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  noglobalizzazione [ Forum di critica alla modernita' e a questo nocivo sviluppo ]
         


29 agosto 2008

PATACCHE D’AUTORE: ALITALIA, OSSEZIA, CALCIO

Tre brevi notizie che danno la misura dello sfacelo dei tempi.

   1) Alitalia è suddivisa in due società, una con la polpa e una coi calli. I grandi imprenditori italiani, quelli abituati a privatizzare i profitti e socializzare le perdite, si leccano le dita e non si lasciano scappare l’affare. Chi? I soliti: Colaninno (famoso per aver iniziato la distruzione di Telecom Italia e, successivamente, per aver avviato la delocalizzazione delle produzioni Piaggio), Benetton (in pratica titolare di Autostrade per l’Italia che, caso unico nel mondo, in controtendenza con la recessione galoppante e la diminuzione di traffico, aumenta gli utili rincarando periodicamente i pedaggi ed esternalizzando le manutenzioni), Ligresti (riavutosi dopo esser restato nelle maglie di Tangentopoli), l’ambientalista Caltagirone, il Tronchetto dell’Infelicità, un po’ di banche che devono rifarsi dei sub-prime etc etc. Potremmo continuare ancora con i “coraggiosi” capitani in salsa italiana. Commissario della parte decotta, destinata a gravare sullo Stato attraverso la cassa integrazione - o la mobilità degli esuberi verso le Poste, in barba ai precari senza raccomandazione - si rivede Augusto Fantozzi (ex ministro diniano del primo Governo Prodi, sic).

A proposito, qualcuno ci spiega se è normale che l’azionista unico del Governo attuale ceda “la parte redditizia” di Alitalia e investa alla presidenza di essa il padre di un deputato del partito di pseudo-opposizione (Colaninno, Pd), nonché sodale intimo di un leader di pseudo-opposizione (D’Alema, Pd)?

   2) Tutti, dal presidente in liquidazione degli Usa Bush alla cancelliera inciuciona Merkel al maldiviano Frattini, contestano il riconoscimento russo dell’indipendenza di Ossezia del Sud e Abkazia. Ma loro cosa hanno fatto, non più tardi di sei mesi fa, con il Kosovo (che peraltro aveva molte meno ragioni storiche ed etniche di ottenere l’indipendenza dalla Serbia)? Chi è causa del suo mal pianga se stesso!

   3) Concludiamo con una notizia-del-cavolo. Pare che la Lega Calcio stia tirando all’inverosimile la corda della cessione dei diritti sul calcio 2008/2009. Della serie: chi se ne frega. Anzi, ci auguriamo che alla fine quella corda si spezzi e i parrucconi del pallone italiano restino con un pugno di mosche in mano. La gente si disintossica dello sport più finto del mondo e i calciatori imparano a fare gli idraulici. Fine della gallina dalle uova d’oro. Più che un incubo, un sogno.

 

