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  noglobalizzazione [ Forum di critica alla modernita' e a questo nocivo sviluppo ]
         


13 maggio 2016

Una ricetta precaria N.12

Ricetta precaria

Siamo a 12 come le dita delle due mani di eventuali giganti esadattili. Magari anche alieni.

Un ricordo d'infanzia riaffiora nella mente, lontanissimo, sfocato. Magari distorto rispetto a quel che era. Un giorno al tempo dell'asilo chi scrive e i bambini videro un gobbo che passava. Era un tempo nel quale i campi da un decennio stavano lasciando il posto all'espansione delle periferie. Il gobbo era anziano, forse era nato alla fine dell'altro secolo o all'inizio del Novecento. Figlio di un mondo diverso da quello del primo benessere e dei primi consumi di massa; il mondo i quel mio primo tempo di vita. Vestito di nero, curvo sotto il peso della sua deformità diede una terribile occhiata ai bimbi e fu ricambiato, molti avevano visto i gobbi solo nei libri delle favole; mi ricordo che ci fu del chiasso. Era un fatto simbolico, umile, di un ordinario cretinismo caratteristico di tutte le cose squallidamente banali. Il vecchio incrocia il nuovo. Un tempo va e uno viene. Tipico della vita umana su questo pianeta. In fondo la nascita è un momento e la morte ha la forma dell'istante. Quello che è in mezzo è una parabola simile a quelle della freccia dell'arciere. C'è il volo verso l'alto e poi la curva verso il basso. Fatto ordinario questo, squallidamente banale. Il problema è che fra i due estremi c'è una vita intera, e il senso della propria esistenza è il proprio segreto e un mistero da scoprire. Non esistono ricette facili per capire chi si è e quale è la propria strada; la scoperta di se stessi e il senso della propria vita è una lunga e tenace conquista personale. Diffidare di santoni, facili ricette, ideologie d'accatto, disciplinamento aziendale o sociale. Quindi la ricetta associata parte da una ciotola, tipico oggetto dell'infanzia. Nella ciotola buttate una pesca noce e delle fragole a pezzi. Aggiungete gelato a vostro gusto e poi ponete un cucchiaio di maraschino e uno di Alkemes. Aspettate lo sciogliersi del gelato e ingozzatevi con il composto nel quale si sono confusi aromi e sapori. Consigliato per sere calde o per momenti di smarrimento psicologico.

E anche così avrete risolto






9 maggio 2016

Una ricetta precaria per dessert e noia sconsolata. N.11

Ricetta precaria

Siamo a 11 come le dita della mano, più una di un piede.

Mostri esadattili esclusi dal conteggio grossolano sulle dita.

Allora, andiamo al dunque prendete un barattolo di dozzinale gelato alla panna possibilmente di provenienza empolese, ficcatelo con forza iraconda dentro un bicchiere in cui avete collocate almeno quattro o cinque fragole mature e grosse. Di quelle golose. Poi aggiungete un cucchiaio grosso di amaro al tartufo prodotto in qualche semisconosciuta distilleria umbra. Agitate tutto e cominciate a mangiare il composto godendovi le fragole semigelide mentre contemplate la punta della Calvana. Già perché qualche mano ignota in una domenica di pioggia ha scritto sotto la croce NO INC in caratteri bianchi. Segno di protesta già visto in altre parti d'Europa e in ben diverse occasioni; un atto manifesto contro la decisione di costruire l'inceneritore presa dal Palazzo. Francamente molte cose potevo aspettarmi ma non questa. Non si vedeva un atto politico da quelle parti da quando i militi della Repubblica Sociale e i partigiani comunisti si erano sparati nel lontano 1944. Qualcuno ha picchiato un colpo sulla cassa da morto della pubblica opinione nella piana fra Prato e Firenze. Novità quindi sotto le nuvole cariche di pioggia.

Mai visto in trent'anni di vita in questi termini una roba come questa. Per una volta una domenica triste, domestica, umida, sconsolata e piovosa si è risolta con una sorpresa. Aggiungete alla degustazione l'audizione di canzoni partigiane tipo “Fischia il vento” e “Bella Ciao” quest'ultima solo ed esclusivamente nella versione del coro dell'Armata Rossa; perché la versione italiana appare alle vostre orecchie troppo poco solenne.

