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  noglobalizzazione [ Forum di critica alla modernita' e a questo nocivo sviluppo ]
         


1 settembre 2014

Sintesi: Il Maestro - secondo atto - Denaro e illuminazione interiore

Clara Agazzi: Questo ragionamento del qui e ora è corretto fino a un certo punto.  Occorre pensare anche al futuro, specie chi ha figli, o affetti, o cose che ama. Come pensare che tutto il pensiero di una persona perbene e con la testa a posto abbia lo spazio di autonomia di pochi giorni, settimane, mesi.  Inoltre l’idea di dover affidare il proprio futuro sia pur esso lontano, anzi remoto, a esperti di qualsiasi natura lo trovo un pensiero insidioso. In fondo credo che  potrebbero le migliaia di differenti comunità siano esse forestiere o domestiche che si trovano nella penisola acconciarsi a seguire a qualche forma di seria mediazione politica per governare il futuro di tutti quanti. Come si fa ad escludere la possibilità che tante differenze non possono unirsi.

Vincenzo Pisani: Perché, e qui rispondo io, tante differenze spesso si portano dietro richieste e necessità inconciliabili fra loro e la mediazione è impossibile o minata dal reciproco sospetto, da ricatti incrociati, da compromessi umilianti o meschini e da speranze di rivalsa. Propongo un esempio dove questo è impossibile. Si consideri un territorio dove vive una comunità italiana di ceto medio ma impoverito che è la maggioranza, una minoranza di stranieri e immigrati poveri che ne formano il sottoproletariato, una minoranza d’immigrati ricchi che formano il ceto per così dire dei lavoratori specializzati e del ceto medio che si sta arricchendo, una minoranza di italiani ricchissimi che non vuole condividere nulla delle loro grandi ricchezze con i connazionali e i forestieri di ceto più basso. Pongo che in questo territorio che chiamerò X arrivi un evento funesto che chiamerò Y e che può essere in questo caso un grave incendio estivo che minaccia tutte queste categorie. Chi può pensare che da sé questi gruppi umani che pure condividono linguaggio comune e territorio s’accordino fra loro? Pensate per un attimo alle conseguenze della minoranza di ricchissimi che per salvarsi dovrebbe mettersi d’accordo  con i ceti poveri stranieri e con i ceti medi degli italiani impoveriti, in un attimo verrebbero spogliati dei loro beni in nome della salvezza comune e della pace sociale davanti al pericolo.  Senza il rigore della legge applicata dalla polizia e le punizioni severe della magistratura i poveri e i ceti medi impoveriti  scatenerebbero subito una violenta aggressione contro i ricchi e i ricchissimi; a costo di bruciare assieme in un falò gigante le componenti sociali contrapposte non s’aiuteranno. Inoltre che vantaggio hanno quelli che sono poveri o sono impoveriti a favorire il perdurare di una situazione che li vede materialmente oppressi; un grande fuoco purificatore e inceneritore li vedrebbe alla fine premiati perché dalla ricostruzione potrebbe nascere qualche occasione di far soldi  o comunque sia di mettere in discussione le gerarchie di potere che hanno subito. Per questo proprio nel bisogno e  nella difficoltà una società priva di valori, disgregata, complessa, piena di rabbia  e risentimento ha bisogno di un soggetto esterno che salva la situazione. A seconda delle emergenze si può chiamare polizia, protezione civile, esercito, ufficio tecnico di qualche istituzione, agenzia governativa. Una società umana segnata dalla precarietà, dall’odio e dall’invidia sociale, da ogni sorta di tensioni religiose e politiche non può fare autogoverno. Una struttura burocratica esterna deve intervenire come il Leviatano di Hobbes per mettere ordine e imporre una società umana dove l’uomo è diventato lupo per il suo simile e dove ormai vige la legge della giungla dove tutti hanno diritto a tutto e si combattono ferocemente fra loro.

Franco: Il Pisani mi ha rubato la risposta. Infatti da tempo mi sono convinto che il primo effetto della precarietà e dei desideri indotti dalla pubblicità commerciale sia la frammentazione del corpo sociale. L’ingresso di milioni di forestieri nella penisola lo pongo dentro il concetto di precarietà perché l’emigrazione causata da povertà o necessità di trovare lavoro da immigrato è funzionale alle forme di produzione capitalistica che preferisce avere della forza-lavoro di riserva che non s’integra con le tradizionali forme di sindacato e di rivendicazione. Queste due cose combinate hanno ridotto ai minimi termini se non addirittura distrutto le antiche forme della solidarietà  e del buon vicinato tipiche del Belpaese. Il mio come sapete è un ragionare che per forza del dialogo s’allarga per cerchi. Come dei sassi lanciati in uno specchio d’acqua il mio discorso s’allarga e diventa più ampio e complesso.  Quindi ora aggiungo qualcosa e vi dico che dovete guardare la precarietà nel senso più ampio del termine, i desideri indotti dalla pubblicità commerciale, la civiltà dello spettacolo e della comunicazione come una cosa unica. Questi tre elementi sono i termini con i quali convive ogni giorno  la stragrande maggioranza degli abitanti della penisola e dell’Europa. Chi si libera anche temporaneamente dai condizionamenti indotti da queste ombre che penetrano nella mente trova quell’istante di serenità che gli consente di capire cosa è diventato e cosa è questo mondo umano così infelice. Quello è l’istante in cui per il singolo finisce l’opera in nero di questi anni e può costruire un suo percorso di purificazione e di chiarimento. Prima però deve arrivare a vedere la complessità se non razionalmente almeno come impressione, come momento d’illuminazione.

Stefano Bocconi: Ma quando uno come me arriva al punto di vedere l’insieme del mondo in cui vive dall’esterno, anzi a vedersi in modo distaccato, analitico, quasi da scienziato cosa può fare? Rimane come è con un poco di consapevolezza in più, potrebbe perfino diventar ancor più infelice.

Paolo Fantuzzi: Magari può cercare gente che la pensa come lui, trovare sostegno per le sue idee, venire a sapere che altri approvano quel che dice e pensa. Certo il tipo che diventa consapevole deve però divulgare ciò di cui ragiona, esprimersi, discutere.  Fare qualcosa che si chiama politica.

Franco: Intanto sul momento deve prendere coscienza. Svegliarsi per così dire dalla grande illusione di vivere nell’unica realtà possibile ossia quella dell’immediato presente così come ci viene narrato dal mondo dello spettacolo e della comunicazione e della pubblicità. Da quel momento si può liberare dai condizionamenti indotti e dai persuasori più o meno occulti. A quel punto inizia la sorpresa quasi infantile di esplorare con stupore il proprio mondo con intenti e animo diversi, anzi personali e quindi autentici.

Vincenzo Pisani: Scusate ma ora faccio cenno per ordinare il secondo. Chiamo il capo e ci facciamo mostrare la bistecca, qui la cucinano in modo semplice ma vi assicuro che è buonissima.

Il padrone chiama il personale della cucina e ripete l’ordinazione presa al tavolo. Si presenta al tavolo e fa bella mostra di una bistecca di gran qualità,  Vincenzo Pisani comincia a scherzare con lui dimenticandosi della conversazione comune.

Franco: Mentre Vincenzo Pisani ragiona con il caposala per i secondi  voglio concludere il mio discorso. Senza una identità propria, forte, precisa il singolo non può trovare la sua strada e le sue ragioni di vita in un mondo di folle di soggetti individuali che si muovono fra centri commerciali, periferie più o meno brutte, posti di lavoro più o meno alienanti e da alienati. Non può. Se egli non ha fatto un lavoro su di sé e creato una forte coscienza sarà attratto di qua e di là dove lo spingono gli spettacoli più accattivanti e la comunicazione del momento. Quindi il rendersi conto di aver da trovare una propria strada e un proprio percorso di vita è un lampo. Esattamente un lampo di tempo, ossia l’istante nel quale diventa ovvio che c’è una mappa concettuale del mondo da riscrivere e disegnare di nuovo. Quando viene in essere questo diventa possibile che nel singolo si formino le forze per rimettere in discussione concetti, pregiudizi, consuetudini, logiche comportamentali. Da questa tensione interiore può nascere qualcosa di nuovo e di positivo e si possono organizzare con altri che sono sullo stesso cammino associazioni o gruppi di carattere benefico, di studio, di ricerca, di attività critica e riformatrice. Si può formare una rete di persone che si aiutano e si migliorano.

Clara Agazzi: Questo è un santo proposito. Ma dopo cosa accadrà. Non si può pensare che della gente perbene e saggia solo perché perbene e saggia assuma su di sé il potere d’innalzare i molti che non sono né buoni, né saggi, né sapienti ma forse proprio l’esatto contrario. Ancor meno non è chiaro come questa buona gente dovrebbe mettersi al servizio della collettività. Devono forse diventare loro stessi dei ricchi imprenditori?

Paolo Fantuzzi: Questo sarebbe coerente, nell’impossibilità di competere con forze così compatte e irresistibili uno le imita. Per la serie se non puoi batterli, unisciti a loro.

Stefano Bocconi: Non credo che voglia dir questo. Credo che Franco pensi a una sorta di conquista della consapevolezza che da piccoli numeri sale verso grandi numeri, una sorta di auto-educazione  collettiva che diventa poi associazione di liberi e consapevoli. Mi sembra però un percorso lungo, difficile, fragile in un Belpaese quale è il nostro dove per i molti il denaro è tutto e Dio è denaro.

Franco: Ma il denaro oggi cosa è mai? Anzi. Rovescio i termini e faccio un’affermazione: “oggi la felicità e la ricchezza di un singolo devono esser quantificate in termini di denaro perché è un termine numerico e quindi facilmente controllabile  e gestibile da coloro che hanno il potere di creare il denaro.”  Il denaro è anche controllo e gestione dello spazio politico e di vita sociale; il denaro non è solo la merce che acquista tutte le merci è anche una forma contemporanea del dominio dei pochi sui molti. Da qui la mia convinzione che per trovare una via d’uscita da una condizione di minorità e di sottomissione sociale occorre capire molto bene in cosa consiste questa minorità e in cosa consiste questa sottomissione lavorando su se stessi. Se si rimane ignoranti di queste cose e del senso della propria esistenza  si resta prigionieri di se stessi e l’umanità del singolo diventa una prigione.




30 agosto 2014

Sintesi: Il Maestro - secondo atto - La casta del fututo

Clara Agazzi: Qui si stanno portando via i piatti dei primi. Ora è il momento dei secondi. Allora avete le idee chiare su cosa volete?

Vincenzo Pisani: Certo, quello che ho proposto. Credetemi questo metter assieme più cose è la cosa migliore, così se a qualcuno non piace qualcosa  si può rimediare. Ma credo che tutto quanto sarà di vostro gusto. Ho capito che siete un po’ come il mio amico professore. Gente di cultura e di gusti sani e schietti. Due condizioni queste che stanno bene assieme.

Franco: Tu poco fa hai richiamato un problema. Scusa se parlo di questo mentre c’è da ragionare sul secondo. Anzi hai proposto una constatazione. L’illusione di diventare ricchi, e quindi parte di quella minoranza che sta bene, tiene in vita milioni di umani. Intendi forse dire che questo è il senso della vita oggi?

Vincenzo Pisani: Certo che non è in assoluto il senso della vita. Tuttavia, oggi, milioni di umani senza la speranza un giorno di rifarsi al gioco della vita cadrebbero preda di droga, alcolismo, violenza, delinquenza, depressione fino al suicidio o tutte queste cosa assieme. Oggi per milioni di esseri umani il denaro è Dio e quindi è tutta l’esistenza e tutta la realtà. La speranza di averne tanto in futuro, magari con un miracolo li tiene in vita, li fa lavorare, produce in loro volontà, attività, ambizione. Senza questa speranza sarebbero spenti, morti, distrutti dentro.

Stefano Bocconi: Ricordiamoci che c’è un mondo umano che non è solo l’attaccamento al quattrino. Certo per me è difficile dire che ci sono i fiori, il sole, la luna, i gattini e cose del genere. Eppure mi resta difficile accettare l’idea che il denaro è tutto, è DIO.

Paolo Fantuzzi: Questo discorso è già stato fatto mi pare. Occorre ammettere che non abbiamo fra tutti quanti un modello di società e di volontà di vivere diverso da quello della pubblicità commerciale. In breve le nostre aspettative, le nostre categorie mentali, la nostra mappa del territorio in cui ci muoviamo non è la classica isola in mezzo al mare ma una terraferma piuttosto trafficata. Piuttosto! Qualcuno fra noi ha una qualche idea di come dovrebbe essere la categoria sociale in grado di ricostruire un discorso sul mondo e sull’essere umano diverso da quello dominate?

