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  noglobalizzazione [ Forum di critica alla modernita' e a questo nocivo sviluppo ]
         


28 agosto 2011

Si fa presto a spezzare l'idea di Democrazia


Spezzare la Democrazia alla maniera degli svaporati


Da tempo mi sono chiesto se era il caso di scrivere intorno alle  vicende di Tripoli e di questa nuova guerra di una parte della NATO contro quel che resta della Libia del Gheddafi. In un certo senso questi momenti mettendo in discussione una falsa identità italiana schiacciata su un finto occidente mi forzano a pensare al dopo, ma non al dopo dei libici. Ecco che mi pongo delle semplici domande e le risposte sono facili da intuire.  Dovè quest’Occidente quando sono i nostri grandi interessi nazionali in gioco? Chi è il suo capo, qual’è la sua lingua, come si chiama la sua religione? dover sono le sue leggi e la sua Costituzione? Come si chiamano i suoi eroi e i suoi fondatori? In base a quale diritto tale presunto Occidente decide o finge di decidere per miliardi di esseri umani che vivono in luoghi che evidente, mentre Occidente non sono? E se esistono queste leggi sono esse universali o sono piuttosto la volontà di poteri politico-militari specifici, sono universali o ristrette ai desideri e alla volontà di minoranze di miliardari, banchieri e finanzieri che gestiscono i complessi militar-industriali delle principali potenze con diritto di veto all’ONU?
Questa nuova vicenda libica nel centenario della sua occupazione coloniale del 1911 ci resterà appicicata addosso come popolo italiano con un cartellino tremendo: Traditori. Non si può preparare per il dittatore festeggiamenti da Re a Roma, voto solenne sul trattato di amicizia in parlamento, perfino il baciamano e poi in capo a 24 ore per via della decisione d’intervenire militarmente di Francia, Regno Unito e Stati Uniti rovesciare decenni di politica estera! Non so come, non so perchè, ma sento che questa cosa la pagheremo pesante e una parte del contrappasso sarà a carico dei nostri “alleati”. Sempre che essi si considerino tali e non piuttosto padroni di questa penisola e delle genti tapine che l’abitano. Non è profezia, è la mia percezione personale di carattere metafisico che mi fa pensare che questo male accaduto sarà pagato duramente. E voglio aggiungere una parabola: Dei signori decidono di punire un predone del deserto che si crede re di qualche oasi e decine di pozzi di petrolio. Invece di dichiaralo fuorilegge e attivare le procedure del caso lo corteggiano, lo armano, ci mercanteggiano. Acquisita una certa familiarità con i luoghi e il territorio cercano di farlo tradire e poi accoppare dai suoi con grande spargimento di sangue. Quei signori distinti non si sono forse messi allo stesso livello del predone che hanno giudicato e tradito? Se questo Gheddafi e i suoi meritano il tribunale internazionale che dire delle superpotenze che hanno lucrato sulle commesse che egli offriva alle compagnie straniere? O del petrolio dei libici che il tiranno vendeva a mezzo mondo! Perchè i leader e i CEO dei grandi sistemi del complesso petrolifero,  finanziario e militar-industriale non trovano mai un giudice di un tribunale internazionale sulla loro strada! Eppure a Noriberga il signor Krupp finì sul banco degli imputati! Non ci sono forse oggi migliaia di Krupp e diverse decine di piccoli Hitler? Se ciò che