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16 luglio 2011

Una riflessione sulla crisi da parte di Franco Allegri



Volentieri pubblico per i lettori del Blog questa riflessione sulla crisi di Franco Allegri.


Diario della crisi: 2011 - quarantunesimo mese di 84.

i mesi "relativamente duri" della degenerazione sociale!


SULLA CRISI

Il disastro in corso è chiaro da gennaio, come minimo!

(verso la teoria di Lester R. Brown)

13/07/2011

Di F. Allegri

Da più di tre anni scrivo questo diario della crisi e si può dire che ho previsto tutto e soprattutto che tutto quello che è accaduto era prevedibile: sia i fatti che i momenti e talvolta entrambi!

Non avevo pensato alla guerra di Libia ovvero agli interessi inconfessabili dell’Italia, ma avevo detto (e l’avevo chiaro in me) che marzo sarebbe stato un mese cruciale per I DESTINI DI QUESTO NUOVO ED ENNESIMO ANNO DI CRISI.

Come dico nel titolo: “Il disastro in corso è chiaro da gennaio, come minimo!”

Oggi darò una prima spiegazione, ma nei prossimi giorni una mia periodica traduzione degli scritti di Lester R. Brown mi permetterà quell’approfondimento che il pensiero politico ed economico italico non può fare. Io lessi quello scritto a gennaio!

Oggi farò le premesse necessarie a quello scritto.

Questa non è una crisi come ce ne sono state tante e spesso: è qualcosa di diverso e peggiore anche rispetto alla crisi del 1929.

E’ la crisi del mondo occidentale così come lo crearono e studiarono i poteri forti e gli stati imperiali dominanti dopo la seconda guerra mondiale.

Va in crisi l’ideologia liberal democratica e nasce il terzo capitalismo che sarà caratterizzato dai dissidi tra i vecchi stati dominanti democratici e ricchi da un lato e le grandi nazioni in via di sviluppo guidate da dittature o da pseudo democrazie fragili, popolose e senza delle illusioni sullo sviluppo inevitabile.

A fine gennaio la Tunisia era già in fiamme e l’Egitto era vicino al colpo di palazzo, qualcuno pensava anche all’effetto domino nei paesi arabi del mediterraneo …. tutti sistemi politici che erano clienti buoni della nostra industria e tutti alleati del nostro governo di minoranza e senza un progetto politico.

Lester Brown ha dato una spiegazione originale a questa crisi mondiale.

Da un lato ci sono gli scritti che ho tradotto nelle scorse settimane e che spiegano gli aumenti mondiali del prezzo del grano e di tutti gli alimenti basilari per popolazioni povere e giovani.

Questa è la penuria del pianeta che scalda a livello parziale, ma ad essa va aggiunta la bomba demografica.

Lester Brown ha fatto questa ricerca incrociata nei paesi che sono crollati fino ad oggi e presto vi darò i risultati della sua fatica.

L’aggravamento della crisi è dietro l’angolo e i sacrifici che continuano a chiederci si riveleranno vani, certamente nel medio e lungo termine, forse anche a breve.

Al momento continua la stretta alleanza fra i poteri forti americani e la dittatura Cinese e questa ha tanti inconvenienti: in primis danneggia anche i cittadini americani, sia gli elettori democratici che quelli repubblicani. A lungo termine la situazione si complica e io penso come Lester Brown: questo non è lo sviluppo possibile per la Cina; è un abbraccio mortale e forse anche una strada senza ritorno per quel regime.

L’Europa unita a livello bancario e monetario è in mezzo, tra la dittatura popolosa e l’impero impoverito e mal amministrato!

Mi direte che la Cina aumenta il PIL del 10% annuo?

Mi direte che Giannino (chi?) ha previsto la parità di PIL tra USA e Cina entro il 2019 (per altri anche prima)?

Io vi rispondo qui che il PIL cinese è un falso gonfiato da quell’inflazione che caratterizza tutti i boom produttivi dell’industrializzazione pesante e inquinante: anche la Cina ha la sua bolla e la circonda con problemi seri di sovra – popolazione, inquinamento, impoverimento dei terreni agricoli, aumenti vertiginosi di tutte quelle malattie che caratterizzano le nostre nazioni.

Io voglio aggiungere altre considerazioni strettamente correlate.

Il capitalismo imperiale e dittatoriale non garantirà i livelli di consumismo conosciuti in passato.

E’ luglio e la gente va al mare solo il sabato e/o la domenica. Ecco spiegato l’affollamento delle nostre spiagge: sono tutti a casa e le agenzie non faranno il tutto esaurito nemmeno ad agosto.

L’apatia dei giovani fa il resto specie se accompagnata dei limiti della nostra classe dirigente che nessuno ha selezionato con criteri moderni.

Siamo a tutti gli uomini del Presidentissimo e del governicchio.

Come si fa ad avere un governo di minoranza in momenti così difficili?

Semplice, bastano opposizioni divise e spesso incapaci di valutare quello che accade e accadrà.

Il resto lo fa il mediocre interesse di bottega e la perversione generalizzata e diffusa in ogni ceto sociale e politica!

Auguri Italia, ne avrai bisogno!

Verrà la crisi e farà quel che vuole!

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16 luglio 2011

Le Tavole delle colpe di Madduwatta - La Recita a Soggetto: debiti e politica


Le Tavole delle colpe di Madduwatta

La recita a soggetto: debiti e politica

Anno 2010 estate, nel villino di periferia di Vincenzo si presentano di notte lo zio Francesco e lo Zio Marco Pisani preoccupati da uno strano annuncio.  I due dopo anni si parlano di persona.

Francesco: Ecco che esce fuori il fascista! Ti pareva che non invocasse l’uomo forte, un duce un tanto al chilo. Son morti quei tempi, oggi la gente vuole la pornografia a gratis in rete, i soldi facili, mandar a farsi ammazzare nelle guerre per gli stranieri i figli dei disoccupati e dei poveri, la macchina, l’appartamento, le rendite, cinque pasti al giorno e la vita comoda. Altro che marce, problemi, fatica, e per rancio la gavetta con la minestra riscaldata. Fare l’impero, essere potenza, ma quando mai; siamo la mezza pensione di tutti gli eserciti che a turno bivaccano in questa sfortunata penisola da secoli attraversata da eserciti stranieri e dominata da potenze imperiali. Un popolo invecchiato, impaurito, impoverito e svaporato, con una gioventù smarrita e priva di vero sostegno che cosa può chiedere dal destino: un dittatore o piuttosto un pappone proveniente dalla fila della delinquenza comune?

Marco: La tua cattiveria è pari alla tua insensibilità verso ogni valore. D’accordo forse non sono proprio un patriota, ma il mio discorso resta valido. La cancrena si cura con l’amputazione e i nostri mali hanno bisogno di cure radicali. Riguardo a queste guerre devo dire che non sono le nostre. A che servono? In fondo servono solo a creare debito, e chi controlla il debito controlla le leve del potere e quindi l’economia, il commercio, lo Stato. Un blindato  armato costa almeno un milione di Euro, a un certo punto uno stato deve scegliere. Che fare di questo milione? Ci costruisco un asilo nido, faccio un giardino pubblico per gli anziani, sistemo le strade di una città di provincia, faccio costruire un monumento, offro borse di studio o compro un veicolo blindato per qualche guerra inutile che forse frutterà qualche appalto per la ricostruzione e qualche affare per le banche? Ma la guerra costa, e per pagarla occorre fare il debito, il debito pubblico. Chi acquista il debito assume il controllo o quantomeno ha una potente arma di ricatto nei confronti della politica e di tutto ciò che ci gira attorno. Perché Cina e Giappone  hanno quote significative del debito pubblico Statunitense, è evidente che così cercano di esercitare una pressione sull’amministrazione Obama. E come sono arrivati gli USA a tutto ciò: le spese militari che da una parte dissanguano le casse della loro Repubblica ma dall’altro gli danno l’egemonia globale. Perché chi ha la forza delle armi esercita un grande potere e può permettersi di far lievitare i debiti e di viverci sopra.

Ingegnere: Il mio ultimo viaggio in Cina è stato determinato da un noto calcolo che indica come nel 2010 l’Asia avrà in mano il 10% dei consumi globali e la crescita sostenuta di quel continente porta a pensare che entro il 2030 determinerà il 30% dei consumi globali. Per la verità io non credo a queste statistiche, la statistica è quella cosa per cui se io mangio un pollo con patatine intero e voi saltate il pasto può risultare che dividendo per tre il risultato tutti e tre abbiamo mangiato un terzo di pollo con contorno. Evidentemente in questa storia della crescita in Asia c’è chi vince e chi perde. Comunque mi risulta corretto questo dato della crescita della potenza cinese e aggiungo anche di quella indiana. Personalmente credo solo ai dati numerici che posso controllare o di cui trovo qualche riscontro. Per esempio come si può esser sicuri della solidità di un sistema economico se la speculazione e segnatamente la speculazione su case e fabbricati falsa la realtà. Quando l’economia si è fatta virtuale e la moneta è diventata elettronica è stato possibile negli Stati Uniti creare un mercato immobiliare drogato da milioni di mutui concessi a soggetti poveri o marginali  o che semplicemente vivevano di lavori precari. Di per sé non era una cosa sbagliata: molti di questi soggetti appartenevano a minoranze svantaggiate o erano di colore e la casa poteva essere un primo passo per mitigare le tensioni sociali e la disparità dei redditi, qualcosa però non ha funzionato, il grande piano si è rotto, la crescita non c’è stata, le forze che sostenevano il grande affare sono sparite e la situazione è precipitata. Questi poveri con mutuo  che poi non sono riusciti a pagare le rate, la catena dei prestiti facili ha messo in moto una macchina di pignoramenti e fallimenti che ha rovinato interi quartieri e successivamente le stesse banche. Che te ne fai di una schiera di case pignorate in un quartiere degradato e che nessuno vuol comprare perché non ci sono i soldi per farlo? Mi risulta inoltre che sono sorti diversi problemi legali relativi al pignoramento delle case, temo che davanti all’evidenza di questa cosa colossale i pignoramenti non verranno fatti o comunque andranno per le lunghe. Quei mutui subprime se non ci sono nemmeno gli immobili a garantirli valgono meno di zero. Comunque ora questa vicenda assume contorni terribili, sembra che la crisi abbia causato perdite nel sistema finanziario e bancario globale per 4.100 miliardi di dollari, la stima è del FMI.  Questa è recessione, altro che storie, e quei miliardi si sono dissolti.

