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4 marzo 2010

Bananìa e la guerra degli alieni di Andromeda

 


 

De Reditu Suo - Secondo Libro

                        Bananìa e la guerra degli alieni di Andromeda

 Il Belpaese di Bananìa al tempo della sua Repubblica Cleptocratica conviveva con le basi aeree, spaziali e navali delle genti di Atlantide. Gli Atlantidei vivevano su più continenti non erano un vero e proprio popolo ma un migliaia di comunità diverse fra loro che erano unite da solidi patti e da leggi comuni, avevano anche una lingua franca con la quale comunicavano si trattava di uno strano dialetto in origine parlato da certi goti che vivevano nelle paludi  e in tetre foreste. I goti che vivevano nel Vecchio Mondo avevano aiutato gli Atlantidei ormai preda  una violenta crisi sociale e istituzionale a creare un essere artificiale l’Imperatrice di Atlantide per risolvere con metodi efficaci e funzionali i loro problemi sociali, economici e militari. Ora l’essere superumano si trovò presto in intesa perfetta con gli alieni della galassia di Andromeda, i quali potevano benissimo risolvere la questione del pianeta azzurro e delle vicende umane con una delle loro spettacolari invasioni planetarie con conseguente colonizzazione e ridefinizione delle forme di fauna e flora. Contro le loro abitudini preferirono aiutare l’imperatrice di Atlandide a creare un popolo suo nuovo e a fornire i mezzi e il supporto per creare tipologie di forme di vita umane alterative a quelle presenti in quel momento sul pianeta azzurro. Gli alieni avevano colto l’opportunità d’indirizzare le forme di vita sul pianeta azzurro nella direzione da loro auspicata, una guerra piccola o per procura avrebbe cambiato poco ma la possibilità di far usare le armi di distruzione di massa ai contendenti cambiava le prospettive. C’era la concreta possibilità di rendere compatibili on la loro civiltà gli atlantidei mutandoli e trasformandoli nel fisico e nella mente e d’intervenire nella flora immettendo nell’indifferenza generale e in condizioni relativamente favorevoli, delle specie nuove. Fu così che essi iniziarono a passare dei dati preziosi all’imperatrice di Atlantide. Del resto la fortuna era dalla loro parte perché da quasi due secoli la forma dominante di potere era la società per azioni con personalità giuridica, di fatto una realtà che non aveva un corpo proprio e non apparteneva al mondo animale ma era un prodotto artificiale; quindi l’intesa fra gli alieni e le forme di vita artificiali era una cosa possibile. La multinazionale usa gli umani per prosperare in un dato sistema di produzione, sviluppo e consumo, basta sostituire agli umani degli alieni e il risultato non cambia. Per la multinazionale era una cosa buona e giusta sostituire gli umani con gli alieni  se non tutti almeno in parte: per prima cosa l’alieno meglio organizzato e armato poteva con facilità aver ragione degli umani in una controversia fra consumatori e società o  fra società e collaboratori, in secondo luogo l’alieno aveva una società divisa in caste e per funzioni e se mettevano delle bio-macchine a produrre e dei ceti privilegiati a consumare a nessuno veniva in mente di mutare i ruoli sociali creando sindacati e mafie di vario tipo. Un buon affare quindi per entrambi e ben presto l’intesa fra le parti fu perfetta. Anzi la guerra con le armi di distruzione di massa era benvenuta, finalmente una soluzione ottima, o  così sembrava. Gli umani diminuiscono, gli alieni arrivano e colonizzano quindi  i profitti volano e gli azionisti di maggioranza si godono i guadagni stratosferici assieme ai nuovi padroni. In tutto questo ragionamento mancava però un potere poco malleabile che era quello dell’imperatrice di Atlantide che aveva sì il progetto di fare degli Atlantidei un popolo simile a quello delle genti di Andromeda ma per suoi fini e per creare il suo potere assoluto. Ma di questo scriverò un’altra volta… 

