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17 maggio 2013

Diario precario dal 4/5 al 6/5/2013

 

           

Data. Dal 4/4/2013 al  6/5/2013

 

Note.

Maggio.

Governo  nuovo, polemiche vecchie.

 Italia immobile.

 Così pare.

Correzione terze prove, siamo alle battute finali dell’anno.

Mi prende un senso di solitudine e di stanchezza.

Visto film di Myazaki: Kiki consegne a domicilio.

Dibattito scolastico all’assemblea con psicoterapeuta e ipnologo.

 

Considerazioni.

Il film di Hayao Miyazaki è una piccola perla ma è anche una dose sconvolgente di zuccherosi buoni sentimenti e positive azioni. Alcune osservazioni. Prima osservazione in trent’anni è cambiato poco o nulla l’animazione giapponese è ancor  oggi percepita come spettacolo per bambini e con mio grande imbarazzo mi son trovato con il mio bicchiere di birra in mezzo a famiglie e a bambini con il guanciale di supporto per alzarsi di qualche centimetro sulle sedie o con il   bicchierone  di pop-corn. Più o meno al tempo della mia infanzia le cose stavano così, l’animazione in generale e quella giapponese in particolare era ed è pensata come spettacolo per bambini e famiglie. Mi sono detto: “se qualcuno mi chiede qualcosa dico che sono qui per scrivere una recensione per un blog”.

Seconda osservazione l’Europa descritta dal nipponico studio Ghibli è di fantasia, è il regno delle fiabe rivisto e corretto dove al posto delle casette di zucchero e pan di Spagna e alle carrozze trainate da topolini c’è un mondo tecnologico ordinato, preciso, pittoresco pieno di animali, fiori, natura. L’Europa da cartolina illustrata, anzi da acquerello di quelli che si vendono ai turisti stranieri nelle città d’arte. Terzo va osservato che la protagonista è una strega tredicenne a cavallo di una scopa volante che va a giro per i cieli del nord Europa evidentemente, se c’è una categoria umana che nella storia d’Europa è stata massacrata e messa al rogo dall’ordine costituito è proprio la categoria delle streghe. Il che mi fa pensare che in fondo lo sdoganamento della strega dei nostri tempi che avviene per fini commerciali e di vendita di prodotti d’intrattenimento e giocattoli vari sia dovuto al fatto che per via commerciale la strega cessa d’essere soggetto culturalmente e socialmente pericoloso. In effetti quando c’erano davvero le streghe a giro per l’Europa torture, roghi, processi, pubblici pestaggi erano la regola. Calvinisti, luterani, cattolici, furono spietati nei confronti della stregoneria letta come fatto demoniaco  e sopravvivenza di culti pagani e quindi opposizione concreta all’ordine costituito di allora.  Le piccole streghe della civiltà dei consumi e dello spettacolo, con la scopa volante o chitarra elettrica a seconda dei casi e delle sceneggiature, evidentemente non sono pericolose per l’ordine costituito; la civiltà presente ha sdoganato quello che per secoli era percepito come una potente manifestazione delle forze del male e togliendo alla categoria ogni dimensione malefica ha rivestito il settore “streghette e maghette” di una dimensione positiva, si tratta di un riciclaggio ben riuscito di una categoria umana. In questo il maestro dell’animazione giapponese non è molto diverso da molti autori che hanno preso questo riciclaggio e ci hanno lavorato sopra per creare personaggi simpatici più o meno positivi.

Per il resto è un ottimo film d’animazione all’insegna dei buoni sentimenti, del romanzo di formazione, del pittoresco.

L’Europa ideale e bella  e l’Italia ideale e bella  sembrano confinate nelle fantasie e nei capolavori grafici del maestro dell’animazione giapponese.

Lunedì incontro con la psicologia, l’ipnotismo e la psicoterapia e perfino la grafologia all’assemblea d’istituto. Niente lezione del lunedì ma sorveglianza.

Quattro settimane e la scuola è finita. Devo spingere al massimo il programma.




