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28 luglio 2012

Una traduzione di Franco Allegri su Occupy e i CEO

I CEO Analizzano il Movimento Occupy

27 luglio 2012 | Autore: F. Allegri

"Due fanatici in marcia" di I. Nappini

I CEO Analizzano il Movimento Occupy
22/03/2012
Di Ralph Nader
Stetson J. Bradford III s’incontrò con il suo compagno CEO F. Reginald Lawless per un pranzo testa a testa presso il Penthouse Reverie Room sopra Wall e Broad Street a New York.
Come membri fondatori del quarantennale Corporate Supremes Club, avevano un fatto serio da discutere prima del weekend del Ringraziamento del 2011.
Il tema numero 1 era: Il movimento Occupy Wall Street e il suo seguito in tutto il paese era il precursore del vasto sconvolgimento popolare che essi e i loro fratelli hanno temuto fin da quando Wall Street fece crollare l’economia americana nel 2008 e inviò il conto ai contribuenti?
Sui loro grandi amari di whisky bevuti prima di consumare la loro aragosta del pranzo, condivisero i loro pensieri più intimi con toni quasi sussurrati e visi gravi:
Bradford:
“Sono preoccupato, Reg, che questo potrebbe essere il grande terremoto che tutti noi abbiamo temuto. Sono sempre i ruffiani e i demagoghi che fanno l’avanguardia. Ricordi il saccheggio della Bastiglia?”
Lawless: “Mi permetto di dissentire, Stet. E’ sempre la classe media che alza la bandiera della rivolta, almeno negli ultimi 2 secoli. Queste persone a Zuccotti Park non sono riferibile alla maggioranza delle genti quelle con i problemi sanitari e con l’influsso peggiore dei senzatetto e dei vagabondi nei loro spazi pubblici”.
Bradford: “Forse sì, ma guarda la copertura giornaliera dei media delle persone del 99%. Non ho mai visto nulla di simile nei reportage TV e sui giornali su questi accampamenti ovunque. Anche i sondaggi dicono che hanno più supporto al loro messaggio contro la disuguaglianza rispetto a quanto fece il Tea Partiers. Ricordiamo che A. Lincoln disse ciò che può essere fatto con (l’opinione pubblica)”.
Lawless: “Lascia che ti calmi, Stet. Sappiamo dai nostri infiltrati spettinati, ciò che accade in tutti gli accampamenti, tranne forse in quelli piccoli come a Niles, Michigan. E’ il nostro tipo di programma di lavoro. Salvo alcune provocazioni flash prese in video, come un beffardo trader di Wall Street che scalcia un povero bambino nel fango, gli Occupanti presto saranno congelati fuori della coscienza pubblica sia da parte dell’inverno in arrivo che dai media annoiati”.
Bradford: “Perché dici questo? Devono essere molto determinati per restare e dormire in questi parchi disagevoli notte e giorno, creando tabelle di primo soccorso, assistenza legale e anche una biblioteca. Sai, biblioteche con materiali radicali storicamente hanno avuto pericolose influenze sulle moltitudini”.
Lawless: “Aspetta, Stet. Lascia che ti mostri perché essi sono qui oggi e perché i più se ne andranno domani. Hanno dei capi No, con orgoglio rifiutano i leader e anche il tratto della leadership. Mostrami un movimento di successo o di lavoro o un’unione sindacale, e io ti mostrerò i capi. Nulla può accadere senza capi per dargli forma e direzione nel corso del tempo, non importa quanto sgradevoli possano essere”.
Bradford: “Hai ragione in gran parte. Ma una folla non deve avere capi. Deve solo avere l’emozione, la motivazione, un obiettivo e una scossa improvvisa o una scintilla che può venire da ogni luogo”.
Lawless: “Con i controlli della folla moderni e high-tech, il moto può essere individuato molto presto con telecamere di sorveglianza all’angolo e dispersi in 100 modi. La nostra polizia buona – pubblica e privata – ottiene scatti di adrenalina enormi di fronte a folle in avanzamento”.
“Ma Stet, c’è di più. Occupy non ha un programma o progetto sui quali milioni di persone si identifichino. Certo ‘Disuguaglianza, disuguaglianza, il 99%, 99%’ fa slogan buoni perché la gente creda che siano veri. Dopo tutto, non siamo veramente? Ma senza un fervore religioso, una sorta di ‘ismo’ ideologico – in sintonia con i tempi – tutto ciò che resta sono le riforme reali per le quali hanno poco interesse o la pazienza. Questo è dove veramente perdono la barca e il veicolo del cambiamento. Perché detestano la politica”.
Bradford: “Che cosa vuoi dire?”
Lawless: “Stet, perché pensi che la nostra classe superiore spenda così tanti soldi, tempo e influenza sul Congresso? Perché è lì che l’azione desiderata o l’inerzia risiedono nel nostro sistema di governo. Destalo e otteniamo agevolazioni fiscali, sovvenzioni, salvataggi, contratti, omaggi e piccoli rafforzamenti delle leggi contro di noi. Fermalo e le masse non ottengono nulla, peggio ottengono il ritiro delle protezioni per il loro benessere economico, salute, sicurezza, i bambini e la diminuzione di salari, stipendi e pensioni.
Così, detestando la politica, evitano di circondare i membri del Congresso nei propri uffici a casa o a Capitol Hill. Evitano la sola vittoria che potrebbe fare in questo anno di elezioni. E che è di aumentare il salario minimo federale a $ 10 l’ora come era, data l’inflazione, nel 1968.
E non conta raddoppiare la produttività dei lavoratori della quale la nostra classe si appropria regolarmente per le nostre casse.
Sai, Stet, oltre il 70% delle persone intervistate sostengono l’aumento del salario minimo all’inflazione corrente. Centinaia di gruppi di influenza lo vogliono – almeno sono sul tema come l’AFL-CIO, il National Council of La Raza, la NAACP, i servizi sociali e gruppi religiosi di beneficenza – quasi tutti.
Ma nessuno è sui bastioni.
Come un lungo treno pronto a partire senza il carburante. Indovinate chi è in grado di fornire l’energia da innesco? Gli Occupanti.
E possono stimolare tutti questi gruppi ad agire sui membri del Congresso.
Immagina la gratitudine di 35 milioni di lavoratori che ora lavorano a meno di 10 dollari l’ora per le loro famiglie. Immagina una vittoria in un oceano di paralisi per stuzzicare l’appetito di decine di milioni di americani per avere di più e ciò che essi chiamano la loro giusta quota.
Una volta che le masse si muovono, come sai, sono difficili da fermare”.
Bradford: “Beh, perché non vanno con tutte quelle decine di miliardi di dollari che potrebbero arrivare nelle tasche di queste persone che ora guadagnano tra $ 7.25 e $ 10?
Sembra ovvio. E non sta andando a influire sui nostri affari. I nostri compagni di golf possono fare diverse migliaia di dollari l’ora, ma nessuno dei nostri dipendenti guadagna meno di $ 10, ad eccezione forse per i portieri nei nostri uffici”.
Lawless: “Io ti dirò perché, ma perdona la ripetizione. Le persone di Occupy sono sempre a litigare tra di loro in modo implosivo mentre si scoraggiano con le infinite assemblee democratiche dove la regola della maggioranza non c’è. Non vogliono capi, o un vero ordine del giorno. Lottano con gli anarchici e i provocatori prezzolati, e disdegnano qualsiasi disciplina, e tanto meno il pagare gli organizzatori a tempo pieno. Uno potrebbe dire impietosamente che non sono seri verso tutto ciò che è descritto come la vittoria – anche quella nelle loro mani che porterebbe loro grande ammirazione”.
Bradford: “Quasi mi fai dispiacere per loro. Potrebbero essere i nostri figli e figlie, Reg. Si comportano bene”.
Lawless: “Lasciali comportare bene. Dirò loro ciò, ogni giorno, fintanto che non significheranno molto più di quello. Che ne dici di un altro amaro di whisky, Stet, prima di comprare quei credit default swap della Grecia”.
Bradford: “Salute, Reg. Salute”.
(Stetson J. Bradford III e Reginald Lawless sono dei rappresentanti fittizi dei 500 CEO della rivista Fortune)
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Tradotto da F. Allegri il 27/07/2012.
Franco Allegri è presidente dell’associazione Futuroieri, è laureato in scienze politiche, nel 2008 riuscì a prevedere e spiegare il fallimento di Lehman Brother prevedendo anche la data del 18 settembre, da agosto 2009 spiega il litigio tra Berlusconi e Fini come causa prima del governo Monti. ALL’ORIZZONTE CI SONO NUOVI FALLIMENTI BANCARI E GUERRE.
Traduce scritti politici e si occupa di cittadinanza.
Si dedica alla libera informazione politica ed economica e traduce le lettere di Michael Moore, Ralph Nader e Lester R. Brown.
Su Facebook è Futuro Ieri.




