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  noglobalizzazione [ Forum di critica alla modernita' e a questo nocivo sviluppo ]
         


14 novembre 2008

QUANDO LA CACCA CI AVRA’ SOMMERSO, NASCEREMO SENZA NASO (ALTAN)

Prima il “venerabile” Licio Gelli che si complimenta con la sua matricola 1816 Silvio Berlusconi e col Governo delle... Libertà (vedi la liberale sentenza di ieri su Genova 2001)... per la fedele realizzazione del Piano di Rinascita Nazionale, alias golpe della P2. Poi Marcello Dell’Utri che dichiara di considerare la Commissione Antimafia un costoso balocco, quindi la nomina d’imperio, da parte del Pdl, a presidente del sopradetto giocattolo di una new entry della casta: Beppe Pisanu, collega e sodale di Cossiga fin dagli anni ’60 e dopo forzitaliota.

Ieri la nomina a presidente della Commissione vigilanza Rai di tale Villari ignoto a chiunque, da non confondere con lo storico e intellettuale Rosario e col famoso studioso del Meridione Pasquale a cui sono intitolate alcune vie italiane.

La vicenda di questo Riccardo Villari è paradossale. I Berluscones scrutano la persona giusta, quella che - diciamo - faccia al caso loro, ci scambiano due parole, danno un’occhiata al curriculum, ok se po’ fa’. Basta? Ancora no, e allora una telefonata al sempre sull’attenti Baffino D’Alema per avere il via libera a silurare il dipietrista Orlando. Sì, sì. Così facciamo tutti un bel giochetto che dà una lezione allo scomodo Di Pietro e fa uno sgambetto a Veltroni tanto per ricordargli la necessità del... dialogo.

Tutto va bene Madama la Marchesa, come al solito nell’Italia di Pulcinella.

Siamo messi così male che la dilagante crisi economica da noi porta un’allegria come la festa del Palio di Siena!

 

Amici dell’ Associazione FUTURO IERI

http://digilander.libero.it/amici.futuroieri/vaini.htm




29 aprile 2008

ANCHE A ROMA “NUN SE PO’FA”, ECCO PERCHE’ VELTRONI DOVREBBE FAR LE VALIGIE (PER L’AFRICA)

Wòlter camomilla Veltroni ha fatto davvero più danni della grandine. Alla sua parte, s’intende. Proviamo innanzi tutto a riepilogarli in ordine, per non perdere di vista il quadro d’insieme.

1) Ha dato la spallata decisiva per la caduta del Governo di Romano Prodi dopo neanche due anni dall’insediamento;

2) Ha sciolto la sua Giunta di centro-sinistra a Roma, anche qua dopo meno di due anni dal rinnovo chiesto ed ottenuto dall’elettorato romano, per candidarsi a succedere a Prodi;

3) Ha distrutto l’Unione di centro-sinistra a livello nazionale, dopo anni di faticosa ricomposizione;

4) Ha regalato a Silvio Berlusconi una delle vittorie più nette che si ricordino ad elezioni politiche;

5) Ha fatto scomparire la sinistra dal Parlamento italiano, altro risultato inedito nella storia italiana;

6) Ha quindi fatto rialzare un esanime Berlusconi, facendolo tornare trionfale al Governo del Paese;

7) Ha regalato il Comune di Roma, dopo oltre un quindicennio, al centro-destra col risultato travolgente di Alemanno sullo squalificato (e inviso) Ruttelli.

L’eterogenesi dei fini è una figura retorica per cui, spesso, personaggi sfigati per fare del bene procurano il peggior male possibile. Ora, secondo chi scrive, Wòlter camomilla era animato da interessi meschini e non dalla volontà di fare del bene (salvo quello buonista al Berluska), tuttavia ha veramente prodotto il risultato più nefasto che neanche il più pessimista avrebbe potuto lontanamente immaginare.

Dicono che persino Obama stia meditando di cambiare lo slogan “Yes, we can”, bruciato dall’imitatore maccaronico.

Ora, non è che gli sfiora il pensiero che un bel viaggetto in Africa - ammesso che non stiano già toccandosi gli attributi -, come lui stesso diceva qualche anno fa, sarebbe cosa buona e giusta...?! Oppure dovremo aspettare un cecchino coi baffi che fa il solito, ma stavolta auspicabile, lavoro sporco??? Romano non li abbandonare a se stessi.