28 luglio 2012

Una traduzione di Franco Allegri su Occupy e i CEO

I CEO Analizzano il Movimento Occupy

27 luglio 2012 | Autore: F. Allegri

"Due fanatici in marcia" di I. Nappini

I CEO Analizzano il Movimento Occupy
22/03/2012
Di Ralph Nader
Stetson J. Bradford III s’incontrò con il suo compagno CEO F. Reginald Lawless per un pranzo testa a testa presso il Penthouse Reverie Room sopra Wall e Broad Street a New York.
Come membri fondatori del quarantennale Corporate Supremes Club, avevano un fatto serio da discutere prima del weekend del Ringraziamento del 2011.
Il tema numero 1 era: Il movimento Occupy Wall Street e il suo seguito in tutto il paese era il precursore del vasto sconvolgimento popolare che essi e i loro fratelli hanno temuto fin da quando Wall Street fece crollare l’economia americana nel 2008 e inviò il conto ai contribuenti?
Sui loro grandi amari di whisky bevuti prima di consumare la loro aragosta del pranzo, condivisero i loro pensieri più intimi con toni quasi sussurrati e visi gravi:
Bradford:
“Sono preoccupato, Reg, che questo potrebbe essere il grande terremoto che tutti noi abbiamo temuto. Sono sempre i ruffiani e i demagoghi che fanno l’avanguardia. Ricordi il saccheggio della Bastiglia?”
Lawless: “Mi permetto di dissentire, Stet. E’ sempre la classe media che alza la bandiera della rivolta, almeno negli ultimi 2 secoli. Queste persone a Zuccotti Park non sono riferibile alla maggioranza delle genti quelle con i problemi sanitari e con l’influsso peggiore dei senzatetto e dei vagabondi nei loro spazi pubblici”.
Bradford: “Forse sì, ma guarda la copertura giornaliera dei media delle persone del 99%. Non ho mai visto nulla di simile nei reportage TV e sui giornali su questi accampamenti ovunque. Anche i sondaggi dicono che hanno più supporto al loro messaggio contro la disuguaglianza rispetto a quanto fece il Tea Partiers. Ricordiamo che A. Lincoln disse ciò che può essere fatto con (l’opinione pubblica)”.
Lawless: “Lascia che ti calmi, Stet. Sappiamo dai nostri infiltrati spettinati, ciò che accade in tutti gli accampamenti, tranne forse in quelli piccoli come a Niles, Michigan. E’ il nostro tipo di programma di lavoro. Salvo alcune provocazioni flash prese in video, come un beffardo trader di Wall Street che scalcia un povero bambino nel fango, gli Occupanti presto saranno congelati fuori della coscienza pubblica sia da parte dell’inverno in arrivo che dai media annoiati”.
Bradford: “Perché dici questo? Devono essere molto determinati per restare e dormire in questi parchi disagevoli notte e giorno, creando tabelle di primo soccorso, assistenza legale e anche una biblioteca. Sai, biblioteche con materiali radicali storicamente hanno avuto pericolose influenze sulle moltitudini”.
Lawless: “Aspetta, Stet. Lascia che ti mostri perché essi sono qui oggi e perché i più se ne andranno domani. Hanno dei capi No, con orgoglio rifiutano i leader e anche il tratto della leadership. Mostrami un movimento di successo o di lavoro o un’unione sindacale, e io ti mostrerò i capi. Nulla può accadere senza capi per dargli forma e direzione nel corso del tempo, non importa quanto sgradevoli possano essere”.
Bradford: “Hai ragione in gran parte. Ma una folla non deve avere capi. Deve solo avere l’emozione, la motivazione, un obiettivo e una scossa improvvisa o una scintilla che può venire da ogni luogo”.
Lawless: “Con i controlli della folla moderni e high-tech, il moto può essere individuato molto presto con telecamere di sorveglianza all’angolo e dispersi in 100 modi. La nostra polizia buona – pubblica e privata – ottiene scatti di adrenalina enormi di fronte a folle in avanzamento”.
“Ma Stet, c’è di più. Occupy non ha un programma o progetto sui quali milioni di persone si identifichino. Certo ‘Disuguaglianza, disuguaglianza, il 99%, 99%’ fa slogan buoni perché la gente creda che siano veri. Dopo tutto, non siamo veramente? Ma senza un fervore religioso, una sorta di ‘ismo’ ideologico – in sintonia con i tempi – tutto ciò che resta sono le riforme reali per le quali hanno poco interesse o la pazienza. Questo è dove veramente perdono la barca e il veicolo del cambiamento. Perché detestano la politica”.
Bradford: “Che cosa vuoi dire?”
Lawless: “Stet, perché pensi che la nostra classe superiore spenda così tanti soldi, tempo e influenza sul Congresso? Perché è lì che l’azione desiderata o l’inerzia risiedono nel nostro sistema di governo. Destalo e otteniamo agevolazioni fiscali, sovvenzioni, salvataggi, contratti, omaggi e piccoli rafforzamenti delle leggi contro di noi. Fermalo e le masse non ottengono nulla, peggio ottengono il ritiro delle protezioni per il loro benessere economico, salute, sicurezza, i bambini e la diminuzione di salari, stipendi e pensioni.
Così, detestando la politica, evitano di circondare i membri del Congresso nei propri uffici a casa o a Capitol Hill. Evitano la sola vittoria che potrebbe fare in questo anno di elezioni. E che è di aumentare il salario minimo federale a $ 10 l’ora come era, data l’inflazione, nel 1968.
E non conta raddoppiare la produttività dei lavoratori della quale la nostra classe si appropria regolarmente per le nostre casse.
Sai, Stet, oltre il 70% delle persone intervistate sostengono l’aumento del salario minimo all’inflazione corrente. Centinaia di gruppi di influenza lo vogliono – almeno sono sul tema come l’AFL-CIO, il National Council of La Raza, la NAACP, i servizi sociali e gruppi religiosi di beneficenza – quasi tutti.
Ma nessuno è sui bastioni.
Come un lungo treno pronto a partire senza il carburante. Indovinate chi è in grado di fornire l’energia da innesco? Gli Occupanti.
E possono stimolare tutti questi gruppi ad agire sui membri del Congresso.
Immagina la gratitudine di 35 milioni di lavoratori che ora lavorano a meno di 10 dollari l’ora per le loro famiglie. Immagina una vittoria in un oceano di paralisi per stuzzicare l’appetito di decine di milioni di americani per avere di più e ciò che essi chiamano la loro giusta quota.
Una volta che le masse si muovono, come sai, sono difficili da fermare”.
Bradford: “Beh, perché non vanno con tutte quelle decine di miliardi di dollari che potrebbero arrivare nelle tasche di queste persone che ora guadagnano tra $ 7.25 e $ 10?
Sembra ovvio. E non sta andando a influire sui nostri affari. I nostri compagni di golf possono fare diverse migliaia di dollari l’ora, ma nessuno dei nostri dipendenti guadagna meno di $ 10, ad eccezione forse per i portieri nei nostri uffici”.
Lawless: “Io ti dirò perché, ma perdona la ripetizione. Le persone di Occupy sono sempre a litigare tra di loro in modo implosivo mentre si scoraggiano con le infinite assemblee democratiche dove la regola della maggioranza non c’è. Non vogliono capi, o un vero ordine del giorno. Lottano con gli anarchici e i provocatori prezzolati, e disdegnano qualsiasi disciplina, e tanto meno il pagare gli organizzatori a tempo pieno. Uno potrebbe dire impietosamente che non sono seri verso tutto ciò che è descritto come la vittoria – anche quella nelle loro mani che porterebbe loro grande ammirazione”.
Bradford: “Quasi mi fai dispiacere per loro. Potrebbero essere i nostri figli e figlie, Reg. Si comportano bene”.
Lawless: “Lasciali comportare bene. Dirò loro ciò, ogni giorno, fintanto che non significheranno molto più di quello. Che ne dici di un altro amaro di whisky, Stet, prima di comprare quei credit default swap della Grecia”.
Bradford: “Salute, Reg. Salute”.
(Stetson J. Bradford III e Reginald Lawless sono dei rappresentanti fittizi dei 500 CEO della rivista Fortune)
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Tradotto da F. Allegri il 27/07/2012.
Franco Allegri è presidente dell’associazione Futuroieri, è laureato in scienze politiche, nel 2008 riuscì a prevedere e spiegare il fallimento di Lehman Brother prevedendo anche la data del 18 settembre, da agosto 2009 spiega il litigio tra Berlusconi e Fini come causa prima del governo Monti. ALL’ORIZZONTE CI SONO NUOVI FALLIMENTI BANCARI E GUERRE.
Traduce scritti politici e si occupa di cittadinanza.
Si dedica alla libera informazione politica ed economica e traduce le lettere di Michael Moore, Ralph Nader e Lester R. Brown.
Su Facebook è Futuro Ieri.




