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13 aprile 2010

Una traduzione audace di Franco

L'amico Franco Allegri ha scritto questa recensione interessante sui problemi degli Stati Uniti, a mio avviso dietro i dati c'è una nuova svolta del sistema capitalista e della civiltà dei consumi. La competizione per le risorse impone politiche audaci e forse ripensamenti e riduzioni della capacità di consumo per milioni di cittadini dei paesi industrializzati si può affermare ancor oggi la validità dell'antica considerazione per la quale il povero a differenza del ricco muore due volte. Il ricco quando muore paga il suo aver avuto dalla vita tanto, il povero muore e non ha avuto e quindi muore due volte.

IANA



13 Apr, 2010

La flotta USA dell’auto diminuisce di 4 milioni nel 2009

Scritto da: F. Allegri In: Varie

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Earth Policy Release
6 dicembre, 2009
LA FLOTTA USA DELL’AUTO DIMINUISCE DI 4 MILIONI NEL 2009
Dopo un secolo di crescita, la flotta USA entra nell’era del declino
www.earthpolicy.org/index.php?/plan_b_updates/2010/update87.)
Di Lester R. Brown
Il vecchio secolo dei grandi affari dell’America con l’auto forse è arrivato ad una fine. La flotta USA apparentemente langue e ha iniziato il declino. Nel 2009, i 14 milioni di auto rottamate superano i 10 milioni di nuove auto vendute, diminuisce la flotta USA di 4 milioni, o di quasi il 2% in un anno.
Mentre questo è associato completamente con la recessione, è di fatto causato da varie forze convergenti.
La dimensione della futura flotta USA sarà determinata dalla relazione tra i 2 trend: nuove auto vendute e auto demolite. Le auto demolite superano le nuove vendute nel 2009 per la prima volta dalla II° guerra mondiale, diminuendo la flotta di veicoli USA dal record storico di 250 milioni a 246.
(Vedi i dati al sito www.earthpolicy.org/index.php?/plan_b_updates/2010/update87.)
Ora appare che questo nuovo trend di rottamazione che eccede le vendite potrebbe continuare almeno fino al 2020.
Tra le tendenze che tengono le vendite molto sotto la misura annuale di 15-17 milioni che ci fu dal 1994 al 2007 ci sono la saturazione del mercato, l’urbanizzazione, la crisi economica, quella petrolifera, la crescita dei prezzi dei carburanti, la frustrazione per il traffico bloccato, le paure crescenti sul cambio del clima e un interesse in declino per le auto tra i giovani.
La saturazione del mercato potrà essere la variabile dominante per la flessione della flotta USA. Gli USA hanno oggi 246 milioni di moto veicoli registrati e 209 milioni di patenti – quasi 5 veicoli per ogni 4 conducenti.
Quando basta, basta?
Il Giappone offrirebbe vari indizi al futuro USA. E’ più popolato per densità e molto più urbanizzato degli USA: il Giappone raggiunse, in apparenza, la saturazione dell’auto del 1990.
Da allora le sue vendite annuali di auto sono diminuite del 21 per cento. Gli USA sembrano destinati a seguire il modello.
L’auto promise la mobilità e negli USA in gran parte rurali la realizzò.
Ma con oltre i 4/5 di americani che vivono nelle città, la crescita del numero di auto urbane a un certo punto fornisce l’esatto opposto: l’immobilismo.
Il Texas Transportation Institute riferisce che i costi della congestione USA, incluso lo spreco di carburante e il tempo perso, salirono dai $17 miliardi del 1982 agli $87 miliardi del 2007. I sindaci USA conducono una dura lotta per salvare le loro città dalle auto, cercano di ridurre traffico, congestione e inquinamento dell’aria. Molti usano un approccio “carota e bastone” per ridurre la costosa congestione del traffico incrementando il trasporto pubblico mentre impongono restrizioni all’uso delle auto.
Quasi tutte le città USA introducono sia nuove linee ferroviarie leggere, nuove metropolitane, o linee di bus espresso, o espandono e sostengono i sistemi di trasporto pubblico esistenti in ordine a ridurre la dipendenza dalle auto.
Tra le città che seguono questo patto ci sono Phoenix, Seattle, Houston, Nashville e Washington, D.C.
Mentre i sistemi di transito urbano si espandono e incrementano, i pendolari scelgono il trasporto pubblico poiché i costi del guidare crescono.
Tra il 2005 e il 2008, il trasporto urbano è cresciuto del 9 per cento in USA. Molte città stanno creando attivamente strade per pedoni e amici della bicicletta, rendendo più facile il camminare e l’andare al lavoro in bici.
Le città che guardano lontano riconsiderano le esigenze di parcheggio delle nuove costruzioni.
Washington, D.C., ad esempio, ha riscritto i suoi codici vecchi di 50 anni, riducendo il numero degli spazi di parcheggio richiesti per costruire edifici commerciali e residenziali.
I codici più vecchi che una volta richiedevano 4 posti per il parcheggio ogni 1000 piedi quadrati di spazio di vendita oggi ne chiedono solo uno.
