.
Annunci online

  noglobalizzazione [ Forum di critica alla modernita' e a questo nocivo sviluppo ]
         


22 aprile 2008

TEMPO D'ESILIO

L’esilio degli Dei e degli Eroi della letteratura, come di quelli del cinema e perfino dei fumetti e dei cartoni animati è solitamente qualcosa di clamoroso, di estremo, latore di un disprezzo del mondo o promessa futura della redenzione dell’umanità o almeno di una parte più o meno grande di essa. Nel mondo umano le vicende sono ben più squallide e miserabili di quelle che solitamente nascono dalla fantasia e dal mito. Oggi con le vicende tibetane e cinesi va in esilio il senso alto e nobile delle Olimpiadi per lasciare il campo alla legge del più ricco, del più forte,  e degli sponsor. La dimensione di lealtà, onestà, “pacifismo”, sana competizione pensata dal rifondatore ottocentesco dei giochi barone De Coubertin è per così dire scomparsa sotto la pioggia di polemiche sull’assenza dei diritti umani in Cina.  Del resto la loro presenza in una nazione che è retta da un partito unico al potere e perdipiù comunista sarebbe una cosa più unica che rara. Questo che per universale carità vogliamo chiamare esilio è avvenuto sotto il peso degli interessi dei generosi sponsor, sotto il gretto calcolo della politica intesa dal suo lato peggiore, sotto i bizantinismi diplomatici usati dal sedicente “mondo libero” per evitare le ritorsioni del “Grande Drago” con gli occhi a mandorla. Qui non si vuol da parte di chi scrive giudicare la quinta parte della razza umana, milione più o meno che sia, ma constatare l’assenza ormai palpabile del piccolo quotidiano eroismo che era dato dal mito sportivo, onorevole surrogato di tante fantasie eroiche morte da secoli o comunque perdute in questa contemporaneità. E’ evidente che l’aspetto eroico esige una condizione di dedizione e di sacrificio ad una causa che nel suo tendere a un fine alto rappresenta quanto di meglio può fare l’essere umano in quella situazione e in quel momento, sempre che non si parli di leggende che parlano di esseri divini. In quel caso si può leggere il tutto come allegoria della condizione umana. Nel mondo umano c’è anche bisogno d’eroi, anche finti. Servono a rappresentare la differenza fra ciò che è possibile e quella cosa che è la sconvolgente banalità del quotidiano dei molti, fra ciò che è poco, desiderabile, grande, nobile e quel che è molto meschino, oscuro, quotidiano, ordinario nel senso peggiore del termine. Segnare le differenze è importante; senza le differenze si perde anche la sanità mentale, un mondo umano omogeneo tendente allo squallido, all’interesse, all’egoismo illimitato, alla ricompensa sottobanco più che una realtà è una dannazione fatta a misura di questo tempo e di questo luogo. Piace quindi pensare ad un esilio, dove la triste vicenda Olimpica è uno dei tanti episodi, auspicando ovviamente che sia possibile ritrovare un giorno se non Dei ed eroi in carne ed ossa almeno una decente trasposizione di quel che essi hanno rappresentato nella fantasia e nel racconto. Ma mentre scrivo quel ce deve accadere accade e il vecchio mondo di fantasie e speranze si dissolve, mostra la sua essenza di sogno e ciò che resta è lo squallore di un concreto che più venale e materiale di così potrebbe essere.

Questo esilio si annuncia più patetico che tragico.


