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  noglobalizzazione [ Forum di critica alla modernita' e a questo nocivo sviluppo ]
         


5 ottobre 2011

DDL INTERCETTAZIONI: UNA PERNACCHIA LI SEPPELLIRA'

NO AI BAVAGLI
Contro ogni bavaglio, le censure e il "Ddl intercettazioni" che si appresta a tornare al voto della Camera, Mercoledì 5 ottobre dalle 17 alle 19 al Pantheon (Roma) conferenza stampa e sit-in promosso dal Comitato per la libertà di informazione, dello spettacolo e della cultura. Tutti coloro che hanno a cuore la Costituzione sono invitati a partecipare e a promuovere iniziative in tutte le piazze reali e virtuali, in Italia e all'estero. Tutti insieme per un nuovo "NO" al bavaglio http://articolo21.org - http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Comunicato_4_ottobre_2011 !
 
Amici dell'Associazione FUTURO IERI ( http://digilander.libero.it/amici.futuroieri )




16 ottobre 2008

LONTANI DAGLI DEI E DAGLI EROI 7

 

Forse devo far autocritica e ammettere che esiste un problema non da poco, ed è la scarsissima possibilità di pesare qualcosa nei processi politici ed economici del Belpaese avendo come strumento questo Blog. Purtroppo la farsa tutta politica del finto lavoro del falso intellettuale ha dato una botta tremenda alla credibilità di chi usa la scrittura per provare a operare nella realtà. Va da sé che il Belpaese è dalla notte dei tempi ostile e risentito verso quelli che individua come “poeti”. Gente strana con la testa fra le nuvole, anzi fra scritti e libri, mentre tutta la realtà che esiste nel mondo sono i mucchi di quattrini sonanti e il possesso di terre e case. Con l’uso intensivo della ragione ci si guasta lo stomaco e la salute, con i quattrini, quelli veri, si fa i signori; questo pensavano i molti fin dal tempo dell’Impero Romano. Va da sé che con questi principi l’umanità si sarebbe probabilmente estinta da un pezzo perché sono principi distruttivi di ogni socialità, ma il cretinismo nazionale fa sì che essi in questa penisola non arrivino alle loro naturali conclusioni. La pulsione individualista, egoista e arcoide rimane su un meschino livello che è poi la sottile linea grigia della vigliaccheria umana. Quelli che ci provano a dir la loro rischiano, e non senza una loro responsabilità, in questo contesto di rimanere schiacciati dal menefreghismo dominate e dalla sordità assoluta del potere verso gli allarmi che provengono dal basso. Se qualcuno avesse poi il desiderio di emulare gli Dei o gli Eroi ecco l’amara smentita, questo mondo è così piccolo e meschino che l’eccellenza della passione e della virtù sarebbe catalogata, da quasi tutti, come una manifestazione di squilibrio mentale. Oggi che si è rivelata una crisi terribile, nuova per gravità e intensità è sotto gli occhi di tutti che il teatrino della politica e delle ballerine, dei calciatori, dei finti Vip e veline va avanti. La sceneggiata politico-televisiva diventa giorno dopo giorno, più intensa e più forte quasi a voler esprimere alla faccia di tutti i telespettatori del mondo l’autoreferenzialità sostanziale del potere finanziario e politico. Usare il piccolo strumento del diario in rete o blog per parlare di questi anni ripugnanti è una fatica, anzi sembra quasi di dover lottare contro le onde del mare usando una spada, una roba da pazzi! Potrei dire che mentre la follia e la crisi stanno tirando giù le basi della convivenza civile e della Democrazia come l’abbiamo conosciuta finora ho fatto il mio. Ho testimoniato una certa virtù civile con lo scritto e la parola. Da un certo punto di vista è un atto coerente, da un diverso punto di vista è l’ammissione del voler mettere una bella linea fra un come le cose dovrebbero essere e come sono, come se volessi tirarmi fuori e lasciare ai molti i frutti della loro malvagità e della loro sottomissione al potere dei soliti pochi miliardari. In effetti le due cose stanno bene assieme. Colpire con la spada le onde del mare è un modo per mettere una distanza fra il proprio dolore interiore e l’abiezione altrui.

