.
Annunci online

  noglobalizzazione [ Forum di critica alla modernita' e a questo nocivo sviluppo ]
         


11 novembre 2010

Una nuova traduzione di Allegri sulla crisi statunitense

7/11/2010

Di F. Allegri

Dennis è stato rieletto per l'ottava volta e questa è una sorpresa! Tale sentimento si accentua leggendo i temi iniziali della sua lotta politica.

Li trovate qui sotto.

 

Dennis Kucinich: Afganistan, L’Ambiente e il Controllo Societario del Processo Politico

30/06/2010

Di Dennis Kucinich

Caro sostenitore:

D. Kucinich manda un messaggio basilare sull’Afganistan, la perdita di petrolio nel Golfo del Mexico e l’influenza del denaro societario sulle elezioni federali.

---------------

Ciao, da Dennis.

Come sai, conduco lo sforzo di cercare di fermare la nostra nazione dal continuare il suo tragico errore in Afganistan.

Raduniamoci, America, per dire che è ora di finire la guerra una volta per tutte: proporre una data e sostenere la fine della guerra nel 2011, 2012.

Possiamo andare lentamente verso la fine di questa guerra per un altro decennio. Questo non è accettabile.

Non è accettabile a causa della perdita delle vite delle nostre truppe, della perdita delle vite di civili innocenti, del governo corrotto dell’Afganistan, perché non c’è modo di vincere e di stabilire una democrazia laggiù, perché non possiamo sostenere la guerra, perché abbiamo a casa delle cose che vanno curate: creare lavoro, salvare le case, aiutare a ricostruire le nostre città.

Non possiamo più permetterci questa guerra in nessun modo, aspetto o forma.

Perciò continuerò i miei sforzi non solo per creare un dibattito, ma anche per costruire i voti per far si che quando il finanziamento della guerra sarà ridiscusso, noi raccoglieremo un voto anche più forte per uscire dall’Afganistan.

Chiedo il vostro supporto continuato a questo sforzo, non solo il vostro sostegno finanziario – ma il vostro sostegno morale.

Ti chiedo di parlare ai tuoi amici e vicini, di diffondere la parola che ci serve il venir via dall’Afganistan.

Noi dobbiamo portare una nuova direzione nella nostra posizione internazionale.

Noi dobbiamo finire la Guerra in Iraq.

Sappiamo che la guerra era basata sulle bugie.

Ora gli americani devono continuare a concentrarsi su cosa accade in Afganistan – il livello di corruzione che cresce è dannoso non solo per la credibilità della nostra nazione, ma danneggia pure ogni speranza che potremmo avere di raggiungere la pace nel mondo.

Chiaramente un nuovo approccio è necessario.

Mentre il petrolio esce ancora dal fondale del Golfo del Messico, io ho portato nel dibattito alla House un emendamento che limiterebbe la capacità delle imprese petrolifere, che trivellano nella piattaforma continentale esterna, di essere capaci influenzare le elezioni federali.

Siamo consapevoli che il caso alla U.S. Supreme Court (Citizens United) è stato devastante per la nostra capacità di avere un controllo reale sul nostro processo politico. Sappiamo che il caso Buckley v. Valeo – da la parola a quelli che hanno denaro, ma se voi non avete denaro non avete libertà di parola – avrà un impatto severo sul processo elettorale.

Ora questo significa, più che mai, che la vostra partecipazione al processo politico, senza avvilirsi, deve essere sentita.

Le voci di milioni di individui Americani, agendo sull’affare del loro governo, possono aver più peso della tremenda influenza delle società attraverso una voce collettiva.

Dobbiamo introdurre una nuova direzione nei finanziamenti elettorali.

Infine, va trasformata la catastrofe del Golfo del Messico in un’opportunità per creare una nuova direzione nelle nostre politiche energetiche.

Un’opportunità di unire l’America in una grande causa per ordinare, non solo il Golfo, ma anche la nostra nazione.

Non solo ordinare le sue politiche ma anche l’ambiente dell’America.

Molto presto tu ascolterai di più da me su questo sforzo. Ma per ora, voglio dire grazie a te per il tuo aiuto.

Per favore contribuisci generosamente mentre lottiamo per continuare a servire la gente degli Stati Uniti d’America e il 10° Distretto Congressuale dell’Ohio al Congresso USA.

Grazie molte.

--------------------------

Tradotto da F. Allegri il 7/11/2010




9 novembre 2010

La Crisi imperiale secondo Franco Allegri


L'amico Franco Allegri ha commentato e pubblicato un mio scritto sulla crisi dei costumi, dei valori e delle sorti magnifiche e progressive della globalizzazione made in USA. Lo presento ai miei pochi lettori quale commento qualificato.

Scritto da: F. Allegri 

 


La crisi di un modello economico e di un impero!

