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  noglobalizzazione [ Forum di critica alla modernita' e a questo nocivo sviluppo ]
         


16 ottobre 2008

LONTANI DAGLI DEI E DAGLI EROI 8

 

Adesso che questa sciagurata crisi rivela la grande fragilità di un sistema finanziario e politico che aveva aspetti di idoltria e che si diceva infallibile perché fondato sul dominio del denaro e sul primato del mercato diventa manifesta la malafede e l’ignoranza dei maldestri esecutori della volontà politica e culturale delle ristrette minoranze di miliardari al potere. Perché caterve di giornalisti, pubblicisti,conduttori televisivi, professori universitari, politici, sedicenti intellettuali hanno per anni lodato e fatto professione di fede nei miracoli del Dio-mercato e del Dio-denaro?

Forse perché il sistema della formazione della pubblica opinione attraverso i mass-media e i giornali è in mano a piccole minoranze di ricchissimi che hanno sul libro paga psicologi e sociologi che pianificano le campagne di marketing assieme agli esperti della pubblicità. Dove non arriva il milardario e la ciurma dei suoi accoliti arrivano i politci che sfruttano il loro potere per piegare l’informazione alle loro verità di comodo. Così nel Belpaese fra le menzogne sistematiche della politica e quelle di coloro che erano interessati a vendere qualche sorta di merce avariata di carattere finaziario i molti sono arrivati inconsapevoli all’appuntamento con la rivelazione che il mercato manifestazione della cosidetta mano invisibile di Dio secondo i neo-liberali altro non era che il solito idolo, i suoi sacerdoti dei falsi profeti, il suo paradiso una montagna di debiti e trucchi contabili da far onorare ai disgraziati, e fra questi anche coloro che non hanno nulla a che spartire con questa finanza criminale, allegra e creativa. La crisi colpirà l’economia reale e la produzione in tutto il mondo, tutti verranno puniti, tranne i veri colpevoli. Si può davvero credere che un piccolo pugno di banchieri malavitosi ha fatto l’impossibile? Dietro questi dieci anni di consumi interni statunitensi tenuti alti nonostante l’evidenza dei fatti c’è molto di più di una banda di mascalzoni finanziari. Una classe sociale quella dei super-ricchi è diventata apolide e ha rotto i ponti con la Nazione d’origine, quale che sia, e con ogni regola civile ed etica. Il suo modello di organizzazione economica e finaziaria è diventato criminale e criminogeno perché risponde solo all’esigenza primaria di arricchire gli azionisti di maggioranza. E dove può aggira le leggi e il comune buonsenso. Sembravano delle divinità con i loro panfili,le loro super-donne, le loro super-automobili, i loro super-esperti, i loro gioielli. Adesso sono ricondotti dal sospetto universale alla loro natura di corpi estranei che esercitano il potere finanziario di solito al di là delle leggi, o aggirandole con i paradisi fiscali. In generale il diritto nell’universo mondo affida la gestione del corpo sociale e politico, per l’appunto ai politici e non a corpi sociali estranei, oligarchici, amorali.

IANA per FuituroIeri

http://digilander.libero.it/amici.futuroieri 

 




16 ottobre 2008

LONTANI DAGLI DEI E DAGLI EROI 7

 