25 luglio 2012

Una traduzione di Franco Allegri su USA e debiti pubblici europei e non solo

I Pericoli dell’Economia Globale

23 luglio 2012 | Autore: F. Allegri


I Pericoli dell’Economia Globale
15/03/2012
Di Ralph Nader
Per mesi i nostri titoli sono andati su e giù a causa di problemi vari, ma nessuno è stato più ricorrente delle preoccupazione per la crisi finanziaria in Grecia.
Mattina dopo mattina, New York City si basò sugli scambi commerciali dei capitalisti da casino con la Grecia e sulle ultime indiscrezioni in arrivo dall’Europa occidentale alle loro menti.
Cosa farà la ricca Germania per salvare la Grecia al collasso e piena di debiti?
La Francia sarà d’accordo con tali piani?
L’iniezione massiccia di liquidità da parte della Banca centrale europea aiuterà le banche a comportarsi in modo da aiutare la Grecia, tra gli altri paesi?
Giorno dopo giorno di negoziazione, negli USA.
Perché? La Grecia è un paese di poco più di dieci milioni di persone con un PIL inferiore a quella del New Jersey.
Ma perché è vicina alla scogliera di bilancio, gli osservatori finanziari temono l’effetto domino.
Se la Grecia fallisse male, potrebbe trascinare Portogallo, Spagna, Irlanda e poi forse l’Italia più vicino al disastro finanziario.
E qual’è la catena che lega la Grecia a queste nazioni e poi ai paesi più grandi dell’UE e attraverso l’Atlantico agli Stati Uniti?
E’ la profonda interdipendenza provocata dalla globalizzazione delle imprese e dei grandi speculatori finanziari, che accumulano derivati come i credit default swap e le altre piramidi intricate di scommesse su altre scommesse.
Esse sono le banche, gli hedge funds e gli altri enti che mettono i soldi della gente in scommesse o azzardi sempre più astratti e complessi fatti da parassiti o grande finanza.
Non è cambiato molto dopo il crollo di Wall Street del 2008 oltre il suo rinnovato credo che voi, i tassati, sarete costretti ancora una volta dal suo governo a tirare fuori dai guai i colossi finanziari sempre più grandi che sono così intrecciati da essere “troppo grandi per fallire”.
Gli operatori che fanno denaro speculativo dal denaro speculativo, scambiato in trilioni di dollari, ora tengono in ostaggio l’economia reale con la quale la gente fa i soldi fornendo i beni necessari o voluti e i servizi.
Il destino dei lavoratori americani, le loro pensioni e le imprese reali che li impiegano, si basano sui domino globalizzati che una traballante Grecia potrebbe mettere in moto.
Questa è la logica vile di un’economia casinò globale, guidata da algoritmi computerizzati di una frazione di secondo e mimetizzati dalla teoria fasulla del “libero commercio”, che in realtà è commercio gestito dalle multinazionali.
Gli Stati Uniti non hanno bisogno di essere incatenata dai capitalisti globali a quello che può accadere in Grecia o in Spagna o in Portogallo.
Dovremmo essere meno dipendenti dalle economie finanziarie all’estero e più autosufficienti e indipendenti dai rischi molto contagiosi dell’economia globale.
Per questo motivo l’attività economica più basata sulla comunità che c’è nel nostro paese – le cooperative di credito, rinnovabili, efficienza energetica, ambulatori sanitari di comunità, mercati alimentari della comunità, ecc -sarà più isolata da devastazioni sismiche globali.
Quelle stesse economie di comunità avrebbero aiutato a proteggere il popolo greco dalle grinfie astute di Goldman Sachs e di altri creditori aggressivi da casinò.
Purtroppo, le campagne presidenziali e del Congresso intellettualmente impoverite mai proposero mezzi per far uscire il paese dalle super camicie di forza degli speculatori globali.
La tirannia politica a due partiti – Repubblicano e Democratico – è troppo in ginocchio davanti agli scrittori di controllo dei capitalisti imperiosi per difendere le persone i cui voti si sforzano di garantire.
Mentre i cittadini degli USA lottano, Wall Street e Washington si preoccupano della Grecia.
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Tradotto da F. Allegri il 23/07/2012.
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24 luglio 2012

Una traduzione di Franco Allegri su USA e Petrolio

Per gli amici presento una traduzione di Franco Allegri su Stati Uniti, amministrazione Obama e petrolio.



Obama può fare di più sui prezzi del Petrolio

15 luglio 2012 | Autore: F. Allegri

visita la rubrica dedicata

Obama può fare di più sui prezzi del Petrolio
06/03/2012
Di Ralph Nader
I Prezzi del gasolio e della benzina aumentano.
In California, alcuni automobilisti stanno pagando più di $ 5 al gallone.
Il presidente Obama ha dichiarato che “non vi è alcuna soluzione rapida” per questo problema.
Intanto, i repubblicani sfortunati ma urlanti gli danno la colpa per l’aumento del carburante come se fosse lo zar del controllo dei prezzi.
Infatti, il Presidente ha un adeguato potere per abbassare i prezzi del petrolio al dettaglio.
D. Stockman, Budget Director del Presidente R. Reagan, disse chiaramente alla CNN la scorsa settimana: “smettete di battere i tamburi di guerra ora [contro l’Iran], e Obama potrebbe farlo, e potrebbe dire che i neocon sono storia”.
Dopo aver lavorato a Wall Street, Stockman sa che i discorsi di guerra dei falchi dentro e fuori il nostro governo è proprio ciò che gli speculatori sul New York Mercantile Exchange vogliono sentire quando fanno salire il prezzo.
I vostri prezzi della benzina non sono alti a causa delle tensioni tra domanda e offerta.
La speculazione, con i famigerati derivati e gli swap, è ciò che esce dai buchi nel vostro budget di carburante, per gli avvocati di rinforzo della Securities and Exchange Commission.
I giocatori d’azzardo too-big-to-fail di Wall Street – Goldman Sachs, JP Morgan Chase, Bank of America, Merrill Lynch e Morgan Stanley – sono tornati.
Il Dr. Mark Cooper della Consumer Federation of America documentò che la speculazione aggiunse $ 600 per spese di benzina alla famiglia media nel 2011.
In precedenza, il capo della Exxon / Mobil stimò che la speculazione era responsabile per più di $ 40 al barile di aumento dei prezzi quando il petrolio era oltre i 100 dollari al barile.
A giugno, il capo della Commodity Futures Trading Commission (CFTC) G. Gensler, disse a New York City che “ingenti afflussi di denaro speculativo creano una profezia che si auto-avvera e lievita i prezzi delle materie prime”.
Mr. Gensler e la CFTC ebbero più autorità legale per controllare i giocatori d’azzardo di Wall Street, ma i membri chiave del Congresso rifiutano di dare i fondi (loro parole), “per essere un poliziotto efficace contro la truffa”, quando è forte l’aumento del volume di vendite.
I budget delle campagne del Congresso sono stati gonfiati dai contributi elettorali di questi giocatori d’azzardo di Wall Street.
Questa è la “politica del registratore di cassa”.
Nel frattempo, la gente paga e ripaga alla pompa e mi chiedo perché nessuno non sta facendo niente contro questo.
Ma un budget inadeguato spiega solo una parte dei problemi di Mr. Gensler.
Egli è continuamente minato da altri commissari CFTC i quali non vogliono che l’azione vera e propria vada in esecuzione.
Sembra anche vada verso il basso sotto la pressione.
Già negli anni 70, un improvviso aumento dei prezzi della benzina – solo pochi centesimi – portò ad un putiferio tra la gente e a richieste di leggi, controlli dei prezzi e altri atti del governo.
Ora i funzionari del New York Mercantile Exchange, con le grandi banche e gli speculatori di hedge fund carichi di grossi profitti e bonus abbassano, proprio qui in USA, le loro mani dicendo “non ci sono soluzioni rapide”.
Eppure, per il costante discorso bellicoso israelo – Obama – Hillary Clinton – Congresso – AIPAC sullo sviluppo di una capacità di produrre armi nucleari dell’Iran sta provocando gli avvertimenti di Teheran sulle Stretto di Hormuz, e gli speculatori del prezzo del petrolio hanno una giornata campale con i vostri dollari di gas.
Il Sen B. Sanders (I-Vt.) chiede regolarmente che le autorità di regolamentazione di Obama impongano limiti alle speculazioni petrolifere.
Egli afferma che “il prezzo alle stelle di gas e petrolio non ha nulla a che fare con i fondamenti della domanda e dell’offerta”.
Anche l’analista di Goldman Sachs, D. Greely, affermò che le speculazione a Wall Street sui futures spingono al rialzo i prezzi del petrolio.
In risposta a tali proteste, il presidente Obama annunciò a aprile 2011 una nuovo gruppo di lavoro inter-agenzia per combattere la frode.
Non trattenete il respiro in attesa di eventuali azioni qui.
Allora perché il presidente non invita le varie industrie quali il trasporto e le compagnie aeree che vengono feriti dai prezzi del petrolio a spirale, insieme a i consumatori, organizzazioni di automobilisti, come la AAA e la Better World Society, e le agenzie governative competenti per premere su Congresso e membri recalcitranti del CFTC e fermare il fronte dei giganti del casinò di Wall Street?
Mr. Obama e il ministro dell’Energia Chu continuano a dire che c’è abbastanza petrolio sui mercati mondiali e che i suoi prezzi alti per la speculazione minano la ripresa economica USA.
Ma Obama non sembra disposto ad usare tutta l’autorità esistente della sua amministrazione per reprimere l’impennata speculativa.
C’è un’azione molto più possibile da usare con l’attuale autorità legale per i regolatori e guadagnare così i loro stipendi.
Hanno bisogno di sentire più forte i brontolii dal popolo.
Mentre le persone necessitano, quando possibile e sicuro, di camminare per brevi distanze, invece di guidare fin là, se non altro per irrigidire la loro determinazione a combattere in più modi.