IANA per Futuroieri
http://digilander.libero.it/amici.futuroieri 




15 aprile 2008

ALTI, BIONDI E CON GLI OCCHI AZZURRI

Con lodevole zelo le nazioni del sedicente “mondo libero” e in sordina il comitato olimpico scoprono che sussiste un problema di diritti umani fra il Tibet e il governo della Repubblica Popolare Cinese e di autonomia politica fra la nazione tibetana e la Cina comunista. Questa scoperta è il risultato, così almeno sembra, delle clamorose proteste scoppiate in tutto il pianeta azzurro, della repressione a mano armata portata avanti dal governo cinese, e dalla clamorosa campagna di propaganda politica e informazione che il governo cinese sta portando avanti per difendere la sua condotta in merito ai fatti tibetani e non solo. C’è da chiedersi in quale pianeta siano finora vissuti i leader politici del sedicente “Occidente”, e i responsabili del comitato olimpico e tanti giornalisti e manager che oggi sembrano cadere dalle nuvole, e c’è da chiedersi dove ci porteranno visto l’alto tasso di ingenuità e imprudenza fin qui mostrato. Che cosa si pretende da un regime comunista a vocazione totalitaria che non ha mai fatto mistero di essere guidato e sostenuto da un partito unico al potere?

Che sia comunista a giorni alterni?

Cosa si pretende mai da questi cinesi?

Forse che siano democratici, rispettosi delle minoranze, non comunisti, e magari pure alti, biondi, e con gli occhi azzurri?

Certo quest’ultima condizione sarebbe straordinaria, da videogame; si pensi all’attrice Gong Li (Lanterne Rosse, L’imperatore e l’assassino, La Città Proibita) con due metri di statura capelli color platino e gli occhi azzurri, magari pure tondi e non a mandorla. L’effetto sarebbe dirompente, un po’ come una Cina non più comunista che dispiega al pieno le sue potenzialità umane e industriali. Semplicemente gli ex sudditi del Celeste Impero in questo caso diverrebbero nel giro di questo secolo, per usare i termini da società per azioni che tanto piacciono ai nostri leader da operetta, gli azionisti di maggioranza della composita razza umana.  E detterebbero con più vigore e a maggior ragione le loro regole al resto del consorzio umano.

Se per denaro si svendono le Olimpiadi e la dignità degli esecutivi del sedicente “mondo libero” è giusto che chi compra, in questo caso la Cina comunista, faccia ciò che vuole della merce. Personalmente ritengo ogni amante dello sport e della competizione dovrebbe guardare le novelle Olimpiadi dal punto di vista morale con lo stesso rispetto che è dovuto a un barattolo di conserva di pommodoro scaduto e ruggininoso. Altro che De Coubertin, qui ci vuole la raccolta differenziata. Per quello che riguarda medaglie, record, potenza degli atleti l’ammirazione certamente non potrà non esserci, anche se la cosa meritava miglior causa l’essere umano che si spinge ai limiti delle sue capacità intellettuali e fisiche merita comunque stima. Ci dovrà pur essere qualcosa di alto in questa triste vicenda della svendita di queste Olimpiadi, in modo da poter vedere nettamente la statura morale di chi sta vendendo un tanto al chilo quel poco di buono che è da attribuirsi al cosidetto “Occidente”. Del resto chi può in questi tempi funesti dove il denaro è Dio distinguere fra un’Oriente immaginario e un altrettanto fumoso concetto di Occidente; qui e ora il denaro è Dio, è il potere, è il principio e la regola, è il nuovo sovrano degli umani e nel suo regno tutto è uguale perché è sempre notte senza stelle e i colori e le forme di uomini e cose  non si distinguono.

IANA per Futuroieri
http://digilander.libero.it/amici.futuroieri
 




10 aprile 2008

LE RAGIONI DEGLI ALTRI

Sul Quotidiano City del giorno 8 aprile 2008 è apparso un breve articolo in un box a firma dell’ambasciatore Sergio Romano, il titolo era chiarissimo: “Ai giochi nessun boicottaggio ”.

Quello che scrive l’ambasciatore merita una ruiflessione perché fra l’altro questo afferma:”…un boicottaggio delle Olimpiadi, o addirittura dei prodotti cinesi, è difficilmente immaginabile. Anzitutto perchèla Cina reagirebbe; in secondo luogo perché l’economia occidentale è fortemente collegata a quella cinese: urtare la Cina si rivelerrebbe quindi un boomerang. Quanto al Tibet, poi, l’opinione pubblica occidentale ha idealizzato i monaci, considerandoli icone del pacifismo e dei diritti umani: ma la loro è una lotta contro la modernità. La società cinese sta già cambiando , e molto. Tentando di forzare i tempi del cambimento potremmo ottenere risultati opposti... ”. Ora prendendo per buone le parole di antica saggezza dell’llustre personaggio mi viene da fare una considerazione. A partire dalle ragioni degli altri.

