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  noglobalizzazione [ Forum di critica alla modernita' e a questo nocivo sviluppo ]
         


23 agosto 2008

APPUNTI BERLINESI 2

 

Non credo di essere il solo, ma quando son tornato dalla Germania in Italia ho avuto come una vertigine, come la percezione che qualcosa di sbagliato sia nell’aria. In effetti in questi primi giorni post ferragostani fra grandi eventi internazionali che non smuovono il ministro degli esteri e le dichiarazioni del Bossi, mi pare ministro delle riforme, è difficile ri-ambientarsi. Ci riuscirò ancora una volta, non dubito. E’ un po’ come il vivere su un’isola, al mare ci si fa l’abitudine.

Quello che c’è intorno a me un po’ mi spaventa, come ad esempio le ferragostane raccolte tragicomiche delle ordinanze dei sindaci, nelle quali si evince che ciò che può essere vietato in un comune può essere lecito in quello accanto. Quindi potrei fare una cosa illecita in un comune e magari dall’altra parte della strada in un diverso comune l’illecito è lecito e viceversa. Provo a fare un piccolo esempio. Nel comune A magari è vietato stendere i panni in pubblico, allora è bene spostarsi nel comune B dove è lecito. Però nel comune B i bambini non possono giocare nei giardini pubblici, allora l’accorto padre di famiglia fa giocare i bimbi nel comune A dove è lecito e mette casa nel comune B, magari sull’altro lato della casa, così può stendere i panni in pubblico. In entrambi i comuni c’è le multe per i fidanzatini che si baciano vistosamente in pubblico, allora l’accorto padre di famiglia scongiura la figliola adolescente di spostarsi nel comune C dove le ordinanze sono più tolleranti in materia di decenza pubblica, il quale magari non è lontano ma è in fondo alla strada.

Sciocchezze? Credo proprio di no!

Si sta ripresentando un Belpaese quasi feudale dove ogni realtà fa quel che gli pare, anarcoide nel suo cieco egoismo, senza punti di riferimento e senza ambizioni che non siano gli stretti interessi privati dei singoli e le loro manie di protagonismo. L’attivismo di sindaci e in qualche caso degli assessori in materia di ordine pubblico può fare un po’ di colore, dare visibilità a questo o a quello ma il degrado è interno a questa società e non è portato dall’esterno da soggetti marginali o delinquenziali di piccolo livello. Quello che manca al Belpaese è ambizione, volontà, capacità di fare il gioco di squadra, vedute politiche ampie. Quello che c’è sono ambizioni di corto respiro, ignoranza, superstizione, faciloneria, volontà di credere nei miracoli, ottusità, menefreghismo, egoismo, talento criminale. Se non viene punito il livello più alto del delinquere, ossia quello della criminalità finanziaria e dei colletti bianchi sarà impossibile indirizzare l’intera società verso un livello decente di legalità e coesione interna. Per fare cosa poi! Questo è un paese dove il figlio del notaio fa il notaio e il figlio del medico fa il medico, dove le carriere negli ordini professionali che contano si ereditano, per così dire, dove è bassa la speranza di migliorare la propria condizione sociale. E’ molto difficile mettere in riga la popolazione senza avere speranze per tutti e senza quei legami che tengono assieme un corpo sociale eterogeneo come il nostro. La forza, il credere nei miracoli e nelle delibere più o meno estemporanee non basterà. Questo Belpaese un giorno dovrà pur rendersi conto di far parte dell’Europa, dovrà prima o poi rinunciare a credere nei miracoli, a seguire ora quello ora quell’altro espediente, lasciare il discutibile talento nell’improvvisazione e nella recita estemporanea in materia di gravi decisioni politiche per iniziare a costruire qualcosa che davvero assomigli a uno Stato, che sia Europa, che sia una cosa credibile, ossia NOI STESSI..

IANA per Futuroieri




22 maggio 2008

MOSTRI QUOTIDIANI

Sono reduce dalla visione del film “Gomorra”, quel che ho visto mi ha mostrato l’evidenza che non c’è solo un problema criminale nel napoletano, c’è una vera e propria scissione dal corpo della Nazione.  L’uso di un dialetto incomprensibile ai più, l'indifferenza e la facilità con cui nel film si uccide o ci si organizza contro lo Stato, l’impunità scandalosa dei comportamenti e degli atti criminali, non sono solo finzioni ma rappresentazioni oneste, a quel che par di capire, di quella realtà.  Qui non è più il caso di parlare di una deriva o di una guerra fra bande criminali questa è autentica secessione armata, condotta con regole asimmetriche,terroristiche, da camorra appunto.  La criminalità è il potere ed è la legge, il modo di operare dei camorristi ricorda quello degli eversori politici o dei gruppi terroristi, se non sono già passati alle vie di fatto separando la nazione napoletana dal resto del Belpaese è solo perché hanno un loro tornaconto o perché non si sono resi conto fino in fondo del loro potere.

