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28 luglio 2012

Una traduzione di Franco Allegri su Occupy e i CEO

I CEO Analizzano il Movimento Occupy

27 luglio 2012 | Autore: F. Allegri

"Due fanatici in marcia" di I. Nappini

I CEO Analizzano il Movimento Occupy
22/03/2012
Di Ralph Nader
Stetson J. Bradford III s’incontrò con il suo compagno CEO F. Reginald Lawless per un pranzo testa a testa presso il Penthouse Reverie Room sopra Wall e Broad Street a New York.
Come membri fondatori del quarantennale Corporate Supremes Club, avevano un fatto serio da discutere prima del weekend del Ringraziamento del 2011.
Il tema numero 1 era: Il movimento Occupy Wall Street e il suo seguito in tutto il paese era il precursore del vasto sconvolgimento popolare che essi e i loro fratelli hanno temuto fin da quando Wall Street fece crollare l’economia americana nel 2008 e inviò il conto ai contribuenti?
Sui loro grandi amari di whisky bevuti prima di consumare la loro aragosta del pranzo, condivisero i loro pensieri più intimi con toni quasi sussurrati e visi gravi:
Bradford:
“Sono preoccupato, Reg, che questo potrebbe essere il grande terremoto che tutti noi abbiamo temuto. Sono sempre i ruffiani e i demagoghi che fanno l’avanguardia. Ricordi il saccheggio della Bastiglia?”
Lawless: “Mi permetto di dissentire, Stet. E’ sempre la classe media che alza la bandiera della rivolta, almeno negli ultimi 2 secoli. Queste persone a Zuccotti Park non sono riferibile alla maggioranza delle genti quelle con i problemi sanitari e con l’influsso peggiore dei senzatetto e dei vagabondi nei loro spazi pubblici”.
Bradford: “Forse sì, ma guarda la copertura giornaliera dei media delle persone del 99%. Non ho mai visto nulla di simile nei reportage TV e sui giornali su questi accampamenti ovunque. Anche i sondaggi dicono che hanno più supporto al loro messaggio contro la disuguaglianza rispetto a quanto fece il Tea Partiers. Ricordiamo che A. Lincoln disse ciò che può essere fatto con (l’opinione pubblica)”.
Lawless: “Lascia che ti calmi, Stet. Sappiamo dai nostri infiltrati spettinati, ciò che accade in tutti gli accampamenti, tranne forse in quelli piccoli come a Niles, Michigan. E’ il nostro tipo di programma di lavoro. Salvo alcune provocazioni flash prese in video, come un beffardo trader di Wall Street che scalcia un povero bambino nel fango, gli Occupanti presto saranno congelati fuori della coscienza pubblica sia da parte dell’inverno in arrivo che dai media annoiati”.
Bradford: “Perché dici questo? Devono essere molto determinati per restare e dormire in questi parchi disagevoli notte e giorno, creando tabelle di primo soccorso, assistenza legale e anche una biblioteca. Sai, biblioteche con materiali radicali storicamente hanno avuto pericolose influenze sulle moltitudini”.
Lawless: “Aspetta, Stet. Lascia che ti mostri perché essi sono qui oggi e perché i più se ne andranno domani. Hanno dei capi No, con orgoglio rifiutano i leader e anche il tratto della leadership. Mostrami un movimento di successo o di lavoro o un’unione sindacale, e io ti mostrerò i capi. Nulla può accadere senza capi per dargli forma e direzione nel corso del tempo, non importa quanto sgradevoli possano essere”.
Bradford: “Hai ragione in gran parte. Ma una folla non deve avere capi. Deve solo avere l’emozione, la motivazione, un obiettivo e una scossa improvvisa o una scintilla che può venire da ogni luogo”.
Lawless: “Con i controlli della folla moderni e high-tech, il moto può essere individuato molto presto con telecamere di sorveglianza all’angolo e dispersi in 100 modi. La nostra polizia buona – pubblica e privata – ottiene scatti di adrenalina enormi di fronte a folle in avanzamento”.
“Ma Stet, c’è di più. Occupy non ha un programma o progetto sui quali milioni di persone si identifichino. Certo ‘Disuguaglianza, disuguaglianza, il 99%, 99%’ fa slogan buoni perché la gente creda che siano veri. Dopo tutto, non siamo veramente? Ma senza un fervore religioso, una sorta di ‘ismo’ ideologico – in sintonia con i tempi – tutto ciò che resta sono le riforme reali per le quali hanno poco interesse o la pazienza. Questo è dove veramente perdono la barca e il veicolo del cambiamento. Perché detestano la politica”.
Bradford: “Che cosa vuoi dire?”
Lawless: “Stet, perché pensi che la nostra classe superiore spenda così tanti soldi, tempo e influenza sul Congresso? Perché è lì che l’azione desiderata o l’inerzia risiedono nel nostro sistema di governo. Destalo e otteniamo agevolazioni fiscali, sovvenzioni, salvataggi, contratti, omaggi e piccoli rafforzamenti delle leggi contro di noi. Fermalo e le masse non ottengono nulla, peggio ottengono il ritiro delle protezioni per il loro benessere economico, salute, sicurezza, i bambini e la diminuzione di salari, stipendi e pensioni.
Così, detestando la politica, evitano di circondare i membri del Congresso nei propri uffici a casa o a Capitol Hill. Evitano la sola vittoria che potrebbe fare in questo anno di elezioni. E che è di aumentare il salario minimo federale a $ 10 l’ora come era, data l’inflazione, nel 1968.
E non conta raddoppiare la produttività dei lavoratori della quale la nostra classe si appropria regolarmente per le nostre casse.
Sai, Stet, oltre il 70% delle persone intervistate sostengono l’aumento del salario minimo all’inflazione corrente. Centinaia di gruppi di influenza lo vogliono – almeno sono sul tema come l’AFL-CIO, il National Council of La Raza, la NAACP, i servizi sociali e gruppi religiosi di beneficenza – quasi tutti.
Ma nessuno è sui bastioni.
Come un lungo treno pronto a partire senza il carburante. Indovinate chi è in grado di fornire l’energia da innesco? Gli Occupanti.
E possono stimolare tutti questi gruppi ad agire sui membri del Congresso.
Immagina la gratitudine di 35 milioni di lavoratori che ora lavorano a meno di 10 dollari l’ora per le loro famiglie. Immagina una vittoria in un oceano di paralisi per stuzzicare l’appetito di decine di milioni di americani per avere di più e ciò che essi chiamano la loro giusta quota.
Una volta che le masse si muovono, come sai, sono difficili da fermare”.
Bradford: “Beh, perché non vanno con tutte quelle decine di miliardi di dollari che potrebbero arrivare nelle tasche di queste persone che ora guadagnano tra $ 7.25 e $ 10?
Sembra ovvio. E non sta andando a influire sui nostri affari. I nostri compagni di golf possono fare diverse migliaia di dollari l’ora, ma nessuno dei nostri dipendenti guadagna meno di $ 10, ad eccezione forse per i portieri nei nostri uffici”.
Lawless: “Io ti dirò perché, ma perdona la ripetizione. Le persone di Occupy sono sempre a litigare tra di loro in modo implosivo mentre si scoraggiano con le infinite assemblee democratiche dove la regola della maggioranza non c’è. Non vogliono capi, o un vero ordine del giorno. Lottano con gli anarchici e i provocatori prezzolati, e disdegnano qualsiasi disciplina, e tanto meno il pagare gli organizzatori a tempo pieno. Uno potrebbe dire impietosamente che non sono seri verso tutto ciò che è descritto come la vittoria – anche quella nelle loro mani che porterebbe loro grande ammirazione”.
Bradford: “Quasi mi fai dispiacere per loro. Potrebbero essere i nostri figli e figlie, Reg. Si comportano bene”.
Lawless: “Lasciali comportare bene. Dirò loro ciò, ogni giorno, fintanto che non significheranno molto più di quello. Che ne dici di un altro amaro di whisky, Stet, prima di comprare quei credit default swap della Grecia”.
Bradford: “Salute, Reg. Salute”.
(Stetson J. Bradford III e Reginald Lawless sono dei rappresentanti fittizi dei 500 CEO della rivista Fortune)
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Tradotto da F. Allegri il 27/07/2012.
Franco Allegri è presidente dell’associazione Futuroieri, è laureato in scienze politiche, nel 2008 riuscì a prevedere e spiegare il fallimento di Lehman Brother prevedendo anche la data del 18 settembre, da agosto 2009 spiega il litigio tra Berlusconi e Fini come causa prima del governo Monti. ALL’ORIZZONTE CI SONO NUOVI FALLIMENTI BANCARI E GUERRE.
Traduce scritti politici e si occupa di cittadinanza.
Si dedica alla libera informazione politica ed economica e traduce le lettere di Michael Moore, Ralph Nader e Lester R. Brown.
Su Facebook è Futuro Ieri.