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Tradotto da F. Allegri il 15/07/2012.
Franco Allegri è presidente dell’associazione Futuroieri, è laureato in scienze politiche, nel 2008 riuscì a prevedere e spiegare il fallimento di Lehman Brother prevedendo anche la data del 18 settembre, da agosto 2009 spiega il litigio tra Berlusconi e Fini come causa prima del governo Monti. ALL’ORIZZONTE CI SONO NUOVI FALLIMENTI BANCARI E GUERRE.
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23 novembre 2011

Le tavole delle Colpe di Madduwatta: Dominati e dominanti nel Belpaese

 




Una storia antica si ripete, il padrone straniero batte un colpo e il Belpaese risponde,talvolta a modo suo. Il 2 maggio 1945 le forze armate della Wermacht che Hitler aveva  collocato nella Penisola si arresero alle forze armate alleate, inizia sotto il presidente statunitense Truman  la pagina dell'Italia  colonia culturale, economica, morale e civile degli Stati Uniti; e tanto per non sbagliare di lì a breve portaerei di terra per gli aerei da guerra a stelle e strisce sul mediterraneo infestato da terroristi e agenti comunisti.  Le forze che si opponevano a questo erano le solite forze d'opposizione italiane ossia divise su tutto e settarie e  destinate a restare sempre fuori dalle stanze che contano e dove si decide qualcosa. In particolare i Comunisti italiani erano la principale opposizione all'egemonia statunitense sulla penisola e avevano un peso politico e sociale ma mai sono andati al potere con le bandiere rosse al vento e  le insegne della falce e martello stampate sopra. Alcuni ex comunisti pentiti dopo mezzo secolo  e sotto le insegne di un riformismo laburista in salsa italiana e con un ex democristiano come premier il professor Prodi sono arrivati a prendere alcuni ministeri. Fine. Per il resto si tratta di una storia antica già nota tante volte scritta; il presidente Truman si aggiunge alla lunga schiera di dominatori e padroni forestieri quali Teodorico, Alboino, Carlo Magno, l'Imperatore Barbarossa, Federico II, Francesco I, Carlo V, Napoleone, Francesco Giuseppe, Vittorio Emanuele II. Tutti questi personaggi sono fondatori di periodi più o meno intensi di dominio straniero sulle terre e i beni delle genti difformi della Penisola, il Savoia non si salva dalla lista sommaria qui esposta perchè la Repubblica ha abiurato con la sua fondazione il passato monarchico e autoritario del fu Regno d'Italia. Quindi anche quel periodo diventa per forza di cose dominio straniero. Oggi il dominio Statunitense in Italia è in crisi e a mio avviso il presidente del consiglio appena deposto dal parlamento italiano  ha pagato questo passaggio, o forse dovrei scrivere per  questo cambiamento di pagina.  Per far capire cosa intendo osservo che il mito americano si va dissolvendo, gli anni dove si poteva fare un manifesto politico ricopiandolo dalla pubblicità commerciale sono morti, sono morti anche gli anni ottanta del denaro facile del mito reganiano in politica, del neo liberismo rimane solo l'incubo della povertà per milioni di piccoli borghesi e l'arrocco dei privilegi e delle impunità da parte di piccolissime minoranze di miliardari e di superburocrati. Piccole minoranze di straricchi disposti a tutto pur di comprarsi politica e nazioni al riparo dallo strapotere delle multinazionali e dei diversi complessi militar-industriali legati alle potenze imperiali. Il mito umano e metafisico di Berlusconi apparteneva a una parte del Belpaese che credeva in una versione ridotta e stracciona del sogno made in USA, per milioni di elettori era il fondatore di una dinastia imprenditoriale  e politica che ricordava la telenovela di Dallas, la serie con il mitico e cattivissimo J.R. Il cavalier nero era per milioni di elettori l'uomo milanese che aveva creato da sè una grande dinastia familiare proprio come quelle delle telenovele made in USA. Quest'uomo  anche per i suoi scandali sessuali, giudiziari, politici, privati, per milioni d'italiani fu d'esempio e occasione d'invidia e di approvazione aperta o tacita.   Il potentissimo Berlusconi era la biografia di tanta parte del Belpaese; e questo prima di venir eletto. Quel tempo è finito e frequentemente sulla rete o in televisione si sente il rombo degli aerei da bombardamento della NATO e statunitensi nel Mediterraneo e nel lontano oriente. Infatti le prime mosse del cosidetto governo tecnico sono superpolitiche e di allineamento  alla politica estera di Stati Uniti e ex Impero Inglese guarda caso proprio sull'Iran paese che fa buoni affari con cinesi e russi e perfino con gli italiani e che è messo sotto pressione e minacciato di aggressione militare da  parte di Israele, USA e da ciò che resta del fu Impero Inglese. Solitamente Berlusconi aveva buoni rapporti con i leader russi e cinesi, a mio avviso questo era un motivo in più per tanti partigiani e tifosi  della causa statunitense in Italia  per invitarlo a lasciare la Presidenza del Consiglio.  Il tempo di Berlusconi è finito quando sono morti per milioni d'italiani i suoi sogni propagandistici da pubblicità commerciale e il suo mito americano di quarta mano. Spero che la sua uscita si porti dietro chi ha creduto in queste cose pessime e funeste, aggiungo che se ci sarà un Italia sarà fondata sull'ennesima abiura dei popoli della Penisola verso un passato ritenuto indecoroso, quel passato è questo presente.

IANA
 
http://it.wikipedia.org/wiki/Dallas_(serie_televisiva)
http://it.wikipedia.org/wiki/Larry_Hagman
http://www.lettera43.it/attualita/32040/la-russia-inaccettabili-le-sanzioni-usa-all-iran.htm
http://www.notiziarioitaliano.it/index.php/mondo/82706-programma-nucleare-sanzioni-all-iran
http://anpi-lissone.over-blog.com/article-19147943.html
http://www.iran.it/




17 settembre 2011

Se per caso avessero ragione i pessimisti

Se per caso avessero ragione i “pessimisti”… Oggi in Europa e in Italia in modo particolare un vasto mondo umano di ceti medio-bassi e quasi poveri si sente abbandonato a se stesso, al proprio squallore quotidiano, al pericolo di rimetterci i propri soldi con questa crisi. C’è da chiedersi sa la ragione di quelli che vengono volgarmente denominati pessimisti non sia un concreto e oggettivo dato di fatto: Non esiste la possibilità di una crescita economica e industriale infinita in presenza di un solo pianeta con risorse grandi ma limitate, quindi questo mondo umano di terza rivoluzione industriale ha due possibilità la decrescita rapida e dolorosa o lo schianto del sistema di produzione e consumo. Questo pensiero mi sembra ragionevole, tuttavia c’è la terza possibilità che mi pare rafforzarsi ogni giorno: risolvere la situazione entrando in un ciclo di guerra e distruzione che si risolve in un grande conflitto distruttivo in grado di azzerare le condizioni presenti, di fare un falò nucleare delle montagne di debiti bancari e istituzionali e forzare l’umanità sopravvissuta a mettere in moto un nuovo ciclo di creazione e produzione per sostituire le macerie. Infatti il problema presente è la competizione per il dominio e controllo delle risorse naturali del pianeta e di centinaia di milioni di umani utili per fare produzione, consumo e ricerca e sviluppo da parte dei nuovi imperi emergenti che contrastano il declinante impero derivato dalla fusione della civiltà Inglese con quella Statunitense. Gli imperi emergenti sono arcinoti: CSI (ossia la Russia Putiniana), il Brasile, l’India, La Cina Comunista; assieme a queste potenze imperiali si muovono poteri politici ed economici e Stati interessati al declino dell’Impero Anglo-Americano. L’Europa priva di unità politica è destinata a frammentarsi davanti a un conflitto di grandi dimensioni, nella povertà e nel caos che viene dalle grandi guerre ogni Stato cercherebbe di recuperare la propria sovranità e di far da sé diffidando degli altri. La mancanza di una sola diplomazia europea e di un solo esercito europeo rende difficile la creazione di un potere della Comunità che si collochi oltre la forza finanziaria, peraltro piuttosto sfiorita a partire dal tragico 2008. Quindi la questione è se possibile una qualche forma di convivenza fra i nuovi imperi e il vecchio impero, per ora il vantaggio militare è tutto in mano agli USA, la loro potenza distruttiva è enorme e fa davvero paura; ragionevolmente le persone di buonsenso che non sono parte del fu Impero Inglese o Statunitense dovrebbero temere la potenza militare a Stelle e Strisce. Questo spiega perché l’atteggiamento di potenze ostili agli USA e al Regno Unito sia di solito prudente e poco aggressivo, nessuno intende dare avvio ad una guerra conoscendo in anticipo l’enorme sproporzione di mezzi a vantaggio delle forze NATO e USA. Tuttavia il pericolo del conflitto rimane perché è poco probabile tener fermo un mondo umano così scosso dalla crisi globale e dal problema del dominio e controllo sulle risorse umane e naturali del pianeta. In effetti il nodo vero non è la sopravvivenza delle forme di vita del pianeta o la continuità delle civiltà umane o la sopravvivenza di interi popoli, il problema che è alla base di questo sviluppo capitalistico - consumista distruttivo, scellerato e dissoluto è dato dal mantenimento di ristrette caste di ricchissimi ai vertici delle strutture di dominio e controllo. In caso di disastro economico-militare delle caste al potere nelle nazioni attualmente egemoni, ossia USA e fu Impero Inglese, ad oggi si avrebbe la sostituzione dell’ammiraglio inglese e del miliardario statunitense con il generale russo, il banchiere cinese, il proprietario terriero brasiliano, l’industriale indiano; in sintesi dal collasso emergerebbe solo una ridistribuzione del potere di dominio e controllo a svantaggio di caste di ricchissimi che fanno rifermento al potere militare e politico dell’Impero Anglo-Americano con caste altrettanto caste che fanno riferimento ai nuovi imperi in rapida espansione. Se c’è mai stata una missione del Belpaese nel mondo umano essa sarebbe individuabile in una riedizione del meglio dell’Umanesimo e del Rinascimento per dare un contributo di civiltà a questo mondo umano perduto dietro incubi e illusioni volte a confermare il potere di minoranze di ricchissimi e tecnocrati; ma proprio le genti d’Italia si sono sottratte a qualsiasi impegno in questo senso, ed oggi la Repubblica Italiana appare come una potenza minore associata al destino della NATO e delle grandezze e miserie del potere bancario e finanziario Francese, Inglese, Tedesco, Statunitense, e forse domani della Cina e dell’India. I pessimisti vedono questo in forme diverse, e dal mio punto di vista hanno ragione, non si può uscire dalla durezza della ragione appellandosi al sentimento, invocando miracoli, cambiando il senso delle parole. Occorre cercare le proprie ragioni profonde del vivere con l’istinto e con le passioni e comprendere la direzione di questa realtà con la rigorosa analisi e l’appello alla razionalità, per quel che è possibile, questa a mio avviso la medicina salutare per purgarsi dalle mille e mille allucinazioni mediatiche e ricette politiche un tanto al chilo. Se l’impegno politico e sociale dei molti si sottrae a uno studio individuale dei fatti del mondo umano e naturale si ripeteranno le condizioni per l’esistenza di ceti sociali di mediatori politici fra le loro plebi elettorali di riferimento e i poteri finanziari, bancari e militar-industriali. Proprio l’esistenza e la persistenza di ceti di mediatori e di mezzani che vivono di politica è il fondamento più forte nelle decedenti democrazia occidentali dei pessimisti di professione. Il politico che vive solo di politica e di mediazioni forse è latore di conoscenze e segreti, ma se esercita in democrazia questo ruolo di carattere tecnico-iniziatico distorce la democrazia stessa e pone le basi per una decadenza dei costumi e della civiltà di cui è espressione. La democrazia o è espressione di cittadinanze attive e capaci di pensare con la propria testa in gruppo o singolarmente oppure è una forma travestita di oligarchia o di tecnocrazia bancaria che si fonda su un consenso pilotato e pecoreccio espresso nel corso di elezioni condizionate da propaganda militare, pubblicità e sistemi elettorali truffaldini o ambigui. Sulla decadenza delle sedicenti democrazie “Occidentali” si fondano le speranze di quanti approvano l’ascesa al potere dei nuovi imperi globali. IANA




