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  noglobalizzazione [ Forum di critica alla modernita' e a questo nocivo sviluppo ]
         


19 novembre 2010

Il Fascista Immaginario: la notte

periferia malvagia

Le Tavole delle colpe di Madduwatta

    * Breve scritto teatrale sulla disgregazione del vecchio mondo umano al tempo del ministro della pubblica istruzione Letizia Moratti e dell’ennesimo governo Berlusconi; è l’ estate del 2003.

 Sergio: Ho una strana impressione: quel libro sul lavoro ti piace fin troppo. Dimmi cosa c’è di così importante.

    * -          Lazzaro: la descrizione di questo processo di globalizzazione, espansione del modello di produzione e consumo statunitense ad altre realtà del mondo umano e a mio avviso la disgregazione del modello stesso che potrebbe collassare sotto il suo stesso peso e sotto le sue contraddizioni e le sue iniquità. In questo sistema il lavoro diventa una merce e la dignità umana una variabile del mercato; nulla si salva dal sistema di produzione e consumo che deve ogni volta distruggere le ragioni e i modi d’esistere ed di essere uomini che vivono fra gli uomini per creare un mondo nuovo altrettanto fragile e provvisorio. Questo mondo di vita, di classi sociali, di rapporti umani, di  ragioni del vivere quotidiano è a sua volta destinato ad essere distrutto per far spazio a nuovi modelli di vita e consumo. Questo avviene non per necessità come nell’Antichità o nel Medioevo ma per ragioni di potenza fra coloro che hanno i capitali da investire e che devono di volta in volta con una mano creare e con l’altra distruggere. Non è la Patria, i destini imperiali, l’onore delle nazioni, la ragion di Stato a muovere la trasformazione del mondo umano e la degradazione della natura a strumento e risorsa ma l’interesse delle multinazionali e dei grandi potentati finanziari. L’essere umano è una variabile di un calcolo economico deciso altrove, per ragioni in parte segrete, sulla base di agende riservate, secondo la necessità e la volontà di una minoranza di ricchissimi, tecnocrati, supermanager.

    * -          Sergio: Parli come uno di quelli che ragiona sulla teoria del complotto, uno di quelli che  temono cabale e massonerie deviate. Comunque è vero i poteri finanziari stanno stritolando i poteri politici qui come altrove; anzi essi stessi sono la politica e la volontà degli esecutivi. Io vedo gli effetti nella vita quotidiana, nella pubblicità, nei discorsi della gente. Non basta essere giusti, morali, avere fede; questo male grandissimo che viene dall’avidità dei pochi, degli stranieri, degli apolidi colpisce e corrompe anche la persona perbene, anche il galantuomo e perfino la donna onesta. Il denaro droga la vita degli umani, il suo bisogno cresce, diventa ossessione, ragione di vita, un Dio. Vedo l’avidità nella mente di coloro con i quali lavoro, il risentimento dipinto nelle espressioni e nelle parole dei molti che non sono ricchi e felici, e ovviamente famosi o per esser brevi VIP.

    * -          Lazzaro: Il sistema del capitalismo che è il fondamento della Rivoluzione Industriale e della civiltà industriale esige dosi massicce di egoismo, di distruzione creativa, di corruzione, di mancanza di scrupoli e in una certa misura tollera anche le truffe e la criminalità. Si tratta di una forma inedita di creare potenza perché essa non si rivolge al passato e alla tradizione ma i suoi scopi sono sempre volti al futuro, l’innovazione scientifica e tecnologica è una questione strategica, il cambiamento anche violento e abietto è necessario.  Il denaro che gira per il mondo umano è come una creatura viva, come un fuoco che per esistere deve consumare in continuazione altrimenti si spegne.

    * -          Sergio: Hai ragione c’è qualcosa di diabolico nella civiltà industriale, ma devi anche ammettere che i sedicenti regimi comunisti o di socialismo reale che di si voglia altro non sono e non sono stati altro che un capitalismo di Stato. Al posto dell’egoismo di alcune minoranze di ricchissimi si è manifestata nei regimi comunisti e similari la volontà di potenza dello Stato e del partito unico al potere che è diventato l’economia e la potenza sfruttatrice della manodopera, esso è stato non meno crudele e aggressivo, sterminatore e persecutore dei capitalisti che erano dietro la costruzione della grande ferrovia negli Stati Uniti e la distruzione delle nazioni indiane. Le forze di sinistra non criticano lo sfruttamento comunista, la distruzione di beni e risorse da parte di poteri imperiali e ideologici, lo sfruttamento di milioni di disgraziati nei paradisi delle Repubbliche Popolari presenti, passate e future. Non basta dimenticare e mascherarsi quando tanta parte dell’umanità è retta da un regime monopartitico che persegue un capitalismo di Stato e una volontà di dominio in alleanza con talune forze anti-occidentali che abusano del capitalismo e della tolleranza che  viene accordata a certi suoi elementi devianti. Stavolta però non è come prima, i confini fra rosso, blu  e nero si confondono, il comunista giallo fa il capitalista blu, l’operaio rosso politicamente si macchia di nero e l’intellettuale che lavora per i colossi industriali del capitalismo si colora con quel che trova e gira sul momento.

