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19 settembre 2016

Una ricetta precaria N.19

Ricetta precaria

19. Altro numero primo.

I fagioli che passione. Ho sempre dato per certo che il miglior accompagnamento di una padella di fagioli fosse la salsiccia. Questo mi ricorda una cosa della mia infanzia. Mi ricordo che ero molto piccolo e riconobbi l'odore di salsiccia e fagioli del pianterreno, e stavo al quarto piano. Così andai, da buon sfacciato, a disturbare l'inquilino del pianterreno. Il fatto che fosse mio nonno mi consentì di condividere la prelibatezza. Se devo indicare almeno un lato positivo della mia infanzia è stato la scoperta degli odori. Mi ricordo distintamente il profumo del rosmarino che mia nonna mi mandava a prendere in una specie d'orticello presso un giardinetto maltenuto. Il rosmarino era strategico per le operazioni culinarie con il pollo arrosto o per le patate al forno. Un odore di cucina che mi è gradito è quello del sugo per condire la pastasciutta, mi ricordo di aver imparato a riconoscere quell'odore caratteristico. Nel quartiere dove vivevo durante l'infanzia quest'odore si spargeva verso le 12, magari pochi minuti prima di dover rientrare. Mi ricordo di aver sentito anche il rumore delle stoviglie che usciva dalle finestre delle case. Credo che pochi odori comunichino un senso di vita domestica pari a quello del sugo al pomodoro per i comunissimi spaghetti. In certe giornate di primavera era davvero come il rintocco di una campana, segnava il tempo. Altro odore caratteristico era quello di fritto di patate o il comune odore di pollo arrosto, specie la domenica. L'odore del cibo non è mai una cosa neutrale, racconta molto dell'essere umano. Mi capita ancor oggi di sentire qualcuno di questi odori li associo spontaneamente alle abitudini della tipica famiglia italiana. L'umano non è solo ciò che mangia ma anche quel che annusa, di solito il ricordo degli odori che gli sono familiari è un tratto caratteristico della storia di una persona. Tornando ai fagioli mi ricordo che sono stati tante volte la sostanza di pasti fatti di corsa e in mezzo a tanti pensieri degli anni nei quali ero studente universitario, anni difficili. Per prima cosa fare una ricognizione e vedere cosa c'è. Se ci sono fagioli, sugo di pomodoro, sale, pepe e magari anche un cucchiaio d'olio e una salsiccia si può provare a far qualcosa. Prendete una padella tipica. Rovesciate nella padella sugo e olio, possibilmente d'oliva, un pizzico di sale e il pepe. Fuoco basso e aspettate che si manifesti il riscaldamento del composto a quel punto è il momento. La salsiccia apritela a metà o fate dei buchi in modo da far sciogliere un poco il grasso nel sugo e ovviamente mettetela nella padella dove il sugo è già bello caldo. Per chi piace ci sta bene anche un po' d'aglio o altro elemento che serve a dare un odore forte. Questo dipende dai gusti. Quando avrete impressione che la carne è cotta e gli odori si sono amalgamati rovesciate il tutto su piatto. Accompagnate il pasto con del pane o della schiacciata perché è nella natura della cosa, in fondo è un tegame che serve a riempire lo stonaco e a gratificare il naso. Se vi riesce pensate intensamente a un momento del vostro lontano passato o a qualcosa di familiare, con due bei bicchieri di rosso la cosa sarà più facile e avrete unito a un pasto casereccio ricordi lontani. E anche così avrete risolto.





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