 

Amici dell’Associazione Futuro Ieri  http://digilander.libero.it/amici.futuroieri/piccino.htm




29 dicembre 2007

BAFFINO D'ALEMA FRA UNIPOL/BNL, LE MORATORIE E I MORTACCI

Dopo aver detto del Tg1, divenuto una propaggine di Verissimo, il rotocalco gossipparo di Mediaset, ci vogliamo occupare oggi di una delle più colossali "bufale" spacciate dai mass media italiani.
Chiunque avrà udito notizia, fra le innumerevoli di cui invece non avrà mai traccia, dell'approvazione da parte dell'assemblea generale dell'Onu della risoluzione che invita gli Stati del pianeta ad una moratoria sulla pena di morte. Mercoledì 12 nessun quotidiano europeo apriva le sue prime pagine con questa notizia! Nessuno!
Ora, sgombriamo subito il campo dagli equivoci, noi siamo fermamente contrari all'uso abominevole della punizione capitale, poiché solo chi ha dato la vita o chi ne ha ricevuto dono può avere titolo a decretarne la fine.
Detto questo, non possiamo tacere dell'ipocrisia che gronda copiosa da quella risoluzione. Primo perché - come sappiamo bene da altre varie risoluzioni, per esempio quelle ad Israele relative ai territori palestinesi - questi atti di intenti nessuno se le fila, né se li è mai filati neppure in passato sin dall'epoca della Società delle Nazioni. Secondo perché non hanno nessuna cogenza di diritto internazionale in quanto non prevedono sanzioni. Terzo perché sono votati da Stati nessuno dei quali ha la coscienza veramente a posto.
Prendiamo il caso dell'Italia che è stata fra i Paesi che ha più trafficato per l'approvazione. Dove erano tutti gli esponenti politici pro-moratoria nei giorni, peraltro quasi gli stessi, in cui è venuto in visita a Roma il Dalai Lama, autorità morale e religiosa del popolo tibetano, da anni e anni oppresso e perseguitato dalla Repubblica "popolare" cinese? Nessuno si è degnato di riceverlo, tutti si sono defilati, chi per qualche inaugurazione fantasma, chi per un imprevisto, chi per un attacco di diarrea. Nessuno, né di centro-sinistra né di centro-destra. Tranne la lodevole eccezione di Beppe Grillo, oramai l'unica figura credibile di questo nostro povero Paese.
Sfiga ha voluto, però, che il giorno successivo all'approvazione della moratoria quattro persone venivano impiccate in Iran e due fatte secche in Cina per induzione alla prostituzione. Aspettiamo presto all'appello il Texas e altri Stati a stelle e strisce. In Iraq ed in Afghanistan, il problema non si pone neanche, visto che la gente salta in aria direttamente a domicilio. Una sorta di pena di morte pret-a-portet.
Ora, diciamolo. Se doveva essere uno spot per ricostruire la faccia politica di un personaggio abbondantemente squalificato come Massimo D'Alema, noto ai più col nomignolo di Baffino, responsabile di una delle più ignominiose guerre, quella del Kosovo, indagato oggi per le scalate dei furbetti del quartierino e ieri per la stecca che Primo Greganti portò in Botteghe Oscure e poi sparita nel nulla. Ecco, diciamolo, se doveva essere per questo, per beghe tutte italiane, bastava dirlo subito e non scomodare i funzionari Onu che dormono beatamente da decenni e che hanno ancora molto sonno da consumare. Altro che moratorie, ma li mortacci...




7 dicembre 2007

PER CAPIRE MEGLIO LA VICENDA FORLEO E DE MAGISTRIS, CUI VA TUTTA LA NOSTRA SOLIDARIETA'

Alcune analisi imperdibili sulla gravissima vicenda dei magistrati Forleo (indagine (Unipol/Bnl) e De Magistris (indagine Why Not)...


Io rubo, tu tieni il sacco, lui fa il palo

( da http://www.voglioscendere.ilcannocchiale.it )
Sabato ho partecipato a Catanzaro al convegno per la presentazione del numero speciale di MicroMega dedicato al caso Calabria col titolo (tratto da una splendida frase di Vaclav Havel) “La legalità è il potere dei senza potere”. C’erano giuristi, avvocati, giornalisti, un sacerdote, Sonia Alfano, i ragazzi di Ammazzatecitutti, tanti cittadini e alcuni magistrati (i pochi che, a Napoli, hanno osato rompere il silenzio della magistratura associata e castale, firmando un appello di Marco Del Gaudio e Raffaello Magi per solidarizzare con De Magistris).
C’era anche il pm Luigi De Magistris, che s’è limitato a un saluto, ribadendo che intende continuare a fare il magistrato fino alla pensione, e intende farlo solo in Calabria. Già, perché da questa settimana comparirà, in contemporanea con Clementina Forleo, dinanzi al Csm per affrontare la prima delle prove che lo attendono nei prossimi mesi: il procedimento disciplinare intentatogli all’unisono dal cosiddetto ministro della Giustizia Mastella e dal Pg della Cassazione, cui seguirà il 17 dicembre la decisione sulla richiesta del cosiddetto ministro Mastella di trasferirlo d’urgenza, in via cautelare, lontano dalla Calabria.
Nel convegno di Catanzaro, ci siamo ritrovati tutti d’accordo su un punto fondamentale: il “caso De Magistris” e il “caso Forleo” non esistono. Esiste il caso, ben più generale e pericoloso, di un grumo trasversale di potere e di poteri, non soltanto politici, che non vogliono farsi processare, anzi vogliono continuare a rubare possibilmente indisturbati, e hanno scelto le vicende della Calabria e delle scalate bancarie per sperimentare un nuovo tipo di rapporto fra politica, economia, informazione e magistratura. Riscrivendo i princìpi di Montesquieu e svuotando la Costituzione repubblicana, sognano una nuova divisione dei poteri, che suona pressappoco così: politica ed economia rubano, l’informazione tiene il sacco e la magistratura fa il palo. Questa è la partita che si apre da oggi al Csm. Al convegno, ha voluto essere presente a distanza anche lo scrittore Antonio Tabucchi, con un intervento scritto che compare sul sito
www.micromega.net .

