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  noglobalizzazione [ Forum di critica alla modernita' e a questo nocivo sviluppo ]
         


17 agosto 2014

Sintesi: Il Maestro - secondo atto - discorso sullo Stato Sovranità limitata

Franco: Poni a me il problema dello Stato come ente collettivo condizionato dai poteri finanziari e corporativi.  Vero. Ma si tratta di forze che cercano di forzare la natura umana e la natura in senso stretta, al contrario uno Stato bene ordinato deve considerare la misura e il buonsenso. Uno Stato deve limitare l’azione economica che distrugge la sua società civile e la vita quotidiana dei suoi appartenenti, uno Stato deve controllare la moneta che entra ed esce sul suo territorio per evitare che poteri forestieri o domestici usino i capitali in entrata o in uscita per condizionare il potere politico. Ad esempio:” uno Stato nel quale dei privati forestieri e domestici fanno uscire grandi quantità di denaro e limitano i denari che vengono investiti sul territorio è di fatto sottoposto a una violenza di tipo economico.     Questi esportatori di capitali prendono i profitti fatti nello Stato A grazie alle proprietà di aziende o a investimenti finanziari  e li collocano nello Stato B secondo il loro vantaggio, questo è reso possibile dal fatto che non si sentono legati né al territorio e meno che mai alla popolazione”. Questo processo di mercato può trasformarsi facilmente in arma politica. Quindi lo Stato nato fra Cinquecento e Seicento per opera di Re e Principi e perfezionatosi fra Settecento e Ottocento per mezzo di borghesie emergenti scisse fra rivoluzione e nazionalismi  oggi in questo nuovo secolo è messo sotto chiave dai grandi poteri finanziari. Ora dal momento che essi sono il mercato e il mercato, ossia il regno del denaro, è il paradiso sognato e bramato dalle grandi moltitudini elettorali va da sé che chiunque provi a cambiare qualcosa sia forzato a partire in primo luogo da se stesso. Lo so che suona strano e un po’ folle. Ma pensate per assurdo a un potere che istiga le masse alla ribellione  contro di lui e alla sua distruzione, la prima domanda è per quale luciferino calcolo compie ciò che è irragionevole. Infatti è assurdo e pazzo che un Potere cerchi volontariamente di spegnersi. Semmai cercherà di spegnere quelle parti perdenti e da rottamare che sono  interne al suo sistema. Il potere che chiama le masse ad esempio a spezzare la morale borghese e le vecchie tradizioni si è visto nel 1968 e dintorni. L’aggressione morale e verbale, tipica del periodo 1968-1977, al mondo dei padri e dei nonni  infamato come mondo vecchio e borghese era funzionale a creare la cultura del supermercato. Ma il motivo c’era: al Potere emergente serviva un umano che fosse un consumatore senza più le rigidità del passato e gli scrupoli dei suoi antenati passati in lui per così dire con il latte e con il sangue. Quindi il Potere ha favorito quelle forze che demolivano quelle parti della mentalità perbenista, e se si vuole borghese, che erano d’ostacolo al pieno dispiegamento della potenza del mercato, del denaro e del mondo dei consumi. Il supermercato e il centro commerciale hanno travolto la socialità che prima era delle case del popolo, dei circoli ricreativi, dei mercatini in piazza. Quindi quando si pensa all’oggi ricordiamoci che la politica per le grandi masse è l’apparenza del momento elettorale e del dibattito televisivo ma la vera sostanza è la realtà materiale e la realtà materiale è il mercato e quindi è il potere finanziario. Quindi il primo atto da fare in assenza di una socialità originaria che scaturisce da masse organizzate e consapevoli è l’acquisizione di coscienza del singolo, per usare uno slogan: dal condizionamento di milioni di singoli alla loro auto-liberazione.

Stefano Bocconi: Ricordiamoci che c’è da ordinare il secondo. Son discorsi bellissimi, ma cosa s’ordina.