16 luglio 2011

Una riflessione sulla crisi da parte di Franco Allegri



Volentieri pubblico per i lettori del Blog questa riflessione sulla crisi di Franco Allegri.


Diario della crisi: 2011 - quarantunesimo mese di 84.

i mesi "relativamente duri" della degenerazione sociale!


SULLA CRISI

Il disastro in corso è chiaro da gennaio, come minimo!

(verso la teoria di Lester R. Brown)

13/07/2011

Di F. Allegri

Da più di tre anni scrivo questo diario della crisi e si può dire che ho previsto tutto e soprattutto che tutto quello che è accaduto era prevedibile: sia i fatti che i momenti e talvolta entrambi!

Non avevo pensato alla guerra di Libia ovvero agli interessi inconfessabili dell’Italia, ma avevo detto (e l’avevo chiaro in me) che marzo sarebbe stato un mese cruciale per I DESTINI DI QUESTO NUOVO ED ENNESIMO ANNO DI CRISI.

Come dico nel titolo: “Il disastro in corso è chiaro da gennaio, come minimo!”

Oggi darò una prima spiegazione, ma nei prossimi giorni una mia periodica traduzione degli scritti di Lester R. Brown mi permetterà quell’approfondimento che il pensiero politico ed economico italico non può fare. Io lessi quello scritto a gennaio!

Oggi farò le premesse necessarie a quello scritto.

Questa non è una crisi come ce ne sono state tante e spesso: è qualcosa di diverso e peggiore anche rispetto alla crisi del 1929.

E’ la crisi del mondo occidentale così come lo crearono e studiarono i poteri forti e gli stati imperiali dominanti dopo la seconda guerra mondiale.

Va in crisi l’ideologia liberal democratica e nasce il terzo capitalismo che sarà caratterizzato dai dissidi tra i vecchi stati dominanti democratici e ricchi da un lato e le grandi nazioni in via di sviluppo guidate da dittature o da pseudo democrazie fragili, popolose e senza delle illusioni sullo sviluppo inevitabile.

A fine gennaio la Tunisia era già in fiamme e l’Egitto era vicino al colpo di palazzo, qualcuno pensava anche all’effetto domino nei paesi arabi del mediterraneo …. tutti sistemi politici che erano clienti buoni della nostra industria e tutti alleati del nostro governo di minoranza e senza un progetto politico.

Lester Brown ha dato una spiegazione originale a questa crisi mondiale.

Da un lato ci sono gli scritti che ho tradotto nelle scorse settimane e che spiegano gli aumenti mondiali del prezzo del grano e di tutti gli alimenti basilari per popolazioni povere e giovani.

Questa è la penuria del pianeta che scalda a livello parziale, ma ad essa va aggiunta la bomba demografica.

Lester Brown ha fatto questa ricerca incrociata nei paesi che sono crollati fino ad oggi e presto vi darò i risultati della sua fatica.

L’aggravamento della crisi è dietro l’angolo e i sacrifici che continuano a chiederci si riveleranno vani, certamente nel medio e lungo termine, forse anche a breve.

Al momento continua la stretta alleanza fra i poteri forti americani e la dittatura Cinese e questa ha tanti inconvenienti: in primis danneggia anche i cittadini americani, sia gli elettori democratici che quelli repubblicani. A lungo termine la situazione si complica e io penso come Lester Brown: questo non è lo sviluppo possibile per la Cina; è un abbraccio mortale e forse anche una strada senza ritorno per quel regime.

L’Europa unita a livello bancario e monetario è in mezzo, tra la dittatura popolosa e l’impero impoverito e mal amministrato!

Mi direte che la Cina aumenta il PIL del 10% annuo?

Mi direte che Giannino (chi?) ha previsto la parità di PIL tra USA e Cina entro il 2019 (per altri anche prima)?

Io vi rispondo qui che il PIL cinese è un falso gonfiato da quell’inflazione che caratterizza tutti i boom produttivi dell’industrializzazione pesante e inquinante: anche la Cina ha la sua bolla e la circonda con problemi seri di sovra – popolazione, inquinamento, impoverimento dei terreni agricoli, aumenti vertiginosi di tutte quelle malattie che caratterizzano le nostre nazioni.

Io voglio aggiungere altre considerazioni strettamente correlate.

Il capitalismo imperiale e dittatoriale non garantirà i livelli di consumismo conosciuti in passato.

E’ luglio e la gente va al mare solo il sabato e/o la domenica. Ecco spiegato l’affollamento delle nostre spiagge: sono tutti a casa e le agenzie non faranno il tutto esaurito nemmeno ad agosto.

L’apatia dei giovani fa il resto specie se accompagnata dei limiti della nostra classe dirigente che nessuno ha selezionato con criteri moderni.

Siamo a tutti gli uomini del Presidentissimo e del governicchio.

Come si fa ad avere un governo di minoranza in momenti così difficili?

Semplice, bastano opposizioni divise e spesso incapaci di valutare quello che accade e accadrà.

Il resto lo fa il mediocre interesse di bottega e la perversione generalizzata e diffusa in ogni ceto sociale e politica!

Auguri Italia, ne avrai bisogno!

Verrà la crisi e farà quel che vuole!

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16 luglio 2011

Le Tavole delle colpe di Madduwatta - La Recita a Soggetto: debiti e politica


Le Tavole delle colpe di Madduwatta

La recita a soggetto: debiti e politica

Anno 2010 estate, nel villino di periferia di Vincenzo si presentano di notte lo zio Francesco e lo Zio Marco Pisani preoccupati da uno strano annuncio.  I due dopo anni si parlano di persona.

Francesco: Ecco che esce fuori il fascista! Ti pareva che non invocasse l’uomo forte, un duce un tanto al chilo. Son morti quei tempi, oggi la gente vuole la pornografia a gratis in rete, i soldi facili, mandar a farsi ammazzare nelle guerre per gli stranieri i figli dei disoccupati e dei poveri, la macchina, l’appartamento, le rendite, cinque pasti al giorno e la vita comoda. Altro che marce, problemi, fatica, e per rancio la gavetta con la minestra riscaldata. Fare l’impero, essere potenza, ma quando mai; siamo la mezza pensione di tutti gli eserciti che a turno bivaccano in questa sfortunata penisola da secoli attraversata da eserciti stranieri e dominata da potenze imperiali. Un popolo invecchiato, impaurito, impoverito e svaporato, con una gioventù smarrita e priva di vero sostegno che cosa può chiedere dal destino: un dittatore o piuttosto un pappone proveniente dalla fila della delinquenza comune?