Francesco: Il denaro è una convenzione, almeno da quando non è stato più coniato con l’argento o l’oro da re, principi, sommi sacerdoti e così via. Un pezzo di carta è un pezzo di carta, un tondo d’oro o d’argento con il profilo di un re o uno stemma è un fatto concreto. Mi par chiaro che se questi morosi avessero dovuto pagar in monete d’argento o d’oro questa storia non sarebbe mai iniziata. Siamo alle solito i poteri bancari fanno fare il debito pensando di controllare debito e debitore e guarda un po’ che caso: salta il banco. Il potere finanziario e bancario finisce con il perdere il controllo sul mostro che ha creato e la politica per anni presa in giro per la sua imperizia nel gestire le cose dell’economia deve salvare le banche dal fallimento in America e in Europa. Alla fine i profitti sono privati e i danni pubblici. Questa è la logica dello stronzo che mette la fabbrica in un paese di disperati, e io ne so qualcosa, inquina e sfrutta certo dell’impunità. Poi fatti i soldi molla tutto, sparisce spesso con la cassa e rincomincia in un paese diverso. Qui da noi c’è troppa tolleranza per la feccia tra le file dei colletti bianchi. Personalmente dò la colpa alla chiesa Cattolica che perdona con troppa facilità, alla televisione che è cattiva maestra e al popolo italiano che è ignorante e cattivo e ai finti intellettuali nostrani che corrompono la cultura e le masse.

Ingegnere: A questo punto ricordo che siamo perfino un popolo di poveri, quanti saranno ormai dopo quasi tre anni di crisi i poveri in Italia, forse sei milioni, forse sette, forse otto? E quanti quelli che hanno perso la testa, che non studiano più, che non cercano più lavoro,  che sono  delinquenti?

Francesco: Di sicuro i poveri sono almeno otto milioni, l’ipotesi peggiore è senz’altro quella che s’avvicina al dato reale. Vi devo chiedere una cosa… Non è che il nipote per non pagare la cena ha usato qualche trucco che so quello del somalo, delle svedesi, del cinese; lui ne è capace.

Ingegnere: Per la verità no, è stato un caso, almeno credo.

Marco: Il trucco delle svedesi è quello di arrivare con due ragazze e far pagare il conto al quarto che fa da pollo con la scusa che non si può far pagare le signore e poi ci si rifà, quello del somalo è portare uno di colore e dire che viene dalle ex colonie e provare a impietosire il pollo che offre la cena a tutti e due con qualche storia strappalacrime, il cinese è infilarsi dentro una situazione, fare l’intruso e uscir via in silenzio prima che arrivi il conto da dividere magari con la scusa di una telefonata al cellulare o di aver lasciato la macchina in divieto di sosta.

Ingegnere: Incredibile, che storie. No. Vi ripeto un caso.

Francesco: Sinceramente, se si è comportato male porgo io le scuse

 Marco: Senta, facciamo così, bastano un cento euro per il disturbo?

Francesco: Che pazzia è mai questa paghi per il nipote, e tutto insieme!

Ingegnere: Via su metta a posto i soldi, troverò un modo per farmi saldare, non dubiti.




8 luglio 2011

Una nuova traduzione di F.Allegri sulla speculazione sui grani

Scritto da F. Allegri


LA GRANDE CRISI DEL CIBO DEL 2011*
Di Lester R. Brown
www earth-policy.org
Earth Policy Release
Plan B Update
14 Gennaio, 2011
Mentre inizia il nuovo anno, il prezzo del grano è al suo massimo di sempre nel Regno Unito.

Le rivolte del cibo si diffondono in Algeria.
La Russia importa grano per nutrire il suo bestiame prima del pascolo di primavera.
L’India sta lottando con un tasso d’inflazione da cibo del 18% annuo ed esplodono le proteste.
La Cina cerca all’estero enormi quantità potenziali di grano e granturco.
Il Messico compra i futures sul granturco per evitare aumenti inimmaginabili per la tortilla.
E il 5 Gennaio l’organizzazione U.N. Food and Agricultural annunciò che il suo indice del prezzo del grano a dicembre aveva superato il più alto di sempre.
Ma mentre negli anni passati, era stato il clima che aveva causato un picco nei prezzi delle merci, ora sono le tendenze in entrambi i lati dell’equazione della domanda/offerta del cibo che guidano verso l’alto i prezzi.
Dal lato della domanda, i colpevoli sono la crescita della popolazione, della ricchezza e l’uso del grano come carburante per auto.
Dal lato dell’offerta: l’erosione del suolo, l’impoverimento delle fonti, la perdita di terre per usi non agrari, la deviazione dell’acqua da irrigazione verso le città, il calo della resa del raccolto nelle agricolture avanzate, – per l’effetto serra – le ondate di calore che seccano il grano e la fusione dei ghiacciai montani e polari.
Questi trend climatici uniti sembrano destinati a fissare un dazio sempre più alto in futuro.
C’è almeno una notizia buona ma debole sul lato della domande: La crescita della popolazione mondiale, che arrivò al 2% annuo intorno al 1970, è calata sotto il 1,2% all’anno nel 2010.
Ma poiché la popolazione mondiale è quasi raddoppiata dal 1970, noi stiamo ancora aggiungendo 80 milioni di persone ogni anno.
Stanotte ci saranno 219.000 bocche addizionali da nutrire al tavolo della cena e molte di loro saranno accolte con i piatti vuoti.
Altre 219.000 si uniranno a noi domani notte.
Ad un certo punto, questa crescita senza fine inizia a tassare sia le abilità degli agricoltori che i limiti delle terre della terra e le risorse idriche.
Oltre la crescita della popolazione, ci sono ora quasi 3 miliardi di persone che salgono sulla catena del cibo mangiando quantità più grandi di bestiame nutrito con grano e prodotti di pollame.
La crescita nel consumo di carne, latte e uova in paesi che sviluppano molto velocemente non ha precedenti.
Il consumo totale di carne in Cina oggi è già quasi il doppio di quello negli Stati Uniti.
La terza causa dell’aumento della domanda è l’uso dei grani per produrre carburante per auto.
Negli Stati Uniti, che raccolsero 416 milioni di tonnellate di grano nel 2009, 119 milioni di tonnellate andarono nelle distillerie di etanolo per produrre carburante per auto.
Quello è abbastanza per nutrire 350 milioni di persone per un anno.
Il grande investimento USA nelle distillerie di etanolo regola lo stadio per la competizione diretta fra le auto e le persone per la produzione di grano mondiale.
In Europa, dove gran parte della flotta auto viaggia con carburante diesel c’è una domanda crescente di olio diesel vegetale, principalmente dai semi di colza e dall’olio di palma.
Tale domanda di raccolti che producono olio non riduce solo la terra disponibile per i raccolti di cibo in Europa, guida anche la cancellazione della foresta pluviale in Indonesia e in Malaysia a favore delle piantagioni di palma.
L’effetto combinato di queste 3 domande crescenti è sbalorditivo: il raddoppio nella crescita annuale del consumo mondiale d i grano da una media di 21 milioni di tonnellate all’anno dal 1990 al 2005 ai 41 annui dal 2005 al 2010.
Gran parte di questo alto salto è attribuibile all’orgia di investimento nelle distillerie di etanolo negli Stati Uniti dal 2006 al 2008.
Nuovi problemi sono emersi sul lato della fornitura mentre uno vecchio come l’erosione del suolo si è intensificato e mentre la crescita della domanda annua di grano è raddoppiata.
Si stima che 1/3 del terreno agrario del mondo stia perdendo lo strato fertile più velocemente di quanto esso si forma attraverso i processi naturali
– e così perde la sua produttività innata.
2 vaste aree desertiche si formano, una tra il nord est della Cina, la Mongolia occidentale e l’Asia centrale, l’altra in Africa centrale.
Ognuna di queste fa sembrare piccola l’area desertica USA degli anni trenta.
I satelliti mostrano un flusso stabile di tempeste di sabbia in uscita da tali regioni, ognuna spazza milioni di tonnellate di preziosa terra fertile.
Nella Cina del Nord, quasi 24.000 villaggi rurali sono stati abbandonati o parzialmente spopolati mentre i pascoli sono stati distrutti dallo sfruttamento e mentre le terre fertili sono state inondate dalla migrazione delle dune di sabbia.
In paesi con una grave erosione del suolo, come Mongolia e Lesotho, i raccolti del grano sono diminuiti mentre l’erosione abbassa le rese ed eventualmente porta all’abbandono del terreno.
Il risultato diffonde la fame e la crescita dalla dipendenza dalle importazioni.
Haiti e la Corea del Nord, due paesi con suoli erosi severamente, sono cronicamente dipendenti dagli aiuti di cibo dall’estero.
Intanto l’impoverimento delle falde diminuisce velocemente l’ammontare dell’area irrigata in molte zone del mondo; tale fenomeno assai recente è dovuto all’uso su larga scala di pompe meccaniche che sfruttano l’acqua sotterranea.
Oggi, la metà della gente del mondo vive in paesi dove l’acqua da tavola diminuisce mentre il sovra pompaggio impoverisce le falde.
Se una falda è impoverita, il pompaggio è di fatto ridotto al tasso di ricarico a meno che non sia una falda fossile (non reintegrabile), allora il pompaggio finisce del tutto.
Ma presto o tardi, la perdita dell’acqua da tavola si traduce in aumento dei prezzi del cibo.
L’area irrigata è diminuita in Medio Oriente, particolarmente in Arabia Saudita, Siria, Iraq e possibilmente in Yemen.
In Arabia Saudita, che era del tutto dipendente da una falda fossile ora impoverita per la sua autosufficienza granaria, la produzione è in caduta libera. Dal 2007 al 2010 la produzione di grano saudita è caduta di più dei 2/3.
Entro il 2012, probabilmente la produzione di grano finirà del tutto, lasciando il paese del tutto dipendente dal grano importato.
Il Medio Oriente Arabo è la prima regione geografica dove lo spreco delle scorte d’acqua sta diminuendo il raccolto di grano.
Ma i veri grandi deficit di acqua sono in India dove i numeri della Banca Mondiale indicano che 175 milioni di persone sono state alimentate con grano prodotto con il sovra pompaggio.
In Cina il sovra pompaggio da cibo a quasi 130 milioni di persone.
Negli Stati Uniti, l’altro principale produttore di grano del mondo, l’area irrigata è diminuita in stati agricoli chiave come California e Texas.
L’ultimo decennio ha testimoniato l’apparizione di un’altra costrizione ancora per la crescita della produttività agricola globale: la diminuzione del lavoro arretrato per le tecnologie non sfruttate.
In alcuni paesi avanzati a livello agricolo, gli agricoltori usano tutte le tecnologie disponibili per aumentare la resa.
In Giappone, il primo paese a vedere una crescita sostenuta nella resa di grano per acro, le rese per il riso sono appiattite da 14 anni.
Le rese del riso in Corea del Sud e Cina ora sono in avvicinamento a quelle del Giappone.
Assumendo che gli agricoltori dei 2 paesi incontrino le stesse costrizioni di quelli in Giappone, più di 1/3 del raccolto di riso mondiale sarà presto prodotto in paesi con poco potenziale per altri aumenti della resa del riso.
Una situazione simile sta emergendo con le rese del grano in Europa.
In Francia, Germania, e nel Regno Unito le rese del grano non aumentano più da tempo.
Questi 3 paesi insieme sommano quasi 1/8 del raccolto mondiale di grano.
Un’altra tendenza che riduce la crescita del raccolto di grano mondiale è la conversione di terra agricola a usi non agricoli.