25 luglio 2012

Una traduzione di Franco Allegri su USA e debiti pubblici europei e non solo

I Pericoli dell’Economia Globale

23 luglio 2012 | Autore: F. Allegri


I Pericoli dell’Economia Globale
15/03/2012
Di Ralph Nader
Per mesi i nostri titoli sono andati su e giù a causa di problemi vari, ma nessuno è stato più ricorrente delle preoccupazione per la crisi finanziaria in Grecia.
Mattina dopo mattina, New York City si basò sugli scambi commerciali dei capitalisti da casino con la Grecia e sulle ultime indiscrezioni in arrivo dall’Europa occidentale alle loro menti.
Cosa farà la ricca Germania per salvare la Grecia al collasso e piena di debiti?
La Francia sarà d’accordo con tali piani?
L’iniezione massiccia di liquidità da parte della Banca centrale europea aiuterà le banche a comportarsi in modo da aiutare la Grecia, tra gli altri paesi?
Giorno dopo giorno di negoziazione, negli USA.
Perché? La Grecia è un paese di poco più di dieci milioni di persone con un PIL inferiore a quella del New Jersey.
Ma perché è vicina alla scogliera di bilancio, gli osservatori finanziari temono l’effetto domino.
Se la Grecia fallisse male, potrebbe trascinare Portogallo, Spagna, Irlanda e poi forse l’Italia più vicino al disastro finanziario.
E qual’è la catena che lega la Grecia a queste nazioni e poi ai paesi più grandi dell’UE e attraverso l’Atlantico agli Stati Uniti?
E’ la profonda interdipendenza provocata dalla globalizzazione delle imprese e dei grandi speculatori finanziari, che accumulano derivati come i credit default swap e le altre piramidi intricate di scommesse su altre scommesse.
Esse sono le banche, gli hedge funds e gli altri enti che mettono i soldi della gente in scommesse o azzardi sempre più astratti e complessi fatti da parassiti o grande finanza.
Non è cambiato molto dopo il crollo di Wall Street del 2008 oltre il suo rinnovato credo che voi, i tassati, sarete costretti ancora una volta dal suo governo a tirare fuori dai guai i colossi finanziari sempre più grandi che sono così intrecciati da essere “troppo grandi per fallire”.
Gli operatori che fanno denaro speculativo dal denaro speculativo, scambiato in trilioni di dollari, ora tengono in ostaggio l’economia reale con la quale la gente fa i soldi fornendo i beni necessari o voluti e i servizi.
Il destino dei lavoratori americani, le loro pensioni e le imprese reali che li impiegano, si basano sui domino globalizzati che una traballante Grecia potrebbe mettere in moto.
Questa è la logica vile di un’economia casinò globale, guidata da algoritmi computerizzati di una frazione di secondo e mimetizzati dalla teoria fasulla del “libero commercio”, che in realtà è commercio gestito dalle multinazionali.
Gli Stati Uniti non hanno bisogno di essere incatenata dai capitalisti globali a quello che può accadere in Grecia o in Spagna o in Portogallo.
Dovremmo essere meno dipendenti dalle economie finanziarie all’estero e più autosufficienti e indipendenti dai rischi molto contagiosi dell’economia globale.
Per questo motivo l’attività economica più basata sulla comunità che c’è nel nostro paese – le cooperative di credito, rinnovabili, efficienza energetica, ambulatori sanitari di comunità, mercati alimentari della comunità, ecc -sarà più isolata da devastazioni sismiche globali.
Quelle stesse economie di comunità avrebbero aiutato a proteggere il popolo greco dalle grinfie astute di Goldman Sachs e di altri creditori aggressivi da casinò.
Purtroppo, le campagne presidenziali e del Congresso intellettualmente impoverite mai proposero mezzi per far uscire il paese dalle super camicie di forza degli speculatori globali.
La tirannia politica a due partiti – Repubblicano e Democratico – è troppo in ginocchio davanti agli scrittori di controllo dei capitalisti imperiosi per difendere le persone i cui voti si sforzano di garantire.
Mentre i cittadini degli USA lottano, Wall Street e Washington si preoccupano della Grecia.
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Tradotto da F. Allegri il 23/07/2012.
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24 luglio 2012