25 luglio 2012

Una traduzione di Franco Allegri su USA e debiti pubblici europei e non solo

I Pericoli dell’Economia Globale

23 luglio 2012 | Autore: F. Allegri


I Pericoli dell’Economia Globale
15/03/2012
Di Ralph Nader
Per mesi i nostri titoli sono andati su e giù a causa di problemi vari, ma nessuno è stato più ricorrente delle preoccupazione per la crisi finanziaria in Grecia.
Mattina dopo mattina, New York City si basò sugli scambi commerciali dei capitalisti da casino con la Grecia e sulle ultime indiscrezioni in arrivo dall’Europa occidentale alle loro menti.
Cosa farà la ricca Germania per salvare la Grecia al collasso e piena di debiti?
La Francia sarà d’accordo con tali piani?
L’iniezione massiccia di liquidità da parte della Banca centrale europea aiuterà le banche a comportarsi in modo da aiutare la Grecia, tra gli altri paesi?
Giorno dopo giorno di negoziazione, negli USA.
Perché? La Grecia è un paese di poco più di dieci milioni di persone con un PIL inferiore a quella del New Jersey.
Ma perché è vicina alla scogliera di bilancio, gli osservatori finanziari temono l’effetto domino.
Se la Grecia fallisse male, potrebbe trascinare Portogallo, Spagna, Irlanda e poi forse l’Italia più vicino al disastro finanziario.
E qual’è la catena che lega la Grecia a queste nazioni e poi ai paesi più grandi dell’UE e attraverso l’Atlantico agli Stati Uniti?
E’ la profonda interdipendenza provocata dalla globalizzazione delle imprese e dei grandi speculatori finanziari, che accumulano derivati come i credit default swap e le altre piramidi intricate di scommesse su altre scommesse.
Esse sono le banche, gli hedge funds e gli altri enti che mettono i soldi della gente in scommesse o azzardi sempre più astratti e complessi fatti da parassiti o grande finanza.
Non è cambiato molto dopo il crollo di Wall Street del 2008 oltre il suo rinnovato credo che voi, i tassati, sarete costretti ancora una volta dal suo governo a tirare fuori dai guai i colossi finanziari sempre più grandi che sono così intrecciati da essere “troppo grandi per fallire”.
Gli operatori che fanno denaro speculativo dal denaro speculativo, scambiato in trilioni di dollari, ora tengono in ostaggio l’economia reale con la quale la gente fa i soldi fornendo i beni necessari o voluti e i servizi.
Il destino dei lavoratori americani, le loro pensioni e le imprese reali che li impiegano, si basano sui domino globalizzati che una traballante Grecia potrebbe mettere in moto.
Questa è la logica vile di un’economia casinò globale, guidata da algoritmi computerizzati di una frazione di secondo e mimetizzati dalla teoria fasulla del “libero commercio”, che in realtà è commercio gestito dalle multinazionali.
Gli Stati Uniti non hanno bisogno di essere incatenata dai capitalisti globali a quello che può accadere in Grecia o in Spagna o in Portogallo.
Dovremmo essere meno dipendenti dalle economie finanziarie all’estero e più autosufficienti e indipendenti dai rischi molto contagiosi dell’economia globale.
Per questo motivo l’attività economica più basata sulla comunità che c’è nel nostro paese – le cooperative di credito, rinnovabili, efficienza energetica, ambulatori sanitari di comunità, mercati alimentari della comunità, ecc -sarà più isolata da devastazioni sismiche globali.
Quelle stesse economie di comunità avrebbero aiutato a proteggere il popolo greco dalle grinfie astute di Goldman Sachs e di altri creditori aggressivi da casinò.
Purtroppo, le campagne presidenziali e del Congresso intellettualmente impoverite mai proposero mezzi per far uscire il paese dalle super camicie di forza degli speculatori globali.
La tirannia politica a due partiti – Repubblicano e Democratico – è troppo in ginocchio davanti agli scrittori di controllo dei capitalisti imperiosi per difendere le persone i cui voti si sforzano di garantire.
Mentre i cittadini degli USA lottano, Wall Street e Washington si preoccupano della Grecia.
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Tradotto da F. Allegri il 23/07/2012.
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24 luglio 2012

Una traduzione di Franco Allegri su USA e Petrolio

Per gli amici presento una traduzione di Franco Allegri su Stati Uniti, amministrazione Obama e petrolio.



