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  noglobalizzazione [ Forum di critica alla modernita' e a questo nocivo sviluppo ]
         


18 novembre 2008

LONTANI DAGLI DEI E DAGLI EROI 17

L’ultima sceneggiata messa in scena dei nostri rappresentanti del popolo là nel parlamento mi ha lasciato l’amaro in bocca. Mi riferisco al caso Villari, il tale eletto nelle file dell’opposizione che dovrebbe dimettersi e non si dimette da una presidenza. La sua elezione era partita dalla maggioranza e aveva trovato l’opposizione contraria a questa ipotesi. Invitato a dimettersi non l’ha fatto e forse non lo farà nei prossimi giorni. Questi i frutti della legge elettorale che ha tolto le preferenze.  Da quando le segreterie dei partiti decidono i loro candidati nelle liste questi una volta eletti rispondono solo a se stessi e ai loro benefattori del momento. Questa legge infausta ha spezzato il legame fra eletto ed elettore e posto il problema di chi sono coloro che rappresentano il popolo italiano e come essi vengono eletti. L’alternativa al sistema delle preferenze, quella delle primarie è assurda. Nel caso italiano si potrebbe verificare che un partito fa le primarie e uno no. Il partito politico nella sua autonomia segue le sue regole. Inoltre c’è da considerare che è improbabile che si possa regolare per legge le regole per stabilire i candidati. I partiti non sono istituzioni, se lo fossero la cosa sarebbe piuttosto preoccupante per la democrazia. Mentre pensavo a questo momento, dove le segreterie dei partiti portano in parlamento personaggi con candidature blindate che a quanto pare poi non seguono la linea politica indicata, mi son ritrovato a pensare ad altri popoli e ad altre stagioni politiche dove il sacrificio individuale, o scelte coraggiose e sofferte erano l’atto di vite travolte dalla passione o dalla fede politica. Ho pensato allo sciopero dei minatori al tempo della Lady di ferro e agli irlandesi che fecero negli anni ottanta lo sciopero della fame fino alla morte nelle carceri inglesi, a quanti si sono opposti al comunismo totalitario e che hanno subito il carcere e la persecuzione. Credo che nel Belpaese non ci sia tanto la politica quanto la sua caricatura, la farsa rozza, la rappresentazione grossolana di qualcosa che dovrebbe essere una manifestazione potente del potere e della volontà dell’essere umano. Questo spettacolo è penoso perché in un momento difficile per milioni di italiani costa cifre astronomiche, in un momento di lavori precari e malpagati fa la fortuna di ceti di privilegiati che vivono di politica, in un momento dove c’è bisogno di esempi e di guide morali indica la strada dell’ognuno per sé e Dio contro tutti. Dove sia quel popolo italiano che credevo di conoscere proprio non lo so, non trovo più la mia gente, è troppo cambiata, irriconoscibile.

Forse tanti anni sono passati da allora o forse allora l’inganno era credibile perché creduto.

Oggi la grande politica nazionale è un canovaccio stanco recitato da mestieranti del palcoscenico con poco talento.

IANA per FuturoIeri
Sito http://digilander.libero.it/amici.futuroieri 




14 novembre 2008

QUANDO LA CACCA CI AVRA’ SOMMERSO, NASCEREMO SENZA NASO (ALTAN)

Prima il “venerabile” Licio Gelli che si complimenta con la sua matricola 1816 Silvio Berlusconi e col Governo delle... Libertà (vedi la liberale sentenza di ieri su Genova 2001)... per la fedele realizzazione del Piano di Rinascita Nazionale, alias golpe della P2. Poi Marcello Dell’Utri che dichiara di considerare la Commissione Antimafia un costoso balocco, quindi la nomina d’imperio, da parte del Pdl, a presidente del sopradetto giocattolo di una new entry della casta: Beppe Pisanu, collega e sodale di Cossiga fin dagli anni ’60 e dopo forzitaliota.

Ieri la nomina a presidente della Commissione vigilanza Rai di tale Villari ignoto a chiunque, da non confondere con lo storico e intellettuale Rosario e col famoso studioso del Meridione Pasquale a cui sono intitolate alcune vie italiane.

La vicenda di questo Riccardo Villari è paradossale. I Berluscones scrutano la persona giusta, quella che - diciamo - faccia al caso loro, ci scambiano due parole, danno un’occhiata al curriculum, ok se po’ fa’. Basta? Ancora no, e allora una telefonata al sempre sull’attenti Baffino D’Alema per avere il via libera a silurare il dipietrista Orlando. Sì, sì. Così facciamo tutti un bel giochetto che dà una lezione allo scomodo Di Pietro e fa uno sgambetto a Veltroni tanto per ricordargli la necessità del... dialogo.

Tutto va bene Madama la Marchesa, come al solito nell’Italia di Pulcinella.

Siamo messi così male che la dilagante crisi economica da noi porta un’allegria come la festa del Palio di Siena!

 

Amici dell’ Associazione FUTURO IERI

http://digilander.libero.it/amici.futuroieri/vaini.htm



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