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16 luglio 2011

Una riflessione sulla crisi da parte di Franco Allegri



Volentieri pubblico per i lettori del Blog questa riflessione sulla crisi di Franco Allegri.


Diario della crisi: 2011 - quarantunesimo mese di 84.

i mesi "relativamente duri" della degenerazione sociale!


SULLA CRISI

Il disastro in corso è chiaro da gennaio, come minimo!

(verso la teoria di Lester R. Brown)

13/07/2011

Di F. Allegri

Da più di tre anni scrivo questo diario della crisi e si può dire che ho previsto tutto e soprattutto che tutto quello che è accaduto era prevedibile: sia i fatti che i momenti e talvolta entrambi!

Non avevo pensato alla guerra di Libia ovvero agli interessi inconfessabili dell’Italia, ma avevo detto (e l’avevo chiaro in me) che marzo sarebbe stato un mese cruciale per I DESTINI DI QUESTO NUOVO ED ENNESIMO ANNO DI CRISI.

Come dico nel titolo: “Il disastro in corso è chiaro da gennaio, come minimo!”

Oggi darò una prima spiegazione, ma nei prossimi giorni una mia periodica traduzione degli scritti di Lester R. Brown mi permetterà quell’approfondimento che il pensiero politico ed economico italico non può fare. Io lessi quello scritto a gennaio!

Oggi farò le premesse necessarie a quello scritto.

Questa non è una crisi come ce ne sono state tante e spesso: è qualcosa di diverso e peggiore anche rispetto alla crisi del 1929.

E’ la crisi del mondo occidentale così come lo crearono e studiarono i poteri forti e gli stati imperiali dominanti dopo la seconda guerra mondiale.

Va in crisi l’ideologia liberal democratica e nasce il terzo capitalismo che sarà caratterizzato dai dissidi tra i vecchi stati dominanti democratici e ricchi da un lato e le grandi nazioni in via di sviluppo guidate da dittature o da pseudo democrazie fragili, popolose e senza delle illusioni sullo sviluppo inevitabile.

A fine gennaio la Tunisia era già in fiamme e l’Egitto era vicino al colpo di palazzo, qualcuno pensava anche all’effetto domino nei paesi arabi del mediterraneo …. tutti sistemi politici che erano clienti buoni della nostra industria e tutti alleati del nostro governo di minoranza e senza un progetto politico.

Lester Brown ha dato una spiegazione originale a questa crisi mondiale.

Da un lato ci sono gli scritti che ho tradotto nelle scorse settimane e che spiegano gli aumenti mondiali del prezzo del grano e di tutti gli alimenti basilari per popolazioni povere e giovani.

Questa è la penuria del pianeta che scalda a livello parziale, ma ad essa va aggiunta la bomba demografica.

Lester Brown ha fatto questa ricerca incrociata nei paesi che sono crollati fino ad oggi e presto vi darò i risultati della sua fatica.

L’aggravamento della crisi è dietro l’angolo e i sacrifici che continuano a chiederci si riveleranno vani, certamente nel medio e lungo termine, forse anche a breve.

Al momento continua la stretta alleanza fra i poteri forti americani e la dittatura Cinese e questa ha tanti inconvenienti: in primis danneggia anche i cittadini americani, sia gli elettori democratici che quelli repubblicani. A lungo termine la situazione si complica e io penso come Lester Brown: questo non è lo sviluppo possibile per la Cina; è un abbraccio mortale e forse anche una strada senza ritorno per quel regime.

L’Europa unita a livello bancario e monetario è in mezzo, tra la dittatura popolosa e l’impero impoverito e mal amministrato!

Mi direte che la Cina aumenta il PIL del 10% annuo?

Mi direte che Giannino (chi?) ha previsto la parità di PIL tra USA e Cina entro il 2019 (per altri anche prima)?

Io vi rispondo qui che il PIL cinese è un falso gonfiato da quell’inflazione che caratterizza tutti i boom produttivi dell’industrializzazione pesante e inquinante: anche la Cina ha la sua bolla e la circonda con problemi seri di sovra – popolazione, inquinamento, impoverimento dei terreni agricoli, aumenti vertiginosi di tutte quelle malattie che caratterizzano le nostre nazioni.

Io voglio aggiungere altre considerazioni strettamente correlate.

Il capitalismo imperiale e dittatoriale non garantirà i livelli di consumismo conosciuti in passato.

E’ luglio e la gente va al mare solo il sabato e/o la domenica. Ecco spiegato l’affollamento delle nostre spiagge: sono tutti a casa e le agenzie non faranno il tutto esaurito nemmeno ad agosto.

L’apatia dei giovani fa il resto specie se accompagnata dei limiti della nostra classe dirigente che nessuno ha selezionato con criteri moderni.

Siamo a tutti gli uomini del Presidentissimo e del governicchio.

Come si fa ad avere un governo di minoranza in momenti così difficili?

Semplice, bastano opposizioni divise e spesso incapaci di valutare quello che accade e accadrà.

Il resto lo fa il mediocre interesse di bottega e la perversione generalizzata e diffusa in ogni ceto sociale e politica!

Auguri Italia, ne avrai bisogno!

Verrà la crisi e farà quel che vuole!

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16 luglio 2011

Le Tavole delle colpe di Madduwatta - La Recita a Soggetto: debiti e politica


Le Tavole delle colpe di Madduwatta

La recita a soggetto: debiti e politica

Anno 2010 estate, nel villino di periferia di Vincenzo si presentano di notte lo zio Francesco e lo Zio Marco Pisani preoccupati da uno strano annuncio.  I due dopo anni si parlano di persona.

Francesco: Ecco che esce fuori il fascista! Ti pareva che non invocasse l’uomo forte, un duce un tanto al chilo. Son morti quei tempi, oggi la gente vuole la pornografia a gratis in rete, i soldi facili, mandar a farsi ammazzare nelle guerre per gli stranieri i figli dei disoccupati e dei poveri, la macchina, l’appartamento, le rendite, cinque pasti al giorno e la vita comoda. Altro che marce, problemi, fatica, e per rancio la gavetta con la minestra riscaldata. Fare l’impero, essere potenza, ma quando mai; siamo la mezza pensione di tutti gli eserciti che a turno bivaccano in questa sfortunata penisola da secoli attraversata da eserciti stranieri e dominata da potenze imperiali. Un popolo invecchiato, impaurito, impoverito e svaporato, con una gioventù smarrita e priva di vero sostegno che cosa può chiedere dal destino: un dittatore o piuttosto un pappone proveniente dalla fila della delinquenza comune?

Marco: La tua cattiveria è pari alla tua insensibilità verso ogni valore. D’accordo forse non sono proprio un patriota, ma il mio discorso resta valido. La cancrena si cura con l’amputazione e i nostri mali hanno bisogno di cure radicali. Riguardo a queste guerre devo dire che non sono le nostre. A che servono? In fondo servono solo a creare debito, e chi controlla il debito controlla le leve del potere e quindi l’economia, il commercio, lo Stato. Un blindato  armato costa almeno un milione di Euro, a un certo punto uno stato deve scegliere. Che fare di questo milione? Ci costruisco un asilo nido, faccio un giardino pubblico per gli anziani, sistemo le strade di una città di provincia, faccio costruire un monumento, offro borse di studio o compro un veicolo blindato per qualche guerra inutile che forse frutterà qualche appalto per la ricostruzione e qualche affare per le banche? Ma la guerra costa, e per pagarla occorre fare il debito, il debito pubblico. Chi acquista il debito assume il controllo o quantomeno ha una potente arma di ricatto nei confronti della politica e di tutto ciò che ci gira attorno. Perché Cina e Giappone  hanno quote significative del debito pubblico Statunitense, è evidente che così cercano di esercitare una pressione sull’amministrazione Obama. E come sono arrivati gli USA a tutto ciò: le spese militari che da una parte dissanguano le casse della loro Repubblica ma dall’altro gli danno l’egemonia globale. Perché chi ha la forza delle armi esercita un grande potere e può permettersi di far lievitare i debiti e di viverci sopra.