Per ragioni degli altri non intendo le ragioni dei monaci o del Dalai Lama o delle molte minoranze presenti in quello che fu il Celeste Impero, ma le ragioni del piccolo individuo del sedicente e inesistente “Occidente”, del tipo che paga le tasse, non è ricco, ed ha un lavoro dipendente.

Dal 1991 risorse preziose di mezzi, armi, denari, donne e uomini in Europa e negli Stati Uniti e in quel che oggi resta del fu l’Impero Inglese sono state spese per le note “avventure militari” in Iraq, in Somalia, nell’ex Jugoslavia, in Afganistan. Guerre a modo loro piccole per coloro che da “occidentali” superiori in armi e mezzi attaccano i cattivi di turno, tutte motivate ufficialmente dalla difesa dei diritti umani, della libertà religiosa e di coscienza dalle violenze settarie, per la libertà del mondo umano e contro i crimini dei regimi antidemocratici, integralisti, e orrore degli orrori, anche un poco “comunistoidi”. Oggi dopo miliardi di euro spesi orrendamente in redenzioni universali, espresse nella forma dell’invasione militare della NATO e di attività varie degne del grande inquisitore Torquemada, dopo innumerevoli bombardamenti e affini sui malvagi barbari che avevano sfidato la libertà del mondo, dopo occupazioni militari di territori vastissimi, dopo le molte amorevoli cure che i paesi liberi hanno profuso verso le popolazioni tapine e vessate – ripagate dai beneficiati con feroce ostilità e talvolta con una fierissima guerriglia- davanti a una cosa clamorosa come il Tibet i campioni della libertà alzano le braccia in segno di resa. Non possiamo, non dobbiamo, non vogliamo sembrano voler dire i nostri condottieri del mondo libero. Allora è giusto considerare questo “Occidente” una finzione oscena, un regno dove c’è una legge: quella del pugno degli antichi germani che si rovesciarono sull’Impero Romano d’Occidente annientando la sua civiltà, quelli davvero barbari; e che barbari! La forza bruta, espressa oggi dal potere del denaro e nello specifico dalla ricchezza in dollari controllata dal governo cinese, è l’unica regola. Se ne deduce che i “dittatori” mascalzoni che sono stati puniti in questi 17 lunghi anni dai volenterosi campioni della libertà sono stati puniti perché troppo deboli per difendersi. Poggia su gambe piccole e su braccia corte questa libertà “Occidentale” che è debole con i forti e forte contro i deboli. Perché dovrei continuare a pagare per questa cosa meschina e ripugnante, perché devo essere come europeo e italiano costretto a prendere posizioni pro “avventure” militari se puniscono coloro che non possono difendersi e devo restare a casa alla televisione, magari a vedere la Olimpiadi di Pechino, se i cattivi di turno sono forti e possono gastigare a dovere gli eserciti e gli uomini d’affari del mondo libero. Facciano pure lorsignori il loro sporco e vile “Occidente” ma lascino fuori da questa oscena, turpe e deplorevole montatura mediatica ciò che siamo come Europa continentale, come Italia, come civiltà. L’Occidente di lorsignori è solo ed esclusivamente il mondo Anglo-Americano, protestante, WASP, non europeo, e non ha senso per l’europeo che vive del suo lavoro credere di avere qualcosa in comune con le minoranze di ricchissimi che esercitano il potere in quelle lontanissime terre separate dall’Europa dalle vastità oceaniche e dalle insormontabili differenze di visione politica, di cultura e di lingua. E’ bene che l’Europa sia ciò che può essere e l’Atlantico separi ciò che tutto divide.

IANA per Futuroieri
http://digilander.libero.it/amici.futuroieri 




10 aprile 2008

PARLA COME MANGI

Un tempo nel Belpaese era comune usare l’espressione “parla come mangi” per invitare un tale ad usare un linguaggio comprensibile ai suoi interlocutori evitando loro dei fastidi interpretativi.