Una traduzione di Franco Allegri su USA e Petrolio

Per gli amici presento una traduzione di Franco Allegri su Stati Uniti, amministrazione Obama e petrolio.



Obama può fare di più sui prezzi del Petrolio

15 luglio 2012 | Autore: F. Allegri

visita la rubrica dedicata

Obama può fare di più sui prezzi del Petrolio
06/03/2012
Di Ralph Nader
I Prezzi del gasolio e della benzina aumentano.
In California, alcuni automobilisti stanno pagando più di $ 5 al gallone.
Il presidente Obama ha dichiarato che “non vi è alcuna soluzione rapida” per questo problema.
Intanto, i repubblicani sfortunati ma urlanti gli danno la colpa per l’aumento del carburante come se fosse lo zar del controllo dei prezzi.
Infatti, il Presidente ha un adeguato potere per abbassare i prezzi del petrolio al dettaglio.
D. Stockman, Budget Director del Presidente R. Reagan, disse chiaramente alla CNN la scorsa settimana: “smettete di battere i tamburi di guerra ora [contro l’Iran], e Obama potrebbe farlo, e potrebbe dire che i neocon sono storia”.
Dopo aver lavorato a Wall Street, Stockman sa che i discorsi di guerra dei falchi dentro e fuori il nostro governo è proprio ciò che gli speculatori sul New York Mercantile Exchange vogliono sentire quando fanno salire il prezzo.
I vostri prezzi della benzina non sono alti a causa delle tensioni tra domanda e offerta.
La speculazione, con i famigerati derivati e gli swap, è ciò che esce dai buchi nel vostro budget di carburante, per gli avvocati di rinforzo della Securities and Exchange Commission.
I giocatori d’azzardo too-big-to-fail di Wall Street – Goldman Sachs, JP Morgan Chase, Bank of America, Merrill Lynch e Morgan Stanley – sono tornati.
Il Dr. Mark Cooper della Consumer Federation of America documentò che la speculazione aggiunse $ 600 per spese di benzina alla famiglia media nel 2011.
In precedenza, il capo della Exxon / Mobil stimò che la speculazione era responsabile per più di $ 40 al barile di aumento dei prezzi quando il petrolio era oltre i 100 dollari al barile.
A giugno, il capo della Commodity Futures Trading Commission (CFTC) G. Gensler, disse a New York City che “ingenti afflussi di denaro speculativo creano una profezia che si auto-avvera e lievita i prezzi delle materie prime”.
Mr. Gensler e la CFTC ebbero più autorità legale per controllare i giocatori d’azzardo di Wall Street, ma i membri chiave del Congresso rifiutano di dare i fondi (loro parole), “per essere un poliziotto efficace contro la truffa”, quando è forte l’aumento del volume di vendite.
I budget delle campagne del Congresso sono stati gonfiati dai contributi elettorali di questi giocatori d’azzardo di Wall Street.
Questa è la “politica del registratore di cassa”.
Nel frattempo, la gente paga e ripaga alla pompa e mi chiedo perché nessuno non sta facendo niente contro questo.
Ma un budget inadeguato spiega solo una parte dei problemi di Mr. Gensler.
Egli è continuamente minato da altri commissari CFTC i quali non vogliono che l’azione vera e propria vada in esecuzione.
Sembra anche vada verso il basso sotto la pressione.
Già negli anni 70, un improvviso aumento dei prezzi della benzina – solo pochi centesimi – portò ad un putiferio tra la gente e a richieste di leggi, controlli dei prezzi e altri atti del governo.
Ora i funzionari del New York Mercantile Exchange, con le grandi banche e gli speculatori di hedge fund carichi di grossi profitti e bonus abbassano, proprio qui in USA, le loro mani dicendo “non ci sono soluzioni rapide”.
Eppure, per il costante discorso bellicoso israelo – Obama – Hillary Clinton – Congresso – AIPAC sullo sviluppo di una capacità di produrre armi nucleari dell’Iran sta provocando gli avvertimenti di Teheran sulle Stretto di Hormuz, e gli speculatori del prezzo del petrolio hanno una giornata campale con i vostri dollari di gas.
Il Sen B. Sanders (I-Vt.) chiede regolarmente che le autorità di regolamentazione di Obama impongano limiti alle speculazioni petrolifere.
Egli afferma che “il prezzo alle stelle di gas e petrolio non ha nulla a che fare con i fondamenti della domanda e dell’offerta”.
Anche l’analista di Goldman Sachs, D. Greely, affermò che le speculazione a Wall Street sui futures spingono al rialzo i prezzi del petrolio.
In risposta a tali proteste, il presidente Obama annunciò a aprile 2011 una nuovo gruppo di lavoro inter-agenzia per combattere la frode.
Non trattenete il respiro in attesa di eventuali azioni qui.
Allora perché il presidente non invita le varie industrie quali il trasporto e le compagnie aeree che vengono feriti dai prezzi del petrolio a spirale, insieme a i consumatori, organizzazioni di automobilisti, come la AAA e la Better World Society, e le agenzie governative competenti per premere su Congresso e membri recalcitranti del CFTC e fermare il fronte dei giganti del casinò di Wall Street?
Mr. Obama e il ministro dell’Energia Chu continuano a dire che c’è abbastanza petrolio sui mercati mondiali e che i suoi prezzi alti per la speculazione minano la ripresa economica USA.
Ma Obama non sembra disposto ad usare tutta l’autorità esistente della sua amministrazione per reprimere l’impennata speculativa.
C’è un’azione molto più possibile da usare con l’attuale autorità legale per i regolatori e guadagnare così i loro stipendi.
Hanno bisogno di sentire più forte i brontolii dal popolo.
Mentre le persone necessitano, quando possibile e sicuro, di camminare per brevi distanze, invece di guidare fin là, se non altro per irrigidire la loro determinazione a combattere in più modi.