Ingegnere: Il mio ultimo viaggio in Cina è stato determinato da un noto calcolo che indica come nel 2010 l’Asia avrà in mano il 10% dei consumi globali e la crescita sostenuta di quel continente porta a pensare che entro il 2030 determinerà il 30% dei consumi globali. Per la verità io non credo a queste statistiche, la statistica è quella cosa per cui se io mangio un pollo con patatine intero e voi saltate il pasto può risultare che dividendo per tre il risultato tutti e tre abbiamo mangiato un terzo di pollo con contorno. Evidentemente in questa storia della crescita in Asia c’è chi vince e chi perde. Comunque mi risulta corretto questo dato della crescita della potenza cinese e aggiungo anche di quella indiana. Personalmente credo solo ai dati numerici che posso controllare o di cui trovo qualche riscontro. Per esempio come si può esser sicuri della solidità di un sistema economico se la speculazione e segnatamente la speculazione su case e fabbricati falsa la realtà. Quando l’economia si è fatta virtuale e la moneta è diventata elettronica è stato possibile negli Stati Uniti creare un mercato immobiliare drogato da milioni di mutui concessi a soggetti poveri o marginali  o che semplicemente vivevano di lavori precari. Di per sé non era una cosa sbagliata: molti di questi soggetti appartenevano a minoranze svantaggiate o erano di colore e la casa poteva essere un primo passo per mitigare le tensioni sociali e la disparità dei redditi, qualcosa però non ha funzionato, il grande piano si è rotto, la crescita non c’è stata, le forze che sostenevano il grande affare sono sparite e la situazione è precipitata. Questi poveri con mutuo  che poi non sono riusciti a pagare le rate, la catena dei prestiti facili ha messo in moto una macchina di pignoramenti e fallimenti che ha rovinato interi quartieri e successivamente le stesse banche. Che te ne fai di una schiera di case pignorate in un quartiere degradato e che nessuno vuol comprare perché non ci sono i soldi per farlo? Mi risulta inoltre che sono sorti diversi problemi legali relativi al pignoramento delle case, temo che davanti all’evidenza di questa cosa colossale i pignoramenti non verranno fatti o comunque andranno per le lunghe. Quei mutui subprime se non ci sono nemmeno gli immobili a garantirli valgono meno di zero. Comunque ora questa vicenda assume contorni terribili, sembra che la crisi abbia causato perdite nel sistema finanziario e bancario globale per 4.100 miliardi di dollari, la stima è del FMI.  Questa è recessione, altro che storie, e quei miliardi si sono dissolti.

Francesco: Il denaro è una convenzione, almeno da quando non è stato più coniato con l’argento o l’oro da re, principi, sommi sacerdoti e così via. Un pezzo di carta è un pezzo di carta, un tondo d’oro o d’argento con il profilo di un re o uno stemma è un fatto concreto. Mi par chiaro che se questi morosi avessero dovuto pagar in monete d’argento o d’oro questa storia non sarebbe mai iniziata. Siamo alle solito i poteri bancari fanno fare il debito pensando di controllare debito e debitore e guarda un po’ che caso: salta il banco. Il potere finanziario e bancario finisce con il perdere il controllo sul mostro che ha creato e la politica per anni presa in giro per la sua imperizia nel gestire le cose dell’economia deve salvare le banche dal fallimento in America e in Europa. Alla fine i profitti sono privati e i danni pubblici. Questa è la logica dello stronzo che mette la fabbrica in un paese di disperati, e io ne so qualcosa, inquina e sfrutta certo dell’impunità. Poi fatti i soldi molla tutto, sparisce spesso con la cassa e rincomincia in un paese diverso. Qui da noi c’è troppa tolleranza per la feccia tra le file dei colletti bianchi. Personalmente dò la colpa alla chiesa Cattolica che perdona con troppa facilità, alla televisione che è cattiva maestra e al popolo italiano che è ignorante e cattivo e ai finti intellettuali nostrani che corrompono la cultura e le masse.

Ingegnere: A questo punto ricordo che siamo perfino un popolo di poveri, quanti saranno ormai dopo quasi tre anni di crisi i poveri in Italia, forse sei milioni, forse sette, forse otto? E quanti quelli che hanno perso la testa, che non studiano più, che non cercano più lavoro,  che sono  delinquenti?

Francesco: Di sicuro i poveri sono almeno otto milioni, l’ipotesi peggiore è senz’altro quella che s’avvicina al dato reale. Vi devo chiedere una cosa… Non è che il nipote per non pagare la cena ha usato qualche trucco che so quello del somalo, delle svedesi, del cinese; lui ne è capace.

Ingegnere: Per la verità no, è stato un caso, almeno credo.

Marco: Il trucco delle svedesi è quello di arrivare con due ragazze e far pagare il conto al quarto che fa da pollo con la scusa che non si può far pagare le signore e poi ci si rifà, quello del somalo è portare uno di colore e dire che viene dalle ex colonie e provare a impietosire il pollo che offre la cena a tutti e due con qualche storia strappalacrime, il cinese è infilarsi dentro una situazione, fare l’intruso e uscir via in silenzio prima che arrivi il conto da dividere magari con la scusa di una telefonata al cellulare o di aver lasciato la macchina in divieto di sosta.

Ingegnere: Incredibile, che storie. No. Vi ripeto un caso.

Francesco: Sinceramente, se si è comportato male porgo io le scuse

 Marco: Senta, facciamo così, bastano un cento euro per il disturbo?

Francesco: Che pazzia è mai questa paghi per il nipote, e tutto insieme!

Ingegnere: Via su metta a posto i soldi, troverò un modo per farmi saldare, non dubiti.




16 maggio 2011

Su Obama: una traduzione di F. Allegri dagli Stati Uniti

L'amico Franco Allegri ha tradotto un pezzo di Nader su Obama, si tratta di una cosa curiosa e un pò retorica che critica certe scelte di questo presidente tanto amato dal suo popolo a stelle e strisce. Mi pare doveroso verso i miei venticinque lettori pubblicare il pezzo.

IL Mio Amico Barack




Il Mio Amico Barack
22/11/2010
Di Ralph Nader

Dopo quasi due anni passati, io posso immaginare George W. Bush che scrive al suo successore la seguente lettera:
Caro Presidente Obama:
Come voi sapete io sto smerciando il mio libro Decision Points e mentre faccio le interviste, la gente mi chiede che cosa io pensi del lavoro che voi state facendo.
La mia risposta è la stessa: Egli ha diritto di prendere le decisioni senza le mie critiche.
E’ un lavoro abbastanza duro anche così.
Ma le loro domande mi spinsero a scrivervi per esprimervi privatamente la mia continua ammirazione per il lavoro che state facendo.
Stupefacente!
Io parlo “in privato” perché l’esprimere i miei sentimenti in pubblico non farebbe alcun bene ad entrambi, se voi sapete cosa io vi esprimo.

Primo, Io posso credere poco alla mia buona fortuna per come la vostra politica militare e estera – “continuità” era la parola usata recentemente dal mio buon amico, Joe Lieberman – ha protetto la mia successione.
Più che protetto, vi siete dimostrato davvero capace – e talvolta potrei dire persino di più – di “calciare l’asino”come il mio Babbo diceva.
Il mio stupore piacevole va oltre ogni limite.
Il nostro Justice Department non ha perseguito nessuna azione contro i miei – per non dire D. Cheney ed Io – con le folle per le libertà civili e i diritti umani che protestano perché lo facciate.
Oltre il mare, tutto ciò che vedo sono 5 stelle.
Voi state ruggendo in Afganistan, quando spedite le nostre grandi forze speciali in Yemen, dicendo, come me, che voi andrete ovunque nel mondo per uccidere quei terroristi.

Lo fate quando diceste che avreste assassinato cittadini USA all’estero sospettati di “terrorismo” – tale notizia uscì dalla radio durante la colazione mentre mangiavo il mio grano sbriciolato e quasi soffocai per lo stupore.
Voi avete i “cajones”, amico.
Io ero esitante sull’attraversare il confine in Pakistan – ma voi, uomo, siete saltato oltre.
Persino Dick, il quale non direbbe mai ciò pubblicamente, mi disse che era impressionato.
Le Sinistre cercano sempre di ricevere le vostre politiche per mostrare me negativamente.
Hah – Esse ricevono l’inferno di un tempo duro, non è vero?
Io segreti di stato, voi segreti di stato.

Io privilegio esecutivo, voi privilegio esecutivo.

Io fermai la distribuzione dei video sulla tortura, voi mi sosteneste.

Io detenzione indefinita, voi detenzione indefinita.

Io interpretazione straordinaria, voi interpretazione straordinaria.

Io ho spedito i droni, voi ne mandate tonnellate in più che volano a 24/7.

Io ho dovuto guardare dall’altra parte rispetto al danno collaterale, voi fate lo stesso e proteggete i nostri ragazzi che lo fanno.

Io ho approvato i raid per assassini notturni, voi state aumentando la puntata specialmente da quando il Generale Petraeus assunse la carica.

Io lagnandomi per la Difesa, voi non saltando un colpo. Io permettendo alla CIA di lasciarsi andare, voi diceste loro di operare in libertà.

