti? Quando non paga né il creditore né il debitore allora tocca al contribuente che pagherà per tutti subendo l'aumento dei prezzi e la penuria.

 

Per ulteriori approfondimenti dai un’occhiata sul sito di Futuro Ieri a: http://digilander.libero.it/amici.futuroieri/vaini.htm



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