oggi è nominato diritto universale viene trasformato in arbitrio gli umani penseranno che esso è sempre stato arbitrio e nessuno crederà più trovandosi davanti a un giudice di trovarsi davanti a un potere legittimo. Se crolla l’idea di un diritto equo e uguale per tutti le democrazie sono impossibili, dovunque e non solo in Medio-Oriente. Il danno di giustificare la guerra in nome di mitici “diritti umani” è quello di associare pesantemente e sempre e comunque il concetto di diritto umano all’intervento armato, ai bombardamenti, alle guerre civili, alle operazioni contro ribelli, insorti e terroristi. Questo fatto comporterà la sparizione o la criminalizzazione dei diritti umani nel caso la guerra si spingesse oltre coinvolgendo le grandi potenze nucleari o in caso di una sconfitta militare sul campo e di riflesso politica della NATO. Da lì alla crisi radicale di ogni diritto fondato sull’individuo il passo è brevissimo, a quel punto c’è da chiedersi quanto tempo resti alle democrazie così come le conosciamo. Infatti fra i fattori che mettono in ridicolo la democrazia e la sua pretesa di rappresentare ogni opinione  e di lasciar il governo al popolo sovrano c'è  proprio la paura e il disagio che viene dalla combinazione fra guerra e crisi economica; proprio l'idea di diventare poveri e aggrediti in tempi di libertà allontana  la libertà dalle cose che gli esseri umani considerano dsiderabili. Se uno è povero in un mondo d'illusioni pubblicitarie il suo problema è tornare a far soldi per spenderli, se uno teme nemici o criminali il suo problema sarà il delinquente, il terrorista, la pallottola vagante. Così la paura del nemico, della morte e della povertà divorano l'immaginario collettivo che può diventare un terreno fertile per paranoia, isteria, volontà di mettere le proprie vite in mano a choi promette il pugno di ferro, soluzioni semplici, anche la violenza. Il ricorso alle armi non aiuta i diritti delle masse ma piccole minoranze di ricchissimi a diventare ancora più ricchi lucrando sulle miserie dei conflitti e sulla ricostruzione di città distrutte e arsenali svuotati e i  politici senza scrupoli supportati da campagne eletorali costosissime. Questa combinazione fra complesso militar-industriale, grande finanza, grandi partiti politici e servizi segreti  delinea all'interno delle democrazie presenze di minoranze di ricchissimi e specialisti che indirizzano l'opera del potere politico verso scopi e progetti che poco hanno a che fare con la maggioranza della cittadinanza delinando così il costituirsi di poteri nel potere e di oligarchie in grado di condizionare la volontà del popolo  sovrano. Questo interferire ha luogo  anche all'interno di regimi politici dove esiste la libertà di parola e di pensiero, attività politica e regolari elezioni. Quando la cosa è  trasparente può esser almeno prevista e sottoposta al vaglio della pubblica opinione ma se riguarda cose come l'azione di servizi segreti, l'acquisizione di dati riservati su interessi nazionali strategici, interventi militari, preparazione a eventuali conflitti la trasparenza pare a mio avviso poco probabile o addirittura masochista. Per questo la credibilità e forse la tenuta delle democrazie è messa a dura prova da questi tempi disgraziati e da questi grandi poteri che spero inconsapevolmente stanno segando l'abero democratico sul quale  sono appollaiati.


