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  noglobalizzazione [ Forum di critica alla modernita' e a questo nocivo sviluppo ]
         


15 ottobre 2010

ANNOZERO DEVE CONTINUARE - L'APPELLO DI MICHELE SANTORO

Aderiamo all'appello lanciato iersera da Santoro ed invitiamo tutti a scrivere e a far circolare il più possibile quanto sotto, volentieri, riportiamo.


Cari amici, vi ringrazio per le adesioni al mio appello che sono già migliaia, ma dobbiamo ottenere il massimo del risultato. Quindi vi chiedo di raccogliere anche le firme di chi non usa internet inviandole contemporaneamente a questi indirizzi:

annozerodevecontinuare@yahoo.it

segreteriapresidenza@rai.it

Il primo indirizzo è molto importante per avere il quadro completo delle adesioni raccolte. Potete utilizzare la formula seguente o un'altra con le stesse caratteristiche:
"Gentile presidente Paolo Garimberti, i sottoscritti abbonati Rai chiedono di non essere puniti al posto di Santoro e che Annozero continui ad andare in onda regolarmente.".
Vi prego di seguire queste semplici raccomandazioni e di far girare la nostra sottoscrizione usando la rete perché è l'unica opportunità che possiamo gestire con le nostre forze.
Un abbraccio


Michele Santoro




24 marzo 2010

RAI PER UNA NOTTE, CONTRO IL BAVAGLIO DELLA CENSURA BERLUSCONIANA

FNSI e USIGRAI presentano
raiperunanotte
Giovedì 25 marzo ore 21.00
dal Paladozza di Bologna
Piazza Azzarita 3

 
Cari amici,
per realizzare la nostra manifestazione - trasmissione, giornalisti, cameraman, elettricisti e operai lavoreranno gratis.
Il volontariato, tuttavia, non basterà a coprire i costi necessari alla realizzazione dell’evento.
Vi chiedo perciò di contribuire donando 2 euro e 50 ciascuno e mi auguro che siate più di cinquantamila ad aiutarci a realizzare la nostra iniziativa.
Raggiungere questo obiettivo sarà la prima importante risposta alla censura. Fate dunque girare questo appello tra i vostri amici e ringraziateli da parte mia per il loro aiuto. Vi aspetto giovedì
Michele Santoro
 
Carta di credito o PayPal - https://www.paypal.com/cgi-bin/webscr?cmd=_s-xclick&hosted_button_id=MY6JRBB6CZQML
 
Bonifico - Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Corso Vittorio Emanuele II, 349 - 00100 Roma
IBAN: IT 50 O 03002 05214 000003925090
Se inviate un bonifico dall'estero aggiungete il codice BIC/SWIFT
BROMITR1715
presso l'Unicredit - Banca di Roma con causale "RAIPERUNANOTTE"
 
Emittenti che trasmetteranno in diretta l’iniziativa (più altre locali):
> Rai News 24
> Europa 7
> Gruppo Tele Lombardia Antenna 3
> Repubblica TV
> Libera sat
> Sky Tg24

> Radio Popolare network
> Radio Città Futura network
> EcoRadio
> Radio Nostalgia
> Radio Bruno
 