IANA per FuturoIeri

 http://digilander.libero.it/amici.futuroieri 




5 maggio 2008

MESSAGGI IN BOTTIGLIA

Da quasi due anni mi trovo a scrivere  le mie considerazioni su questo  Blog e ho l’impressione di lanciare i classici messaggi nella bottiglia.  Scritti lasciati in balia delle onde, in questo caso dei capricci della rete.  Non si stupisca quindi il gentile lettore se alle volte tratto temi inconsueti o biografici, si tratta del mio modo di esporre in modo diretto.   Quando si ha un lavoro, degli impegni e qualche questione diventa difficile pensare a come raccontare qualcosa di te, a come far partecipi i gentili lettori delle proprie considerazioni, eppure è questo quello che faccio da un po’ di tempo a questa parte e non senza qualche soddisfazione.   Ultimamente mi sorprende, con straordinaria evidenza, il fatto che il mondo di prima si è dissolto, dissolte le ideologie e i  grandi partiti-chiesa, i leader di un tempo si sono riciclati in fusioni di forze politiche dalle sigle nuove oppure sono forzati a sparire dalla scena politica, scomparso il buonsenso di un tempo, finito il mondo umano dell’Italia dei quartieri popolari e della rispettabilità borghese quel che rimane è un qualcosa d’incerto, di precario dove la legge del più forte, ossia del più ricco, prevale.   Perché questo è il punto: la grande paura di tanti italiani ormai in là  negli anni e intimoriti dalla senescenza è quella di vivere in un paese che non riconoscono più tanto si è trasformato.  Il Belpaese è irriconoscibile non solo per la presenza di comunità asiatiche e Nord-africane, ma perché gli italiani stessi non sono più quelli di trent’anni fa.  Questa trasformazione è più forte e dirompente della trasformazione intravista da Pierpaolo  Pasolini quando la nascente società dei consumi iniziò a distruggere le culture popolari ancora esistenti nell’Italia degli anni Sessanta.  Qui la mutazione mette fra parentesi anche il concetto stesso di italianità e di appartenenza a un territorio o a una storia comune.  Pensate al caso di un cinese  o di un marocchino sui diciotto anni che è nato in Italia e fa parte della seconda generazione di stranieri immigrati,anche lui  in qualche modo è finito dentro il nostro Belpaese, ma qualcuno ha forse pensato alla sua identità, ai suoi diritti, a formulare un decente modo di mettere assieme le differenze?  Capita questo a tutti i popoli che ricorrono all’emigrazione, chiedi braccia e arrivano uomini, donne, bambini, poppanti, adolescenti, in una parola: famiglie e comunità intere. L’unica risposta che i nostri leader e i giornalisti più accreditati invocano è il ripristino della legalità e dell’ordine e forse della tradizione.  Benissimo! Per fare cosa poi?  Per lasciare tutto così come è, per permettere alle minoranze dei ricchi e dei protetti dal sistema il mantenimento di privilegi che derivano dalla loro posizione di potere  senza che ad esso corrisponda una presa di responsabilità verso la società nel suo complesso?  La normalità imposta a forza per realizzare che cosa? Una nuova rigenerazione  dell’italianità o una serie di centri commerciali e di aree urbane&industriali ad uso e consumo della speculazione selvaggia?  Mi piace la normalità a  condizione che essa sia uno strumento per vivere non un manganello da usare contro questo o quello a seconda delle esigenze delle minoranze al potere.  Sarebbe tutto di gran lunga più accettabile se i nostri banchieri, finanzieri, super-manager in carriera,  leader di agenzie pubblicitarie e di pubbliche relazioni, editori si assumessero, oltre ai privilegi della loro condizione, gli oneri del loro potere.  La loro condivisa dottrina della “mano invisibile del mercato” che tutti salva e tutti aiuta in realtà nasconde la natura di un potere irresponsabile verso la comune appartenenza ad un consorzio umano e a un pianeta con risorse grandi ma limitate.  Chi può deve cercare dentro di sé i propri valori e testimoniarli, almeno potrà far affidamento su se stesso.


