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17 gennaio 2009

La Morte di Dio. Patria e Famiglia (2)

Ma quando fu solo, Zarathustra parlò così al suo cuore “E’ mai possibile! Questo santo vecchio nel suo bosco non ha ancora sentito dire che dio è morto!” .( Friedrich Nietzsche, Così parlo Zarathustra )

1. Sulla Grande Crisi e sulla Palestina

E’ avvenuto un miracolo e la cosa mi era sfuggita. Siamo messi così bene che nel Belpaese ci si può permettere di passare ore a discutere del problema della Palestina e dello Stato d’Israele. Personalmente non so più dove sia il Belpaese che ho conosciuto nell’infanzia, nel giro di venticinque anni è talmente cambiato da essere irriconoscibile. Da qualche settimana l’attenzione politica e il dibattito si è spostato dalle vicende interne e della crisi alle luttuose vicende della Palestina e di Gaza. Credo di conoscere ancora qualcosa dell’italiano da stereotipo, del Mario Rossi di turno. So quindi per certo che ai nostri, fatte salve le solite anime sensibili, di quei tapini che si scannano o vengono truicidati dai bombardamenti non gliene può fregar di meno. Se il Mario Rossi è sempre il solito Mario Rossi so che cosa è importante per lui quando davanti alla televisione, intorno alle 20, guarda le tristi processioni di squartati e di carbonizzati: “la pasta scotta o salata due volte è per lui di gran lunga più inquietante e dolorosa di tutte le stragi del mondo e della Terrasanta”. Questo i nostri politicanti e giornalisti lo sanno bene. Perché insistono? Cosa li muove davvero? Credo che questo improvviso sentimento di passione per cause che ai più non possono fregar di meno sia dovuto alla passione nazionale per le chiacchere e per l’aria fritta e per il sottile piacere di dividere il pubblico e di far una facile ricreazione dai problemi nostri raccontando i mali altrui. Suscitar fazioni su cose di questo tipo è divertente per i nostri, non si tratta mica di cose serie come gli appalti pubblici i piani regolatori delle grandi città con terreni agricoli che diventano edificabili, o l’aereoporto di Malpensa dove in mezzo ci sono milioni di euro in forse. Un danno su queste cose è irrimediabile, crea vere inimicizie, ma una strage in Palestina! Ma quando mai! Chi rinuncererebbe fra i nostri politici di professione ad entrare in una coalizione politica rilevante per i cadaveri di una lontana terra. Proviamo a pensare a una programmazione televisiva, l’unica di cui si può ragionare con Mario Rossi, che inizia con:”L’Inghilterra ha perso trecentomila posti di lavoro nei primi tre mesi di questa crisi e migliaia di persone si trovano senza casa e senza stipendio. Mario Rossi domani può toccare a noi, può toccare a te.” Credo che con un discorso del genere Mario Rossi smetterebbe di pensare alla pasta scotta o salata due volte. Proprio come i nostri politicanti che per la maggior parte non vanno oltre il loro specialissimo particolare il signor Mario Rossi non va oltre il proprio lato del marciapiede, e solo quando va bene. Figurarsi se gli frega qualcosa dei drammi immani che avvengono lontano al di là del mare, presso genti diverse per storia, fede e cultura. La nostra politica rispecchia fedelmente il nostro lato peggiore, a suo modo ci rappresenta. Sarebbe stato semplice per me limitarmi a far un elenco dei morti da una parte e dall’altra per osservare come immancabilmente il più forte e il più ricco è nel Belpaese il più amato da classi dirigenti e giornalisti, e certamente anche dalla maggioranza della popolazione. Ragionare di facili moralismi non era per me semplice ma comodo, un po’ troppo. Preferisco parlare del mio Belpaese e del fatto che esso non riesce a guardare oltre l’orizzonte della propria parte di marciapiade, e solo quando va bene.

IANA per FuturoIeri




20 dicembre 2007

LA CRISI FINANZIARIA CONTINUERA', SARA' A TAPPE A PARTIRE DAL PROSSIMO ANNO

Se volete comprare casa, fatelo! I prezzi sono calati dappertutto, anzi, è meglio aspettare, caleranno ancora. Il grande malato (la finanza internazionale) sta ancora agonizzando.

In estate la banca d’affari Bear Stearns per sostenere due suoi fondi speculativi (hedge fund) appena nati e già fallimentari dovette iniettarvi un quarto del proprio capitale. Quei fondi si erano indebitati per comprare derivati garantiti da mutui contratti da persone insolventi. Nessuno vuole più certi titoli e le banche usano i loro capitali. Sono obbligazioni fuori mercato, possono essere sopravvalutate nei bilanci, ma il loro valore reale è vicino allo zero. Il problema è grave: il mercato internazionale è saturo di titoli che non valgono nulla. Vendono cartaccia!