Clara Agazzi: Qui fanno bene la bistecca, ma mi dicono alle il cinghiale con i fagioli. Comunque almeno un contorno vegetariano ci vuole.

Vincenzo Pisani: Ora faccio cenno al padrone. Ma aspettate. Io sarei per ordinare anche un piatto di pollo e patate oltre al resto, lo fanno bene ve lo garantisco.

Paolo Fantuzzi: Questo discorso nobile sul pollo, i fagioli, il cinghiale in umido. Facciamo di tutto un po’ e aggiungiamoci una bistecca ai ferri con l’insalata che qui è buona, ho l’occhio clinico e ho dato qualche rapida occhiata ai tavoli vicini. Comunque voglio replicare a Franco una banalità squallida. Si tratta di questo: l’essere umano vive in società e dalla società è condizionato e indirizzato. Le abitudini, la parentela, il posto di lavoro, i colleghi, le pochissime attività fuori dal lavoro travolgono l’uomo, lo trafiggono con mille banalità e consuetudini. Tu franco pretendi che un singolo salga sopra se stesso e prenda coscienza, si alzi da solo e da solo faccia che cosa? Chiedi titani nella mente e nello spirito e nel corpo e arriva gente stanca, malata, avvilita. Proprio perché i poteri sono enormi il singolo non riesce a metter fuori la testa dal pozzo dove è stato ficcato, il singolo è solo e questo non  va mai dimenticato.

Franco: Tu credi che i pochi che davvero preparano le guerre, le crisi finanziarie, le moltiplicazioni delle speculazioni, le crisi di borsa, le ricapitalizzazioni di Stati e multinazionali siano davvero così forti. Siano quasi dei semidei. Al contrario sono dei burocrati e delle persone con limitata conoscenza e sapere. Non il sapere specifico per carità. Nei loro settori fra loro ci sono certamente delle autorità mondiali. Ma quello che loro manca è la visione d’insieme, quella che un tempo si chiamava filosofia. Ovvero sono strutturalmente estranei a un pensiero che colga la totalità e abbia pretesa di esser vero. Vede il superburocrate e il suo staff la percentuale del profitto nei prossimi sei mesi, magari è un profitto che causerà una o due guerre per procura o qualche guerra civile in qualche paese disperato agli angoli del pianeta. Ma questo non toccalo staff e il suo leader che deve rispondere agli azionisti e al consiglio d’amministrazione della società per azioni. Quindi non vede mai il tutto ma solo la parte di sua competenza, vede il suo frammento, il suo piccolo tornaconto, la sua carriera. Pensa che altri siano competenti per i danni provocati. Ma non è così. Il nuovo potere è una falsa tecnocrazia perché i molti aspetti del suo manifestarsi non si sommano mai in un quadro di consapevolezza, di comprensione. Non è questo un sistema pensato come totale e in grado di alimentarsi e sostenersi nel tempo. Infatti il Potere di oggi è stranissimo perché tende a nascondersi dietro poteri politici deboli ,quando non di facciata, e non ha né il carisma e meno che mai la volontà di reclamare per sé quello che un tempo erano il trono,  e la corona.

Vincenzo Pisani: Io intanto chiamo il padrone per ordinare la carne. Comunque. Ricordati che il Potere come lo chiami te, con evidente richiamo a Pasolini, ha consenso. Milioni di umani qui  nel Belpaese pensano davvero di poter diventare ricchi e belli con un colpo di fortuna, con una magia, con un miracolo. Questo aspettare il miracolo tiene in vita molta più gente di quanto noi qui possiamo immaginare.




9 luglio 2008

A PROPOSITO DEL 1968

Cadde, e non mi pare ci siano state celebrazioni o atti di pentimento collettivo, quest’anno il trentennale del maggio del 1968. Un cupo silenzio e una sorda indifferenza hanno accompagnato la funerea ricorrenza, le occasioni di ricordo o celebrazione mi sono sembrate limitate e sparse.

