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12 dicembre 2009

La destra del Belpaese

De Reditu Suo

La destra del Belpaese

L’ultimo dei miei pensieri era quello di far un mio punto della situazione politica a partire da cosa può esser oggi la destra  nel Belpaese. Per mia sfortuna son forzato dalle circostanze a considerare la cosa. Quindi scriverò adesso alcune considerazioni personali e faziose frutto della mia esperienza. La mia impressione è che sia presente nella destra di oggi una componente numerosa in seno al popolo italiano di irriducibili, di elettori che non sono disposti per nessun motivo a far alcuna concessione alle forze riconducibili al centro-sinistra, di umani che credono ancora al pericolo comunista, che non sopportano l’elezione statunitense di Barack Obama, larvatamente o apertamente son spaventati dalle comunità straniere e dalla presenza di comunità islamiche nel Belpaese, intimorite da una penisola non più soltanto loro e che devono iniziare a condividere con soggetti altri forestieri o domestici che siano.  Una destra irriducibile la cui fedeltà alla leadership di Berlusconi è l’esigenza di trovare un capo riconosciuto, o se si vuole un padrone, che li  protegga dal dubbio di aver sbagliato negli anni in cui erano Democristiani o votavano per i partiti minori del pentapartito. Molti irriducibili votavano per la Balena Bianca certi di far cosa gradita  a Dio, alla Madonna e alla loro parrocchia di riferimento e Lui adesso li salva dai dubbi elettorali e dalle paure. Dal punto di vista sociale questo ceto d’irriducibili è la roccia elettorale del centro-destra ed è dato da diversi strati della popolazione: c’è il ricco padrone di case sfitte e terreni assieme all’operaio o all’artigiano che non sopportano il sindacato, il professionista che pensa per sé e in qualche misura s’identifica con Berlusconi e le signore che adorano il presidente del Consiglio perché ha fama d’esser l’uomo più ricco d’Italia e c’è perfino il pensionato che crede di aver ricevuto dei torti dalla fantomatica sinistra o dallo Stato. Tutti assieme appassionatamente contro quelle forze sociali identificate come quelle che vogliono distruggere le loro certezze e la loro tranquillità, contro ogni dubbio in materia di morale o di famiglia e contro una società italiana che è composta anche da un 7% di abitanti di appartenenti alle comunità di nuova emigrazione, contro ciò che è rosso perché rappresenta il bolscevismo di staliniana memoria.  Questa destra è il frutto di cinque decenni d’intervento della Chiesa cattolica nella politica italiana, di ideologie novecentesche vissute troppo a lungo nel Belpaese e di rozze esasperazioni retoriche ma anche e prima d’ogni altra cosa del clientelismo sfacciato che è stato dominante in queste due Repubbliche italiane. Immobilismo sociale, clientelismo, nepotismo hanno trasformato i partiti politici italiani in ascensori della mobilità sociale, talvolta nelle ragioni  principali  di carriere ben remunerate quindi l’avversario politico ieri come oggi in Italia è  coincidente con il nemico ideologico e con il pericoloso concorrente sociale. Le storie delle famiglie italiane sono piene di parenti risentiti per un qualche torto fatto sul lavoro o in qualche ambito sociale che ha avuto come forza scatenante il malvagio di turno politicamente ben piazzato; qualche volta si tratta di pietose bugie, qualche volta è vero. La destra irriducibile si alimenta anche di questo, questa componente politica è convinta che cedere qualcosa vuol dire mollare posizioni, condizioni sociali favorevoli, farsi del male. Queste certezze sono cementate dalle memorie familiari, dalle amarezze della vita, dalla paura che suscita un mondo umano nuovo e incerto. Forse da parte delle genti del Belpaese e dei loro politici sarebbe bene riconoscere quanto i defunti partiti politici della Prima Repubblica e la vicenda politica e giudiziaria di Berlusconi hanno spezzato e diviso gli abitanti dello Stivale; il riconoscimento  di questa evidenza renderebbe questa destra, che in troppi fingono di non vedere e di non sentire, comprensibile e giustificata nel suo esistere.

IANA per FuturoIeri



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