Io chiesi nessuna foto delle nostre truppe cadute, voi fate lo stesso, ma permettete alle famiglie di andare a Dover dove io le avrei fatte fare.
C’è una grande differenza.
Io non ho mai aperto un libro di diritto.

Voi siete un massimo giurista di Harvard e insegnante di diritto costituzionale.

Perciò quando voi fate quello che feci io, uomo, è – ciò che si dice – legittimazione!
A livello domestico, certo voi stuzzicate Wall Street, ma voi continuate il grande salvataggio dei banchieri e del loro complesso di supporto.
Certo, siete più duro con le parole, ma loro meritano ciò – ricordate che dissi che i banchieri “sembrano ubriachi” e “hanno mal di testa”.
Ciò che ottenni con tale attacco è nel come voi manipolaste le unioni e i liberal che vi seguirono con i sogni di Hope and Change.
Con quale dolcezza spiegate loro che non hanno alcun posto dove andare, proprio come di solito noi diciamo lo stesso ai nostri conservatori (ma ora sono rinati come Tea Partiers arrabbiati).
Perciò, carta di credito, single payer, gli ostacoli del mio partito alle leggi del Congresso- voi avete fatto dimenticare tutto!
Siete stato un gran presidente – seguendomi su tante cose – mantenendo tanti tagli fiscali e le protezioni, aiutando i miei amici del gas e del petrolio (la mia base), con un grande prestito al nucleare, impedendo a Zio Sam di abbassare i farmaci, espandendo il libero commercio, non facendo il duro in Cina (a mio padre piace questo), evitando la retorica della lotta di classe e così via. Volete sapere quanto confido in voi?
Anche quando denunciaste la “tortura” d’oltre mare, io l’ammisi con orgoglio, approvando il suo uso per proteggere il paese e le sue libertà.
Non consiste in quello la Presidenza, insieme all’onorare le nostre truppe e gli sforzi totali della difesa nazionale?
Sempre fedele—
George W. Bush

P.S. Mia madre Barbara è una grande seguace.
Lei chiama il vostro tempo passato Obamabush.
Acuto, sempre, per qualcuno che non ha facilità di esprimersi.
—————–
Dite ai vostri amici di visitare Nader.Org e di iscriversi a E-Alerts.

Tradotto da Franco Allegri il 03/05/2011. Franco Allegri coordina l’associazione Futuroieri, è laureato in scienze politiche, nel 2008 riuscì a prevedere e spiegare il fallimento di Lehman Brother prevedendo anche la data del 18 settembre, da agosto 2009 spiega il litigio tra Berlusconi e Fini e di recente ha anticipato gli esiti del voto di fiducia, traduce scritti politici dall’inglese e si occupa di economia, diritto, cittadinanza. Su Facebook è Futuro Ieri.




13 ottobre 2010

RALPH NADER E LE MALATTIE DEL PIANETA

Ralph Nader ha concluso, il 9 ottobre a Washington, una conferenza sui picchi di energia indicando ciò che il pubblico deve fare per ridurre le nuove perdite di posti di lavoro previste e problemi simili.
"Giocano con il sentimento pubblico", ha detto a un pubblico rapito al convegno annuale della Associazione statunitense per lo studio del picco del petrolio e del gas (ASPO-USA) nel sollecitare iniziative per raggiungere gli elettori più consapevoli e i consumatori. "La metà della popolazione non crede al riscaldamento globale".
Creare un "Congresso mirato" sarà il suo prossimo tema di battaglia. "E 'il ramo più potente della Costituzione, salvo che non gli piace usare il suo potere", ha detto Nader. "Gli piace devolverlo alla Casa Bianca".
Il suo suggerimento finale è tratto dal suo ultimo libro "Solo i Super-Ricchi ci possono salvare!" In un tratto di questo romanzo-fantasy, egli ritrae miliardari nella vita reale, essa potrebbe contribuire a preservare i sistemi economici del mondo e l'ecologia.
Nader ha parlato l'ultimo giorno di un evento durato tre giorni con la convocazione di 325 ricercatori sul picco del petrolio e le altre fonti interessate, per il primo convegno ASPO-USA nella capitale della nazione. Il gruppo sostiene che dopo 150 anni di estrazione del petrolio la maggior parte dei più importanti Paesi esportatori di petrolio sono ben oltre i loro picchi di fornitura, definito dagli scienziati come "Picco del Petrolio". Il concetto comprende anche le esportazioni, non solo i picchi di produzione.

In questo contesto, Nader ha elogiato i 132 miliardi dollari in fondi di stimolo degli Stati Uniti per contribuire ad affrontare tali problemi. "Non c'è mai stato niente di simile da Washington", ha detto. Ma ha anche aggiunto che la gran parte dei soldi di finanziamento andrebbe inevitabilmente "sprecata", perché la spesa è stata spinta fuori controllo per arginare la recessione, e non è stata coordinata nel lungo termine la pianificazione tecnica necessaria per l'efficienza ottimale.
Per quanto riguarda le elezioni di medio termine? Nader ha attaccato quello che lui chiama "La totale assenza di ogni serio dibattito tra i candidati" per quanto riguarda le questioni energetiche più rilevanti. "Riesco a malapena a distinguere la differenza tra i candidati repubblicani e democratici".
Nader ha incolpato i media di proprietà aziendale, in particolare la Tv. "Il novanta per cento è intrattenimento e pubblicità", ha detto.
Azzeramento in materia di programmazione Tv, Nader ha detto: "Ho sentito che stanno preparando un 'canale scimpanzé', dove loro si devono vestire, e li fanno saltellare in giro". "Non c’è nemmeno un canale per l'uomo"!  [
Huffington Post, 12 Ottobre 2010]

 

Per ulteriori informazione sull’attività di Ralph Nader potete consultare:

http://digilander.libero.it/amici.futuroieri/nader.htm in italiano

oppure

http://www.nader.org in inglese




15 luglio 2010

Una traduzione di Franco Allegri sulla Riforma sanitaria in USA

15 Lug, 2010

QUELLO CHE IL PRESIDENTE NON DISSE


 


QUELLO CHE IL PRESIDENTE NON DISSE


Il gentiluomo dell’Ohio
L’ultimo difensore della sanità (come chiarisce nella conversazione con Esquire.com prima del voto di domenica) rivela i momenti personali dietro la sua decisione e come il destino di una nazione, se non di una presidenza, poteva girare molto diversamente se avesse detto “no”.

Di Dennis Kucinich – intervistato da M. Warren
Domenica, 21 Marzo 2010
Da Esquire.com – 22 Marzo 2010, 2:35 pm