Marco: La tua cattiveria è pari alla tua insensibilità verso ogni valore. D’accordo forse non sono proprio un patriota, ma il mio discorso resta valido. La cancrena si cura con l’amputazione e i nostri mali hanno bisogno di cure radicali. Riguardo a queste guerre devo dire che non sono le nostre. A che servono? In fondo servono solo a creare debito, e chi controlla il debito controlla le leve del potere e quindi l’economia, il commercio, lo Stato. Un blindato  armato costa almeno un milione di Euro, a un certo punto uno stato deve scegliere. Che fare di questo milione? Ci costruisco un asilo nido, faccio un giardino pubblico per gli anziani, sistemo le strade di una città di provincia, faccio costruire un monumento, offro borse di studio o compro un veicolo blindato per qualche guerra inutile che forse frutterà qualche appalto per la ricostruzione e qualche affare per le banche? Ma la guerra costa, e per pagarla occorre fare il debito, il debito pubblico. Chi acquista il debito assume il controllo o quantomeno ha una potente arma di ricatto nei confronti della politica e di tutto ciò che ci gira attorno. Perché Cina e Giappone  hanno quote significative del debito pubblico Statunitense, è evidente che così cercano di esercitare una pressione sull’amministrazione Obama. E come sono arrivati gli USA a tutto ciò: le spese militari che da una parte dissanguano le casse della loro Repubblica ma dall’altro gli danno l’egemonia globale. Perché chi ha la forza delle armi esercita un grande potere e può permettersi di far lievitare i debiti e di viverci sopra.

Ingegnere: Il mio ultimo viaggio in Cina è stato determinato da un noto calcolo che indica come nel 2010 l’Asia avrà in mano il 10% dei consumi globali e la crescita sostenuta di quel continente porta a pensare che entro il 2030 determinerà il 30% dei consumi globali. Per la verità io non credo a queste statistiche, la statistica è quella cosa per cui se io mangio un pollo con patatine intero e voi saltate il pasto può risultare che dividendo per tre il risultato tutti e tre abbiamo mangiato un terzo di pollo con contorno. Evidentemente in questa storia della crescita in Asia c’è chi vince e chi perde. Comunque mi risulta corretto questo dato della crescita della potenza cinese e aggiungo anche di quella indiana. Personalmente credo solo ai dati numerici che posso controllare o di cui trovo qualche riscontro. Per esempio come si può esser sicuri della solidità di un sistema economico se la speculazione e segnatamente la speculazione su case e fabbricati falsa la realtà. Quando l’economia si è fatta virtuale e la moneta è diventata elettronica è stato possibile negli Stati Uniti creare un mercato immobiliare drogato da milioni di mutui concessi a soggetti poveri o marginali  o che semplicemente vivevano di lavori precari. Di per sé non era una cosa sbagliata: molti di questi soggetti appartenevano a minoranze svantaggiate o erano di colore e la casa poteva essere un primo passo per mitigare le tensioni sociali e la disparità dei redditi, qualcosa però non ha funzionato, il grande piano si è rotto, la crescita non c’è stata, le forze che sostenevano il grande affare sono sparite e la situazione è precipitata. Questi poveri con mutuo  che poi non sono riusciti a pagare le rate, la catena dei prestiti facili ha messo in moto una macchina di pignoramenti e fallimenti che ha rovinato interi quartieri e successivamente le stesse banche. Che te ne fai di una schiera di case pignorate in un quartiere degradato e che nessuno vuol comprare perché non ci sono i soldi per farlo? Mi risulta inoltre che sono sorti diversi problemi legali relativi al pignoramento delle case, temo che davanti all’evidenza di questa cosa colossale i pignoramenti non verranno fatti o comunque andranno per le lunghe. Quei mutui subprime se non ci sono nemmeno gli immobili a garantirli valgono meno di zero. Comunque ora questa vicenda assume contorni terribili, sembra che la crisi abbia causato perdite nel sistema finanziario e bancario globale per 4.100 miliardi di dollari, la stima è del FMI.  Questa è recessione, altro che storie, e quei miliardi si sono dissolti.

Francesco: Il denaro è una convenzione, almeno da quando non è stato più coniato con l’argento o l’oro da re, principi, sommi sacerdoti e così via. Un pezzo di carta è un pezzo di carta, un tondo d’oro o d’argento con il profilo di un re o uno stemma è un fatto concreto. Mi par chiaro che se questi morosi avessero dovuto pagar in monete d’argento o d’oro questa storia non sarebbe mai iniziata. Siamo alle solito i poteri bancari fanno fare il debito pensando di controllare debito e debitore e guarda un po’ che caso: salta il banco. Il potere finanziario e bancario finisce con il perdere il controllo sul mostro che ha creato e la politica per anni presa in giro per la sua imperizia nel gestire le cose dell’economia deve salvare le banche dal fallimento in America e in Europa. Alla fine i profitti sono privati e i danni pubblici. Questa è la logica dello stronzo che mette la fabbrica in un paese di disperati, e io ne so qualcosa, inquina e sfrutta certo dell’impunità. Poi fatti i soldi molla tutto, sparisce spesso con la cassa e rincomincia in un paese diverso. Qui da noi c’è troppa tolleranza per la feccia tra le file dei colletti bianchi. Personalmente dò la colpa alla chiesa Cattolica che perdona con troppa facilità, alla televisione che è cattiva maestra e al popolo italiano che è ignorante e cattivo e ai finti intellettuali nostrani che corrompono la cultura e le masse.

Ingegnere: A questo punto ricordo che siamo perfino un popolo di poveri, quanti saranno ormai dopo quasi tre anni di crisi i poveri in Italia, forse sei milioni, forse sette, forse otto? E quanti quelli che hanno perso la testa, che non studiano più, che non cercano più lavoro,  che sono  delinquenti?

Francesco: Di sicuro i poveri sono almeno otto milioni, l’ipotesi peggiore è senz’altro quella che s’avvicina al dato reale. Vi devo chiedere una cosa… Non è che il nipote per non pagare la cena ha usato qualche trucco che so quello del somalo, delle svedesi, del cinese; lui ne è capace.

Ingegnere: Per la verità no, è stato un caso, almeno credo.

Marco: Il trucco delle svedesi è quello di arrivare con due ragazze e far pagare il conto al quarto che fa da pollo con la scusa che non si può far pagare le signore e poi ci si rifà, quello del somalo è portare uno di colore e dire che viene dalle ex colonie e provare a impietosire il pollo che offre la cena a tutti e due con qualche storia strappalacrime, il cinese è infilarsi dentro una situazione, fare l’intruso e uscir via in silenzio prima che arrivi il conto da dividere magari con la scusa di una telefonata al cellulare o di aver lasciato la macchina in divieto di sosta.

Ingegnere: Incredibile, che storie. No. Vi ripeto un caso.

Francesco: Sinceramente, se si è comportato male porgo io le scuse

 Marco: Senta, facciamo così, bastano un cento euro per il disturbo?

Francesco: Che pazzia è mai questa paghi per il nipote, e tutto insieme!

Ingegnere: Via su metta a posto i soldi, troverò un modo per farmi saldare, non dubiti.




8 luglio 2011

Una nuova traduzione di F.Allegri sulla speculazione sui grani

Scritto da F. Allegri


LA GRANDE CRISI DEL CIBO DEL 2011*
Di Lester R. Brown
www earth-policy.org
Earth Policy Release
Plan B Update
14 Gennaio, 2011
Mentre inizia il nuovo anno, il prezzo del grano è al suo massimo di sempre nel Regno Unito.

