.
Annunci online

  noglobalizzazione [ Forum di critica alla modernita' e a questo nocivo sviluppo ]
         


10 aprile 2008

PARLA COME MANGI

Un tempo nel Belpaese era comune usare l’espressione “parla come mangi” per invitare un tale ad usare un linguaggio comprensibile ai suoi interlocutori evitando loro dei fastidi interpretativi.

Così è da un po’ di tempo a questa parte per le note vicende del Tibet, dove finalmente si sta usando un linguaggio meno “politichese” e sinceramente concreto. A questo proposito Philip Golub economista e giornalista del prestigioso Le Monde Diplomatique sul quotidiano gratuito City del 8/04/2008 ricorda in una breve intervista che la Cina è un gigante economico, la terza potenza industriale del pianeta, boicottarla è qualcosa “fuori dalla realtà”, e forse temerario perchè il gigante, anzi il “Drago” potrebbe restituire la scortesia a modo suo. Del resto precisa lo studioso “…quasi tutte le multinazionali esistenti al mondo investiono in Cina. “.

Questo è il grande mistero, che non è mai stato un mistero, che nascondono i nostri campioni della libertà. I potentati finanziari ed industriali del sedicente “mondo libero” per brama di ricchezza e per trovare l’occasione di sfruttare risorse, mercati, e popolazione hanno contribuito a trasformare un regime comunista in una potenza imperiale di livello planetario ed ora sono i loro sistemi politici e l’opinione pubblica dei paesi “democratici” che devono piegarsi alla volontà dei leader politici del fu Celeste Impero. Politica e opinione pubblica a questo punto in cui siamo arrivati devono mandar giù ogni rospo crudo che costoro gli mettono sotto il naso. Stavolta, paradossalmente, i comunisti cinesi ci fanno un favore di carattere generale: ci fanno vedere, e toccare quasi con mano, la viltà e il cinismo amorale dei nostri sedicenti “sistemi democratici”, e anche quanto siamo divisi, impreparati e sostanzialmente indifesi davanti ad una volontà politica forte ed unitaria che si dota di adeguati strumenti persuasivi. Non si salva neanche per sbaglio il Comitato Olimpico Internazionale dalla pessima figura. Per come stanno andando le cose forse sarebbe bene abolire le Olimpiadi, in quanto gli ideali pacifici e sportivi decubertiani, il rifondatore ottocentesco delle Olimpiadi, da tempo malati sono morti sulla strada per Lhasa. In tanta disgrazia potrebbe esserci un dato positivo, che è la crescita della distanza fra tanta parte della pubblica opinione e i potentati politici e finanziari che dominano le nostre democrazie malate e senescenti.

Tuttavia, si sa alle volte a pensar male si capisce qualcosa che non è visibile, vien fatto di credere che l’improvvisa ostilità verso il regime cinese sia motivata anche dall’invidia sociale di tanti che osservano l’emergere anche nei paesi “Occidentali” di un ceto di cinesi benestanti immigrati nelle nazioni “democratiche” che può accedere a beni di lusso e servizi in un contesto di recessione economica. L’esplosione di passione democratica e umanitaria potrebbe quindi nascondere anche questo tipo di avversione, probabile che dopo i giochi si formi una fobia anti-cinese come non si vedeva dai tempi del maoismo che si contrapponeva al modello capitalista. Quale che sia la sorte dei nostri sistemi “democratici e occidentali” è certissimo che si sono rivelati deboli, contraddittori, timorosi delle ritorsioni del gigante cinese, in una parola, tanto amata dai potenti della finanza e dell’industria, “non competitivi” davanti al gigante asiatico. C’è da chiedersi come cittadini che cosa resta da fare: se porsi con urgenza il problema del fallimento delle democrazie e delle loro ideologie umanitarie o aspettare che gli eventi ci regalino nuove amare sorprese e rinnovate manifestazioni di malfede politica e comprovate attestazioni d’impotenza.

IANA per Futuroieri



sfoglia     marzo        maggio
 







Blog letto 1 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom

ISCRIVITI: "no-globalizzazione" direttamente nella tua casella email