Obama può fare di più sui prezzi del Petrolio

15 luglio 2012 | Autore: F. Allegri

visita la rubrica dedicata

Obama può fare di più sui prezzi del Petrolio
06/03/2012
Di Ralph Nader
I Prezzi del gasolio e della benzina aumentano.
In California, alcuni automobilisti stanno pagando più di $ 5 al gallone.
Il presidente Obama ha dichiarato che “non vi è alcuna soluzione rapida” per questo problema.
Intanto, i repubblicani sfortunati ma urlanti gli danno la colpa per l’aumento del carburante come se fosse lo zar del controllo dei prezzi.
Infatti, il Presidente ha un adeguato potere per abbassare i prezzi del petrolio al dettaglio.
D. Stockman, Budget Director del Presidente R. Reagan, disse chiaramente alla CNN la scorsa settimana: “smettete di battere i tamburi di guerra ora [contro l’Iran], e Obama potrebbe farlo, e potrebbe dire che i neocon sono storia”.
Dopo aver lavorato a Wall Street, Stockman sa che i discorsi di guerra dei falchi dentro e fuori il nostro governo è proprio ciò che gli speculatori sul New York Mercantile Exchange vogliono sentire quando fanno salire il prezzo.
I vostri prezzi della benzina non sono alti a causa delle tensioni tra domanda e offerta.
La speculazione, con i famigerati derivati e gli swap, è ciò che esce dai buchi nel vostro budget di carburante, per gli avvocati di rinforzo della Securities and Exchange Commission.
I giocatori d’azzardo too-big-to-fail di Wall Street – Goldman Sachs, JP Morgan Chase, Bank of America, Merrill Lynch e Morgan Stanley – sono tornati.
Il Dr. Mark Cooper della Consumer Federation of America documentò che la speculazione aggiunse $ 600 per spese di benzina alla famiglia media nel 2011.
In precedenza, il capo della Exxon / Mobil stimò che la speculazione era responsabile per più di $ 40 al barile di aumento dei prezzi quando il petrolio era oltre i 100 dollari al barile.
A giugno, il capo della Commodity Futures Trading Commission (CFTC) G. Gensler, disse a New York City che “ingenti afflussi di denaro speculativo creano una profezia che si auto-avvera e lievita i prezzi delle materie prime”.
Mr. Gensler e la CFTC ebbero più autorità legale per controllare i giocatori d’azzardo di Wall Street, ma i membri chiave del Congresso rifiutano di dare i fondi (loro parole), “per essere un poliziotto efficace contro la truffa”, quando è forte l’aumento del volume di vendite.
I budget delle campagne del Congresso sono stati gonfiati dai contributi elettorali di questi giocatori d’azzardo di Wall Street.
Questa è la “politica del registratore di cassa”.
Nel frattempo, la gente paga e ripaga alla pompa e mi chiedo perché nessuno non sta facendo niente contro questo.
Ma un budget inadeguato spiega solo una parte dei problemi di Mr. Gensler.
Egli è continuamente minato da altri commissari CFTC i quali non vogliono che l’azione vera e propria vada in esecuzione.
Sembra anche vada verso il basso sotto la pressione.
Già negli anni 70, un improvviso aumento dei prezzi della benzina – solo pochi centesimi – portò ad un putiferio tra la gente e a richieste di leggi, controlli dei prezzi e altri atti del governo.
Ora i funzionari del New York Mercantile Exchange, con le grandi banche e gli speculatori di hedge fund carichi di grossi profitti e bonus abbassano, proprio qui in USA, le loro mani dicendo “non ci sono soluzioni rapide”.
Eppure, per il costante discorso bellicoso israelo – Obama – Hillary Clinton – Congresso – AIPAC sullo sviluppo di una capacità di produrre armi nucleari dell’Iran sta provocando gli avvertimenti di Teheran sulle Stretto di Hormuz, e gli speculatori del prezzo del petrolio hanno una giornata campale con i vostri dollari di gas.
Il Sen B. Sanders (I-Vt.) chiede regolarmente che le autorità di regolamentazione di Obama impongano limiti alle speculazioni petrolifere.
Egli afferma che “il prezzo alle stelle di gas e petrolio non ha nulla a che fare con i fondamenti della domanda e dell’offerta”.
Anche l’analista di Goldman Sachs, D. Greely, affermò che le speculazione a Wall Street sui futures spingono al rialzo i prezzi del petrolio.
In risposta a tali proteste, il presidente Obama annunciò a aprile 2011 una nuovo gruppo di lavoro inter-agenzia per combattere la frode.
Non trattenete il respiro in attesa di eventuali azioni qui.
Allora perché il presidente non invita le varie industrie quali il trasporto e le compagnie aeree che vengono feriti dai prezzi del petrolio a spirale, insieme a i consumatori, organizzazioni di automobilisti, come la AAA e la Better World Society, e le agenzie governative competenti per premere su Congresso e membri recalcitranti del CFTC e fermare il fronte dei giganti del casinò di Wall Street?
Mr. Obama e il ministro dell’Energia Chu continuano a dire che c’è abbastanza petrolio sui mercati mondiali e che i suoi prezzi alti per la speculazione minano la ripresa economica USA.
Ma Obama non sembra disposto ad usare tutta l’autorità esistente della sua amministrazione per reprimere l’impennata speculativa.
C’è un’azione molto più possibile da usare con l’attuale autorità legale per i regolatori e guadagnare così i loro stipendi.
Hanno bisogno di sentire più forte i brontolii dal popolo.
Mentre le persone necessitano, quando possibile e sicuro, di camminare per brevi distanze, invece di guidare fin là, se non altro per irrigidire la loro determinazione a combattere in più modi.

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Tradotto da F. Allegri il 15/07/2012.
Franco Allegri è presidente dell’associazione Futuroieri, è laureato in scienze politiche, nel 2008 riuscì a prevedere e spiegare il fallimento di Lehman Brother prevedendo anche la data del 18 settembre, da agosto 2009 spiega il litigio tra Berlusconi e Fini come causa prima del governo Monti. ALL’ORIZZONTE CI SONO NUOVI FALLIMENTI BANCARI E GUERRE.
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8 luglio 2011

Una nuova traduzione di F.Allegri sulla speculazione sui grani

Scritto da F. Allegri


LA GRANDE CRISI DEL CIBO DEL 2011*
Di Lester R. Brown
www earth-policy.org
Earth Policy Release
Plan B Update
14 Gennaio, 2011
Mentre inizia il nuovo anno, il prezzo del grano è al suo massimo di sempre nel Regno Unito.

