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  noglobalizzazione [ Forum di critica alla modernita' e a questo nocivo sviluppo ]
         


11 marzo 2009

LE LISTE CIVICHE DI BEPPE GRILLO E GLI AFFINI

Abbiamo preso parte Domenica scorsa, l’8 marzo, alla sessione mattutina del I incontro nazionale delle Liste Civiche a 5 stelle promosse da Beppe Grillo. Diamo conto delle impressioni ricevute dal clima e dagli interventi ascoltati.
Intanto una nota numerica, il Saschall, ex Teatro Tenda, di Firenze era pieno come un uovo. Dentro verosimilmente c'erano stipate circa tremila persone, fuori qualche centinaio ascoltavano da un altoparlante.
Ha introdotto Beppe presentando la "Carta di Firenze", dodici punti elaborati dai Meetup di tutta Italia in questi mesi. Ha incentrato il suo intervento sulla crisi della democrazia rappresentativa e sul ridotto potere decisionale delle assemblee elette a scapito degli esecutivi, tanto a livello nazionale che europeo. Di contro la speranza in un recupero di ruolo e forza per incidere veramente nelle dinamiche istituzionali non può che ripartire dal primo Ente a contatto con la comunità, ovvero i Municipi. Ecco perché tutti gli sforzi delle persone di buona volontà, animate dalla voglia di adoperarsi per cambiare registro, devono partire da lì, a cominciare dalle prossime elezioni amministrative di giugno. Eleggere cittadini che sappiano essere come la pulce di Trilussa, capace di ingrippare il meccanismo invalso.
Notevoli poi, per spessore e capacità di analisi, gli interventi di Maurizio Pallante (Movimento Decrescita Felice) sui Comuni e gli sprechi, quello dei Dott. Miserotti, Bolognini (di Pistoia) e Gentilini su salute-alimenti-inceneritori, di Marco Travaglio sulla legalità nelle Pubbliche Amministrazioni, del Prof. Petrella sugli acquedotti comunali, di Matteo Incerti su ecologia e riciclo, etc etc.
Insomma una tale quantità e qualità di idee, proposte, modelli da far sembrare quel teatro un'oasi rigogliosa nel deserto della politica italiana.
Una considerazione finale: ma molto di quello che abbiamo sentito ( e che ognuno può leggere su
www.beppegrillo.it/listeciviche ) non è stato anche patrimonio delle Liste Verdi sin dalla metà degli anni ottanta? E oggi invece cosa fanno, dove sono finite? Chiunque sia sufficientemente disintossicato dalla politica con la "p" minuscola immaginerebbe che Liste Civiche e Verdi debbano convergere gli sforzi per combattere assieme le medesime battaglie... a Firenze come a Bologna a Torino e ovunque in Italia. E' così o la partitocrazia peggiore, quella che divide o blandisce, ha contagiato proprio tutti, incupendo anche il sole che un tempo rideva?

Inveterati ottimisti continuiamo a sperare che la Politica riprenda la "P" maiuscola, anche grazie all'unione di intenti fra simili, a partire dai Verdi, dall’Italia dei Valori e dalle Liste Grillo!

 

Associazione FUTURO IERI – http://digilander.libero.it/amici.futuroieri




30 aprile 2008

PER TUTTI E PER NESSUNO

 

Se non ho ascoltato male nella sua adunanza-fiume a Torino del 25 aprile 2008 l’arcinoto Beppe Grillo presentò ai suoi uditori un numero imponente di basi NATO in Italia, 113 mi pare d’aver capito. Collegava a questo dato poco simpatico alcune considerazioni generali sulla qualità della “Democrazia” nel Belpaese. Credo che da questo sobrio dato si possa partire per delle pertinenti considerazioni sulla presente Repubblica e sulla sua costituzione.