Mentre le tasse di parcheggio crescono, molte città vanno oltre i parchimetri a moneta e usano contatori adatti alle carte di credito.
La capitale della nazione farà questa scelta all’inizio del 2010 mentre incrementerà le tasse di parcheggio da 75 c fino a $2 per ora.
L’incertezza economica rende vari consumatori riluttanti a contrarre un debito a lungo termine associato al comprare auto nuove.
In circostanze economiche difficile, le famiglie vivono con 2 auto invece di 3, o con un’auto invece di due.
Alcuni sono completamente senza auto.
In Washington, D.C., con un sistema di transito ben sviluppato, solo il 63% delle famiglie possiede un’auto.
Un’incertezza più specifica è il prezzo futuro del carburante.
Ora che i motorizzati sanno che i prezzi del gas possono arrivare a $4 al gallone, si preoccupano che possa andare più in alto in futuro.
I piloti sono del tutto consapevoli che gran parte del petrolio mondiale viene dal Medio Oriente politicamente instabile.
Forse la tendenza sociale più importante che riguarda il futuro dell’automobile è l’interesse declinante per le auto tra i giovani.
Per quelli che crescevano mezzo secolo fa in una nazione che era ancora molto rurale, l’ottenere una patente e un’auto o un pickup era un rito di passaggio.
Il far salire altri giovani su un’auto e l’andare in giro era un passatempo popolare.
Al contrario, molta gente giovane di oggi che vive in una società più urbana impara a vivere senza automobili. Socializzano su Internet e con i telefonini eleganti, non nelle auto. Molti non vogliono il fastidio di prendere una patente.
Questo aiuta a spiegare perché, nonostante la popolazione giovanile sia più numerosa, il numero di giovani con la patente (che raggiunse i 12 milioni nel 1978), oggi è sotto i 10 milioni.
Se tale trend continuerà, il numero di giovani – potenziali acquirenti di auto declinerà ancora.
Oltre il loro interesse declinante nelle auto, i giovani combattono con una stretta finanziaria.
I redditi reali in un largo segmento della società non crescono più.
I laureati del College già gravati dal debito del prestito per lo studio potrebbero trovare difficile l’ottenimento del credito per comprare un’auto.
I giovani debuttanti nel mercato del lavoro sono spesso più interessati ad ottenere l’assicurazione sanitaria piuttosto che a comprare un’auto.
Nessuno sa quante macchine saranno vendute l’anno prossimo, ma viste le molte forze al lavoro, le vendite di veicoli USA potrebbero non raggiungere ancora i 17 milioni che furono vendute ogni anno dal 1999 al 2007.
Probabilmente le vendite saranno destinate a restare tra i 10 milioni e i 14 all’anno. I tassi di demolizione sono più facili da definire.
Se assumiamo un’aspettativa di vita dell’auto di 15 anni, i saggi di demolizione ritarderanno le nuove vendite di 15 anni.
Questo significa che le auto vendute nel primo degli anni di vendite elevate di 15-17 milioni di veicoli dal 1994 fino al 2007 hanno raggiunto proprio ora l’età della pensione.
Anche se le auto più nuove sono più durevoli dei modelli precedenti e potrebbero perciò stare sulla strada per un tempo più lungo della media, i saggi di demolizione dovrebbero eccedere le vendite di nuove auto almeno fino al 2020.
Dato un declino del 1-2 per cento all’anno nella flotta dal 2009 fino al 2020; la flotta USA potrebbe facilmente diminuire del 10 per cento (25 milioni), cadendo dal picco della flotta del 2008 di 250 milioni ai 225 milioni del 2020.
A livello nazionale, la riduzione della flotta unita con la crescita dell’efficienza dei carburanti rinforzerà il trend del declino dell’uso del petrolio sotto utilizzato dal 2007. Ciò significa spese ridotte per le importazioni di petrolio e quindi più capitale residuo da investire in creazione di lavoro in USA.
La gente cammina e va più in bici, ciò porterà meno inquinamento dell’aria e meno malattie respiratorie, più esercizio e meno obesità.
In seguito questo ridurrà anche i costi sanitari.
La di munizione della flotta di auto USA in arrivo significa anche che ci sarà meno bisogno di costruire nuove strade e autostrade.
Meno auto sulla strada riducono i costi di manutenzione di strade e autostrade e abbassano la domanda di parcheggi e garage parcheggio. Essa favorisce maggiori investimenti nei trasporti pubblici e i treni ad alta velocità.
Gli USA entrano in una nuova era che evolve da un sistema di trasporto dominato dalla auto verso uno che è molto più diversificato.
Come detto, tale transizione e guidata dalla saturazione del mercato, dai trend economici, da temi ambientali e da una cultura lontana dalle auto che è più forte tra i giovani.
Mentre questa evoluzione avanza, essa inciderà di fatto su ogni lato della vita.
# # #
Lester R. Brown è Presidente di Earth Policy Institute e autore di Plan B 4.0: Mobilizing to Save Civilization