L’incontro che ebbe luogo sull’Air Force One fu il quarto di una serie di incontri che ho ottenuto con il presidente in questi ultimi pochi mesi. Ci fu un incontro il 4 Marzo quando il presidente chiamò nove membri nella Sala Roosevelt alla Casa Bianca e otto di loro avevano votato per la legge quando essa passò alla House l’ultima volta. Ero l’unico che aveva votato contro la legge.
Ringraziai il presidente per avermi invitato anche se io ero un voto contrario.
E in un incontro durato più di un’ora, il presidente coprì una parte del territorio del territorio che pensava importante da considerare.
Sedetti tranquillamente e ascoltai con attenzione e presi alcuni appunti. E alla fine dell’incontro, voi lo sapete, ci salutammo e io me ne andai.
Quando arrivai a casa quella sera – 4 Marzo – avevo ancora questo senso profondo di compassione per il presidente, per come lottava per cercare di far approvare la legge.
Ed era molto chiaro per me che c’era molto sul tema qui – che non aveva detto.
Stavo proprio pensando allo scopo della storia America e qui c’è un presidente che cerca di fare qualcosa, anche se non sono d’accordo con lui.
Dissi a mia moglie: “Tu sai che quasi quasi penso male della sua situazione. E’ davvero una situazione dura – la sua presidenza è in bilico”.
Ed ebbi un senso di tristezza per quello che lui stava lottando.
Mantenni ancora la mia posizione, andai ancora ai dibattiti, intervenni agli incontri, parlai contro la legge perché non aveva un’opzione pubblica, non aveva un’apertura per gli stati favorevoli a un modo libero di single-payer.
Ma allo stesso tempo io quasi quasi ricordo il sentimento che ebbi nel guardarlo mentre si occupava di questo e, voi sapete, cercava di fare quello che riteneva migliore per la nazione.
Ora tenete qualcosa in mente sulla mia relazione con il Presidente Obama: lui ed io abbiamo fatto la campagna insieme.
Un incontro con il presidente è sempre importante – lui ed io ci siamo visti dozzine di volte, durante la campagna e da quando è presidente – ci siamo incontrati tante volte.
Quattro o cinque volte sulla tutela sanitaria.
Perciò la relazione che ho con lui è abbastanza differente da quella con gli altri membri che non erano sulla pista della campagna con lui e che non hanno sviluppato una relazione con lui diversa da quella che i membri del Congresso di solito hanno con il presidente.
Perciò io guardavo davvero all’uomo Barack Obama e pensavo alla sua presidenza.
Ho avuto differenze di opinione con lui su molte questioni.
Ma so che questo è un momento fondamentale per l’America e per la sua presidenza. E’ pure un momento fondamentale per la storia Americana.
Certo, io portai quella consapevolezza con me nel successivo incontro che avvenne sull’Air Force One il quindici di Marzo.
Lo scorso Lunedì. Molte cose erano accadute in solo una settimana, ma durante quel tempo, c’era stata molta speculazione.
Avevo fatto molte interviste attaccando la legge per i suoi difetti ben pubblicizzati e non stavo cedendo.
Dopo ci incontrammo sull’Air Force One, io non dissi al presidente che “Guarda, io sto cambiando la mia posizione – eccomi”.
Non facemmo quella discussione.
La mia decisione arrivò il martedì mattina.
C’è un posto dove vado a Capitol, proprio per cercare di riflettere – prima di prendere decisioni molto importanti.
E’ nella rotonda – proprio vicino alla statua di Lincoln. C’è giusto una panchina.
E io andai su quella Martedì mattina presto, quasi alle sette del mattino quando il sole stava proprio sorgendo e nessun altro era in giro – non c’era un suono a Capital in quel momento del mattino.
E così mi sedetti là in un posto quieto e pensai a questa decisione.
E quello è davvero dove feci il mio pensiero che, malgrado tutto ciò che era nella legge e non mi piaceva avevo l’alta responsabilità verso i miei elettori, la nazione, il mio presidente e la sua presidenza di fare un passo avanti e dire: “Dobbiamo passare questa legge. E dobbiamo usarla come un’apertura verso uno sforzo rinnovato per un approccio più comprensivo per la riforma della tutela sanitaria”.
Anche il capo gruppo ed io avemmo molte discussioni sulla legge.
E io parlai con lei brevemente Lunedì notte e le dissi che stavo pensando agli appelli che lei mi aveva fatto.
E lei disse: “Oh, Dennis, tu lo sai, spero proprio che tu sarai con noi su questo. Questo è così importante”. Ed io dissi: “Bene io sto facendo qualche pensiero su quelle che sono state le vostre considerazioni, Signora Portavoce”.
E Lunedì notte, io parlai con mia moglie Elizabeth – a casa, era tardi.
Elizabeth mi chiese come era andata la giornata. E io le risposi. Dissi: “Tu lo sai sto facendo su questo molto pensiero”.
Chiesi: “Che cosa penseresti se io decidessi di supportare questa?”
E lei disse: “Guarda, ti sosterrò – qualsiasi decisione tu prenda, starò dietro di te”.
E fu importante per me parlare con lei perché, voi lo sapete, le spose vivono con le decisioni che prendono i membri del Congresso.
M’interessa, avevo avuto l’occasione di chiedere l’opinione di Elizabeth e se lei sostiene qualcosa con forza, sono pronto ad essere persuaso.
Quello è proprio ciò che accade quando voi avete una compagna.
Perciò chiesi cosa lei pensasse e poi mi alzai il mattino e mi diressi dritto verso Capitol proprio per meditare su tutte le discussioni che avevo avuto – con il presidente, con il Portavoce Pelosi, con mia moglie e i miei elettori.
E poi dopo essere stato nella rotonda per quasi quindici minuti, me ne andai e venni nel mio ufficio. Quel pomeriggio, ebbi un incontro con il mio staff, e dissi loro che ero deciso a votare a favore della legge.
Ma non ebbi discussioni con nessuno.
E non lo notificai alla Casa Bianca – la Casa Bianca seppe di questo quando lo annunciai dalla sala stampa.
Perché pensavo proprio che questa doveva essere una decisione che prendevo da solo, senza adulazioni o altro. Volevo anche che la gente alla Casa Bianca sapesse che questa decisione arrivava alla fine dalla mia personale buona volontà per dare attenzione alle ansie che il presidente, il Portavoce e altri mi avevano espresso. Questa era una scelta particolarmente dura perché il modello dell’assicurazione privata è qualcosa che io non supporto.
Come avevo detto prima, non ritiro nessuna delle critiche che avevo fatto a questa legge.
Questa è una riforma nel contesto di un sistema di profitto. E il sistema di profitto è stato abbastanza predatorio – esso guadagna per non fornire assistenza sanitaria.
Ora, le riforme in questa legge potrebbe dare qualche ostacolo a quell’impulso.
Ma nulla di più, ho il mio lavoro da preparare per continuare lo sforzo verso un approccio più ampio verso la riforma sanitaria che dovrebbe includere l’attenzione alla dieta, alla nutrizione, alla medicina complementare alternativa e dare potere agli stati che si muovono verso il single-payer.
Quando si analizza la legge appena approvata, è duro usare termini come buona o cattiva.
Perché ultimamente quello che era decisivo per me non era la legge, ma piuttosto il potenziale per creare un’apertura per un approccio più comprensivo verso la riforma sanitaria.
Se la legge fosse stata battuta, questa intera discussione sul nulla ci farebbe sperare di proporre una tutela sanitaria in futuro realizzabile in questa generazione.
Abbiamo aspettato sedici ani dopo la morte del piano Clinton per arrivare a questo momento.
E i tormenti che i membri hanno su tale legge – la temperatura che sale nel corpo politico per questa legge, le sue caratterizzazioni nel dibattito che è stato abbastanza distorto – tutte quelle cose parlerebbero contro il portare avanti un’altra legge di tutela sanitaria nel prossimo futuro se questa legge fosse rigettata.
Bene io devo considerare quello. Devo prendermi la responsabilità per quello.
Qualcuno sui media ha detto che mi preparavo ad essere il Ralph Nader della riforma sanitaria.
Se con il Ralph Nader della riforma sanitaria qualcuno intende uno che resiste ai responsabili delle corporazioni truffatrici, allora quello è un complimento.
Se essi si riferissero alla corsa presidenziale del 2000, penso che quelli che erano più vicini alla campagna di Gore realizzano come quella campagna fu persa per mille ferite.
E per cercare di mettere tutto ciò su quello che Ralph Nader è, voi ricordate il colpo storico.
Ma la sintesi di tale argomento era questa, la gente mi chiedeva: “Dennis, tu stai aiutando a creare il momento che porta alla sconfitta della legge”.
Quello era ciò che la gente mi diceva.
Quello era il senso del messaggio.
E: “E’ questo ciò che davvero vuoi fare?”
E certo devo considerarlo, quando il voto è chiuso e in ogni modo la sfida finale arriva; se la legge fosse passata per un voto o cinque voti o più, la questione del momento sarebbe un qualcosa che ognuno sarebbe interessato a tale punto.
E la gente sa che se io avessi continuato a mantenere la mia posizione di martellamento sui difetti della legge avrei causato la sua sconfitta.
Quella è una critica legittima.
E’ un qualcosa che dovevo tenere in conto nei termine della mia responsabilità personale per la posizione che tenni e per l’impatto che avrebbe sui miei elettori.
Dobbiamo essere sempre aperti alla gente che potrebbe avere un’idea diversa dalla vostra. Perché potreste imparare qualcosa.
E così quando siamo alla fine ed è apparso che io avrei avuto una posizione centrale, ho capito che il momento mi richiedeva di guardare a questo nei termini più ampi possibili.
Guardare a questo nei termini dell’impatto a lungo termine sui miei elettori, dell’attuale momento storico, dell’impatto sulla nazione, sulla presidenza Obama e anche sul presidente stesso.
Dovevo pensare a tutte queste cose.
Non potevo proprio dire, “Bene ecco la mia posizione: io sono per il single-payer e questo non è il single payer, così farò cadere la legge”.
L’anno scorso 77 membri del Congresso dissero che se la legge non avesse avuto un’opzione pubblica essi avrebbero votato contro essa.
E ci furono solo due membri che avevano preso quell’impegno quando era stato votato per la prima volta alla House. Io ero uno di loro.
E l’altro non è più al Congresso.
Così di base ero l’ultimo uomo impegnato qui.
Perciò sono prevenuto verso il dibattito che si svolse a favore della legge.
La mia critica era che questa legge fosse sigillata ermeticamente per non aprire a un sistema no profit: nessuna competizione del pubblico con gli assicuratori privati.
Chi protesta contro il controllo governativo racconta una barzelletta.
Voi lo sapete, quelli che asseriscono che questo è socialismo probabilmente non sanno nulla del socialismo – o del capitalismo.
Quelle proteste fanno proprio parte di uno sforzo per distruggere la presidenza Obama.
E, certamente, per produrre un blocco – in modo che nulla possa accadere. Perché se questa legge fosse caduta, questo figura nel mio calcolo – la legge cade, noi saremo bloccati.
Noi saremo diversi se passerà una legislazione valida invece di nulla.
La presidenza sarebbe indebolita, il Congresso sarebbe un posto dove la leadership sarebbe indeterminata.
Ma si potrebbe andare più a fondo di così.
Siamo in un momento centrale nella storia americana e in contrasto a una presidenza mutilata, devo credere che questo sforzo, tuttavia imperfetto avrà ora un effetto positivo largo sulla società Americana e renderà possibile molte cose che altrimenti non sarebbero state possibili.
Una volta che questo disegno sarà legge, molti americani andranno ad essere consapevoli di questo e chiederanno: Che c’è per me?
E quando avranno maggiore familiarità con la nuova legge, molta gente accetterà questa legge.
Il presidente avrà una mano più forte negli affari domestici e internazionali, e quello sarà buono per la nazione.
I Democratici saranno rinfrancati per approvare un’agenda economica la quale attende che questa legge sia approvata.
Sbagliata o giusta, così lontana da una strategia, la Casa Bianca investì molto in questa riforma sanitaria che ogni altra cosa doveva aspettare.
Ora, penso che ci sia una possibilità che il partito riguadagnerà qualche momento.
E se esso sarà, poi la gente americana avrà finalmente una possibilità di vedere qualcosa fatta nel creare lavori, nel tenere la gente nelle loro case, nell’aiutare le piccole imprese ad accedere al credito, che è un problema enorme proprio ora.
E penso che il cardine qui sarebbe in un tempo molto stimolante dove la presidenza Obama ha una possibilità di pigiare il tasto del reset.
Questa è la mia speranza, come minimo.