IANA per FuturoIeri




30 settembre 2010

Il Fascista Immaginario

Via dal paese dei ciarlatani
Via dal paese dei ciarlatani

Il Fascista Immaginario

-    Breve scritto teatrale sulla disgregazione del vecchio mondo umano al tempo del ministro della pubblica istruzione Letizia Moratti e dell’ennesimo governo Berlusconi; è l’ estate del 2003. Due esseri umani molto diversi fra loro s’incontrano nella facoltà occupata di Scienze della Formazione (ex magistero); uno ha la soluzione del problema dell’altro, ma…

-    Lazzaro: L’ideologia è una bella cosa, fa fare tanto ma c’è un momento nel quale occorre tracciare un bilancio in termini pratici e il disfacimento di questa facoltà non è un mio interesse e nemmeno dei compagni. L’istruzione superiore ha bisogno di soldi per fare i corsi, per assumere personale, affittare aule e materiale informatico, per pagare docenti e certi parassiti universitari  che i baroni della facoltà coltivano con cura. Se i fondi si disperdono per mille vie sarà impossibile capire come vengono spesi i soldi e quali sono i risultati. Il vantaggio sarà tutto di chi si vede assegnare fondi di ricerca e cattedre in affidamento per i nuovi corsi, ma che questo sia anche il vantaggio degli studenti e delle studentesse e della forza politica che rappresento…ne dubito. Con gli ultimi disastri elettorali le forze del centro-sinistra che hanno tanta parte del loro elettorato nel mondo della scuola e universitario diventano una minoranza politica e culturale, questa guerra inoltre ci vede sconfitti perché tanti di noi si sono schierati contro. Quindi adesso le forze reazionarie potranno lanciare il loro attacco a fondo per scardinare tutto quello che disturba la loro attività nel settore della ricerca e della scuola. La mia analisi è semplice: taglieranno i fondi a ricerca e scuola, non sarà una cosa brutale e netta ma andrà a finire così. Quindi l’università decentrata che spende di più e fa tante cose rischia di trovarsi con le gambe tagliate prima ancora d’iniziare. Di conseguenza ecco questa mia posizione politica estrema: sostenere il rivale di ieri che va nella direzione giusta per motivi suoi diversissimi dai miei. Il mio non è cinismo è semplice realismo e istinto di sopravvivenza.

-    Sergio: Qualcuno che parla una lingua comprensibile dopo tante idiozie su guerriglieri, bandiere rosse e rivoluzioni impossibili e le follie sulle trentacinque ore sulle quali avete distrutto il primo governo rosso della penisola. Benvenuti nel 2003 anno primo della guerra irachena e anno terzo di quella afgana.

-    Lazzaro: Una volta si parlava di anno tale dell’era fascista. Vedo che è cambiato qualcosa.
Sergio: Quell’Italia non c’è più e ciò che è stato è morto. Soffro molto per questa cosa ma è così e nel mio terzo lavoro me ne rendo perfettamente conto. Mi sono fatto una cultura in proposito. Comunque non io e certi miei camerati ma i tuoi amici e compagni prima di arrivare alla guerra del 1999 con gli ex del PCI al governo del paese che andavano a braccetto con l’aviazione da bombardamento USA insistevano sulle 113 basi statunitensi presenti sul territorio italiano. “Repubblica  a sovranità limitata” erano queste le parole che si sentivano dalle vostre parti oltre alle accuse ingiuste e fasulle intorno alle stragi. Comunque hanno fatto bene a bombardare Belgrado e le fabbriche rosse della Repubblica Comunista di Jugoslavia, gli assassini delle foibe venivano da lì e adesso che il passo è fatto la strada del potere è preclusa ai comunisti. Quelli che ci sono ora si sono battezzati al nuovo nelle notti di Belgrado. Non porteranno più il comunismo in Italia. Il problema è che non basta sconfiggere i rossi se il potere è in mano a pochi ricchissimi apolidi, antropologicamente diversi e anti-italiani che fanno fare una vitaccia alla gente sana che lavora e che produce, la sfruttano e la derubano con le tasse e le frodi finanziarie.

-    Lazzaro: Quelli come te non cambiano mai, siete sempre i soliti vi sentite qualcuno solo con una divisa addosso e con il manganello o la pistola nella mano. Sempre convinti che grandi cospirazioni ed esseri malvagi siano qui e ora. Siete sempre in guerra con voi stessi e con il resto del mondo.  La cosa vi eccita in fin dei conti. Vi piace pensarvi al centro del mondo per poterlo purificare col ferro e col fuoco.

-    Sergio: Certo purificare, hai detto la cosa giusta. Ci piace. Almeno quanto quelli come te che non riescono a mollare i vecchi capi e i simboli del passato  e anche quando si buttano con la NATO e con la CIA restano con loro parlano di cose strane e pazze. Ci provate gusto ad andar dietro a questi voltagabbana che cambiano ideologia come se fosse un paio di scarpe sfondate o un vestito vecchio. Anche se tutto è crollato e tutti e tutti hanno tradito per quel che mi riguarda rimane la fede, fede nella patria e nella civiltà nostra; sia chiaro non certo nelle favole  e nelle preghiere a un Dio straniero. Comunque non sono qui per litigare o per parlare di politica. Ho bisogno di un nome  e cognome. Una ragazza precisamente.

