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25 settembre 2010

I miei viaggi di ieri, oggi, domani: il confronto con la Quinta Repubblica

 



Le Tavole delle colpe di Madduwatta


I miei viaggi di ieri, oggi, domani

La Francia mostra al viaggiatore italiano l’evidenza della bontà di avere uno Stato degno di questo nome: una forza in grado di organizzare forze altrimenti disperse, di sostenere con giuste leggi le famiglie e la pubblica istruzione, di attivare politiche che vengono applicate con serietà e lealtà e che  non si disperdono in proclami roboanti e in diluvi di parole prive di senso.
Nonostante certe durezze e la palese evidenza di un divario crescente fra pochi ricchi e tanti poveri e la tanta gente che mostra i segni della disillusione è evidente che nella terra degli antichi re cristianissimi lo Stato è una potenza che aiuta la popolazione a vivere seguendo delle regole che hanno valore universale e non particolare. La Francia è ciò che l’Italia non riesce ad essere: uno Stato, una civiltà, una potenza economica, una forza politica, una realtà militare. L’Italia è troppe cose assieme e queste cose sono interessi di partiti, risentimenti di campanile, capi ambiziosi che vedono solo il loro interesse particolare, cordate di personaggi fortemente interessati a speculazioni edilizie o a procacciarsi affari o appalti, plebi elettorali terrorizzate dal perdere il piccolo privilegio o eccitate dall’idea di trovare dei protettori generosi sotto le elezioni. La natura politica dell’Italia della Seconda Repubblica è la polverizzazione della vita politica in un circo mediatico che ostenta cose strane e pazze e personaggi incredibili e talvolta eccentrici mischiati a atti politici discutibili all’insegna dello scontro fra i poteri che regolano la vita pubblica ovvero il giudiziario, l’esecutivo, il  legislativo. Perfino le esternazioni sopra le righe di tal cantante dal nome d’arte “Morgan” son state parte del della grande finzione del pubblico dibattito dimostrando l’intreccio fittissimo fra spettacolo, televisione, politica. La Repubblica ha smarrito le sue ragioni più profonde e non ha la forza di darsi una nuova Costituzione perché i poteri politici sono troppo deboli e troppo legati alla cura di miti morti e terrorizzati da questo presente  e dalle sue inquietudini che racconta una storia molto diversa da quella solitamente narrata: Il mondo umano non ha bisogno delle nostre minoranze al potere, esse dominano in Italia per un disgraziato caso della storia nostrana.
IANA per FuturoIeri




22 novembre 2007

I TORRONCINI DI CLEMENTE

Cari contribuenti innervositevi dato che continuate a finanziare gli sprechi di certi politicanti, si avvicina una nuova scadenza fiscale.

Giorni fa all'improvviso il ministro Mastella dal suo blog ha espresso solidarietà ai redattori del suo giornale "Il Campanile". Egli si riferiva al fatto che alla redazione del quotidiano l'altro giorno era arrivata la polizia giudiziaria per svolgere indagini legate all'inchiesta "Why not".

Che cosa cercassero o abbiano trovato non lo sappiamo ma conosciamo quello che ha denunciato sul settimanale "L'Espresso" Marco Lillo.

Il quotidiano "Il Campanile" che vende 5.000 copie e riceve 1.153.000 euro dal finanziamento pubblico ha usato quei fondi in vario modo. Sono stati spesi 40.000 euro per le collaborazioni giornalistiche di Clemente Mastella. Duro lavoro ben pagato! Poi vengono i regalini: l'acquisto di torroncini di Benevento da spedire agli amici dei coniugi Mastella è costato 14.000 euro. Regalie elettorali. La famiglia Mastella ha ricevuto anche altri contributi: 12 mila euro sono stati versati allo studio di Pellegrino Mastella, figlio di Clemente ai quali si aggiungono anche 4000 euro per pagare la benzina della sua macchina, con 1.150 euro hanno pagato le spese fatte dalla moglie di Mastella per acquistare beni al centro commerciale Cis di Nola.

I viaggi della famiglia sono pagati dal Campanile: 98 mila euro per viaggi e trasferte di Sandra Mastella (moglie), Pellegrino Mastella, Alessia Mastella (nuora) ed Elio Mastella (2° figlio).

Del resto non dimentichiamo che i figli di Mastella sono stati regolarmente assunti dal quotidiano che ha anche un contratto con la società Acros di 36.000 euro. Essa appartiene per il 50% a Pellegrino Mastella. Che dire: Paga sempre il Campanile!

Per altre notizie e commenti cliccate su: http://digilander.libero.it/amici.futuroieri/greppia.htm



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