Le rivolte del cibo si diffondono in Algeria.
La Russia importa grano per nutrire il suo bestiame prima del pascolo di primavera.
L’India sta lottando con un tasso d’inflazione da cibo del 18% annuo ed esplodono le proteste.
La Cina cerca all’estero enormi quantità potenziali di grano e granturco.
Il Messico compra i futures sul granturco per evitare aumenti inimmaginabili per la tortilla.
E il 5 Gennaio l’organizzazione U.N. Food and Agricultural annunciò che il suo indice del prezzo del grano a dicembre aveva superato il più alto di sempre.
Ma mentre negli anni passati, era stato il clima che aveva causato un picco nei prezzi delle merci, ora sono le tendenze in entrambi i lati dell’equazione della domanda/offerta del cibo che guidano verso l’alto i prezzi.
Dal lato della domanda, i colpevoli sono la crescita della popolazione, della ricchezza e l’uso del grano come carburante per auto.
Dal lato dell’offerta: l’erosione del suolo, l’impoverimento delle fonti, la perdita di terre per usi non agrari, la deviazione dell’acqua da irrigazione verso le città, il calo della resa del raccolto nelle agricolture avanzate, – per l’effetto serra – le ondate di calore che seccano il grano e la fusione dei ghiacciai montani e polari.
Questi trend climatici uniti sembrano destinati a fissare un dazio sempre più alto in futuro.
C’è almeno una notizia buona ma debole sul lato della domande: La crescita della popolazione mondiale, che arrivò al 2% annuo intorno al 1970, è calata sotto il 1,2% all’anno nel 2010.
Ma poiché la popolazione mondiale è quasi raddoppiata dal 1970, noi stiamo ancora aggiungendo 80 milioni di persone ogni anno.
Stanotte ci saranno 219.000 bocche addizionali da nutrire al tavolo della cena e molte di loro saranno accolte con i piatti vuoti.
Altre 219.000 si uniranno a noi domani notte.
Ad un certo punto, questa crescita senza fine inizia a tassare sia le abilità degli agricoltori che i limiti delle terre della terra e le risorse idriche.
Oltre la crescita della popolazione, ci sono ora quasi 3 miliardi di persone che salgono sulla catena del cibo mangiando quantità più grandi di bestiame nutrito con grano e prodotti di pollame.
La crescita nel consumo di carne, latte e uova in paesi che sviluppano molto velocemente non ha precedenti.
Il consumo totale di carne in Cina oggi è già quasi il doppio di quello negli Stati Uniti.
La terza causa dell’aumento della domanda è l’uso dei grani per produrre carburante per auto.
Negli Stati Uniti, che raccolsero 416 milioni di tonnellate di grano nel 2009, 119 milioni di tonnellate andarono nelle distillerie di etanolo per produrre carburante per auto.
Quello è abbastanza per nutrire 350 milioni di persone per un anno.
Il grande investimento USA nelle distillerie di etanolo regola lo stadio per la competizione diretta fra le auto e le persone per la produzione di grano mondiale.
In Europa, dove gran parte della flotta auto viaggia con carburante diesel c’è una domanda crescente di olio diesel vegetale, principalmente dai semi di colza e dall’olio di palma.
Tale domanda di raccolti che producono olio non riduce solo la terra disponibile per i raccolti di cibo in Europa, guida anche la cancellazione della foresta pluviale in Indonesia e in Malaysia a favore delle piantagioni di palma.
L’effetto combinato di queste 3 domande crescenti è sbalorditivo: il raddoppio nella crescita annuale del consumo mondiale d i grano da una media di 21 milioni di tonnellate all’anno dal 1990 al 2005 ai 41 annui dal 2005 al 2010.
Gran parte di questo alto salto è attribuibile all’orgia di investimento nelle distillerie di etanolo negli Stati Uniti dal 2006 al 2008.
Nuovi problemi sono emersi sul lato della fornitura mentre uno vecchio come l’erosione del suolo si è intensificato e mentre la crescita della domanda annua di grano è raddoppiata.
Si stima che 1/3 del terreno agrario del mondo stia perdendo lo strato fertile più velocemente di quanto esso si forma attraverso i processi naturali
– e così perde la sua produttività innata.
2 vaste aree desertiche si formano, una tra il nord est della Cina, la Mongolia occidentale e l’Asia centrale, l’altra in Africa centrale.
Ognuna di queste fa sembrare piccola l’area desertica USA degli anni trenta.
I satelliti mostrano un flusso stabile di tempeste di sabbia in uscita da tali regioni, ognuna spazza milioni di tonnellate di preziosa terra fertile.
Nella Cina del Nord, quasi 24.000 villaggi rurali sono stati abbandonati o parzialmente spopolati mentre i pascoli sono stati distrutti dallo sfruttamento e mentre le terre fertili sono state inondate dalla migrazione delle dune di sabbia.
In paesi con una grave erosione del suolo, come Mongolia e Lesotho, i raccolti del grano sono diminuiti mentre l’erosione abbassa le rese ed eventualmente porta all’abbandono del terreno.
Il risultato diffonde la fame e la crescita dalla dipendenza dalle importazioni.
Haiti e la Corea del Nord, due paesi con suoli erosi severamente, sono cronicamente dipendenti dagli aiuti di cibo dall’estero.
Intanto l’impoverimento delle falde diminuisce velocemente l’ammontare dell’area irrigata in molte zone del mondo; tale fenomeno assai recente è dovuto all’uso su larga scala di pompe meccaniche che sfruttano l’acqua sotterranea.
Oggi, la metà della gente del mondo vive in paesi dove l’acqua da tavola diminuisce mentre il sovra pompaggio impoverisce le falde.
Se una falda è impoverita, il pompaggio è di fatto ridotto al tasso di ricarico a meno che non sia una falda fossile (non reintegrabile), allora il pompaggio finisce del tutto.
Ma presto o tardi, la perdita dell’acqua da tavola si traduce in aumento dei prezzi del cibo.
L’area irrigata è diminuita in Medio Oriente, particolarmente in Arabia Saudita, Siria, Iraq e possibilmente in Yemen.
In Arabia Saudita, che era del tutto dipendente da una falda fossile ora impoverita per la sua autosufficienza granaria, la produzione è in caduta libera. Dal 2007 al 2010 la produzione di grano saudita è caduta di più dei 2/3.
Entro il 2012, probabilmente la produzione di grano finirà del tutto, lasciando il paese del tutto dipendente dal grano importato.
Il Medio Oriente Arabo è la prima regione geografica dove lo spreco delle scorte d’acqua sta diminuendo il raccolto di grano.
Ma i veri grandi deficit di acqua sono in India dove i numeri della Banca Mondiale indicano che 175 milioni di persone sono state alimentate con grano prodotto con il sovra pompaggio.
In Cina il sovra pompaggio da cibo a quasi 130 milioni di persone.
Negli Stati Uniti, l’altro principale produttore di grano del mondo, l’area irrigata è diminuita in stati agricoli chiave come California e Texas.
L’ultimo decennio ha testimoniato l’apparizione di un’altra costrizione ancora per la crescita della produttività agricola globale: la diminuzione del lavoro arretrato per le tecnologie non sfruttate.
In alcuni paesi avanzati a livello agricolo, gli agricoltori usano tutte le tecnologie disponibili per aumentare la resa.
In Giappone, il primo paese a vedere una crescita sostenuta nella resa di grano per acro, le rese per il riso sono appiattite da 14 anni.
Le rese del riso in Corea del Sud e Cina ora sono in avvicinamento a quelle del Giappone.
Assumendo che gli agricoltori dei 2 paesi incontrino le stesse costrizioni di quelli in Giappone, più di 1/3 del raccolto di riso mondiale sarà presto prodotto in paesi con poco potenziale per altri aumenti della resa del riso.
Una situazione simile sta emergendo con le rese del grano in Europa.
In Francia, Germania, e nel Regno Unito le rese del grano non aumentano più da tempo.
Questi 3 paesi insieme sommano quasi 1/8 del raccolto mondiale di grano.
Un’altra tendenza che riduce la crescita del raccolto di grano mondiale è la conversione di terra agricola a usi non agricoli.

L’ampliamento suburbano, la costruzione industriale e la pavimentazione della terra per fare strade, autostrade e tanti parcheggi reclamano terre agricole nella Central Valley della California, nel bacino del Nilo in Egitto e in paesi densamente popolati che si industrializzano rapidamente come Cina e India.
Nel 2011, si prevede che la vendita di auto in Cina sia di 20.000.000 – un record assoluto.
L’esperienza USA dice che per 5 milioni di auto aggiunte alla flotta di un paese, quasi un milione di acri va pavimentato per far comodo a loro. E la terra agricola è spesso la perdente.
Le città che crescono veloci competono anche con gli agricoltori per l’acqua d’irrigazione.
In zone dove tutta l’acqua è stata trovata, come la gran parte dei paesi in Medio Oriente, la Cina del Nord, gli Stati Uniti del Sud Ovest e gran parte dell’India, il deviare l’acqua verso le città significa meno acqua d’irrigazione disponibile per la produzione di cibo.
La California ha perduto forse un milione di acri di terra irrigata in anni recenti mentre i contadini hanno venduto alte quantità di acqua ai milioni di assetati di Los Angeles e San Diego.
L’aumento della temperatura rende anche più difficile l’espansione del raccolto di grano mondiale a un ritmo sufficiente a sostenere il passo da record della domanda.
I gruppi ecologisti hanno la loro esperienza: Per ogni aumento di 1 grado Celsius nella temperatura sopra l’ottimo durante la stagione della crescita, noi ci possiamo aspettare un 10% di declino nelle rese del grano.
Questo effetto temperatura sulle rese fu del tutto visibile nella Russia occidentale durante l’estate del 2010 mentre il raccolto fu decimato quando le temperature si alzarono molto sopra la norma.
Un altro trend nuovo che minaccia la sicurezza del cibo è lo scioglimento dei ghiacciai montani.

Questo è di particolare importanza sull’Himalaya e sull’altopiano tibetano dove il ghiaccio sciolto dai ghiacciai aiuta non solo a sostenere i grandi fiumi dell’Asia durante la stagione secca, l’Indo, il Gange, il Mekong, loYangtze e il Fiume Giallo ma anche i sistemi di irrigazione che dipendono da questi fiumi.
Senza questo ghiaccio sciolto il raccolto di grano cadrebbe precipitosamente e i prezzi aumenterebbero di conseguenza.
E infine, a tempo più lungo, le distese di ghiaccio sciolto in Groenlandia e Antartico Occidentale, combinatecon l’espansione termica degli oceani minacciano di far crescere il livello del mare fino a 6 piedi durante questo secolo.
Pure una crescita di solo 3 piedi inonderebbe metà della terra del riso in Bangladesh.
Ciò metterebbe sotto acqua pure gran parte del delta del Mekong che produce la metà del riso del Vietnam, l’esportatore numero 2 nel mondo.
In tutto ci sono altri 19 delta fluviali che producono riso in Asia e che ridurrebbero di molto i raccolti a causa del livello alto del mare.
L’attuale impulso ai prezzi del grano e della soia nel mondo, e ai prezzi del cibo in generale, non è un fenomeno temporaneo.
Non possiamo più aspettare che le cose tornino alla normalità perché in un mondo con un sistema di cambiamento climatico rapido non c’è un normale al quale ritornare.
I tumulti di queste ultime e poche settimane sono solo l’inizio.
Non è più un conflitto tra super potenze armate pesantemente, ma piuttosto è lo spreco delle scorte di cibo e l’aumento dei suoi prezzi – e il tumulto politico che questo scatena – che minaccia il nostro futuro globale.
Se i governi non definiranno velocemente la sicurezza e non sposteranno le spese dal militare agli investimenti per il clima, l’efficienza idrica, la conservazione del suolo e la stabilizzazione della popolazione, il mondo, probabilmente, lotterà in futuro sia con più instabilità climatica che con la volatilità del prezzo del cibo.
Se l’affare continuerà come al solito, i prezzi del cibo tenderanno solo verso l’alto.
*NOTA: questo articolo apparse su Foreign Policy Giovedì 10 Gennaio, 2011.
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Lester Brown è Presidente dell’Earth Policy Institute e autore di World on the Edge: How to Prevent an Environmental and Economic Collapse (New York: W.W. Norton & Company, 2011).
Dati, note e fonti addizionali possono essere trovati su www.earth-policy.org.
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Tradotto da F. Allegri il 30 giugno 2011.
Franco Allegri coordina l’associazione Futuroieri, è laureato in scienze politiche, nel 2008 riuscì a prevedere e spiegare il fallimento di Lehman Brother prevedendo anche la data del 18 settembre, da agosto 2009 spiega il litigio tra Berlusconi e Fini adesso lavora alla sua nuova rubrica “Wikyleaks e le nudità del re”, traduce scritti politici dall’inglese e si occupa di economia, diritto, cittadinanza. Su Facebook è Futuro Ieri.