25/10/2010
Di F. Allegri


Oggi mi sono riletto l’articolo del Terzo libro del De Reditu Suo titolato “Note sulla morte del vecchio mondo umano e sul nuovo” che su Empolitica pubblicherò prima di questo e che trovate nell’apposita rubrica dedicata al De Reditu in questo sito.
In quello scritto, il professor Nappini constata la morte del vecchio modo di vivere nel Belpaese e la crisi stessa del consumismo che era stato il primo distruttore di tante tradizioni secolari, ma nello scritto approfondisce la questione a livello politico.
Anche il consumismo muta in finzione e illusione, si aggrappa al digitale terrestre, ai sussidi statali, ai quiz e alle grandi lotterie dove spesso vince solo il banco.
Per il professore, il vecchio mondo aveva un passato comune, una sua storia. Oggi viviamo in un modello di società che è quello dei grandi imperi decadenti e di quelli piccoli emergenti.
Fin qui io concordo, poi (come ho anticipato sopra) il professore si concentra sui PARTITI POLITICI DELLA PRIMA REPUBBLICA visti come un agente di dissoluzione del sistema sociale italiano.
Qui sono tornato indietro nel tempo, ai tempi dell’università quando per preparare la tesi studiai la società italiana degli anni precedenti all’anno santo, il 1948 e il 1949.
Fu uno studio seminariale e collettivo; a noi studenti interessava il fenomeno religioso, ma guardammo anche la società e la politica. Era il 1997 e con il professor Margiotta Broglio guardammo vari comizi, del PCI della DC e del PSI. Mi ricordo che i livelli di partecipazione mi impressionarono e che feci dei confronti con quella contemporaneità fatta di crisi dei partiti e del Berlusconismo nascente.
Oggi, rileggendo l’articolo 49 della costituzione, mi sono chiesto: “Ma i partiti del 1949 associavano liberamente i cittadini per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale?”.
Certamente in quegli anni la politica era organizzata, ma quanta libertà c’era? Quale cultura politica avevamo?Eravamo un regime democratico? La libertà era poca, non avevamo culture realmente democratiche e il regime si basava già su un mercanteggiare quotidiano detto “Consociativismo”. Gli unici tentativi di riforma furono detti di centro sinistra poi tutto naufragò nel triennio della “Solidarietà nazionale”. Scusate la sintesi, ma io faccio attualità politica, a modo mio!
Qui prendo le distanze da quanto emerge dallo scritto del professore: PER ME NON ABBIAMO MAI AVUTO UN’EPOCA D’ORO DELLA POLITICA IN ITALIA. Non c’è da rimpiangere qualche governo buono, magari guidato da santi che si contrapponevano a dei geni! Tangentopoli non fu un regno estemporaneo e breve, era l’Italia rinata nel 1946 e concordo con la descrizione dell’Italia fatta dal professore solo dandole un’ampiezza storica maggiore.
Credo anche che i partiti politici siano sempre stati corrotti, finanziati in modo subdolo e/o illegale. Sono convinto anche che essi siano da sempre degli ascensori sociali, soprattutto nel sud del paese!
Partendo da questa mia convinzione provo a spiegare meglio la crisi che viviamo e perché il nostro paese è coinvolto e lo sarà ancora di più in futuro.
Noi viviamo la crisi economica e politica del grande impero che vinse la seconda guerra mondiale e poi amministrò il mondo con un consorzio di forze statali locali e secondarie fingendo di contrastare seriamente una dittatura euro asiatica, l’URSS. L’URSS fu l’avversario di comodo e bastò veramente poco per batterlo, oggi si può cominciare a dirlo senza l’ambizione di fare storia contemporanea.
Tutto comincia dal constatare che gli USA, dopo aver battuto l’URSS, non hanno trovato una loro missione e si sono sottomessi ai potentati economici e ad ideologie più vecchie e sballate del comunismo. Tutto è degenerato con la presidenza di Clinton e di Bush figlio! Sono almeno 12 anni disastrosi e snaturati, ma a livello filosofico il problema nacque nel secondo dopoguerra, proprio negli anni cinquanta.
Oggi resterò agli USA contemporanei: confusi e aggressivi in politica estera, disarticolati a livello economico nazionale.
A questo punto dobbiamo chiederci: “Chi siamo noi?” Certamente alla fine degli anni quaranta eravamo una creatura adottata ed educata al modello USA, ma anche un discolo che spesso non faceva quanto veniva ordinato o chiesto.
Il grande immorale (l’oligarchia capitalista) ha ideato una nuova degenerazione: brucia se stesso e come la fenice spera di rigenerarsi (producendo a costo zero e annullando la partecipazione politica) e rinnovarsi (in piccoli stati e società ancora più anonime, diverse e smarrite).
Qui concordo con il professore quando dice che “MILIONI D’ITALIANI SI SONO AUTO-ESCLUSI DALLA VITA POLITICA, QUESTO AIUTA LA DECOMPOSIZIONE”.
Eccoci al problema del miliardario apolide che un tempo era anche italiano. Il problema ha natura politica, ma a livello economico l’apolide suddetto brama la globalizzazione produttiva e la libera circolazione dei suoi prodotti realizzati in qualche inferno asiatico.
Questo avviene mentre l’Americanismo crolla a livello produttivo, finanziario e forse anche a livello militare. Sta fallendo una gestione della cosa pubblica di tipo aziendale e succube del privato e del mercato non regolato o meglio asservito ad un’entità aliena detta SPA.
Si dovrebbe sperare nella scelta delle gestioni rigorose? Anche dopo i salvataggi miliardari! Io resto convinto che ci vorrebbe un’economia dei dazi!
Si spera di vincere la missione di pace, ma in USA si parla di exit strategy dalla GUERRA Afgana. Gli altri stati sanno di essere in guerra e di combattere su più fronti!
Per la crisi italiana vale in parte quanto ha sostenuto in estate Naomi Klein: “Nessun mezzo e nessuna montagna di denaro può sostituire una cultura che ha perso le proprie radici”.
In realtà, noi non le abbiamo mai trovate e le cerchiamo da oltre un secolo, oggi dovremmo chiedere pace e dazi, ma soprattutto dobbiamo chiederci: “chi salverà noi e gli USA?”.




31 luglio 2010

La Decadenza USA in una traduzione di F.Allegri

Pubblico questa traduzione di F.Allegri perchè stimo che in tempi nei quali si ragiona in Italia del matrimonio Clinton si confonda da parte di milioni di esseri umani con facilità la realtà con le favole. Il Belpaese ama le favole dei ricchi e felici, forse perchè nel binomio ricchezzza&felicità le genti nostre vedono il paradiso realizzato sulla terra. Con una punta di cattiveria mi permetto di presentare un bel pezzo di Nader, così il paradiso resta paradiso là dove vanno le nuvole e i cieli blu e questo mondo di sangue e fango resta un mondo di sangue,lacrime e fango.

Fino a prova contraria.