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Tradotto da F. Allegri il 15/07/2012.
Franco Allegri è presidente dell’associazione Futuroieri, è laureato in scienze politiche, nel 2008 riuscì a prevedere e spiegare il fallimento di Lehman Brother prevedendo anche la data del 18 settembre, da agosto 2009 spiega il litigio tra Berlusconi e Fini come causa prima del governo Monti. ALL’ORIZZONTE CI SONO NUOVI FALLIMENTI BANCARI E GUERRE.
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20 gennaio 2011

Commento intorno alle lotte dei consumatori



Il 
geotermico: ottenere energia dalla Terra



Ho commentato uno scritto di Nader tradotto da Franco Allegri.
Questo era l'argomento:"Le lotte di Katsuko Nomura*
Era uno scritto del 27/08/2010 di Ralph Nader che trattava di Katsuko Nomura – una costruttrice di gruppi del consumatore, cooperative di lavoro e per i diritti delle donne per oltre 55 anni in Giappone. Questa attivista per i diritti del consumatore se ne è andata all’età di 99 anni.
Per Ralph Nader questa donna  fu una dei più importanti leader di lotte per i diritti del consumatore e per i diritti civili di tutto il mondo e secondo lui potrebbe essere considerata una cittadina del mondo per la vastità delle sue attività.

Questo pezzo fa pensare ad alcuni dati di fatto trascurati e ignorati in Italia. Ho deciso quindi di scrivere alcune impressioni intorno a questo pezzo che pone domande inquietanti sul nostro paese così meschino e arretrato sul piano dei diritti e della consapevolezza.

1. Si può far politica senza puntare a incarichi di partito, assessorati, carriere ma mobilitando l'opinione pubblica e fondando gruppi e associazioni attive sul territorio e o su un qualche problema di natura collettiva. E' politica anche questa nel senso che determina un rapporto fra il potere occulto ma concreto e dominante quello del denaro e gli oggetti che ne garantiscono la continuità ossia gli esseri umani.

2. Il denaro è centrale nei rapporti politici e sociali delle realtà che fanno parte del sistema capitalista. Lavorare sul rapporto stretto che corre fra vita e denaro posseduto è agire in senso politico

3. Il consumatore non è il cittadino. Il cittadino-soldato del Novecento era una cosa il consumatore è quasi il suo opposto. Il potere del consumatore è nel chiudere o aprire il portafoglio, la sua arma il boicottaggio di un prodotto o di una multinazionale.

4. La vita degli umani è coincidente con il denaro e con la capacità d'acquisto in un sistema capitalista felice d'esser tale.

5. In generale in Italia non c'è alcuna sensibilità per questo modo di far politica e di ragionare. Nel Belpaese non c'è una massa di esseri umani in grado di capire questo modello. Per le genti del Belpaese esiste solo il qui e ora e non sono in grado di vedere oltre il loro piccolo e privato interesse privatissimo o nel migliore dei casi di famiglia nel senso più stretto e limitato del termine.

6. Chi ha accolto fino in fondo il sistema industriale  e capitalista, intendo nel senso di popoli e di civiltà, ha costruito dei modelli di rappresentare il disagio e di portar avanti legittime esigenze. Nel Belpaese si è falsificata la realtà per poter assicurare alle minoranze al potere il controllo su una popolazione ora distratta ora rincretinita da finte e  assurde ideologie paritiche e da promesse elettorali tanto mendaci quanto disoneste.

7. La pubblicità commerciale è la forma prevalente di cultura e di ostentazione delle leggi non scritte della convivenza civile nel sistema capitalista orientato al consumismo. Occorre costruire degli anticorpi alle possibili infezioni; questo non può essere in Italia dove l'essere umano è assolutamente coincidente con i suoi beni, con i suoi privilegi, con  le sue reti clientelari, con le sue frequentazioni. La pubblicità commerciale determina di volta in volta il senso e la natura di essere uomini e donne nel Belpaese.

8. In Italia il divino è coincidente con il possesso, Dio è il denaro per la stragrande maggioranza delle donne e degli uomini nel Belpaese nel senso che esso è la nuova sacralità perchè conferisce alla vita degli esseri umani il suo senso e la ragione unica del vivere. Senza forme di contrololo del processo di coincidenza fra la vita e il possesso di denaro e di beni di consumo c'è solo una sottomissione acritica e  fideistica a questo nuovo Dio.

9. La politica nel Belpaese è venuta meno alle sue ragioni e non è più un sistema per tradurre esigenze e inquietudini della cittadinanza in forme della civile convivenza e leggi. La grande politica formale e  ufficiale è un lavoro particolarissimo che coinvolge  circa mezzo milione di Italiani fra addetti e indotto e serve alle forze sociali organizzate, a interessi economici particolari, a gruppi di potere, a singoli personaggi, a singole dinastie di plurimiliardari. La massa indistinta e inquieta della popolazione ne è esclusa perchè non ha modo di operare forme quotidiane efficaci di controllo sul mandato elettorale o di modicare sostanziialmente le agende e dei partiti politici e la volontà dei grandi interessi finanziari che determinano le grandi scelte dell'Europa e  del Belpaese.