Franco: Più che di categoria sociale oggi si dovrebbe pensare a una vera e propria casta, perché le caratteristiche che dovrebbero avere i dirigenti chiamati a recuperare una società dal disastro di un sistema economico  globale che implode o collassa dovrebbero esser simili ai re-sacerdoti e ai re-semidivini dei poemi epici degli antichi. Dovrebbero esser un gruppo compatto e omogeneo in grado di rispondere solo alle gravi necessità del momento, avere una cultura e un sapere fuori dal comune, e capacità fisiche e psichiche straordinarie e il carisma e il coraggio che sono indispensabili in tempi drammatici. In poche parole vi dico, pensate un po’, che solo quando si aprirà l’abisso del disastro più aspro e pericoloso si  avrà il momento nel quale questa cosa, che chiamo casta perché non ho altri termini, costruirà una diversa forma di vita e di civiltà. Guardate che di questo si tratta perché cambiare le forme  dell’uso e della produzione di beni ed  energia e di regolare le controversie internazionali esige il disastro delle precedenti e la sconfessione, eliminazione o la riduzione di ruolo delle precedenti minoranze al potere. Ora essendo il potere reale e concreto dei nostri giorni elitario e concentrato in un numero limitato di soggetti umani che  hanno i loro fastosi modi di vivere, i loro consumi e beni esclusivi, i loro ritmi e cose del genere è impensabile che intedano perdere la loro condizione di privilegio. richirdiamoci che questi pochi  controllano una quantità di capitali e di ricchezze semplicemente enorme e difficile da concepire per gente come noi. Immaginiamo ora che questa minoranza perda il potere. Anche rapidamente. Per colpa di una catastrofe ecologica, di uno sfacelo economico, di una nuova  guerra mondiale, di un meteorite, quello che vi pare. Chi li può sostituire se non una minoranza con diversa natura e scopo, ovviamente una  minoranza molto piccola e compatta. Quindi cari amici e amiche di fatto sto ragionando di una casta. O credete forse che quelle masse indistinte e pulsanti di desideri e passioni indotte o sollecitate dal mondo dei consumi e dello spettacolo possa saltare oltre la propria ombra e diventare esse stesse il Potere? Io lo credo impossibile. Queste masse di singoli bramosi di piaceri immediati e di piccole soddisfazioni  hanno bisogno di delegare la propria briciola di potere o peggio di farsi schiave di nuove minoranze al potere che gestiscono e comandano una società umana che fatalmente senza direzione e comando cadrebbe nella violenza e nel banditismo fino al punto di disgregarsi e di non formare più un corpo sociale articolato e complesso. Chi manda o sostiene le minoranze al potere è una massa informe di umani che non hanno autentici punti di contatto o miti in comune, una società composta da tante comunità diverse come stanno diventando le nostre qui in Europa non può far appello a miti condivisi, a valori comuni, a nobili antenati, alla storia patria. Quindi l’esercizio del potere oggi passa per l’economia e la burocrazia, il dominio  dell’uomo sull’uomo deve per forza di cose esser impersonale, meccanico  e matematico perché una massa eterogenea e  difforme senza autentici valori immateriali in comune può esser tenuta solo con uno spirito meccanicistico che fa pari tutte le differenze.  Questo  fatto avviene con il denaro che diventa unica misura e unica ragione di vita. Se non puoi pagarti il motoscafo, scusate l’esempio cretino, non è per difetto di cultura o differenza di pelle o di sangue. Si tratta della tua carta di credito. Una cosa prosaica, semplice e precisa, tutti la capiscono e universalmente è accettata. A una minoranza padrona del denaro, questo è il caso di oggi, si sostituirà una minoranza che avrà in mano il potere di effettuare e gestire la transizione a una diversa società. Quale sia questo potere e quale sia la minoranza per la verità non so. Il mio pensiero deriva dall’evidenza che se permangono così tante differenze solo con una casta nuovissima sarà possibile gestire la transizione, perché le mille origini e le mille nature della società così come è non potrebbero mai gestire il cambiamento da un modello di società fondato sul denaro a uno fondato su altri valori e principi.

Vincenzo Pisani: Mi dai ragione sulla centralità del denaro. Ma ancora non rinunci al pensiero che sia da cambiare questa società determinata e organizzata dai poteri finanziari. In te rimane l’idea che sia possibile trovare dei soggetti umani fra la massa ossessionata dai problemi quotidiani e dal disordine di questo sistema. Sul concetto generale che un sistema finito non può supportare una crescita infinita senza collassare o scatenare conflitti e sfaceli sono certissimo. Anzi i fatti economici degli ultimi anni stanno dando ragione assolutamente a quanti la pensano come me e come te e come il nostro amico professore. Il sistema della globalizzazione incontra i suoi limiti ed entra in sofferenza e provoca disoccupazione, povertà, suicidi, delinquenza, disordine morale e a questo punto credo perfino spirituale. Proprio nel senso di religioso. La casta di cui parli che caratteristiche dovrebbe avere? Sono curioso.

Franco: Dato il caso del crollo dell’ordine delle cose come lo conosciamo, e tenendo fermo il concetto della molteplicità di culture e soggetti presenti nella penisola e in Europa solo una minoranza può gestire il caos primordiale che si scatenerà. Questa minoranza o casta può esser  elettiva o selezionata su criteri di merito o imposta per semplice efficacia nell’esercizio di una funzione amministrativa o militare. Non è importante questo se non ai fini dell’efficacia dell’azione politica e amministrativa. Faccio un esempio: c’è da razionare i combustibili e i carburanti. Davvero è credibile che una società multi-confessionale  e multirazziale  dove è crollata l’impalcatura del sistema del denaro e dei suoi banchieri possa farlo senza passare da una struttura di carattere burocratico e poliziesco? Davvero è credibile pensare che milioni d’esclusi dalle grandi ricchezze e milioni di arrabbiati e risentiti accetteranno di mettere in discussione l’accesso alle risorse vitali senza rivolte, sommosse, violenze? Ma se in certe metropoli del sedicente mondo ricco e occidentale basta un incidente più grave di altri e si scatenano atti vandalici e saccheggi. Suvvia! Occorre una casta diversa da quelle oggi dominanti. Una casta con la cultura della filosofia. Nel senso che abbia il possesso di quella capacità culturale che permette di vedere la totalità.  La totalità del pianeta e del mondo umano che vi risiede sopra e la verità. La verità nel senso autentico del termine, non di una qualche opinione o credo religioso.  Questa minoranza avendo in sé consapevolezza, chiara visione, senso del limite proprio perché minoranza sciolta da interessi personali e da interessi di gruppi di pressione o altro potrà indirizzare un corpo sociale altrimenti ingestibile perchè troppo articolato, violento e complesso.

Clara Agazzi: Questo è un discorso vecchissimo. Qui stai copiando Platone  e forse Comte. L’idea di un governo degli esperti, dei filosofi, dei tecnici è cosa nota da secoli.

Franco: Nella mia ingenuità penso a una casta che superi la sua stessa condizione e diventi per così dire mondo e umanità. Un governo illuminato e giusto, ma in nome d’interessi ecologici e umanistici. Mi sforzo di pensare a una minoranza dirigente e amministrativa che possa superare i limiti egoistici e clientelari quando non addirittura criminali e criminogeni osservati nei governi del passato e determinare se stessa secondo verità e giustizia.

Paolo Fantuzzi: Questo pensiero non vedo come possa trovare qui e ora uomini e donne per realizzarsi. Tu parli di un mondo che sarà, di un futuro remoto e fantastico. Ma è qui e ora che viviamo e dobbiamo far i conti, tutto si perde nelle tenebre quando pensiamo a un futuro che non si realizzi fra un mese o tre.




17 agosto 2014

Sintesi: Il Maestro - secondo atto - discorso sullo Stato Sovranità limitata

Franco: Poni a me il problema dello Stato come ente collettivo condizionato dai poteri finanziari e corporativi.  Vero. Ma si tratta di forze che cercano di forzare la natura umana e la natura in senso stretta, al contrario uno Stato bene ordinato deve considerare la misura e il buonsenso. Uno Stato deve limitare l’azione economica che distrugge la sua società civile e la vita quotidiana dei suoi appartenenti, uno Stato deve controllare la moneta che entra ed esce sul suo territorio per evitare che poteri forestieri o domestici usino i capitali in entrata o in uscita per condizionare il potere politico. Ad esempio:” uno Stato nel quale dei privati forestieri e domestici fanno uscire grandi quantità di denaro e limitano i denari che vengono investiti sul territorio è di fatto sottoposto a una violenza di tipo economico.     Questi esportatori di capitali prendono i profitti fatti nello Stato A grazie alle proprietà di aziende o a investimenti finanziari  e li collocano nello Stato B secondo il loro vantaggio, questo è reso possibile dal fatto che non si sentono legati né al territorio e meno che mai alla popolazione”. Questo processo di mercato può trasformarsi facilmente in arma politica. Quindi lo Stato nato fra Cinquecento e Seicento per opera di Re e Principi e perfezionatosi fra Settecento e Ottocento per mezzo di borghesie emergenti scisse fra rivoluzione e nazionalismi  oggi in questo nuovo secolo è messo sotto chiave dai grandi poteri finanziari. Ora dal momento che essi sono il mercato e il mercato, ossia il regno del denaro, è il paradiso sognato e bramato dalle grandi moltitudini elettorali va da sé che chiunque provi a cambiare qualcosa sia forzato a partire in primo luogo da se stesso. Lo so che suona strano e un po’ folle. Ma pensate per assurdo a un potere che istiga le masse alla ribellione  contro di lui e alla sua distruzione, la prima domanda è per quale luciferino calcolo compie ciò che è irragionevole. Infatti è assurdo e pazzo che un Potere cerchi volontariamente di spegnersi. Semmai cercherà di spegnere quelle parti perdenti e da rottamare che sono  interne al suo sistema. Il potere che chiama le masse ad esempio a spezzare la morale borghese e le vecchie tradizioni si è visto nel 1968 e dintorni. L’aggressione morale e verbale, tipica del periodo 1968-1977, al mondo dei padri e dei nonni  infamato come mondo vecchio e borghese era funzionale a creare la cultura del supermercato. Ma il motivo c’era: al Potere emergente serviva un umano che fosse un consumatore senza più le rigidità del passato e gli scrupoli dei suoi antenati passati in lui per così dire con il latte e con il sangue. Quindi il Potere ha favorito quelle forze che demolivano quelle parti della mentalità perbenista, e se si vuole borghese, che erano d’ostacolo al pieno dispiegamento della potenza del mercato, del denaro e del mondo dei consumi. Il supermercato e il centro commerciale hanno travolto la socialità che prima era delle case del popolo, dei circoli ricreativi, dei mercatini in piazza. Quindi quando si pensa all’oggi ricordiamoci che la politica per le grandi masse è l’apparenza del momento elettorale e del dibattito televisivo ma la vera sostanza è la realtà materiale e la realtà materiale è il mercato e quindi è il potere finanziario. Quindi il primo atto da fare in assenza di una socialità originaria che scaturisce da masse organizzate e consapevoli è l’acquisizione di coscienza del singolo, per usare uno slogan: dal condizionamento di milioni di singoli alla loro auto-liberazione.

Stefano Bocconi: Ricordiamoci che c’è da ordinare il secondo. Son discorsi bellissimi, ma cosa s’ordina.

Clara Agazzi: Qui fanno bene la bistecca, ma mi dicono alle il cinghiale con i fagioli. Comunque almeno un contorno vegetariano ci vuole.

Vincenzo Pisani: Ora faccio cenno al padrone. Ma aspettate. Io sarei per ordinare anche un piatto di pollo e patate oltre al resto, lo fanno bene ve lo garantisco.

Paolo Fantuzzi: Questo discorso nobile sul pollo, i fagioli, il cinghiale in umido. Facciamo di tutto un po’ e aggiungiamoci una bistecca ai ferri con l’insalata che qui è buona, ho l’occhio clinico e ho dato qualche rapida occhiata ai tavoli vicini. Comunque voglio replicare a Franco una banalità squallida. Si tratta di questo: l’essere umano vive in società e dalla società è condizionato e indirizzato. Le abitudini, la parentela, il posto di lavoro, i colleghi, le pochissime attività fuori dal lavoro travolgono l’uomo, lo trafiggono con mille banalità e consuetudini. Tu franco pretendi che un singolo salga sopra se stesso e prenda coscienza, si alzi da solo e da solo faccia che cosa? Chiedi titani nella mente e nello spirito e nel corpo e arriva gente stanca, malata, avvilita. Proprio perché i poteri sono enormi il singolo non riesce a metter fuori la testa dal pozzo dove è stato ficcato, il singolo è solo e questo non  va mai dimenticato.

Franco: Tu credi che i pochi che davvero preparano le guerre, le crisi finanziarie, le moltiplicazioni delle speculazioni, le crisi di borsa, le ricapitalizzazioni di Stati e multinazionali siano davvero così forti. Siano quasi dei semidei. Al contrario sono dei burocrati e delle persone con limitata conoscenza e sapere. Non il sapere specifico per carità. Nei loro settori fra loro ci sono certamente delle autorità mondiali. Ma quello che loro manca è la visione d’insieme, quella che un tempo si chiamava filosofia. Ovvero sono strutturalmente estranei a un pensiero che colga la totalità e abbia pretesa di esser vero. Vede il superburocrate e il suo staff la percentuale del profitto nei prossimi sei mesi, magari è un profitto che causerà una o due guerre per procura o qualche guerra civile in qualche paese disperato agli angoli del pianeta. Ma questo non toccalo staff e il suo leader che deve rispondere agli azionisti e al consiglio d’amministrazione della società per azioni. Quindi non vede mai il tutto ma solo la parte di sua competenza, vede il suo frammento, il suo piccolo tornaconto, la sua carriera. Pensa che altri siano competenti per i danni provocati. Ma non è così. Il nuovo potere è una falsa tecnocrazia perché i molti aspetti del suo manifestarsi non si sommano mai in un quadro di consapevolezza, di comprensione. Non è questo un sistema pensato come totale e in grado di alimentarsi e sostenersi nel tempo. Infatti il Potere di oggi è stranissimo perché tende a nascondersi dietro poteri politici deboli ,quando non di facciata, e non ha né il carisma e meno che mai la volontà di reclamare per sé quello che un tempo erano il trono,  e la corona.