Tradotto il 10 aprile 2010 da F. Allegri
Franco Allegri è presidente dell’associazione Futuroieri e laureato in scienze politiche con una tesi sulle relazioni fra stato e chiesa e si dedica alla libera informazione politica ed economica. Per approfondire visita il sito http://digilander.libero.it/amici.futuroieri. Su Facebook puoi fare amicizia con lui cercando Futuro Ieri.




7 dicembre 2009

Da Franco con furore

L'amico franco Allegri ha tradotto questa lettera di Ralph Naeder, è un pezzo molto duro sulle conseguenze e i retroscena della crisi Statunitense. Lo pubblico sapendo di far cosa gradita, del resto in Italia certe voci non hanno spazio nei media ufficiali. Fra i motivi di questa bizzarra rimozione, che sa di censura  tutta strapaesana, credo ci sia la senescenza delle nostrane classi dirigenti che vogliono illudersi di vivere nel 1948 quando i sovietici non avevano ancora l'atomica, i marines a stelle e strisce  proteggevano i padroni del Belpaese dai comunisti, la Chiesa era potente e politicamente stava con i ricchi e i ceti abbienti,  e la Democrazia Cristiana aveva un potere enorme. La nostalgia dei tempi passati quando diventa una fantasia che sostituisce la realtà provoca pazzia e degenerazione. A beneficio della salute mentale e politica dei miei venticinque lettori metto questa traduzione certo di far la cosa giusta. IANA


Barney Frank e il Pianeta delle Banche

Scritto da: F. Allegri In: Ralph Nader e letto 14 volte.

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16/10/2009

Di Ralph Nader

Su quale pianeta vive il Congressista Barney Frank, di fatto?

E’ il pianeta delle banche e delle altre imprese finanziarie che continuano a riempire i forzieri della sua campagna come loro presidente della House Financial Services Committee.

Dal suo piedistallo extraterrestre, protetto dalle sue osservazioni irriverenti e spiritose, vede la crisi di consumatori e proprietari di case rovinati e indebitati, ma le sue azioni non sono all’altezza.

Vedi le ultime audizioni fatte prima di questo scritto: Mr. Frank ha affossato i punti chiave della proposta di creare un Consumer Financial protection Agency (CFPA) indipendente.