IANA


30 Lug, 2010

La decadenza USA e la forza delle lobbies*


La decadenza USA e la forza delle lobbies*

29/03/2010
Di Ralph Nader
Una società non allarmata dai segni del suo decadimento (a causa della sua ideologia del mito continuo del progresso) separa se stessa dalla realtà e si invischia nell’illusione.
Una pietra di paragone (per misurare la crisi nella nostra economia politica statale e nella vita culturale) è la risposta a tale domanda: Le forze del potere (che fallirono in modo dimostrabile) diventano più forti dopo che il loro danno percepito interamente è di conoscenza comune?
La decadenza economica è ovunque. Povertà, disoccupazione, sfratti, esportazione di lavoro, debito al consumo, il logorio della pensione e la rovina infrastrutturale sono ben documentati.
L’auto-distruzione dei giganti finanziari di Wall Street, con i loro saccheggi e salassi dei miliardi del denaro dell’altra gente, è stata sottolineata per due anni.
Durante e dopo gli enormi salvataggi del contribuente di Washington, DC, le banche sono ancora la forza più potente per determinare la natura della legislazione correttiva proposta.
“Le Banche possiedono questo posto”, dice il Senatore R. Durbin (D-IL), evocando l’opinione di molti membri di un Congresso supino pronto ad approvare una debole legge di protezione dell’investitore e del consumatore mentre lascia a dominare poche banche sempre più grandi.
Chi non ha subito gli imbrogli e le piccole scritte dell’industria della carta di credito?
Finalmente una legge di riforma è passata dopo anni di ritardo: ancora debole e incompleta.
Senza vergogna per i loro sgorbi, le imprese hanno già messo al lavoro i loro avvocati per raggirare i modesti vincoli della legge.
L’industria del farmaco e dell’assicurazione sanitaria, brulicante di migliaia di lobbisti, ottenne quasi tutto quello che voleva nella nuova legge sanitaria.
Gli assicuratori ebbero milioni di nuovi clienti sussidiati da centinaia di miliardi di dollari del contribuente e pochissima regolazione.
Le lobbies del farmaco coronarono u sogno – niente importazione di farmaci identici e meno cari, niente autorità a Zio Sam per contrattare sconti ai prezzi e un’estensione molto utile della tutela evidente e monopolista ai farmaci vitali a scapito di quelli generici meno costosi.
Con tutti i loro sgorbi, tutte le loro esclusioni, i loro rifiuti dei reclami e le restrizioni dei benefici, co tutti i loro orrendi aumenti dei prezzi, le 2 industrie sono divenute più forti di sempre politicamente ed economicamente.
Meraviglia poco che le loro azioni incrementino persino in una recessione.
L’industria che lavora il cibo rifiuto – sulla difensiva e in ritardo grazie ad alcuni eccellenti documentari e agli esposti – è ancora la più influente dei poteri su Capitol Hill quando lui ritarda per anni una legge decente di sicurezza alimentare usando i soldi pubblici per pompare grasso, zucchero e sale negli stomaci dei nostri bambini e lottare con le ispezioni adeguate.
Ogni anno in USA più di 7 mila vite sono perse a causa del cibo contaminato e sono molti milioni gli ammalati.
Le imprese del nucleare, del petrolio, del gas e del carbone tosano consumatori e contribuenti impoverendo e danneggiando l’ambiente; bloccano al Congresso la legge sull’energia per sostituire carbone e uranio con la tecnologia dell’efficienza energetica e le rinnovabili.
Ancora, pure oggi dopo anni di eccedenze di costo e mancanza di magazzini permanenti per gli scarti radioattivi, l’industria nucleare spinge il Presidente Obama e G. W. Bush prima di lui per avere i miliardi di dollari in garanzie di prestito del contribuente per un nuovo nucleare.
Wall Street non finanzierà una tecnologia così rischiosa senza di voi, i contribuenti che garantiscono contro ogni incidente o fallimento.
Sia i Democratici che i Repubblicani approvano questi oltraggiosi rischi per la finanza e la sicurezza dei contribuenti.
Il Congresso che riceve il peso di questo lobbismo aziendale – la carota del denaro e il bastone delle sfide finanziarie incombenti – è più di un ostacolo al cambiamento che altro.
In passato dopo i grandi fallimenti dell’industria e del commercio, c’era una maggiore probabilità di un’azione del Congresso.
Ricordate Wall Street e il collasso bancario quasi all’inizio del 1930. Il Congresso e Franklin Delano Roosevelt produssero la legislazione che salvò le banche, i risparmi delle persone e regolò i mercati azionari.
Dai tempi del mio libro (Unsafe at Any Speed pubblicato alla fine di Novembre del 1965) passarono solo 9 mesi per la regolazione federale della potente industria dell’auto per la sicurezza e l’efficienza energetica.
Al contrario dopo 2 anni di ritardo dal collasso di Bear Stearns non c’è ancora nessuna legge di riforma e quella in attesa è debole.
Ancora i membri anziani del Congresso, responsabili per tale blocco sorprendente, sono quasi incapaci di muoversi anche se i sondaggi li danno ai loro minimi di popolarità di sempre.
E’ un posto dove la maggioranza è terrificata dalle multinazionali e la minoranza può bloccare anche gli sforzi legislativi più anemici con regole arcaiche, specialmente al Senato.
Culturalmente, i canarini nella miniera di carbone sono i bambini.
L’infanzia è stata commercializzata dai mercanti giganti che la raggiunge ora dopo ora con cibo spazzatura, programmi violenti, video giochi e una medicina cattiva.
Il risultato – record di obesità, diabeti infantili e altre afflizioni.
Mentre le imprese screditano l’autorità genitoriale, esse ridono tutto il tempo con le banche, usando le nostre frequenze radio, tra gli altri media, per il loro guadagno. Vanno chiamati molestatori elettronici di bambini.
Noi pubblicammo un libro nel 1996 intitolato Children First!: A Parent’s Guide to Fighting Corporate Predators in the Media.
Questo libro è una sottovalutazione del problema se comparato al peggioramento della manipolazione del bambino di oggi.
In una società intrattenuta a 24/7 sbalordita con suoni intensi, Blackberries, gli iPod, messaggi di testo e le emails, c’è un bisogno profondo per la riflessione e l’introspezione.
Dobbiamo discutere faccia a faccia in salotto, negli auditorium scolastici, nelle piazze dei villaggi e negli incontri cittadini quello che ci accade e i nostri processi democratici in diminuzione sotto le pressioni e i controlli di uno stato aziendale insaziabile.
E quello che serve va fatto dalla casa alle arene pubbliche e sui luoghi del mercato usando vecchi e nuovi modelli superiori, nuove contabilità e nuovo pensiero.
La nostra storia ha mostrato come ogni volta che la gente si impegna di più e con serietà,essa vive meglio su tutti i fronti.

Il titolo è una nostra scelta


Tradotto da F. Allegri per futuroieri e la libera diffusione.




15 luglio 2010

Una traduzione di Franco Allegri sulla Riforma sanitaria in USA

15 Lug, 2010

QUELLO CHE IL PRESIDENTE NON DISSE


 


QUELLO CHE IL PRESIDENTE NON DISSE


Il gentiluomo dell’Ohio
L’ultimo difensore della sanità (come chiarisce nella conversazione con Esquire.com prima del voto di domenica) rivela i momenti personali dietro la sua decisione e come il destino di una nazione, se non di una presidenza, poteva girare molto diversamente se avesse detto “no”.

Di Dennis Kucinich – intervistato da M. Warren
Domenica, 21 Marzo 2010
Da Esquire.com – 22 Marzo 2010, 2:35 pm