    * -          Lazzaro: Il sistema del capitalismo è entrato nella sua terza fase. Ti leggerò l’introduzione del libro che ho in mano:”L’era dell’informazione è iniziata. Negli anni che ci attendono, tecnologie software sempre più sofisticate porteranno la nostra civiltà sempre più vicina al mito di un mondo senza lavoratori. Nei comparti agricolo, manifatturiero e dei servizi, le macchine si sostituiscono al lavoro umano e rendono prevedibile l’avvento di un’economia di produzione quasi completamente automatizzata entro la metà del XXI secolo. La massiccia sostituzione degli uomini con le macchine costringerà ogni nazione a ripensare il ruolo della persona nel processo sociale. La  ridefinizione delle opportunità e delle responsabilità di milioni di persone in una società nella quale non esiste l’occupazione formale di massa sarà, molto probabilmente, la questione sociale più pesante nel secolo a venire Mentre la gente continua a sentir parlare della prosperità economica prossima ventura, i lavoratori in tutto il mondo osservano con perplessità quella che pare essere una ripresa che non crea occupazione. Non passa giorno senza che una multinazionale dichiari al pubblico di essere diventata più competitiva  a livello globale e che i suoi profitti sono in aumento costante annunciando, allo stesso tempo, licenziamenti in massa.” La stesura di questo testo è del 1995 e questa è una ristampa italiana del 2001. Fai i conti 2003 meno 1995 fa otto anni. È da tempo che i meccanismi sono noti. La povertà e la disoccupazione non sono elementi estranei al sistema ma parte di esso e così è anche per l’immigrazione. Tutto si tiene.  Più immigrazione, più distruzione creativa della realtà sociale esistente, più discredito che cade sul sistema politico e maggiori sono le possibilità di creare il nuovo e di costruire fonti di rendita e di profitto dalla distruzione. Pensa solo per un attimo al potere enorme che assumerebbero banche e finanza nella realtà sociale del Belpaese se il sistema universitario fosse quasi integralmente privatizzato. La selezione delle classi dirigenti e degli appartenenti ai ceti professionali o più o meno intellettuali potrebbe essere programmata aldilà dei desideri politici e sociali della maggioranza della popolazione. Pensa a una cosa oggi improponibile: un bel summit fra fondazioni bancarie, dirigenti, esperti del settore, qualche rettore di facoltà e qualche ministro per far da tappezzeria e il gioco è fatto. Riscritte per decenni le regole della selezione, della ricerca e dello studio universitario aldilà della Costituzione, dei diritti dell’uomo, delle libertà di pensiero, d’opinione e di parola. ”

    * -          Sergio: Hai ragione ma c’è un grosso buco in quel che affermi. Questi baroni universitari rossi, neri, blu, gialli, verdi sono meglio del privato? Io credo di no! La banca è quel che è, ossia il male. Ma la gestione a vantaggio di protetti, amici degli amici, amanti, nipoti, figli, mogli che portano avanti da decenni è meglio? A un criterio legato all’egoismo e al male che nasce dal privato e dalla sua cerchia di privilegiati si sostituisce un male certo più grande ma proprio per questo razionale, scientifico, potente e non meschino, lurido, inferiore, deforme, infelice, e spesso osceno. Se devo scegliere fra un male inferiore di tanti piccoli delinquenti pericolosi e meschini e un potere malvagio ma unico e forte sceglierò sempre il potere unico. Il re cattivo ma  legittimo è sempre superiore ai feudatari meschini, vili, apostati e felloni. Guarda cristianamente questa trave e queste pagliuzze. Comprenderai che in te c’è il solito pregiudizio di pensare il privato come male e come  bene  il  pubblico, magari gestito dai partiti amici. Il pubblico deve esser liberato dalla feccia e il privato obbedire alle leggi, giuste in quanto leggi, e non travisarle, inquinarle, corromperle, distruggerle per suoi fini egoistici.

   La notte sta calando dal cortile, anch’esso occupato, si leva un canto.


    * -          Lazzaro: Silenzio, è rimasto qualcuno in cortile sento un canto, qualcuno suona una chitarra. Accidenti non dovrebbero esser qui. Ah! Quel tale, poca cosa è  con tre o quattro immigrati e si è sistemato in un angolo. Tra poco andranno via, questa è l’ultima notte. Ma che cosa è quest’aria? Sembra una canzone molto vecchia, non la conosco.