Le banche non volevano un diritto del consumatore alla causa contro le imprese che violavano le regole per le loro ipoteche, carte di debito e credito, o prestiti a termine e a rate.

Barney disse certo!

Le banche vogliono un comitato di controllo debole dei loro regolatori adulanti, che fallirono sempre e miseramente nel decennio passato nell’evitare il collasso di Wall Street e le sue conseguenze economiche letali per lavoratori e consumatori.

Barney disse certo!

Le banche vogliono che i Congressisti amici rinuncino alla norma di ragionevolezza con la quale la nuova agenzia di tutela del consumatore arriverebbe alle tasse evase e alle pratiche ingannevoli, vedi il controllo della truffa dello scoperto che porta alle banche $40 miliardi.

Barney disse, certo, certo!

La “American Bankers Association” esulta come un migliaio di roosters.

Le 5 banche più grandi - ora anche più grandi dopo il collasso, il loro salvataggio pubblico e le loro acquisizioni - esultano con più  forza.

E perché  no?

Essi specularono con la pensione e gli altri risparmi della gente americana.

Trilioni di dollari furono drenati dai conti e saccheggiati a questi innocenti.

Inoltre, le banche si aspettano che la Legge Glass-Stegall - abolita da Clinton, Citigroup e dal Congresso nel 1999 - non sia ripristinata per separare le banche al dettaglio da quelle di investimento e bloccare i conflitti di interesse che devastano gli investitori.

Le Banche avranno ancora la loro Federal Reserve protettiva che, sebbene rafforzata dalla legge del 1994 per limitare il prestito predatorio, non farà nulla per fermare la truffa dell’ipoteca subprime che sommerse l’economia edile.

Fiutando un Barney Frank disponibile: altri affaristi vogliono le esenzioni dalla nuova autorità dell’agenzia del consumatore, inclusi i venditori d’auto, gli agenti immobiliari, i mercanti, i dettaglianti e altri giocatori vari nel gioco scritto piccolo dei servizi finanziari.

Possedute in massa dalla arroganza ghignante dello stato aziendalista, tali grandi banche garantiscono ancora alti compensi ai loro amministratori e ai grandi capi, mentre i contribuenti dell’America li stanno sussidiando e salvando ancora..

Il Ministro del tesoro scelto da loro, Timothy Geithner concesse che il governo USA assicuri oggi, non i depositi nelle grandi banche, ma il loro capitale come buono.

Più sbalorditivo per gli americani (di destra e di sinistra) che seguono i ragazzi della finanza è che loro sviluppano altri pacchetti di derivati speculativi, emessi con tassi attraenti, come le scommesse garantite sulle polizze vita.

Questo vi ricorda il tipo di giro finanziario e affare che affondò Wall Street e l’economia lo scorso anno?

Naturalmente i gruppi dei consumatori come il National Community Reinvestment Coalition (http://fairlending.com) e il U.S. Public Interest Research Groups (USPIRG) (http://www.uspirg.org) che hanno fornito la testimonianza eccellente nei mesi scorsi su quello che i consumatori sfruttati e i salvatori necessitano a lunga scadenza, sono delusi.

Ma loro, e la Consumer Federation of America (http://www.consumerfed.org) fronteggiano una disparità di risorse opprimente con gli affaristi finanziari.

Questi affaristi dispiegano eserciti di lobbisti a Capitol Hill e ospitano centinaia di campagne di finanziamento dei partiti.

In un articolo eccellente sul New York Times, l’editorialista onesto Joe Nocera pone la domanda - “Le Banche Non Hanno Vergogna?”

Egli inizia la sua risposta citando Simon Johnson, un ex economista del Fondo Monetario Internazionale: “Essi non possono pagare quello che devono!” iniziò con rabbia.

Allora si fermò, raccolse i suoi pensieri e andò oltre: “Tim Geithner le salvò con condizioni estremamente favorevoli per le banche … Ciò che mi interessa è che le banche continuano ad opporsi alla protezione del consumatore. Come possono opporsi alla tutela del consumatore proposta dall’uomo che è il Ministro del Tesoro più favorevole che abbiamo avuto in una generazione … è irragionevole”.