Segnalazioni:
Anche la corte d'appello da ragione a Marco Travaglio e Daniele Luttazzi per l'intervista a Satyricon del 14 marzo 2001.
La sentenza .

 

Nessuno tocchi Clementina

( da www.beppegrillo.it )

La magistratura in Italia è indipendente dal potere politico. Così indipendente da avere nel Consiglio Superiore della Magistratura (CSM), in qualità di presidente, il diessino Giorgio Napolitano e, come vice presidente, il biancofiore Nicola Mancino. Il tutto per garantire gli equilibri istituzionali (a favore della politica).
“Il CSM è l'organo di autogoverno della Magistratura; tramite la previsione del CSM, i costituenti hanno teso a garantire l'autonomia e l'indipendenza della magistratura dagli altri poteri dello Stato, in particolare da quello esecutivo.” (
Wikipedia). Autonomia, indipendenza?
Il CSM ha dieci commissioni. La prima, che si occupa delle inchieste sui magistrati, è composta da: Patrono Antonio (presidente), Vacca Letizia (vicepresidente), Anedda Gianfranco, Pepino Livio, Roia Mario, Arcuri Maurizio, Lignola Ferdinando, Brancaccio Matilde, Digilio Maria. Una commissione talmente autonoma e indipendente che alcuni suoi membri sono messi in quota, pubblicamente, ai partiti: Vacca (Pdci), Anedda (An). Cosa vuol dire essere messi in quota? Fare gli aquiloni per Diliberto e Fini?
Il CSM dovrebbe riferire agli italiani, non ai partiti perchè, se riferisce ai partiti, se ha a capo esponenti di partito, allora succede che la Forleo è trasferita, umiliata, scippata dell’indagine Unipol (che tocca due partiti: Ds e ex-Forza Italia) e accusata non si sa più di che cosa:
“La Prima Commissione del Consiglio Superiore della Magistratura ha deliberato all’unanimità l’apertura della procedura per incompatibilità ai sensi dell’art. 2 della Legge sulle Guarentigie nei confronti della dott.ssa Mariaclementina Forleo, giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Milano, in relazione a situazioni di grave disagio determinatesi nell’ambiente nel quale ella svolge le proprie funzioni giudiziarie e a dichiarazioni pubbliche rese dal magistrato relativamente ad interferenze ed intimidazioni istituzionali subìte, che non hanno trovato riscontro nell’istruttoria svolta”.
www.csm.it
La vicepresidente dilibertiana della commissione Vacca ha spiegato: “Le sue dichiarazioni (della Forleo, ndr), eccessive, forzate e gravissime, hanno creato preoccupazione negli ambienti giudiziari e sono state lesive dell’immagine dei magistrati di Milano, che si sono sentiti offesi. Il nostro problema è riportare la serenità negli uffici giudiziari di Milano. Lo spirito che ci muove non è certo persecutorio nei confronti di Forleo” assicura Vacca, che intanto però pronuncia un giudizio durissimo sul magistrato milanese e sul pm di Catanzaro Luigi De Magistris, anche lui, nei prossimi giorni, oggetto di una pronuncia della Prima Commissione: “Sono cattivi magistrati”. “Dire ‘ho fatto il nome di D’Alema e per questo mi perseguitano, non è un sillogismo che può valere. Questa non è una magistratura seria e questi comportamenti sono devastanti. I magistrati devono fare le inchieste e non gli eroi; altrimenti sono figure negative”.
Oliviero, hai qualcosa da aggiungere o sei troppo impegnato a Ballarò?
Il CSM deve cambiare nome in Consiglio Superiore della Magistratura sotto Tutela Politica, CSMTP, oppure rispondere ai suoi veri datori di lavoro, i cittadini. Rendere pubbliche le sedute in cui si sanzionano magistrati coraggiosi come la Forleo e si insabbia l’inchiesta Unipol. Forza Clementina, non sei sola.
Invito i cittadini a scrivere il loro pensiero sulla sentenza della prima commissione direttamente al presidente del CSM, Giorgio Napolitano:
clicca.