Streaming:
> www.raiperunanotte.it 
> www.ilfattoquotidiano.it 
 




10 agosto 2009

QUEL CHE NESSUNO DICE SU TIVUSAT, LA NUOVA PIATTAFORMA RAI-SET

Dal 1° agosto 2009, a dire il vero un po’ alla chetichella e con la gente sotto l’ombrellone , è partita la nuova piattaforma satellitare di Rai-set (ovvero il duopolio Rai e Mediaset, più una spruzzata di La7) finalizzata non tanto a far concorrenza a Sky quanto a disturbare quest’ultima. Un po’ come usava negli anni ’70/’80 quando diverse emittenti si facevano i dispettucci emettendo segnali che dovevano unicamente disturbare qualche stazione concorrente.
La vicenda, per come apparsa sui giornali, è sostanzialmente questa: il 31 luglio scadeva l’accordo pluriennale che legava Rai e Sky, tale per cui la tv di Stato forniva al monopolista del satellite (rammentate l’incredibile fusione - permessa a Murdoch dal centrosinistra - di Stream e Tele+?) contenuti e canali dietro un discreto ritorno economico.
Nel frattempo, si sa, grazie al calcio Sky ha raggiunto una quota di abbonati del tutto ragguardevole, tanto da superare persino Mediaset quanto a ricavi.
E’ a questo punto e sotto il governo presieduto dal proprietario di Mediaset, Silvio Berlusconi, che “Mamma” Rai decide di rinunciare all’offerta di rinnovo di Sky (danno erariale?) e di stringere un patto d’acciaio col suo maggior rivale per realizzare una piattaforma autonoma e riversare in essa tutte le programmazioni prodotte dai tre consorziati.
Ora, qual è il punto. Per prima cosa, per vedere questi nuovi segnali (trasmessi anch’essi sui 13 gradi est di Eutelsat) occorre una smart card di cui nessuno sa ancora niente, salvo qualche grande centro commerciale che ha ricevuto poche unità di decoder contenenti l’acclusa scheda. La maggior parte dei rivenditori, a due settimane dal lancio, brancola ancora nel buio più totale.
Ma quello che nessuno vi dice è un’altra cosa. Ovvero che i quattro quinti dei canali inseriti in questo fantomatico pacchetto “TivùSat” già si potevano ricevere gratuitamente prima con un normalissimo decoder free-to-air. E tutt’ora si possono continuare a ricevere così, senza nuovo decoder, senza card e senza risintonizzare niente. E questo perché TivùSat non è una nuova piattaforma ma un patchwork di cose già esistenti, più qualche nuovo canale proveniente dal digitale terrestre. Così se uno si sintonizza sulla frequenza 10992 potrà osservare il segnale di Rai Uno criptato per TivùSat, ma se spippola un po’, sulla frequenza 11766, potrà vederlo perfettamente nitido, oscurato solo in presenza di qualche evento sportivo internazionale (e neanche tutti). Idem per altri canali. Bizzarra cosa!
Come spiegarsi poi che i canali che prima erano su Sky - non essendoci penuria di spazi sui multiplex già attivi e non sussistendo vincoli di diritti di trasmissione oltre confine - non siano ancora visibili sul digitale terrestre. Quindi ci saranno abbonati Rai di serie A, che hanno speso circa 200 Euro per il nuovo decoder, che li vedranno e tutti gli altri di serie B (compresi quelli che la spesa per il dtt l’hanno voluta o dovuta affrontare) che non li vedranno neanche col binocolo. Parliamo di Raisat Extra, Raisat Cinema, Raisat Prem1um, Raisat YoYo.
Per concludere, tutta questa operazione puzza... da qualunque parte la si osservi. A chi giova, quale profilo di legittimità esprime, quanta gente metterà in casa un altro decoder, l’ennesimo telecomando e una matassa inestricabile di cavi? Non sappiamo. Quello che sappiamo è che non si vede il vantaggio per la tv di Stato e per i suoi abbonati, anche se forse si percepisce quello di Mediaset visto lo stato stagnante e abbastanza fallimentare della propria pay tv sul digitale terrestre. Invece della pay per view di La7 (paghi solo ciò che vedi, esso sì un meccanismo veramente innovatore), poi ceduta agli svedesi di Dahlia, si può solo scrivere ciò che si scrive per i giocatori che vanno in campo gli ultimi cinque minuti di partita: n.g. non giudicabile.
Nel frattempo nessun organo di informazione ha dato la notizia che dal 1 agosto è tornata visibile a tutti, via satellite (12303), la mitica Tele Capodistria che in lingua italiana propone approfondimenti e documentari di rara qualità in tempi di squallidi reality, gratis o a pago che siano!!!