Ben detto, ma non è abbastanza.

Finché  i grandi capi delle banche avranno i loro alti premi e le loro banche corrotte e mal gestite avranno i loro salvataggi del contribuente, perché troppo grandi per fallire, continueranno a spingere l’avarizia devastante con impunità.

Il tema non è solo la vergogna.

Il tema è  la colpa e per quella, il processo, la condanna e la carcerazione sono i rimedi.

Quella è  la sola possibilità per smaltire la sbornia dei truffatori aziendalisti. Un processo adeguato previene leggi criminali aziendaliste più dure e un governo per la legge e l’ordine - nulla di simile si trova nelle proposte di legge o nelle teste e nei cuori dei nostri rappresentanti a Washington.

Perciò, cittadini sovrani ovunque siate, se non vi organizzate per poter parlare, continuerete a pagare, pagare e pagare.

Il momento di essere apatici è superato!

Tradotto da F. Allegri il 06/12/2009 Per approfondire visita il sito http://digilander.libero.it/amici.futuroieri.




5 novembre 2009

"Capitalismo" come commedia e tragedia

L'amico Franco Allegri mi fa avere questa sua traduzione che giro ai miei lettori, di questi scritti di Moore si sente poco parlare in Italia, credo che la cosa giusta da fare sia di pubblicarli e renderli fruibili a migliaia di potenziali lettori. IANA


Capitalismo" come commedia e tragedia

26/09/2009

Di M. Moore

E' arrivato il momento per, come la chiama Time magazine, la mia "magnum opus".

Studiai latino solo un anno alla scuola superiore, perciò non sono tanto sicuro su cosa significhi, ma penso che sia buono.

Ho lavorato quasi due anni su questo nuovo film, "Capitalismo: Una storia d'amore", e ho messo il mio cuore e la mia anima in questo progetto.

Molti critici e spettatori amici l'hanno definito "il mio film migliore fatto fino ad oggi".

Quella è per me una frase forte da valutare poiché sono fiero di tutti i miei film - ma vi dirò questo: Ciò che state per vedere in "Capitalismo" vi sbalordirà.

Esso farà arrabbiare alcuni di voi e io credo che darà alla maggior parte di voi un nuovo senso di speranza sul fatto che noi stiamo superando il disordine contorto e malato fatto ovunque dall'ultimo presidente.

Oh, e voi farete una buona risata sulla spesa di tutti i criminali aziendali e bancari i quali nell'anno passato l'hanno sostenuta come fossero dei banditi.

Io mi preparo a mostrarvi della roba che i notiziari notturni vi mostreranno raramente.

Mai visto un pilota di American Airlines con buoni pasto dopo che la sua paga è stata tagliata?

Mai visto un giudice che prende tangenti per mandare ragazzi innocenti in un carcere privato?

Mai incontrato uno del Wall Street Journal che in modo secco afferma alla telecamera che lui non si cura della democrazia e che il capitalismo sarebbe il nostro unico affare dominante?

Incontrerete tutti questi tipi in "Capitalismo".

Incontrerete anche un testimone informato che, con i documenti in mano, ci racconta dei prestiti amorosi da oltre un milione di dollari che lui approvò per il capo del Senate Banking Committee - la commissione che era stata fatta per regolare le concessioni del prestito!

Ascolterete da un regolatore bancario il perché T. Geithner non ha affari in ponte con il nostro Ministro del Tesoro.

E saprete dalla dirigente della commissione congressuale che vigila sul salvataggio di borsa, come A. Greenspan & Co. progettarono e coinvolsero la gente nell'usare come garanzia le loro case valutate in base all'inflazione - causarono così la più grande epidemia di ipoteche non pagate della nostra storia.

Ora in USA c'è un'ipoteca non pagata ogni sette SECONDI e mezzo.

Nessuno di questi è un incidente, e faccio i nomi che altri sembrano dispiaciuti di fare: faccio i uomini che hanno saccheggiato le pensioni della gente che lavora e depredato il futuro dei nostri figli e nipoti.