L’incontro che ebbe luogo sull’Air Force One fu il quarto di una serie di incontri che ho ottenuto con il presidente in questi ultimi pochi mesi. Ci fu un incontro il 4 Marzo quando il presidente chiamò nove membri nella Sala Roosevelt alla Casa Bianca e otto di loro avevano votato per la legge quando essa passò alla House l’ultima volta. Ero l’unico che aveva votato contro la legge.
Ringraziai il presidente per avermi invitato anche se io ero un voto contrario.
E in un incontro durato più di un’ora, il presidente coprì una parte del territorio del territorio che pensava importante da considerare.
Sedetti tranquillamente e ascoltai con attenzione e presi alcuni appunti. E alla fine dell’incontro, voi lo sapete, ci salutammo e io me ne andai.
Quando arrivai a casa quella sera – 4 Marzo – avevo ancora questo senso profondo di compassione per il presidente, per come lottava per cercare di far approvare la legge.
Ed era molto chiaro per me che c’era molto sul tema qui – che non aveva detto.
Stavo proprio pensando allo scopo della storia America e qui c’è un presidente che cerca di fare qualcosa, anche se non sono d’accordo con lui.
Dissi a mia moglie: “Tu sai che quasi quasi penso male della sua situazione. E’ davvero una situazione dura – la sua presidenza è in bilico”.
Ed ebbi un senso di tristezza per quello che lui stava lottando.
Mantenni ancora la mia posizione, andai ancora ai dibattiti, intervenni agli incontri, parlai contro la legge perché non aveva un’opzione pubblica, non aveva un’apertura per gli stati favorevoli a un modo libero di single-payer.
Ma allo stesso tempo io quasi quasi ricordo il sentimento che ebbi nel guardarlo mentre si occupava di questo e, voi sapete, cercava di fare quello che riteneva migliore per la nazione.
Ora tenete qualcosa in mente sulla mia relazione con il Presidente Obama: lui ed io abbiamo fatto la campagna insieme.
Un incontro con il presidente è sempre importante – lui ed io ci siamo visti dozzine di volte, durante la campagna e da quando è presidente – ci siamo incontrati tante volte.
Quattro o cinque volte sulla tutela sanitaria.
Perciò la relazione che ho con lui è abbastanza differente da quella con gli altri membri che non erano sulla pista della campagna con lui e che non hanno sviluppato una relazione con lui diversa da quella che i membri del Congresso di solito hanno con il presidente.
Perciò io guardavo davvero all’uomo Barack Obama e pensavo alla sua presidenza.
Ho avuto differenze di opinione con lui su molte questioni.
Ma so che questo è un momento fondamentale per l’America e per la sua presidenza. E’ pure un momento fondamentale per la storia Americana.
Certo, io portai quella consapevolezza con me nel successivo incontro che avvenne sull’Air Force One il quindici di Marzo.
Lo scorso Lunedì. Molte cose erano accadute in solo una settimana, ma durante quel tempo, c’era stata molta speculazione.
Avevo fatto molte interviste attaccando la legge per i suoi difetti ben pubblicizzati e non stavo cedendo.
Dopo ci incontrammo sull’Air Force One, io non dissi al presidente che “Guarda, io sto cambiando la mia posizione – eccomi”.
Non facemmo quella discussione.
La mia decisione arrivò il martedì mattina.
C’è un posto dove vado a Capitol, proprio per cercare di riflettere – prima di prendere decisioni molto importanti.
E’ nella rotonda – proprio vicino alla statua di Lincoln. C’è giusto una panchina.
E io andai su quella Martedì mattina presto, quasi alle sette del mattino quando il sole stava proprio sorgendo e nessun altro era in giro – non c’era un suono a Capital in quel momento del mattino.
E così mi sedetti là in un posto quieto e pensai a questa decisione.
E quello è davvero dove feci il mio pensiero che, malgrado tutto ciò che era nella legge e non mi piaceva avevo l’alta responsabilità verso i miei elettori, la nazione, il mio presidente e la sua presidenza di fare un passo avanti e dire: “Dobbiamo passare questa legge. E dobbiamo usarla come un’apertura verso uno sforzo rinnovato per un approccio più comprensivo per la riforma della tutela sanitaria”.
Anche il capo gruppo ed io avemmo molte discussioni sulla legge.
E io parlai con lei brevemente Lunedì notte e le dissi che stavo pensando agli appelli che lei mi aveva fatto.
E lei disse: “Oh, Dennis, tu lo sai, spero proprio che tu sarai con noi su questo. Questo è così importante”. Ed io dissi: “Bene io sto facendo qualche pensiero su quelle che sono state le vostre considerazioni, Signora Portavoce”.
E Lunedì notte, io parlai con mia moglie Elizabeth – a casa, era tardi.
Elizabeth mi chiese come era andata la giornata. E io le risposi. Dissi: “Tu lo sai sto facendo su questo molto pensiero”.
Chiesi: “Che cosa penseresti se io decidessi di supportare questa?”
E lei disse: “Guarda, ti sosterrò – qualsiasi decisione tu prenda, starò dietro di te”.
E fu importante per me parlare con lei perché, voi lo sapete, le spose vivono con le decisioni che prendono i membri del Congresso.
M’interessa, avevo avuto l’occasione di chiedere l’opinione di Elizabeth e se lei sostiene qualcosa con forza, sono pronto ad essere persuaso.
Quello è proprio ciò che accade quando voi avete una compagna.
Perciò chiesi cosa lei pensasse e poi mi alzai il mattino e mi diressi dritto verso Capitol proprio per meditare su tutte le discussioni che avevo avuto – con il presidente, con il Portavoce Pelosi, con mia moglie e i miei elettori.
E poi dopo essere stato nella rotonda per quasi quindici minuti, me ne andai e venni nel mio ufficio. Quel pomeriggio, ebbi un incontro con il mio staff, e dissi loro che ero deciso a votare a favore della legge.
Ma non ebbi discussioni con nessuno.
E non lo notificai alla Casa Bianca – la Casa Bianca seppe di questo quando lo annunciai dalla sala stampa.
Perché pensavo proprio che questa doveva essere una decisione che prendevo da solo, senza adulazioni o altro. Volevo anche che la gente alla Casa Bianca sapesse che questa decisione arrivava alla fine dalla mia personale buona volontà per dare attenzione alle ansie che il presidente, il Portavoce e altri mi avevano espresso. Questa era una scelta particolarmente dura perché il modello dell’assicurazione privata è qualcosa che io non supporto.
Come avevo detto prima, non ritiro nessuna delle critiche che avevo fatto a questa legge.
Questa è una riforma nel contesto di un sistema di profitto. E il sistema di profitto è stato abbastanza predatorio – esso guadagna per non fornire assistenza sanitaria.
Ora, le riforme in questa legge potrebbe dare qualche ostacolo a quell’impulso.
Ma nulla di più, ho il mio lavoro da preparare per continuare lo sforzo verso un approccio più ampio verso la riforma sanitaria che dovrebbe includere l’attenzione alla dieta, alla nutrizione, alla medicina complementare alternativa e dare potere agli stati che si muovono verso il single-payer.
Quando si analizza la legge appena approvata, è duro usare termini come buona o cattiva.
Perché ultimamente quello che era decisivo per me non era la legge, ma piuttosto il potenziale per creare un’apertura per un approccio più comprensivo verso la riforma sanitaria.
Se la legge fosse stata battuta, questa intera discussione sul nulla ci farebbe sperare di proporre una tutela sanitaria in futuro realizzabile in questa generazione.
Abbiamo aspettato sedici ani dopo la morte del piano Clinton per arrivare a questo momento.
E i tormenti che i membri hanno su tale legge – la temperatura che sale nel corpo politico per questa legge, le sue caratterizzazioni nel dibattito che è stato abbastanza distorto – tutte quelle cose parlerebbero contro il portare avanti un’altra legge di tutela sanitaria nel prossimo futuro se questa legge fosse rigettata.
Bene io devo considerare quello. Devo prendermi la responsabilità per quello.
Qualcuno sui media ha detto che mi preparavo ad essere il Ralph Nader della riforma sanitaria.
Se con il Ralph Nader della riforma sanitaria qualcuno intende uno che resiste ai responsabili delle corporazioni truffatrici, allora quello è un complimento.
Se essi si riferissero alla corsa presidenziale del 2000, penso che quelli che erano più vicini alla campagna di Gore realizzano come quella campagna fu persa per mille ferite.
E per cercare di mettere tutto ciò su quello che Ralph Nader è, voi ricordate il colpo storico.
Ma la sintesi di tale argomento era questa, la gente mi chiedeva: “Dennis, tu stai aiutando a creare il momento che porta alla sconfitta della legge”.
Quello era ciò che la gente mi diceva.
Quello era il senso del messaggio.
E: “E’ questo ciò che davvero vuoi fare?”
E certo devo considerarlo, quando il voto è chiuso e in ogni modo la sfida finale arriva; se la legge fosse passata per un voto o cinque voti o più, la questione del momento sarebbe un qualcosa che ognuno sarebbe interessato a tale punto.
E la gente sa che se io avessi continuato a mantenere la mia posizione di martellamento sui difetti della legge avrei causato la sua sconfitta.
Quella è una critica legittima.
E’ un qualcosa che dovevo tenere in conto nei termine della mia responsabilità personale per la posizione che tenni e per l’impatto che avrebbe sui miei elettori.
Dobbiamo essere sempre aperti alla gente che potrebbe avere un’idea diversa dalla vostra. Perché potreste imparare qualcosa.
E così quando siamo alla fine ed è apparso che io avrei avuto una posizione centrale, ho capito che il momento mi richiedeva di guardare a questo nei termini più ampi possibili.
Guardare a questo nei termini dell’impatto a lungo termine sui miei elettori, dell’attuale momento storico, dell’impatto sulla nazione, sulla presidenza Obama e anche sul presidente stesso.
Dovevo pensare a tutte queste cose.
Non potevo proprio dire, “Bene ecco la mia posizione: io sono per il single-payer e questo non è il single payer, così farò cadere la legge”.
L’anno scorso 77 membri del Congresso dissero che se la legge non avesse avuto un’opzione pubblica essi avrebbero votato contro essa.
E ci furono solo due membri che avevano preso quell’impegno quando era stato votato per la prima volta alla House. Io ero uno di loro.
E l’altro non è più al Congresso.
Così di base ero l’ultimo uomo impegnato qui.
Perciò sono prevenuto verso il dibattito che si svolse a favore della legge.
La mia critica era che questa legge fosse sigillata ermeticamente per non aprire a un sistema no profit: nessuna competizione del pubblico con gli assicuratori privati.
Chi protesta contro il controllo governativo racconta una barzelletta.
Voi lo sapete, quelli che asseriscono che questo è socialismo probabilmente non sanno nulla del socialismo – o del capitalismo.
Quelle proteste fanno proprio parte di uno sforzo per distruggere la presidenza Obama.
E, certamente, per produrre un blocco – in modo che nulla possa accadere. Perché se questa legge fosse caduta, questo figura nel mio calcolo – la legge cade, noi saremo bloccati.
Noi saremo diversi se passerà una legislazione valida invece di nulla.
La presidenza sarebbe indebolita, il Congresso sarebbe un posto dove la leadership sarebbe indeterminata.
Ma si potrebbe andare più a fondo di così.
Siamo in un momento centrale nella storia americana e in contrasto a una presidenza mutilata, devo credere che questo sforzo, tuttavia imperfetto avrà ora un effetto positivo largo sulla società Americana e renderà possibile molte cose che altrimenti non sarebbero state possibili.
Una volta che questo disegno sarà legge, molti americani andranno ad essere consapevoli di questo e chiederanno: Che c’è per me?
E quando avranno maggiore familiarità con la nuova legge, molta gente accetterà questa legge.
Il presidente avrà una mano più forte negli affari domestici e internazionali, e quello sarà buono per la nazione.
I Democratici saranno rinfrancati per approvare un’agenda economica la quale attende che questa legge sia approvata.
Sbagliata o giusta, così lontana da una strategia, la Casa Bianca investì molto in questa riforma sanitaria che ogni altra cosa doveva aspettare.
Ora, penso che ci sia una possibilità che il partito riguadagnerà qualche momento.
E se esso sarà, poi la gente americana avrà finalmente una possibilità di vedere qualcosa fatta nel creare lavori, nel tenere la gente nelle loro case, nell’aiutare le piccole imprese ad accedere al credito, che è un problema enorme proprio ora.
E penso che il cardine qui sarebbe in un tempo molto stimolante dove la presidenza Obama ha una possibilità di pigiare il tasto del reset.
Questa è la mia speranza, come minimo.