Vincenzo Pisani: Io intanto chiamo il padrone per ordinare la carne. Comunque. Ricordati che il Potere come lo chiami te, con evidente richiamo a Pasolini, ha consenso. Milioni di umani qui  nel Belpaese pensano davvero di poter diventare ricchi e belli con un colpo di fortuna, con una magia, con un miracolo. Questo aspettare il miracolo tiene in vita molta più gente di quanto noi qui possiamo immaginare.




20 luglio 2014

sintesi- ripubblico un pezzo delle tavole

Le Tavole delle colpe di Madduwatta

Il terzo libro delle tavole

L’Italia e la ricostruzione della memoria pubblica

Alcuni anni fa avviai una riflessione sulla costruzione dell’identità italiana. Oggi in tempi di crisi del sistema di produzione e consumo In Europa e negli USA e di guerre non più episodiche ma integrate nel sistema finanziario e dei complessi militar-industriali delle grandi potenze a vocazione imperiale emerge la fragilità politica e di sistema del Belpaese. Questo ripubblicazione  vuole dare un contributo di pensiero intorno alla questione della  complessità dei processi che definiscono la memoria pubblica e l’appartenenza di un privato a una comunità umana. Presento qui uno schema storico.

1861-  Il Risorgimento

L’avventura dell’Italia Unita si apre a grandi speranze di gusto romantico per via della presenza di grandi eroi ottocenteschi come Mazzini e Garibaldi. Il Regno Unitario che si costituisce, e che è privo di alcune regioni del nord-est, si presenta come un nuovo Stato Nazionale su cui sono collocate molte speranze non solo italiane.

1861- 1876   La destra Storica al potere

L’Italia passa dalla poesia alla Prosa, al posto dei grandi ideali – la poesia- emerge l’evidenza di un Risorgimento tormentato e contrastato, di una Nazione giovane con grandi masse popolari e contadine povere e poverissime, di classi dirigenti insensibili alle sofferenze quotidiane dei loro amministrati e di un popolo italiano tutto da costruire  e da istruire. Intanto il brigantaggio è represso con estrema durezza e grande è la distanza fra la stragrande maggioranza degli italiani e le minoranze al potere di estrazione sociale aristocratica o borghese.

1876-1887  La Sinistra Storica

La sinistra storica constatando la distanza enorme fra paese legale e paese reale, fra sudditi del Regno d’Italia e la minoranza di ricchi e di nobili che di fatto governa il paese e ha i diritti politici cerca di avvicinare le masse popolari con riforme sociali ed edificando monumenti agli eroi del Risorgimento e attuando titolazioni patriottiche di piazze e vie. Intanto l’emigrazione italiana verso il Nuovo Mondo si presenta come un fenomeno inedito che coinvolge milioni d’Italiani. Tuttavia per la prima volta la minoranza al potere si pone il problema di nazionalizzare e istruire  le masse che costituiscono il popolo italiano.

1887-1896  L’età Crispina

L’età Crispina segna l’emergere di una minoranza politica autoritaria con forti legami con i grandi industriali del Nord e i latifondisti del Sud. Da una lato aggredisce con estrema violenza poliziesca le manifestazioni di protesta operaie e contadine dall’altro coltiva un nazionalismo aggressivo e colonialista che fa presa sui ceti medi, la nuova formula di creazione degli italiani fa leva su riforme di carattere giuridico, amministrativo e sociale. La disfatta coloniale dell’esercito italiano ad Adua fa emergere sia un nazionalismo esasperato sia  forze socialiste diffidenti e ostili al concetto stesso di Nazione. Emerge l’impegno politico dei cattolici in quel momento culturalmente ostili alle minoranze "liberali" che esercitano il potere in Italia.

 

1898-1900  Sangue e fango sull’Italia.

L’età Crispina cessa al momento della disfatta coloniale, la protesta sociale è soffocata nel sangue anche nella civilissima e industrializzata Milano dove  spara con i cannoni contro donne e bambini in sciopero. La repressione sociale è durissima, l’idea risorgimentale di fare gli italiani è di fatto spenta. La politica diventa terreno di terribili contrasti, per evitare la disgregazione delle libertà fondamentali l’opposizione ricorre all’ostruzionismo parlamentare. Su questo biennio di sangue e fango  cade il regicidio del 1900 per mano dell’anarchico Gaetano Bresci.

1901- 1913  L’Età di Giovanni Giolitti

L’età di Giovanni Giolitti segna un periodo di riforme e di progresso sociale, economico e industriale che trasforma lentamente ma inesorabilmente l’Italia in una potenza regionale dotata di una propria potenza militare e industriale anche grazie alle innovazioni della Seconda Rivoluzione Industriale e fra queste l’energia elettrica. Le proteste contadine nel sud sono represse, aperture alle forze sociali e operaie nel Centro-Nord. Emerge l’impegno politico dei cattolici fino a quel momento culturalmente  ostili alle minoranze che esercitano il potere in Italia. Il suffragio universale maschile è un fatto, c’è la possibilità di avvicinare le masse popolari alla Nazione nonostante la presenza fortissima di una cultura cattolica e socialista diffidenti verso lo Stato Nazionale e le sue classi dirigenti.

1914  L’Italia del Dubbio.

L’Italia è l’unico paese  fra le potenze d’Europa che evidenzia una massa popolare ostile all’entrata nella Grande Guerra, il grande massacro scientifico e  industrializzato che riscriverà la storia del pianeta e della civiltà industriale. Giolitti è ostile al conflitto che comporterebbe il rovesciamento dell’alleanza con il Secondo Reich e l’Impero d’Austria-Ungheria, il parlamento è contrario  alla guerra, il popolo freddo e diffidente, i ceti borghesi impauriti.  Solo una minoranza di nazionalisti di varia origine è favorevole per spirito d’avventura; la Corona per motivi di prestigio internazionale e  di potere è orientata a stracciare l’alleanza e a dichiarare la guerra. 

1915-1918 L’Italia della Grande Guerra.

L’Italia in tutte le sue articolazioni sociali paga un prezzo spaventoso al conflitto mondiale imposto da una minoranza di nazionalisti politicizzata e organizzata e di estremisti politici di destra politicizzata e organizzata a tutto il resto della popolazione della penisola. I morti sono più di Seicentomila, tutta l’Italia è coinvolta, lo sforzo è enorme e ipoteca il futuro del paese a causa dei debiti contrati e delle perdite umane, quasi tutte le famiglie italiane direttamente o indirettamente sono toccate dal conflitto.

 

1919-1920  Il Biennio rosso

L’influenza della rivoluzione d’Ottobre e della presa del potere Comunista in Russia determina e la resa dei conti fra le forze politiche e sociali dopo la Grande Guerra determina un periodo di forte scontro sociale con accenni rivoluzionari che porta all’occupazione delle fabbriche e di alcuni latifondi incolti da parte delle masse popolari arrabbiate e impoverite. Il mito della rivoluzione Bolscevica e la disillusione per la Vittoria Mutilata sembra spegnere qualsiasi progetto di creare un senso collettivo di appartenza alla Patria. Emerge la reazione quadristica,  armata e terroristica  fascista che intende imporre all’Italia intera la sua concezione di Patria  e di Stato.

 

1922-1924  Il Fascismo al potere

Mussolini riesce a trasformare i Fasci di Combattimento in una forza politica autorevole che ha rapporti con il Vaticano, con la Corona, con l’Esercito, e con la grande industria italiana. Nell’Ottobre del 1922 con un finto colpo di Stato derivato dalla “Marcia su Roma” comincia a costituire un modello di Stato che deve sostituire quello liberale e giolittiano attraverso un governo di coalizione che trova ampio consenso in parlamento. L’idea è usare il fascismo per creare lo Stato fascista che deve a sua volta creare l’italiano nuovo. Il fascismo manipola la scuola, lo Stato, i riti pubblici per arrivare al suo scopo politico.

1925-1935  Il  Regime fascista

Il fascismo cerca di creare il suo italiano ideale militarizzando la scuola pubblica, determinando riforme sociali, trasformando il partito in istituzione, plagiando al gioventù e distorcendo la vita quotidiana sulla base della sua demagogia patriottica.  L’Italiano del futuro dovrebbe essere l’italiano del fascismo, ma il fascismo deve di volta in volta attuare dei compromessi  politici e sociali che  riducono la forza di persuasione che può esercitare sulla popolazione italiana.

1935-1939  Anni Ruggenti

Il fascismo appare vincente. Crea l’Impero a danno delle popolazioni dell’Etiopia che vengono aggredite e conquistate, sfida i grandi imperi coloniali d’Europa e la Società della Nazioni. Il prezzo per questa operazione è il legarsi ai destini del nuovo regime nazista che ha proclamato al fine della Repubblica di Weimar e la nascita del Terzo Reich. Hitler e Mussolini s’impegna nella guerra di Spagna, emerge una diffidenza fra gli italiani e il regime, stavolta la guerra del regime è ideologica e non nazionalista e colonialista. Tuttavia le vittorie in Etiopia  e Spagna spengonotanta parte del dissenso. Intanto Hitler e il suo Terzo Reich iniziano la seconda guerra mondiale.

 

 

1940-1943  La guerra Fascista

Il fascismo e il suo Duce Mussolini s’impegnano nella guerra mondiale al fianco del Giappone e del Terzo Reich ma le forze armate italiane son mal equipaggiate, peggio comandate e in generale il morale è basso. L’Italia fascista e monarchica dimostra di non essere in grado di sostenere il conflitto pur essendo una delle tre potenze principali dell’ASSE.  Le disfatte del biennio 1942 -1943 in Russia e  Africa e l’invasione del territorio italiano da parte degli Anglo-Americani determinano la caduta del fascismo e la resa incondizionata del Regno d’Italia nel settembre del 1943.

1943-1945  La Resistenza

Si formano due stati in Italia, uno monarchico a Sud e uno Nazi-fascista a Nord. Uno controllato da Hitler e denominato Repubblica Sociale di cui è leader Mussolini appoggiato da una schiera di fanatici fascisti e l’altro sotto il controllo degli alleati. Si formano nell’Italia Centro-Settentrionale le forze armate partigiane antifasciste malviste dagli alleati per via della componente comunista e socialista. L’Italia diventa così un campo di battaglia, l’unità nazionale è dissolta, gli italiani si dividono e si combattono fra loro. Il futuro è incerto e legato alla prossima spartizione dell’Europa e del mondo che sarà fatta dai vincitori del Conflitto mondiale.

1946-1947  Il Dopoguerra

L’Italia dopo una difficile e contrastata votazione diventa Repubblica e s’inizia a pensare alla sua ricostruzione. Intanto nel 1947 a  Parigi le speranze italiane sono deluse, il trattato di pace è punitivo la Resistenza non viene valorizzata dai vincitori che ne hanno dopotutto tratto profitto , Alcide De Gasperi si trova a dover liquidare la pesante eredità fascista e monarchica. Di lì a breve si romperà anche l'unità delle forze antifasciste.

1948-1953 L’Italia Democristiana

L’Italia diventa democristiana, nell’aprile del 1948 il responso elettorale punisce socialisti e  comunisti e premia i democristiani legati agli Stati Uniti e al Vaticano. L’Italia della Democrazia Cristiana di Alcide De Gasperi fra molte contraddizioni e tanti limiti cerca di legare l’economia all’Europa del Nord e la politica estera agli Stati Uniti impegnati nella lotta contro il comunismo. Si forma una Repubblica Italiana che esce dalle emergenze e comincia a ritagliarsi un suo ruolo economico e politico in Europa e nel Mediterraneo.

 1954-1963 Il Miracolo economico

L’Italia si trasforma in civiltà industriale, le antiche culture contadine, rionali, cittadine, popolari iniziano a dissolversi. Quanto di antico e  di remoto aveva fino ad allora limitato l’azione propagandistica dei nazionalismi fascisti e  monarchici si dissolve. L’Italia si trasforma rapidamente e aldilà della volontà delle classi dirigenti timorose di non controllare più la mutazione sociale ed economica in atto. La criminalità organizzata intanto diventa una potenza economica nel Mezzogiorno d’Italia.

1963-1968 Il primo Centro-Sinistra

L’Italia è governata con il contributo del Psi, inizia una stagione di riforme volta ad aiutare i ceti popolari, a riequilibrare le differenze sociali, a migliorare la scuola pubblica, nasce la scuola media. Ma i tempi sono aspri, il contrasto fra comunismo sovietico e regimi capitalisti è durissimo e il riflesso in Italia è pesantissimo. Intanto la televisione inizia a rideterminare e a formare la comune lingua italiana. Emerge la distanza enorme fra cultura alta e fra le masse popolari avviate al consumismo acritico e una ridefinizione di sé sulla base degli stimoli pubblicitari della società mercantile. Pasolini denunzia la trasformazione degli italiani da cittadini a consumatori.