10. La donna italiana nel complesso ama la proprietà, teme il cambiamento, svolge una funzione di conservazione e di fedeltà all'esistente sentito come garanzia dei suoi beni e della famiglia. Le Katsuko Nomura sono improbabili nel Belpaese e comunque sarebbero delle singole persone in lotta contro tutta la realtà esistente.

IANA




13 aprile 2010

Una traduzione audace di Franco

L'amico Franco Allegri ha scritto questa recensione interessante sui problemi degli Stati Uniti, a mio avviso dietro i dati c'è una nuova svolta del sistema capitalista e della civiltà dei consumi. La competizione per le risorse impone politiche audaci e forse ripensamenti e riduzioni della capacità di consumo per milioni di cittadini dei paesi industrializzati si può affermare ancor oggi la validità dell'antica considerazione per la quale il povero a differenza del ricco muore due volte. Il ricco quando muore paga il suo aver avuto dalla vita tanto, il povero muore e non ha avuto e quindi muore due volte.

IANA



13 Apr, 2010

La flotta USA dell’auto diminuisce di 4 milioni nel 2009

Scritto da: F. Allegri In: Varie

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Earth Policy Release
6 dicembre, 2009
LA FLOTTA USA DELL’AUTO DIMINUISCE DI 4 MILIONI NEL 2009
Dopo un secolo di crescita, la flotta USA entra nell’era del declino
www.earthpolicy.org/index.php?/plan_b_updates/2010/update87.)
Di Lester R. Brown
Il vecchio secolo dei grandi affari dell’America con l’auto forse è arrivato ad una fine. La flotta USA apparentemente langue e ha iniziato il declino. Nel 2009, i 14 milioni di auto rottamate superano i 10 milioni di nuove auto vendute, diminuisce la flotta USA di 4 milioni, o di quasi il 2% in un anno.
Mentre questo è associato completamente con la recessione, è di fatto causato da varie forze convergenti.
La dimensione della futura flotta USA sarà determinata dalla relazione tra i 2 trend: nuove auto vendute e auto demolite. Le auto demolite superano le nuove vendute nel 2009 per la prima volta dalla II° guerra mondiale, diminuendo la flotta di veicoli USA dal record storico di 250 milioni a 246.
(Vedi i dati al sito www.earthpolicy.org/index.php?/plan_b_updates/2010/update87.)
Ora appare che questo nuovo trend di rottamazione che eccede le vendite potrebbe continuare almeno fino al 2020.
Tra le tendenze che tengono le vendite molto sotto la misura annuale di 15-17 milioni che ci fu dal 1994 al 2007 ci sono la saturazione del mercato, l’urbanizzazione, la crisi economica, quella petrolifera, la crescita dei prezzi dei carburanti, la frustrazione per il traffico bloccato, le paure crescenti sul cambio del clima e un interesse in declino per le auto tra i giovani.
La saturazione del mercato potrà essere la variabile dominante per la flessione della flotta USA. Gli USA hanno oggi 246 milioni di moto veicoli registrati e 209 milioni di patenti – quasi 5 veicoli per ogni 4 conducenti.
Quando basta, basta?
Il Giappone offrirebbe vari indizi al futuro USA. E’ più popolato per densità e molto più urbanizzato degli USA: il Giappone raggiunse, in apparenza, la saturazione dell’auto del 1990.
Da allora le sue vendite annuali di auto sono diminuite del 21 per cento. Gli USA sembrano destinati a seguire il modello.
L’auto promise la mobilità e negli USA in gran parte rurali la realizzò.
Ma con oltre i 4/5 di americani che vivono nelle città, la crescita del numero di auto urbane a un certo punto fornisce l’esatto opposto: l’immobilismo.
Il Texas Transportation Institute riferisce che i costi della congestione USA, incluso lo spreco di carburante e il tempo perso, salirono dai $17 miliardi del 1982 agli $87 miliardi del 2007. I sindaci USA conducono una dura lotta per salvare le loro città dalle auto, cercano di ridurre traffico, congestione e inquinamento dell’aria. Molti usano un approccio “carota e bastone” per ridurre la costosa congestione del traffico incrementando il trasporto pubblico mentre impongono restrizioni all’uso delle auto.
Quasi tutte le città USA introducono sia nuove linee ferroviarie leggere, nuove metropolitane, o linee di bus espresso, o espandono e sostengono i sistemi di trasporto pubblico esistenti in ordine a ridurre la dipendenza dalle auto.
Tra le città che seguono questo patto ci sono Phoenix, Seattle, Houston, Nashville e Washington, D.C.
Mentre i sistemi di transito urbano si espandono e incrementano, i pendolari scelgono il trasporto pubblico poiché i costi del guidare crescono.
Tra il 2005 e il 2008, il trasporto urbano è cresciuto del 9 per cento in USA. Molte città stanno creando attivamente strade per pedoni e amici della bicicletta, rendendo più facile il camminare e l’andare al lavoro in bici.
Le città che guardano lontano riconsiderano le esigenze di parcheggio delle nuove costruzioni.
Washington, D.C., ad esempio, ha riscritto i suoi codici vecchi di 50 anni, riducendo il numero degli spazi di parcheggio richiesti per costruire edifici commerciali e residenziali.