7 luglio 2011

Le Tavole delle colpe di Madduwatta - La Recita a Soggetto: dialogo sul precariato

Le Tavole delle colpe di Madduwatta

La recita a soggetto

Anno 2010 estate, nel villino di periferia di Vincenzo Jole si presentano di notte lo zio Francesco e lo Zio Marco Jole preoccupati da uno strano annuncio.  I due dopo anni si parlano di persona.

Marco: Certo, antropofagi. Ma dimmi caro fratello che cerchi facili scuse e ripari nascondendoti dietro la malvagità umana: non è forse vero che al cannibale piace esser tale? Certo che è vero, è così; e il nostro essere cannibali in una società competitiva è accettare di esser messi l’uno contro l’altro sapendo che in fondo ci piace vivere d’odio, di rabbia e di livore. L’essere umano è una massa informe di cattiveria e malvagità e si riproduce giusto per quel poco di animalità che rimane in lui, dove non l’amore dei romanzi e del cinema ma le pulsioni bestiali e ormonali garantiscono la continuità della vita. Ciò che è razionale spinge a fare analisi, a calcolare, a vedere il passivo e l’attivo a farsi computer e quindi a odiare la vita  che è breve e meschina.  Troppo grande è la brama umana per riempirla con successi, denari, segni esteriori del potere, gloria personale da conquistarsi rovinando altri perlopiù ignoti. La chimica e la bestialità più elementare è la vita della vita, il meglio che è in noi ci spinge alla conquista del potere e dell’affermazione di se stessi a scapito di tutto il mondo, perfino dell’universo se necessario.

Ingegnere: Incredibile, sembra di sentire Leopardi o  Schopenhauer  il filosofo tedesco studioso dell’India antica e delle sue religioni e gran pessimista. Certo è vero è una questione di misure l’infinito che è nell’uomo e nel suo genio si schianta sui suoi limiti, il microcosmo umano sembra ripetere la tragedia di questo capitalismo che è davanti ai suoi limiti e non riesce a trovare le soluzioni, o forse è frenato nel catturare le soluzioni  da interessi egoistici e particolarissimi di alcuni singoli privati miliardari in euro. Comunque vedo gravi pericoli perché la disoccupazione è data in aumento per tutto questo 2010 in tutta la zona Euro. Si parla piano piano sui giornali di quella statistica che ragiona di oltre di 15 milioni di disoccupati a inizio 2010 in Europa, questo determina gravi tensioni sociali; inoltre lo vedo sul lavoro. Troppi contratti precari. L’anziano che va in pensione non viene sostituito o se deve esser sostituito il posto vacante è dato a un giovane con un contrato precario o con un contratto di lavoro peggiore del precedente per compenso e tipologia di obblighi verso l’azienda. Non so quali siano i conti delle varie casse pensionistiche ma mi chiedo come sia possibile che un numero ridotto di giovani malpagati  riesca a coprire le pensioni proprie e delle generazioni precedenti. Non saprei come formulare un modello nel quale costi crescenti di previdenza e assistenza sono assicurati da un gettito garantito da lavoratori precari in diminuzione per numero, qualità del lavoro e redditi. In realtà qui so di esser fra gente che ha già capito tutto del sistema e proprio le vostre parole così acide e risentite contro questo presente mi hanno chiarito i fatti e i pensieri che da tempo mi tormentavano la mente.

Francesco: Mi permetto di dire la mia. Siamo onesti visto che abbiamo tutti e tre lavorato in questi anni per dei padroni a un certo livello: il precariato di oggi serve a rovesciare sulla famiglia del lavoratore e dell’impiegato i rischi d’impresa. Se va male l’azienda riduce il personale semplicemente non rinnovando i contratti, se va bene ti riassume per una nuova stagione o per un anno o due. Dare fuori i rischi e salvare i bilanci per il lucro degli azionisti e per i premi e i bonus dei manager. Poi cosa importa agli azionisti che vivono a Dubai o a Londra o a Pechino se le famiglie si sfasciano, se la natalità nel Belpaese crolla, se la delinquenza ci ruba le periferie e le mafie le aziende, se l’emigrazione sta trasformando l’Italia in una periferia di non si sa quale sponda africana o asiatica. Nulla! Loro scaricano il problema sui deboli, sui popoli deboli e fanno il lucro e tutto il sistema è d’accordo, e io per due o tre lire gli vado dietro come uno storpio che cerca il suo profeta nel deserto per esser curato dal male fisico e spirituale con un miracolo.

Marco: Certo. Prima o poi riusciremo a segare il ramo dell’albero sul quale siamo appoggiati e a cader di sotto fracassandoci. Spero di crepare prima o di scappare molto lontano da qui. Non voglio essere legato a questo paese pulcioso di pezzenti, di finti professori, imprenditori truffaldini, banchieri bancarottieri, politici laidi e immondi, popolazione fecciosa e plebea piena di rancori e odio sociale. Io ero in fuga da anni e oggi il caso mi riporta qui sui miei passi, a rivedere una storia non più mia e che neanche voglio tenere. Pensavo di congedarmi a modo mio da questa famiglia, da questa casa, da tutto. Ecco questa è la verità. Mi spiace di dover vuotare il sacco davanti a un forestiero ma è così e si è talmente ragionato che non posso più tacere. Non mi piace l’inizio della mia storia perché so che esiste un legame fra il mio passato e questo presente che non voglio. Dicono che è il libero mercato, il liberalismo, i diritti liberali. Ma da dove viene questa roba. Nel Vangelo di sicuro non c’è !

Ingegnere: Dalla civiltà industriale e dal Regno d’Inghilterra, qualcuno pensa che ci sia una data il 1688, altri dicono che va spostata verso la metà del Settecento, ma la data esatta  non serve. Tutto questo nasce con la presa del potere della borghesia in Europa e poi nel mondo. Una classe sociale non aristocratica, non voluta da Dio ma creatrice della civiltà industriale. Ma oggi della borghesia settecentesca e ottocentesca è rimasto solo qualche reliquia, qualche ricordo da museo. Il mondo nuovo ha una geografia del potere che ha come valore la potenza finanziaria, il controllo militare e poliziesco delle risorse e ovviamente la volontà di schiacciare con la potenza tecnologica e di calcolo qualsiasi cosa esiste sul pianeta azzurro in modo da poterla sfruttare. Il vecchio mondo borghese era malvagio, corrotto, bellicista, colonialista e sfruttatore. Cercava però di tenere un decoro, di non farsi vedere complice della feccia e del delinquente, di non esagerare con le sue manifestazioni esteriori, di non dare scandalo. Tutto questo non esiste più, questa nuova classe di padroni internazionali è troppo diversa, è una tecnocrazia tendenzialmente criminale e criminogena, cerca il lusso, spesso l’eccesso, talvolta ama l’abuso di potere e usa con straordinaria indecenza i suoi rapporti politici per ottenere favori e per far distorcere le leggi per propria esclusiva soddisfazione. Non esita neppure davanti alla guerra.

Francesco: Ma chi paga qui da noi! Vecchi, donne e bambini, ecco questa gente e i suoi politici, i suoi esperti, i suoi specialisti a libro paga sono in guerra con chi non sa e non può difendersi. Ovviamente questo riguarda anche i nostri giovani alle prese con lavori precari, con famiglie non fatte, con questioni di lavoro, con la disoccupazione. Ma tutto ha una soluzione semplicissima: il denaro non è tutto: è l’assoluto. Esso è l’unico problema di uomini e donne qui e ora nel nostro Belpaese. Io ho amato e cercato di amare le donne, che dolore, che tristezza ho provato negli ultimi quindici anni. Tutte le donne che ho incontrato cercavano i soldi, di spillar quattrini, di farsi offrir cene o piccoli oggetti. La mia passione è sempre stata resa dolorosa da questo denaro  che è tutto, perché non ne avevo abbastanza. Quanta bile ho dovuto bermi al pensiero che gente oscena e laida solo con i soldi prendeva fra le mani certi fior di donne. Mondo dannato e iniquo.