1969-1976 L’Italia della Strategia della tensione

L’Italia paga un prezzo spropositato alla miopia politica delle minoranze al potere e alle mire politiche degli stranieri, la contestazione di carattere sociale diventa durissima emerge un terrorismo italiano di destra e di sinistra inserito nelle logiche degli ultimi anni della guerra fredda. Per l’Italiano contano due sole identità quella, spesso opportunistica, derivata dall’appartenenza politica e quella data dalla propria collocazione entro i parametri della società dei consumi. Pasolini muore atrocemente in circostanze non chiare il 2 novembre 1975.

1976-1990 L’Italia di Craxi

Craxi diventa il leader indiscusso del PSI e l’ago della bilancia della Repubblica, con la presidenza Pertini avviene un fatto inaudito: la distanza fra masse popolari e  potere politico, il famoso Palazzo si riduce. In questi anni aumenta il consenso per il PSI e per i partiti di governo mentre il PCI viene ridimensionato e l’Italia ascende al rango di potenza globale. Questo ha però un rovescio della medaglia: corruzione, clientelismo, disgregazione di ogni morale e di ogni valore sociale o umano, pesante indebitamento  dello Stato, ingerenza di poteri illegali nella vita pubblica del paese. Il Craxismo dominate esprime una labile forma di nazionalismo garibaldino che cerca di collegarsi alle antiche glorie risorgimentali.

1991-1994 L’agonia della Prima Repubblica

L’Italia di Craxi si decompone, la crisi politica e morale della Repubblica italiana è evidentissima e le inchieste giudiziarie travolgono, disfano e umiliano i grandi partiti di massa che cambiano nome e ragioni ideologiche o si dissolvono. le novità internazionali successive alla Prima Guerra del Golfo del 1991 tendono a determinare il governo mondiale di una sola grande potenza gli USA e lo spostamento dei grandi affari internazionali verso l’Asia e l’Oceano Pacifico  riducono l’importanza dell’Italia e del Mediterraneo. La confusione fra gli italiani è enorme perché i vecchi punti di riferimento si dissolvono.

1994-2000 L’Italia della Globalizzazione

Berlusconi e il suo schieramento di centro-destra e i raggruppamenti eterogenei di centro-sinistra sono i protagonisti della vicenda politica italiana. L’identità italiana malamente formata negli anni della Repubblica attraverso il mutuo riconoscimento dei partiti usciti dalla realtà della Resistenza e della creazione della Repubblica inizia a dissolversi. Lentamente si forma un quadro politico fra due grandi raggruppamenti politici contrapposti che sconfessa la molteplicità della identità politiche di parte e la crisi sociale creata dai processi di globalizzazione dissolve le identità legate al benessere e al facile consumismo. L’identità italiana sembra disgregata in una miriade di suggestioni pubblicitarie e demagogiche e dominata da una cultura mercantile del consumo e del possesso di beni superflui. Intanto la situazione internazionale peggiora partire dalla guerra del 1999, si determinano nuove potenze imperiali che contrastano gli Stati Uniti.

2001-2011 L’Italia della crisi globale

Il progetto di creare un Nuovo Secolo Americano pare dissolversi fra le dune irachene e le montagne afgane (e di recente fra i deserti della Libia e le foreste dell'Ucraina).  nel periodo che va dal 2003 AL 2011 gli USA sono impegnanti in due guerre logoranti contro insorti e  terroristi in Medio Oriente e Asia, l’Italia  partecipa con sue forze a "operazioni" in Afganistan e Iraq. La globalizzazione rallenta, le logiche imperiali sembrano più forti dei grandi interessi commerciali e finanziari, intanto emergono i guasti politici e sociali legati ai processi di globalizzazione. L’Identità italiana è oggetto di dibattito pubblico segno della sua difficoltà a collocarsi in questi anni difficili con le proprie ragioni e la propria autonomia.

2011-2014

La cronaca di questi anni vede irrisolte le questioni di fondo di un Belpaese che ha difficoltà a ritrovare se stesso e di una situazione internazionale resa sempre più grave e pericolosa da disastri ecologici, guerre di guerriglia e per procura, crisi finanziaria internazionale, decadenza e discredito delle istituzioni democratiche nell'Unione Europea quest'ultime evidenze manifestate da risultati elettorali che premiano forze di netta contestazione dell'ordine costituito e delle politiche neoliberali. La questione dell'identità collettiva degli italiani appare ad oggi irrisolta.

 

 




29 novembre 2010

SEGRETI INCOFFESSABILI E DEMOCRAZIA TRADITA

Riportiamo, tradotte in italiano (Google Traduttore), le parti finora pubblicate da WikiLeaks concernenti l'Italia. Senza alcun commento o responsabilità per quanto ivi espresso.


 
By: http://cablegate.wikileaks.org/index.html
 
 
SUBJECT: STAFFDEL KESSLER DISCUSSES IRAN WITH MFA, ENI, PD
 
Classified By: DCM Elizabeth Dibble for reasons 1.4 (b) and (d)
 
SUMMARY
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1. (C) Staff Director of the House Foreign Affairs
Committee (HCFA) Dr. Richard Kessler and HCFA staff members
probed senior MFA and energy and gas parastatal Eni officials
on Italy's intentions concerning Iran sanctions and prospects
for effective multilateral action to curb Iran's nuclear
program.  Opposition Democratic Party (PD) officials
discussed Iran, Italy's role in Afghanistan, the MEPP, Iraq,
and nonproliferation with the Staffdel.  End Summary.
 
IRAN DOMINATES MFA TALKS
------------------------
 
2. (C) A January 8 roundtable discussion with Dr. Kessler
and three HCFA staff members at the Ministry of Foreign
Affairs (MFA) included MFA Director General for Multilateral
Political Cooperation Stefano Ronca, Ronca's Deputy Filippo
Formica, and  Deputy DG for Economic Cooperation Claudio
Spinedi.  Office Directors Massimo Marotti
(Political-Military Security and NATO Affairs); Diego
Brasioli (G8 Issues and Global Challenges); and Giovanni
Pugliese (Arms Control and Nonproliferation) also
participated. After the roundtable the Staffdel had a meeting
with MFA Deputy SecGen and Political Director Sandro De
Bernardin.  Post was represented by the Charge, Pol-Mil
Counselor and Poloff (notetaker).
 
3. (C) Ronca believes the deteriorating situation in Iran
will soon come to a head and that the UNSC should convey to
Iran that delay tactics will not work and support this
position by readiness to adopt further pressure.  Ronca and
Spinedi told the Staffdel Italy is ready to explore, with its
EU colleagues, the possibility of further sanctions, which,
however, must conform to EU regulations, and not affect the
legal rights of European companies.  Ronca suggested that the
Iranian financial, oil and gas, and insurance sectors (but
not the Central Bank) could be targeted and that the list
sensitive products on the export ban list could be expanded.
 
4. (C)  Spinedi, who (with Formica) attended the October 7
Washington meeting of "Likeminded States on Iran," started by
briefly alluding to Italy's longstanding complaint of
exclusion from P5 1.  Spinedi pointed out we needed to
determine what kind of sanctions would be acceptable to China
and Russia, adding that even at the beginning of January,
China's UN ambassador said that China "needed more time,"
which, Spinedi noted, was not a total rejection of tougher
sanctions.  Spinedi advocated strengthening what already
exists and deciding where we are willing to exert additional
pressure (especially in the oil and gas sector).  It would be
important to determine which technologies others (e.g., China
and India) are willing to provide and embargo those which
they cannot.  Spinedi acknowledged that Italy had not yet
imposed legally binding sanctions, but that the GOI had
successfully used "moral suasion."
 
5. (C) Spinedi noted that sanctions proposed by the U.S. at
the October 7 Likeminded meeting included targeting the
Iranian Revolutionary Guard Command (IRGC), but did not
include an embargo of refined oil and gas products.  Spinedi
echoed Ronca in saying that in the coming months Italy will
need to see how the rest of the Europe will approach new
sanctions.
 
6. (C) MFA Deputy SecGen Sandro De Bernardin told the
Staffdel that Italy was well aware of the danger posed by
Iran and supported a "firm line."  De Bernardin noted Eni's
considerable investments in Iran and characterized Italy's
"moral suasion" efforts to wean Iran away from its nuclear
ambitions as a "significant success."  On sanctions, De
Bernardin stated that Italy was prepared to assume its "share
of responsibility," but that sanctions are a means of
pressure, not a goal; effective ones must be found. In De
Bernardin's view, U.S.domestic legislation should not
negatively affect other countries and the presidential waiver
has been useful in the past; he hoped it will still figure in
the future.
 
7. (C) Kessler encouraged Italy to continue and reinforce
 
ROME 00000087  002.2 OF 003
 
their past efforts.  De Bernardin agreed that if Iran gets
the bomb, then others will seek to acquire nuclear weapons
too and that the Iranian regime must realize there is a heavy
price to be paid for persisting in non-compliance. "  De
Bernardin reiterated Italy's support for openess to dialogue
in addition to pressure, or the dual-track approach, and that
"putting Iran in a corner" is not the same as "cutting it
off" and characterized Italy as a "crucial player," essential
to catalyzing consensus in Europe. He added that, given
Iran's critical domestic situation, the regime was not in a
position to decide anything.
 
KEY TO SUCCESS IN AFGHANISTAN
-----------------------------
 
8. (C) With regard to the critical situation in
Afghanistan, Ronca acknowledged that we must strengthen the
military aspect of the campaign, but that institution
building and engaging President Karzai on fighting corruption
must not be neglected. On the security side, Ronca said that
Italy will increase its force by 1000 men during the first
half of 2010 and that its Afghan National Police (ANP)
training program is a first priority.  As for civilian
engagement, Italy has committed 465 million euros in various
civilian sectors, including health, education, and justice.
Ronca and Marotti stressed the need for better coordination
of civilian and military activities as an issue that should
be on the agenda of the January 28 London NATO conference.
Ronca noted that reaching out to insurgents was a task that
should also be pursued. The Italians stressed the need for a
long-term development strategy based on Afghan priorities,
but which would also include private sector involvement and
the development of good governance.
 
CENTER LEFT PD AIRS FOREIGN POLICY POSITIONS
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9. (C) Head of the opposition Partito Democratico's (PD)
Foreign Policy Department Piero Fassino told the Staffdel the
PD supports President Obama's initiative  to dialogue and
build bridges with the Islamic world, but is very concerned
about the blocked MEPP and the "new wave of terror" in
Afghanistan.  As for Iran, the PD supports pursuing a
negotiated solution, but Fassino questioned whether the
current leadership is in a position to negotiate credibly.
He suggested it could be useful to change the order of
priorities in Iran; that is, be more flexible on the nuclear
issue, but harder on human rights.  According to Fassino, the
greatest risk with nuclear proliferation is that
irresponsible governments like the one in Iran could gain
access to nuclear arms, adding that the PD assessed that
there was little to fear with nations such as India, Britain,
and France having nuclear weapons.  He asked whether a
democratic government in Iran might not have a different
position on the nuclear program.
 
10. (C) Fassino said the PD supports the GOI's increased
(military) support for Afghanistan, but stressed that
strengthening civil and governmental institutions and
economic development are equally important.  On the MEPP,
Fassino characterized Netanyahu's proposed 10-month
settlement freeze "a little window of opportunity," but
questioned whether it was enough, given the Israelis' refusal
to discuss (the status of) Jerusalem.  As for Iraq, Fassino
said the stabilization process must be supported; there was
no alternative.
 
ENI JUSTIFIES IRAN ACTIVITIES
-----------------------------
 
11. ( C ) Energy and gas parastatal Eni (Ente Nazionale
Idrocarburi) officials told the Congressional delegation that
it is cooperating to address USG concerns over the company,s
Iran activities, but insisted that it will continue to
fulfill its contractual obligations there. The company
officials said that Eni has understood the USG message to
reduce its presence in Iran, and as a result it has already
decreased its Iran activities to a minimum level. The Eni
officials provided the Staffdel with a copy of the November
16, 2009 CEO Scaroni letter to Ambassador Thorne that states
the company,s position (A copy of Eni's letter was provided
to EEB in November). Referencing this letter, the officials
pointed out that Eni will not undertake new activities in
Iran, including no new activities by its subsidiaries, Saipem
 
ROME 00000087  003.2 OF 003
 
and Polimeri Europa. They added that following Scaroni,s
September 16 meetings in Washington the company also gave up
plans for an MOU with Iran for development of the phase III
of the Darquain oil field. The officials stated that while EU
law prevents the Eni from responding to official requests for
information on its Iran operations, it has been transparent
in informing the USG on a voluntary basis.
 
12. ( C ) The Eni officials stated, however, that Eni
intends to carry out exploration and development activities
in Iran that fall under its contractual obligations there.
The officials acknowledged that this is a &gray area8 due
to the differences of opinion between the company and the USG
over what is &new8 activity and what is &old.8 The
company officials said that they hope to clarify this issue
with Washington during separate meetings in January with
senior officials from the State Department and Department of
Treasury. Pressed for details over the company,s existing
obligations, the officials said that it is under contract to
meet certain targets of (oil) production in order to
guarantee defined levels of production within a given time
frame. They added that Eni must keep a certain threshold of
production in order to recover its investments in Iran. They
also explained that Eni receives periodic (possibly
scheduled) payments by Iran in oil equivalent amounts that
correspond to the attained target levels of production.
 