L’ampliamento suburbano, la costruzione industriale e la pavimentazione della terra per fare strade, autostrade e tanti parcheggi reclamano terre agricole nella Central Valley della California, nel bacino del Nilo in Egitto e in paesi densamente popolati che si industrializzano rapidamente come Cina e India.
Nel 2011, si prevede che la vendita di auto in Cina sia di 20.000.000 – un record assoluto.
L’esperienza USA dice che per 5 milioni di auto aggiunte alla flotta di un paese, quasi un milione di acri va pavimentato per far comodo a loro. E la terra agricola è spesso la perdente.
Le città che crescono veloci competono anche con gli agricoltori per l’acqua d’irrigazione.
In zone dove tutta l’acqua è stata trovata, come la gran parte dei paesi in Medio Oriente, la Cina del Nord, gli Stati Uniti del Sud Ovest e gran parte dell’India, il deviare l’acqua verso le città significa meno acqua d’irrigazione disponibile per la produzione di cibo.
La California ha perduto forse un milione di acri di terra irrigata in anni recenti mentre i contadini hanno venduto alte quantità di acqua ai milioni di assetati di Los Angeles e San Diego.
L’aumento della temperatura rende anche più difficile l’espansione del raccolto di grano mondiale a un ritmo sufficiente a sostenere il passo da record della domanda.
I gruppi ecologisti hanno la loro esperienza: Per ogni aumento di 1 grado Celsius nella temperatura sopra l’ottimo durante la stagione della crescita, noi ci possiamo aspettare un 10% di declino nelle rese del grano.
Questo effetto temperatura sulle rese fu del tutto visibile nella Russia occidentale durante l’estate del 2010 mentre il raccolto fu decimato quando le temperature si alzarono molto sopra la norma.
Un altro trend nuovo che minaccia la sicurezza del cibo è lo scioglimento dei ghiacciai montani.

Questo è di particolare importanza sull’Himalaya e sull’altopiano tibetano dove il ghiaccio sciolto dai ghiacciai aiuta non solo a sostenere i grandi fiumi dell’Asia durante la stagione secca, l’Indo, il Gange, il Mekong, loYangtze e il Fiume Giallo ma anche i sistemi di irrigazione che dipendono da questi fiumi.
Senza questo ghiaccio sciolto il raccolto di grano cadrebbe precipitosamente e i prezzi aumenterebbero di conseguenza.
E infine, a tempo più lungo, le distese di ghiaccio sciolto in Groenlandia e Antartico Occidentale, combinatecon l’espansione termica degli oceani minacciano di far crescere il livello del mare fino a 6 piedi durante questo secolo.
Pure una crescita di solo 3 piedi inonderebbe metà della terra del riso in Bangladesh.
Ciò metterebbe sotto acqua pure gran parte del delta del Mekong che produce la metà del riso del Vietnam, l’esportatore numero 2 nel mondo.
In tutto ci sono altri 19 delta fluviali che producono riso in Asia e che ridurrebbero di molto i raccolti a causa del livello alto del mare.
L’attuale impulso ai prezzi del grano e della soia nel mondo, e ai prezzi del cibo in generale, non è un fenomeno temporaneo.
Non possiamo più aspettare che le cose tornino alla normalità perché in un mondo con un sistema di cambiamento climatico rapido non c’è un normale al quale ritornare.
I tumulti di queste ultime e poche settimane sono solo l’inizio.
Non è più un conflitto tra super potenze armate pesantemente, ma piuttosto è lo spreco delle scorte di cibo e l’aumento dei suoi prezzi – e il tumulto politico che questo scatena – che minaccia il nostro futuro globale.
Se i governi non definiranno velocemente la sicurezza e non sposteranno le spese dal militare agli investimenti per il clima, l’efficienza idrica, la conservazione del suolo e la stabilizzazione della popolazione, il mondo, probabilmente, lotterà in futuro sia con più instabilità climatica che con la volatilità del prezzo del cibo.
Se l’affare continuerà come al solito, i prezzi del cibo tenderanno solo verso l’alto.
*NOTA: questo articolo apparse su Foreign Policy Giovedì 10 Gennaio, 2011.
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Lester Brown è Presidente dell’Earth Policy Institute e autore di World on the Edge: How to Prevent an Environmental and Economic Collapse (New York: W.W. Norton & Company, 2011).
Dati, note e fonti addizionali possono essere trovati su www.earth-policy.org.
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Tradotto da F. Allegri il 30 giugno 2011.
Franco Allegri coordina l’associazione Futuroieri, è laureato in scienze politiche, nel 2008 riuscì a prevedere e spiegare il fallimento di Lehman Brother prevedendo anche la data del 18 settembre, da agosto 2009 spiega il litigio tra Berlusconi e Fini adesso lavora alla sua nuova rubrica “Wikyleaks e le nudità del re”, traduce scritti politici dall’inglese e si occupa di economia, diritto, cittadinanza. Su Facebook è Futuro Ieri.




16 maggio 2011

Su Obama: una traduzione di F. Allegri dagli Stati Uniti

L'amico Franco Allegri ha tradotto un pezzo di Nader su Obama, si tratta di una cosa curiosa e un pò retorica che critica certe scelte di questo presidente tanto amato dal suo popolo a stelle e strisce. Mi pare doveroso verso i miei venticinque lettori pubblicare il pezzo.

IL Mio Amico Barack




Il Mio Amico Barack
22/11/2010
Di Ralph Nader

Dopo quasi due anni passati, io posso immaginare George W. Bush che scrive al suo successore la seguente lettera:
Caro Presidente Obama:
Come voi sapete io sto smerciando il mio libro Decision Points e mentre faccio le interviste, la gente mi chiede che cosa io pensi del lavoro che voi state facendo.
La mia risposta è la stessa: Egli ha diritto di prendere le decisioni senza le mie critiche.
E’ un lavoro abbastanza duro anche così.
Ma le loro domande mi spinsero a scrivervi per esprimervi privatamente la mia continua ammirazione per il lavoro che state facendo.
Stupefacente!
Io parlo “in privato” perché l’esprimere i miei sentimenti in pubblico non farebbe alcun bene ad entrambi, se voi sapete cosa io vi esprimo.

Primo, Io posso credere poco alla mia buona fortuna per come la vostra politica militare e estera – “continuità” era la parola usata recentemente dal mio buon amico, Joe Lieberman – ha protetto la mia successione.
Più che protetto, vi siete dimostrato davvero capace – e talvolta potrei dire persino di più – di “calciare l’asino”come il mio Babbo diceva.
Il mio stupore piacevole va oltre ogni limite.
Il nostro Justice Department non ha perseguito nessuna azione contro i miei – per non dire D. Cheney ed Io – con le folle per le libertà civili e i diritti umani che protestano perché lo facciate.
Oltre il mare, tutto ciò che vedo sono 5 stelle.
Voi state ruggendo in Afganistan, quando spedite le nostre grandi forze speciali in Yemen, dicendo, come me, che voi andrete ovunque nel mondo per uccidere quei terroristi.

Lo fate quando diceste che avreste assassinato cittadini USA all’estero sospettati di “terrorismo” – tale notizia uscì dalla radio durante la colazione mentre mangiavo il mio grano sbriciolato e quasi soffocai per lo stupore.
Voi avete i “cajones”, amico.
Io ero esitante sull’attraversare il confine in Pakistan – ma voi, uomo, siete saltato oltre.
Persino Dick, il quale non direbbe mai ciò pubblicamente, mi disse che era impressionato.
Le Sinistre cercano sempre di ricevere le vostre politiche per mostrare me negativamente.
Hah – Esse ricevono l’inferno di un tempo duro, non è vero?
Io segreti di stato, voi segreti di stato.

Io privilegio esecutivo, voi privilegio esecutivo.

Io fermai la distribuzione dei video sulla tortura, voi mi sosteneste.

Io detenzione indefinita, voi detenzione indefinita.

Io interpretazione straordinaria, voi interpretazione straordinaria.

Io ho spedito i droni, voi ne mandate tonnellate in più che volano a 24/7.

