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30 ottobre 2016

Una ricetta precaria N.21

Ricetta precaria

21. Venti, venti volte bischeri più uno che mette le corna a tutti quanti

La cronaca regala meravigliose previsioni di vati eccentrici e politologi scriventi e pagati in giornali servili verso i ricchissimi. Questi pochissimi e ricchissimi sono i burattinai del potere apparente, voi basiti leggete mentre il Belpaese affonda negli scandali e nella quotidiana corruzione e nei mille pericoli delle nuove guerre. Difficile dire perché moltitudini di esseri umani s'ostinano a rimanere vivi in un mondo sinceramente infrequentabile, forse per abitudine o forse perché non hanno né anima e meno che mai coscienza o peggio ancora autocoscienza. I molti ormai nel Belpaese e in tanta parte d'Europa sono consumatori inquadrati e misurati. Prima di ogni altra cosa sono conti correnti con due voci: incasso e spese. Le generalità e le abitudini dei molti sono numeri anonimi che girano sugli schermi di pianificatori di campagne pubblicitarie, professionisti del Marketing, esperti di comunicazioni, creativi del commercio e della politica, tecnici della comunicazione. Voi siete troppo pigri e disinformati per scelte. Quindi lasciate fare, la vostra logica è: se la terra trema basta che tremi due o tre metri più in là. Questo vale anche per le catastrofi di borsa, per la criminalità, per la violenza ordinaria, per le nuove guerre, per le malattie e le follie sociali. Basta che tutto accada giusto uno o due metri più in là del punto dove siete. Ma la verità è che ormai perfino mangiate per abitudine, figuriamoci il resto. Quindi ecco cosa è stato sperimentato per voi.

L'odore dell'autunno vi ha resi pigri e svogliati. Davanti alla necessità di farvi un pasto domenicale in eremitica solitudine e con la testa piena di oscuri presagi per via di Tassazioni&terremoti e dispiaceri privati avete preso una padella monumentale, confezione dozzinale in tetrapack di fagioli, due salsicce vecchie e poi? Volevate farvi anche un'insalata. Allora ecco la trovata. Prendete un pugno d'insalata mista in una delle tipiche tragiche buste del supermercato. Cercate di prendere una busta con roba tipo rucola, lollo, spinacio verde ecc… Prendete una robusta manciata di quella cose erbacee e difformi e fatele a pezzi a mani nude lanciatela con sdegno nel padellone dove avrete rovesciato senza ritegno fagioli e l'acqua del contenitore. Aggiungere la salsiccia, in numero variabile se ne avete più di una, tagliata a metà per far colare il grasso animale nell'intruglio. Cucinare sul fornello a fuoco lento finché il liquido conservante del tetrapack dei fagioli non avrà preso un vago colore verdastro e la carne non risulterà cotta, infilate a tradimento un mezzo bicchiere di vino bianco per stordire l'impasto e aspettate che sia evaporato l'alcool. A quel punto servite e mangiate con il pane. Se il risultato è ripugnante bevete per dimenticare, se vi riesce.

E avete risolto



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