Tenterò di offrirvi un chiarimento che è preliminare e sempre utile. Molti mutui degli insolventi sono stati comprati dalle banche di investimento con denaro preso a prestito e a basso costo e successivamente offerti come garanzie per obbligazioni che potevano contenerne migliaia; su questi mutui i debitori pagheranno (se possono) un interesse. Per di più, le obbligazioni sono state suddivise in varie «tranches» di rischio, ed ogni «tranche» - proprio perché ha poco mercato, non è normalmente scambiata - ha ricevuto una valutazione da una delle agenzie di rating. Dunque, non è stato il «mercato» a fare i prezzi, ma le agenzie che hanno assicurato: se comprate questa «tranche» essa vale tot. Le tranches hanno avuto rating diversi a seconda che siano finanziate dal fondo prima o dopo o praticamente mai. I rischi in teoria erano differenti, in realtà di rimborsabile c'è poco. Per esempio la tranches mediana aveva perso in estate un 40% se non si sapesse. Vuol dire che va venduta con uno sconto di tale percentuale.

Molte banche sono messe male da mesi e i nodi verranno presto al pettine: il prossimo anno dovranno restituire i soldi alle banche centrali, i prestiti sono sempre dilazionabili, ma ci sono gli interessi da pagare e alcuni avranno bisogno di nuovi sussidi. Vedremo nuove crisi modello Northern Rock, ne sono certo e non dimentichiamo che molti fondi pensione dei lavoratori americani hanno comprato quello sterco obbligazionario al prezzo valutato dalle agenzie di rating. C'è una lunga lista europea e asiatica, essa elenca i compratori di questi titoli - cartaccia.

Perché hanno comprato questi titoli? Li hanno comprati perché credevano di lucrare un bel 10 - 15% e consideravano come la verità rivelata i giudizi delle agenzie di rating. Ora sono nei guai e molta gente non lo sa. In futuro i giudizi delle agenzie verranno considerati come i bugiardini che vengono messi in certe medicine scadenti. Ma perché le obbligazioni non valgono nulla? Nessuno lo dice, sembra un mistero, invece la risposta è semplice: 2,2 milioni di americani che hanno contratto un mutuo «subprime» dal 1998 ad oggi hanno perso la loro casa per impossibilità di pagare i ratei dell’ipoteca; ovvero un debitore su cinque di quelli che hanno ottenuto tali prestiti nel 2005.

Crescono i sequestri di immobili crolla il mercato delle obbligazioni garantite da quelle ipoteche!

Il mercato delle obbligazioni coperte da mutui insolvibili valeva 800 miliardi di dollari, ora è destinato a crollare almeno di un 25% minimo ma poi verranno le altre obbligazioni coperte da debiti ed eventuali crisi aggiuntive. Il dimezzamento è dietro l'angolo. I finanzieri hanno in testa un'unica soluzione: spalmare il debito fra più azionisti di base da un lato e il richiamo dei prestiti dall'altro, l'economia sana sarà coinvolta. Per ora crescerà l'inflazione poi la crisi finanziaria globale arriverà. Molti economisti la ritengono inevitabile a partire dal prossimo anno. Torneremo sull'argomento.

Intanto sposto il discorso sulle banche d'affari, o meglio sulla Goldman Sachs. La particolarità di questa banca è quella di coniugare politica ed economia internazionale. E' potentissima, tanto da influenzare e condizionare i governi, anche quelli occidentali. Due esempi: l'amministrazione Bush e il governo Prodi. Per chi non lo sapesse il negromante di Bologna è un ex dirigente della suddetta banca. Tra le banche di affari è la più grande!

Come fa a condizionare l'amministrazione americana? E' semplice Hank Paulson è stato nominato ministro del tesoro nel 2006 da George Bush. Chi è questo signore? E' il presidente nonché direttore esecutivo ed azionista di riferimento di Goldman Sachs. E' stata una scelta tragica per Bush, il suo secondo grande errore dopo le guerre infinite: con questa nomina un soggetto che il ministero del tesoro dovrebbe controllare e divenuto controllore. Il collasso della finanza non è curabile se al ministero del tesoro ci sono questi personaggi. O meglio sono li proprio perché la situazione è grave e non sono possibili molte riforme. Questo ministro è legato alla finanza speculativa.

Un dato aggiuntivo: prima della nomina a ministro questo banchiere guadagnava quasi 40 milioni di dollari, dopo la nomina si contenterà di 170 mila dollari. Non è la fame ma non si lavora per la gloria. Bush è stato disastroso in politica estera, ma quando si parla di finanza azzera il suo sapere e le sue azioni, è crollato nei sondaggi, non ha seguito popolare che cosa poteva fare? I guai se li è cercati e la sua incapacità lo ha ricondotto verso quei poteri da cui dipende e che contano di più, per lui, dei voti degli elettori. Se i poteri forti sono usciti allo scoperto e con un anno di preavviso un motivo c'era ed abbiamo cominciato a vederlo da qualche mese: la tempesta finanziaria è molto pericolosa. In scala, riducendo tutte le proporzioni, il discorso fatto su Bush vale per Prodi, Padoa Schioppa e per un governo tecnico guidato da Draghi che potrebbe profilarsi all'orizzonte.

Amici di Futuro Ieri - Per approfondimenti
http://digilander.libero.it/amici.futuroieri/vaini.htm



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