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  noglobalizzazione [ Forum di critica alla modernita' e a questo nocivo sviluppo ]
         


2 gennaio 2010

Dall'amico Franco con traduzione

L'amico Franco Allegri ha pubblicato sul su Empolitica questo scritto di Nader. Di questo dibattere in terra a Stelle & Strisce nel Belpaese si sa poco o nulla. Sembra quasi che la guerra afgana non ci riguardi, l'ultima baruffa calcistica è più importante dei proiettili talebani che cercano d'accoppare i soldati italiani. Forse va "resettato" il cervello a milioni d'italiani, qui nella penisola una guerra in atto che vede i militari italiani impegnanti è meno importante del campionato di calcio. 

Ai miei venticinque lettori i miei auguri per questo 2010.

Buona fortuna tutti ne abbiamo bisogno.

IANA

31 Dic, 2009

Contro la guerra in Afganistan*

Scritto da: F. Allegri In: Ralph Nader e letto 21 volte.

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03/11/2009

Di Ralph Nader

Matthew P. Hoh ex capitano della marina USA, ed ex civile del Department of Defense in Iraq ad iniziare dal 2004 e fino a Settembre un funzionario politico nel Foreign Service dislocato in Afganistan ha mandato qualche costernazione ai consiglieri del Presidente Obama che da Commander in Chief pensa di mandare altri soldati in quel paese lacerato dalla guerra vicino al Pakistan.

Mr Hoh scrisse una lettera di dimissione al Dipartimento di Stato in Settembre.

La sua lettera di 4 pagine sviluppa i suoi dubbi su quello che definisce il “perché  e il fine” nascosti dietro “gli scopi strategici della presenza degli USA in Afganistan”.

Egli nota che come nell’occupazione sovietica di 9 anni: “Noi continuiamo a garantire e ad appoggiare uno stato debole e incoraggiamo un’ideologia e un sistema di governo sconosciuto e non voluto da quella gente”.

Mr. Hoh si concentra sulla grande società Pashtun composta da 42 milioni di persone e arriva alle sue conclusioni.

Leggete le sue parole:

“La rivolta Pashtun che è controllata da tanti, in apparenza infiniti, gruppi locali, è alimentata da ciò che è percepito dai Pashtun come un assalto continuato e prolungato, attraverso i secoli, alla terra Pashtun, alla sua cultura, tradizioni e religione da nemici interni ed esterni. La presenza NATO e USA e le operazioni nelle valli e nei villaggi Pashtun (così come l’esercito Afgano e le unità di polizia che sono guidate e composte da soldati e poliziotti non Pashtun) costituiscono una forza di occupazione contro la quale la rivolta è giustificata. Sia nello RC dell’Est e del Sud ho osservato che la gran parte della rivolta non combatte per il bianco vessillo dei Talebani, ma piuttosto contro la presenza di soldati stranieri e contro le tasse imposte da un governo non rappresentativo di Kabul”.

“La presenza militare USA in Afganistan contribuisce in modo forte al principio strategico e di legittimità della rivolta Pashtun. Alla stessa maniera il nostro sostegno del governo Afgano nella sua forma corrente continua a distanziare l’amministrazione dalla sua gente. I difetti del governo Afgano, in modo particolare quando producono il sacrificio di vite e soldi americani, sembrano una moltitudine e tumorali:

- Corruzione palese e malversazione impassibile;

- Un Presidente con i confidenti e i primi consiglieri scelti tra i signori della droga e i malvagi criminali di guerra che irride la nostra forza di legge e i nostri impegni contro la droga;

- Un sistema di capi provinciali e zonali costituiti da mediatori del potere locale, opportunisti e uomini forti alleati degli USA solo per guadagnare, e limitatamente a, il valore dei nostri contratti USAID e CERP e decisi a tutelare i loro interessi politici ed economici contro ogni tentativo positivo e genuino di riconciliazione; e

- Le elezioni recenti dominate dagli imbrogli e screditate dalla bassa partecipazione al voto che sono una vittoria enorme per i nostri nemici che reclamano ora un boicottaggio popolare e che contesteranno nel mondo il nostro supporto militare, economico e diplomatico ad un governo Afgano nullo e illegittimo”.