Forse devo far autocritica e ammettere che esiste un problema non da poco, ed è la scarsissima possibilità di pesare qualcosa nei processi politici ed economici del Belpaese avendo come strumento questo Blog. Purtroppo la farsa tutta politica del finto lavoro del falso intellettuale ha dato una botta tremenda alla credibilità di chi usa la scrittura per provare a operare nella realtà. Va da sé che il Belpaese è dalla notte dei tempi ostile e risentito verso quelli che individua come “poeti”. Gente strana con la testa fra le nuvole, anzi fra scritti e libri, mentre tutta la realtà che esiste nel mondo sono i mucchi di quattrini sonanti e il possesso di terre e case. Con l’uso intensivo della ragione ci si guasta lo stomaco e la salute, con i quattrini, quelli veri, si fa i signori; questo pensavano i molti fin dal tempo dell’Impero Romano. Va da sé che con questi principi l’umanità si sarebbe probabilmente estinta da un pezzo perché sono principi distruttivi di ogni socialità, ma il cretinismo nazionale fa sì che essi in questa penisola non arrivino alle loro naturali conclusioni. La pulsione individualista, egoista e arcoide rimane su un meschino livello che è poi la sottile linea grigia della vigliaccheria umana. Quelli che ci provano a dir la loro rischiano, e non senza una loro responsabilità, in questo contesto di rimanere schiacciati dal menefreghismo dominate e dalla sordità assoluta del potere verso gli allarmi che provengono dal basso. Se qualcuno avesse poi il desiderio di emulare gli Dei o gli Eroi ecco l’amara smentita, questo mondo è così piccolo e meschino che l’eccellenza della passione e della virtù sarebbe catalogata, da quasi tutti, come una manifestazione di squilibrio mentale. Oggi che si è rivelata una crisi terribile, nuova per gravità e intensità è sotto gli occhi di tutti che il teatrino della politica e delle ballerine, dei calciatori, dei finti Vip e veline va avanti. La sceneggiata politico-televisiva diventa giorno dopo giorno, più intensa e più forte quasi a voler esprimere alla faccia di tutti i telespettatori del mondo l’autoreferenzialità sostanziale del potere finanziario e politico. Usare il piccolo strumento del diario in rete o blog per parlare di questi anni ripugnanti è una fatica, anzi sembra quasi di dover lottare contro le onde del mare usando una spada, una roba da pazzi! Potrei dire che mentre la follia e la crisi stanno tirando giù le basi della convivenza civile e della Democrazia come l’abbiamo conosciuta finora ho fatto il mio. Ho testimoniato una certa virtù civile con lo scritto e la parola. Da un certo punto di vista è un atto coerente, da un diverso punto di vista è l’ammissione del voler mettere una bella linea fra un come le cose dovrebbero essere e come sono, come se volessi tirarmi fuori e lasciare ai molti i frutti della loro malvagità e della loro sottomissione al potere dei soliti pochi miliardari. In effetti le due cose stanno bene assieme. Colpire con la spada le onde del mare è un modo per mettere una distanza fra il proprio dolore interiore e l’abiezione altrui.

IANA per FuturoIeri

 http://digilander.libero.it/amici.futuroieri 




30 settembre 2008

NUDE PAROLE

Lunedì 29 settembre 2008 l’inserto satirico dell’Unità pubblicava una vignetta che rappresentava un disoccupato/precario che minacciava con la pistola in pugno il ministro Brunetta. In realtà in quella vignetta il ministro non era neanche rappresentato,l a pistola era puntata contro il lettore che vedeva la figura e leggeva le sue parole minacciose. La scenetta poteva di per sé rappresentare uno che per colpa della disoccupazione aveva perso la testa e minacciava i fantasmi apparsi nella sua mente malata. Comunque la cosa ha suscitato un certo scandalo, questo è comprensibile. Quello che impressionava erano le nude parole della figura le quali prefiguravano l’omicidio del ministro. Nella vignetta il movente scatenante del gesto era la condizione di disoccupazione e la reazione abnorme di uno che era rimasto sconvolto dalle dichiarazioni del ministro a proposito dei fannulloni. La satira ha un linguaggio deformante e provocatorio, per chi scrive la reazione al disegno e al testo è il sintomo di un grave malessere che attraversa la società italiana, la follia rappresentata da quella vignetta appena abbozzata ha colto nel segno, ha congelato in pochi tratti di matita l’esasperazione di fondo di due generazioni: i trentenni che sono ancora precari e i tanti ventenni che non sanno dove andare o a quale santo accendere ceri. E’ un fatto che la maggior parte degli italiani non ha protettori o santi in paradiso e quindi difficilmente può far affidamento a reti di solidarietà o complicità per risolvere adeguatamente i propri problemi di carriera o di liquidità. Difficilmente i molti che vivono nel disagio se ne andranno in giro con una pistola calibro 9 a minacciare ministri e funzionari. Cosa può spingere il lettore a sentire un pugno nello stomaco o un forte disagio davanti a una vignetta del genere? Io credo sia la paura di qualcosa di più del gesto criminale, ritengo sia la percezione di un triplice palese e tragico fallimento: quello delle grandi ideologie, quello dello stato sociale all’europea, quello del capitalismo finanziario in salsa neo-liberale. I grandi miti, perché questo erano, che come ancestrali divinità avevano promesso ai loro cultisti la redenzione, il benessere materiale e la rigenerazione per tutti quanti sono caduti, sono morti e decomposti. Nel vuoto terribile di valori e legittimazione del potere che hanno lasciato avanza un rancore cieco e sordo, un deserto etico che può essere la condizione di nuove tragedie collettive, non solo italiane ma mondiali. Il successo anche elettorale di partiti post-fascisti e neo-xenofobi in Europa e non solo è da ascrivere non tanto alla bontà della matrice originaria ma al contrario al fallimento integrale di un modello di democrazia liberale che prometteva il paradiso della ricchezza sulla nera terra e che in questi giorni scopriamo non essere in grado di garantire neanche i manager della borsa di New York. Ossia i grandi sacerdoti del Dio-Mercato. Quando il Paradiso del Dio-denaro brucia e crolla fra le fiamme è quello il tempo in cui gli umani devono ritrovare se stessi, i loro valori e le loro ragioni di vivere, perché il tempo degli Dei è finito e quel che resta sono solo uomini e donne.