Marco: Colpa tua, sei passato dall’amore romantico e cretino tipico dell’adolescente scemo al risveglio nel regno della civiltà delle macchine, della finanza globale e dei computer. Ciao. Ben arrivato! Che deve fare oggi una donna bella e ben fatta? Contare i soldi che non ha il suo amante?

Ingegnere: Signori, vi prego state esagerando. Comunque è vero. Oggi il denaro è l’assoluto.

Francesco: Che pazzia! In un mondo umano che sta incontrando di nuovo la sua miseria che credeva di aver rimosso o distrutto le nostre donne ei nostri politici credono al Dio-Denaro. Un Dio ingannatore e malevolo oggi garantito da Buoni del Debito Pubblico ed emesso da banche centrali piene di buchi di bilancio al punto che i banchieri hanno costretto gli Stati Nazionali a salvarle.




25 giugno 2011

La recita a soggetto: l'ombra del potere



per approfondire


Le Tavole delle colpe di Madduwatta

La recita a soggetto

Anno 2010 estate, nel villino di periferia di Vincenzo Pisani si presentano di notte lo zio Francesco e lo Zio Marco Pisani preoccupati da uno strano annuncio.  I due dopo anni si parlano di persona.

Fra i tre segue una pausa di silenzio, ora sono sul divano seduti, sorseggiano il whisky giapponese, muovono lentamente le mani con piccoli gesti come per allontanare pensieri fastidiosi e ricordi.

Francesco: Certo che è strano, uno arriva e chiede della nostra vita. Sì avete ragione. Cosa dire parlerò per me e per mio fratello. Chi siamo gente che ci ha creduto sul serio. Due che dopo il 1989 con la fine del comunismo hanno pensato che il capitalismo fosse la soluzione, che questi americani fossero il meglio, che le guerre umanitarie e petrolifere fossero necessarie per il benessere, e la globalizzazione anche. Alla fine cosa siamo diventati se non  gente che ha aiutato gli speculatori nostrani e forestieri a portar le aziende sane fuori dall’Italia, a mettere le peggio produzioni in Asia, nei paesi ex comunisti, dove la miseria era tanta e la delinquenza pure. Siamo due fratelli infelici non per eventuale male fatto ma perché non ci ha reso un cazzo! Sfondi, apri, carichi, porti, sballi, infili nei capannoni dall’altra parte dell’Europa piccole aziende sane e italiane. Poi rovini quartieri, paesi, città e poi... Una mancia, qualche Bonus da spendere in escort e ubriacature, la macchina di lusso della ditta, l’ufficio  e poi… cambiano i soci, quelli sopra di te vendono la quota azionaria, arriva il figlio di qualche notaio o di qualche raccomandato di ferro e sei fuori a giocarti tutto come prima, torni zero da zero che eri partito. E poi sei zero fino al giorno nel quale rifai tutto dall’inizio. Ecco questa è la storia, ma qualcosa rimane; ho esperienza del mondo e queste dita hanno la colla magica del buon italiano e qualcosa rimane sempre attaccata, ma chi è davvero sopra fa i miliardi sulla pelle di tanta gente e anche su di me.

Il visitatore butta giù tutto il  whisky giapponese. Si rilassa.

Ingegnere: Forse tutto questo non era necessario, il mondo umano poteva esser migliore senza il ricorso a tanto sfasciare, a tanto devastare. In fondo Europa e Stati Uniti hanno globalizzato la cultura, la scienza, il sapere e il resto; era possibile evitare questo disastro che può creare gravi conflitti. Probabilmente il problema è la natura del potere, il popolo sovrano non è poi così tanto sovrano. La democrazia rappresentativa è a maglie larghe  ed entrano ed escono dai palazzi del potere faccendieri, lobbisti, truffatori, mafiosi, speculatori, feccia umana, finti esperti, apprendisti stregoni della finanza e dell’economia. Il potere legittimo fondato sulla sovranità popolare base di ogni autentica democrazia  è travisato e distorto da tanti soggetti che alla fine determinano poteri paralleli a quelli ufficiali, poteri privi di qualsiasi legittimità.

Francesco: Fammi capire: perché parli di potere legittimo e di potere illegittimo?

Ingegnere: Occorre fare qualche passo indietro nel tempo in antico, ma parlo di tremila e più anni fa quando la civiltà umana trovò dei poteri stabili e legittimi; erano i re-sacerdoti delle antiche civiltà del Medio-Oriente e dell’Egitto. Avrete sentito parlare dei faraoni e delle piramidi?

Marco: Mi perdoni ma che c’entra con noi gente di tre o quattro millenni or sono?

Ingegnere: Occorre capire che per i sudditi di questi re-divini esisteva un ciclo cosmico che era collegato alla vicenda umana su questo pianeta, la natura era legata a una legge divina, a una ciclicità che si ripeteva da sempre o dall’origine dell’universo. Quei re divini erano il potere legittimo perché il tramite fra l’ordine divino della natura e il popolo che governavano, e i sudditi erano persuasi di tutto ciò. Ad esempio con sicurezza  gli egiziani affermavano: “il nostro sovrano è un dio”. Oggi il potere di mettere assieme gli esseri umani, di organizzarli, di imporre loro leggi e costumi non è più un fatto divino ma profano, il potere politico non è più assoluto e non è più sacro esso è una rappresentazione di una sovranità collocata nel popolo, il popolo sovrano è tale se  costituisce uno Stato preciso e determinato, altrimenti non è né sovrano e neanche popolo. Non ci sono più cicli cosmici, re sacri, volontà superiori, profezie, aspettative messianiche tutto è oggi profano, televisivo, pubblicitario e il sacro in politica può essere solo finzione, parodia, travestimento. Questa condizione materiale e desacralizzata  crea il doppio; ossia l’ombra  del potere: questa parte oscura della democrazia sono le banche centrali, i gruppi coesi di miliardari, i grandi interessi delle multinazionali, che tendono a creare un sistema parallelo di potere che determina le scelte di fondo dei poteri legittimi. Parlamenti, senati, esecutivi, primi ministri devono sempre tener presente la pressione che sulle loro decisioni esercitano i banchieri, i finanzieri, corporazioni potenti di grandi interessi, le famiglie di miliardari che detengono quote azionarie di aziende che per uno stato anche grande possono risultare strategiche per questioni economiche e sociali. Questo doppio che è l’ombra del potere vivono e prosperano nella fitta rete di rapporti e contatti che passano fra servizi segreti, esecutivi, grandi finanzieri, faccendieri, banchieri, miliardari, superburocrati, manager di altissimo livello e ovviamente i componenti del potere politico. Del resto ormai in Europa e negli Stati Uniti la capacità di emettere carta moneta, che è solo una parte del denaro in circolazione, è una facoltà delle banche centrali che sono associazioni  di banche private, di fatto sono loro che detengono la sovranità monetaria in questa parte di mondo. Non dovete sentirvi colpevoli, non lo siete più di tanti altri, e inoltre per certi aspetti anche voi siete vittime.

Marco: Mi perdoni ma non è così, uno come me poteva vendere frutta e verdura ai mercati generali. Quindi una responsabilità da qualche parte deve pur esserci, e poi uno nella vita ha le sue passioni, i suoi desideri, le sue piccole gioie della vita e se le perde è grave. Ho fatto quel che ho fatto andando a giro a metter fabbriche per soci e padroni indecenti perché mi faceva comodo. Non voglio scappare da questa responsabilità, se è dannazione o malvagità allora io sono dannato e malvagio.

Francesco: Ma che succede, mio fratello maggiore fa il serio, il capace! Comunque s è vero, dove sta scritto che dovevamo pensar solo ai soldi, ai piaceri, al nostro tornaconto. Non era scritto ma tutta la nostra società andava là, e quelli che conoscevamo non aspettavano altro, volevano questo da noi. Non ho visto programmi televisivi che elogiavano la castità, la povertà, il francescanesimo e non una sola delle pubblicità commerciali che hanno invaso da anni il mio cervello mi ha mai parlato di frenare i consumi, di fermare il produrre, lo speculare, il travisare le regole della convivenza civile. Ho se così è stato per certissimo non lo ricordo. Piuttosto ho sempre visto ville, barche da signori, belle donne, tenute di campagna, cellulari nuovi, macchine, computer ultimo modello e cose del genere. Questo è il linguaggio della pubblicità che è la forma dei desideri e del pensiero di quelli come me, il resto è solo il problema di come arrivarci e di come tenere per sé quella bella roba, donne incluse che non sono meno merce dei cellulari o delle automobili.

Ingegnere: Cosa ha mai portato tutto questo se non precariato, povertà, distruzione di ricchezza per creare una ricchezza non meno provvisoria ed effimera in altri territori del mondo. Ormai da tempo ho capito che ogni potere illegittimo tende al male, alla distruzione, al decomporre e al corrompere. Se almeno fosse possibile rendere legittimo questo potere parallelo il tutto avrebbe senso, ma la natura di questo potere oligarchico e dispotico fondato sul Dio-denaro per sua natura non può diventare legittimo perché non ha forza morale o valori. Può solo moltiplicare desideri di difficile soddisfazione ed eccitare le pulsioni aggressive, egoistiche e distruttive dell’essere umano. Ma eccitare pulsioni irrazionali ed egoistiche è proprio dei tiranni, dei despoti degli stregoni e non di sovrani o di magistrati legittimati dal proprio popolo e da leggi divine o intellettualmente oneste.




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