“Il nostro sostegno per tale tipo di governo, unito ad un malinteso sulla vera natura della rivolta, mi porta alla mente in modo orribile il nostro coinvolgimento nel Vietnam del Sud; un governo corrotto e impopolare che sostenemmo a spese della pace interna della nostra Nazione, contro una rivolta, il cui nazionalismo fraintendemmo con arroganza e ignoranza come un rivale per la nostra ideologia della Guerra Fredda”.

“Io considero speciose le ragioni che cerchiamo per il massacro e il sacrificio dei nostri giovani uomini e donne in Afganistan. Onestamente, la nostra strategia di ricostruire il paese e prevenire la rinascita e l’organizzazione di Al-Qaeda ci chiederebbe di invadere e occupare Pakistan orientale, Somalia, Sudan, Yemen, ecc. La nostra presenza in Afganistan ha solo incrementato la crisi e la rivolta in Pakistan dove temiamo giustamente che il governo locale vacillante e debole perda il controllo del suo arsenal e nucleare. Tuttavia, ancora, per seguire la logica dei nostri scopi statali si dovrebbe presidiare il Pakistan, non l’Afganistan. Inoltre, gli attacchi del 11 Settembre, come gli attentati di Madrid e Londra, furono ideati e organizzati in Europa Occidentale; un punto che mette in luce il fatto che la minaccia non è ai confini politici o geografici tradizionali. Infine, se il nostro interesse è per uno stato fallito e mutilato da corruzione e da povertà e sotto l’assalto di criminali e signori della droga, quando porteremo via i nostri aiuti militari e finanziari da quel paese dovremo rivalutare e incrementare l’impegno in Messico”.

“Otto anni di guerra, nessuna nazione ha mai conosciuto un esercito più  dedicato, ben preparato, esperto e disciplinato come le Forze Armate USA. Non credo che qualche forza militare si sia mai misurata con una missione di Sisifo così complessa e opaca come quella che l’esercito USA ha ricevuto in Afganistan ….”.

“‘Ci consumiamo nell’oblio’ un capo di talento e intelligente, tra i migliori dell’America, riassume ad ogni visitatore, delegazione dello stato maggiore e ufficiale superiore. Ipotechiamo l’economia della nostra Nazione in una guerra, che, persino con un impegno maggiore, resterà un pareggio negli anni a venire. Il successo e la vittoria, qualunque possa essere, non saranno realizzati in anni, dopo i miliardi spesi, ma in decenni e generazioni. Gli USA non devono impegnare un tesoro nazionale per tale successo e vittoria …”.

“Migliaia dei nostri uomini e donne sono tornati a casa con ferite fisiche e mentali, alcune non si cicatrizzeranno mai o peggioreranno con il tempo. Il ritorno del morto solo nella forma corporea è ricevuto dalle famiglie rassicurate che il loro caro si è sacrificato per uno scopo degno dei futuri perduti, amore svanito e sogni promessi non mantenuti. Ho perso la certezza che tali assicurazioni possano essere date in ogni caso. Così propongo le mie dimissioni”.

L’esperienza di grande riguardo, la sensibilità e il giudizio di Mr. Hoh raggiungeranno l’attenzione di milioni di Americani?

Questo dipenderà  dal suo incontro con il Presidente Obama, se le commissioni del Congresso gli procureranno un’audizione e altri tipi di persuasione simile e se i mass media sospenderanno i loro soliti titoli e banalità per arrivare a riferire queste opinioni, in modo che noi la gente si possa deliberare meglio sul come evitare un pantano devastante, in peggioramento e pieno di tragedie seriali laggiù che producono lo stesso effetto qui.