13. ( C ) The Eni officials admitted the frustrating
difficulties of operating in Iran, but stated that Eni's
priority is to recover its investments there while meeting EU
laws. The officials estimated Eni's total Iran investments at
around $3 billion dollars, of which they said Eni has already
recovered already about 60 percent (or about $1.7 billion
according to one Eni representative). The company officials
said Eni still needs to recover about $1.4 billion from its
Iran operations. They added that &if all goes as planned8
Eni will recover this remainder of its investments by the end
of 2013 or early in 2014. They further explained that Eni's
Iran contracts provide the possibility of extensions if the
company is not able to recover its investments within the
stipulated time frame. The Eni officials cautioned that the
company may face EU sanctions if it withdraws from Iran due
to pressure from USG unilateral sanctions.
 
14. (U) Staffdel Kessler has not cleared this cable.
THORNE
 
 
SUBJECT: SECDEF MEETING WITH ITALIAN FOREIGN MINISTER
FRANCO FRATTINI, FEBRUARY 8, 2010
 
Classified By: Ambassador Alexander Vershbow for Reasons 1.4 (B) and (D)
 
1. (S/NF) SUMMARY: Secretary of Defense Robert Gates (SecDef)
met with Italian Minister of Foreign Affairs Franco Frattini
during an official visit to Rome on February 8.  On
Afghanistan, Frattini was eager to move beyond the London
Conference and work to produce practical results for the
Afghan people.  He proposed better civil-military
coordination at senior levels in NATO, and raised the
prospect of coordination on local projects across the
Afghanistan-Iran border.  SecDef thanked Frattini for Italy's
pledge of more troops for operations in Afghanistan and
explained where gaps in civil-military cooperation existed.
Frattini believed the international community was lining up
against Iran, and encouraged better coordination with
countries outside the P5-plus-1.  SecDef warned that a
nuclear Iran would lead to greater proliferation in the
Middle East, war, or both.  SecDef agreed with Frattini that
a United Nations conference highlighting security challenges
in the Horn of Africa was a good idea.  END SUMMARY.
 
------------
Afghanistan
------------
 
2. (S/NF) Frattini opened by telling SecDef that the U.S. can
count on Italy's full support on Afghanistan, Iran and
fighting terror.  He had recently talked with General Jones
and Secretary Clinton and relayed the same message.  He
expressed a desire to focus on the comprehensive approach in
such a way to improve the daily lives of Afghans.  He
asserted a need to press President Karzai on delivering
improved governance or risk losing support for the mission in
coalition Parliaments.  Frattini wanted to get beyond "just
talking" -- referencing the London conference -- and noted
concrete Italian projects to convert poppy cultivation to
olive oil production and to create a national high school for
public administration.
 
3. (S/NF) SecDef commended Rome's efforts to increase Italian
contributions, asking whether even more Carabinieri might be
available for training the Afghan security forces.  He
observed that General McChrystal's emphasis on protecting
Afghan civilians has changed attitudes among Allied publics.
SecDef said he is pushing the comprehensive approach, noting
a need for all stakeholders in Afghanistan to share
information effectively.  He said he hoped that NATO's new
Senior Civilian Representative, Ambassador Mark Sedwill,
could facilitate this.  SecDef recommended a focus on better
governance below the level of the national government --
which would take decades to turn into a modern government )
taking advantage of traditional institutions and competent
governors at the regional and sub-regional levels and
leveraging them into local success stories.  At the national
level, however, our priority should be to develop those
ministries most critical to our success, such as Defense,
Interior, Finance, Agriculture, and Health.  Noting Gen.
McChrystal's recent statement that the situation in
Afghanistan is no longer deteriorating, SecDef said that much
of the challenge is psychological -- convincing Afghans that
we can win and that we will not abandon them.
 
4. (S/NF) Frattini agreed that civilian-military integration
is the weakest part of the Afghan strategy.  He expressed
frustration that NATO foreign ministers only discuss issues
like agriculture and education while defense ministers only
discuss security.  The problem, Frattini suggested, is that
they don't talk to each other.  He proposed a joint meeting
of foreign and defense ministers, beginning with talks at the
expert level.  SecDef responded that Gen. McChrystal and
Ambassador Eikenberry do civilian-military collaboration at
the national level on the basis of a Joint Campaign Plan, as
do local ground commanders with leaders of PRTs.  What is
missing is the level in between -- the regional commands --
and SecDef expressed a desire for Sedwill to appoint
subordinates to address this in each RC, building on the
 
ROME 00000173  002.2 OF 003
 
example of the civ-mil cell in RC-South.  The effect would be
cascading civil-military coordination at the national,
regional, and local levels.  SecDef noted that similar
efforts by UNSRSG Kai Eide had been hamstrung by resourcing
and the UN's aversion to working with the military.  As a
NATO representative, Sedwill should not have these problems.
 
5. (S/NF) Frattini also asked about practical cooperation
across the Afghan-Iranian border.  Local incentives for
cooperation might undermine weapons and drug trafficking and
help co-opt reconcilable Taliban.  SecDef noted that Iran is
playing both sides of the street -- trying to be friendly
with the Afghanistan government while trying to undermine
ISAF efforts.  He noted that intelligence indicated there was
little lethal material crossing the Afghanistan-Iran border.
SecDef suggested that trade route protection from Afghanistan
into Eastern Iran, which is important for local economies on
both sides of the border, might be a place to start.  SecDef
noted that any effort will need to be coordinated with Kabul.
 Frattini agreed this would be a good starting point.
 
----
Iran
----
 
6. (S/NF) Frattini supported recent public statements by
SecDef raising the pressure on Iran.  He declared that
Ahmadinejad cannot be trusted, especially after contradicting
recent constructive statements by his own government.
Frattini, citing a recent conversation with Russian Foreign
Minister Lavrov, said he believed Russia would support the
sanctions track.  The challenge was to bring China on board;
China and India, in Frattini's view, were critical to the
adoption of measures that would affect the government without
hurting Iranian civil society.  He also specifically proposed
including Saudi Arabia, Turkey, Brazil, Venezuela and Egypt
in the conversation.  He expressed particular frustration
with Ankara's "double game" of outreach to both Europe and
Iran.  Frattini proposed an informal meeting of Middle East
countries, who were keen to be consulted on Iran, and noted
that Secretary Clinton was in agreement.
 
7. (S/NF) SecDef emphasized that a UNSC resolution was
important because it would give the European Union and
nations a legal platform on which to impose even harsher
sanctions against Iran.  SecDef pointedly warned that urgent
action is required.  Without progress in the next few months,
we risk nuclear proliferation in the Middle East, war
prompted by an Israeli strike, or both.  SecDef predicted "a
different world" in 4-5 years if Iran developed nuclear
weapons.  SecDef stated that he recently delivered the same
warning to PM Erdogan, and he agreed with Frattini's
assessment on Saudi Arabia and China, noting that Saudi
Arabia is more important to both Beijing and Moscow than
Iran.
 
8.  (S/NF) SecDef urged Frattini to reconsider a planned
visit to Italy by a prominent Iranian Parliamentarian in the
wake of recent executions of students in opposition to the
government. At the same time, we needed to ensure we did not
discredit the opposition by creating the impression that they
are the tools of foreign partners.
 
--------------
Horn of Africa
--------------
 
9. (C) Frattini expressed concern about deteriorating
conditions in Somalia and Yemen.  He noted a recent
conversation with President Sharif of Somalia's Transitional
Federal Government (TFG), in which Sharif said that he would
be unable to pay his security forces by the end of February.
Frattini said that Italy was encouraging the EU Presidency to
focus on Somalia and Yemen, and had proposed a United Nations
conference addressing Horn of Africa security issues.  Italy
was providing funding to the TFG's national budget. SecDef
concurred that the region deserved more focus.

 

Traduzione: http://translate.google.it/

 

 

OGGETTO: KESSLER STAFFDEL DISCUTE DI IRAN CON MFA, ENI, PD
 
Classificato da: DCM Elizabeth Dibble, per motivi 1.4 (b) e (d)
 
SOMMARIO
-------
  
1. (C) Direttore del personale della Casa Affari Esteri
Committee (HCFA) Dr. Richard Kessler e membri dello staff HCFA
sondato AMF senior e dell'energia e del gas funzionari parastatali Eni
sulle intenzioni d'Italia in materia di sanzioni all'Iran e prospettive
per un'efficace azione multilaterale per frenare l'Iran nucleare
programma. L'opposizione del Partito Democratico (PD) i funzionari
discusso di Iran, il ruolo d'Italia in Afghanistan, il MEPP, Iraq,
e della non proliferazione con il Staffdel. Fine Riepilogo.
  
IRAN DOMINA I DIBATTITI DI MFA
------------------------
 
2. (C) A 8 gennaio tavola rotonda con il dottor Kessler
e tre membri dello staff HCFA presso il Ministero degli Esteri
Affari (MAE) ha incluso MAE Direttore Generale per la Cooperazione
Politiche di cooperazione Stefano Ronca, vice di Filippo Ronca's
Formica, e DG Vice Claudio cooperazione economica
Spinedi. Ufficio Amministrazione Massimo Marotti
(Affari sicurezza politico-militare e la NATO); Diego
Brasioli (G8 Problemi e sfide globali), e Giovanni
Pugliese (controllo degli armamenti e non proliferazione) anche
partecipato. Dopo la tavola rotonda il Staffdel avuto un incontro
con MFA Vice SecGen e direttore politico Sandro De
Bernardin. Post è stata rappresentata dalla carica, Pol-Mil
Counselor e Poloff (NoteTaker).
 
3. (C) Ronca ritiene che il deterioramento della situazione in Iran
arriverà presto ad una testa e che il Consiglio di sicurezza dell'ONU deve trasmettere ai
L'Iran che le tattiche di ritardo non funziona e sostenere questo
posizione di disponibilità ad adottare ulteriori pressioni. Ronca e
Spinedi ha detto il Staffdel Italia è pronta ad esplorare, con i suoi
colleghi della UE, la possibilità di ulteriori sanzioni, quali,
tuttavia, devono essere conformi alle normative UE, e non alterare il
diritti legittimi delle imprese europee. Ronca ha suggerito che il
settori finanziario iraniano, petrolio e gas, e assicurazione (ma
non la Banca Centrale) possono essere mirate e che l'elenco
prodotti sensibili sulla lista divieto di esportazione potrebbe essere ampliata.
 
4. (C) Spinedi, che (con Formica) hanno partecipato alla 7 ottobre
riunione di Washington: "Gli Stati pensano allo stesso modo in Iran", avviato da
brevemente alludendo alla denuncia di lunga data in Italia di
esclusione dal P5 1. Spinedi ha sottolineato che dovevamo
determinare che tipo di sanzioni sarebbero accettabili per la Cina
e la Russia, aggiungendo che anche all'inizio di gennaio,
ambasciatore delle Nazioni Unite della Cina ha detto che la Cina "ha avuto bisogno di più tempo"
che, Spinedi notato, non era un rifiuto totale delle più severe
sanzioni. Spinedi rafforzare quanto già sostenuto
esiste e decidere dove siamo disposti ad esercitare ulteriori
pressione (in particolare nel settore petrolifero e del gas). Sarebbe
importante determinare quali altre tecnologie (ad esempio, la Cina
e India) sono disposti a fornire e embargo quelle che
non possono. Spinedi ha riconosciuto che l'Italia non aveva ancora
imposto sanzioni giuridicamente vincolanti, ma che il governo indiano aveva
utilizzato con successo "moral suasion".
 
5. (C) Spinedi ha osservato che le sanzioni proposte dagli Stati Uniti a
del 7 ottobre incontro pensano allo stesso incluso il targeting
Comando della Guardia Rivoluzionaria iraniana (IRGC), ma non ha
includere un embargo di olio raffinato e di prodotti di gas. Spinedi
Ronca ha fatto eco affermando che nei prossimi mesi l'Italia
bisogno di vedere come il resto del Europa nuovo approccio
sanzioni.
 
6. (C) MAE Vice SecGen Sandro De Bernardin ha detto il
Staffdel che l'Italia era ben consapevole del pericolo rappresentato da
Iran e sostenuto una "linea dura". De Bernardin notato Eni
notevoli investimenti in Iran e caratterizzato in Italia
"Persuasione morale" gli sforzi per svezzare l'Iran di distanza dal suo nucleare
ambizioni come "un successo significativo." Sulle sanzioni, De
Bernardin ha dichiarato che l'Italia era disposta ad assumersi la propria "quota
di responsabilità ", ma che le sanzioni sono un mezzo di
pressione, non un obiettivo; quelli in vigore deve essere trovata. In De
Visualizza Bernardin, la legislazione non dovrebbe USdomestic
influire negativamente in altri paesi e la rinuncia alla presidenza
è stato utile in passato, sperava che ancora figura in
il futuro.
 
7. (C) Kessler incoraggiato l'Italia a proseguire e rafforzare
 
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i loro sforzi passati. De Bernardin ha convenuto che se l'Iran si
la bomba, poi gli altri cercheranno di acquisire armi nucleari
troppo e che il regime iraniano deve capire che c'è un pesante
prezzo da pagare per il persistere in non-conformità. "De
Bernardin ha ribadito il sostegno in Italia per apertura verso il dialogo
in aggiunta a pressione, o l'approccio a doppio binario, e che
"Mettere l'Iran in un angolo" non è lo stesso di "tagliarla
off "e caratterizzato l'Italia come" un giocatore fondamentale, "essenziale
di catalizzare il consenso in Europa. Egli ha aggiunto che, data
critica situazione interna dell'Iran, il regime non era in
grado di decidere nulla.
 