Questo mi pensai quando mi sedetti nella quieta rotonda di Capitol lo scorso Martedì mattina.
Pensai a quello che poteva accadere se avessi mostrato qualche flessibilità sul compromesso per l’amore di un progresso più ampio.
Quella fu tutta la parte del mio pensiero quando arrivai al punto e mi diressi al podio a Capitol per annunciare la mia decisione.
E dopo che io avevo finito quello che dovevo dire e lasciato la stanza, il presidente chiamò.
Compresi l’importanza della chiamata e lui comprese l’importanza della decisione che io avevo preso. Ci fu la gravità del momento. C’era una posta da gioco molto alta qui.
Misi tutto nel mio conto – ogni cosa che io speravo poteva accadere se questa fosse passata, ogni cosa che spero accadrà.
E se quelle cose passeranno grazie al piccolo ruolo che potrei aver giocato nell’accendere il momento allora il mio servizio al Congresso sarà stato valido.
——
Franco Allegri è presidente dell’associazione Futuroieri e laureato in scienze politiche e si dedica alla libera informazione politica ed economica anche traducendo gli scritti e le lettere di Dennis Kucinich, Michael Moore e Ralph Nader, l’avvocato e antropologo giuridico e sociale americano. Per approfondire visita il sito http://digilander.libero.it/amici.futuroieri e cercare il suo diario sulla crisi. Su Facebook puoi fare amicizia con lui cercando Futuro Ieri.

TESTO IN INGLESE
What President Obama Didn’t Say

The gentleman from Ohio
The last man standing on health care, as he put it in this conversation with Esquire.com just before Sunday’s vote - reveals the personal moments behind his decision, and how the fate of a nation, if not a presidency, could have turned out a lot differently had he said “no.”

By: Dennis Kucinich- as told to Mark Warren
Sunday, March 21, 2010
From Esquire.com - March 22, 2010, 2:35 pm




20 giugno 2010

Allegri traduce una lettewra aperta di M.Moore

20 Giu, 2010

Una lettera aperta di Michael Moore

Scritto da: F. Allegri In: Michael Moore

 