*Il titolo è una nostra idea, la mail non l’aveva.

Tradotto da F. Allegri il 30/12/2009

Franco Allegri è presidente dell’associazione Futuroieri e laureato in scienze politiche e si dedica alla libera informazione politica ed economica. Per approfondire visita il sito http://digilander.libero.it/amici.futuroieri. Su Facebook puoi fare amicizia con lui cercando Futuro Ieri.

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7 dicembre 2009

Da Franco con furore

L'amico franco Allegri ha tradotto questa lettera di Ralph Naeder, è un pezzo molto duro sulle conseguenze e i retroscena della crisi Statunitense. Lo pubblico sapendo di far cosa gradita, del resto in Italia certe voci non hanno spazio nei media ufficiali. Fra i motivi di questa bizzarra rimozione, che sa di censura  tutta strapaesana, credo ci sia la senescenza delle nostrane classi dirigenti che vogliono illudersi di vivere nel 1948 quando i sovietici non avevano ancora l'atomica, i marines a stelle e strisce  proteggevano i padroni del Belpaese dai comunisti, la Chiesa era potente e politicamente stava con i ricchi e i ceti abbienti,  e la Democrazia Cristiana aveva un potere enorme. La nostalgia dei tempi passati quando diventa una fantasia che sostituisce la realtà provoca pazzia e degenerazione. A beneficio della salute mentale e politica dei miei venticinque lettori metto questa traduzione certo di far la cosa giusta. IANA


Barney Frank e il Pianeta delle Banche

Scritto da: F. Allegri In: Ralph Nader e letto 14 volte.

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16/10/2009

Di Ralph Nader

Su quale pianeta vive il Congressista Barney Frank, di fatto?

E’ il pianeta delle banche e delle altre imprese finanziarie che continuano a riempire i forzieri della sua campagna come loro presidente della House Financial Services Committee.

Dal suo piedistallo extraterrestre, protetto dalle sue osservazioni irriverenti e spiritose, vede la crisi di consumatori e proprietari di case rovinati e indebitati, ma le sue azioni non sono all’altezza.

Vedi le ultime audizioni fatte prima di questo scritto: Mr. Frank ha affossato i punti chiave della proposta di creare un Consumer Financial protection Agency (CFPA) indipendente.

Le banche non volevano un diritto del consumatore alla causa contro le imprese che violavano le regole per le loro ipoteche, carte di debito e credito, o prestiti a termine e a rate.

Barney disse certo!

Le banche vogliono un comitato di controllo debole dei loro regolatori adulanti, che fallirono sempre e miseramente nel decennio passato nell’evitare il collasso di Wall Street e le sue conseguenze economiche letali per lavoratori e consumatori.

Barney disse certo!

Le banche vogliono che i Congressisti amici rinuncino alla norma di ragionevolezza con la quale la nuova agenzia di tutela del consumatore arriverebbe alle tasse evase e alle pratiche ingannevoli, vedi il controllo della truffa dello scoperto che porta alle banche $40 miliardi.

Barney disse, certo, certo!

La “American Bankers Association” esulta come un migliaio di roosters.

Le 5 banche più grandi - ora anche più grandi dopo il collasso, il loro salvataggio pubblico e le loro acquisizioni - esultano con più  forza.

E perché  no?

Essi specularono con la pensione e gli altri risparmi della gente americana.

Trilioni di dollari furono drenati dai conti e saccheggiati a questi innocenti.

Inoltre, le banche si aspettano che la Legge Glass-Stegall - abolita da Clinton, Citigroup e dal Congresso nel 1999 - non sia ripristinata per separare le banche al dettaglio da quelle di investimento e bloccare i conflitti di interesse che devastano gli investitori.

Le Banche avranno ancora la loro Federal Reserve protettiva che, sebbene rafforzata dalla legge del 1994 per limitare il prestito predatorio, non farà nulla per fermare la truffa dell’ipoteca subprime che sommerse l’economia edile.