Questa Repubblica, che si vuole esser nata dalla Resistenza, presenta una caratteristica forse unica nel contesto almeno del panorama Europeo: essa è di tutti e di nessuno. Intendo dire che le principali forze politiche che oggi condividono lo spazio politico nazionale presentano degli orientamenti ideologici molto forti e pochi punti in comune, l’appartenenza ad un comune sentire ideale vincolato da una Costituzione ha del miracoloso o forse del falso. Partiamo dalla Lega Nord essa era nel 90’ secessionista oggi è forse federale, la Costituzione non parla di Repubblica federale o di Nazione Padana altra rispetto alla Patria ufficiale. Anzi la Costituzione descrive una Nazione indivisibile sul modello dello Stato nazionale ottocentesco. Forza Italia: non credo sia un mistero la forte ammirazione dei leader di quel partito per il modello Statunitense di civiltà, politica e cultura, nella Costituzione però non c’è posto per una Repubblica presidenziale ed inoltre nella Carta fondamentale si formula il concetto di economia mista che è ben diverso dall’economia liberale dura e pura. L’ex MSI, che oggi ha un diverso nome, pare si sia convertito ai valori democratici, comunque sia le sue antiche radici non sono certo nella vicenda Costituzionale o nella Resistenza, sui partigiani in passato non sono mancati dei distinguo da parte di alcuni suoi esponenti. Quel che resta della Sinistra-sinistra che ha fede nel comunismo ha cavalcato l’idea di un altro Mondo possibile o di un ritorno del comunismo sotto diverse spoglie segno che questa Repubblica è una veste che gli va stretta. I verdi, che tanto mi son cari, sono così pochi e bistrattati che contano ben poco nel dibattito sui massimi sistemi, certamente hanno espresso una forte critica nel come viene gestita la cosa pubblica e il territorio e vivono con disagio l’andazzo generale. Il mondo politico cattolico, se è tale, ha come tutore morale lo Stato del Vaticano e il Romano Pontefice; qualcosa quindi di altro e diverso rispetto alla Repubblica. Del resto essa, come era nei desideri di Pio XII, a suo tempo meritava di essere cristianizzata. Coloro che si fanno alle forze d’ispirazione liberale o liberaldemocratica conoscono bene il concetto di economia mista e di pubblica istruzione, e la conferma del concordato fra Stato e Chiesa che stona con i loro modelli di riferimento che sono collocati nel mondo Anglo-Americano dove il fare impresa è cosa, almeno idealmente, che compete al privato e al mercato e la fede è cosa da protestanti che riguarda il singolo, e l’istruzione è un fatto privato. L’estrema destra e i movimenti autonomisti&secessionisti esprimono istanze critiche dure nei confronti dello Stato e della Costituzione. Cosa tiene insieme questa Repubblica e le impedisce di disgregarsi forse è un mistero o forse no. Credo che questo sia dovuto al fatto che nessuno ci ha mai davvero creduto a questa nostra forma di Stato, alle sue istituzioni, del resto i modelli che davvero avevano in testa i più erano difformi da questa Repubblica Parlamentare, si pensi solo al voto Monarchico nel dopoguerra, e quindi il suo esistere o mutare non turba e non ha turbato più di tanto. L’arte di arrangiarsi e il compromessoal ribasso tengono a galla ciò che da mezzo secolo dovrebbe essere sprofondato nel fango. Una Repubblica di tutti e di nessuno, uno Stato come albergo da poco prezzo utile per trascorrere una notte e ripartire il giorno dopo e non molto di più. Del resto l’alternativa a questa lettura sembra essere la certezza che neanche le ideologie sanguinarie del Novecento sono state credute fino in fondo e che quindi ciò che era predicato nel pomeriggio al comizio in piazza era smetito nelle altre ore del giorno dalla granitica volontà di fare i propri comodi. Forse esagero con questo dualismo, le due cose possono convivere allegramente, del resto l’importante è essere italiani in Italia.