I codici più vecchi che una volta richiedevano 4 posti per il parcheggio ogni 1000 piedi quadrati di spazio di vendita oggi ne chiedono solo uno.
Mentre le tasse di parcheggio crescono, molte città vanno oltre i parchimetri a moneta e usano contatori adatti alle carte di credito.
La capitale della nazione farà questa scelta all’inizio del 2010 mentre incrementerà le tasse di parcheggio da 75 c fino a $2 per ora.
L’incertezza economica rende vari consumatori riluttanti a contrarre un debito a lungo termine associato al comprare auto nuove.
In circostanze economiche difficile, le famiglie vivono con 2 auto invece di 3, o con un’auto invece di due.
Alcuni sono completamente senza auto.
In Washington, D.C., con un sistema di transito ben sviluppato, solo il 63% delle famiglie possiede un’auto.
Un’incertezza più specifica è il prezzo futuro del carburante.
Ora che i motorizzati sanno che i prezzi del gas possono arrivare a $4 al gallone, si preoccupano che possa andare più in alto in futuro.
I piloti sono del tutto consapevoli che gran parte del petrolio mondiale viene dal Medio Oriente politicamente instabile.
Forse la tendenza sociale più importante che riguarda il futuro dell’automobile è l’interesse declinante per le auto tra i giovani.
Per quelli che crescevano mezzo secolo fa in una nazione che era ancora molto rurale, l’ottenere una patente e un’auto o un pickup era un rito di passaggio.
Il far salire altri giovani su un’auto e l’andare in giro era un passatempo popolare.
Al contrario, molta gente giovane di oggi che vive in una società più urbana impara a vivere senza automobili. Socializzano su Internet e con i telefonini eleganti, non nelle auto. Molti non vogliono il fastidio di prendere una patente.
Questo aiuta a spiegare perché, nonostante la popolazione giovanile sia più numerosa, il numero di giovani con la patente (che raggiunse i 12 milioni nel 1978), oggi è sotto i 10 milioni.
Se tale trend continuerà, il numero di giovani – potenziali acquirenti di auto declinerà ancora.
Oltre il loro interesse declinante nelle auto, i giovani combattono con una stretta finanziaria.
I redditi reali in un largo segmento della società non crescono più.
I laureati del College già gravati dal debito del prestito per lo studio potrebbero trovare difficile l’ottenimento del credito per comprare un’auto.
I giovani debuttanti nel mercato del lavoro sono spesso più interessati ad ottenere l’assicurazione sanitaria piuttosto che a comprare un’auto.
Nessuno sa quante macchine saranno vendute l’anno prossimo, ma viste le molte forze al lavoro, le vendite di veicoli USA potrebbero non raggiungere ancora i 17 milioni che furono vendute ogni anno dal 1999 al 2007.
Probabilmente le vendite saranno destinate a restare tra i 10 milioni e i 14 all’anno. I tassi di demolizione sono più facili da definire.
Se assumiamo un’aspettativa di vita dell’auto di 15 anni, i saggi di demolizione ritarderanno le nuove vendite di 15 anni.
Questo significa che le auto vendute nel primo degli anni di vendite elevate di 15-17 milioni di veicoli dal 1994 fino al 2007 hanno raggiunto proprio ora l’età della pensione.
Anche se le auto più nuove sono più durevoli dei modelli precedenti e potrebbero perciò stare sulla strada per un tempo più lungo della media, i saggi di demolizione dovrebbero eccedere le vendite di nuove auto almeno fino al 2020.
Dato un declino del 1-2 per cento all’anno nella flotta dal 2009 fino al 2020; la flotta USA potrebbe facilmente diminuire del 10 per cento (25 milioni), cadendo dal picco della flotta del 2008 di 250 milioni ai 225 milioni del 2020.
A livello nazionale, la riduzione della flotta unita con la crescita dell’efficienza dei carburanti rinforzerà il trend del declino dell’uso del petrolio sotto utilizzato dal 2007. Ciò significa spese ridotte per le importazioni di petrolio e quindi più capitale residuo da investire in creazione di lavoro in USA.
La gente cammina e va più in bici, ciò porterà meno inquinamento dell’aria e meno malattie respiratorie, più esercizio e meno obesità.
In seguito questo ridurrà anche i costi sanitari.
La di munizione della flotta di auto USA in arrivo significa anche che ci sarà meno bisogno di costruire nuove strade e autostrade.
Meno auto sulla strada riducono i costi di manutenzione di strade e autostrade e abbassano la domanda di parcheggi e garage parcheggio. Essa favorisce maggiori investimenti nei trasporti pubblici e i treni ad alta velocità.
Gli USA entrano in una nuova era che evolve da un sistema di trasporto dominato dalla auto verso uno che è molto più diversificato.
Come detto, tale transizione e guidata dalla saturazione del mercato, dai trend economici, da temi ambientali e da una cultura lontana dalle auto che è più forte tra i giovani.
Mentre questa evoluzione avanza, essa inciderà di fatto su ogni lato della vita.
# # #
Lester R. Brown è Presidente di Earth Policy Institute e autore di Plan B 4.0: Mobilizing to Save Civilization