Amici dell’Associazione Futuro Ieri – http://digilander.libero.it/amici.futuroieri




20 aprile 2009

Cieli grigi e notti nere


Il Belpaese: quarantanove passi nel delirio

Cieli grigi e notti nere.

I poteri che dominano nel Belpaese sono estranei alle difficoltà delle diverse genti del Belpaese, ultimamente questa caratteristica di banchieri, finanzieri, ambasciatori di potenze straniere, grandi faccendieri che si muovono fra la politica e i poteri economici occulti o palesi che siano, si è accentuata.  Le vicende del terremoto aquilano e le censure la Santoro per la sua trasmissione rivelano quanto l’illusione di un paese irreale e virtuale cerchi di essere più forte di qualsiasi richiamo alla realtà. Anche quando esso parte dal sistema televisivo. L’irrealtà dell’Italia rappresentata travalica la dimensione del piccolo schermo. Negli ultimi due decenni le trasformazioni dovute al crollo delle grandi narrazioni ideologiche, l’infamia che è caduta sulle classi dirigenti e sulla politica al tempo di tangentopoli, le innumerevoli mutazioni che hanno trasformato la vita quotidiana, l’incapacità di riconoscere i luoghi della propria vita sottoposti ad un’incessante cambiamento hanno rotto la continuità fra l’italiano e la sua storia personale. Il Mario Rossi di turno vive in un paese che fa fatica a riconoscere, i cambiamenti sono arrivati come arrivano i ladri negli appartamenti quando i proprietari sono in vacanza. Un bel giorno si è accorto che ciò che conosceva, che credeva, che pensava è, ed era, falso, distorto, non più parte del suo vivere.  L’amarezza per una realtà italiana difficilissima da decifrare con i suoi processi di trasformazione subiti e imposti dagli eventi e dai cambiamenti tecnologici ha preso il posto della capacità di pensarsi come parte di una realtà unitaria e forse comunitaria. Per questo la rappresentazione di un Belpaese finto, non conflittuale, non dominato dall’odio fra ceti sociali, non fazioso e disfatto nella sua capacità di star assieme, è apprezzato. La finzione irreale è un rimedio contro il male di vivere, è la grande fuga da ciò che non può più essere compreso, il Belpaese è orami indecifrabile. Così al posto della nuda verità di un mondo umano in conflitto e di egoismi sociali violenti e potenzialmente dannosi si ha una specie d’immagine rassicurante, di finzione allegorica del mondo reale, di racconto edificante e moralistico sull’Italia felice e capace, solidale, forte, rispettata nel mondo. Confesso che questo modo di rappresentare il Belpaese me lo rende odioso, preferirei assistere al nudo dramma del conflitto economico, all’esposizione delle passioni di parte, alla durezza di visioni del mondo diverse. Invece vivo al tempo della grande finzione, del racconto virtuale televisivo di un mondo che  non mi appartiene, un modo che riesce ad uscire dal televisore per inquinare il vissuto quotidiano. La finzione televisiva viene amplificata e ripetuta dai giornali, dai politici e poi diventa luogo comune, discorso banale, frasi fatte. Da anni spero di veder cambiare qualcosa ma temo che solo un risveglio traumatico e doloroso come una grande catastrofe aprirà ai molti gli occhi sulla realtà.

IANA per FuturoIeri




14 novembre 2008

QUANDO LA CACCA CI AVRA’ SOMMERSO, NASCEREMO SENZA NASO (ALTAN)

Prima il “venerabile” Licio Gelli che si complimenta con la sua matricola 1816 Silvio Berlusconi e col Governo delle... Libertà (vedi la liberale sentenza di ieri su Genova 2001)... per la fedele realizzazione del Piano di Rinascita Nazionale, alias golpe della P2. Poi Marcello Dell’Utri che dichiara di considerare la Commissione Antimafia un costoso balocco, quindi la nomina d’imperio, da parte del Pdl, a presidente del sopradetto giocattolo di una new entry della casta: Beppe Pisanu, collega e sodale di Cossiga fin dagli anni ’60 e dopo forzitaliota.