Io ho dovuto guardare dall’altra parte rispetto al danno collaterale, voi fate lo stesso e proteggete i nostri ragazzi che lo fanno.

Io ho approvato i raid per assassini notturni, voi state aumentando la puntata specialmente da quando il Generale Petraeus assunse la carica.

Io lagnandomi per la Difesa, voi non saltando un colpo. Io permettendo alla CIA di lasciarsi andare, voi diceste loro di operare in libertà.

Io chiesi nessuna foto delle nostre truppe cadute, voi fate lo stesso, ma permettete alle famiglie di andare a Dover dove io le avrei fatte fare.
C’è una grande differenza.
Io non ho mai aperto un libro di diritto.

Voi siete un massimo giurista di Harvard e insegnante di diritto costituzionale.

Perciò quando voi fate quello che feci io, uomo, è – ciò che si dice – legittimazione!
A livello domestico, certo voi stuzzicate Wall Street, ma voi continuate il grande salvataggio dei banchieri e del loro complesso di supporto.
Certo, siete più duro con le parole, ma loro meritano ciò – ricordate che dissi che i banchieri “sembrano ubriachi” e “hanno mal di testa”.
Ciò che ottenni con tale attacco è nel come voi manipolaste le unioni e i liberal che vi seguirono con i sogni di Hope and Change.
Con quale dolcezza spiegate loro che non hanno alcun posto dove andare, proprio come di solito noi diciamo lo stesso ai nostri conservatori (ma ora sono rinati come Tea Partiers arrabbiati).
Perciò, carta di credito, single payer, gli ostacoli del mio partito alle leggi del Congresso- voi avete fatto dimenticare tutto!
Siete stato un gran presidente – seguendomi su tante cose – mantenendo tanti tagli fiscali e le protezioni, aiutando i miei amici del gas e del petrolio (la mia base), con un grande prestito al nucleare, impedendo a Zio Sam di abbassare i farmaci, espandendo il libero commercio, non facendo il duro in Cina (a mio padre piace questo), evitando la retorica della lotta di classe e così via. Volete sapere quanto confido in voi?
Anche quando denunciaste la “tortura” d’oltre mare, io l’ammisi con orgoglio, approvando il suo uso per proteggere il paese e le sue libertà.
Non consiste in quello la Presidenza, insieme all’onorare le nostre truppe e gli sforzi totali della difesa nazionale?
Sempre fedele—
George W. Bush

P.S. Mia madre Barbara è una grande seguace.
Lei chiama il vostro tempo passato Obamabush.
Acuto, sempre, per qualcuno che non ha facilità di esprimersi.
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Dite ai vostri amici di visitare Nader.Org e di iscriversi a E-Alerts.

Tradotto da Franco Allegri il 03/05/2011. Franco Allegri coordina l’associazione Futuroieri, è laureato in scienze politiche, nel 2008 riuscì a prevedere e spiegare il fallimento di Lehman Brother prevedendo anche la data del 18 settembre, da agosto 2009 spiega il litigio tra Berlusconi e Fini e di recente ha anticipato gli esiti del voto di fiducia, traduce scritti politici dall’inglese e si occupa di economia, diritto, cittadinanza. Su Facebook è Futuro Ieri.




3 febbraio 2011

Il mio commento alla traduzione di F.Allegri


iacopo nappini's Gravatar

30 gennaio 2011 at 15:12

 

Complimenti per la traduzione che deve esser stata onerosa.
Comunque il grande e premio Oscar rivela senza ombra di dubbio la profonda preoccupazione che scuote il gigante USA.
Inoltre, quasi in un gioco di paradossi, il nostro rivela che alcune critiche eccessive, agitate, scomposte che le minoranze di sinistra extraparlamentare e della destrissima nostalgica del Belpaese degli anni settanta rivolgevano al sistema USA sono vere, del tutto o in parte.


Ecco il catalogo di evidenze che si possono trarre dalla traduzione:

1. In USA esistono forme di censura Soft e talvolta Hard
2. Gli USA sono una civiltà Bellicista e capitalista
3. In USA le minoranze al potere sono più forti della somma delle disperse forze democratiche e liberali.
4. Gli USA hanno una cultura di massa, diretta dall’alto, controllata, conformista, legata a forti interessi economici, alla stregoneria di sette segrete di banchieri e finanzieri
5. Gli USA sono una potenza imperiale e pur nel vincolo di un regime sedicente “Democratico” portano avanti politiche globali di dominio e controllo
6. L’Italia uscita vinta e militarmente occupata dal tempo della disfatta Nazi-Fascista è parte della sfera di dominio e controllo degli Stati Uniti
7. La guerra è uno strumento ordinario e frequente della politica estera e interna degli USA
8. La cultura popolare e televisiva degli USA è un pezzo del sistema di Soft Power integrato perfettamente con le politiche militari e di repressione poliziesca e plagio delle masse
9. Il capitalismo USA praticando la distruzione creativa per scopi di trasformazione e sopravvivenza del sistema permette l’esistenza di soggetti alla Moore. Essi sono utili per dissolvere i vecchi poteri e per far emergere i nuovi. Elezione di Obama docet. Senza il lavoro iniziato dallo “spaccaferro” Moore e altri come lui in tanti avrebbero avuto difficoltà a dar un calcio al patriottismo millenaristico-repubblicano di Bush e dei suoi.
10. Non c’è oggi in Italia un soggetto politico che pensa la contemporaneità nella sua minacciosa natura, solo gruppi dispersi e singoli si rovinano domeniche, pomeriggi e parte dell’esistenza per tracciare qualche provvisoria certezza in questo presente che va verso la dissoluzione di vecchi poteri e l’emergere di nuove forze dominanti. Il tutto nel silenzio, nell’ostilità, nel disprezzo dei molti che sono italiani e italiane e vogliono vivere sperando nel miracolo di un passaggio televisivo, di una raccomandazione ben fatta, di una vincita miracolosa alla lotteria, nell’intercessione sacra di un Santo Protettore della famiglia.


Ancora una volta il grande specchio degli Stati Uniti rivela come l’Italia non si sia compiuta, la maggior parte della popolazione sia terrorizzata dal presente e ami svendere il furturo dei figli e nipoti per vivere la farsa tragica di una realtà di cose allucinate e deformi. In questo il gigante a stelle e strisce si rivela pragmatico, intelligente, abile, efficace. C’è in prospettiva da cambiar le facce e i sistemi del potere per salvare il potere nella sua essenza e nella sua natura. Spazio a questo Moore. Se riesce a creare certe condizioni di trasformazione della realtà e del suo racconto è bravo e avrà il suo pezzo di sogno Americano, se fallisce è un perdente, avanti il prossimo…
Non sempre l’intelligenza e la forza del potere che è dominio e controllo sulle civiltà umane e sulle risorse planetarie s’esprime con finezza e talento; talvolta i metodi possono esser rozzi ma efficaci.




11 novembre 2010

Una nuova traduzione di Allegri sulla crisi statunitense

7/11/2010

Di F. Allegri

Dennis è stato rieletto per l'ottava volta e questa è una sorpresa! Tale sentimento si accentua leggendo i temi iniziali della sua lotta politica.

Li trovate qui sotto.

 

Dennis Kucinich: Afganistan, L’Ambiente e il Controllo Societario del Processo Politico

30/06/2010

Di Dennis Kucinich

Caro sostenitore:

D. Kucinich manda un messaggio basilare sull’Afganistan, la perdita di petrolio nel Golfo del Mexico e l’influenza del denaro societario sulle elezioni federali.

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Ciao, da Dennis.

Come sai, conduco lo sforzo di cercare di fermare la nostra nazione dal continuare il suo tragico errore in Afganistan.

Raduniamoci, America, per dire che è ora di finire la guerra una volta per tutte: proporre una data e sostenere la fine della guerra nel 2011, 2012.

Possiamo andare lentamente verso la fine di questa guerra per un altro decennio. Questo non è accettabile.

Non è accettabile a causa della perdita delle vite delle nostre truppe, della perdita delle vite di civili innocenti, del governo corrotto dell’Afganistan, perché non c’è modo di vincere e di stabilire una democrazia laggiù, perché non possiamo sostenere la guerra, perché abbiamo a casa delle cose che vanno curate: creare lavoro, salvare le case, aiutare a ricostruire le nostre città.

Non possiamo più permetterci questa guerra in nessun modo, aspetto o forma.

Perciò continuerò i miei sforzi non solo per creare un dibattito, ma anche per costruire i voti per far si che quando il finanziamento della guerra sarà ridiscusso, noi raccoglieremo un voto anche più forte per uscire dall’Afganistan.

Chiedo il vostro supporto continuato a questo sforzo, non solo il vostro sostegno finanziario – ma il vostro sostegno morale.

Ti chiedo di parlare ai tuoi amici e vicini, di diffondere la parola che ci serve il venir via dall’Afganistan.

Noi dobbiamo portare una nuova direzione nella nostra posizione internazionale.

Noi dobbiamo finire la Guerra in Iraq.

Sappiamo che la guerra era basata sulle bugie.

Ora gli americani devono continuare a concentrarsi su cosa accade in Afganistan – il livello di corruzione che cresce è dannoso non solo per la credibilità della nostra nazione, ma danneggia pure ogni speranza che potremmo avere di raggiungere la pace nel mondo.

Chiaramente un nuovo approccio è necessario.

Mentre il petrolio esce ancora dal fondale del Golfo del Messico, io ho portato nel dibattito alla House un emendamento che limiterebbe la capacità delle imprese petrolifere, che trivellano nella piattaforma continentale esterna, di essere capaci influenzare le elezioni federali.

Siamo consapevoli che il caso alla U.S. Supreme Court (Citizens United) è stato devastante per la nostra capacità di avere un controllo reale sul nostro processo politico. Sappiamo che il caso Buckley v. Valeo – da la parola a quelli che hanno denaro, ma se voi non avete denaro non avete libertà di parola – avrà un impatto severo sul processo elettorale.

Ora questo significa, più che mai, che la vostra partecipazione al processo politico, senza avvilirsi, deve essere sentita.