CHIAVE DEL SUCCESSO IN AFGHANISTAN
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8. (C) Per quanto riguarda la situazione critica in
Afghanistan, Ronca ha riconosciuto che dobbiamo rafforzare la
aspetto militare della campagna, ma tale istituzione
costruzione e coinvolgente il presidente Karzai sulla lotta alla corruzione
non deve essere trascurato. Sul versante sicurezza, Ronca ha detto che
L'Italia aumenta la sua forza di 1000 uomini nel corso dei primi
metà del 2010 e che la sua Afghan National Police (ANP)
programma di formazione è una priorità assoluta. Come per civili
impegno, l'Italia si è impegnata € 465.000.000 in vari
settori civile, compresa la salute, l'istruzione e la giustizia.
Ronca e Marotti ha sottolineato la necessità di un migliore coordinamento
delle attività civili e militari come una questione che dovrebbe
essere all'ordine del giorno del 28 gennaio conferenza di Londra NATO.
Ronca ha osservato che per raggiungere i ribelli era un compito che
dovrebbero essere perseguiti. Gli italiani hanno sottolineato la necessità di un
strategia di sviluppo a lungo termine basata su priorità afghano,
ma che prevedano anche la partecipazione del settore privato e
lo sviluppo del buon governo.
 
CENTRO SINISTRA PD AIRS posizioni di politica estera
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9. (C), capo della opposizione Partito Democratico (PD)
Dipartimento Politica Estera Piero Fassino ha detto al Staffdel il
PD sostiene l'iniziativa del presidente Obama al dialogo e alla
costruire ponti con il mondo islamico, ma è molto preoccupato
circa il MEPP bloccato e la "nuova ondata di terrorismo"
Afghanistan. Quanto all'Iran, il PD sostiene che persegue una
soluzione negoziata, ma Fassino ha messo in dubbio che il
attuale dirigenza è in grado di negoziare in modo credibile.
Egli ha suggerito che potrebbe essere utile modificare l'ordine delle
priorità in Iran, cioè, essere più flessibili sul nucleare
problema, ma più duro sui diritti umani. Secondo Fassino, il
maggior rischio di proliferazione nucleare è che
governi irresponsabili come quella in Iran, può ottenere
l'accesso alle armi nucleari, aggiungendo che il PD ha valutato che
c'era ben poco da temere con nazioni come l'India, Gran Bretagna,
e Francia che hanno armi nucleari. Ha chiesto se un
governo democratico in Iran non potrebbe avere un diverso
posizione sul programma nucleare.
 
10. (C), Fassino ha detto che il PD sostiene il governo indiano è aumentato
(Militare) il sostegno per l'Afghanistan, ma ha sottolineato che
il rafforzamento delle istituzioni governative e civili e
sviluppo economico sono ugualmente importanti. Sul MEPP,
Fassino caratterizzato Netanyahu ha proposto di 10 mesi
insediamento congelare "una piccola finestra di opportunità", ma
chiesto se fosse stato sufficiente, dato che gli israeliani 'rifiuto
per discutere (lo stato di) Gerusalemme. Come per l'Iraq, Fassino
ha detto che il processo di stabilizzazione deve essere sostenuta, non c'era
non ha alternative.
 
ENI GIUSTIFICA attività iraniane
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11. (C) Energia e gas parastatali Eni (Ente Nazionale
Idrocarburi funzionari) ha dichiarato alla delegazione del Congresso che
si sta collaborando per affrontare le preoccupazioni USG sulla società, s
attività di Iran, ma ha insistito che continuerà a
adempiere ai propri obblighi contrattuali lì. La società
funzionari hanno detto che Eni ha capito il messaggio di USG
ridurre la sua presenza in Iran, e come risultato si è già
ridotto le sue attività l'Iran a un livello minimo. L'Eni
funzionari fornito alla Staffdel una copia del novembre
16, 2009 amministratore delegato Scaroni lettera all'ambasciatore Thorne che gli Stati
la società, la posizione s (una copia della lettera di Eni è stata fornita
a EEB in novembre). Riferimenti a questa lettera, i funzionari
ha sottolineato che Eni non intraprendere nuove attività in
Iran, tra cui nessuna nuova attività dalle sue controllate, Saipem
 
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e Polimeri Europa. Hanno aggiunto che in seguito Scaroni, s
16 settembre riunioni a Washington la società ha anche rinunciato
piani per un protocollo d'intesa con l'Iran per lo sviluppo della fase III
del giacimento Darquain. I funzionari dell'UE ha dichiarato che, mentre
legge impedisce l'Eni di rispondere alle richieste ufficiali di
informazioni sulle sue operazioni Iran, è stato trasparente
di informare il governo degli USA, su base volontaria.
 
12. (C) I funzionari Eni dichiarato, tuttavia, che l'Eni
intende svolgere attività di esplorazione e sviluppo
in Iran sotto la sua obblighi contrattuali lì.
I funzionari hanno riconosciuto che questo è un grigio e area8 dovuto
alle differenze di opinione tra l'azienda e il governo USA
su ciò che è e new8 attività e ciò che è e old.8 L'
funzionari della società ha detto che sperano di chiarire la questione
con Washington durante gli incontri separati a gennaio con
alti funzionari del Dipartimento di Stato e del Dipartimento della
Tesoro. Premuto per i dettagli sulla società, s esistenti
obblighi, i funzionari ha detto che è sotto contratto con la
raggiungere determinati obiettivi di (olio) della produzione, al fine di
garantire livelli di produzione definiti entro un determinato periodo
telaio. Hanno aggiunto che Eni deve tenere una certa soglia di
produzione al fine di recuperare i suoi investimenti in Iran. Esse
ha anche spiegato che Eni riceve periodica (possibilmente
voli di linea) i pagamenti da parte dell'Iran in quantità equivalenti di petrolio che
corrispondono ai livelli obiettivo raggiunto di produzione.
 
13. funzionari (C) L'Eni ha ammesso la frustrante
difficoltà di operare in Iran, ma ha dichiarato che Eni
prioritario è quello di recuperare i propri investimenti, mentre non vi riunione UE
le leggi. I funzionari di Eni stima totale degli investimenti in Iran
circa 3 miliardi di dollari, di cui Eni ha già detto
già recuperato circa il 60 per cento (pari a circa 1,7 miliardi dollari
secondo un rappresentante Eni). La società funzionari
Eni ha ancora bisogno di recuperare circa 1,4 miliardi dollari dal suo
Iran operazioni. Hanno aggiunto che e se tutto va come planned8
Eni recuperare questo resto dei suoi investimenti entro la fine
del 2013 o all'inizio del 2014. Essi hanno inoltre spiegato che Eni
Iran contratti prevedono la possibilità di proroghe se la
azienda non è in grado di recuperare i propri investimenti nel
stipulato lasso di tempo. I funzionari Eni ha ammonito che il
società può affrontare sanzioni UE se si ritira da Iran a causa
alla pressione delle sanzioni USG unilaterale.
 
14. (U) Staffdel Kessler non ha autorizzato questo cavo.
THORNE


OGGETTO: INCONTRO CON ITALIANI SECDEF MINISTRO DEGLI ESTERI
FRANCO FRATTINI, 8 feb 2010
 
Classificato da: Ambasciatore Alexander Vershbow per Ragioni 1.4 (B) e (D)
 
1. (S / NF) SOMMARIO: Segretario della Difesa Robert Gates (SecDef)
incontrato il ministro degli Esteri italiano Franco Frattini
durante una visita ufficiale a Roma l'8 febbraio. On
Afghanistan, Frattini era ansioso di andare al di là di Londra
Conferenza e lavoro per produrre risultati concreti per il
popolo afghano. Egli ha proposto una migliore civile-militare
il coordinamento a livelli alti nella NATO, e ha sollevato la
prospettiva di coordinamento su progetti locali di tutta la
Afghanistan-Iran confine. SecDef Frattini ha ringraziato per l'Italia di
pegno di ulteriori truppe per le operazioni in Afghanistan e
spiegato dove lacune nella cooperazione civile-militare esistito.
Frattini ritiene che la comunità internazionale è stata in fila
contro l'Iran, e ha incoraggiato un migliore coordinamento con
paesi al di fuori del P5-plus-1. SecDef avvertito che una
Iran nucleare potrebbe portare ad una maggiore proliferazione nel
Medio Oriente, la guerra, o entrambi. SecDef d'accordo con Frattini che
una conferenza delle Nazioni Unite per evidenziare le sfide alla sicurezza
nel Corno d'Africa è stata una buona idea. FINE RIASSUNTO.
 
------------
Afghanistan
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2. (S / NF) Frattini ha aperto dicendo SecDef che gli Stati Uniti possono
contare sul pieno sostegno in Italia in Afghanistan, Iran e
combattere il terrorismo. Aveva parlato con il generale Jones
e il Segretario Clinton e trasmesso lo stesso messaggio. Egli
espresso il desiderio di concentrarsi sulle approccio globale in
modo tale da migliorare la vita quotidiana degli afgani. Egli
affermato la necessità di premere il presidente Karzai in consegna
una migliore governance, o rischiare di perdere il sostegno per la missione in
parlamenti della coalizione. Frattini ha voluto andare oltre ", proprio
"Parlare - fa riferimento alla conferenza di Londra - e ha preso atto
progetti concreti di italiano per convertire la coltivazione del papavero da
produzione di olio d'oliva e di creare una scuola nazionale di alta
pubblica amministrazione.
 
3. (S / NF) SecDef di Roma ha elogiato gli sforzi per aumentare italiano
contributi, chiedendo se ancor più Carabinieri potrebbe essere
disponibili per la formazione delle forze di sicurezza afgane. Egli
osservato che l'enfasi generale McChrystal sulla protezione
civili afgani ha cambiato l'atteggiamento delle opinioni pubbliche alleate.
SecDef ha detto che sta spingendo l'approccio globale, notando
la necessità di tutte le parti interessate in Afghanistan per condividere
informazioni in modo efficace. Egli spera che la NATO c'è di nuovo
Senior rappresentante civile, Mark Sedwill ambasciatore,
potrebbe facilitare questo. SecDef raccomandato in particolare a migliorare
governance di sotto del livello del governo nazionale -
che vorrebbero decenni per trasformare in un governo moderno)
approfittando delle istituzioni tradizionali e competente
governatori a livello regionale e sub-regionali e
sfruttando in loro storie di successo locali. A livello nazionale
livello, comunque, la nostra priorità dovrebbe essere quella di sviluppare quelle
ministeri più critico per il nostro successo, come la difesa,
Interni, Finanze, Agricoltura, e della Salute. Notando Gen.
la recente dichiarazione di McChrystal che la situazione in
Afghanistan non è più deteriorando, SecDef ha detto che molto
della sfida è psicologica - afghani convincente che
siamo in grado di vincere e che non li abbandonerà.
 
4. (S / NF) Frattini ha convenuto che l'integrazione civile-militare
è la parte più debole della strategia afghana. Egli ha espresso
frustrazione che i ministri degli esteri della NATO solo discutere di questioni
come l'agricoltura e l'istruzione, mentre i ministri della difesa solo
discutere di sicurezza. Il problema, ha suggerito Frattini, è che
non parlano l'un l'altro. Egli ha proposto una riunione congiunta
dei ministri degli esteri e della difesa, a cominciare colloqui alla
esperti di alto livello. SecDef risposto che il generale McChrystal e
Ambasciatore Eikenberry do la collaborazione civile-militare
livello nazionale sulla base di una campagna congiunta Piano, come
fare comandanti terra locale con i leader del PRT. Che cosa è
manca è il livello in mezzo - i comandi regionali -
e SecDef espresso il desiderio di Sedwill di nominare
sottoposti ad affrontare la questione in ogni RC, sulla base dei
 
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esempio della cellula civile-militare ai RC-Sud. L'effetto sarebbe
cascata coordinamento civile-militare a livello nazionale,
livello regionale e locale. SecDef ha osservato che simili
sforzi da parte UNSRSG Kai Eide era stato ostacolato da resourcing
e l'avversione delle Nazioni Unite di lavorare con i militari. In qualità di
rappresentante della NATO, Sedwill non dovrebbe avere questi problemi.
 
5. (S / NF) Frattini ha anche chiesto una cooperazione pratica
attraverso il confine afgano-iraniano. incentivi locali per
collaborazione potrebbe minare le armi e traffico di droga e
contribuire a cooptare conciliabili talebani. SecDef ha osservato che l'Iran è
giocando entrambi i lati della strada - cercando di essere amichevole
con il governo in Afghanistan durante il tentativo di minare
ISAF sforzi. Egli ha osservato che l'intelligenza non vi era indicato
poco materiale letale che attraversano la frontiera tra Afghanistan e Iran.
SecDef suggerito che la protezione via commerciale Afghanistan
in Iran orientale, che è importante per le economie locali
entrambi i lati del confine, potrebbe essere un punto di partenza. SecDef
preso atto che ogni sforzo dovrà essere coordinata con Kabul.
 Frattini ha convenuto questo sarebbe un buon punto di partenza.
 