Le rivolte del cibo si diffondono in Algeria.
La Russia importa grano per nutrire il suo bestiame prima del pascolo di primavera.
L’India sta lottando con un tasso d’inflazione da cibo del 18% annuo ed esplodono le proteste.
La Cina cerca all’estero enormi quantità potenziali di grano e granturco.
Il Messico compra i futures sul granturco per evitare aumenti inimmaginabili per la tortilla.
E il 5 Gennaio l’organizzazione U.N. Food and Agricultural annunciò che il suo indice del prezzo del grano a dicembre aveva superato il più alto di sempre.
Ma mentre negli anni passati, era stato il clima che aveva causato un picco nei prezzi delle merci, ora sono le tendenze in entrambi i lati dell’equazione della domanda/offerta del cibo che guidano verso l’alto i prezzi.
Dal lato della domanda, i colpevoli sono la crescita della popolazione, della ricchezza e l’uso del grano come carburante per auto.
Dal lato dell’offerta: l’erosione del suolo, l’impoverimento delle fonti, la perdita di terre per usi non agrari, la deviazione dell’acqua da irrigazione verso le città, il calo della resa del raccolto nelle agricolture avanzate, – per l’effetto serra – le ondate di calore che seccano il grano e la fusione dei ghiacciai montani e polari.
Questi trend climatici uniti sembrano destinati a fissare un dazio sempre più alto in futuro.
C’è almeno una notizia buona ma debole sul lato della domande: La crescita della popolazione mondiale, che arrivò al 2% annuo intorno al 1970, è calata sotto il 1,2% all’anno nel 2010.
Ma poiché la popolazione mondiale è quasi raddoppiata dal 1970, noi stiamo ancora aggiungendo 80 milioni di persone ogni anno.
Stanotte ci saranno 219.000 bocche addizionali da nutrire al tavolo della cena e molte di loro saranno accolte con i piatti vuoti.
Altre 219.000 si uniranno a noi domani notte.
Ad un certo punto, questa crescita senza fine inizia a tassare sia le abilità degli agricoltori che i limiti delle terre della terra e le risorse idriche.
Oltre la crescita della popolazione, ci sono ora quasi 3 miliardi di persone che salgono sulla catena del cibo mangiando quantità più grandi di bestiame nutrito con grano e prodotti di pollame.
La crescita nel consumo di carne, latte e uova in paesi che sviluppano molto velocemente non ha precedenti.
Il consumo totale di carne in Cina oggi è già quasi il doppio di quello negli Stati Uniti.
La terza causa dell’aumento della domanda è l’uso dei grani per produrre carburante per auto.
Negli Stati Uniti, che raccolsero 416 milioni di tonnellate di grano nel 2009, 119 milioni di tonnellate andarono nelle distillerie di etanolo per produrre carburante per auto.
Quello è abbastanza per nutrire 350 milioni di persone per un anno.
Il grande investimento USA nelle distillerie di etanolo regola lo stadio per la competizione diretta fra le auto e le persone per la produzione di grano mondiale.
In Europa, dove gran parte della flotta auto viaggia con carburante diesel c’è una domanda crescente di olio diesel vegetale, principalmente dai semi di colza e dall’olio di palma.
Tale domanda di raccolti che producono olio non riduce solo la terra disponibile per i raccolti di cibo in Europa, guida anche la cancellazione della foresta pluviale in Indonesia e in Malaysia a favore delle piantagioni di palma.
L’effetto combinato di queste 3 domande crescenti è sbalorditivo: il raddoppio nella crescita annuale del consumo mondiale d i grano da una media di 21 milioni di tonnellate all’anno dal 1990 al 2005 ai 41 annui dal 2005 al 2010.
Gran parte di questo alto salto è attribuibile all’orgia di investimento nelle distillerie di etanolo negli Stati Uniti dal 2006 al 2008.
Nuovi problemi sono emersi sul lato della fornitura mentre uno vecchio come l’erosione del suolo si è intensificato e mentre la crescita della domanda annua di grano è raddoppiata.
Si stima che 1/3 del terreno agrario del mondo stia perdendo lo strato fertile più velocemente di quanto esso si forma attraverso i processi naturali
– e così perde la sua produttività innata.
2 vaste aree desertiche si formano, una tra il nord est della Cina, la Mongolia occidentale e l’Asia centrale, l’altra in Africa centrale.
Ognuna di queste fa sembrare piccola l’area desertica USA degli anni trenta.
I satelliti mostrano un flusso stabile di tempeste di sabbia in uscita da tali regioni, ognuna spazza milioni di tonnellate di preziosa terra fertile.
Nella Cina del Nord, quasi 24.000 villaggi rurali sono stati abbandonati o parzialmente spopolati mentre i pascoli sono stati distrutti dallo sfruttamento e mentre le terre fertili sono state inondate dalla migrazione delle dune di sabbia.
In paesi con una grave erosione del suolo, come Mongolia e Lesotho, i raccolti del grano sono diminuiti mentre l’erosione abbassa le rese ed eventualmente porta all’abbandono del terreno.
Il risultato diffonde la fame e la crescita dalla dipendenza dalle importazioni.
Haiti e la Corea del Nord, due paesi con suoli erosi severamente, sono cronicamente dipendenti dagli aiuti di cibo dall’estero.
Intanto l’impoverimento delle falde diminuisce velocemente l’ammontare dell’area irrigata in molte zone del mondo; tale fenomeno assai recente è dovuto all’uso su larga scala di pompe meccaniche che sfruttano l’acqua sotterranea.
Oggi, la metà della gente del mondo vive in paesi dove l’acqua da tavola diminuisce mentre il sovra pompaggio impoverisce le falde.
Se una falda è impoverita, il pompaggio è di fatto ridotto al tasso di ricarico a meno che non sia una falda fossile (non reintegrabile), allora il pompaggio finisce del tutto.
Ma presto o tardi, la perdita dell’acqua da tavola si traduce in aumento dei prezzi del cibo.
L’area irrigata è diminuita in Medio Oriente, particolarmente in Arabia Saudita, Siria, Iraq e possibilmente in Yemen.
In Arabia Saudita, che era del tutto dipendente da una falda fossile ora impoverita per la sua autosufficienza granaria, la produzione è in caduta libera. Dal 2007 al 2010 la produzione di grano saudita è caduta di più dei 2/3.
Entro il 2012, probabilmente la produzione di grano finirà del tutto, lasciando il paese del tutto dipendente dal grano importato.
Il Medio Oriente Arabo è la prima regione geografica dove lo spreco delle scorte d’acqua sta diminuendo il raccolto di grano.
Ma i veri grandi deficit di acqua sono in India dove i numeri della Banca Mondiale indicano che 175 milioni di persone sono state alimentate con grano prodotto con il sovra pompaggio.
In Cina il sovra pompaggio da cibo a quasi 130 milioni di persone.
Negli Stati Uniti, l’altro principale produttore di grano del mondo, l’area irrigata è diminuita in stati agricoli chiave come California e Texas.
L’ultimo decennio ha testimoniato l’apparizione di un’altra costrizione ancora per la crescita della produttività agricola globale: la diminuzione del lavoro arretrato per le tecnologie non sfruttate.
In alcuni paesi avanzati a livello agricolo, gli agricoltori usano tutte le tecnologie disponibili per aumentare la resa.
In Giappone, il primo paese a vedere una crescita sostenuta nella resa di grano per acro, le rese per il riso sono appiattite da 14 anni.
Le rese del riso in Corea del Sud e Cina ora sono in avvicinamento a quelle del Giappone.
Assumendo che gli agricoltori dei 2 paesi incontrino le stesse costrizioni di quelli in Giappone, più di 1/3 del raccolto di riso mondiale sarà presto prodotto in paesi con poco potenziale per altri aumenti della resa del riso.
Una situazione simile sta emergendo con le rese del grano in Europa.
In Francia, Germania, e nel Regno Unito le rese del grano non aumentano più da tempo.
Questi 3 paesi insieme sommano quasi 1/8 del raccolto mondiale di grano.
Un’altra tendenza che riduce la crescita del raccolto di grano mondiale è la conversione di terra agricola a usi non agricoli.

L’ampliamento suburbano, la costruzione industriale e la pavimentazione della terra per fare strade, autostrade e tanti parcheggi reclamano terre agricole nella Central Valley della California, nel bacino del Nilo in Egitto e in paesi densamente popolati che si industrializzano rapidamente come Cina e India.
Nel 2011, si prevede che la vendita di auto in Cina sia di 20.000.000 – un record assoluto.
L’esperienza USA dice che per 5 milioni di auto aggiunte alla flotta di un paese, quasi un milione di acri va pavimentato per far comodo a loro. E la terra agricola è spesso la perdente.
Le città che crescono veloci competono anche con gli agricoltori per l’acqua d’irrigazione.
In zone dove tutta l’acqua è stata trovata, come la gran parte dei paesi in Medio Oriente, la Cina del Nord, gli Stati Uniti del Sud Ovest e gran parte dell’India, il deviare l’acqua verso le città significa meno acqua d’irrigazione disponibile per la produzione di cibo.
La California ha perduto forse un milione di acri di terra irrigata in anni recenti mentre i contadini hanno venduto alte quantità di acqua ai milioni di assetati di Los Angeles e San Diego.
L’aumento della temperatura rende anche più difficile l’espansione del raccolto di grano mondiale a un ritmo sufficiente a sostenere il passo da record della domanda.
I gruppi ecologisti hanno la loro esperienza: Per ogni aumento di 1 grado Celsius nella temperatura sopra l’ottimo durante la stagione della crescita, noi ci possiamo aspettare un 10% di declino nelle rese del grano.
Questo effetto temperatura sulle rese fu del tutto visibile nella Russia occidentale durante l’estate del 2010 mentre il raccolto fu decimato quando le temperature si alzarono molto sopra la norma.
Un altro trend nuovo che minaccia la sicurezza del cibo è lo scioglimento dei ghiacciai montani.