IANA per Futuroieri

http://digilander.libero.it/amici.futuroieri 




28 aprile 2008

FW: IL V2-DAY E L'ORANGO PETRONILLA

Il V2-day è stato un successo perché quasi 500 piazze in Italia e all’estero hanno partecipato, perché sono state raccolte 1.300.000 firme in un giorno, perché 120.000 persone a Torino hanno ascoltato per sei ore in piedi sotto un caldo estivo economisti, ambientalisti, operai, matematici e anche Beppe Grillo. Ma il V2-day è stato un successo enorme, straordinario soprattutto per la reazione dell’informazione. Per il silenzio dell’informazione. Per la comicità dell’informazione con i telegiornali che hanno dedicato tre minuti all’orango Petronilla di Roma e neppure un secondo al V2-day. Cinque minuti allo squalo bianco della California e neppure un secondo a due milioni di persone che sostenevano un referendum popolare.
L’informazione di regime è stata il miglior sponsor del V2-day. Imperdibili alcune mie inquadrature dal basso in modo da non far vedere la gente. E’ la stessa tecnica usata dal regime comunista polacco per la visita di Giovanni Paolo II nella sua prima visita in Polonia. C’erano milioni di persone, ma sembrava che parlasse al vuoto.
Ragazzi, se non ci foste voi mi sentirei un po’ a disagio, un po' solo. Comincerei a pensare che il pazzo sono io. Che è giusto che un politico possieda tre televisioni nazionali. Che l’Italia sia considerata semilibera per l’informazione da istituti internazionali. Che in Parlamento ci siano70 tra condannati, prescritti e rinviati a giudizio. Si, il pazzo sono io e lo siete anche voi che siete scesi in piazza in questo bellissimo, solare, 25 aprile.
Siamo pazzi di libertà. Grazie, ancora grazie, passerei le ore a gridarvi grazie dalla finestra. So che mi sentite.  [Beppe Grillo da
www.beppegrillo.it]
 
        Associazione FUTURO IERI - http://digilander.libero.it/amici.futuroieri




24 aprile 2008

DOMANI, 25 APRILE, IL V2-DAY DI BEPPE GRILLO

V2-Day 25 aprile 2008

Libera informazione in libero Stato

 

L'Italia non ha una informazione libera. Questo è il motivo per il quale nessuna televisione, nessun giornale sta promuovendo il referendum del 25 aprile per una "Libera informazione in un libero Stato". Sarebbe la loro fine.

Abbiamo bisogno del tuo aiuto. Diffondi la notizia e i punti di raccolta delle firme.
Invia questo “post”, via email, a tutti coloro che vogliono una informazione libera in Italia per firmare il 25 aprile per i tre referendum:
1- abolizione dell'ordine dei giornalisti, siamo l’unico Paese al mondo ad averlo;
2- cancellazione dei contributi pubblici all'editoria, che la rende dipendente dalla politica;
3- eliminazione del Testo Unico Gasparri sulla radiotelevisione, per un'informazione libera dal duopolio Partiti-Mediaset.

Il 25 aprile saremo in 460 punti in tutta Italia e in città su 5 continenti. Trova quello più vicino a te su:
http://www.beppegrillo.it/v2day/mappa/

 

DIRETTA DA PIAZZA SAN CARLO A TORINO CON BEPPE GRILLO: Venerdì 25/4 dalle ore 16 su ECO TV, visibile in chiaro su satellite: Hot Bird 6 Trasponder: 125 Polarizzazione: orizzontale Frequenza: 11013 Symbol rate: 27500 Fec: 3/4 - oppure Sky Canale 906. La trasmissione, oltre che in streaming su www.beppegrillo.it e www.ecotv.it, dovrebbe essere rilanciata anche dalle emittenti locali appartenenti al circuito televisivo EUROPA 7.
 
[a cura di Futuro Ieri http://digilander.libero.it/amici.futuroieri/greppia.htm]




3 marzo 2008

LE ALTERNATIVE AGLI INCENERITORI

LE ALTERNATIVE AGLI INCENERITORI

(tratto da www.beppegrillo.it)

 

Inceneritori, perché no

1. L’incenerimento dei rifiuti li trasforma in nanoparticelle tossiche e diossine

2. L’incenerimento necessita di sostanze come acqua, calce, bicarbonato che aumentano la massa iniziale dei rifiuti

3. Da una tonnellata di rifiuti vengono prodotti fumi e 300 kg di ceneri solide e altre sostanze:

- le ceneri solide vanno smaltite per legge in una discarica per rifiuti tossici nocivi, rifiuti estremamente più pericolosi delle vecchie discariche

- i fumi contengono 30 kg di ceneri volanti cancerogene, 25 kg di gesso

- l’incenerimento produce 650 kg di acque inquinate da depurare

4. Le micro polveri (pm 2 fino a pm 0,1) derivanti dall’incenerimento se inalate dai polmoni giungono al sangue in 60 secondi e in ogni altro organo in 60 minuti

5. Le patologie derivanti dall’inalazione sono: cancro, malformazioni fetali, Parkinson, Alzheimer, infarto e ictus. Lo comprovano migliaia di lavori scientifici

