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30 ottobre 2008

IL BERLUSCONI IV COME IL BADOGLIO I

Il nostro Paese è oramai alla frutta, anzi all’ammazza caffè. Un presidente del consiglio, Berlusconi, che sfugge ai legittimi processi (con ciò dando un preciso segnale di impunità a tutti i cittadini, rumeni, albanesi o autoctoni che siano), una ministra dell’Istruzione, Gelmini, incapace di superare persino l’esame di avvocato tanto da sostenerlo nel noto esamificio di Catanzaro, una ministra a non si sa bene che cosa, Carfagna, che si occupa di mercificazione del corpo con qualche cognizione di causa, Brunetta/Prunetta che dopo esser stato il portaborse di De Michelis, da costui sovente irriso e deriso pubblicamente, memore adesso del suo assenteismo parlamentare vuole fustigare chiunque gli capiti a tiro (sentendosi magari un... gigante), trascurando per carità di Patria i La Russa (nome nomen, nel senso che là si russa), i Calderoli, dentista prestato alla politica, la Prestigiacomo che sta all’ambiente come Dracula sta ai donatori di sangue, Sacconi, altro craxiano riesumato dalla naftalina, Rotondi e Pizza che ai tempi della Dc erano considerati dagli amici di partito, a torto o a ragione, dei “minus habens”, il fantasma Frattino che, mentre impazza la crisi internazionale fra Georgia e Russia, conscio del peso in sede diplomatica va a farsi le vacanze alle Maldive con la sua nuova ragazzotta, passando per Scajola giustamente premiato per l’impeccabile gestione del G8 di Genova. Potremmo seguitare ancora a lungo, ma mentre scriviamo siamo già sfiniti.

Personaggi ormai disconnessi dalla realtà, che schivano i programmi di vera inchiesta come Annozero, che laddove partecipano come ieri sera a La7 sulla scuola (il sottosegretario Mantovano) adottano la tecnica di non rispondere mai a tono, svicolando continuamente, come slalomisti emuli di Tomba.

Basta, basta. Levateceli di torno - anzi di tornello - prima che sia troppo tardi, prima che abbiano lasciato dietro di sé un cumulo di macerie paragonabile solo al 1945, come novelli e infausti Attila dei tempi moderni.

Se non lo faranno gli italiani, lo farà più dolorosamente la tremenda crisi finanziaria, produttiva ed economica che sta spazzando via, e ancor più lo farà nei prossimi tempi, le Borse del mondo globalizzato.

 

Amici di FUTURO IERI  ( http://digilander.libero.it/amici.futuroieri/appel.htm )




30 settembre 2008

NUDE PAROLE

Lunedì 29 settembre 2008 l’inserto satirico dell’Unità pubblicava una vignetta che rappresentava un disoccupato/precario che minacciava con la pistola in pugno il ministro Brunetta. In realtà in quella vignetta il ministro non era neanche rappresentato,l a pistola era puntata contro il lettore che vedeva la figura e leggeva le sue parole minacciose. La scenetta poteva di per sé rappresentare uno che per colpa della disoccupazione aveva perso la testa e minacciava i fantasmi apparsi nella sua mente malata. Comunque la cosa ha suscitato un certo scandalo, questo è comprensibile. Quello che impressionava erano le nude parole della figura le quali prefiguravano l’omicidio del ministro. Nella vignetta il movente scatenante del gesto era la condizione di disoccupazione e la reazione abnorme di uno che era rimasto sconvolto dalle dichiarazioni del ministro a proposito dei fannulloni. La satira ha un linguaggio deformante e provocatorio, per chi scrive la reazione al disegno e al testo è il sintomo di un grave malessere che attraversa la società italiana, la follia rappresentata da quella vignetta appena abbozzata ha colto nel segno, ha congelato in pochi tratti di matita l’esasperazione di fondo di due generazioni: i trentenni che sono ancora precari e i tanti ventenni che non sanno dove andare o a quale santo accendere ceri. E’ un fatto che la maggior parte degli italiani non ha protettori o santi in paradiso e quindi difficilmente può far affidamento a reti di solidarietà o complicità per risolvere adeguatamente i propri problemi di carriera o di liquidità. Difficilmente i molti che vivono nel disagio se ne andranno in giro con una pistola calibro 9 a minacciare ministri e funzionari. Cosa può spingere il lettore a sentire un pugno nello stomaco o un forte disagio davanti a una vignetta del genere? Io credo sia la paura di qualcosa di più del gesto criminale, ritengo sia la percezione di un triplice palese e tragico fallimento: quello delle grandi ideologie, quello dello stato sociale all’europea, quello del capitalismo finanziario in salsa neo-liberale. I grandi miti, perché questo erano, che come ancestrali divinità avevano promesso ai loro cultisti la redenzione, il benessere materiale e la rigenerazione per tutti quanti sono caduti, sono morti e decomposti. Nel vuoto terribile di valori e legittimazione del potere che hanno lasciato avanza un rancore cieco e sordo, un deserto etico che può essere la condizione di nuove tragedie collettive, non solo italiane ma mondiali. Il successo anche elettorale di partiti post-fascisti e neo-xenofobi in Europa e non solo è da ascrivere non tanto alla bontà della matrice originaria ma al contrario al fallimento integrale di un modello di democrazia liberale che prometteva il paradiso della ricchezza sulla nera terra e che in questi giorni scopriamo non essere in grado di garantire neanche i manager della borsa di New York. Ossia i grandi sacerdoti del Dio-Mercato. Quando il Paradiso del Dio-denaro brucia e crolla fra le fiamme è quello il tempo in cui gli umani devono ritrovare se stessi, i loro valori e le loro ragioni di vivere, perché il tempo degli Dei è finito e quel che resta sono solo uomini e donne.

Alle volte per capire il grande male di vivere sono necessarie le nude parole private di ogni compromesso e gentilezza.

IANA per FuturoIeri



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