Ps: Ricevo e pubblico una precisazione del deputato del PDCI Elias Vacca.
Ho letto come mia abitudine il post di oggi ed essendomi a suo tempo registrato ho inserito il seguente commento. Mi dispiace che la cognonimia con la persona di cui si parla nel post e la riferibilità, pur in diversi ruoli, alla stessa area politica mi esponga ingiustamente all'equivoco ed alla possibilità di un integrale travisamento della mia posizione. Mi rendo conto che Vacca contro Vacca è meno elegante che Kramer contro Kramer, ma...è così, basta leggere le agenzie di ieri l'altro ed il Corriere della Sera di ieri. Sarebbe preferibile considerato il caso di omonimia e di coincidenza di sigle che quando si parla di "VACCA-PDCI" si specificasse di volta in volta il nome proprio, considerato che il sottoscritto ELIAS VACCA-deputato del PDCI-sul Corriere della Sera e su La Repubblica di ieri ha espresso considerazioni diametralmente opposte a quelle della quasi omonima LETIZIA VACCA (non deputato ma membro del CSM) sul caso Forleo.Nello specifico il sottoscritto ha affermato che salve le critiche di merito ad aspetti tecnici dei provvedimenti della Forleo, come di qualsiasi altro magistrato, il provvedimento invocato nei confronti della Forleo è SPROPOSITATO.Detto commento è stato ripreso dal Corriere in un trafiletto dal titolo "SCONTRO TRA OMONIMI NEL PDCI". Non specificare quindi i nomi e non citare neppure il mio commento nel post mi espone ingiustamente (ed in parte espone il PDCI che evidentemente in sede politica è rappresentato dai deputati e senatori) ad una ingiusta critica." Elias Vacca

 

A proposito della Forleo e di D’Alema. E di Latorre. E del CSM.

( da www.olivierobeha.it )
Affido alla rete quello che la rete della informazione stampata e audiovisiva evidentemente non vuole sapere. Se no, dopo che oggi alcuni giornali riportano le parole del Gip Clementina Forleo, appena “scaricata” dal CSM per una sfilza di incompatibilità, la quale interrogata in Procura a Brescia mi cita con nome e (quasi) cognome come destinatario insieme ad Elio Veltri delle confidenze su lei medesima dell’ex giudice ed ex senatore Pci, Ferdinando Imposimato, forse qualcuno mi avrebbe chiesto o permesso di scriverne. Oppure almeno avrebbero provato a sentire la mia minima “campana”.
Che suona così. Più volte, prima e dopo l’estate, Imposimato mi ha detto esplicitamente di pesanti influenze sul CSM da parte dei coinvolti dei Ds, il solito trio (adesso del Partito Democratico), e perfino del Quirinale, affinché la Forleo venisse delegittimata. Con la delegittimazione della Forleo, sempre secondo Imposimato, evidentemente uomo dotato di perfette capacità divinatorie secondo quel che sta accadendo, ne  sarebbe uscita “depotenziata” o  addirittura “nebulizzata” l’ipotesi di reato sulle scalate bancarie concernente sia non parlamentari che appunto parlamentari, i tre Orazi e i tre Curiazi di destra e sinistra. E mai Imposimato me ne ha parlato come fossero sue supposizioni, ma sempre come informazioni ricevute. Questo per quel che mi riguarda, tanto che di ciò in forma chiarissima ho anche scritto una nota per le agenzie di stampa in nome della Lista Civica Nazionale.
Per il resto, rilevo con preoccupazione e dolore che mentre la Forleo è fuori gioco l’inchiesta su quel maleodorante intreccio intercettato è ferma (o “sotto controllo”) per tutti i parlamentari, e sfido l’opinione pubblica nella sua stragrande maggioranza a farsi un’idea diversa da quella che ci vogliono comunicare. E cioè:  la Forleo sarà pure per bene, ma è una psicolabile e una pasticciona. Questo dunque tinge di inverosimiglianza tutta la faccenda dalemiana e consortiana. E così sembra quasi logico che di come siano e che cosa combinino invece quelli che ci governano e trafficano in banche in odore di reati neppure troppo trascurabili nessuno parli. Il caso D’Alema è diventato insomma il caso Forleo, come volevasi dimostrare e come si tenta di fare con successo per il caso De Magistris in luogo di un’inchiesta da far tremare il Palazzo.
Tutto ciò ha un nome: golpe bianco, ovvero furto di democrazia. Se poi qualcuno in questo Paese dovesse svegliarsi, preparatevi e prepariamoci al peggio. Ma se così, ce lo saremo andati a cercare.



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