Presidente Obama: Sostituisca Rahm con Me …

Una lettera aperta di Michael Moore
Venerdì 5 Marzo 2010

Caro Presidente Obama,
Io so che voi state cercando di sostituire Rahm Emanuel come vostro capo di gabinetto.
Modestamente gradirei offrire me stesso, cordialmente, come suo sostituto.
Verrò nel D.C. e riordinerò il disordine che è stato creato intorno a voi.
Lavorerò per un dollaro all’anno.
Aiuterò i Dems a Capitol hill a ritrovare le loro forze e insegnerò loro come battere in modo non violento i Repubblicani in uno scontro.
E vi aiuterò a fare quello che la gente americana ti chiese di fare laggiù.
Non mi serve molto, basterà una brandina nella base della Casa Bianca.
Ora, non farti venire le vertigini per l’eccitazione della mia offerta perché tu ed io andremo ad alzarci alle 5 del mattino, 7 giorni alla settimana ed io otterrò che tu ti attivi per la battaglia ogni giorno (vedi foto).
Ogni mattino tu ed io faremo 100 salti l’uno sull’altro e tu ripeterai dopo di me:
“LA GENTE AMERICANA ELESSE ME, NON I REPUBBLICANI, PER GUIDARE IL PAESE! IO SONO IN CARICA! ORDINERO’ A TUTTI GLI OSTRUZIONISTI DI SGOMBERARE LA MIA STRADA!
SE LA GENTE AMERICANA NON AMA QUELLO CHE FACCIO MI MANDERA’ VIA NEL 2012.
NEL FRATTEMPO, IO PARLO PER CONTO LORO! ORA CONGRESSO, ABBASSATI E DAMMI LA MANO!!”
Dopo indosseremo le nostre maglie per lo jogging e correremo fino a Capitol Hill.
Prenderemo i nomi, tireremo ai bersagli e poi prenderemo altri nomi.
Se dovremo fare alcuni canti o prese Nelson, allora così sia.
Nelle tasche avremo della carta per mostrare ai Dems incerti come vinsero nel 2008 – i dati dei sondaggi che mostrano come la maggioranza degli americani si oppongono alle guerre in Afganistan e Iraq e vogliono i banchieri puniti.
Come sergenti addestrati, li guarderemo in faccia e chiederemo loro: “QUALE PARTE DEL MANDATO PUBBLICO NON COMPRENDETE, SOLDATO?!! ABBASSATI E DAMMI LA MANO!”
Lo so questo è il lavoro che Rahm Emanuel doveva fare.
Ora non consideratemi in errore.
Ho ammirato spesso Rahm Emanuel (se non contate che negli anni ’90 sostenne al Congresso quel NAFTA che distrusse città come Flint Michigan. Lo so, sono scelte.).
Lui ci serve nel lungo periodo – una macchina da guerra che non fa prigionieri o apologie.
Uno che non ha paura di sporcarsi le mani e di colpire la destra fino a sottometterla.
Lontano dall’essere il bullo da declamazioni oscene egli è stato ritratto come: Rahm è quello che BATTE i bulli e ci protegge da loro.
Questo è certamente quello che fece nel 2006.
Dopo 6 lunghi, miserabili anni nei quali la classe media fu massacrata e il povero fu fatto scorrere giù per il gabinetto, Rahm Emanuel prese il lavoro di riportare il Congresso ai Democratici.
Nessuno credeva che ce l’avrebbe fatta.
Ma egli lo fece. Gran momento.
Egli mise la paura di Dio nel partito di Rush e Newt. Essi non sono stati mai così spaventati.
Pure più importante, egli instillò un senso di speranza nei Democratici che ora potrebbero segnare la madre di tutti i cappelli decorati nel 2008 – e con voi, un Afro Americano niente meno, in pole position!
Questo lavorò. L’Oscurità finì.
La vasta maggioranza della nazione pianse con gioia la notte dell’elezione (quelli che non piansero uscirono e comprarono un numero record di armi e pallottole).
Al contrario dell’ultimo presidente, non “vinceste” con 537 voti in Florida (anche Gore vinse il voto popolare di mezzo milione), voi batteste McCain con 9.522.083 voti in più!
La House democratica inflisse una sconfitta di 79 voti di margine. Il Senato Dems si riunisce con una super maggioranza di 60 voti mai vista in 30 anni. Le guerre dovrebbero finire ora.
L’America vorrebbe avere la sanità universale.
Wall Street e le banche andrebbero controllate, come minimo. I cittadini che lavorano duro non andrebbero buttati fuori dalle loro case.
Si pensava che fosse l’alba di una nuova era.
Ma i Repubblicani non se ne andarono calmi nella notte.
Voi vedete, invece di avere solo un Rahm Emanuel, sono TUTTI Rahm Emanuel.
Ecco perché di solito vincono.
Diversamente da molti Democratici, sono inflessibili e inarrestabili.
Quando credono in qualcosa (che di solito è stessi e il lavoro di K Street che essi sperano di essere premiati con qualcosa), essi lotteranno per quello fino alla morte.
Sono fedeli ad una responsabilità verso l’altro (non furono capaci di denunciare Bush quando seppero che lui stava distruggendo il partito).
Colpirono forti i loro talloni non importa come.
Se li esiliate in un pezzo solitario del polo struggente, diranno che è un normale “disgelo di Gennaio” anche se l’Artico glaciale bagna di rosa i loro colli che temono Dio (“Vedi che intendo per – acqua FREDDA! ‘*riscaldamento* globale’?! Adamo e Eva a cavallo dei dinosauri .. aghh! Gulp gulp gulp”).
Pensammo di essere tutti fatti con questa follia, ma ci sbagliavamo.
Come una bestia che non potete ingabbiare, i Repubblicani convinsero non solo i media, ma VOI e i vostri seguaci Dems che 59 voti era una *minoranza*!
Tempo prezioso fu perduto cercando di ottenere un “consenso” e cercando di essere “bipartisan”.
Bene, voi e i Democratici siete in carica adesso da oltre un anno e nessuna regolazione bancaria è stata reintrodotta.
Non abbiamo la tutela sanitaria universale.
La guerra in Afganistan si è intensificata.
E decime di migliaia di Americani continuano a perdere il lavoro e sono sfrattati dalle loro case.
Per la maggioranza di noi, semplicemente non è più abbastanza buono che Bush se ne sia andato.
Ale ale. Bush se n’è andato. Felicità.
Questo non ha creato un nuovo tipo di fregatura.
Siete proprio un buon ragazzo, Presidente.
Voi veniste a Washington con le vostre mani tese verso i Repubblicani e subito loro le tagliarono.
Voi volete essere rispettoso e loro decisero che avrebbero detto “no” a tutto quello che voi avreste suggerito.
Ancora, voi continuate a dire che credete ancora nel modello bipartisan.
Bene, se volete l’equidistanza, andate avanti e fate vincere i Repubblicani a Novembre. Allora avremo l’equidistanza che volete.
Fatemi essere chiaro su una cosa: I Democratici nell’Election Day del 2010 otterranno una sconfitta di proporzioni bibliche se le cose non cambiano da ora.
E dopo la presa del potere della nuova maggioranza Repubblicana, essi con pochi conservatori democratici al Congresso otterranno un’incriminazione bipartisan per voi che siete socialista e cittadino del Kenya.
Quanto sarà bello vedere i due lati della navata lavorare insieme di nuovo!
E il breve tempo che abbiamo per fissarequesto paese va usato.
Andiamo. Andiamo, ragazzo, andiamo.
Non so cosa volesse fare il vostro team, ma non vi ha servito bene.
E Rahm, povero Rahm, è ora un combattente – non contro i Repubblicani, ma contro la sinistra.
Chiama quelli di noi che vogliono la sanità universale “fo***ti ritardati”.
Guarda, non so se Rahm è il problema o se lo è Gibbs o Axelrod o qualcuno degli altri grandi personaggi con i quali abbiamo un debito di riconoscenza per avervi fatto eleggere.
Tutto ciò che so è che tutto quello che alimenta la vostra Casa Bianca sta andando in fumo.
Il tempo di agitarsi è arrivato!
Il tempo di portarmi a farvi impegnare ogni mattina!
Vai Barack! Dai Obama! Lotta, Squadra, Lotta!
Sarò impacchettato e pronto a venire a D.C. domani. Se aiuta, voi non perderete Rahm del tutto perché porterò suo fratello con me — il mio agente, Ari Emanuel.
Uomo, dovresti vederlo negoziare un accordo!
Hai mai voluto vedere Mitch McConnell camminare lungo Capitol Hill portandosi la sua testa tra le mani dopo essere stato maneggiato da lui l’infame Ari?
Oh, ragazzo, sarebbe grazioso – ma ragazzo esso sarà dolce! Che dici, Barack?
Io e te contro il mondo! Si può fare!
Sarebbe curioso — e si potrebbe fare qualcosa. Cosa abbiamo da perdere? La speranza?
Vostro con ritardo, Michael Moore
MMFlint@aol.com
MichaelMoore.com
P.S. Solo per darvi un’idea del nuovo stile che porterei con me, quando la prossima volta un “cornhole” come il Sen. Nelson cercherà di moderarvi, ecco quello che dirò per ottenere il suo voto: “Avete 30 secondi per ritirare la vostra richiesta o io personalmente farò in modo che il Nebraska non ottenga un altro dollaro federale per il resto del mandato di Obama. E poi io farò sapere a tutti nel paese che voi indossate mutande alla moda , a rovescio: ORA RINUNCIA E DAMMI LA MANO!”
Tradotto da F. Allegri il 12/06/2010.

Franco Allegri è presidente dell’associazione Futuroieri e laureato in scienze politiche e si dedica alla libera informazione politica ed economica anche traducendo gli scritti e le lettere di Dennis Kucinich, Michael Moore e Ralph Nader, l’avvocato e antropologo giuridico e sociale americano. Per approfondire visita il sito http://digilander.libero.it/amici.futuroieri e cercare il suo diario sulla crisi. Su Facebook puoi fare amicizia con lui cercando Futuro Ieri.

TESTO IN INGLESE
President Obama: Replace Rahm with Me …
an open letter from Michael Moore

Friday, March 5th, 2010




17 aprile 2010

Sulla Politica interna Statunitense, trad. di Franco Allegri

16 Apr, 2010

L’abbandono di Dodd e Dorgan

Scritto da: F. Allegri In: Ralph Nader

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OkNotizie  
9 gennaio 2010

Di Ralph Nader
Il ritiro dei Senatori Democratici veterani, C. Dodd, 65 anni, del Connecticut e Byron Dorgan, 67 anni, del Nord Dakota hanno alcune conseguenze sia a breve che a lungo termine per il Partito Democratico e i suoi membri. L’annuncio del ritiro del Senatore Dodd non mi ha sorpreso.
Egli ha passato momenti difficili con questa sanità, con la perdita del fratello germano più vicino e del suo grande amico al Senato — Ted Kennedy — e non sarebbe incline a combattere una guerra in salita per la rielezione.
Il 2010 è, di fatto, l’anno legislativo più importante della sua carriera per le riforme dell’assicurazione sanitaria e finanziaria.
Mr. Dodd potrebbe rassicurarsi perché è molto probabile che egli sarà sostituito dal Procuratore Generale del Connecticut R. Blumenthal che guida i sondaggi ed è pronto a vincere facile.
Mr. Blumenthal troverà una grande opportunità per usare la sua esperienza pratica come un importante avvocato dei consumatori al Senato contro le infrazioni aziendali.
Il Senatore J. Lieberman — l’ermafrodita politico della politica nazionale — probabilmente è eccitato.
Blumenthal detesta le politiche di Lieberman e la sua auto-rettitudine untuosa ed era pronto a batterlo nel 2012.
Ancora una volta, Lieberman trova trifogli a 4 foglie — la prima quando fu il 50esimo voto democratico al Senato, poi il 60esimo voto — con il fine di spingere il Partito Democratico verso la destra, e ora ha perso un avversario formidabile per il 2012.
Per il Senatore Dodd, la questione è se (ora che è liberato dai finanziamenti di Wall Street) può divenire un avvocato legislativo tenace di consumatori e investitori nella principale legge di regolazione di Wall Street che ora è alla Senate Banking Committee dove lui è il Presidente e la forza più potente.
Come un’anatra zoppa, tutte le sue competenze e decisione dovranno essere usate per evitare che i suoi colleghi prendano vantaggio dal suo ritiro annunciato.