Fiutando un Barney Frank disponibile: altri affaristi vogliono le esenzioni dalla nuova autorità dell’agenzia del consumatore, inclusi i venditori d’auto, gli agenti immobiliari, i mercanti, i dettaglianti e altri giocatori vari nel gioco scritto piccolo dei servizi finanziari.

Possedute in massa dalla arroganza ghignante dello stato aziendalista, tali grandi banche garantiscono ancora alti compensi ai loro amministratori e ai grandi capi, mentre i contribuenti dell’America li stanno sussidiando e salvando ancora..

Il Ministro del tesoro scelto da loro, Timothy Geithner concesse che il governo USA assicuri oggi, non i depositi nelle grandi banche, ma il loro capitale come buono.

Più sbalorditivo per gli americani (di destra e di sinistra) che seguono i ragazzi della finanza è che loro sviluppano altri pacchetti di derivati speculativi, emessi con tassi attraenti, come le scommesse garantite sulle polizze vita.

Questo vi ricorda il tipo di giro finanziario e affare che affondò Wall Street e l’economia lo scorso anno?

Naturalmente i gruppi dei consumatori come il National Community Reinvestment Coalition (http://fairlending.com) e il U.S. Public Interest Research Groups (USPIRG) (http://www.uspirg.org) che hanno fornito la testimonianza eccellente nei mesi scorsi su quello che i consumatori sfruttati e i salvatori necessitano a lunga scadenza, sono delusi.

Ma loro, e la Consumer Federation of America (http://www.consumerfed.org) fronteggiano una disparità di risorse opprimente con gli affaristi finanziari.

Questi affaristi dispiegano eserciti di lobbisti a Capitol Hill e ospitano centinaia di campagne di finanziamento dei partiti.

In un articolo eccellente sul New York Times, l’editorialista onesto Joe Nocera pone la domanda - “Le Banche Non Hanno Vergogna?”

Egli inizia la sua risposta citando Simon Johnson, un ex economista del Fondo Monetario Internazionale: “Essi non possono pagare quello che devono!” iniziò con rabbia.

Allora si fermò, raccolse i suoi pensieri e andò oltre: “Tim Geithner le salvò con condizioni estremamente favorevoli per le banche … Ciò che mi interessa è che le banche continuano ad opporsi alla protezione del consumatore. Come possono opporsi alla tutela del consumatore proposta dall’uomo che è il Ministro del Tesoro più favorevole che abbiamo avuto in una generazione … è irragionevole”.

Ben detto, ma non è abbastanza.

Finché  i grandi capi delle banche avranno i loro alti premi e le loro banche corrotte e mal gestite avranno i loro salvataggi del contribuente, perché troppo grandi per fallire, continueranno a spingere l’avarizia devastante con impunità.

Il tema non è solo la vergogna.

Il tema è  la colpa e per quella, il processo, la condanna e la carcerazione sono i rimedi.

Quella è  la sola possibilità per smaltire la sbornia dei truffatori aziendalisti. Un processo adeguato previene leggi criminali aziendaliste più dure e un governo per la legge e l’ordine - nulla di simile si trova nelle proposte di legge o nelle teste e nei cuori dei nostri rappresentanti a Washington.

Perciò, cittadini sovrani ovunque siate, se non vi organizzate per poter parlare, continuerete a pagare, pagare e pagare.

Il momento di essere apatici è superato!

Tradotto da F. Allegri il 06/12/2009 Per approfondire visita il sito http://digilander.libero.it/amici.futuroieri.




24 settembre 2009

Una lettera dagli USA sulla Sanità


L'amico Franco Allegri ha tradotto e fatto girare questa lettera di Ralph Naeder il paladino dei consumatori americani.
La propongo ai miei venticinque lettori affinchè possano farsi una vaga idea di come il dibattito negli Stati Uniti sia ampio e non possa essere ricondotto alle telecronache televisive nostrane, che peraltro del Naeder di solito non dicono nulla.