Così è da un po’ di tempo a questa parte per le note vicende del Tibet, dove finalmente si sta usando un linguaggio meno “politichese” e sinceramente concreto. A questo proposito Philip Golub economista e giornalista del prestigioso Le Monde Diplomatique sul quotidiano gratuito City del 8/04/2008 ricorda in una breve intervista che la Cina è un gigante economico, la terza potenza industriale del pianeta, boicottarla è qualcosa “fuori dalla realtà”, e forse temerario perchè il gigante, anzi il “Drago” potrebbe restituire la scortesia a modo suo. Del resto precisa lo studioso “…quasi tutte le multinazionali esistenti al mondo investiono in Cina. “.

Questo è il grande mistero, che non è mai stato un mistero, che nascondono i nostri campioni della libertà. I potentati finanziari ed industriali del sedicente “mondo libero” per brama di ricchezza e per trovare l’occasione di sfruttare risorse, mercati, e popolazione hanno contribuito a trasformare un regime comunista in una potenza imperiale di livello planetario ed ora sono i loro sistemi politici e l’opinione pubblica dei paesi “democratici” che devono piegarsi alla volontà dei leader politici del fu Celeste Impero. Politica e opinione pubblica a questo punto in cui siamo arrivati devono mandar giù ogni rospo crudo che costoro gli mettono sotto il naso. Stavolta, paradossalmente, i comunisti cinesi ci fanno un favore di carattere generale: ci fanno vedere, e toccare quasi con mano, la viltà e il cinismo amorale dei nostri sedicenti “sistemi democratici”, e anche quanto siamo divisi, impreparati e sostanzialmente indifesi davanti ad una volontà politica forte ed unitaria che si dota di adeguati strumenti persuasivi. Non si salva neanche per sbaglio il Comitato Olimpico Internazionale dalla pessima figura. Per come stanno andando le cose forse sarebbe bene abolire le Olimpiadi, in quanto gli ideali pacifici e sportivi decubertiani, il rifondatore ottocentesco delle Olimpiadi, da tempo malati sono morti sulla strada per Lhasa. In tanta disgrazia potrebbe esserci un dato positivo, che è la crescita della distanza fra tanta parte della pubblica opinione e i potentati politici e finanziari che dominano le nostre democrazie malate e senescenti.

Tuttavia, si sa alle volte a pensar male si capisce qualcosa che non è visibile, vien fatto di credere che l’improvvisa ostilità verso il regime cinese sia motivata anche dall’invidia sociale di tanti che osservano l’emergere anche nei paesi “Occidentali” di un ceto di cinesi benestanti immigrati nelle nazioni “democratiche” che può accedere a beni di lusso e servizi in un contesto di recessione economica. L’esplosione di passione democratica e umanitaria potrebbe quindi nascondere anche questo tipo di avversione, probabile che dopo i giochi si formi una fobia anti-cinese come non si vedeva dai tempi del maoismo che si contrapponeva al modello capitalista. Quale che sia la sorte dei nostri sistemi “democratici e occidentali” è certissimo che si sono rivelati deboli, contraddittori, timorosi delle ritorsioni del gigante cinese, in una parola, tanto amata dai potenti della finanza e dell’industria, “non competitivi” davanti al gigante asiatico. C’è da chiedersi come cittadini che cosa resta da fare: se porsi con urgenza il problema del fallimento delle democrazie e delle loro ideologie umanitarie o aspettare che gli eventi ci regalino nuove amare sorprese e rinnovate manifestazioni di malfede politica e comprovate attestazioni d’impotenza.

IANA per Futuroieri




25 marzo 2008

SCUSATE MA... IL TIBET ?