Questo è di particolare importanza sull’Himalaya e sull’altopiano tibetano dove il ghiaccio sciolto dai ghiacciai aiuta non solo a sostenere i grandi fiumi dell’Asia durante la stagione secca, l’Indo, il Gange, il Mekong, loYangtze e il Fiume Giallo ma anche i sistemi di irrigazione che dipendono da questi fiumi.
Senza questo ghiaccio sciolto il raccolto di grano cadrebbe precipitosamente e i prezzi aumenterebbero di conseguenza.
E infine, a tempo più lungo, le distese di ghiaccio sciolto in Groenlandia e Antartico Occidentale, combinatecon l’espansione termica degli oceani minacciano di far crescere il livello del mare fino a 6 piedi durante questo secolo.
Pure una crescita di solo 3 piedi inonderebbe metà della terra del riso in Bangladesh.
Ciò metterebbe sotto acqua pure gran parte del delta del Mekong che produce la metà del riso del Vietnam, l’esportatore numero 2 nel mondo.
In tutto ci sono altri 19 delta fluviali che producono riso in Asia e che ridurrebbero di molto i raccolti a causa del livello alto del mare.
L’attuale impulso ai prezzi del grano e della soia nel mondo, e ai prezzi del cibo in generale, non è un fenomeno temporaneo.
Non possiamo più aspettare che le cose tornino alla normalità perché in un mondo con un sistema di cambiamento climatico rapido non c’è un normale al quale ritornare.
I tumulti di queste ultime e poche settimane sono solo l’inizio.
Non è più un conflitto tra super potenze armate pesantemente, ma piuttosto è lo spreco delle scorte di cibo e l’aumento dei suoi prezzi – e il tumulto politico che questo scatena – che minaccia il nostro futuro globale.
Se i governi non definiranno velocemente la sicurezza e non sposteranno le spese dal militare agli investimenti per il clima, l’efficienza idrica, la conservazione del suolo e la stabilizzazione della popolazione, il mondo, probabilmente, lotterà in futuro sia con più instabilità climatica che con la volatilità del prezzo del cibo.
Se l’affare continuerà come al solito, i prezzi del cibo tenderanno solo verso l’alto.
*NOTA: questo articolo apparse su Foreign Policy Giovedì 10 Gennaio, 2011.
#   #   #
Lester Brown è Presidente dell’Earth Policy Institute e autore di World on the Edge: How to Prevent an Environmental and Economic Collapse (New York: W.W. Norton & Company, 2011).
Dati, note e fonti addizionali possono essere trovati su www.earth-policy.org.
Sentitevi liberi di passare questa informazione agli amici, ai familiari e ai colleghi!
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Tradotto da F. Allegri il 30 giugno 2011.
Franco Allegri coordina l’associazione Futuroieri, è laureato in scienze politiche, nel 2008 riuscì a prevedere e spiegare il fallimento di Lehman Brother prevedendo anche la data del 18 settembre, da agosto 2009 spiega il litigio tra Berlusconi e Fini adesso lavora alla sua nuova rubrica “Wikyleaks e le nudità del re”, traduce scritti politici dall’inglese e si occupa di economia, diritto, cittadinanza. Su Facebook è Futuro Ieri.




20 ottobre 2008

ICH HATT’EINEN KAMERADEN

Il gentile lettore forse non gradirà l’accostamento del titolo di un lamento funebre delle forze armate germaniche con quel che ho da scrivere. Mi spiace è necessario. Anzi mi scuso se spesso non ho dato nei miei scritti la dovuta attenzione alla cosa. Queste maledette nuove guerre sono quasi sparite nella testa dei molti, anche quelle dove si combatte e muore ogni giorno come in Afganistan e in Iraq. Ci sono stati dei periodi dove per mesi si è discusso sui palinsesti televisivi di tutto e di più, meno del fatto che da anni ormai l’Italia è al fronte in Afganistan, con le sue forze armate e con i suoi soldi. La cosa va chiamata col suo nome, e sarebbe ora: Guerra. Adesso che il nemico talebano, come chiamarlo del resto se non così, è al contrattacco negli alti ranghi della politica si discute sulle nomine, si ragiona col bilancino intorno ai ben remunerati posti da spartire fra opposizione e maggioranza, si fa colore straparlando delle questioni scolastiche e della crisi finanziaria, si ragiona di aria fritta, si disfano alleanze e si pensa alle prossime elezioni. Mi chiedo: ma per quale paese sono morti quei soldati italiani che sono stati mandati in queste nuove avventure a portare non si bene quale forma di civilizzazione? Questo Belpaese non riesce ad essere serio e sobrio neanche davanti alla propria guerra e alla morte dei suoi soldati. Tutti i giorni i telegiornali di carattere nazionale, se l’informazione fosse una cosa seria, dovrebbero aprirsi con la lettura di un breve bollettino sulle operazioni militari in corso. Non aiuterà chi è sul posto ma almeno potrebbe sollevare dal torpore idiota tanta parte delle genti d’Italia. Le diverse popolazioni d’Italia, in stato di sonnambulismo e di caos mentale, camminano verso un periodo che sarà difficilissimo segnato dalla crisi economica e finanziaria, dalla perdita di potenza degli Stati Uniti, da cresecenti difficoltà militari e dal pericolo di nuove guerre. Il rapporto con la morte in guerra è esemplare del modo inconsapevole e pericoloso con cui ormai da anni si conducono i pubblici affari. Si passa dalla retorica e dal rito celebrativo perarrivare rapidamente al silenzio mediatico e politico quando non serve più ricordare la spiacevole condizione di trovarsi con le proprie truppe al fronte. Inoltre far ragionare i molti sul fatto che è in corso una guerra disturba gli affari, potrebbe far calare i consumi, meglio far passare sotto silenzio il lato scomodo del nostro essere alleati degli Statunitensi e parte della NATO. Credo che si ripeterà la sceneggiata della crisi finanziaria, quando un crack spaventoso, in parte pronosticato da un pezzo, si è materializzato e molti si sono trovati travolti. Un giorno nel Belpaese i molti si alzeranno dal letto e realizzeranno per la prima volta che questa guerra è una cosa seria, per qualcuno sarà troppo tardi, sarà accompagnato nell’ultimo viaggio da qualche marcia funebre. Come:

ICH HATT’EINEN KAMERADEN

IANA

Per FuturoIeri




9 luglio 2008

A PROPOSITO DEL 1968

Cadde, e non mi pare ci siano state celebrazioni o atti di pentimento collettivo, quest’anno il trentennale del maggio del 1968. Un cupo silenzio e una sorda indifferenza hanno accompagnato la funerea ricorrenza, le occasioni di ricordo o celebrazione mi sono sembrate limitate e sparse.