Futuro Ieri –> http://digilander.libero.it/amici.futuroieri/vaini.htm




19 marzo 2008

NUOVO SEICENTO

Questo Belpaese sta conoscendo da un paio di decenni il suo nuovo seicento, ossia un periodo di colonizzazione e di dominio culturale ed economico esercitato da altri sulle genti della penisola. La cronaca quotidiana ci rivela quanto questo paese sia stato svenduto ai potentati stranieri, la vicenda dell’Alitalia è forse l’ultimo episodio di qualcosa di propriamente nostro che finisce in mano altrui. La prima responsabilità di tutto questo è senza dubbio collettiva e risiede nella paura di prendersi delle vere responsabilità, di pensarsi come parte di una nazione e di essere amministrati senza arbitrio e senza degenerazioni. Il concreto amalgama di istinti e interessi egoistici&criminali e l’irresponsabilità diffusa hanno creato un sistema-paese fatto di regole ballerine, eccezioni, privilegi, di criminalità al potere; il tutto abilmente frammisto alla rozza ingerenza degli stranieri, che con nostra somma disgrazia sono molto più forti e determinati degli italiani, al quadro generale va sommata una ignoranza d’ogni cosa da parte dei molti che sconfina nella superstizione. Il passato recente ha regalato alla mia generazione troppe illusioni, la Costituzione e il suo articolo primo, la Crescita perpetua del benessere e dell’economia, la libertà del grande supermercato, la fine della povertà, il mito del progresso. Oggi siamo alla strage delle illusioni che provengono dalla generazione dei padri e dei nonni, proprio ciò che sembrava stabile si disgrega ogni giorno un poco per volta, muore una vecchia Italia pezzo dopo pezzo. Quella che si apre davanti a noi è una terra di nessuno, una terra incognita come la potevano concepire gli esploratori del cinquecento o del seicento. In questa nuova condizione ecco di nuovo le sciagurate genti del Belpaese essersi trasformate in tanti vasi di coccio fra vasi di ferro, sole senza uno Stato vero e senza leader degni di questo nome alle prese con crisi internazionali politiche ed economiche devastanti, con decisioni difficili da prendere, con una gran confusione in testa, e con una povertà crescente. Anche coloro che pensano di cavarsela sempre grazie ai privilegi e ai quattrini e all’ossequio del nuovo padrone di turno dovrebbero far mente locale che non sempre il miracolo del trasformismo riesce e che qualche volta a forza di giocare contro gli interessi collettivi&nazionali si finisce con il distruggere se stessi e il proprio mondo umano, di potere, di rapporti sociali. Coloro che sono di sentimenti nobili e giusti non possono perdere la speranza un giorno di veder mutate condizioni tanto sciagurate, occorre conservare nel profondo del proprio animo quanto servirà in tempi migliori per redimere questo popolo corrotto, dissoluto, tapino e afflitto da sciagure. E’ evidente che nelle condizioni presenti solo una raffica di miracoli potrebbe fare l’impossibile, ciò che umano deve stare nei suoi limiti e salvarsi da sé. Non è questo mio auspicio una passiva rassegnazione e un trionfo della visione della realtà nuda e cruda, o una fuga dalla realtà. Esso vuole essere l’incoraggiamento a conservare nel profondo del proprio animo un sentimento e una volontà di reagire e rigenerare questa spiacevole condizione umana e nazionale, è raro che si diano condizioni immutabili per secoli o per interi decenni. Ciò che oggi appare forte domani potrebbe essere debole, ciò che è debole può diventare forte. Proprio gli sforzi tremendi delle nostre caste al potere di autoriprodursi e conservarsi dimostrano la forza dei cambiamenti e la paura un giorno di esserne travolti, assieme ai molti che già sono sofferenti per la spiacevole situazione.

IANA per Futuroieri




13 dicembre 2007

ANTICIPAZIONE: ALITALIA E’ DI AIRONE

Leggete bene la data e l’ora di questo commento. Sì perché vi anticipiamo una notizia che leggerete fra qualche ora o fra qualche giorno.

Il 49,9% delle azioni di Alitalia, nel portafoglio del Ministero del Tesoro, è già assegnato a Carlo Toto, “patron” di AirOne, che batte AirFrance/Klm.

Come facciamo a saperlo? Infatti non lo sappiamo, ma abbiamo – come chiunque ponga attenzione all’affaire – sufficienti elementi per prevederlo. Toto ha allacciato in questi mesi rapporti “strategici” con mezzo mondo politico, anzi con la quasi totalità. Perché, cari amici, è così che si fanno gli affari. Le cifre son di contorno. L’offerta dei francesi è sotto la maggior parte dei profili migliore, a partire dal cosiddetto piano esuberi, che per AirOne prevederebbe 2.700 licenziamenti, mentre per AirFrance il sostanziale reimpiego (più produttivo) di tutte le unità oggi nella, quasi ex, compagnia di bandiera italiana.

AirOne che compra Alitalia, ha scritto qualcuno, è come un negozio di camicie che compra la Rinascente. Ma tant’è!

Come dicevamo, se si esclude “la Sinistra e l’Arcobaleno”, cioè il ressemblement rosso-verde, tutto il quadro politico, dai famigerati Piddì e Pidielle, oggi sventola l’italianità della cordata di Toto (salvo poi fare la scimmietta rispetto alle galoppanti delocalizzazioni delle ditte italiane che lasciano le maestranze nostrali per strada...).

E’ un mondo davvero bizzarro, proprio in crisi.

A proposito: ma Alitalia non doveva essere venduta con una gara??? Come mai adesso alla chetichella di gara non si parla più, quali sarebbero – di grazia – i criteri oggettivi di assegnazione, a parte l’ “italianità”??? Mica faremo una vendita, di nuovo, stile Alfa Romeo o Telecom???

Associazione Futuro Ieri  http://digilander.libero.it/amici.futuroieri/vaini.htm



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