Questo mi pensai quando mi sedetti nella quieta rotonda di Capitol lo scorso Martedì mattina.
Pensai a quello che poteva accadere se avessi mostrato qualche flessibilità sul compromesso per l’amore di un progresso più ampio.
Quella fu tutta la parte del mio pensiero quando arrivai al punto e mi diressi al podio a Capitol per annunciare la mia decisione.
E dopo che io avevo finito quello che dovevo dire e lasciato la stanza, il presidente chiamò.
Compresi l’importanza della chiamata e lui comprese l’importanza della decisione che io avevo preso. Ci fu la gravità del momento. C’era una posta da gioco molto alta qui.
Misi tutto nel mio conto – ogni cosa che io speravo poteva accadere se questa fosse passata, ogni cosa che spero accadrà.
E se quelle cose passeranno grazie al piccolo ruolo che potrei aver giocato nell’accendere il momento allora il mio servizio al Congresso sarà stato valido.
——
Franco Allegri è presidente dell’associazione Futuroieri e laureato in scienze politiche e si dedica alla libera informazione politica ed economica anche traducendo gli scritti e le lettere di Dennis Kucinich, Michael Moore e Ralph Nader, l’avvocato e antropologo giuridico e sociale americano. Per approfondire visita il sito http://digilander.libero.it/amici.futuroieri e cercare il suo diario sulla crisi. Su Facebook puoi fare amicizia con lui cercando Futuro Ieri.

TESTO IN INGLESE
What President Obama Didn’t Say

The gentleman from Ohio
The last man standing on health care, as he put it in this conversation with Esquire.com just before Sunday’s vote - reveals the personal moments behind his decision, and how the fate of a nation, if not a presidency, could have turned out a lot differently had he said “no.”

By: Dennis Kucinich- as told to Mark Warren
Sunday, March 21, 2010
From Esquire.com - March 22, 2010, 2:35 pm




8 luglio 2010

Due voci sul dibattito politico sulla sanità in USA

L'amico Franco Allegri ha tradotto due voci scomode ma ben note al pubblico statunitense entrambe a favore della riforma sanitaria. I pezzi risalgono al mese di marzo di quest'anno ma il contenuto risulterà nuovo al lettore italiano per via delle argomentazioni e delle situazioni politiche e sociali che i due autori descrivono. Dai loro interventi si deduce che il dibattito è stato aspro e le critiche non mancano. Ancora una volta mi chiedo ma cosa sappiamo veramente in Italia di ciò che avviene nella politica del gigante a Stelle e Strisce?