Le voci di milioni di individui Americani, agendo sull’affare del loro governo, possono aver più peso della tremenda influenza delle società attraverso una voce collettiva.

Dobbiamo introdurre una nuova direzione nei finanziamenti elettorali.

Infine, va trasformata la catastrofe del Golfo del Messico in un’opportunità per creare una nuova direzione nelle nostre politiche energetiche.

Un’opportunità di unire l’America in una grande causa per ordinare, non solo il Golfo, ma anche la nostra nazione.

Non solo ordinare le sue politiche ma anche l’ambiente dell’America.

Molto presto tu ascolterai di più da me su questo sforzo. Ma per ora, voglio dire grazie a te per il tuo aiuto.

Per favore contribuisci generosamente mentre lottiamo per continuare a servire la gente degli Stati Uniti d’America e il 10° Distretto Congressuale dell’Ohio al Congresso USA.

Grazie molte.

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Tradotto da F. Allegri il 7/11/2010




9 novembre 2010

La Crisi imperiale secondo Franco Allegri


L'amico Franco Allegri ha commentato e pubblicato un mio scritto sulla crisi dei costumi, dei valori e delle sorti magnifiche e progressive della globalizzazione made in USA. Lo presento ai miei pochi lettori quale commento qualificato.

Scritto da: F. Allegri 

 


La crisi di un modello economico e di un impero!

25/10/2010
Di F. Allegri


Oggi mi sono riletto l’articolo del Terzo libro del De Reditu Suo titolato “Note sulla morte del vecchio mondo umano e sul nuovo” che su Empolitica pubblicherò prima di questo e che trovate nell’apposita rubrica dedicata al De Reditu in questo sito.
In quello scritto, il professor Nappini constata la morte del vecchio modo di vivere nel Belpaese e la crisi stessa del consumismo che era stato il primo distruttore di tante tradizioni secolari, ma nello scritto approfondisce la questione a livello politico.
Anche il consumismo muta in finzione e illusione, si aggrappa al digitale terrestre, ai sussidi statali, ai quiz e alle grandi lotterie dove spesso vince solo il banco.
Per il professore, il vecchio mondo aveva un passato comune, una sua storia. Oggi viviamo in un modello di società che è quello dei grandi imperi decadenti e di quelli piccoli emergenti.
Fin qui io concordo, poi (come ho anticipato sopra) il professore si concentra sui PARTITI POLITICI DELLA PRIMA REPUBBLICA visti come un agente di dissoluzione del sistema sociale italiano.
Qui sono tornato indietro nel tempo, ai tempi dell’università quando per preparare la tesi studiai la società italiana degli anni precedenti all’anno santo, il 1948 e il 1949.
Fu uno studio seminariale e collettivo; a noi studenti interessava il fenomeno religioso, ma guardammo anche la società e la politica. Era il 1997 e con il professor Margiotta Broglio guardammo vari comizi, del PCI della DC e del PSI. Mi ricordo che i livelli di partecipazione mi impressionarono e che feci dei confronti con quella contemporaneità fatta di crisi dei partiti e del Berlusconismo nascente.
Oggi, rileggendo l’articolo 49 della costituzione, mi sono chiesto: “Ma i partiti del 1949 associavano liberamente i cittadini per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale?”.
Certamente in quegli anni la politica era organizzata, ma quanta libertà c’era? Quale cultura politica avevamo?Eravamo un regime democratico? La libertà era poca, non avevamo culture realmente democratiche e il regime si basava già su un mercanteggiare quotidiano detto “Consociativismo”. Gli unici tentativi di riforma furono detti di centro sinistra poi tutto naufragò nel triennio della “Solidarietà nazionale”. Scusate la sintesi, ma io faccio attualità politica, a modo mio!
Qui prendo le distanze da quanto emerge dallo scritto del professore: PER ME NON ABBIAMO MAI AVUTO UN’EPOCA D’ORO DELLA POLITICA IN ITALIA. Non c’è da rimpiangere qualche governo buono, magari guidato da santi che si contrapponevano a dei geni! Tangentopoli non fu un regno estemporaneo e breve, era l’Italia rinata nel 1946 e concordo con la descrizione dell’Italia fatta dal professore solo dandole un’ampiezza storica maggiore.
Credo anche che i partiti politici siano sempre stati corrotti, finanziati in modo subdolo e/o illegale. Sono convinto anche che essi siano da sempre degli ascensori sociali, soprattutto nel sud del paese!
Partendo da questa mia convinzione provo a spiegare meglio la crisi che viviamo e perché il nostro paese è coinvolto e lo sarà ancora di più in futuro.
Noi viviamo la crisi economica e politica del grande impero che vinse la seconda guerra mondiale e poi amministrò il mondo con un consorzio di forze statali locali e secondarie fingendo di contrastare seriamente una dittatura euro asiatica, l’URSS. L’URSS fu l’avversario di comodo e bastò veramente poco per batterlo, oggi si può cominciare a dirlo senza l’ambizione di fare storia contemporanea.
Tutto comincia dal constatare che gli USA, dopo aver battuto l’URSS, non hanno trovato una loro missione e si sono sottomessi ai potentati economici e ad ideologie più vecchie e sballate del comunismo. Tutto è degenerato con la presidenza di Clinton e di Bush figlio! Sono almeno 12 anni disastrosi e snaturati, ma a livello filosofico il problema nacque nel secondo dopoguerra, proprio negli anni cinquanta.
Oggi resterò agli USA contemporanei: confusi e aggressivi in politica estera, disarticolati a livello economico nazionale.
A questo punto dobbiamo chiederci: “Chi siamo noi?” Certamente alla fine degli anni quaranta eravamo una creatura adottata ed educata al modello USA, ma anche un discolo che spesso non faceva quanto veniva ordinato o chiesto.
Il grande immorale (l’oligarchia capitalista) ha ideato una nuova degenerazione: brucia se stesso e come la fenice spera di rigenerarsi (producendo a costo zero e annullando la partecipazione politica) e rinnovarsi (in piccoli stati e società ancora più anonime, diverse e smarrite).
Qui concordo con il professore quando dice che “MILIONI D’ITALIANI SI SONO AUTO-ESCLUSI DALLA VITA POLITICA, QUESTO AIUTA LA DECOMPOSIZIONE”.
Eccoci al problema del miliardario apolide che un tempo era anche italiano. Il problema ha natura politica, ma a livello economico l’apolide suddetto brama la globalizzazione produttiva e la libera circolazione dei suoi prodotti realizzati in qualche inferno asiatico.
Questo avviene mentre l’Americanismo crolla a livello produttivo, finanziario e forse anche a livello militare. Sta fallendo una gestione della cosa pubblica di tipo aziendale e succube del privato e del mercato non regolato o meglio asservito ad un’entità aliena detta SPA.
Si dovrebbe sperare nella scelta delle gestioni rigorose? Anche dopo i salvataggi miliardari! Io resto convinto che ci vorrebbe un’economia dei dazi!
Si spera di vincere la missione di pace, ma in USA si parla di exit strategy dalla GUERRA Afgana. Gli altri stati sanno di essere in guerra e di combattere su più fronti!
Per la crisi italiana vale in parte quanto ha sostenuto in estate Naomi Klein: “Nessun mezzo e nessuna montagna di denaro può sostituire una cultura che ha perso le proprie radici”.
In realtà, noi non le abbiamo mai trovate e le cerchiamo da oltre un secolo, oggi dovremmo chiedere pace e dazi, ma soprattutto dobbiamo chiederci: “chi salverà noi e gli USA?”.




31 luglio 2010

La Decadenza USA in una traduzione di F.Allegri

Pubblico questa traduzione di F.Allegri perchè stimo che in tempi nei quali si ragiona in Italia del matrimonio Clinton si confonda da parte di milioni di esseri umani con facilità la realtà con le favole. Il Belpaese ama le favole dei ricchi e felici, forse perchè nel binomio ricchezzza&felicità le genti nostre vedono il paradiso realizzato sulla terra. Con una punta di cattiveria mi permetto di presentare un bel pezzo di Nader, così il paradiso resta paradiso là dove vanno le nuvole e i cieli blu e questo mondo di sangue e fango resta un mondo di sangue,lacrime e fango.

Fino a prova contraria.