19 novembre 2010

Le Tavole delle colpe di Madduwatta - La Recita a Soggetto

periferia malvagia

Le Tavole delle colpe di Madduwatta

Il Fascista Immaginario

  • Breve scritto teatrale sulla disgregazione del vecchio mondo umano al tempo del ministro della pubblica istruzione Letizia Moratti e dell’ennesimo governo Berlusconi; è l’ estate del 2003.
  • -          Sergio: Ho una strana impressione: quel libro sul lavoro ti piace fin troppo. Dimmi cosa c’è di così importante.
  • -          Lazzaro: la descrizione di questo processo di globalizzazione, espansione del modello di produzione e consumo statunitense ad altre realtà del mondo umano e a mio avviso la disgregazione del modello stesso che potrebbe collassare sotto il suo stesso peso e sotto le sue contraddizioni e le sue iniquità. In questo sistema il lavoro diventa una merce e la dignità umana una variabile del mercato; nulla si salva dal sistema di produzione e consumo che deve ogni volta distruggere le ragioni e i modi d’esistere ed di essere uomini che vivono fra gli uomini per creare un mondo nuovo altrettanto fragile e provvisorio. Questo mondo di vita, di classi sociali, di rapporti umani, di  ragioni del vivere quotidiano è a sua volta destinato ad essere distrutto per far spazio a nuovi modelli di vita e consumo. Questo avviene non per necessità come nell’Antichità o nel Medioevo ma per ragioni di potenza fra coloro che hanno i capitali da investire e che devono di volta in volta con una mano creare e con l’altra distruggere. Non è la Patria, i destini imperiali, l’onore delle nazioni, la ragion di Stato a muovere la trasformazione del mondo umano e la degradazione della natura a strumento e risorsa ma l’interesse delle multinazionali e dei grandi potentati finanziari. L’essere umano è una variabile di un calcolo economico deciso altrove, per ragioni in parte segrete, sulla base di agende riservate, secondo la necessità e la volontà di una minoranza di ricchissimi, tecnocrati, supermanager.
  • -          Sergio: Parli come uno di quelli che ragiona sulla teoria del complotto, uno di quelli che  temono cabale e massonerie deviate. Comunque è vero i poteri finanziari stanno stritolando i poteri politici qui come altrove; anzi essi stessi sono la politica e la volontà degli esecutivi. Io vedo gli effetti nella vita quotidiana, nella pubblicità, nei discorsi della gente. Non basta essere giusti, morali, avere fede; questo male grandissimo che viene dall’avidità dei pochi, degli stranieri, degli apolidi colpisce e corrompe anche la persona perbene, anche il galantuomo e perfino la donna onesta. Il denaro droga la vita degli umani, il suo bisogno cresce, diventa ossessione, ragione di vita, un Dio. Vedo l’avidità nella mente di coloro con i quali lavoro, il risentimento dipinto nelle espressioni e nelle parole dei molti che non sono ricchi e felici, e ovviamente famosi o per esser brevi VIP.
  • -          Lazzaro: Il sistema del capitalismo che è il fondamento della Rivoluzione Industriale e della civiltà industriale esige dosi massicce di egoismo, di distruzione creativa, di corruzione, di mancanza di scrupoli e in una certa misura tollera anche le truffe e la criminalità. Si tratta di una forma inedita di creare potenza perché essa non si rivolge al passato e alla tradizione ma i suoi scopi sono sempre volti al futuro, l’innovazione scientifica e tecnologica è una questione strategica, il cambiamento anche violento e abietto è necessario.  Il denaro che gira per il mondo umano è come una creatura viva, come un fuoco che per esistere deve consumare in continuazione altrimenti si spegne.
  • -          Sergio: Hai ragione c’è qualcosa di diabolico nella civiltà industriale, ma devi anche ammettere che i sedicenti regimi comunisti o di socialismo reale che di si voglia altro non sono e non sono stati altro che un capitalismo di Stato. Al posto dell’egoismo di alcune minoranze di ricchissimi si è manifestata nei regimi comunisti e similari la volontà di potenza dello Stato e del partito unico al potere che è diventato l’economia e la potenza sfruttatrice della manodopera, esso è stato non meno crudele e aggressivo, sterminatore e persecutore dei capitalisti che erano dietro la costruzione della grande ferrovia negli Stati Uniti e la distruzione delle nazioni indiane. Le forze di sinistra non criticano lo sfruttamento comunista, la distruzione di beni e risorse da parte di poteri imperiali e ideologici, lo sfruttamento di milioni di disgraziati nei paradisi delle Repubbliche Popolari presenti, passate e future. Non basta dimenticare e mascherarsi quando tanta parte dell’umanità è retta da un regime monopartitico che persegue un capitalismo di Stato e una volontà di dominio in alleanza con talune forze anti-occidentali che abusano del capitalismo e della tolleranza che  viene accordata a certi suoi elementi devianti. Stavolta però non è come prima, i confini fra rosso, blu  e nero si confondono, il comunista giallo fa il capitalista blu, l’operaio rosso politicamente si macchia di nero e l’intellettuale che lavora per i colossi industriali del capitalismo si colora con quel che trova e gira sul momento.