IANA


07 Lug, 2010

La tutela sanitaria è un diritto civile



da: F. Allegri In: dennis kucinich

La tutela sanitaria è un diritto civile
17/03/2010
Di Dennis Kucinich
Ogni generazione ha dovuto sollevare la questione di come fornire la sanità alla gente della nostra nazione. E ogni generazione ha lottato con le domande difficili di come andare incontro alle necessità della nostra gente.
Penso che la tutela sanitaria sia un diritto civile.
Ogni volta che come una nazione siamo riusciti ad espandere i nostri diritti di base, abbiamo testimoniato una rivelazione lenta e dolorosa di una rappresentazione democratica di lotta, di resistenza, di sfondamento, di opposizione, degli sforzi implacabili e del trionfo eventuale.
Ho passato la mia vita a lottare per i diritti della classe operaia e per la tutela sanitaria.
Sono cresciuto comprendendo direttamente cosa significasse per le famiglie che non hanno accesso alla cura necessaria.
Ho vissuto in 21 posti differenti da quando avevo 17 anni: incluse una coppia di automobili.
Capisco la connessione tra la povertà e la tutela sanitaria al povero, il significato più profondo di quello che i Nativi Americani chiamarono “il buco nel corpo, il buco nello spirito”.
Lottai con il morbo di Crohn per gran parte della mia vita adulta; scoprii sedici anni fa una cura vicina nella medicina alternativa e nel seguire una dieta a base di vegetali.
Ho imparato con difficoltà i benefici di farsi carico personalmente della mia salute.
In quelle poche occasioni in cui ne ho avuto bisogno, ho avuto accesso ai migliori professionisti allopatici.
Come risultato ho ricevuto le benedizioni della vitalità e della forte energia. La salute e la tutela sanitaria sono personali per ciascuno di noi.
Come ex tecnico chirurgico so che ci sono molte persone che dedicano le loro vite ad aiutare gli altri a migliorarsi.
Conosco anche le loro lotte con un sistema di tutela sanitaria insufficiente.
Ci sono alcuni che credono che la tutela sanitaria sia un privilegio basato sulla capacità di pagare.
Questo è il modello che il Presidente Obama propone, tentando di avviare la tutela sanitaria ad altri 30 milioni di persone, nel contesto del sistema assicurativo per profitto.
Ci sono altri che credono che la tutela sanitaria è un diritto di base e dovrebbe essere fornito attraverso un piano senza profitto. Questo è quello che ho sostenuto instancabilmente.
Ho portato il vessillo della tutela sanitaria nazionale in 2 campagne presidenziali, negli incontri programmatici del partito e come co-autore della HR 676: Medicare per tutti.
Ho lavorato per espandere la tutela sanitaria oltre l’attuale sistema a profitto, per includere un’opzione pubblica e un emendamento per permettere agli stati di applicare il single payer.
La prima versione della riforma sanitaria, in seguito molto peggiorata, conteneva articoli che credevo rendessero la legge degna del supporto nella commissione.
Gli articoli furono tolti dalla legge dopo che essa fu approvata dalla commissione.
Io mi unii con il Comitato Progressivo dicendo che non avrei supportato la legge se non c’era una forte opzione pubblica e se non si fosse protetto il diritto della gente a realizzare il single payer a livello statale. Essa non lo fece.
Mantenni il mio impegno e votai contro la legge.
Ho continuato ad oppormi mentre cercavo di ottenere l’inserimento delle norme nella legge.
Alcuni hanno speculato che io potevo essere in una posizione di fusione del voto decisivo.
La visita di lunedì del Presidente nel mio distretto ha sottolineato l’urgenza del momento.
Ho portato questa lotta più avanti di molti altri al Congresso attenti ad essa perché so cosa i miei elettori esperimentano nella base quotidiana.
Venite nel mio distretto a Cleveland e voi comprenderete.
La gente del 10° distretto dell’Ohio è stata colpita duramente da un’economia dove la ricchezza ha accelerato verso l’altro attraverso la chiusura di impianti, grande disoccupazione, fallimenti di piccoli esercizi, scarsità di accesso al credito, sfratti e per l’alto costo della tutela sanitaria e per il limitato accesso alla tutela.
Io porto le mie responsabilità verso la gente del mio distretto personalmente.
Il centro del mio ufficio di distretto è a servizio dell’elettore, ma sempre più spesso implica il lavoro sociale per aiutare la gente a sopravvivere ai rischi economici. Esso implica anche gli interventi con le compagnie assicurative.
La scorsa settimana abbiamo compreso che il voto sulla legge finale di tutela sanitaria sarà molto incerto.
Considero questo voto con la massima serietà.
Sono molto consapevole della lotta storica che c’è stata per gran parte dell’ultimo secolo per mettere l’America in linea con le altre democrazie moderne e adottare il single payer,
Ho visto la pressione politica e quella finanziaria farsi avanti per prevenire un minimo riconoscimento di questo diritto, persino dentro il contesto di un sistema dominato dalle compagnie assicurative private.
So che devo prendere una decisione: non sulla legge che vorrei, ma su questa così com’è.
Le mie critiche alla legislazione sono state ben riferite. Io non le ritiro.
Le ho incorporate in questa relazione.
Sono ancora legittime e ammonitrici.
Ho ancora dei dubbi sulla legge.
Io non penso che esso sia un primo passo verso qualcosa che ho sostenuto in passato.
Questa non è la legge che volevo sostenere, anche se continuerò gli sforzi fino all’ultimo minuto per modificare la legge.
Tuttavia dopo discussioni accurate con il Presidente Obama, la Speaker Pelosi, mia moglie Elizabeth e gli amici stretti, ho deciso di dare un voto a favore della riforma.
Se il mio voto sarà considerato, contatelo per l’approvazione della legge e teso nella direzione di una riforma sanitaria completa.
Noi dobbiamo includere la copertura per quelli esclusi da questa legge.
Dobbiamo liberare gli stati.
Dobbiamo avere il controllo sulle compagnie assicurative private e sul costo che la loro reale esistenza impone alle famiglie Americane.
Lottiamo per un posto significativo per la medicina alternativa e complementare, la pratica della scienza sanitaria religiosa e gli aspetti della responsabilità personale della tutela sanitaria che include la dieta, la nutrizione e l’esercizio.
Il dibattito sulla tutela sanitaria è stato severamente ostacolato dalla paura, i miti e dalla super condivisione. Il Presidente chiaramente non sostiene il socialismo o la presa del controllo governativo della tutela sanitaria.
La paura che questa legislazione ha generato ha radici profonde, non nell’ideologia estera ma in una carenza di fiducia, in una timidezza, diffidenza e paura che dopo l’11/9 l’America non è stata capace di superare.
Tale paura ha talmente infettato le nostre politiche, l’economia e le scelte internazionali che come paese perdiamo il senso della visione in espansione, del potenziale elettrificante che balenò con l’elezione di Obama.
La forza di trasformazione della presidenza, e di noi, è ancora evocabile coraggiosamente in modi che riconnetteranno l’America con le nostre speranze per espandere le opportunità di lavoro, casa, educazione, pace, e si, tutela sanitaria.
Voglio ringraziare coloro che mi hanno sostenuto personalmente e politicamente dopo che lottato con questa decisione.
Chiedo il vostro supporto continuato per i nostri sforzi futuri per un valido cambiamento.
Dopo che la legge sarà passata rinnoverò gli sforzi a favore delle organizzazioni legate al movimento per il single payer per eliminare il ruolo predatorio degli assicuratori privati che fanno soldi senza dare tutela sanitaria.
Ho preso una deviazione per supportare questa legge, ma conosco la destinazione e continuerò a spingere, fino a quando non l’avremo, ogni cosa che porti ad un America dove la tutela sanitaria sia fermamente stabilità come diritto civile.
Grazie.
———-
Tradotto da F. Allegri il 01/07/2010.
F. Allegri è presidente dell’associazione Futuroieri e laureato in scienze politiche e si dedica alla libera informazione politica ed economica anche traducendo gli scritti e le lettere di Dennis Kucinich, Michael Moore e Ralph Nader, l’avvocato e antropologo giuridico e sociale americano. Per approfondire visita il sito http://digilander.libero.it/amici.futuroieri e cercare il suo diario sulla crisi. Su Facebook puoi fare amicizia con lui cercando Futuro Ieri.