6. Gli inceneritori, detti anche termovalorizzatori, sono stati finanziati con il 7% della bolletta dell’Enel associandoli alle energie rinnovabili insieme ai rifiuti delle raffinerie di petrolio al carbone. Senza tale tassa sarebbero diseconomici. Nell’ultima Finanziaria è stato accordato il finanziamento, ma solo agli inceneritori già costruiti

7. In Italia ci sono 51 inceneritori, sarebbe opportuno disporre di centraline che analizzino la concentrazione di micro polveri per ognuno di essi, insieme all’aumento delle malattie derivate sul territorio nel lungo periodo

8. I petrolieri, i costruttori di inceneritori e i partiti finanziati alla luce del sole da queste realtà economiche sono gli unici beneficiari dell’incenerimento dei rifiuti

 

Riduzione dei rifiuti, raccolta differenziata, riciclaggio e bioessicazione

1. Riduzione dei rifiuti (Berlino, per fare un esempio, ha ridotto in sei mesi i rifiuti del 50%)

2. Raccolta differenziata porta a porta con tariffa puntuale

3. Riciclo di quanto raccolto in modo differenziato

4. Quanto rimane di rifiuti dopo l’attuazione dei primi tre punti va inviato a impianti per una selezione meccanica delle tipologie dei rimanenti rifiuti indifferenziati. La parte non riciclabile può essere trattata senza bruciarla con in impianti di bioessicazione

5. In termini economici non conviene bruciare in presenza di una raccolta differenziata perché:

- il legno può essere venduto alle aziende per farne truciolato

- il riciclaggio della carta rende più dell’energia che se ne può ricavare

- il riciclaggio della plastica è conveniente. Occorrono 2/3 kg di petrolio per fare un kg di plastica

6. La raccolta differenziata può arrivare al 70% dei rifiuti, il 30% rimanente può ridursi al 15-20% dopo la bioessicazione. Una quantità che è inferiore o equivale agli scarti degli inceneritori. Ma si tratta di materiali inerti e non tossici con minori spese di gestione ed impatti ambientali sanitari

Se nel settore dei rifiuti non ci fossero le attuali realtà, per legge, di monopoli privati a totalità di capitale pubblico, ma una reale liberalizzazione del mercato, la concorrenza tra le aziende avverrebbe sulla capacità di recupero e l’incenerimento sarebbe superato.

 

Rapporto Rifiuti 2006

Il Rapporto Rifiuti 2006 analizza la produzione e la gestione dei rifiuti urbani e speciali, il sistema di produzione degli imballaggi e di gestione dei rifiuti di imballaggio; effettua il monitoraggio dell’applicazione sperimentale della tariffa e l’analisi economica dei costi di gestione del ciclo integrato dei rifiuti urbani. Le informazioni si riferiscono all’anno 2005 per i rifiuti urbani, e all’anno 2004 per i rifiuti speciali. Il Rapporto fornisce, inoltre, un aggiornamento del quadro relativo allo stato di attuazione della pianificazione territoriale, ed effettua l’analisi di alcuni flussi di rifiuti che, per qualità (contenuto di sostanze pericolose) o quantità, sono di particolare rilievo ai fini del monitoraggio dell’evoluzione del sistema anche alla luce della normativa comunitaria in materia. In questa edizione del Rapporto Rifiuti risultano popolati circa 134 indicatori, per un totale di circa 200.000 dati.

APAT Agenzia per la Protezione dell’Ambiente e per i servizi Tecnici - ONR

Rapporto rifiuti / 2006

ISBN 88-448-0235-X

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Tabella estrapolata dalla relazione "Effetti sulla salute associati alla residenza in prossimità degli inceneritori" del dr. Pietro Comba e della dr.ssa Lucia Fazzo del Dipartimento Ambiente e Connessa Prevenzione Primaria dell'Istituto Superiore di Sanità, e del dr. Fabrizio Bianchi dell'Istituto di Fisiologia Climatica, Sezione di Epidemiologia del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Pisa, presentata al workshop "Gli impianti di termovalorizzazione dei RSU: aspetti tecnologici ed impatto sulla salute" tenutosi a Torino il 29 e 30 novembre 2007 ed organizzato da Arpa Piemonte.

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