Il populista della prateria del Nord Dakota, il Senatore Byron Dorgan lascia dopo 30 anni passati alla House e al Senato.
Egli lascerà un grande buco che sarà più grande se sarà sostituito dal Governatore Repubblicano incombente John Hoeven.
Dorgan fu un autentico “American populist”.
Da bambino, i suoi parenti l’avrebbero portato ai comizi dei duri agricoltori contro le grandi ditte che difendevano la tradizione della Non-Partisan League del grande populismo agricolo.
Come commissario fiscale del Nord Dakota, indicò la strada per sfidare le grandi imprese multinazionali che stavano usando tattiche evasive per sfuggire alla tassazione statale.
Al Senato, undici anni fa, guidò un manipolo di Senatori profetici in una battaglia perdente per preservare la prospera Glass-Steagall Act che teneva separate le banche commerciali da quelle di investimento.
Clinton, i grandi banchieri e il Tresury Secretary Robert Rubin presero la loro via e l’economia continuò a perdere la sua in un’orgia di disastrosa speculazione alimentata con il denaro dell’altra gente.
Sempre con i piedi per terra, dalla parte di chi lavora, Dorgan non fece mai sua la teoria empiricamente infame del “libero commercio” usata per esportare lavori e industrie in nazioni guidate da dittatori fascisti e Comunisti che sanno come tenere i loro lavoratori al loro posto.
La sua critica della Federal Riserve era informata e inflessibile, come lo erano i suoi moniti sulla crescita del monopolio dei media in sempre meno mani.
Se è così bravo, perché ha deciso di lasciare?
Nelle sue parole, vuole scrivere una coppia di libri, insegnare un pochino e fare qualche lavoro sul terreno dell’energia “nel settore privato”.
L’ultima suscita alcuni fastidi tra i suoi amici più vicini. Come uno che ha conosciuto il Senatore Dorgan per anni, sospetto che ci sia un’altra ragione nel miscuglio.
Vuole ottenere cambiamenti reali che lui ritiene sostenuti dalla maggioranza degli americani.
Ha atteso per tanto tempo che i Democratici prendessero il controllo del Congresso e della Casa bianca.
Questo è accaduto e poco è cambiato.
Alla fine del 2009, durante il dibattito al Senato sull’assicurazione sanitaria, Dorgan propose e spiegò eloquentemente un emendamento per ridurre i prezzi dei farmaci — i più alti del mondo – permettendo la cosiddetta reimportazione dei farmaci da paesi come il Canada soggetti a protezioni normative.
Si attendeva il sostegno forte del presidente dato che Obama aveva promesso di sostenere questa lotta necessaria nella campagna presidenziale.
Dorgan si sbagliava.
La Casa Bianca non usò nessuno dei suoi capitali per avere i pochi voti extra necessari.
Per Mr. Obama era già fatto un accordo privato con i capi delle imprese del farmaco.
Questa potrebbe essere stata l’ultima goccia per il Senatore Dorgan.
Egli non è l’unico Democratico progressista al Congresso che sta dicendo: “Da che parte sta il Presidente Obama, per davvero?”
Amerei vedere una petizione firmata da dozzine di gruppi civici, di operai, e agricoltori USA per spingere il Sen. Dorgan a rivedere la sua scelta e correre per un altro mandato di 6 anni.
In caso contrario un altro presidio della gente al Congresso sarà distrutto.
Quella voce interna della giustizia va considerata un valore da salvare e per questo si possono rinviare i 2 libri e l’insegnamento.
—-
Tradotto da F. Allegri il 13/04/2010
Franco Allegri è presidente dell’associazione Futuroieri e laureato in scienze politiche con una tesi sulle relazioni fra stato e chiesa e si dedica alla libera informazione politica ed economica. Per approfondire visita il sito http://digilander.libero.it




8 marzo 2010

Sanità e finanza in USA

L'amico Franco Allegri ha scritto questo pezzo sulla situazione statunitense, certo di far cosa gradita lo pubblico per la cuiosità dei nostri venticinque lettori. IANA


23 Feb, 2010

Sanità e finanza in USA

Scritto da: F. Allegri


22/02/2010
Di F. Allegri
Ogni giorno ricevo tante mail dagli USA; questo è il prezzo che ho dovuto pagare per ricevere quelle buone che invece arrivano una sola volta alla settimana.
Scarto con facilità quelle pessime, ma devo leggere tutte quelle sulla sanità. I repubblicani si sono scatenati, sembra che non governino da 30 anni e purtroppo nessuno dice loro che le macerie della riforma Obama sono tutte sotto il marchio delle idee della destra americana. Niente sanità pubblica, avranno ancora quella privata con vari peggioramenti.
Altre mail riguardano la finanza, queste (insieme a quelle di Nader) spiegano meglio la questione del mega prestito statale (leggi contribuente) alle banche e soprattutto ci ricordano che la crisi in USA non è passata, proprio no!
Da qualche giorno è arrivata la notizia che la FED rialza i tassi, che l’economia è in ripresa e così via. Ma dove? Prima di luglio si potrà dire poco, questa è la verità!
Ho già scritto che della riforma sanitaria se ne riparla tra 3 anni sia che Obama trovi i 60 voti o no! Certamente i limiti alle pratiche di parte delle assicurazioni sono sempre più deboli e i parlamentari del syngle payer non sono riusciti ad incidere. Che faranno? Ad oggi non sono in grado di dirvelo. Ricordo che la spesa sanitaria in USA resta molto alta nonostante i servizi offerti siano minimi e complessivamente il sistema sanitaria USA non è classificato fra quelli delle super potenze mondiali: anche per queste ragioni M. Moore girò una parte del documentario Sicko a Cuba. Ad oggi si può sostenere che le lobbies stanno vincendo e questo va detto chiaro e senza stupore, magari con la consapevolezza della forza di queste realtà.
Tra 3 anni gli americani avranno ben poco. Credo che Obama baserà su questo la sua prossima campagna presidenziale, ma forse sto facendo un ragionamento prematuro.
A livello economico e finanziario le cose sembrano leggermente migliorate: le banche e le assicurazioni hanno restituito una piccola parte dei soldi presi in prestito e le decisioni prese al G 8 hanno causato i piccoli miglioramenti nel breve periodo. Del resto servivano a quello, ora è iniziata la nuova fase; l’incontro tra Obama e il Dalai Lama segna l’avvio della nuova fase. Non si può e non si deve dire che il peggio è passato, purtroppo lo fa il sistema mediatico americano, le sue televisioni e i suoi giornali! Nel frattempo è partita l’annuale offensiva americana contro le tribù afgane. Sul tema ci si può fidare solo di Emergency e di pochi altri.
HO TROVATO UN NOME PER QUESTA FASE DELLA CRISI: È QUELLA DELLA FALSA GUARIGIONE!
Il massimo rischio è nelle tasche dei piccoli investitori e in alcuni fondi pensione. Fossi in loro non mi fiderei delle rassicurazioni frettolose.
Venerdì scorso ho ricevuto anche una mail da Nader: il titolo era No Nukes. L’ho letta subito e ho capito la novità, Obama torna al nucleare. Ho avuto 4 giorni di vantaggio rispetto alla RAI e alla Fininvest. Non male, ma ho fatto di meglio! Molti si chiedevano su cosa potesse basarsi la grande scelta verde di Obama, ora lo sanno. Non sarà il solare, non poteva essere l’eolico, sarà il ritorno al nucleare. Tradurrò quella mail a suo tempo, ma leggete sempre Nader, anche quelle vecchie magari dove spiega che la migliore fonte alternativa è il risparmio energetico.
Spero che qualcuno non si illuda ancora su Obama …. Aggiungo solo che non basta un uomo per cambiare il mondo, grande o piccolo che sia!




20 ottobre 2009

Basta Obama! Voglio scrivere di cose di provincia

La valigia dei sogni e delle illusioni

Basta Obama! Voglio scrivere di cose di provincia

Ho seguito con crescente timore le cronache di otto anni di guerre di Bush, adesso mi si racconta la favola felice del buon principe che arriva a raddrizzare i torti, si chiama Barak Hussein Obama e ancor prima di qualsiasi risultato tangibile prende il premio Nobel per la pace.

Quale pace?

Di cosa si favoleggia in questi pazzi tempi dove le parole hanno smarrito il loro senso e il loro suono?  

Potrei fare delle facili ironie e raccontare di Nobel inventore della dinamite, sbeffeggiare pacifismi di maniera e ipocrisie farisaiche. Invece basta Obama!

Voglio scrivere per i miei venticinque lettori cose di provincia, sestesi addirittura.