IANA per FuturoIeri




 
[14 agosto 2009]

Distribuitela, grazie.

Affarismi sanitari in USA*

Di Ralph Nader

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Proprio come il combattente contro il potere aziendale abusivo (B. Obama lo è in modo crescente e chiaro fin dall'avvio della presidenza), egli voleva che la riforma dell'assicurazione sanitaria ricevesse il SI delle gigantesche industrie farmaceutiche e dell'assicurazione sanitaria.

All'inizio dell'anno partì invitando i grandi capi di queste imprese per conversazioni intime alla Casa Bianca.

La rivista Business Week, la quale di recente ha proclamato che "Gli Assicuratori Sanitari Hanno Già Vinto" ha riferito che il CEO di unitedHealth, Stephen J. Hemsley, avrebbe incontrato il Presidente mezza dozzina di volte.

Questi sono i venditori.

Essi e la loro campagna di fondi fangosi non possono essere ignorati dal potere che combatte con la legislazione penetrando nel Congresso.

Un risultato pubblico degli incontri fu che l'industria sanitaria promise $80 miliardi di risparmi in 10 anni e i magnati dell'assicurazione promisero $150 miliardi nello stesso periodo.

Mr. Obama proclamò queste dichiarazioni senza indicare come questi risparmi sarebbero garantiti, come le imprese sanitarie potrebbero aggirare le leggi antitrust e che cosa fu dato in cambio dalla Casa Bianca all'industria della salute.

Ora abbiamo appreso che una promessa di Obama era di continuare a proibire a Zio Sam di contrattare il volume di sconti sulle medicine che voi i contribuenti state pagando secondo il programma di benefici sanitari emanato nel 2003.

Non sappiamo se le imprese dell'assicurazione sanitaria hanno ottenuto di continuare con il Medicare Advantage con il suo 14% di sussidi fiscali aggiunti per indurre gli anziani ad abbandonare il Medicare pubblico.

Non sappiamo nemmeno se l'opzione pubblica di Medicare che Obama ha sposato formalmente, ma poi ha ondeggiato, sia stata messa sul tavolo della concessione.

L'intero processo segreto è squallido e si è dimostrato come una crudele indifferenza per i milioni di americani che, sia nel disperato bisogno di servizi mediche che no, votarono per "change we can believe in".

Per un totale contrasto, il Presidente non invitò mai alla Casa Bianca i principali difensori dei consumatori - pazienti della nazione che sono per il Medicare totale e la libera scelta di medico e ospedale - ovvero il sistema del "single payer".

La porta della Casa bianca è aperta per i baroni aziendalisti che hanno fallito decennio dopo decennio nel dare quello che i pazienti vogliono, e chiusa per gente come il Dr. Q. Young - un fondatore del Medici per un National Health Program e vecchio amico di Chicago di Obama, il Dottor S. Wolfe, che dirige il Public Citizen's Health Research Group, i Dottori M. Angell, S. Woolhandler, e D. Himmelstein, noti a livello nazionale e difensori colti del single payer o Rose Ann DeMoro, direttore esecutivo della California Nurses Association che cresce velocemente.

Mr. Obama cercò anche di escludere ogni difensore del sistema del single payer - in passato favorito da Obama e ancora preferito da una maggioranza di gente, dalle infermiere e dai dottori americani - dai suoi incontri/tavole rotonde fissati per ricevere i punti di vista dei diversi elettori.

"Make me do it" fu il messaggio di Franklin Delano Roosevelt ai riformatori quando fronteggiò il legislativo, egli desiderava ma non aveva i voti per questo al Congresso.

Mr. Obama non sta usando quel tema per il potere della gente.

Se avesse fatto così, avrebbe incoraggiato udienze pubbliche quotidiane al Senato e alla Camera sulla collusione e la frode burocratica, squallida, avara e che va oltre la legge che molti nel mondo aziendalista hanno inflitto con la loro industria sanitaria mortale, costosa e ben finanziata.