Lazzaro: Questa poi. Io un professore, tu una ragazza. Che strano affare è il nostro.

Le Tavole delle colpe di Madduwatta

Il Fascista Immaginario

-    Breve scritto teatrale sulla disgregazione del vecchio mondo umano al tempo del ministro della pubblica istruzione Letizia Moratti e dell’ennesimo governo Berlusconi; è l’ estate del 2003. Due esseri umani molto diversi fra loro s’incontrano nella facoltà occupata di Scienze della Formazione (ex magistero); uno ha la soluzione del problema dell’altro, ma…

Lazzaro: In cosa consiste il tuo lavoro, e cosa fai di preciso. In fin dei conti se devo raccontarti delle cose riservate devo capire se posso fidarmi di te.

Sergio: Il primo lavoro è fattorino e talvolta ambulante come mio padre con un mio camioncino, ho lavorato tanto anche a nero per farmi il mio veicolo e ne vado orgoglioso e lavoro per due soldi, il secondo lavoro sempre col mezzo è qualche piccolo servizio notturno specie durante la campagna elettorale, qualcosa faccio anche lì. Organizzo una squadra di due rumeni e un bulgaro e attacchiamo i manifesti elettorali per cinque o sei liste elettorali anche di sinistra. Basta paghino perché c’è bisogno di lavorare. Su e giù dal tramonto all’alba per tutta la provincia. Prima c’erano gli attacchini volontari oggi si è aperto un mercato grazie al disfacimento della partecipazione politica, e io mi butto; purtroppo adesso c’è concorrenza nel settore. Tanti sono i disgraziati extracomunitari senza diritto di voto che per due lire fanno questo mestiere, non c’è più religione in questo mestiere. Il terzo bè è difficile da raccontare…
Qualcuno potrebbe dire che è teatro a domicilio, altri che è una simulazione macabra. Io dico che è la rappresentazione di una fede politica.

Lazzaro osserva incuriosito Sergio, si alza e cerca di capire, poi va verso il tavolo e si versa un generoso bicchiere di vino.  Fa un cenno per offrire poi si ferma.

Sergio: In sintesi con degli oggetti, un portatile e qualche fotografia vado in casa dei miei clienti, in stanze a prova di occhi e orecchie indiscrete e metto in piedi una apologia del fascismo e del DUCE reato perseguibile ai sensi della vecchia e maledetta legge Scelba. Di solito è una cosa commovente e ho perfezionato la rappresentazione con musiche suoni e i discorsi di Lui registrati. Qualcuno dei miei clienti è per così dire rispettabile per questo il mio lavoro devo farlo io, senza altri in mezzo. 

Lazzaro: Fantastico! Il culto del Duce in casa, ma allora è vero sei tu il FASCISTA IMMAGINARIO di cui si favoleggia in questa provincia triste e grigia. Certo che mi metto in bel casino con questo incontro. Se si sapesse a giro. Il fascista immaginario! Qui nella facoltà occupata.
Sergio: In effetti è uno strano affare e uno strano incontro. Comunque nessuno ha diritto di discutere sul mio lavoro, è lavoro e mi serve per vivere e per mantenere quelle cose che faccio  per dare un salario a quei due o tre disperati che lavorano occasionalmente con me. Ci tengo. E’ il mio lavoro, il mio furgoncino, la mia partita IVA e Lui sul carro armato a Milano nella foto che ho nel mio portafoglio. Ci credo e ho fede in quel che faccio.

Lazzaro: Vino?