Dov’è il Tibet viene da chiedersi a questo punto, dopo che da settimane gli utenti televisivi, e non solo, sono tempestati di litanie rozze e sgraziate sul fatto che per ovvie ragioni di cassa non si può dar addosso al regime comunista cinese e occorre buttar giù il rospo di vedere i giochi olimpici trasformati nell’idolatria della Repubblica Popolare Cinese.  Non è bene prendersi in giro,  a meno di un miracolo questo sarà il finale di partita: qualche anima bella protesterà per le repressioni brutali e l’assenza di diritti umani, i governi sedicenti “occidentali” passeranno all’incasso per l’appoggio politico dato al regime comunista, una parte cospicua della loro opinione  pubblica masticherà amaro e guarderà basita l’emergere della potenza asiatica, gli atleti guadagneranno o perderanno medaglie, la Cina ormai impero globale se avrà fortuna con i giochi  avrà forse la forza di giocare la sfida finale per Taiwan e per il dominio su questo nuovo secolo, sponsor e affaristi troveranno i loro tornaconti con buona pace dello spirito Olimpico e dei diritti umani.  Ormai con la dichiarazione dei “Diritti dell’Uomo e del Cittadino” ci si può incartare il pesce ai mercati generali, perché continuare ad infastidire quelle lontane genti dell’Asia con cose che non stanno più né in cielo, né in terra?.  C’è chi dice che il governo cinese ha mostrato il suo volto idiota e ottuso, che ha ripetuto errori del passato, che non conosce altro sistema che la violenza, la calunnia verso i nemici, e che un giorno sarà sconfessato dal progresso economico e scientifico e dal suo stesso popolo.  Io che non credo al progresso come lavacro dei mali dell’umanità, esso è frutto semmai di passioni ed egoismi e anche di genio e volontà prometeica ma non certo di misticismo esoterico, mi permetto di dubitare di tutto questo.  Il regime è solido e proprio la debolezza dei suoi nemici e le grandi possibilità di sviluppo del fu Celeste Impero lo rendono la Nazione-continente che si proietta come la nazione leader della razza umana in questo secolo, i cinesi queste cose le sanno benissimo e uniscono alla volontà di potenza un nazionalismo elementare e genuino che in Europa si è perduto da diversi decenni.  Queste cose del resto sono note a chiunque si sia interessato della crescita della Cina e della sua proiezione di potenza economica politica e diplomatica in tutti e cinque i continenti.  Ripeto in questo pezzo  non solo dei luoghi comuni ma anche delle analisi degne di fede.

C’è da chiedersi semmai, e qui la cosa si fa interessante, cosa diavolo sia questo “Occidente” che la mattina fa le pulci a Russi, Cinesi, Serbi e la sera fa il suo in Iraq e in altri tristi luoghi della terra.   Sarebbe poi ora di farla finita con l’includere nel sedicente “Occidente” l’Europa continentale, l’Occidente è atlantico, ossia  è USA più UK, è solo ed esclusivamente la proiezione della volontà imperiale dei popoli di cultura Aglo-Americana e di alcune elites internazionali favorevoli ai loro disegni egemonici.  Chi ha vera fede negli Stati Uniti è occidentale, chi non li ama non lo è.  Questo va detto con forza, a scanso di equivoci. Semmai c’è per l’Europa Continentale la necessità di costruire un suo concetto di essere Occidente, questo sì consacrato dalla storia e non dai pubblicitari  pagati un tanto al chilo, che sia altro rispetto al mondo Anglo-Americano il quale è diverso da ciò che in tempi recenti loro stessi hanno chiamato la Vecchia Europa. Prima di queste cavolate sui diritti umani a go-go e dello scontro di civiltà non c’era bisogno di tirar fuori la favola dell’occidente.  Bastava dire NATO&Capitalismo e tutti capivano di cosa si trattava.   In questa triste vicenda delle olimpiadi cinesi c’è almeno un lato positivo, la maschera è stata tolta e il regime comunista ha voluto vedere il volto dell’Occidente Democratico, Progressivo, Buono, Leale, Statunitense, forse Cristiano, e più di ogni altra cosa Umanitario. 

Non c’era un volto, perché non esiste l’occidente.

IANA per FuturoIeri  http://digilander.libero.it/amici.futuroieri



sfoglia     marzo        maggio
 







Blog letto 1 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom

ISCRIVITI: "no-globalizzazione" direttamente nella tua casella email