IANA


30 Lug, 2010

La decadenza USA e la forza delle lobbies*


La decadenza USA e la forza delle lobbies*

29/03/2010
Di Ralph Nader
Una società non allarmata dai segni del suo decadimento (a causa della sua ideologia del mito continuo del progresso) separa se stessa dalla realtà e si invischia nell’illusione.
Una pietra di paragone (per misurare la crisi nella nostra economia politica statale e nella vita culturale) è la risposta a tale domanda: Le forze del potere (che fallirono in modo dimostrabile) diventano più forti dopo che il loro danno percepito interamente è di conoscenza comune?
La decadenza economica è ovunque. Povertà, disoccupazione, sfratti, esportazione di lavoro, debito al consumo, il logorio della pensione e la rovina infrastrutturale sono ben documentati.
L’auto-distruzione dei giganti finanziari di Wall Street, con i loro saccheggi e salassi dei miliardi del denaro dell’altra gente, è stata sottolineata per due anni.
Durante e dopo gli enormi salvataggi del contribuente di Washington, DC, le banche sono ancora la forza più potente per determinare la natura della legislazione correttiva proposta.
“Le Banche possiedono questo posto”, dice il Senatore R. Durbin (D-IL), evocando l’opinione di molti membri di un Congresso supino pronto ad approvare una debole legge di protezione dell’investitore e del consumatore mentre lascia a dominare poche banche sempre più grandi.
Chi non ha subito gli imbrogli e le piccole scritte dell’industria della carta di credito?
Finalmente una legge di riforma è passata dopo anni di ritardo: ancora debole e incompleta.
Senza vergogna per i loro sgorbi, le imprese hanno già messo al lavoro i loro avvocati per raggirare i modesti vincoli della legge.
L’industria del farmaco e dell’assicurazione sanitaria, brulicante di migliaia di lobbisti, ottenne quasi tutto quello che voleva nella nuova legge sanitaria.
Gli assicuratori ebbero milioni di nuovi clienti sussidiati da centinaia di miliardi di dollari del contribuente e pochissima regolazione.
Le lobbies del farmaco coronarono u sogno – niente importazione di farmaci identici e meno cari, niente autorità a Zio Sam per contrattare sconti ai prezzi e un’estensione molto utile della tutela evidente e monopolista ai farmaci vitali a scapito di quelli generici meno costosi.
Con tutti i loro sgorbi, tutte le loro esclusioni, i loro rifiuti dei reclami e le restrizioni dei benefici, co tutti i loro orrendi aumenti dei prezzi, le 2 industrie sono divenute più forti di sempre politicamente ed economicamente.
Meraviglia poco che le loro azioni incrementino persino in una recessione.
L’industria che lavora il cibo rifiuto – sulla difensiva e in ritardo grazie ad alcuni eccellenti documentari e agli esposti – è ancora la più influente dei poteri su Capitol Hill quando lui ritarda per anni una legge decente di sicurezza alimentare usando i soldi pubblici per pompare grasso, zucchero e sale negli stomaci dei nostri bambini e lottare con le ispezioni adeguate.
Ogni anno in USA più di 7 mila vite sono perse a causa del cibo contaminato e sono molti milioni gli ammalati.
Le imprese del nucleare, del petrolio, del gas e del carbone tosano consumatori e contribuenti impoverendo e danneggiando l’ambiente; bloccano al Congresso la legge sull’energia per sostituire carbone e uranio con la tecnologia dell’efficienza energetica e le rinnovabili.
Ancora, pure oggi dopo anni di eccedenze di costo e mancanza di magazzini permanenti per gli scarti radioattivi, l’industria nucleare spinge il Presidente Obama e G. W. Bush prima di lui per avere i miliardi di dollari in garanzie di prestito del contribuente per un nuovo nucleare.
Wall Street non finanzierà una tecnologia così rischiosa senza di voi, i contribuenti che garantiscono contro ogni incidente o fallimento.
Sia i Democratici che i Repubblicani approvano questi oltraggiosi rischi per la finanza e la sicurezza dei contribuenti.
Il Congresso che riceve il peso di questo lobbismo aziendale – la carota del denaro e il bastone delle sfide finanziarie incombenti – è più di un ostacolo al cambiamento che altro.
In passato dopo i grandi fallimenti dell’industria e del commercio, c’era una maggiore probabilità di un’azione del Congresso.
Ricordate Wall Street e il collasso bancario quasi all’inizio del 1930. Il Congresso e Franklin Delano Roosevelt produssero la legislazione che salvò le banche, i risparmi delle persone e regolò i mercati azionari.
Dai tempi del mio libro (Unsafe at Any Speed pubblicato alla fine di Novembre del 1965) passarono solo 9 mesi per la regolazione federale della potente industria dell’auto per la sicurezza e l’efficienza energetica.
Al contrario dopo 2 anni di ritardo dal collasso di Bear Stearns non c’è ancora nessuna legge di riforma e quella in attesa è debole.
Ancora i membri anziani del Congresso, responsabili per tale blocco sorprendente, sono quasi incapaci di muoversi anche se i sondaggi li danno ai loro minimi di popolarità di sempre.
E’ un posto dove la maggioranza è terrificata dalle multinazionali e la minoranza può bloccare anche gli sforzi legislativi più anemici con regole arcaiche, specialmente al Senato.
Culturalmente, i canarini nella miniera di carbone sono i bambini.
L’infanzia è stata commercializzata dai mercanti giganti che la raggiunge ora dopo ora con cibo spazzatura, programmi violenti, video giochi e una medicina cattiva.
Il risultato – record di obesità, diabeti infantili e altre afflizioni.
Mentre le imprese screditano l’autorità genitoriale, esse ridono tutto il tempo con le banche, usando le nostre frequenze radio, tra gli altri media, per il loro guadagno. Vanno chiamati molestatori elettronici di bambini.
Noi pubblicammo un libro nel 1996 intitolato Children First!: A Parent’s Guide to Fighting Corporate Predators in the Media.
Questo libro è una sottovalutazione del problema se comparato al peggioramento della manipolazione del bambino di oggi.
In una società intrattenuta a 24/7 sbalordita con suoni intensi, Blackberries, gli iPod, messaggi di testo e le emails, c’è un bisogno profondo per la riflessione e l’introspezione.
Dobbiamo discutere faccia a faccia in salotto, negli auditorium scolastici, nelle piazze dei villaggi e negli incontri cittadini quello che ci accade e i nostri processi democratici in diminuzione sotto le pressioni e i controlli di uno stato aziendale insaziabile.
E quello che serve va fatto dalla casa alle arene pubbliche e sui luoghi del mercato usando vecchi e nuovi modelli superiori, nuove contabilità e nuovo pensiero.
La nostra storia ha mostrato come ogni volta che la gente si impegna di più e con serietà,essa vive meglio su tutti i fronti.

Il titolo è una nostra scelta


Tradotto da F. Allegri per futuroieri e la libera diffusione.




8 luglio 2010

Due voci sul dibattito politico sulla sanità in USA

L'amico Franco Allegri ha tradotto due voci scomode ma ben note al pubblico statunitense entrambe a favore della riforma sanitaria. I pezzi risalgono al mese di marzo di quest'anno ma il contenuto risulterà nuovo al lettore italiano per via delle argomentazioni e delle situazioni politiche e sociali che i due autori descrivono. Dai loro interventi si deduce che il dibattito è stato aspro e le critiche non mancano. Ancora una volta mi chiedo ma cosa sappiamo veramente in Italia di ciò che avviene nella politica del gigante a Stelle e Strisce?

IANA


07 Lug, 2010

La tutela sanitaria è un diritto civile



da: F. Allegri In: dennis kucinich

La tutela sanitaria è un diritto civile
17/03/2010
Di Dennis Kucinich
Ogni generazione ha dovuto sollevare la questione di come fornire la sanità alla gente della nostra nazione. E ogni generazione ha lottato con le domande difficili di come andare incontro alle necessità della nostra gente.
Penso che la tutela sanitaria sia un diritto civile.
Ogni volta che come una nazione siamo riusciti ad espandere i nostri diritti di base, abbiamo testimoniato una rivelazione lenta e dolorosa di una rappresentazione democratica di lotta, di resistenza, di sfondamento, di opposizione, degli sforzi implacabili e del trionfo eventuale.
Ho passato la mia vita a lottare per i diritti della classe operaia e per la tutela sanitaria.
Sono cresciuto comprendendo direttamente cosa significasse per le famiglie che non hanno accesso alla cura necessaria.
Ho vissuto in 21 posti differenti da quando avevo 17 anni: incluse una coppia di automobili.
Capisco la connessione tra la povertà e la tutela sanitaria al povero, il significato più profondo di quello che i Nativi Americani chiamarono “il buco nel corpo, il buco nello spirito”.
Lottai con il morbo di Crohn per gran parte della mia vita adulta; scoprii sedici anni fa una cura vicina nella medicina alternativa e nel seguire una dieta a base di vegetali.
Ho imparato con difficoltà i benefici di farsi carico personalmente della mia salute.
In quelle poche occasioni in cui ne ho avuto bisogno, ho avuto accesso ai migliori professionisti allopatici.
Come risultato ho ricevuto le benedizioni della vitalità e della forte energia. La salute e la tutela sanitaria sono personali per ciascuno di noi.
Come ex tecnico chirurgico so che ci sono molte persone che dedicano le loro vite ad aiutare gli altri a migliorarsi.
Conosco anche le loro lotte con un sistema di tutela sanitaria insufficiente.
Ci sono alcuni che credono che la tutela sanitaria sia un privilegio basato sulla capacità di pagare.
Questo è il modello che il Presidente Obama propone, tentando di avviare la tutela sanitaria ad altri 30 milioni di persone, nel contesto del sistema assicurativo per profitto.
Ci sono altri che credono che la tutela sanitaria è un diritto di base e dovrebbe essere fornito attraverso un piano senza profitto. Questo è quello che ho sostenuto instancabilmente.
Ho portato il vessillo della tutela sanitaria nazionale in 2 campagne presidenziali, negli incontri programmatici del partito e come co-autore della HR 676: Medicare per tutti.
Ho lavorato per espandere la tutela sanitaria oltre l’attuale sistema a profitto, per includere un’opzione pubblica e un emendamento per permettere agli stati di applicare il single payer.
La prima versione della riforma sanitaria, in seguito molto peggiorata, conteneva articoli che credevo rendessero la legge degna del supporto nella commissione.
Gli articoli furono tolti dalla legge dopo che essa fu approvata dalla commissione.
Io mi unii con il Comitato Progressivo dicendo che non avrei supportato la legge se non c’era una forte opzione pubblica e se non si fosse protetto il diritto della gente a realizzare il single payer a livello statale. Essa non lo fece.
Mantenni il mio impegno e votai contro la legge.
Ho continuato ad oppormi mentre cercavo di ottenere l’inserimento delle norme nella legge.
Alcuni hanno speculato che io potevo essere in una posizione di fusione del voto decisivo.
La visita di lunedì del Presidente nel mio distretto ha sottolineato l’urgenza del momento.
Ho portato questa lotta più avanti di molti altri al Congresso attenti ad essa perché so cosa i miei elettori esperimentano nella base quotidiana.
Venite nel mio distretto a Cleveland e voi comprenderete.
La gente del 10° distretto dell’Ohio è stata colpita duramente da un’economia dove la ricchezza ha accelerato verso l’altro attraverso la chiusura di impianti, grande disoccupazione, fallimenti di piccoli esercizi, scarsità di accesso al credito, sfratti e per l’alto costo della tutela sanitaria e per il limitato accesso alla tutela.
Io porto le mie responsabilità verso la gente del mio distretto personalmente.
Il centro del mio ufficio di distretto è a servizio dell’elettore, ma sempre più spesso implica il lavoro sociale per aiutare la gente a sopravvivere ai rischi economici. Esso implica anche gli interventi con le compagnie assicurative.
La scorsa settimana abbiamo compreso che il voto sulla legge finale di tutela sanitaria sarà molto incerto.
Considero questo voto con la massima serietà.
Sono molto consapevole della lotta storica che c’è stata per gran parte dell’ultimo secolo per mettere l’America in linea con le altre democrazie moderne e adottare il single payer,
Ho visto la pressione politica e quella finanziaria farsi avanti per prevenire un minimo riconoscimento di questo diritto, persino dentro il contesto di un sistema dominato dalle compagnie assicurative private.
So che devo prendere una decisione: non sulla legge che vorrei, ma su questa così com’è.
Le mie critiche alla legislazione sono state ben riferite. Io non le ritiro.
Le ho incorporate in questa relazione.
Sono ancora legittime e ammonitrici.
Ho ancora dei dubbi sulla legge.
Io non penso che esso sia un primo passo verso qualcosa che ho sostenuto in passato.
Questa non è la legge che volevo sostenere, anche se continuerò gli sforzi fino all’ultimo minuto per modificare la legge.
Tuttavia dopo discussioni accurate con il Presidente Obama, la Speaker Pelosi, mia moglie Elizabeth e gli amici stretti, ho deciso di dare un voto a favore della riforma.
Se il mio voto sarà considerato, contatelo per l’approvazione della legge e teso nella direzione di una riforma sanitaria completa.
Noi dobbiamo includere la copertura per quelli esclusi da questa legge.
Dobbiamo liberare gli stati.
Dobbiamo avere il controllo sulle compagnie assicurative private e sul costo che la loro reale esistenza impone alle famiglie Americane.
Lottiamo per un posto significativo per la medicina alternativa e complementare, la pratica della scienza sanitaria religiosa e gli aspetti della responsabilità personale della tutela sanitaria che include la dieta, la nutrizione e l’esercizio.
Il dibattito sulla tutela sanitaria è stato severamente ostacolato dalla paura, i miti e dalla super condivisione. Il Presidente chiaramente non sostiene il socialismo o la presa del controllo governativo della tutela sanitaria.
La paura che questa legislazione ha generato ha radici profonde, non nell’ideologia estera ma in una carenza di fiducia, in una timidezza, diffidenza e paura che dopo l’11/9 l’America non è stata capace di superare.
Tale paura ha talmente infettato le nostre politiche, l’economia e le scelte internazionali che come paese perdiamo il senso della visione in espansione, del potenziale elettrificante che balenò con l’elezione di Obama.
La forza di trasformazione della presidenza, e di noi, è ancora evocabile coraggiosamente in modi che riconnetteranno l’America con le nostre speranze per espandere le opportunità di lavoro, casa, educazione, pace, e si, tutela sanitaria.
Voglio ringraziare coloro che mi hanno sostenuto personalmente e politicamente dopo che lottato con questa decisione.
Chiedo il vostro supporto continuato per i nostri sforzi futuri per un valido cambiamento.
Dopo che la legge sarà passata rinnoverò gli sforzi a favore delle organizzazioni legate al movimento per il single payer per eliminare il ruolo predatorio degli assicuratori privati che fanno soldi senza dare tutela sanitaria.
Ho preso una deviazione per supportare questa legge, ma conosco la destinazione e continuerò a spingere, fino a quando non l’avremo, ogni cosa che porti ad un America dove la tutela sanitaria sia fermamente stabilità come diritto civile.
Grazie.
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Tradotto da F. Allegri il 01/07/2010.
F. Allegri è presidente dell’associazione Futuroieri e laureato in scienze politiche e si dedica alla libera informazione politica ed economica anche traducendo gli scritti e le lettere di Dennis Kucinich, Michael Moore e Ralph Nader, l’avvocato e antropologo giuridico e sociale americano. Per approfondire visita il sito http://digilander.libero.it/amici.futuroieri e cercare il suo diario sulla crisi. Su Facebook puoi fare amicizia con lui cercando Futuro Ieri.