In qualche modo pensano di farcela ad andarsene così e che noi crediamo alla loro Grande Bugia ovvero che questo crollo fu causato da un gruppo di persone a basso reddito che presero prestiti che non potevano sostenere.

Molti media principali comprarono questa linea editoriale.

Non stupisce che Wall Street creda di riuscire a farcela.

Bene, penso che abbiano scordato me e la mia cricca. Da ora potreste pensare che noi avremmo fatto una migliore impressione a questi ladri di ricchezza. Non pensatelo.

Perciò noi veniamo qui!

E' tutto là, sullo schermo d'argento, 2 ore di storia criminale e tragicommedia con protagonisti alcuni vampiri che non erano soddisfatti d'aver solo distrutto Flint, Michigan - dovevano provare e vedere se potevano smantellare tutta questa nazione da nulla.

Così vieni e vedi questo film di guardie e ladri.

Ora i ladri hanno abiti da sera e cravatta, e le guardie - bene, se accettate un tipo con cappello sportivo e con diploma di scuola superiore come testimone per vedere l'affare reale e fino a quando non li portano via allora questo fine settimana richiedo umilmente la vostra presenza al vostro cinema di New York e Los Angeles (e Venerdì prossimo, 2 ottobre in tutta l'America).

Nel frattempo, potrete vederci su vari programmi TV che hanno avuto abbastanza coraggio da ospitarmi in queste 2 settimane, eccoli:

- Nightline (dove facemmo una passeggiata sotto Wall Street fino a Goldman Sachs)

- Good Morning America (dove mi consentirono di parlare degli impiegati Disney che non ricevono assistenza medica)

- The View (dove l'altro ospite Repubblicano disse a tutti di andare a vederlo! Whoa!)

- The Colbert Report (il ragazzo è un genio, seriamente)

- Larry King (dove un portavoce del Senatore che ottenne i prestiti generosi risponde per la prima volta)

- Keith Olberman (entrambi ci meravigliamo per tutto quel tempo che questi corpi mediatici ci hanno concesso per fare ciò che abbiamo fatto)

- Wolf Blitzer (si, ottiene un abuso maggiore - e gli piace)

... E il sorprendente Jay Leno.

Egli mi chiamò dopo aver visto il film e mi chiese di essere il suo solo ospite in studio nella 2° puntata del suo nuovo show in prima serata.

Dissi: "Jay, non stai pensando ai tuoi ascolti nella prima settimana dello spettacolo?

Sei sicuro di non aver sbagliato con il numero di Tom Hanks (il prefisso dove vivo è 231; 213 è Los Angeles)?"

Mi disse che era stato colpito in profondità da questo film.

Così fui l'ospite del suo spettacolo dove disse all'America che era il mio "miglior film" e pregò di vedere "Capitalismo: Una storia d'amore".

Era Jay Leno che diceva questo, non Noam Chomsky o Jane Fonda (voglio bene ad entrambi, di cuore).

Il pubblico rispose con entusiasmo e, dopo 20 anni di film fatti, era il momento in cui attraversai oltre il fossato nella corrente principale dell'America media.

I capi di Jay a General Electric devono stare ... bene, vi dico che spero che non facciano un rimprovero al suo record permanente.

E' un tipo "helluva" (e per dare l'esempio organizzò i suoi concerti gratuiti per i disoccupati di Michigan e Ohio la scorsa primavera; per la prossima settimana ho ottenuto il permesso dallo studio per fare lo stesso con il mio film in 10 delle città più in crisi degli USA).

Oh, e mi ha fatto cantare!

Preparatevi!

Grazie a tutti - e vediamoci al cinema!

Il vostro, Michael Moore

MichaelMoore.com

MMFlint@aol.com

Twitter.com/MMFlint

Facebook.com/MMFlint

MySpace.com/MMFlint

Tradotto da F. Allegri il 01/11/2009

Franco Allegri è presidente dell'associazione Futuroieri e laureato in scienze politiche e si dedica alla libera informazione politica ed economica anche traducendo gli scritti e le lettere di Ralph Nader l'avvocato e antropologo giuridico e sociale americano. Fa parte del meetup di Beppe Grillo di Empoli, di Firenze e di molti altri. Per approfondire visita il sito http://digilander.libero.it/amici.futuroieri

Su Facebook puoi fare amicizia con lui cercando Futuro Ieri.