Ieri la nomina a presidente della Commissione vigilanza Rai di tale Villari ignoto a chiunque, da non confondere con lo storico e intellettuale Rosario e col famoso studioso del Meridione Pasquale a cui sono intitolate alcune vie italiane.

La vicenda di questo Riccardo Villari è paradossale. I Berluscones scrutano la persona giusta, quella che - diciamo - faccia al caso loro, ci scambiano due parole, danno un’occhiata al curriculum, ok se po’ fa’. Basta? Ancora no, e allora una telefonata al sempre sull’attenti Baffino D’Alema per avere il via libera a silurare il dipietrista Orlando. Sì, sì. Così facciamo tutti un bel giochetto che dà una lezione allo scomodo Di Pietro e fa uno sgambetto a Veltroni tanto per ricordargli la necessità del... dialogo.

Tutto va bene Madama la Marchesa, come al solito nell’Italia di Pulcinella.

Siamo messi così male che la dilagante crisi economica da noi porta un’allegria come la festa del Palio di Siena!

 

Amici dell’ Associazione FUTURO IERI

http://digilander.libero.it/amici.futuroieri/vaini.htm




21 giugno 2008

NEL REGNO DEL TRAPASSATO


Leggendo il quotidiano Metro del 17 giugno 2008 trovo in alto, sulla destra, un lancio di agenzia: “L’autunno di RaiUno riparte dalla Carrà”.  Questa notizia è per chi scrive l’occasione per una riflessione sulla natura senescente di questo paese, tutto deve essere vecchio, già visto, già udito; quasi che una grande paura aggredisse la maggior parte degli italiani.  Non è solo la programmazione televisiva, questo è un paese che teme il proprio futuro, forse i molti intuiscono di non averne uno simile a ciò che ha visto o fatto nel passato e s’agganciano ad ogni segno d’immutabilità, quasi che la televisione, nuovo specchio magico in grado di congelare lo scorrere del tempo e annullare almeno tre decenni di trasformazioni sociali e politiche.  Ovviamente presumo non tanto che la composizione del palinsesto televisivo rappresenti qualcosa per il nostro popolo e non sia solo una scelta di pochi, ma che questo ritorno di personaggi che sono stati importanti nel passato sia il segno di qualcosa di profondo, di quasi antropologico.   L’Italia è fisicamente e spiritualmente vecchia, vuole miracoli, vuole vivere nel trapassato remoto  perché non ha la forza di vedere un suo futuro da creare con la sola propria volontà e con proprie, anche se discutibili, virtù.  Questo citare se stessi, questo vivere nel trapassato  fa vivere chiusi in un piccolo mondo artificiale dove una comoda finzione crea il gran danno dell’illusione.  Al contrario nel mondo reale&concreto tutto è in discussione, tutto è minacciato dalle trasformazioni, gli stessi personaggi creati dalla televisione vengono rapidamente sostituiti, nulla è rassicurante, nulla è certo.   Hanno un bel coraggio i nostri benpensanti, talvolta sedicenti psicologi da uscio e bottega, a parlar male dei videogiochi o dei fumetti violenti: questo è un mondo violento e aspro perché tutto deve trasformarsi, siano essi uomini o cose, per creare profitto, per creare potenza; è la ferrea legge del capitale e del Dio-Denaro.  Qui si ama il passato la rendita, il lontano ricordo, la fuga nel miserabile dato di un presente senza futuro e senza prospettiva.  Le cose non sono sempre andate così, ci sono stati dei momenti e dei periodi diversi, queste diverse genti d’Italia hanno saputo anche affrontare con un diverso sentire le difficoltà e le grandi tragedie della storia.  Per uscire da questo limbo occorre che quelle che fino ad oggi sono minoranze di pochi trovino le molte vie per creare un diverso paese e per coinvolgere queste sfortunate genti del Belpaese che son chiuse nelle loro paure nel loro passato. Occorre che quei pochi spiriti liberi ancora in circolazione influenzino positivamente i molti che son persi nella paura del vuoto spirituale e morale che li circonda.  I limiti di questa Repubblica e di questo Belpaese sono enormi, eppure il primo problema delle genti d’Italia risulta  l’essere fin troppo italiani.