TESTO IN INGLESE
Health Care is a Civil Right

17/03/2010
By Dennis Kucinich

 

 

08 Lug, 2010

Essi Rubano il Verdone e Vestono l’Avarizia …. un lamento nel giorno di San Patrizio

Scritto da: F. Allegri In: Michael Moore



 

Essi Rubano il Verdone e Vestono l’Avarizia … un lamento nel giorno di San Patrizio
Di Michael Moore

Mercoledì, 17 marzo 2010
Amici,
E’ stato sbalorditivo.
Ogni pezzo di prima pagina del New York Times di Martedì ci racconta la storia dell’Era Avara nella quale un sistema detto capitalismo ci uccide lentamente, ma sicuramente:
L’avarizia delle assicurazioni: “Milioni spesi per influenzare i Democratici sulla Sanità”;
Profittatori di Guerra: “Contrattisti impegnati nello sforzo di braccare e uccidere i militanti”;
Non si guadagna a riparare le infrastrutture: “Le spese di riparazione scoraggiate dal deterioramento dei tubi dell’acqua”;
Cina, la banca: “La Cina usa le leggi sul commercio globale a suo vantaggio”;
Voi dite che il NAFTA non migliora la vita in Messico: “2 omicidi per droga nel Consolato USA di Rock Messico”;
Che accade se i profitti dell’alimentare vengono dal danno ai bambini: “Scordate le sciocchezze generali: l’intervallo ha un nuovo capo”;
Ecco una parata di notizie del giorno simili – bene, non vere “notizie”, per capire la divisione dei media tra le corporazioni che spingono la vostra faccia nello sporco che è la vostra vita. Sapete già che le scuole sono un disastro e che la guerra è un vantaggio per Halliburton e un fallimento per voi.
Non vi occorre un giornale che vi dica che le strade, le linee elettriche e le fognature locali sono in una rovina miserabile.
E fino ad ora vi siete figurati ciò che non vi hanno mai detto bene: quello che voi chiamate il “processo democratico” è per lo più una simulazione, parole carine che sono ripetute nella speranza che noi ci innamoreremo di lui.
Ecco il dilemma e non ci cadremo più.
Ammettiamolo: Wall Street ha le chiavi, il sostegno, la cassaforte elettorale del “nostro” Congresso. Volete un’opinione su questo?
Bene, non vi vedo su Forbes 400, così chiudete il f@*& e venite a portarmi un’altra bottiglia di champagne. Entro pochi giorni, la House dei Rappresentanti voterà per approvare la legge di “riforma sanitaria licenziata dal Senato.
Questa legge è una beffa.
Non ha NULLA a che fare con “la riforma della tutela sanitaria”.
Ha TUTTO a che fare con il riempire le tasche dell’industria assicurativa della sanità.
Essa forza, con la legge, ogni Americano che non è vecchio o povero a fare l’assicurazione sanitaria se il suo capo non la fornisce.
Quale impresa non amerebbe il governo che forza il pubblico a comprare il prodotto di quella ditta?!
Immaginate una legge che ordinasse ad ogni cittadino di comprare una garanzia estesa a tutte le sue applicazioni? Immaginate una legge che rendesse illegale il non possedere un iPhone?
O che pensereste se ottenessi l’approvazione di una legge che obbligasse ogni Americano a vedere il mio prossimo film? Che bello!
Chi non amerebbe un servizio dolce come questo guadagno inatteso?
Bene, le compagnie assicurative – ottenuto questo – non amano la legge dei Democratici!
Questa sola sarebbe la ragione sufficiente per votarla. Ora, voi pensereste che questi ladri amassero questa legge — ma al momento la combattono. Perché?
Perché non da loro IL 100 PER CENTO di quello che loro vogliono.
Essa da loro solo … il 90%!
VEDETE, l’avarizia pura chiede tutto o nulla.
L’industria assicurativa odia questa legge perché essa mette poche restrizioni minori su di lei.
6 mesi dopo la sua approvazione non sara in grado di negare ai bambini la copertura se questi avevano una condizione preesistente.
Quanto è terribile! Interferenza governativa! SOCIALISMO!
Ma, oh, essa sarà ancora capace di negare ai genitori di tali bambini la copertura fino al 2014!
Quindi se un genitore si ammala e muore nei prossimi 4 anni, sono sicuro che si interverrà e raccoglierà questi orfani già assicurati.
E quanto saranno grandi le multe se le compagnie assicurative negheranno qualche copertura legata alla condizione preesistente?
Siete seduti? 100 dollari al giorno!
Questo è!
Perciò se voi siete la compagnia assicurativa, e Judy è una vostra cliente e Judy necessita di una operazione che costerà $100.000, che cosa fate voi? Voi pagate la multa!
Diciamo che Judy viva un altro anno dopo che voi avete sentenziato che lei muoia, la vostra multa di $100 al giorno vi costerà solo $36.500!
Quello è un risparmio di $63.500!
E credetemi, amici miei, quello è ESATTAMENTE ciò che sta per accadere.
Ci sono alcune cose buone in questa legge!
I genitori potranno tenere i loro figli sulla loro polizza fino ai 26 anni dei ragazzi.
Poche cose come quella. Perciò, sì, passi quello.
Ma non insultate me e 300 milioni di Americani chiamando questa “la riforma della sanità”.
Almeno avete evitato di chiamarla “tutela sanitaria universale”.
Non avremo la tutela sanitaria universale o qualcosa molto simile ad essa.
Io vorrei che il presidente e la leadership democratica si alzassero e dicessero: “Ci dispiace, America. Non abbiamo fatto il lavoro che ci avevate chiesto di fare. Siamo deboli, spaventati e incapaci di comunicare il più semplice dei messaggi alla gente americana. Quindi la nostra legge garantirà che 12 milioni di voi NON avranno l’assicurazione sanitaria.
E questo accade perché abbiamo deciso di lasciare l’industria assicurativa privata e avara alla guida del nostro sistema.
Perdonateci per questo e per il permettere ancora al profitto di essere il fattore determinante come se ogni paziente avesse l’aiuto che gli serve”.
Per favore democratici — dite proprio così — poi approvate questa povera scusa di una legge.
Approvatela perché, se il Presidente Obama cade su questo, non so se lui sarà capace di ritornarci sopra.
E allora NULLA verrebbe fatto.
Non possiamo avere quello. (E grazie a te Dennis Kucinich per aver resistito laggiù proprio fino alla fine ed essere stato l’unico dei 435 membri a dire la terribile verità).
Sulla prima pagina del New York Times di ieri, il segno del tempo era, mestamente, ancora una volta, “Flint, Michigan”.
La storia era sul quanto i dottori non accettano più i pazienti Medicaid. Questo significa che decine di migliaia di poveri non possono più andare dal dottore.
Lo scorso anno, lo Stato del Michigan proibì anche ai dottori di accettare i pazienti Medicaid che avevano qualche problema con la loro vista, il loro udito, i loro piedi o i loro denti.
In un’area di 16 contee a nord est di Flint, presto non ci sarà un solo ospedale che vi permetterà di partorire se voi avete Medicaid.
Il tasso di disoccupazione ufficiale a Flint è il 27% (quello ufficioso, vicino al 40%).
Questa è una tragedia americana.
E, come vi ho avvertito per anni, questo tsunami si dirige verso la vostra strada – se non è già là.
Ho appena acceso il mio nuovo iPhone e lui mi informa che ha delle “apps” che mi suggerirebbe di comprare. Una si chiama “analizzatore”.
Essa mi permetterà di ascoltare le frequenze della polizia ovunque nel paese.
Io compro l’applicazione.
Vedo che la frequenza della polizia di Flint c’è.
Io l’accendo per curiosità.
E questo è quello che sento, all’una del mattino: Una donna è stata picchiata dal marito …
L’invasione di una casa è in corso (maschio nero 16 anni, ha un cappello bianco con un teschio”) … Un bambino è scomparso dalla mezzanotte di oggi … Un’altra donna è stata picchiata dal fidanzato …
Un uomo obeso e diabetico ha difficoltà a respirare e va portato con urgenza all’ospedale (ci saranno altri 3 o più di questi diabetici obesi nelle ore a venire; l’intera città è malata) …
Una altra donna chiama, grida, chiede aiuto, “gli agenti sollecitano a usare cautela ….”
…. Eccetera eccetera eccetera.
Questo è quello che ho ascoltato prima di andare a letto.
Sono pieno di disperazione e impotenza quando sento il mio ex vicino che chiede aiuto.
Io odio l’iPhone. Devo spengerlo. Inizio a piangere. Grazie, iPhone. Grazie, Democratici.
Dormirò meglio sapendo che voi state vigilando per tutti noi. Bastardi.
Michael Moore
MMFlint@aol.com
MichaelMoore.com
P.S. Continuerò la mia jihad oggi su Dylan Ratigan (MSNBC, 4pm ET) e, per la prima volta insieme in uno studio dal nostro, uhm, dibattito del 2007, mi collegherò con Wolf Blitzer in diretta dal suo studio alla CNN (5-8pm, ET).
Sarò anche in diretta dalle 11di questa mattina, per un’ora, con la magnifica Diane Rehm Show su NPR. Potete ascoltare in diretta online qui.
Il resto della giornata vagherò per le sale del Congresso con il mio bastone e i trifogli per fare la mia migliore rappresentazione di San Patrizio mentre porta fuori i serpenti da Capitol Hill.
Auguratemi buona fortuna …
Tradotto da F. Allegri il 03/07/2010
Franco Allegri è presidente dell’associazione Futuroieri e laureato in scienze politiche e si dedica alla libera informazione politica ed economica anche traducendo gli scritti e le lettere di Dennis Kucinich, Michael Moore e Ralph Nader, l’avvocato e antropologo giuridico e sociale americano. Per approfondire visita il sito http://digilander.libero.it/amici.futuroieri e cercare il suo diario sulla crisi.
Su Facebook puoi fare amicizia con lui cercando Futuro Ieri.
—–
TESTO IN INGLESE
The Green They Steal, The Greed They Wear … a St. Patrick’s Day lament

