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22 novembre 2010

Il Belpaese e le sue paure: La sconfitta altrui

periferia malvagia

Le Tavole delle colpe di Madduwatta

IL BELPAESE E LE SUE PAURE NASCOSTE: La sconfitta altrui

Le paure del Belpaese sono troppe, le nostre genti difformi cercano di nascondere quelle più imbarazzanti. Per esser chiaro voglio trattare qui di un fatto che è omesso dal pubblico dibattito e dal discorso politico nel Belpaese ma che esiste e resiste in taluni soggetti politici marginali. Si tratta delle oltre 100 basi NATO nel Belpaese ovvero per non essere ipocrita scrivo che si tratta  delle basi a Stelle e Strisce del grande impero Statunitense. Il grande impero che ha spazzato via a suon di bombe e carri armati l’Italia Imperiale fascista e monarchica e  contribuito decisamente alla creazione della Prima Repubblica è  oggi in crisi economica, finanziaria, strutturale e militare. Una parte delle produzioni che le multinazionali statunitensi avevano negli USA è da tempo stata trasferita in Cina e in altri paesi asiatici, che subiscono l'influenza indiana e cinese, per questioni di vantaggi legati al basso costo della forza-lavoro e favorevoli condizioni fiscali, la grande finanza americana ha prodotto una crisi paragonabile, ma forse perfino peggiore, di quella del 1929  i fatti sono sotto gli occhi di tutti, le ragioni profonde del sistema americano e le leggende dell’uomo statunitense e  della sua conquista della frontiera e della sua venuta nella terra delle opportunità hanno perso credibilità, il fatto militare, che è sempre e comunque fondamentale, riposa sull’evidenza che l’esercito USA non ha vinto i suoi nemici e anzi si profila nella migliore delle ipotesi una pace di compromesso in Afganistan e Iraq che comunque segnerà una perdita di credibilità agli occhi di nemici, rivali e alleati. Mi pare difficile che il gigante riesca a farcela stavolta, comunque sia è certissimo che questo Belpaese diviso, fazioso, in fuga dalla realtà, in preda a un caos morale e sociale inaudito seguirà questo impero made in USA nella sua discesa verso la disfatta; ci sono troppe basi e forti sono i loro interessi.  Pare  evidente che non riusciremo a sganciarci nonostante alcuni segnali contraddittori come l’amicizia nuovissima con la Cina e quella di vecchia data con la Russia Putiniana. Potenze globali rivali e talvolta ostili al dominio e controllo planetario anglo-americano. Ora c’è da chiedersi se una possibile estensione del conflitto presente al Pakistan o all’Iran possa rovesciare con qualche clamorosa vittoria questa decadenza USA, chi scrive ne dubita. Nel caso di estensione del conflitto c’è ragionevolmente da aspettarsi il peggio per la gente del Belpaese e per il resto del mondo umano; quando le guerre vanno fuori controllo non solo è arduo individuare l’esito ma spesso la conclusione è diversa da quella pensata all’inizio e talvolta del tutto inaspettata. Dato il livello evidente di prostrazione e di crollo della fiducia in se stessi le genti del Belpaese possono ora come ora pregare e chiudersi a discutere con la giusta filosofia e competenza tecnica e  politica dei fatti. Per noi tanto hanno già deciso altri.

Iana





9 giugno 2008

LE CENTRALI NUCLEARI, UNA BOMBA ATOMICA SEMPRE INNESCATA

Per i vecchi e i nuovi fan del nucleare e delle centrali atomiche (meglio se sotto il sedere degli albanesi!), tacendo del problema "scorie residue" lasciato alle prossime cento generazioni (se, di questo passo, ci saranno), ecco una piccola recente rassegna di lanci d'agenzia. Ai quali poi è seguito un curioso silenzio...

-BRUXELLES-
La Commissione europea ha lanciato un'allerta per il rischio radioattivita' conseguente a un incidente avvenuto nella centrale nucleare di Krsko, in Slovenia. Il sistema europeo d'allerta e' scattato dopo che dalla Slovenia e' stato comunicato che si era verificata una perdita nel circuito di raffreddamento della centrale di Krsko. Al momento - si legge in un comunicato diffuso a Bruxelles - non e' stata rilevata alcuna fuga radioattiva. In Slovenia sono scattate le procedure per lo spegnimento della centrale, procedure che sono attualmente in corso. (SWISSINFO 4/6)
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Allarme nucleare rientrato dopo l'incidente verificatosi nella centrale nucleare di Krsko, in Slovenia. L'impianto -situato a 130 km in linea d'aria da Trieste- non lavora ed e' in condizioni "sicure", hanno detto fonti della Nek, la societa' che gestisce l'impianto. La Commissione Europea, che nel pomeriggio aveva lanciato un allarme su tutto il territorio europeo temendo una fuga radioattiva, ha confermato che "l'allarme e' rientrato". "La procedura di spegnimento e' andata avanti dalle 17 alle 20 e alle 10 era tutto finito", ha continuato il portavoce della Nek, contattato telefonicamente. "Il reattore e il generatore non lavorano e non producono più elettricita'. Il prossimo passo sara' quello di riparare l'impianto. Nei prossimi giorni, la Commissione potrebbe inviare dei tecnici sul sito, per ispezionare la situazione. (AGI 4/6)
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Il sindaco di Trieste Roberto Di piazza da parte sua si e' dimostrato molto prudente dichiarando che "telefonero' al sindaco di Lubiana per conoscere esattamente l'entita' di quanto avvenuto. La centrale e' solo a 135 chilometri da Trieste, ma la preoccupazione in questi episodi e' per tutto il territorio e anche per la vicina Croazia". (AGI 4/6)
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"Non c'e' stata perdita nell'ambiente" ha detto un portavoce della Nek nella centrale di Krsko, "la fuoriuscita si e' verificata all'interno della struttura del reattore. E' stato avviato il processo di spegnimento che avviene per fasi e sara' ultimato entro questa sera. Allora sara' possibile ispezionare il sito per verificare la situazione". (AGI 5/6)
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La Slovenia comunica che non intende aprire un'inchiesta penale sull'incidente di Mercoledi' alla centrale di Krsko che ha fatto scattare un allarme rosso europeo. Lo ha riferito il ministro della Giustizia di Lubiana, Lavro Sturm, a margine di una riunione con i colleghi dell'Ue a Lussemburgo. "Non ci sono stati problemi particolari, si e' solo esagerato nelle reazioni", ha affermato Sturm. Il ministro ha ammesso comunque che ci sara' un'inchiesta interna per appurare i motivi del guasto al circuito di raffreddamento della centrale. (AGI 6/6)

http://it.wikipedia.org/wiki/Referendum_abrogativi_del_1987 

http://www.thepetitionsite.com/1/petizione-sulluranio-impoverito-la-paura-e-i-pericoli 



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