----
Iran
----
 
6. (S / NF), Frattini ha sostenuto recenti dichiarazioni pubbliche
SecDef aumentando la pressione sull'Iran. Egli ha dichiarato che
Ahmadinejad non si può fidare, soprattutto dopo contraddicendo
recenti dichiarazioni costruttive dal suo stesso governo.
Frattini, citando una recente conversazione con degli Esteri russo
Il Ministro Lavrov, ha detto che la Russia avrebbe sostenuto l'
sanzioni traccia. La sfida era quella di portare la Cina a bordo;
Cina e India, secondo Frattini, sono stati essenziali per il
adozione di misure che potrebbero influenzare il governo senza
danneggiando la società civile iraniana. Egli ha anche specificamente proposti
tra cui l'Arabia Saudita, Turchia, Brasile, Venezuela ed Egitto
nella conversazione. Egli ha espresso frustrazione particolare
con Ankara "doppio gioco" di outreach sia all'Europa che al
Iran. Frattini ha proposto una riunione informale del Medio Oriente
paesi, che erano desiderosi di essere consultato su Iran, e ha preso atto
che il Segretario Clinton era d'accordo.
 
7. (S / NF) SecDef sottolineato che una risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'ONU è stata
importante perché darebbe l'Unione europea e
nazioni di una piattaforma giuridica per imporre ancora più crudele
le sanzioni contro l'Iran. SecDef acutamente avvertito che urgente
è necessario intervenire. Senza progressi nei prossimi mesi,
si corre il rischio di proliferazione nucleare in Medio Oriente, la guerra
richiesto da un attacco israeliano, o entrambi. SecDef predetto: "una
mondo diverso "in 4-5 anni se l'Iran ha sviluppato nucleare
armi. SecDef ha dichiarato recentemente rilasciato la stessa
avviso al PM Erdogan, ed era d'accordo con Frattini
valutazione su Arabia Saudita e Cina, osservando che l'Arabia
Saudita è il più importante, sia per Pechino e Mosca che
Iran.
 
8. (S / NF) SecDef Frattini ha esortato a riconsiderare un pianificato
visita in Italia da un prominente parlamentare iraniana nel
scia delle recenti esecuzioni di studenti in opposizione al
governo. Allo stesso tempo, avevamo bisogno di assicurare che non abbiamo
screditare l'opposizione, creando l'impressione che si
sono gli strumenti di partner stranieri.
 
--------------
Corno d'Africa
--------------
 
9. (C), Frattini ha espresso preoccupazione per il deterioramento
condizioni in Somalia e Yemen. Ha notato un recente
conversazione con il Presidente Sharif di transizione della Somalia
Federal Government (TFG), nella quale Sharif ha detto che avrebbe
essere in grado di pagare le sue forze di sicurezza entro la fine di febbraio.
Frattini ha detto che l'Italia è stata incoraggiante la Presidenza dell'UE a
concentrarsi sulla Somalia e lo Yemen, e aveva proposto una Nazioni Unite
conferenza di affrontare questioni di sicurezza Corno d'Africa. Italia
forniva finanziamenti a bilancio nazionale del GFT. SecDef
d'accordo che la regione meritato maggiore attenzione.

 

 Approfondimenti sul portale di FUTURO IERI : http://digilander.libero.it/amici.futuroieri




25 giugno 2010

Sui tetti del mondo: l’acqua solare scalderà la rivoluzione


Sui tetti del mondo: l’acqua solare scalderà la rivoluzione

Tradotto da: F. Allegri 

   


Earth Policy Institute
http://www.earthpolicy.org
SUI TETTI DEL MONDO: L’ACQUA SOLARE SCALDERA’ LA RIVOLUZIONE

Di Lester R. Brown
Earth Policy Release
Book Byte
8 Marzo 2010
http://www.earthpolicy.org/index.php?/books/pb4

Lo sfruttamento dell’energia solare si espande su ogni fronte in seguito al cambiamento climatico e all’intensificazione della sicurezza energetica, grazie agli aiuti governativi per aumentare lo sfruttamento del solare e perché i costi declinano mentre quelli dei combustibili fossili crescono.
Una tecnologia solare che realmente inizia ad essere imitata è l’uso dei collettori termici solari per convertire la luce del sole in calore da usare per scaldare sia l’acqua che lo spazio.
La Cina, per esempio, è ora la casa di 27 milioni di impianti solari per l’acqua sul tetto.
Con quasi 4.000 imprese cinesi che realizzano queste tecnologie: questo sistema relativamente semplice e a basso costo è arrivato nei villaggi che non avevano ancora l’elettricità.
Per poco meno di $200, i contadini possono avere un collettore solare installato sul tetto e fare la loro prima doccia calda.
Questa tecnologia si estende in Cina come un lampo: si avvicina già la saturazione del mercato in alcune comunità.
Pechino pianifica di aumentare gli attuali 114 milioni di metri quadri di collettori solari sui tetti per scaldare l’acqua fino a 300 milioni nel 2020.
L’energia prodotta da queste installazioni in Cina è uguale all’elettricità generata da 49 centrali elettriche a carbone.
Anche altre nazioni in via di sviluppo come India e Brasile potrebbero vedere presto milioni di famiglie convertirsi a questa conveniente tecnologia per scaldare l’acqua.
Questo balzo nelle aree rurali senza una rete elettrica è simile alla linea dei telefoni cellulari che bypassano la rete fissa tradizionale, offrendo servizi a milioni di persone che sarebbero ancora nelle liste d’attesa se si fossero affidati alle linee telefoniche tradizionali.
Dopo aver pagato il costo d’installazione iniziale degli impianti solari sul tetto, l’acqua calda è essenzialmente gratuita.
In Europa, dove i costi energetici sono relativamente alti, gli impianti solari sul tetto si diffondono velocemente.
In Austria, oggi il 15% di tutte le famiglie si affidano a loro per l’acqua calda.
E, come in Cina, in alcuni villaggi austriaci vicino a tutte le case hanno i collettori sul tetto.
Anche la Germania sta facendo passi avanti.
Janet Sawin del Worldwatch Institute nota che quasi 2 milioni di tedeschi vivono ora in case dove sia l’acqua che lo spazio sono scaldati da sistemi solari sul tetto.
Ispirata dalla rapida adozione in Europa dei riscaldatori di spazio ed acqua sul tetto negli ultimi anni, l’European Solar Thermal Industry Federation (ESTIF) ha stabilito un obbiettivo ambizioso di 500 milioni di metri quadri, o di 1 metro quadro di collettore sul tetto per ogni europeo entro il 2020 – uno scopo leggermente più grande degli 0,93 metri quadri a persona presenti oggi a Cipro, il leader mondiale.
La maggior parte delle installazioni sono progettate per essere sistemi “Solar-Combi” capaci di scaldare sia l’acqua che lo spazio.
I collettori solari dell’Europa sono concentrati in Germania, Austria e Grecia; anche la Francia e la Spagna cominciano a mobilitarsi.
L’iniziativa della Spagna aumentò con la legge del marzo 2006 che impose l’istallazione di collettori nelle costruzioni nuove o ristrutturate.
Il Portogallo seguì veloce con la sua legge.
La ESTIF stima che la UE abbia un potenziale di sviluppo a lungo termine di 1.200 gigawatts termici di acqua solare e spazi scaldati; questo significa che il sole darebbe gran parte del calo di temperatura che l’Europa necessita.
L’industria del riscaldamento dell’acqua solare sul tetto USA si è concentrata storicamente in un mercato di nicchia – vendendo e commerciando 10 milioni di metri quadri di impianti solari per piscine tra il 1995 e il 2005.
Vista questa base, tuttavia, l’industria si è bilanciata al mercato di massa dei sistemi di riscaldamento dello spazio e dell’acqua quando i crediti fiscali federali furono introdotti nel 2006.
Guidata dalle Hawaii, la California e la Florida, l’istallazione in USA di questi sistemi triplicò nel 2006 ed ha mantenuto un passo rapido da allora.
Ora abbiamo il dato per fare qualche proiezione globale. Con la Cina che fissa l’obiettivo di 300 milioni di metri quadri di capacità di riscaldamento solare per il 2020, e con lo scopo dell’ESTIF di 500 milioni di metri quadri per l’Europa entro il 2020, un’istallazione USA di 300 milioni di metri quadri per il 2020 è alla portata dati gli incentivi fiscali adottati di recente.
Il Giappone, che ha 7 milioni di metri quadri di collettori solari per l’acqua ma che importa tutti i combustibili fossili, potrebbe arrivare facilmente agli 80 milioni di metri quadri per il 2020.
Se la Cina e la UE arriveranno ai loro scopi e il Giappone e gli USA raggiungeranno le adozioni progettate; avranno un totale combinato di 1.180 milioni di metri quadri di capacità di riscaldare acqua e spazio entro il 2020.
Con le giuste adozioni per sviluppare altri paesi oltre la Cina, il totale globale nel 2020 potrebbe eccedere il miliardo e mezzo di metri quadri.
Questo darebbe al mondo una capacità termale solare entro il 2020 di 1.100 gigawatts termici, l’equivalente di 690 centrali a carbone.
Questo sarebbe più della metà del nostro sforzo per il riscaldamento con energia rinnovabile per il 2020; una parte del grande sforzo per stabilizzare il nostro rapido cambiamento climatico sferzando le emissioni globali nette di carbonio dell’80% entro il prossimo decennio.
(Per altre informazioni, guarda i Capitoli 4 e 5 di Plan B 4.0: Mobilizing to Save Civilization, in linea e scaricabile liberamente a www.earthpolicy.org/index.php?/books/pb4.)
La vasta crescita prevista del riscaldamento solare di spazio e acqua nei paesi industriali farà chiudere delle centrali a carbone esistenti e ridurrà l’uso di gas naturale mentre gli impianti solari sostituiscono quelli a gas o elettrici.
In nazioni come la Cina e l’India, tuttavia, i pannelli solari ridurranno semplicemente la necessità di nuove centrali a carbone.
Gli impianti per scaldare acqua e spazio in Europa e Cina hanno un vantaggio economico.
In media, in una nazione industriale questi sistemi rimborsano l’investimento con risparmi energetici in meno di 10 anni.
Essi rispondono anche alla sicurezza energetica e ai problemi del cambiamento climatico.
Con la diminuzione del costo dei sistemi di riscaldamento da tetto, in particolare in Cina, molti altri paesi come Israele, Spagna e Portogallo adotteranno la regola che le nuove costruzioni incorporino impianti solari.
Meglio di una mania passeggera, questi impianti per il tetto saranno presto prevalenti.
#   #   #
Riduzione del Capitolo 5: “Stabilizing Climate: Shifting to Renewable Energy”, in Lester R. Brown, Plan B. 4.0: Mobilizing to Save Civilization (New York: W.W. Norton & Company, 2009), disponibile in linea a www.earthpolicy.org/index.php?/books/pb4
Altri dati e fonti di informazione sono a www.earthpolicy.org
Sentiti libero di passare questa informazione agli amici, familiari e colleghi!
Contatto per i media:
Reah Janise Kauffman
(202) 496-9290 ext. 12
rjk@earthpolicy.org
Contatto per i ricercatori
Janet Larsen
(202) 496-9290 ext.14
Jlarsen@earthpolicy.org
Earth Policy Institute
1350 Connecticut Ave. NW, Suite 403
Washington, DC 20036
www.earthpolicy.org

Franco Allegri è presidente dell’associazione Futuroieri e laureato in scienze politiche e si dedica alla libera informazione politica ed economica anche traducendo gli scritti e le lettere di Dennis Kucinich, Michael Moore e Ralph Nader, l’avvocato e antropologo giuridico e sociale americano. Fa parte del meetup di Beppe Grillo di Empoli, di Firenze e di molti altri a titolo amichevole. L’associazione è stata inclusa nella redazione “allargata” di Anno Zero e il suo sito è stato selezionato da O. Beha come uno dei 100 siti resistenti italiani. Per approfondire visita il sito http://digilander.libero.it/amici.futuroieri e cercare il suo diario sulla crisi. Su Facebook puoi fare amicizia con lui cercando Futuro Ieri.