by Michael Moore
Wednesday, March 17th, 2010

 




1 luglio 2010

Gli stati Uniti davanti alla storia e alla guerra: una traduzione di F. Allegri

Certo di far cosa gradita presento ai lettori questa traduzione di F. Allegri sul dibattito politico statunitense intorno alle nuove guerre e alla vicenda afgana.


Tradotto da  F. Allegri 

29 Giu, 2010

Il dibattito sull’Afganistan parte presto, oggi pomeriggio, alla Camera USA



10/03/2010
Di Dennis Kucinich

Oggi è il giorno.
Questo pomeriggio avremo un voto sul se gli USA verranno via dall’Afganistan o rimarranno laggiù senza un termine definito.
E’ l’ora che il Congresso si confronti.
La Costituzione dice molto chiaro che i Poteri di Guerra appartengono al Congresso.
Sfortunatamente, una serie di Presidenti ha deciso di portare il paese in guerra e di continuarla senza chiedere il permesso espresso del Congresso.
Perciò questo è, di fatto, un tema Costituzionale che potrebbe essere di interesse per i membri del Congresso di tutta la nazione; qualunque sia la sua persuasione politica.
E sarebbe anche di interesse della gente il fatto che non possiamo sostenere questa guerra.
Quando voi considerate il fatto che avete 47 milioni di Americani che non hanno una tutela sanitaria: essi non l’hanno perché non possono pagare il costo della polizza.
Avete 15 milioni di Americani senza lavoro.
Avete altri 10 milioni di Americani, come minimo, che potrebbero perdere le loro case quest’anno a causa degli sfratti.
Potreste pensare che abbiamo altre priorità.
Potreste pensare che sarebbe l’ora per noi di concentrarsi sulle cose di qui, nazionali.
Bene, oggi è la nostra prima opportunità di mandare il messaggio non solo alla Casa Bianca ma anche al mondo che l’America è pronta a lavorare con la comunità mondiale per superare le sfide della sicurezza globale.
Ma dobbiamo iniziare a curare le cose di casa nostra.
Perché gli Americani hanno diritto alla sicurezza di un lavoro, alla sicurezza di una casa e alla sicurezza di una tutela sanitaria.
E dobbiamo iniziare ad ordinare le nostre priorità per accertarci che ci curiamo della gente qui in questo paese invece di cercare di dire alla gente di tutto il mondo come dovrebbe vivere.
Grazie.
—-
Tradotto da Franco Allegri il 21/06/2010.
Franco Allegri è presidente dell’associazione Futuroieri e laureato in scienze politiche e si dedica alla libera informazione politica ed economica anche traducendo gli scritti e le lettere di Dennis Kucinich, Michael Moore e Ralph Nader, l’avvocato e antropologo giuridico e sociale americano. Fa parte del meetup di Beppe Grillo di Empoli, di Firenze e di molti altri a titolo amichevole. L’associazione è stata inclusa nella redazione “allargata” di Anno Zero e il suo sito è stato selezionato da O. Beha come uno dei 100 siti resistenti italiani. Per approfondire visita il sito http://digilander.libero.it/amici.futuroieri e cercare il suo diario sulla crisi. Su Facebook puoi fare amicizia con lui cercando Futuro Ieri.
TESTO IN INGLESE
Afghanistan Debate Begins in U.S. House Early This Afternoon
10/03/2010
By Dennis Kuci




5 febbraio 2010

Una traduzione da Franco


L'amico Franco Allegri ha tradotto questo breve scritto che rivela i tempi difficili, eppure tanta parte del Belpaese sembra non capire la gravità e l'evidenza del declino del potere statunitense del mondo. IANA

Dennis parla al Congresso:

Cerchiamo una nuova direzione per la sicurezza nazionale

(3 Dicembre, 2009)

Cari Amici,

Il Congressista Dennis Kucinich propose un approccio nuovo per la Sicurezza Nazionale in un discorso al Congresso - La Sicurezza statale inizia qui in USA. La guerra è una minaccia alla nostra Sicurezza Nazionale.

Il Congressista Kucinich affermò: “L’America è alla sfida della vita e tale guerra non è in Afganistan - è qui.

Abbiamo un indebitamento profondo.

Il nostro GDP è in calo.

Il nostro manifatturiero è in calo.

I nostri risparmi diminuiscono.

Il nostro deficit commerciale cresce.

I fallimenti commerciali crescono.

Le bancarotte aumentano”.

“La guerra è una minaccia alla Sicurezza. Spenderemo oltre $100 miliardi il prossimo anno per bombardare una nazione di povera gente e rinvigoriremo i Talebani, metteremo in crisi il Pakistan, impoveriremo l’esercito e rischieremo le vite dei nostri soldati al fronte.

Nel frattempo, qui in USA, 15 milioni di persone sono disoccupate: La gente perde il suo lavoro, la sua tutela sanitaria, i suoi risparmi, i suoi investimenti, e la pensione.

Miliardi per i salvataggi di Wall Street, miliardi per la guerra, quando cominceremo a prendersi cura delle cose di casa nostra?

Tradotto il 2 febbraio 2010 da F. Allegri



sfoglia     ottobre        dicembre
 







Blog letto 1 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom

ISCRIVITI: "no-globalizzazione" direttamente nella tua casella email