Va da sé che chi scrive condivide l’affermazione pasoliniana secondo cui il 1968 ha aiutato il Potere a rigenerasi e a sbarazzarsi di quei valori e di quei simboli che erano un peso allo sviluppo di una società consumista e capitalista. Era necessario distruggere i vecchi valori e le vecchie morali per creare un mondo di supermercati, finanziarie, carte di credito, edonismo, consumismo, interessi privati, e primato del potere del denaro su tutto.quel che resta dell’umanità.

“Storia Illustrata” del febbraio del 1986 dedicava la sua copertina al contoverso 1968 e riportava le tesi sul 1968 di Pierpaolo Pasolini e in particolare la trascrizione di una sua intervista televisiva del 1973 nella quale fra le molte cose afferma:”…Praticamente il Sessantotto ha aiutato il nuovo Potere a dstruggere quei valori di cui il Potere voleva liberarsi”. Quale tipo di essere umano vuole questo Potere nuovo che sostituisce i vecchi poteri patriarcali, religiosi, patriottici per il poeta:”…al posto di questo tipo di uomo, il Potere vuole che l’uomo sia semplicemente un consumatore…”. .

Ho avuto bisogno di un personaggio defunto che suo malgrado è diventato una forte autorità, credo più mitizzata che letta, per mostrare l’evidenza della fine della grande mistificazione. Dal mio punto di vista il 68 non ha liberato niente e nessuno ha solo rinnovato le gerarchie del Potere quello con la P maiuscola così come lo scriveva e lo rapresentava Pasolini. Questo Potere dalla dubbia legittimità ha dato per un paio di decenni l’illusione, a pochi, del benessere e della crescita sociale; poi quando è finito il comunismo e non c’è stato più bisogno di una classe media che facesse argine al bolscevismo internazionale e al pericolo di rivoluzioni e rivolte popolari il Potere si è ripreso tutto quello che era stato forzato a concedere:” Stato Sociale, Progresso, benessere, tutele per le minoranze, rispetto per le fondamentali libertà dell’essere umano”. Il processo è stato lungo, un po’ come bollire una rana alzando la tempertura della pentola un poco per volta, ma alla fine molto di quello che il Potere aveva dato nel remoto passato in questo presente lo ha strappato dalle mani dei beneficiati di un tempo, e quel che non ha tolto va da tempo mettendo in conto di riprenderselo. Ora che il gioco si è rivelato per ciò che era tutti tacciono, stanno ben zitti gli illusi di un tempo, gli arricchiti che contano i soldi, i nuovi poteri quelli vincenti e quelli perdenti si chiudono nel silenzio o nella riservatezza. Se colà vi furono speranze esse oggi si raccolgono intorno a una dimensione cimiteriale, le illusioni del passato vanno lasciate agli spettri conta solo ciò che è vivo e che può essere qui e ora. Se c’è una lezione da trarre da tutto questo è che questo nuovo Potere non divide nulla con nessuno, o sei parte del suo meccanismo di dominio economico e finanziario e di fede assoluta nel culto del Dio-denaro oppure ti emargina, ti distrugge, ti calunnia, ti riduce al silenzio. In questi tempi difficili occorre saper ben distinguere da parte di coloro che sono buoni e propositivi le differenze fra un rinnovo delle gerarchie del Potere e un cambiamento spirituale e politico, fra la mancia che si dà ai miserabili perché cessino gli schiamazzi e il rispetto di diritti ritenuti fino all’altro ieri inalienabili. Questo Potere nuovo che emege lentamente dalle grandi miserie delle rivoluzioni industriali non è solo avido e omicida è anche ingannatore e falso, aggrapparsi alle illusioni di remoti tempi per sfuggire agli inganni presenti non è un buon affare. Purtoppo, ora come ora, deve essere il singolo a forzarsi di guardare dentro se stesso senza sconti e cercare in sé le ragioni della sua vita e del suo stare al mondo in modo da costruire la prima difesa contro questa tremenda aggressione di questo presente contro la vita la felicità e il futuro di miliardi di esseri umani.

IANA per FuturoIeri




24 gennaio 2008

SE 26.000 VI SEMBRAN POCHI

C’è da chiedersi  cosa spinga un giornale come City del 23/1 a mettere in prima pagina la notizia che ogni giorno muoiono di malattie, malnutrizione e fame 26.000 bambini al giorno in questo mondo così fintamente ricco e opulento.

Forse onestà intellettuale?, Scarico di coscienza?, Falsa morale?,  O forse la miseria aumenta la morbosità del pubblico?, O si tratta del facile gioco dell’indignazione?.   Merita comunque un plauso l’aver collocato la cronaca della crisi finanziaria globale a pag.4 con un richiamo sulla prima.  Le due cose finanza e miseria sono strettamente collegate, i miracoli del mercato non si sono visti, la mano invisibile di Dio che attraverso il libero commercio doveva sanare le piaghe del mondo si è rivelata la solita menzogna da falsi profeti, la ricchezza prodotta si è concetrata nelle mani di pochissimi privilegiati e nuove tragiche miserie si sono sommate a quelle del passato.  Forse è più di una profezia mal riuscita, forse un Dio è morto, quello del Denaro e ancora il nostro tempo non è in grado di ricoscere la banalità di questo fatto.  Questo culto del mercato è stato dunque il tempo dell’idolatria e dei falsi profeti?

