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  noglobalizzazione [ Forum di critica alla modernita' e a questo nocivo sviluppo ]
         


29 luglio 2015

Sintesi: Il Maestro - terzo atto - Dove parla il tempo dell'immediato presente

Clara Agazzi: Su facciamolo concentrare.

Gaetano Linneo: Questa è davvero difficile, raccontare in prima persona questo tempo. Ma so che ci riuscirà.

Franco:  Io sono questo tempo, il tempo dell’immediato presente dove tutto è qui e ora. Questo è il tempo di quattro tenebre giganti che si son fatte mare. Questo mare oscuro si è sollevato e le sue onde si fracassano minacciose. La prima grande tenebra è l’ignoranza coltivata dai pochi ai danni dei molti. I pochi nel mio ventre nero coltivano il potere per il potere, maghi confusionari e padroni di conoscenze parziali hanno però il potere di esercitare un dominio sulle grandi masse d’ignoranti tenuti apposta in condizione di minorità e di soggezione. Nascondono sotto mille e mille parole e centomila intrighi ripetute in modo ossessivo la loro mancanza  di un progetto, di un vero disegno che non sia la presa del potere  e l’esercizio ora di un dominio ora di una egemonia. Io immediato presente con questa tenebra allontano l’uomo da sentimenti sani  e giusti e l’avvio verso la pazzia del potere illegittimo.  La seconda grande tenebra è la paura del futuro. Una paura senza nome e senza volto che schiaccia, atterrisce, dissolve speranze e volge gli umani al male, alla rabbia   e alla violenza. Pulsione che se non trova sfogo verso l’esterno inizia a farsi strada verso l’interno provocando malattia e disturbi della personalità. Io immediato presente con questa paura allontano l’umano dal suo fine, dalla ricerca di un fine ultimo, della pace interiore ed esteriore  o se si vuole di Dio. La terza  tenebra è l’apparenza e la mistificazione di ciò che è reale. Con la ricchezza, la bellezza artificiale o artefatta, l’intossicazione o l’esaltazione maschero Io immediato presente la mancanza di fini ultimi e l’impossibilità d’accettare il proprio limite  e la propria condizione mortale. Così l’umano tenderà a girare a vuoto su se stesso e a ingannarsi perdendosi in illusioni e piaceri. La quarta tenebra è l’invidia per il potere, la ricchezza, la forza altrui. Invidia che diventa malattia, patologia, pazzia, morbo contagioso. Io immediato presente uso questa tenebra per dividere e spezzare gli esseri umani, per alimentare le passioni più funeste e gli amari risentimenti. Infine Mi è compagno un vento di tempesta che scaglia con incredibile potenza questo mare di quattro tenebre e con onde enormi lo fa scendere sulla nera terra, al punto che non si può più distinguere né la terra, né il cielo. Io immediato presente con questo vento divento un mare oscuro senza limiti che non trova più il confine né in lato nel cielo, né in basso nella terra. Eppure nonostante la mia potenza Io immediato presente così come sono prima non ero. Sono il frutto marcio di contingenze e fatti storici epocali. Io sono la strada che si è aperta in questo tempo.   Quanto si è realizzato in termini di umanità rabbiosa, malata, ambiziosa e dissoluta è qualcosa del qui e ora. Il restringimento delle speranze di redenzione e di progresso che maturano con  la presenza del futuro e la fede nelle tradizioni e nei valori che dà il passato sono le condizioni per le quali si è manifestato il mio potere. Io sono la prima e unica condizione che fa prosperare le minoranze al potere sottomette masse enormi di umani. Io sono un tempo sospeso, Io sono lo sforzo di congelare il divenire della società umana mentre i meccanismi biologici, naturali e  astrali fanno il proprio corso. Sono un enorme esperimento d’ingegneria sociale fondato sull’illusione e sull’autoinganno dei pochi al potere che nel privilegio intendono restare per sempre, sono la grande stregoneria che pretende di lasciar immobile ciò che per legge fisica e cosmica è previsto che si trasformi. Io sono una strada che si è aperta e che è stata percorsa, ma così come si è aperta si chiuderà su se stessa fino a sparire.

Stefano Bocconi: Valeva proprio la pena di sentire tutto questo, un poeta-profeta

Paolo Fantuzzi: Questo argomento del tempo è tutto, perchè spiega un pò tutto. Siamo schiacciati un po’ tutti quanti  davvero in un tempo innaturale e artificiale. Il presente quando schiaccia tutto su se stesso è la rappresentazione di un sistema sociale umano corrotto e in preda a pulsioni negative. Viene meno il sapere umanistico, le ragioni ultime della convivenza, il senso stesso della vita e del destino del singolo. La vita diventa una serie di periodi della vita slegati fra loro consumati alla ricerca di beni materiali o di piccole glorie  o piaceri che il venti spazzerà via perché non lasceranno traccia. Molti dei beni acquisiti o saranno ereditati, o finiranno dispersi o in discariche e inceneritori, e della gloria effimera nessuno fra quelli che saranno in  un  giorno lontano conserverà memoria.

Vincenzo Pisani: Ottimo discorso e giusta osservazione. Ora chi si fa avanti?

Stefano Bocconi: Parlerò io, e parlerò di qualcosa che riguarda la religione.

Vincenzo Pisani: Non ti facevo credente in qualsivoglia Dio. Ecco una novità. Palerari del Dio-denaro?

Stefano Bocconi: Non intendo far la predica, voglio dire cosa ho capito del sacro e del suo divenire nel tempo e nello spazio delle varie comunità umane.

 

 

 

 

 

 

 

 



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