  IANA per Futuroieri

digilander.libero.it/amici.futuroieri/




30 novembre 2007

RISPOSTA A '300705' SU NOINCENERITORI

Il commentatore 300705, par di capire proveniente da quel della Lombardia, fa delle osservazioni che chi scrive trova fuori luogo.  La mette sul personale e sinceramente l'articolo più che personale è oggettivo: di cancro si muore, di tumore si muore, e l'inquinamento è un problema.  Credo di tutti, Comunque la percezione che in generale hanno i Toscani è che queste disgrazie siano un fatto collettivo e non una maledizione ad personam da trattare privatamente.  Forse in Lombardia il problema non esiste, o forse son troppo presi da altre passioni i lombardi per accorgersene, o forse sono immuni da queste malattie o chissà cosa altro.  In seconda istanza voglio abbassarmi al livello personale e dire che per andare al lavoro, che dista fra l'altro sui 50 Km, uso di solito il treno, per scelta, perchè  l'abbonamento costa meno, e perchè i costi delle auto sono alti per consumi assicurazione, bolli e affini.  L'auto da cosa "buona e giusta" si sta trasformando in una mezza fregatura e se posso limito il suo uso. Nello specifico non sono uno stregone che fa riti con le erbe, non credo a cose strane o esotiche, sono preoccupato perchè vivo in un periodo dove i vecchi valori si stanno decomponendo e i nuovi che arrivano  sono, a mio avviso, inquietanti consumistici ed edonistici oppure sono una frontiera dove i pionieri dell'utopia dovranno mettere le loro tende ed esplorare l'ignoto e poi riferire.  Sulle proposte per così dire ecologiste consiglio, in generale, di leggere il sito che ho citato e quello di futuroieri e in particolare i suoi link, alcune proposte esistono e i problemi che sono dietro le proposte sono reali e non acqua fresca.  Del resto se acqua fresca fosse, perchè 300705 se la piglia così?  Se ama  tanto questo mondo così come è si rassicuri, secondo chi scrive  c'è tutta l'intenzione da parte di chi ha il potere reale e oggettivo  di andare avanti fino alla fine del mondo proprio in questi termini, mi correggo: non fino alla fine del mondo ma finchè le risorse planetarie lo permetteranno.  Sulle altre cose mi permetto solo di aggiungere che il pezzo che ho curato per l'associazione non è un pezzo ecologista, anzi è al contrario un pezzo politico di denuncia dei limiti delle nostre attuali classi dirigenti e sulla dimensione grottesca del sistema politico locale.  Questo taglio può essere  ragionevolmente censurato dal lettore. 

IANA per Futuroieri




22 ottobre 2007

IL BAVAGLIO A INTERNET ED IL TRISTE PALAZZO

Dalle ultime notizie, riportate dal Manifesto di Domenica 21/10, sembra che il ministro Gentiloni, alla luce delle critiche mosse da Grillo e dal popolo del web, abbia rimesso in discussione la contestata legge per l’obbligo di registrazione dei siti web e dei blog. Una legge curiosa che prevedeva la registrazione, con tassa par di capire, per i siti e i  blog e l’obbligo di iscriversi ad un registro tenuto dall’autorità della Tlc. Nel momento che il governo è contestato e le proteste di Grillo via web, e non solo, hanno scoperchiato il malcontento generale, anche quello truce, ecco che si concretizza uno strumento di controllo e di possibile repressione. Male che vada i siti web politicamente scomodi faranno come gli antifascisti al tempo del DVCE o i patrioti sotto i Borboni, emigreranno per mare o oltralpe in cerca di più libere e nobili patrie telematiche. Comunque sia un risultato è arrivato: sono cadute le maschere liberali, democratiche, socialdemocraticheggianti, riformatrici, della sedicente classe dirigente. Le maschere, cadendo, si sono portate via la carne ed è rimasto lo scarnificato teschio della solita  italietta Crispina. Anche stavolta, in questo 2007, a sessanta lunghi anni dalla promulgazione della Costituzione si ripropone la distanza fra il Paese reale e il triste Palazzo della politica e del “potere”.
IA.NA
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Per approfondimenti e affini: http://digilander.libero.it/amici.futuroieri

 



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