TESTO IN INGLESE
Health Care is a Civil Right

17/03/2010
By Dennis Kucinich

 

 

08 Lug, 2010

Essi Rubano il Verdone e Vestono l’Avarizia …. un lamento nel giorno di San Patrizio

Scritto da: F. Allegri In: Michael Moore



 

Essi Rubano il Verdone e Vestono l’Avarizia … un lamento nel giorno di San Patrizio
Di Michael Moore

Mercoledì, 17 marzo 2010
Amici,
E’ stato sbalorditivo.
Ogni pezzo di prima pagina del New York Times di Martedì ci racconta la storia dell’Era Avara nella quale un sistema detto capitalismo ci uccide lentamente, ma sicuramente:
L’avarizia delle assicurazioni: “Milioni spesi per influenzare i Democratici sulla Sanità”;
Profittatori di Guerra: “Contrattisti impegnati nello sforzo di braccare e uccidere i militanti”;
Non si guadagna a riparare le infrastrutture: “Le spese di riparazione scoraggiate dal deterioramento dei tubi dell’acqua”;
Cina, la banca: “La Cina usa le leggi sul commercio globale a suo vantaggio”;
Voi dite che il NAFTA non migliora la vita in Messico: “2 omicidi per droga nel Consolato USA di Rock Messico”;
Che accade se i profitti dell’alimentare vengono dal danno ai bambini: “Scordate le sciocchezze generali: l’intervallo ha un nuovo capo”;
Ecco una parata di notizie del giorno simili – bene, non vere “notizie”, per capire la divisione dei media tra le corporazioni che spingono la vostra faccia nello sporco che è la vostra vita. Sapete già che le scuole sono un disastro e che la guerra è un vantaggio per Halliburton e un fallimento per voi.
Non vi occorre un giornale che vi dica che le strade, le linee elettriche e le fognature locali sono in una rovina miserabile.
E fino ad ora vi siete figurati ciò che non vi hanno mai detto bene: quello che voi chiamate il “processo democratico” è per lo più una simulazione, parole carine che sono ripetute nella speranza che noi ci innamoreremo di lui.
Ecco il dilemma e non ci cadremo più.
Ammettiamolo: Wall Street ha le chiavi, il sostegno, la cassaforte elettorale del “nostro” Congresso. Volete un’opinione su questo?
Bene, non vi vedo su Forbes 400, così chiudete il f@*& e venite a portarmi un’altra bottiglia di champagne. Entro pochi giorni, la House dei Rappresentanti voterà per approvare la legge di “riforma sanitaria licenziata dal Senato.
Questa legge è una beffa.
Non ha NULLA a che fare con “la riforma della tutela sanitaria”.
Ha TUTTO a che fare con il riempire le tasche dell’industria assicurativa della sanità.
Essa forza, con la legge, ogni Americano che non è vecchio o povero a fare l’assicurazione sanitaria se il suo capo non la fornisce.
Quale impresa non amerebbe il governo che forza il pubblico a comprare il prodotto di quella ditta?!
Immaginate una legge che ordinasse ad ogni cittadino di comprare una garanzia estesa a tutte le sue applicazioni? Immaginate una legge che rendesse illegale il non possedere un iPhone?
O che pensereste se ottenessi l’approvazione di una legge che obbligasse ogni Americano a vedere il mio prossimo film? Che bello!
Chi non amerebbe un servizio dolce come questo guadagno inatteso?
Bene, le compagnie assicurative – ottenuto questo – non amano la legge dei Democratici!
Questa sola sarebbe la ragione sufficiente per votarla. Ora, voi pensereste che questi ladri amassero questa legge — ma al momento la combattono. Perché?
Perché non da loro IL 100 PER CENTO di quello che loro vogliono.
Essa da loro solo … il 90%!
VEDETE, l’avarizia pura chiede tutto o nulla.
L’industria assicurativa odia questa legge perché essa mette poche restrizioni minori su di lei.
6 mesi dopo la sua approvazione non sara in grado di negare ai bambini la copertura se questi avevano una condizione preesistente.
Quanto è terribile! Interferenza governativa! SOCIALISMO!
Ma, oh, essa sarà ancora capace di negare ai genitori di tali bambini la copertura fino al 2014!
Quindi se un genitore si ammala e muore nei prossimi 4 anni, sono sicuro che si interverrà e raccoglierà questi orfani già assicurati.
E quanto saranno grandi le multe se le compagnie assicurative negheranno qualche copertura legata alla condizione preesistente?
Siete seduti? 100 dollari al giorno!
Questo è!
Perciò se voi siete la compagnia assicurativa, e Judy è una vostra cliente e Judy necessita di una operazione che costerà $100.000, che cosa fate voi? Voi pagate la multa!
Diciamo che Judy viva un altro anno dopo che voi avete sentenziato che lei muoia, la vostra multa di $100 al giorno vi costerà solo $36.500!
Quello è un risparmio di $63.500!
E credetemi, amici miei, quello è ESATTAMENTE ciò che sta per accadere.
Ci sono alcune cose buone in questa legge!
I genitori potranno tenere i loro figli sulla loro polizza fino ai 26 anni dei ragazzi.
Poche cose come quella. Perciò, sì, passi quello.
Ma non insultate me e 300 milioni di Americani chiamando questa “la riforma della sanità”.
Almeno avete evitato di chiamarla “tutela sanitaria universale”.
Non avremo la tutela sanitaria universale o qualcosa molto simile ad essa.
Io vorrei che il presidente e la leadership democratica si alzassero e dicessero: “Ci dispiace, America. Non abbiamo fatto il lavoro che ci avevate chiesto di fare. Siamo deboli, spaventati e incapaci di comunicare il più semplice dei messaggi alla gente americana. Quindi la nostra legge garantirà che 12 milioni di voi NON avranno l’assicurazione sanitaria.
E questo accade perché abbiamo deciso di lasciare l’industria assicurativa privata e avara alla guida del nostro sistema.
Perdonateci per questo e per il permettere ancora al profitto di essere il fattore determinante come se ogni paziente avesse l’aiuto che gli serve”.
Per favore democratici — dite proprio così — poi approvate questa povera scusa di una legge.
Approvatela perché, se il Presidente Obama cade su questo, non so se lui sarà capace di ritornarci sopra.
E allora NULLA verrebbe fatto.
Non possiamo avere quello. (E grazie a te Dennis Kucinich per aver resistito laggiù proprio fino alla fine ed essere stato l’unico dei 435 membri a dire la terribile verità).
Sulla prima pagina del New York Times di ieri, il segno del tempo era, mestamente, ancora una volta, “Flint, Michigan”.
La storia era sul quanto i dottori non accettano più i pazienti Medicaid. Questo significa che decine di migliaia di poveri non possono più andare dal dottore.
Lo scorso anno, lo Stato del Michigan proibì anche ai dottori di accettare i pazienti Medicaid che avevano qualche problema con la loro vista, il loro udito, i loro piedi o i loro denti.
In un’area di 16 contee a nord est di Flint, presto non ci sarà un solo ospedale che vi permetterà di partorire se voi avete Medicaid.
Il tasso di disoccupazione ufficiale a Flint è il 27% (quello ufficioso, vicino al 40%).
Questa è una tragedia americana.
E, come vi ho avvertito per anni, questo tsunami si dirige verso la vostra strada – se non è già là.
Ho appena acceso il mio nuovo iPhone e lui mi informa che ha delle “apps” che mi suggerirebbe di comprare. Una si chiama “analizzatore”.
Essa mi permetterà di ascoltare le frequenze della polizia ovunque nel paese.
Io compro l’applicazione.
Vedo che la frequenza della polizia di Flint c’è.
Io l’accendo per curiosità.
E questo è quello che sento, all’una del mattino: Una donna è stata picchiata dal marito …
L’invasione di una casa è in corso (maschio nero 16 anni, ha un cappello bianco con un teschio”) … Un bambino è scomparso dalla mezzanotte di oggi … Un’altra donna è stata picchiata dal fidanzato …
Un uomo obeso e diabetico ha difficoltà a respirare e va portato con urgenza all’ospedale (ci saranno altri 3 o più di questi diabetici obesi nelle ore a venire; l’intera città è malata) …
Una altra donna chiama, grida, chiede aiuto, “gli agenti sollecitano a usare cautela ….”
…. Eccetera eccetera eccetera.
Questo è quello che ho ascoltato prima di andare a letto.
Sono pieno di disperazione e impotenza quando sento il mio ex vicino che chiede aiuto.
Io odio l’iPhone. Devo spengerlo. Inizio a piangere. Grazie, iPhone. Grazie, Democratici.
Dormirò meglio sapendo che voi state vigilando per tutti noi. Bastardi.
Michael Moore
MMFlint@aol.com
MichaelMoore.com
P.S. Continuerò la mia jihad oggi su Dylan Ratigan (MSNBC, 4pm ET) e, per la prima volta insieme in uno studio dal nostro, uhm, dibattito del 2007, mi collegherò con Wolf Blitzer in diretta dal suo studio alla CNN (5-8pm, ET).
Sarò anche in diretta dalle 11di questa mattina, per un’ora, con la magnifica Diane Rehm Show su NPR. Potete ascoltare in diretta online qui.
Il resto della giornata vagherò per le sale del Congresso con il mio bastone e i trifogli per fare la mia migliore rappresentazione di San Patrizio mentre porta fuori i serpenti da Capitol Hill.
Auguratemi buona fortuna …
Tradotto da F. Allegri il 03/07/2010
Franco Allegri è presidente dell’associazione Futuroieri e laureato in scienze politiche e si dedica alla libera informazione politica ed economica anche traducendo gli scritti e le lettere di Dennis Kucinich, Michael Moore e Ralph Nader, l’avvocato e antropologo giuridico e sociale americano. Per approfondire visita il sito http://digilander.libero.it/amici.futuroieri e cercare il suo diario sulla crisi.
Su Facebook puoi fare amicizia con lui cercando Futuro Ieri.
—–
TESTO IN INGLESE
The Green They Steal, The Greed They Wear … a St. Patrick’s Day lament

