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30 maggio 2010

L’Italiano educato dagli stranieri invasori- secondo discorso




De Reditu Suo - Terzo Libro

L’Italiano educato dagli stranieri invasori- secondo discorso

Certo che le genti d’Italia sono straordinarie: la memoria della Seconda Guerra Mondiale passa per milioni di giovani attraverso videogiochi e film stranieri che parlano e descrivono, fra una finzione ludica e tanti  effetti speciali, la gloria dei loro eserciti e le imprese dei loro condottieri ed eroi, molti dei quali assolutamente di fantasia. La Seconda Repubblica ha ereditato dalla Prima una retorica roboante, finta, para-risorgimentale che fa della Seconda Guerra Mondiale il momento del riscatto e della ritrovata libertà. Il problema è che su questo concetto alto e nobile una parte d’Italia non la pensa così e non si tratta solo dei post-fascisti ma anche milioni di delusi da questa democrazia all’italiana che ama solo i ricchi, intanto una massa enorme di suggestioni, immagini, film, videogiochi risentono del loro essere stati creati in qualche altro paese. Altrove il giudizio su quel periodo di storia del Belpaese è impietoso e l’Italia o è collocata fra le forze dell’Asse o semplicemente è inesistente.  Invito quanti non ci credono a verificare confrontando qualche decina di videogiochi dedicati alla Seconda Guerra Mondiale fra i tanti prodotti.  Inoltre quando si tratta di Partigiani e Resistenza spesso si vedono film poco caritatevoli come “Miracolo a Sant’Anna”, un film che oltre a suscitare polemiche rivela come gli altri popoli non usino il nostro metro di giudizio e non siano usi a ipocrisie e letture ideologiche. Per  gli altri ci sono i vincitori e i vinti, gli amici e i nemici, i soldati e i mercenari, il combattente buono e bello perché amico e quello malvagio e brutto perché nemico. Poi gli sceneggiatori e gli sviluppatori  complicano la trama di film e videogiochi, fra gli eroi c’è il solitario, il vendicativo, il ladro, il generoso e fra i nemici l’idiota, il torturatore, il genio del male, il complice inconsapevole; la trama può esser complessa, i personaggi ben fatti ma tendenzialmente la divisione fra buoni e cattivi e fra eroi e delinquenti è netta. Forse solo alcune opere, e non sono la maggior parte, dell’animazione giapponese rompono questo schema manicheo che è al fondo della maggior parte delle produzioni. Devo però correggermi subito e ammettere che non sempre le opere di cui ho detto trattano dell’argomento in oggetto. Cosa resta quindi del ripensare la propria storia della Seconda Guerra Mondiale nel Belpaese? Credo essenzialmente un discorso politico marginale indirizzato a minoranze fortemente politicizzate perlopiù reso rozzo e fazioso dal fatto che l’esperienza di guerra e la Resistenza non è al centro del vero discorso politico che in Italia verte su: riforme, nomine, fondi, grandi progetti e grandi appalti, elezioni, sanità e aziende municipalizzate e presenza politica nei consigli d’amministrazione delle fondazioni bancarie. Gli stranieri fanno fatica a capirci e hanno ragione.

IANA per FuturoIeri



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