 Tutto qui.

 

IANA per Futuroieri

http://digilander.libero.it/amici.futuroieri/




21 febbraio 2008

COSA CI ASPETTA DAL 15 APRILE

Quello che immaginavamo - e temevamo - è successo persino prima di quanto aspettassimo. Il Partito (sedicente) Democratico e il Popolo delle (cosiddette) Libertà hanno già iniziato ad inciuciare. Qualche abbocco, per la verità, Wòlter “camomilla” Veltroni e Silvio “bellachioma” Berlusconi l’avevano avuto in occasione delle molteplici spallate a Prodi paraculate da riforma elettorale. Ma tant’è, ieri il primo vero bacio. In sede di Commissione Vigilanza Rai, i due moloch che stanno soffocando, giust’appunto, democrazia e libertà, già conciate piuttosto maluccio, hanno votato congiuntamente una modifica alla par-condicio che permetterà loro di avere spazi enormemente superiori a tutti gli altri candidati premier.

Se il buon giorno della campagna elettorale si vede dal mattino, non ci resta che attendere pacatamente, serenamente, le “larghe inciuciate intese” dal 15 aprile in poi, fra chi rappresenta la destra della fu sinistra (i noti radical chic col cuore a sinistra ma il portafoglio ben sistemato a destra) e la sinistra della fu destra (post sessantottini votati al capitale ma tutt’ora col fastidio per le toghe nere o rosse che siano).

Intanto, mentre sul Titanic Italia si balla, un grossa crisi economica appare all’orizzonte...

 

Associazione Futuro Ieri > http://digilander.libero.it/amici.futuroieri/vaini.htm




8 ottobre 2007

LA BRUTTA FINE DEL TG1

L'involuzione del Tg1 da telegiornale di riferimento a telegiornale di intrattenimento è, ahinoi contribuenti di mamma Rai, sotto gli occhi di tutti.
E dire che nessuno avrebbe scommesso una lira che qualcuno avrebbe saputo fare peggio di Clemente(!)Mimun. Invece il famigerato Ri(c)otta sta riuscendo nell'ardua impresa. Il vecchio Tg 1, da sempre governativo ma mai deplorativo, del quale a mala pena si conosceva chi fosse il Direttore quasi come accadeva al Times, è oggi un triste e pallido emulo di un qualsiasi Studio Aperto (il tg gossipparo ma simpatico di Italia 1). Con una patetica spruzzata di vetero-modernità data solo dal richiamo all'indirizzo internet.
Le inchieste sono sulle buche della statale Pontina, o sul bracconaggio dei dàini, per non dire degli indimenticabili scoop sui testamenti del povero Pavarotti... forse, chissa?, per occultare il Vaffanculo-Day di Beppe Grillo o l'iniziativa delle Liste civiche l’altro ieri in Piazza Farnese a Roma o qualunque cosa disturbi un pochetto il manovratore.
Ne sentivamo proprio il bisogno, caro Ri(c)otta, sì. Era proprio il salto di qualità che tutti attendevano. Certo che se per fare 'sto capolavoro occorre aver studiato in America, aridatece Citterich che veniva dal Galluzzo.
Noi ne siamo sempre stati certi: meglio lo stagionato parmigiano all'insipida ricotta!!!
 
P.S.  Meno male che esistono anche trasmissioni come Annozero (ogni Giovedì alle 21 su Rai2) o Report (ogni Domenica alle 21,30 su Rai3), che testimoniano un superstite giornalismo d’inchiesta deontologicamente serio e professionale.
 
FUTURO IERI
( http://digilander.libero.it/amici.futuroieri )
 


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