27 marzo 2010

Il Belpaese perso nel suo labirinto di finzioni

 


 


                          Il Belpaese perso nel suo labirinto di finzioni

Le disperse genti del Belpaese amano illudersi, in tanti cercano di apparire diversi da come sono, credono ai cialtroni e ai ciarlatani della politica, sperano di ricevere miracoli o di vincere a qualche miracolosa lotteria che pare esista solo per loro. La maggior parte delle genti del Belpaese è persa in un tremendo quanto immateriale labirinto, i problemi aspri e concretissimi delle famiglie italiane sono lasciati ai disgraziati che li subiscono. Elencherò ora alcune vivissime preoccupazioni che avvelenano la vita delle genti del Belpaese: la casa con i suoi costi irragionevoli è un problema grave che ritarda i matrimoni e spezza la serenità familiare, la disoccupazione unita alla precarietà e ai bassi salari rallenta l’uscita dei giovani dalle famiglie, la povertà si è diffusa e i ceti piccolo-borghesi e medi temono per il proprio tenore di vita, il benessere, i denari e la vita allegra dei VIP spezzano inoltre l’autostima di milioni di italiani e italiane che osservandoli sulle riviste e nei programmi televisivi si sentono dei falliti.  Milioni d’italiani si sono infilati in un labirinto di memorie spezzate e di rimpianti, di paure, di palese incapacità a trovare nelle disgrazie delle vita un conforto morale, spirituale, o delle regole credibili. I partiti politici non riescono a lavorare intellettualmente e positivamente su questo tragico aspetto della crisi, la dimensione intima non appartiene alla proposta politica, ancora una volta contano gli interessi costituiti, le organizzazioni, i gruppi politicamente  attivi, i grandi finanziatori dei partiti e dei leader di vario livello. La FAMIGLIA ITALIANA con i suoi dolori, le sue aspirazioni rovinate, le sue disgrazie si è trasformata ancora una volta in una parola delle orazioni para-religiose fin e in un lemma della retorica politica, la famiglia concreta con la casa  per il  figlio che non c’è, con la figlia sempre disoccupata, con il padre pensionato che ha bisogno di cure, e con i mille guai che capitano è estranea a ogni rappresentazione della politica. L’unica famiglia che vedo da anni rappresentata nella propaganda politica  è quella felice o speranzosa tipica della pubblicità commerciale. Questa è l’entrata nel labirinto delle illusioni, delle troppe finzioni, dei troppi discorsi e la realtà dura e concreta viene nascosta da una parte, anzi ordinariamente oscurata. Essa può esser di nuovo visibile solo presso certi siti come quello di Beppe Grillo o in alcune trasmissioni televisive talvolta oggetto di dure polemiche e censure. Il labirinto  delle false immagini e delle illusioni ha una seconda pesante conseguenza: non permette di capire la differenza fra il vero e il falso e di conseguenza non offre soluzioni ai grandi problemi di natura collettiva, l’incapacità di distinguere diventa incapacità di pensarsi e di capire questa realtà per ciò che è e non per ciò che finge d’essere. Vengono così ricercate nel labirinto mentale delle illusioni e delle memorie distorte quelle cose che rassicurano il singolo, che danno un qualche sollievo o aiutano a ridurre la complessità del presente a poche formule elementari o a tre o quattro stereotipi vecchi di trenta o quarant’anni. Occorre coltivare l’abitudine a far strage delle illusioni, a leggere la realtà nel suo quotidiano formarsi e disfarsi senza coltivare comode interpretazioni che forse rassicurano ma non aiutano. La cura per uscire dal labirinto è quindi amara ma necessaria e forse più semplice del previsto; in fin dei conti quando ciò che rassicura e che dà una visione del mondo umano e naturale si rivela cosa fallace e fonte di errori e cattive interpretazioni non c’è nulla di male a lasciarsela dietro le spalle.

IANA per FuturoIeri




1 febbraio 2010

La guerra ieri, oggi, domani



De Reditu Suo - Secondo Libro

 La guerra ieri oggi e domani

Lo so che ragionare di guerra e conflitti non piace alla maggior parte degli italiani ma è un fatto che dal 1991 il Belpaese si è trovato coinvolto nelle nuove guerre, si è passati da una spedizione militare all’altra seguendo al bandiera del fu Impero britannico e le insegne degli Stati Uniti D’America. Nei fatti la famosa e strapazzata egida dell’ONU arriva di solito a cose fatte dopo che sono passate le milizie, i bombardamenti, i massacri e le truppe delle varie coalizioni atlantiche. Nel trapassato remoto quando l’unica fonte di legittimazione del fatto militare era lo Stato era quasi facile dare una parvenza di nobiltà e giusta causa a un conflitto. Perfino le avventure coloniali dello stramorto Regno d’Italia erano, almeno fino ai fatti della repressione mussoliniana in Libia, coperte da un velo di patriottismo e di necessità e perfino di utile politico. Di questi tempi è difficile pensare la Patria quando l’unico metro di giudizio è il Dio-quattrino  e quando i ricchissimi con la loro corte dei miracoli ostentano una vita beata e felice, talvolta ai confini della morale e delle leggi.

Del resto a conferma dello spirito dei tempi ricordo ai gentili lettori che Wikipedia l’enciclopedia multimediale riporta la seguente dichiarazione di una top Model icona degli anni novanta:“In tempi più recenti Linda Evangelista ha dichiarato "We don't wake up for less than $10,000 a day" (in italiano: "Noi non ci alziamo neppure dal letto, per meno di 10000 dollari al giorno").

Prendo questa frase attribuita la top model come indicativa di un certo universo mentale consumistico ed edonistico che dalla fine degli anni novanta è arrivato fino a questo 2010, solo che mi pare incompatibile con la crisi e le spese militari correnti nel fu Impero Inglese, negli USA, e nei paesi Europei sotto l’egida della NATO. Quale temerario oserebbe mettere in forse la sua vita o gettarsi nel pericolo che è presente nella guerra quando i valori dominanti sono di questa natura? Per far la guerra per bene occorre accettare l’idea di dover morire, di essere nel punto estremo della propria vita e di rischiare tutto. L’essere umano in guerra è davanti alla prospettiva di trasformarsi da un momento all’altro in un corpo in decomposizione talvolta smembrato o sfigurato. La morte livella ogni cosa e il corpo del ricco e quello del povero finiscono con il decomporsi nella fossa comune come nel sepolcro di marmo. Il ricco perde il suo paradiso in terra, il povero lascia la sua valle di lacrime, sangue e duro fango. Vivere per il Dio-denaro non aiuta a sacrificarsi per una causa che va oltre se stessi. Proprio in questi giorni l’amico Franco Allegri ha tradotto una lettera aperta al Presidente Obama di M. Moore il famoso scrittore e regista statunitense che ha per argomento le sofferenze delle famiglie statunitensi alle prese con la guerra afgana e la crisi economica. La lettera è pubblicata tradotta in italiano sul sito di Futuro Ieri nella rubrica Mondo Piccino e si tratta di uno scritto per certi versi commovente che getta una luce assolutamente positiva sul suo coraggioso autore e il seme del dubbio sulla presente amministrazione a stelle e strisce.

  

IANA per Futuroieri






9 gennaio 2010

Aspettando i nuovi miracoli





De Reditu Suo

Aspettando i nuovi miracoli

Quanto tempo ci vuole perché le sciagurate genti del Belpaese intendano che il secolo vecchio è finito, non è bastato nemmeno cambiar millennio per far intendere che ciò che è stato prima sta tramontando. Il Belpaese si nasconde dietro una cortina d’illusioni e di pietose finzioni, a giro c’è talmente tanta nostalgia del trapassato da dar spago a quanti ricordano il Craxi con nostalgia. Ciò che è morto non torna dai regni delle ombre e della notte. Quel che si decompone nelle tombe non è destinato a tornare in vita. Quest’affermazione, ovviamente, non vale per chi ha una fede così forte da prendere in considerazione la resurrezione dei corpi alla fine dei tempi. In quel caso la questione non è politica o morale ma di carattere religioso o filosofico.  Mentre le disperse genti d’Italia scrutano il futuro cercando le tracce di nuovi miracoli e atti straordinari io mi ritrovo da solo a considerare il passato per comprendere qualcosa del futuro e di questo indecoroso presente. Aspetto da anni l’ennesima abiura italiana, l’ennesima rimozione collettiva, l’ennesima maledizione. Tutto è finito piuttosto male nella penisola, non c’è stato un solo regime politico del passato recente o remoto che non sia stato in qualche misura aspramente criticato o maledetto. Non credo che questo quando arriverà la sua fine questa Seconda Repubblica farà eccezione. Mi vien fatto in questi giorni di portar avanti una considerazione non da poco: quanto ha spostato il fumetto e la satira italiana in Italia e quanto al contrario il fumetto e l’animazione giapponese in Italia negli ultimi trent’anni? Credo che fra i miracoli della prima e della seconda repubblica sia presente quello negativo di aver disperso le forze culturali e civili del Belpaese che potevano associare alcuni elementi della cultura popolare alla contemporanea civiltà industriale. La mia generazione che ha subito l’influenza dei fumetti e dei cartoni animati giapponesi si è vista passare davanti allo schermo un mondo fantastico “made in Japan” proiettato perlopiù verso il futuro con robot, capitani e piloti coraggiosi, alieni, aliene, astronavi spaziali, eroi in tute futuristiche e affini.  L’Italia, tranne qualche pugno di eroi fra i quali il grande Magnus, nella sua dimensione fumettistica e d’animazione era volta perlopiù verso il passato con eroi come Tex o Mister No o verso l’inserimento del fumetto nella vicenda politica attraverso la satira di parte; e satira di parte il che voleva dire allora comunista o in generale di sinistra. Il miracolo italiano che si è prodotto è stata la concessione dell’immaginario infantile e pre-adolescenziale orientato al futuro alla potenza culturale nipponica in strana intesa con le produzioni statunitensi; ancora una volta la distanza fra cultura alta elitaria italiana e la maggior parte della popolazione ha disarticolato le possibilità di leggere un possibile futuro o di sognarlo. Parto da questa constatazione che può sembrare poco sobria per considerare che in fin dei conti in questa materia del pensare il futuro anche in termini fantastici e artistici è opportuno che si verifichi un miracolo. Le disperse genti d’Italia devono ritrovare a capacità di pensare se stesse e di guardare oltre il dato immediato del qui e ora, altrimenti la prima innovazione asiatica o statunitense ci coglierà di sorpresa e l’immagine del nostro possibile futuro apparterrà ad altri e non sarà espressione del Belpaese e di un suo eventuale contributo originale.

IANA per FuturoIeri




7 dicembre 2009

Lontani dagli Dei e dagli Eroi


De Reditu Suo

Lontani dagli Dei e dagli Eroi

La mattina presto quando sono sul bus andare al lavoro mi chiedo alle volte, ovviamente da solo e in silenzio, quali possono esser gli strumenti per intervenire sulla realtà che mi circonda. Purtroppo mi rendo conto che sono pochi, deboli, spesso inefficaci. Queste  democrazie europee del nuovo millennio vedono partiti politici deboli in preda a leader e  dirigenti rissosi e bisognosi del sostegno economico altrui, mentre i grandi gruppi finanziari si son fatti attribuire poteri di condizionamento e indirizzo prima di competenza del solo potere politico. Questo avviene dentro le logiche di processi economici e industriali che in Europa e nel Nord-America impoveriscono la piccola borghesia, i ceti operai e contadini già messi in ginocchio da leggi e cavilli che depotenziano il loro ruolo sociale e la loro capacità di pesare nelle scelte politiche ed economiche, la televisione e la carta stampata sono perlopiù dipendenti dalle imposizioni di chi raccoglie la raccolta pubblicitaria o finanzia il mezzo di comunicazione di massa.  Il singolo ha ben pochi strumenti per intervenire in una realtà come questa che sia da solo o come associato  a un gruppo più ampio, il sistema è solido e si tiene sul consenso di milioni di consumatori che anche se frodati e gabbati preferiscono il certo all’incerto, il poco e subito a qualcosa in più da strappare con sacrifico e rischio. La logica del prendere qualcosa qui e ora premia il politico e il finanziere che puntano solo al presente e che hanno messo in conto di lasciare ai posteri una terribile eredità. Personalmente auspico che il sistema riveli la sua natura fallimentare e criminogena prima che arrivi a un collasso di dimensioni pericolose e potenzialmente eversivo dell’ordine costituito. Un piccolo disastro da correggere subito potrebbe, forse, evitare di dover metter mano ad una catastrofe incontrollabile e ingestibile domani quando i processi degenerativi nella società umana e nello sfruttamento delle risorse planetarie avranno creato le condizioni per aprire ogni sorta di conflitto, anche armato, fra le nuove potenze globali emergenti e le vecchie in decadenza. Forse questa è una stupida illusione, o forse è una soluzione peggiore del male; il disastro finale sarà forse la conclusione lineare, logica, oggettiva, giusta. Ecco che in questa visione millenaristica e purificatrice dei mali del mondo umano leggo la distanza da me e da altri come me dagli Dei e dagli Eroi, ossia da quel sovrappiù di potenza e dominio sulla realtà materiale che permette al singolo di cambiare le cose o di trasformare il reale a sua immagine e somiglianza. Nel mondo antico, e in quello delle leggende e della finzione teatrale, era questo qualcosa in più che fondava le città, creava i popoli e i regni, imponeva a un mondo umano disperso delle regole e delle prospettive, dava un senso alle forme di vita associata. Ciò che era oltre l’umano o subito sopra di esso era l’esempio e talvolta il senso del proprio piccolo mondo. Adesso c’è la nudità di poteri economici e finanziari che devono mascherarsi dietro milioni d’immagini pubblicitarie, di suoni, di canzoncine; i sacerdoti del Dio-denaro non riescono a trovare la loro legittimità, il loro potere sugli umani puzza di truffa e di dispotismo. La miglior soluzione che hanno trovato è di comprarsi i sistemi politici, di corromperli di condizionarli finanziando le campagne elettorali o i mezzi di comunicazione di massa.   I limiti dell’umano sono i limiti di una condizione fisica e mentale limitata nel tempo e nelle possibilità. Di fronte ai colossi finanziari e corporativi che sovrastano il singolo e manipolano ciò che è reale e ciò che è virtuale diventa molto difficile operare e vivere per l’uomo libero in uno spazio materiale e psicologico proprio. La prima libertà diventa quella di poter pensare che due più due fa quattro, basta poco per iniziare a sottrarsi al mondo delle illusioni maligne e delle allucinazioni pubblicitarie.

 

IANA per FuturoIeri



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