by Michael Moore
Wednesday, March 17th, 2010

 




17 aprile 2010

Sulla Politica interna Statunitense, trad. di Franco Allegri

16 Apr, 2010

L’abbandono di Dodd e Dorgan

Scritto da: F. Allegri In: Ralph Nader

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OkNotizie  
9 gennaio 2010

Di Ralph Nader
Il ritiro dei Senatori Democratici veterani, C. Dodd, 65 anni, del Connecticut e Byron Dorgan, 67 anni, del Nord Dakota hanno alcune conseguenze sia a breve che a lungo termine per il Partito Democratico e i suoi membri. L’annuncio del ritiro del Senatore Dodd non mi ha sorpreso.
Egli ha passato momenti difficili con questa sanità, con la perdita del fratello germano più vicino e del suo grande amico al Senato — Ted Kennedy — e non sarebbe incline a combattere una guerra in salita per la rielezione.
Il 2010 è, di fatto, l’anno legislativo più importante della sua carriera per le riforme dell’assicurazione sanitaria e finanziaria.
Mr. Dodd potrebbe rassicurarsi perché è molto probabile che egli sarà sostituito dal Procuratore Generale del Connecticut R. Blumenthal che guida i sondaggi ed è pronto a vincere facile.
Mr. Blumenthal troverà una grande opportunità per usare la sua esperienza pratica come un importante avvocato dei consumatori al Senato contro le infrazioni aziendali.
Il Senatore J. Lieberman — l’ermafrodita politico della politica nazionale — probabilmente è eccitato.
Blumenthal detesta le politiche di Lieberman e la sua auto-rettitudine untuosa ed era pronto a batterlo nel 2012.
Ancora una volta, Lieberman trova trifogli a 4 foglie — la prima quando fu il 50esimo voto democratico al Senato, poi il 60esimo voto — con il fine di spingere il Partito Democratico verso la destra, e ora ha perso un avversario formidabile per il 2012.
Per il Senatore Dodd, la questione è se (ora che è liberato dai finanziamenti di Wall Street) può divenire un avvocato legislativo tenace di consumatori e investitori nella principale legge di regolazione di Wall Street che ora è alla Senate Banking Committee dove lui è il Presidente e la forza più potente.
Come un’anatra zoppa, tutte le sue competenze e decisione dovranno essere usate per evitare che i suoi colleghi prendano vantaggio dal suo ritiro annunciato.

Il populista della prateria del Nord Dakota, il Senatore Byron Dorgan lascia dopo 30 anni passati alla House e al Senato.
Egli lascerà un grande buco che sarà più grande se sarà sostituito dal Governatore Repubblicano incombente John Hoeven.
Dorgan fu un autentico “American populist”.
Da bambino, i suoi parenti l’avrebbero portato ai comizi dei duri agricoltori contro le grandi ditte che difendevano la tradizione della Non-Partisan League del grande populismo agricolo.
Come commissario fiscale del Nord Dakota, indicò la strada per sfidare le grandi imprese multinazionali che stavano usando tattiche evasive per sfuggire alla tassazione statale.
Al Senato, undici anni fa, guidò un manipolo di Senatori profetici in una battaglia perdente per preservare la prospera Glass-Steagall Act che teneva separate le banche commerciali da quelle di investimento.
Clinton, i grandi banchieri e il Tresury Secretary Robert Rubin presero la loro via e l’economia continuò a perdere la sua in un’orgia di disastrosa speculazione alimentata con il denaro dell’altra gente.
Sempre con i piedi per terra, dalla parte di chi lavora, Dorgan non fece mai sua la teoria empiricamente infame del “libero commercio” usata per esportare lavori e industrie in nazioni guidate da dittatori fascisti e Comunisti che sanno come tenere i loro lavoratori al loro posto.
La sua critica della Federal Riserve era informata e inflessibile, come lo erano i suoi moniti sulla crescita del monopolio dei media in sempre meno mani.
Se è così bravo, perché ha deciso di lasciare?
Nelle sue parole, vuole scrivere una coppia di libri, insegnare un pochino e fare qualche lavoro sul terreno dell’energia “nel settore privato”.
L’ultima suscita alcuni fastidi tra i suoi amici più vicini. Come uno che ha conosciuto il Senatore Dorgan per anni, sospetto che ci sia un’altra ragione nel miscuglio.
Vuole ottenere cambiamenti reali che lui ritiene sostenuti dalla maggioranza degli americani.
Ha atteso per tanto tempo che i Democratici prendessero il controllo del Congresso e della Casa bianca.
Questo è accaduto e poco è cambiato.
Alla fine del 2009, durante il dibattito al Senato sull’assicurazione sanitaria, Dorgan propose e spiegò eloquentemente un emendamento per ridurre i prezzi dei farmaci — i più alti del mondo – permettendo la cosiddetta reimportazione dei farmaci da paesi come il Canada soggetti a protezioni normative.
Si attendeva il sostegno forte del presidente dato che Obama aveva promesso di sostenere questa lotta necessaria nella campagna presidenziale.
Dorgan si sbagliava.
La Casa Bianca non usò nessuno dei suoi capitali per avere i pochi voti extra necessari.
Per Mr. Obama era già fatto un accordo privato con i capi delle imprese del farmaco.
Questa potrebbe essere stata l’ultima goccia per il Senatore Dorgan.
Egli non è l’unico Democratico progressista al Congresso che sta dicendo: “Da che parte sta il Presidente Obama, per davvero?”
Amerei vedere una petizione firmata da dozzine di gruppi civici, di operai, e agricoltori USA per spingere il Sen. Dorgan a rivedere la sua scelta e correre per un altro mandato di 6 anni.
In caso contrario un altro presidio della gente al Congresso sarà distrutto.
Quella voce interna della giustizia va considerata un valore da salvare e per questo si possono rinviare i 2 libri e l’insegnamento.
—-
Tradotto da F. Allegri il 13/04/2010
Franco Allegri è presidente dell’associazione Futuroieri e laureato in scienze politiche con una tesi sulle relazioni fra stato e chiesa e si dedica alla libera informazione politica ed economica. Per approfondire visita il sito http://digilander.libero.it



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