  • -          Lazzaro: Il sistema del capitalismo è entrato nella sua terza fase. Ti leggerò l’introduzione del libro che ho in mano:”L’era dell’informazione è iniziata. Negli anni che ci attendono, tecnologie software sempre più sofisticate porteranno la nostra civiltà sempre più vicina al mito di un mondo senza lavoratori. Nei comparti agricolo, manifatturiero e dei servizi, le macchine si sostituiscono al lavoro umano e rendono prevedibile l’avvento di un’economia di produzione quasi completamente automatizzata entro la metà del XXI secolo. La massiccia sostituzione degli uomini con le macchine costringerà ogni nazione a ripensare il ruolo della persona nel processo sociale. La  ridefinizione delle opportunità e delle responsabilità di milioni di persone in una società nella quale non esiste l’occupazione formale di massa sarà, molto probabilmente, la questione sociale più pesante nel secolo a venire Mentre la gente continua a sentir parlare della prosperità economica prossima ventura, i lavoratori in tutto il mondo osservano con perplessità quella che pare essere una ripresa che non crea occupazione. Non passa giorno senza che una multinazionale dichiari al pubblico di essere diventata più competitiva  a livello globale e che i suoi profitti sono in aumento costante annunciando, allo stesso tempo, licenziamenti in massa.” La stesura di questo testo è del 1995 e questa è una ristampa italiana del 2001. Fai i conti 2003 meno 1995 fa otto anni. È da tempo che i meccanismi sono noti. La povertà e la disoccupazione non sono elementi estranei al sistema ma parte di esso e così è anche per l’immigrazione. Tutto si tiene.  Più immigrazione, più distruzione creativa della realtà sociale esistente, più discredito che cade sul sistema politico e maggiori sono le possibilità di creare il nuovo e di costruire fonti di rendita e di profitto dalla distruzione. Pensa solo per un attimo al potere enorme che assumerebbero banche e finanza nella realtà sociale del Belpaese se il sistema universitario fosse quasi integralmente privatizzato. La selezione delle classi dirigenti e degli appartenenti ai ceti professionali o più o meno intellettuali potrebbe essere programmata aldilà dei desideri politici e sociali della maggioranza della popolazione. Pensa a una cosa oggi improponibile: un bel summit fra fondazioni bancarie, dirigenti, esperti del settore, qualche rettore di facoltà e qualche ministro per far da tappezzeria e il gioco è fatto. Riscritte per decenni le regole della selezione, della ricerca e dello studio universitario aldilà della Costituzione, dei diritti dell’uomo, delle libertà di pensiero, d’opinione e di parola. ”
  • -          Sergio: Hai ragione ma c’è un grosso buco in quel che affermi. Questi baroni universitari rossi, neri, blu, gialli, verdi sono meglio del privato? Io credo di no! La banca è quel che è, ossia il male. Ma la gestione a vantaggio di protetti, amici degli amici, amanti, nipoti, figli, mogli che portano avanti da decenni è meglio? A un criterio legato all’egoismo e al male che nasce dal privato e dalla sua cerchia di privilegiati si sostituisce un male certo più grande ma proprio per questo razionale, scientifico, potente e non meschino, lurido, inferiore, deforme, infelice, e spesso osceno. Se devo scegliere fra un male inferiore di tanti piccoli delinquenti pericolosi e meschini e un potere malvagio ma unico e forte sceglierò sempre il potere unico. Il re cattivo ma  legittimo è sempre superiore ai feudatari meschini, vili, apostati e felloni. Guarda cristianamente questa trave e queste pagliuzze. Comprenderai che in te c’è il solito pregiudizio di pensare il privato come male e come  bene  il  pubblico, magari gestito dai partiti amici. Il pubblico deve esser liberato dalla feccia e il privato obbedire alle leggi, giuste in quanto leggi, e non travisarle, inquinarle, corromperle, distruggerle per suoi fini egoistici.
  • -          La notte sta calando dal cortile, anch’esso occupato, si leva un canto.
  • -          Lazzaro: Silenzio, è rimasto qualcuno in cortile sento un canto, qualcuno suona una chitarra. Accidenti non dovrebbero esser qui. Ah! Quel tale, poca cosa è  con tre o quattro immigrati e si è sistemato in un angolo. Tra poco andranno via, questa è l’ultima notte. Ma che cosa è quest’aria? Sembra una canzone molto vecchia, non la conosco.



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