Tradotto il 10 aprile 2010 da F. Allegri
Franco Allegri è presidente dell’associazione Futuroieri e laureato in scienze politiche con una tesi sulle relazioni fra stato e chiesa e si dedica alla libera informazione politica ed economica. Per approfondire visita il sito http://digilander.libero.it/amici.futuroieri. Su Facebook puoi fare amicizia con lui cercando Futuro Ieri.




8 marzo 2010

Sanità e finanza in USA

L'amico Franco Allegri ha scritto questo pezzo sulla situazione statunitense, certo di far cosa gradita lo pubblico per la cuiosità dei nostri venticinque lettori. IANA


23 Feb, 2010

Sanità e finanza in USA

Scritto da: F. Allegri


22/02/2010
Di F. Allegri
Ogni giorno ricevo tante mail dagli USA; questo è il prezzo che ho dovuto pagare per ricevere quelle buone che invece arrivano una sola volta alla settimana.
Scarto con facilità quelle pessime, ma devo leggere tutte quelle sulla sanità. I repubblicani si sono scatenati, sembra che non governino da 30 anni e purtroppo nessuno dice loro che le macerie della riforma Obama sono tutte sotto il marchio delle idee della destra americana. Niente sanità pubblica, avranno ancora quella privata con vari peggioramenti.
Altre mail riguardano la finanza, queste (insieme a quelle di Nader) spiegano meglio la questione del mega prestito statale (leggi contribuente) alle banche e soprattutto ci ricordano che la crisi in USA non è passata, proprio no!
Da qualche giorno è arrivata la notizia che la FED rialza i tassi, che l’economia è in ripresa e così via. Ma dove? Prima di luglio si potrà dire poco, questa è la verità!
Ho già scritto che della riforma sanitaria se ne riparla tra 3 anni sia che Obama trovi i 60 voti o no! Certamente i limiti alle pratiche di parte delle assicurazioni sono sempre più deboli e i parlamentari del syngle payer non sono riusciti ad incidere. Che faranno? Ad oggi non sono in grado di dirvelo. Ricordo che la spesa sanitaria in USA resta molto alta nonostante i servizi offerti siano minimi e complessivamente il sistema sanitaria USA non è classificato fra quelli delle super potenze mondiali: anche per queste ragioni M. Moore girò una parte del documentario Sicko a Cuba. Ad oggi si può sostenere che le lobbies stanno vincendo e questo va detto chiaro e senza stupore, magari con la consapevolezza della forza di queste realtà.
Tra 3 anni gli americani avranno ben poco. Credo che Obama baserà su questo la sua prossima campagna presidenziale, ma forse sto facendo un ragionamento prematuro.
A livello economico e finanziario le cose sembrano leggermente migliorate: le banche e le assicurazioni hanno restituito una piccola parte dei soldi presi in prestito e le decisioni prese al G 8 hanno causato i piccoli miglioramenti nel breve periodo. Del resto servivano a quello, ora è iniziata la nuova fase; l’incontro tra Obama e il Dalai Lama segna l’avvio della nuova fase. Non si può e non si deve dire che il peggio è passato, purtroppo lo fa il sistema mediatico americano, le sue televisioni e i suoi giornali! Nel frattempo è partita l’annuale offensiva americana contro le tribù afgane. Sul tema ci si può fidare solo di Emergency e di pochi altri.
HO TROVATO UN NOME PER QUESTA FASE DELLA CRISI: È QUELLA DELLA FALSA GUARIGIONE!
Il massimo rischio è nelle tasche dei piccoli investitori e in alcuni fondi pensione. Fossi in loro non mi fiderei delle rassicurazioni frettolose.
Venerdì scorso ho ricevuto anche una mail da Nader: il titolo era No Nukes. L’ho letta subito e ho capito la novità, Obama torna al nucleare. Ho avuto 4 giorni di vantaggio rispetto alla RAI e alla Fininvest. Non male, ma ho fatto di meglio! Molti si chiedevano su cosa potesse basarsi la grande scelta verde di Obama, ora lo sanno. Non sarà il solare, non poteva essere l’eolico, sarà il ritorno al nucleare. Tradurrò quella mail a suo tempo, ma leggete sempre Nader, anche quelle vecchie magari dove spiega che la migliore fonte alternativa è il risparmio energetico.
Spero che qualcuno non si illuda ancora su Obama …. Aggiungo solo che non basta un uomo per cambiare il mondo, grande o piccolo che sia!




20 novembre 2009

Ancora su Capitalismo: una storia d’amore. In USA è vietato ai minori di 17 anni!

L'amico Franco Allegri mi comunica queste sue considerazioni che considero un monito grave e mi prendo la libertà di pubblicarle. La libertà di pensiero ha bisogno della libertà di parola e di stampa anche nelle forme con le quali esse s'esprimono in questa civiltà industriale. La prima delle libertà è poter dire che due più due fa quattro.

IANA per FuturoIeri

Ancora su Capitalismo: una storia d’amore. In USA è vietato ai minori di 17 anni!

19/11/2009

Di Franco Allegri

Da qualche giorno non vedo più i trailer del film di M. Moore e ho la sensazione che sia stato distribuito in poche sale.

D’altra parte c’è un Italia che scopre il liberalismo puro con tre secoli di ritardi e lo valuta con il candore di certi monaci che meditano il sesso degli angeli. I prossimi tre anni di crisi dura saranno la loro punizione, per contrappasso.

Poi ci sarebbe l’America di maniera, quella che vediamo in TV e che non va mai oltre i giardini della Casa Bianca o le grandi strade di New York. Da tempo penso che l’informazione che riceviamo dall’estero sia peggiore di quella che ci arriva da Roma e so che su questo tema sono decine di anni avanti, ma non posso voltarmi o tornare indietro.

In questa traduzione registro altri successi del film in America. Ci sono le opinioni di molti critici di varie riviste e giornali americani e canadesi.

Bisogna leggere il commento di Jim Pinkerton, anche se non si sa chi sia!

Questo film è il manifesto dell’esperienza cinematografica di M. Moore e per questo dispiace che sia stato vietato in USA ai minori di 17 anni.

La seconda più grande anteprima di sempre per Mike! Non perdete ‘Capitalismo’ nel weekend

08/10/2009




5 novembre 2009

"Capitalismo" come commedia e tragedia

L'amico Franco Allegri mi fa avere questa sua traduzione che giro ai miei lettori, di questi scritti di Moore si sente poco parlare in Italia, credo che la cosa giusta da fare sia di pubblicarli e renderli fruibili a migliaia di potenziali lettori. IANA


Capitalismo" come commedia e tragedia

26/09/2009

Di M. Moore

E' arrivato il momento per, come la chiama Time magazine, la mia "magnum opus".

Studiai latino solo un anno alla scuola superiore, perciò non sono tanto sicuro su cosa significhi, ma penso che sia buono.

Ho lavorato quasi due anni su questo nuovo film, "Capitalismo: Una storia d'amore", e ho messo il mio cuore e la mia anima in questo progetto.

Molti critici e spettatori amici l'hanno definito "il mio film migliore fatto fino ad oggi".

Quella è per me una frase forte da valutare poiché sono fiero di tutti i miei film - ma vi dirò questo: Ciò che state per vedere in "Capitalismo" vi sbalordirà.

Esso farà arrabbiare alcuni di voi e io credo che darà alla maggior parte di voi un nuovo senso di speranza sul fatto che noi stiamo superando il disordine contorto e malato fatto ovunque dall'ultimo presidente.