E anche così avrete risolto




26 marzo 2016

Una ricetta precaria per il pranzo. N.9

ricetta precaria

La nove. Ma in fondo chi se ne frega!!!

Quando vi rendete conto che non siete voi impazziti ma al contrario è tutto ciò che vi circonda che sta in piedi su regole traballanti e su allucinazioni collettive comprenderete quanto sia difficile trovar conforto. In effetti fra guerre, guerriglie, terrorismo, sanzioni, disinformazione, giochini alla televisione, impoverimento, deindustrializzazione, massacri lontani e vicini è davvero difficile credere in qualcosa che assomigli al futuro. In effetti alla fine rimane il singolo e quel che è davanti al male del sistema della civiltà industriale e al male di vivere. In particolare la guerra essendo, per il momento, cosa per gli addetti ai lavori, specialisti e mercenari combattuta in luoghi lontani per ragioni economiche e di potere spesso oscure o di difficile comprensione si è fatta cronica e inestinguibile. Era più chiara e comprensibile la guerra al tempo dei Duchi medioevali che non la guerra di oggi; forse proprio a causa delle decine di migliaia di addetti alla comunicazione e all'informazione che tutto dicono tranne i protagonisti e le cause vere che son ben diverse da quelle apparenti e dai pretesti accampati da chi combatte. Questa civiltà delle macchine e dei computer è malata di guerra e di violenza al punto tale da render ordinario e normale lo spettacolo in formato ridotto per il grande pubblico delle tempeste di sangue, ferro e fuoco. Lo spettacolo della guerra è diventato un gioco per playstation, un film con attori celebri, un cartone animato, un servizio giornalistico montato in studio con pezzi di repertorio presi a caso, un dibattito in studio con gente che dice frasi a caso e urla. Tutto tranne che una cosa seria. I molti non ci fanno più caso, i pacifisti sono scomparsi dall'orizzonte politico e chi ha opinioni proprie o fuori dal coro le tiene per sé. In fondo mentre siete al fornello a pensare alla vostra mancanza di potere concreto come cittadino e come persona perbene vi è pure passata la voglia di mangiare qualcosa. Così prendete la classica braciola da fare all'olio in padella. Aggiungete all'olio d'oliva del curry, del sale e della soia dolce. Questa cosa dal colorito dubbio sarà il liquido nel quale friggerete la carne senza troppi complimenti. Quando vi sembrerà cotta ponetela sul piatto con un qualche contorno, magari verdure saltate o bollite. Il pasto non prometterà nulla di buono ma sinceramente avete la testa altrove e questo compensa l'imperizia in materia di pentole e fornelli.

E anche stavolta avrete così risolto.




15 marzo 2016

Una ricetta precaria per il pranzo. N.8

Ricetta precaria

Massì magari è la...ma che ne so

Turbati dalla lettura del quotidiano e dai fatti di cronaca vi si palesa evidentissimo il vostro subire il degrado di una civiltà sedicente Occidentale inviluppata dalle nuove guerre, dalla follia ordinaria, dal degrado fisico e psichico dei luoghi di vita e di lavoro e dalla delinquenza di tutti i colori e di tutte le nature stabilite di fare un piatto unico per pranzo. Essendo dei vergognosi lavativi in materia di cucina avete, come d'abitudine, abusato del buon cuore di vostra madre e vi siete fatti preparare un simpatico riso al tartufo, di quelli presi in busta al supermercato, e due fette di pollo con ripieno di speck e formaggio. Accorpate con cinica indifferenza il riso al pollo e fatelo scaldare assieme per turbare il composto e gli aromi e per maggior danno aggiungete un po' di pepe e se si va il sale. Per distrarvi dal composto che ne scaturisce distraetevi con qualche filmato su youtube di Giulietto Chiesa che ragiona di terza guerra mondiale fra NATO e superpotenze del Patto di Schanghai. L'esito del vostro esperimento culinario risulterà alla fine irrilevante se valutato nel contesto internazionale e geopolitico, le tragedie prossime e quelle presenti diminuiranno l'impressione negativa della vostra inettitudine ai fornelli. L'impressione di un microcosmo personale che è ben poca cosa di fronte alle immani tragedie del XXI secolo sarà una gradita scoperta. Beveteci sopra del vino a forte gradazione in modo da stordire i sensi del palato e la mente.

E anche stavolta avrete così risolto.



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