Il 16 e il 17 ottobre 2009 a Sesto Fiorentino presso un parco cittadino e nella Villa San Lorenzo è stata onorata la memoria di Ivan Della Mea cantautore popolare e comunista atipico recentemente scomparso con convegni, buffet popolare, canti e musica. Si trattava a suo modo di un maestro, di un cavaliere d’altri tempi che in questi decenni di decomposizione e corruzione ha cercato di cantare le disgrazie e le piccole gioie dei ceti operai e contadini d’Italia, le loro lotte spesso di sinistra, la delusione di tanti militanti rossi davanti al destino avverso e alla loro incapacità di fermare i processi distruttivi e creativi della civiltà industriale e del consumismo edonistico e acritico. Un piccolo eroe della parola e della musica in questa valle di lacrime e duro fango. Certo questa qui è una cosa di provincia, marginale, quasi privata per certi aspetti. Eppure mi ha fatto impressione la folla di circa trecento persone di ogni età che ha sfidato il freddo, non c’era riscaldamento al concerto nel parco, che è stata per ore ad ascoltare il ricordo cantato degli amici di costui, che ha riascoltato in video qualche sua parola, il pubblico stesso si è più volte unito ai canti di lotta e di protesta di Ivan e di altri. Per parlare davvero di pace in questo consorzio umano residente nel pianeta azzurro ritengo che ci sia bisogno da parte dei singoli della cognizione di quella elementare solidarietà umana che esce fuori dal fare una cosa tutti assieme, dall’essere uniti da un ricordo, dal condividere qualcosa di certi valori, dal provare una gioia primitiva nello star con gli altri a far una cosa bella. Si tratta di un sentire e di un fare estraneo alla persuasione pubblicitaria, all’intrattenimento televisivo dei predicatori delle sorte magnifiche e progressive della civiltà industriale, di qualcosa di estraneo nel senso più profondo alla solitudine che è parte costitutiva della civiltà dei consumi. La pace di cui si narra in televisione e sui sistemi d’intrattenimento e d’informazione è la naturale continuazione della propaganda di guerra, da una parte i buoni, dall’altra i cattivi. Come in certi brutti film o in certi fumetti per adolescenti: qui sono collocati i buoni dipinti e vestiti da buoni, là i cattivi dipinti e vestiti da cattivi e guai a chi la pensa diversamente.  Sarebbe bene dare alle cose il loro nome, quello vero e non una qualche fantasia creativa da pennivendoli e addetti alla propaganda di guerra. Se la pace oggi è la banalità della “guerra di guerriglia” o il quotidiano di quella “a bassa intensità” allora si usino i termini appropriati senza ipocrisie farisaiche.

Questo è il primo passo per far una cosa seria, anche quando s’invoca la Pace come se fosse una divinità pagana.

 

IANA per FuturoIeri




4 ottobre 2009

Una lettera da Nader


L'amico dottor Franco Allegri mi fa avere questa sua traduzione di uno scritto di Ralph Nader, ancora una volta devo constatare la profonda differenza che si respira quando a parlare di USA sono statunitensi dentro i fatti del loro Impero a Stelle e Strisce e non i giornalisti nostrani. C'è qualcosa di nuovo e di strano in questo scritto. Per il comune lettore italiano suona come una novità una critica dagli USA verso il presidente Obama; forse è una lezione di democrazia quella che viene da questa lettera: nessuno neanche il punto più alto del vertice del potere politico è aldilà delle critiche in un sistema democratico bene ordinato.
 Buona lettura.


IANA


 
[24 agosto 2009]

Distribuitela, grazie.

Tra la Retorica e la Realtà

Di Ralph Nader

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La Casa Bianca di Obama - piena di consiglieri politici ritenuti intelligenti guidati dal Presidente del movimento campagna del 2008 "Change You Can Believe In" - è in disordine.

Le peggiori varietà multiple e confuse del disordine provocano la confusione pubblica, il conflitto interno al Partito Democratico, e il lento ritiro della fiducia in Mr. Obama da parte dei suoi sostenitori più forti in tutto il paese.

Due dei sostenitori più tenaci sui media - gli editorialisti Paul Krugman e Bob Herbert del New York Times si stupiscono dei piani di Mr. Obama.

Krugman ha replicato l'idea del collega saggista del Sunday Times F. Rich che ha scritto sulle "sciocchezze" dette da Obama ai sostenitori a sostegno dell'adozione subdola, opposta e stupefacente delle peggiori politiche aziendali e militari di Bush. Invece B. Herbert, preso dal piacere del suo eroe politico per il ciarlare e vagheggiare di riforma sanitaria, pubblicò tale valutazione riluttante:

"Quasi ogni giorno sento uomini e donne delusi che votarono con entusiasmo per Mr. Obama. Essi credono che le banche agirono come dei banditi nei salvataggi, e che l'iniziativa sulla tutela sanitaria possa divenire un pasticcio. Il loro più grande fastidio, quello che Mr. Obama sia molle, restio o incapace a combattere con una durezza sufficiente a respingere i responsabili per il cattivo stato della nazione, è forte".

Raramente c'è stato un tempo più propizio per trasformare una leadership presidenziale.

Il capitalismo aziendale disgraziato ha frantumato l'economia.

Le condizioni di vita di milioni di lavoratori e pensionati le cui tasse furono usate per salvare questi truffatori e speculatori di Wall Street sono tetre.

Invece di esprimere rimorso, i lobbisti aziendali arroganti lavorano sul Congresso con domande feroci, alimentate da idee politiche da registratore di cassa e pagarono comizi costosi nei Distretti congressuali.

Le grandi imprese e i loro comitati d'affari non vogliono una vera riforma dell'assicurazione sanitaria che ridurrebbe i monopoli e i profitti. Non vogliono che gli standard di efficienza energetica e di progresso interferiscano con il loro squallido inquinamento e con l'inefficienza.

Non vogliono riduzioni al bilancio militare gonfiato e circondato da squallore, dalla frode e dall'abuso di ciò che il Presidente Eisenhower chiamò "il complesso militare industriale" nel suo discorso di congedo al popolo americano.

I supremi aziendali non vogliono riforme nelle leggi fiscali deliberatamente complesse e oscure per favorire gli evasori e gli elusori aziendali e i paradisi fiscali per i super ricchi. In breve, le imprese globali vogliono che Washington, D.C. continui ad essere il loro grande liberalizzatore e la vacca grassa per continuare l'abbandono dei lavoratori americani, il saccheggio del contribuente americano e la frode al consumatore americano.

Dimenticate la legge aziendale e l'ordine di reprimere l'onda del crimine aziendale.

L'armonia, il Presidente bipartisan Obama e il suo capo squadra Rahm Emanuel le hanno messe nel sacco.

Quello che sconfisse H. Clinton lo scorso anno ha avuto successo nel dividere i Congressisti Democratici in progressisti, liberali aziendali e Conservatori di Blue Dog, i Repubblicani possono credere a mala pena alla loro fortuna e sono impegnati a sfruttare questi scismi.

L'On. Steny Hoyer, il numero due Democratico alla House, scredita il suo portavoce sul piano di "opzione pubblica" di Nancy Pelosi per l'assicurazione sanitaria.

Il Sen. M. Baucus - un Repubblicano mancato mascherato da Democratico Presidente della Senate Finance Committee - lavora d'amore e d'accordo con i Repubblicani di destra e con la Casa Bianca per varare una debole legge "bi-partisan" che creerà nuova debolezza dato che i Repubblicani aziendali aspirano ad aumentare la debolezza della Casa Bianca.

Nel frattempo, alla House dei Rappresentanti, i legislatori più progressisti accusano il loro vecchio collega, Capo di Commissione, Henry Waxman di aver venduto ad un Blue Dog spavaldo i Democratici nella sua Commissione.

Al contrario Mr. Waxman stesso deve essere seccato che persino la sua "opzione pubblica" di compromesso (che i Democratici potrebbero chiamare "scelta pubblica") sarà deragliata dalla legge che l'asse Baucus/Grassley/Obama presto svelerà al Senato. Gli elettori di Obama non conoscono quello che hanno creduto di sostenere.

Mai Obama si identificò con un'idea chiara di riforma sanitaria - per non menzionare il single payer (pieno accesso per tutti al Medicare), che lui avrebbe favorito se avesse "iniziato a legiferare".

Non c'è stato nulla per mobilitare i suoi sostenitori nel paese e radunarsi.

E' triste da dire che questo era predetto dal curriculum politico di Obama come Senatore dell'Illinois e degli USA.

Raramente lui ha preso posizione e combattuto contro i suoi avversari. Persino dopo che lui ha fatto un accordo con loro, essi continuano a indebolire la sua agenda.

Ancora, B. Herbert intuisce l'andamento disturbante:

"Sempre più il presidente è visto dai suoi sostenitori come uno che amerebbe compiacere tutti, che è incline di natura alla scelta della soluzione bipartisan, che crede che i suoi sostenitori più forti staranno sempre con lui perché essi non hanno un posto dove andare, e che si ritirerà ogni volta che i Repubblicani e la folla aziendalista lo inseguiranno". Mr. Herbert può parlare come un'autorità.

Egli ha scritto molti editoriali nei 18 mesi passati per riflettere sull'attitudine del "nessun posto dove andare". Se lui abbandonasse le battaglie di successo, molti lo seguirebbero.

Sarebbe meglio per Mr. Obama se si svegliasse e desse attenzione alla sua base prima che essa trovi un posto dove andare e/o resti a casa.

Questo accadde a Clinton nel 1994.

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Tradotto da F. Allegri il 29/09/2009



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