23 agosto 2008

APPUNTI BERLINESI 2

 

Non credo di essere il solo, ma quando son tornato dalla Germania in Italia ho avuto come una vertigine, come la percezione che qualcosa di sbagliato sia nell’aria. In effetti in questi primi giorni post ferragostani fra grandi eventi internazionali che non smuovono il ministro degli esteri e le dichiarazioni del Bossi, mi pare ministro delle riforme, è difficile ri-ambientarsi. Ci riuscirò ancora una volta, non dubito. E’ un po’ come il vivere su un’isola, al mare ci si fa l’abitudine.

Quello che c’è intorno a me un po’ mi spaventa, come ad esempio le ferragostane raccolte tragicomiche delle ordinanze dei sindaci, nelle quali si evince che ciò che può essere vietato in un comune può essere lecito in quello accanto. Quindi potrei fare una cosa illecita in un comune e magari dall’altra parte della strada in un diverso comune l’illecito è lecito e viceversa. Provo a fare un piccolo esempio. Nel comune A magari è vietato stendere i panni in pubblico, allora è bene spostarsi nel comune B dove è lecito. Però nel comune B i bambini non possono giocare nei giardini pubblici, allora l’accorto padre di famiglia fa giocare i bimbi nel comune A dove è lecito e mette casa nel comune B, magari sull’altro lato della casa, così può stendere i panni in pubblico. In entrambi i comuni c’è le multe per i fidanzatini che si baciano vistosamente in pubblico, allora l’accorto padre di famiglia scongiura la figliola adolescente di spostarsi nel comune C dove le ordinanze sono più tolleranti in materia di decenza pubblica, il quale magari non è lontano ma è in fondo alla strada.

Sciocchezze? Credo proprio di no!

Si sta ripresentando un Belpaese quasi feudale dove ogni realtà fa quel che gli pare, anarcoide nel suo cieco egoismo, senza punti di riferimento e senza ambizioni che non siano gli stretti interessi privati dei singoli e le loro manie di protagonismo. L’attivismo di sindaci e in qualche caso degli assessori in materia di ordine pubblico può fare un po’ di colore, dare visibilità a questo o a quello ma il degrado è interno a questa società e non è portato dall’esterno da soggetti marginali o delinquenziali di piccolo livello. Quello che manca al Belpaese è ambizione, volontà, capacità di fare il gioco di squadra, vedute politiche ampie. Quello che c’è sono ambizioni di corto respiro, ignoranza, superstizione, faciloneria, volontà di credere nei miracoli, ottusità, menefreghismo, egoismo, talento criminale. Se non viene punito il livello più alto del delinquere, ossia quello della criminalità finanziaria e dei colletti bianchi sarà impossibile indirizzare l’intera società verso un livello decente di legalità e coesione interna. Per fare cosa poi! Questo è un paese dove il figlio del notaio fa il notaio e il figlio del medico fa il medico, dove le carriere negli ordini professionali che contano si ereditano, per così dire, dove è bassa la speranza di migliorare la propria condizione sociale. E’ molto difficile mettere in riga la popolazione senza avere speranze per tutti e senza quei legami che tengono assieme un corpo sociale eterogeneo come il nostro. La forza, il credere nei miracoli e nelle delibere più o meno estemporanee non basterà. Questo Belpaese un giorno dovrà pur rendersi conto di far parte dell’Europa, dovrà prima o poi rinunciare a credere nei miracoli, a seguire ora quello ora quell’altro espediente, lasciare il discutibile talento nell’improvvisazione e nella recita estemporanea in materia di gravi decisioni politiche per iniziare a costruire qualcosa che davvero assomigli a uno Stato, che sia Europa, che sia una cosa credibile, ossia NOI STESSI..

IANA per Futuroieri



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