Alle volte per capire il grande male di vivere sono necessarie le nude parole private di ogni compromesso e gentilezza.

IANA per FuturoIeri




26 luglio 2008

IL DIRITTO DI ESSERE ITALIANI

 

Sfogliare le pagine dei quotidiani locali e osservare i prezzi delle case è qualcosa di tragico. In un momento come questo dove il lavoro è incerto e precario dove molti non riescono ad affrontare la quarta settimana del mese accade un miracolo assurdo: le leggi della domanda e dell’offerta sembrano essere rovesciate. Normalmente se ci sono pochi soldi e molta precarietà i prezzi dei beni dovrebbero scendere, invece per gli immobili qui nel Belpaese non è così. I prezzi rimangono proibitivi anche se non è chiaro come molti potranno acquistare il bene casa. Certamente questa è materia per antropologi più che per economisti, in quanto le leggi dell’economia sembrano non contare più nel Belpaese. Una generazione intera di trentenni vive con i genitori non perché voglia ma perché non è stata messa in condizione di avere un lavoro stabile e ben remunerato. La precarizzazione e questo nuovo pauperismo stanno avendo effetti dirompenti sulla società italiana, fanno smarrire le antiche regole di vita e di decenza e le sostituiscono con un regno dell’odio e della paura dove tutto è possibile perché la notte è nera e non si distinguono più le forme del bene e del male. Il passato centro-sinistra ha la grave colpa di aver deriso per mezzo di quella battuta “Bamboccioni” i gravi problemi della generazione a cui appartengo, nulla di strano quindi che quelle forze siano state stroncate alle ultime elezioni. Tuttavia la punizione dell’arroganza non risolve il problema. Le prime personalità di questo paese sembrano aliene dal comprendere il dramma dei molti che vivono in questo momento di difficoltà, come del resto anche questo nuovo governo in carica pare lontano dalle difficoltà materiali dei molti. Questa indifferenza delle minoranze al potere verso le maggioranze che se la passano male è la vera cifra del fallimento della democrazia rappresentativa, la quale ha la pretesa di rappresentare tutti i cittadini e non una minoranza di essi. Di fatto il potere politico è manipolato da minoranze di ricchissimi e dai loro esperti a libro paga, la maggior parte della popolazione vota e sempre più spesso lo fa sull’onda delle emozioni del momento senza una riflesssione o senza aver fatto un poco di militanza politica, qualche volta c'entra pure la corruzione e il voto di scambio. La funesta ideologia neo-liberale unita all’oltranzismo atlantico delle minoranze al potere fa sì che il modello americano sia l’ideale a cui aspirano le nostre minoranze sedicenti classe dirigente, a costoro questo paese deve sembrare un problema fastidioso da cui attingere risorse per poi un giorno scappare nella sedicente “Terra della Libertà”. Da questo banalissimo fatto credo venga la clamorosa indifferenza se non il fastidio che essi provano verso il nostro popolo, non è solo disprezzo è estraneità nei confronti della storia e della vita delle genti del Belpaese. Credo che appartenere a una storia, a una serie di tradizioni sia un diritto, una necessità-vitale, è l’esigenza di non sentirsi casuali ed estranei alla propria stessa storia in questa vita che uno si trova “scontare” su questo bel pianeta azzurro. Questo trattare gli italiani come occasione di abietta speculazione e di creazione di capitali che prenderanno la strada dell’investimento estero è il segno di una violenta separazionbe dal corpo della Nazione delle minoranze dei ricchi. A scanso equivoci ricordo che la presente legittimazione del potere politico e delle leggi che tutelano la proprietà privata sono date dalla sovranità popolare. I re per diritto divino sono stati annientati nel corso delle rivoluzioni e delle rivoluzioni industriali che hanno travolto il mondo degli Dei e degli eroi e la nobiltà dal sangue blu. Il popolo e la nazione sono la fonta legittima della legge e della sovranità. Non mi si dica che è il mercato, il mercato o è un Dio dotato di propria volontà oppure è uno strumento in mano a minoranze ristrette di esseri umani. Se poi è un Dio, e si vuol intendere che con la sua “mano invisibile e provvidenziale”può imporre una legge divina agli umani che si mostri nella sua essenza divina. Per ora esso ha come adoratori gli umani più malvagi e psicopatici di questo creato, quindi è un Dio del male e nessuna legge giusta può scaturire dalla sua volontà. Per la piccola gente che vive tutti i giorni resta sempre valido il diritto di essere italiani

IANA

http://digilander.libero.it/amici.futuroieri 



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