Delle udienze pubbliche simili avrebbero permesso la sua controffensiva.

Sveglierebbe il pubblico per concentrare le energie sul tema primario - l'aziendalizzazione della salute.

Questa commercializzazione ha lasciato decine di milioni di persone senza tutela sanitaria, causato 20.000 morti l'anno e costa agli americani il doppio o più pro capite rispetto all'avere dei sistemi di totale Medicare come le nazioni occidentali che hanno delle sanità migliori degli USA.

Un'ulteriore indicazione dei commerci aziendali di Obama è che lui non si identifica mai con una legge specifica che abbia i numeri alla House e al Senato e che potrebbe unire la gente.

Le persone che non si stupiscono sono confuse, frustrate e arrabbiate. Il Presidente Obama non è favore di una proposta ambigua.

Di fatto incoraggiò a ribellarsi sia i Democratici Blue Dog del prendi i soldi e vai che gli ignoranti Repubblicani a lanciare le loro bugie e travisamenti su Rush Limbaugh e media spazzatura simili.

Obama sta per fare il suo errore più grande che gli si possa imputare poiché favorendo l'accordo bipartisan i suoi assistenti lavorano con il Senatore Blue Dog Max Baucus e le sue controparti Repubblicane alla Senate Finance Committee.

Tale proposta non ha un'opzione pubblica, niente protezioni per il consumatore o controlli sulla mutilazione e sui conti elevatissimi della cosiddetta industria della sanità.

Le leggi meno condizionate dalle imprese, relazionate nella commissione della House dall'On. H. Waxman (D-CA) e dai suoi alleati, già hanno poca attenzione da una Casa Bianca che con chiarezza guarda al prossimo "compromesso" Baucus - Grassley come il progetto "più pratico".

C'è una notizia attendibile che il AFL-CIO appoggerà tutto quello che Obama approva, con le eccezioni della California Nurses Association e dell'unione degli Sheet Metal Workers'.

L'ultima, attraverso il suo presidente, Michael J. Sullivan, annunciò lo scorso luglio che avrebbe sospeso tutti i contributi per l'elezione futura di qualsiasi candidato al Congresso o alla Presidenza.

Già oltre sessanta membri progressisti della House, capeggiati dalla Congressista Lynn Woolsey (D-CA) hanno dichiarato di opporsi a questi compromessi inaccettabili che girano sia alla House che al Senato.

Di fatto la paralisi è dietro l'angolo?

Ci sarà una riforma dell'assicurazione sanitaria di qualche grado trasformata in legge quest'anno?

Questo dipende dalle alleanze che accettino che i denominatori aziendali più bassi siano bloccati dalle posizioni di principio risolute dei progressisti che vogliono qualcosa che metta i pazienti sopra i venditori speculativi falliti.

L'ipotesi qui è che Obama firmerà qualsiasi cosa che uscisse da un Congresso codardo che non può dare nel 2009 alla gente americana il sistema sanitario che esso proibì di stabilire al Presidente Harry Truman nel 1950.

Il "make him do it" quest'anno o il prossimo dipende dalla gente della nostra nazione.

Almeno un milione di telefonate ai Congressisti fatte da cittadini certi devono partire per rinsavire quei legislatori che credono di cavarsela con un'altra vendita della nostra fede pubblica.

Il centralino del congresso è 202-224-3121.

Il Medicare totale, la legge del single payer (sostenuta da quasi 90 legislatori) è la H.R. 676.

Il gruppo a favore dei cittadini per il vostro impegno sostenuto è singlepayeraction.org.

Il resto dipende da voi, la maggioranza, che vuole mettere al primo posto la gente.

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Dite agli amici di visitare Nader.Org e di iscriversi a E-Alerts.

*La mail originale era senza titolo.

Tradotto da F. Allegri il 20/09/2009



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