 IANA  per FuturoIeri

 




27 febbraio 2010

Il giorno che Bananìa scoprì d'essere indispensabile


 

De Reditu Suo - Secondo Libro

                     Il giorno che Bananìa scoprì d’essere indispensabile

 Il Belpaese di Bananìa aveva perso la sua civiltà e il suo  regime di ladri e di corrotti e ricostruì se stesso in  tempi d’estrema calamità. Quando divenne consapevole d’essere indispensabile per il consorzio umano prima di tutto  alle sue disperse genti e poi a tutta quella massa di bipedi pericolosi detti esseri umani. Capitò che l’Impero d’Atlantide venne trascinato anche per il perverso consiglio degli alieni della galassia d’Andromeda in una serie di guerre rovinose con gli imperi minori, si trattava del contendersi sfere di dominio politico ed economico sul pianeta azzurro; una cosa banale nei termini ordinari dei conflitti fra esseri umani. Purtroppo l’imperatrice di Atlantide  non era umana ma una bio-macchina senziente e stabilì che un conflitto vasto e distruttivo avrebbe creato una civiltà nuova fatta a sua immagine e somiglianza che sarebbe fuoriuscita dalla rovina estrema del mondo umano precedente. Così fu e le genti di Bananìa da tempo sottomesse alla civiltà di  Atlantide in così grande sciagura trovarono la forza di liquidare le loro sedicenti classi dirigenti di ladri e approfittatori al soldo dello straniero e dell’alieno, questo fu possibile perché le caste dominanti e i poteri economici criminali si erano dissolti dopo i primi bombardamenti nucleari. Bananìa si diede un regime nuovo e le disperse genti stabilirono di nominare i loro amministratori attraverso il sorteggio in quanto le antiche libertà elettorali avevano creato sciami di disgraziati che vivevano di politica alle spalle della gente e perseguivano interessi  criminali. Da un regime criminal-democratico le genti di Bananìa passarono ad una monarchia aleatoria dove il sire esercita il potere attraverso un personale politico rappresentativo della popolazione perché sorteggiato  e non eletto. In un pianeta azzurro ferito dalle esplosioni nucleari e dalle armi chimiche e abbandonato da Dio le genti di Bananìa confortate da un giusto regime politico ritrovarono se stesse e prosperarono nell’abbondanza. I molti Dei scacciati dal Dio Unico ritornarono dai regni della morte e con invidia  osservarono quelle genti un tempo tapine  e disperse costruire le basi della rinascita della civiltà e con  sofferenza indicarono ai loro cultisti e seguaci di ricostruire i loro popoli. Gli umani dispersi e sconfortati riconobbero nella libertà e nella creatività delle genti di Bananìa il modello e l’esempio da seguire e desiderando il possesso dei rudimenti dell’arte, della letteratura, delle invenzioni di quel regno nuovo e forte lo presero a modello. I Bananìani lungi da comportarsi da mendicanti e da ladri, come nel passato pseudo-democratico, volentieri aiutarono le disperse genti a ritrovar se stesse con quanto si era salvato della loro antica arte e cultura.  Fu così che l’imperatrice di Atlantide vedendo perduto il suo progetto di sottomettere e ricostruire gli umani a sua immagine  somiglianza dopo aver lasciato un deserto di disperazione e macerie si nascose nelle viscere della terra con i suoi seguaci e le sue creature; Bananìa da terra popolata da genti disprezzate e maledette fu lodata nei millenni a venire per la sua liberalità e la sua generosità. Tanto riuscì a fare un cambio di regime che, da allora, le scienze politiche sono onorate e amate dalle civilissime  genti del pianeta azzurro  e non son più lo strumento usato da pessimi individui e da poteri meschini per truffare i popoli e derubare le casse pubbliche massacrar gente inerme e inventare leggi inique e tribunali faziosi.

IANA  per FuturoIeri



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