Va da sé che chi scrive condivide l’affermazione pasoliniana secondo cui il 1968 ha aiutato il Potere a rigenerasi e a sbarazzarsi di quei valori e di quei simboli che erano un peso allo sviluppo di una società consumista e capitalista. Era necessario distruggere i vecchi valori e le vecchie morali per creare un mondo di supermercati, finanziarie, carte di credito, edonismo, consumismo, interessi privati, e primato del potere del denaro su tutto.quel che resta dell’umanità.

“Storia Illustrata” del febbraio del 1986 dedicava la sua copertina al contoverso 1968 e riportava le tesi sul 1968 di Pierpaolo Pasolini e in particolare la trascrizione di una sua intervista televisiva del 1973 nella quale fra le molte cose afferma:”…Praticamente il Sessantotto ha aiutato il nuovo Potere a dstruggere quei valori di cui il Potere voleva liberarsi”. Quale tipo di essere umano vuole questo Potere nuovo che sostituisce i vecchi poteri patriarcali, religiosi, patriottici per il poeta:”…al posto di questo tipo di uomo, il Potere vuole che l’uomo sia semplicemente un consumatore…”. .

Ho avuto bisogno di un personaggio defunto che suo malgrado è diventato una forte autorità, credo più mitizzata che letta, per mostrare l’evidenza della fine della grande mistificazione. Dal mio punto di vista il 68 non ha liberato niente e nessuno ha solo rinnovato le gerarchie del Potere quello con la P maiuscola così come lo scriveva e lo rapresentava Pasolini. Questo Potere dalla dubbia legittimità ha dato per un paio di decenni l’illusione, a pochi, del benessere e della crescita sociale; poi quando è finito il comunismo e non c’è stato più bisogno di una classe media che facesse argine al bolscevismo internazionale e al pericolo di rivoluzioni e rivolte popolari il Potere si è ripreso tutto quello che era stato forzato a concedere:” Stato Sociale, Progresso, benessere, tutele per le minoranze, rispetto per le fondamentali libertà dell’essere umano”. Il processo è stato lungo, un po’ come bollire una rana alzando la tempertura della pentola un poco per volta, ma alla fine molto di quello che il Potere aveva dato nel remoto passato in questo presente lo ha strappato dalle mani dei beneficiati di un tempo, e quel che non ha tolto va da tempo mettendo in conto di riprenderselo. Ora che il gioco si è rivelato per ciò che era tutti tacciono, stanno ben zitti gli illusi di un tempo, gli arricchiti che contano i soldi, i nuovi poteri quelli vincenti e quelli perdenti si chiudono nel silenzio o nella riservatezza. Se colà vi furono speranze esse oggi si raccolgono intorno a una dimensione cimiteriale, le illusioni del passato vanno lasciate agli spettri conta solo ciò che è vivo e che può essere qui e ora. Se c’è una lezione da trarre da tutto questo è che questo nuovo Potere non divide nulla con nessuno, o sei parte del suo meccanismo di dominio economico e finanziario e di fede assoluta nel culto del Dio-denaro oppure ti emargina, ti distrugge, ti calunnia, ti riduce al silenzio. In questi tempi difficili occorre saper ben distinguere da parte di coloro che sono buoni e propositivi le differenze fra un rinnovo delle gerarchie del Potere e un cambiamento spirituale e politico, fra la mancia che si dà ai miserabili perché cessino gli schiamazzi e il rispetto di diritti ritenuti fino all’altro ieri inalienabili. Questo Potere nuovo che emege lentamente dalle grandi miserie delle rivoluzioni industriali non è solo avido e omicida è anche ingannatore e falso, aggrapparsi alle illusioni di remoti tempi per sfuggire agli inganni presenti non è un buon affare. Purtoppo, ora come ora, deve essere il singolo a forzarsi di guardare dentro se stesso senza sconti e cercare in sé le ragioni della sua vita e del suo stare al mondo in modo da costruire la prima difesa contro questa tremenda aggressione di questo presente contro la vita la felicità e il futuro di miliardi di esseri umani.

IANA per FuturoIeri



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