Certamente è bene che ogni tanto qualcuno ricordi la realtà stretta fra enormi miserie morali, economiche e culturali e un mondo piccino-piccino della tecnologia, del denaro, del potere che crede di avere in mano il futuro.  Questa umanità si presenta alla scadenza del nuovo millennio con differenze così macroscopiche e divisione e risentimenti così intensi che se per sbaglio degli alieni analizzassero la situazione dal solo punto di vista materiale dovrebbero convenire che questa umanità si compone di più specie tante sono le differenze culturali, di sviluppo ed economiche che dimostra.  A quel che sembra nel prossimo decennio dovrà essere presa in considerazione dai paesi industrializzati la sostituzione delle forme di energia fossile non rinnovabili con fonti energetiche rinnovabili, in gioco cè il futuro di un consorzio umano non forte, non sano, non ricco; la disgregazione di un modello di sviluppo che promette crescite infinite in un sistema di risorse finito è evidente.  Proprio l’evidenza del permanere delle soluzioni militari e degli egoismi economici rivela i limiti di crescite impossibili e di concreti e reali fallimenti, umani ed evidentemente fin troppo umani.  Per salvare se stessi occorre salvare tutto il mondo umano, non è una questione di buona volontà ma di necessità.  Ragionare in termini politici di descrescita e di mantenere le differenze fra civiltà e culture è necessario.   Il delirio del mercato e della globalizzazione è stato possibile grazie all’illusione che esistesse e fosse possibile un a sola civiltà che è peraltro la caricatura grottesca di quella Statunitense.  Questa finzione ideologica è stata anche nella sfortunata nostra penisola confusa con un vago e fumoso concetto di Occidente.  Fare a meno delle parole confuse collocate in contesti ridicoli è una buona cosa, aiuta la crescita dell’intelligenza e salva, se non il mondo, almeno la propria dignità.

 

Futuroieri  http://digilander.libero.it/vaini.htm  




4 dicembre 2007

FINIS ITALIAE

Il quotidiano “City” del 3/12/07 titolava: “Bollette, cibo, benzina.  Nel 2008 i rincari costeranno oltre 1100 Euro”, lo stesso giorno il quotidiano “Leggo” titolava:”La Caporetto dei consumi”; gli articoli si riferiscono alle previsioni, fatte proprie anche dalle associazioni di consumatori, che prevedono che una famiglia media italiana dovrà spendere in più circa 1100 euro l’anno.

Non aumentano solo i disagi economici per le famiglie, infatti “City” del 4/12/2007 titola a pag. 5:”Cocainomani, nuovo allarme.  Ogni anno centomila in più”; l’articolo informa che oggi i cocainomani in italia sono stimati nel numaro di un milione e centomila, circa il 3% della popolazione.  Inoltre i consumatori di cannabis sono stimati nel numero di 3,5 milioni con la previsione che nel 2010 arivino a 4,5 milioni, inoltre risulta dall’articolo un nuovo aumento di eroinomani.

Quello che capita non è più qualcosa che riguarda un grave disagio sociale, è qualcosa di ben peggiore: è un intera nazione e cultura che ha smarrito la via, un popolo ormai ridotto in polvere che ha perduto il senso della propria dignità, la quale è stata stritolata dai miti della ricchezza facile e del successo ad ogni costo, che crede di poter vincere la sua quotidiana guerra contro il male di vivere attraverso scorciatoie chimiche, miracoli, scongiuri.   Cosa rimane di questa Repubblica oggi dopo che è passato un sessantennio dall’entrata in vigore della Costituzione?:” forse dei ricordi di ciò che poteva essere e che non è stato, o forse sarebbe meglio scrivere e affermare che nessuno ci ha mai creduto, così tanto per salvare la faccia.   O forse la questione è di natura diversa, magari è un caso già indicato a suo tempo dalla filosofia greca: aver attribuito a un popolo un sistema politico che non è adatto ad esso”.    Probabilmente questa Repubblica è nata troppo presto e in condizioni traumatiche per sviluppare una forza propria, e nello stesso tempo è giunta troppo tardi e paga al presente il peso di tutti gli errori e le follie del passato.

IANA per Futuro Ieri




19 novembre 2007

DOVE PORTA IL RIGORE ECONOMICO

Soffiano alti i venti di guerra e si intensificano, il petrolio a 100 euro lascia poche speranze. Potrebbe essere una questione di mesi. La guerra sarà preceduta da un ulteriore peggioramento della situazione economica. Le borse ristagnano e tendono al basso dopo i vari interventi delle banca centrale americana e l'apparente paralisi di quella europea (ha inondato i mercati di moneta sperando di provocare solo un minino rialzo dell'inflazione). Anche alcuni speculatori hanno capito che questa non è una crisi economica passeggera, altri cercano di fare come prima, si indebitano in yen a basso costo per acquistare pezzi di imprese nel mondo. Le cose non torneranno a posto, molti indebitati non salderanno i loro debiti perché il credito facile è finito dappertutto tranne in Italia dove vorrebbe andare avanti ancora ed io non so capire il perché se non pensando al riciclaggio di denari sporchi. Le imprese reali hanno nuovi debiti e non trovano i prestiti che gli necessitano. Va male tutto il mondo industrializzato con una sola eccezione la Cina.

Vanno male i titoli di stato, i rendimenti di quelli americani sono peggiorati, fanno da beni rifugio per chi fugge dai mercati, nei mesi passati molti banchieri hanno avuto attacchi di panico. La crisi perdurerà anche l'anno prossimo anzi il 2008 sarà l'anno critico perché arriveranno alcune bancarotte bancarie (in Germania ed Usa meno in Italia) che non si vedono da decenni. Le 146 banche che hanno avuto prestiti dalle banche centrale hanno avuto un po' di ossigeno ma dovranno pagare proficui interessi. Esse erano messe male, non c'è dubbio. Il sistema bancario tedesco è quello più malmesso e la cosa è sorprendente, ma la spiegazione è semplice: hanno prestato soldi agli Stati Uniti avendo in cambio cambiali senza valore. La vespa ha rovinato la formica! La formica tedesca come quella cinese o le altre europee hanno fatto credito ad un'America insolvente che le ha fregate. La povertà tedesca conduce ad un peggioramento delle condizioni economiche europee. La Cina continuerà comunque a comprare i titoli americani e non convertirà lo yuan: non vuole trasformarsi in una nazione consumista e nemmeno aumentare i costi delle merci che esporta. Questo gigante dai piedi di argilla ha riserve valutarie in dollari e non può svalutarle provocando il crollo della quotazione di questa moneta. La formica cinese deve preoccuparsi della vespa americana e accollerà i debiti americani al suo popolo martoriato. Nuovo rigore attende la Cina, essa ridurrà le esportazioni e conoscerà la disoccupazione urbana. Tutto porta al rigore e il rigore in Europa precede lo stato di guerra in medio oriente e nel golfo Persico. Non ci attende il crollo dei sistemi politici occidentali, ma anni difficili e tristi con le economie che saranno soffocate dal ritorno dell'inflazione perché a questo punto occorre chiedersi: chi pagherà i debiti? Quando non paga né il creditore né il debitore allora tocca al contribuente che pagherà per tutti subendo l'aumento dei prezzi e la penuria.

 

Per ulteriori approfondimenti dai un’occhiata sul sito di Futuro Ieri a: http://digilander.libero.it/amici.futuroieri/vaini.htm



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