Una democrazia in crisi di legittimità e di credibilità come è la nostra ha motivo di temere da questo potere che si presenta come forte e vitale, animato da una capacità di resistere a colpi durissimi e di esercitare il diritto di vita e di morte su coloro che si trovano nel suo dominio. Proprio il fatto che lo scrittore del libro omonimo sia sotto scorta deve indurre a riflettere sul fatto che oggi sul territorio nazionale il diritto alla libertà di pensiero e di stampa è messo in seria discussione,  con la sua minaccia di morte per un libro scritto la Camorra aggredisce anche la Costituzione della Repubblica.  Fino a che punto uno Stato può reggersi se le basi della sua legittimazione ad esistere vengono derise e quindi disgregate e minate dai fenomeni di criminalità organizzata?

Un libro di due anni fa di Elio Veltri “Il topolino intrappolato” descriveva la commistione fra economia legale ed economia illegale in Italia, i dati pubblicati dall’ex senatore sono inquietanti.  Letti di nuovo oggi alla luce dell’emergenza criminalità e spazzatura mostrano come alla crisi radicale della credibilità delle istituzioni faccia seguito il crollo di qualsiasi forma di decenza e di moralità pubblica.

Questo modo di vivere, credere nel Dio-denaro, produrre e consumare ha prodotto la possibilità di forme devianti e criminogene di vita e di lavoro che si sono saldate all’economia legale; non basta più qualche gesto esemplare o qualche novello maxi-processo.  Qui va messo in discussione il modo di vivere quotidiano, i valori devianti ereditati da padri e nonni e antenati, perché l’indifferenza e l’ostilità contro le regole e le leggi viene da lontano, e va  messo in conto di dover di nuovo ricostruire questo Belpaese quanto questo vento di follia avrà finito di far i suoi danni.

 

IANA per Futuroieri




22 febbraio 2008

UNA EMAIL RICEVUTA, UN DIBATTITO DA FARE

L'amico Franco mi manda la presente mail ricordandomi il peso che ha in questo paese l'evasione fiscale.  Aggiungo inoltre che tutti gli introiti della criminalità piccola o organizzata che sia non sono tassati e forse neanche tassabili.  A questo punto oso chiedere al gentile lettore un suo commento su questa lettera in modo da poter avviare un confronto di opinioni e forse un dibattito su dove sta andando questo Belpaese.

EVASIONE FISCALE: ECCO I DATI DELL'AGENZIA DELLE ENTRATE

Secondo i dati dell’Agenzia delle Entrate, ossia di Vincenzo Visco, essa è mediamente pari al 27% dell’imponibile dichiarato.

Ma ecco il rapporto tra base imponibile evasa e quella dichiarata per regione:

Lombardia 13,04 per cento.

Emilia Romagna, 22,26%.

Veneto, 26,05%.

Lazio 26,95%.

Friuli Venezia Giulia 28,22%.

Valle d’Aosta 28,29%.

Piemonte 30,53%.

Abruzzo 33,11%.

Toscana 33,67%.

Marche 33,95%.

Umbria 44,51%.

Basilicata 49,75%.

Liguria 50,29%.

Molise 54,61%.

Sardegna 54,71%.

Campania 60,55%.

Puglia 60,65%.

Sicilia 65,89%.

Calabria 93,89%.

Come si vede, ad evadere meno sono la Lombardia, l’Emilia Romagna e il Veneto, le aree dove secondo LA PROPAGANDA POLITICA si annidano i più ricchi evasori.

Lombardia ed Emilia sono addirittura più virtuose della media europea, che è attorno al 23 per cento (Belgio 23,2), dunque regioni di contribuenti modello, e in Italia si pagano tasse per mantenere raccomandati e sprechi. I paesi più virtuosi sono gli Usa e la Svizzera, con evasione valutata all’8% dei redditi dichiarati. Sono anche i paesi dove più forti sono le deduzioni e detrazioni consentite per la produzione del reddito.

Le regioni della grande evasione sono nel Meridione: Campania, Puglia, Sicilia sono oltre il 60% di evaso, con la punta incredibile della Calabria, dove l’imponibile evaso si valuta al 94 per cento del dichiarato. Non a caso, sono le regioni in mano alla malavita, camorra, n’drangheta, ’ndrine, sacre corone unite. Qui lo stato è assente ingiustificato.

L'assenza dello stato consente l’accumulo di capitali occultati e illeciti, e fa contrarre l’abitudine alla illegalità, al «nero», all’abusivismo, allo sfruttamento del lavoro. Una vera solidarietà politica decreterebbe agevolazioni ed esenzioni fiscali aperte e legali, anziché estendere a quel territorio leggi tributarie per poi non applicarle discrezionalmente. La politica degli occhi chiusi fa crescere le clientele malavitose e le servitù.

UNA CHIOSA FINALE

A cosa conduce tutto questo?

Non ci si può rassegnare alla discesa verso il terzo mondo, alle scarpe risuolate, agli abiti rivoltati, al mercatino dell’usato, all’ignoranza. Sia chiaro nei prossimi due mesi la situazione peggiorerà ancora, se oggi non si sa come fare nell'ultima settimana del mese, presto avremo problemi negli ultimi nove giorni. Per ora le autorità ignorano la miseria crescente che si diffonde da nord a sud, ma anche in tutto l'occidente!

IANA e AF per Fututoieri  http://digilander.libero.it/amici.futuroieri



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