Sergio: Non sul lavoro

Lazzaro: Questo non è un lavoro, è un affare fra due estremisti di segno opposto. Una questione privata. Tu hai bisogno di un nome e cognome e forse un numero di telefono, a me basta un nome sussurrato in un orecchio. Il resto lo faccio da me e mi organizzo. Quando si sa una cosa così importante alla fine si scoprono le carte degli altri una dopo l’altra. Non sai come sia facile riuscire a capire come stanno le cose quando sia ha una notizia e la si usa per scovare altre informazioni, in Italia la stragrande maggioranza delle persone non riescono trattenere un segreto per più di una settimana. Del resto cosa sono le immani tragedie della storia in un paese ridicolo come questo dove pochi  fanno finta di comandare e i molti fanno finta di obbedire ed eseguire. Solo i soldi sono diventati una cosa seria, l’unico valore, l’unico senso della vita e della realtà. In fin dei conti quel bene che voglio fare qui attraverso di te è una pura questione di bilancio e di previsione plausibile di come andranno le cose in materia di finanziaria dei prossimi governi e di quello attualmente presente.

Sergio: Solo mezzo bicchiere.

Lazzaro: Con piacere.

Sergio: Ora va meglio. I soldi dici. Certo! Ma aggiungi una parte che manca! I soldi sono stranieri sulle banconote c’è scritto Banca Centrale Europea e non Stato Italiano, non stampiamo più nemmeno la moneta che serve a noi italiani per lavorare e vivere.




9 maggio 2008

SOTTO LA CENERE ANCORA QUALCHE FIAMMELLA

Scriviamo queste poche righe mentre gli inglesi continuano ancora ad esprimere, in ogni occasione elettorale possibile, il loro sdegno per il funesto periodo "blairiano" (sanzionando anche un Sindaco in gamba come Livingstone). Mentre i serbi sono bombardati, in senso metaforico stavolta, dai quattrini e dalle promesse dell'Unione Europea per votare domenica candidati fantoccio legati agli interessi occidentali. Mentre in Italia c'è chi affida il Dicastero della Giustizia al pupillo di Dell'Utri e chi si balocca a fantasticare "governi ombra".
In questo sfacelo generalizzato, col petrolio trattato stamane a 125 dollari al barile e col crollo verticale dei consumi (entrambi eventi salutari e befici per la vita collettiva e del pianeta!), ieri è andata in onda una trasmissione ececzionale. Ci riferiamo ad Annozero, ideata e condotta da Michele Santoro, in onda ogni Giovedì su Rai Due alle 21. La trasmissione, nonostante quel che dicono i "papaveri" di Viale Mazzini, è uno dei pochi approfondimenti seri, assieme a Report, della televisione italiana.
Dicevamo, nella puntata di ieri si è parlato dei giovani di oggi. Si è indagato su uno spaccato di gioventù del nord Italia che fa davvero venire i brividi. Non solo perché giocandoci i ragazzi ci stiamo giocando il residuo futuro dell'umanità, ma anche perché è tutto drammaticamente vero.
Chi mette il naso fuori dal proprio uscio e ha una minima sensibilità percettoria, nota che non esistono ormai più valori, più sogni, più speranze. La tv ha seminato modelli negativi. Il denaro facile ed il sesso mercificato o svenduto ha inaridito tutto, come la sabbia del deserto. E' agghiacciante vedere ragazzini che parlano di droghe come di soldatini (che forse non hanno mai avuto da famiglie scombinate e assenti...).
Tuttavia, non vogliamo disperare del tutto o confinarci alla, pur lieta, visione di film in bianco e nero. Ancora - forse - si scorge per strada qualche volto sereno, qualcuno che ancora ha il potere magico di arrossire, di provare pudore, di non celare timidezza. Di essere se stesso. Esistono grazie a Dio. Esistono. Ma sono casi così rari che non appena si incontrano sarebbero subito da sposare o da mettere sotto la teca della migliore amicizia.
Coltiviamo meglio noi stessi e risaneremo il mondo!!!

Amici di Futuori Ieri - http://digilander.libero.it/amici.futuroieri



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