Oh, e voi farete una buona risata sulla spesa di tutti i criminali aziendali e bancari i quali nell'anno passato l'hanno sostenuta come fossero dei banditi.

Io mi preparo a mostrarvi della roba che i notiziari notturni vi mostreranno raramente.

Mai visto un pilota di American Airlines con buoni pasto dopo che la sua paga è stata tagliata?

Mai visto un giudice che prende tangenti per mandare ragazzi innocenti in un carcere privato?

Mai incontrato uno del Wall Street Journal che in modo secco afferma alla telecamera che lui non si cura della democrazia e che il capitalismo sarebbe il nostro unico affare dominante?

Incontrerete tutti questi tipi in "Capitalismo".

Incontrerete anche un testimone informato che, con i documenti in mano, ci racconta dei prestiti amorosi da oltre un milione di dollari che lui approvò per il capo del Senate Banking Committee - la commissione che era stata fatta per regolare le concessioni del prestito!

Ascolterete da un regolatore bancario il perché T. Geithner non ha affari in ponte con il nostro Ministro del Tesoro.

E saprete dalla dirigente della commissione congressuale che vigila sul salvataggio di borsa, come A. Greenspan & Co. progettarono e coinvolsero la gente nell'usare come garanzia le loro case valutate in base all'inflazione - causarono così la più grande epidemia di ipoteche non pagate della nostra storia.

Ora in USA c'è un'ipoteca non pagata ogni sette SECONDI e mezzo.

Nessuno di questi è un incidente, e faccio i nomi che altri sembrano dispiaciuti di fare: faccio i uomini che hanno saccheggiato le pensioni della gente che lavora e depredato il futuro dei nostri figli e nipoti.

In qualche modo pensano di farcela ad andarsene così e che noi crediamo alla loro Grande Bugia ovvero che questo crollo fu causato da un gruppo di persone a basso reddito che presero prestiti che non potevano sostenere.

Molti media principali comprarono questa linea editoriale.

Non stupisce che Wall Street creda di riuscire a farcela.

Bene, penso che abbiano scordato me e la mia cricca. Da ora potreste pensare che noi avremmo fatto una migliore impressione a questi ladri di ricchezza. Non pensatelo.

Perciò noi veniamo qui!

E' tutto là, sullo schermo d'argento, 2 ore di storia criminale e tragicommedia con protagonisti alcuni vampiri che non erano soddisfatti d'aver solo distrutto Flint, Michigan - dovevano provare e vedere se potevano smantellare tutta questa nazione da nulla.

Così vieni e vedi questo film di guardie e ladri.

Ora i ladri hanno abiti da sera e cravatta, e le guardie - bene, se accettate un tipo con cappello sportivo e con diploma di scuola superiore come testimone per vedere l'affare reale e fino a quando non li portano via allora questo fine settimana richiedo umilmente la vostra presenza al vostro cinema di New York e Los Angeles (e Venerdì prossimo, 2 ottobre in tutta l'America).

Nel frattempo, potrete vederci su vari programmi TV che hanno avuto abbastanza coraggio da ospitarmi in queste 2 settimane, eccoli:

- Nightline (dove facemmo una passeggiata sotto Wall Street fino a Goldman Sachs)

- Good Morning America (dove mi consentirono di parlare degli impiegati Disney che non ricevono assistenza medica)

- The View (dove l'altro ospite Repubblicano disse a tutti di andare a vederlo! Whoa!)

- The Colbert Report (il ragazzo è un genio, seriamente)

- Larry King (dove un portavoce del Senatore che ottenne i prestiti generosi risponde per la prima volta)

- Keith Olberman (entrambi ci meravigliamo per tutto quel tempo che questi corpi mediatici ci hanno concesso per fare ciò che abbiamo fatto)

- Wolf Blitzer (si, ottiene un abuso maggiore - e gli piace)

... E il sorprendente Jay Leno.

Egli mi chiamò dopo aver visto il film e mi chiese di essere il suo solo ospite in studio nella 2° puntata del suo nuovo show in prima serata.

Dissi: "Jay, non stai pensando ai tuoi ascolti nella prima settimana dello spettacolo?

Sei sicuro di non aver sbagliato con il numero di Tom Hanks (il prefisso dove vivo è 231; 213 è Los Angeles)?"

Mi disse che era stato colpito in profondità da questo film.

Così fui l'ospite del suo spettacolo dove disse all'America che era il mio "miglior film" e pregò di vedere "Capitalismo: Una storia d'amore".

Era Jay Leno che diceva questo, non Noam Chomsky o Jane Fonda (voglio bene ad entrambi, di cuore).

Il pubblico rispose con entusiasmo e, dopo 20 anni di film fatti, era il momento in cui attraversai oltre il fossato nella corrente principale dell'America media.

I capi di Jay a General Electric devono stare ... bene, vi dico che spero che non facciano un rimprovero al suo record permanente.

E' un tipo "helluva" (e per dare l'esempio organizzò i suoi concerti gratuiti per i disoccupati di Michigan e Ohio la scorsa primavera; per la prossima settimana ho ottenuto il permesso dallo studio per fare lo stesso con il mio film in 10 delle città più in crisi degli USA).

Oh, e mi ha fatto cantare!

Preparatevi!

Grazie a tutti - e vediamoci al cinema!

Il vostro, Michael Moore

MichaelMoore.com

MMFlint@aol.com

Twitter.com/MMFlint

Facebook.com/MMFlint

MySpace.com/MMFlint

Tradotto da F. Allegri il 01/11/2009

Franco Allegri è presidente dell'associazione Futuroieri e laureato in scienze politiche e si dedica alla libera informazione politica ed economica anche traducendo gli scritti e le lettere di Ralph Nader l'avvocato e antropologo giuridico e sociale americano. Fa parte del meetup di Beppe Grillo di Empoli, di Firenze e di molti altri. Per approfondire visita il sito http://digilander.libero.it/amici.futuroieri

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