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  noglobalizzazione [ Forum di critica alla modernita' e a questo nocivo sviluppo ]
         


14 novembre 2012

Diario Precario dal 28/10/2012 al 7/11

Precario

 

Data. Dal 28/10 al 29/10

 

Note.

Inserita domanda per il concorso indetto dal ministro. Ho avuto dubbi e ripensamenti fino alla fine.

Poi ho inserito di notte la domanda nel sistema.

Ho superato una sorta di difficoltà mia ad accettare la cosa.

Inviato lavoro per corso perfezionamento dell’università.

Il lavoro dà da pensare. Fatta la programmazione annuale.

In corso la sistemazione della stanza dopo i lavori di spostamento dei mobili.

 

 

Considerazioni.

Sono in lutto ma non riesco a fermarmi e a riflettere. Dovrei farlo. Invece vado avanti, dove non so.

Vivo dentro una situazione complessiva del Belpaese che anche i politici moderati e tranquilli non esitano a definire drammatica.

Ho sistemato la stanza e fra una cosa e l’altra ho ritrovato di tutto e di più. La mia sensazione è di aver attraversato anni oggi lontani per mentalità, pensiero, costumi. Alla fine anche la realtà di soli dieci anni fa è incommensurabilmente diversa da quella di oggi. Basta pensare solo al commercio elettronico e ai social Network, in italiano reti sociali, e alla loro forza trasformativa delle abitudini sociali e di relazione. Questa velocità di trasformazione rende ancora più aspra la sensazione del passaggio del tempo e della dissoluzione delle cose che erano prima.

 

 

 

Precario

 

Data. Dal 30/10 al 4/11

 

Note.

Ponte fissato dal calendario scolastico.

Continua la mobilitazione del corpo docente contro le iniziative del governo.

Visita alla Fiera di Lucca e al Festival del’Oriente di Carrara approfittando della chiusura della scuola.

Periodo di riflessioni e di osservazione intorno a questo presente.

 

Considerazioni

Devo fare una notazione: le arti marziali presentano una dimensione immediata nel rapporto fra allievo e insegnante. I risultati sono evidenti. La tecnica è efficace o non è efficace, i risultati agonistici o individuali rivelano la preparazione, l’impegno, la volontà. In effetti al festival di Carrara ho visto dei kata e delle esibizioni che mi hanno presentato questa evidenza: “una tecnica delle arti marziali si vede, se ne può, entro certi limiti, misurare la forza o l’efficacia”. Questo modo diretto e spesso spettacolare di rappresentare ciò che si è imparato dai maestri non è di solito ciò che avviene a scuola e in particolare nei licei. Occorrono verifiche, interrogazioni, esercitazioni, e questo non sempre basta per capire cosa ha davvero imparato l’allievo. Eppure anche le arti marziali devono essere insegnate, esigono ripetizione, ascolto, dedizione, talvolta perfino talento. Credo sia il rapporto con la propria forza fisica e mentale e con il proprio corpo che le rende così immediate, così dirette e verificabili in certi contesti precisi. Rileggendo molte esperienze che ho avuto come insegnante trovo spesso, per via della precarietà del mio lavoro, la mancanza della verifica del mio lavoro. In particolare le mie materie ossia storia e filosofia richiedono tempo per portare dei benefici in termini culturali e di conoscenza. Cambiare istituto anno dopo anno, salvo un caso o due, non mi porta a capire se ho davvero colto nel segno, se sono riuscito a dare quel tanto di cultura umanistica e storica che dovrei poter trasmettere. Ecco. Nel mio caso manca la dimensione immediata delle arti marziali. Devo presumere, quindi mediare la realtà con supposizioni e congetture, di aver svolto le cose nel migliore dei modi possibili a partire dalle condizioni date il mio lavoro l’anno precedente. Paradossalmente proprio la continuità potrebbe smentirmi, costringermi a ripensare quanto fatto finora. Oggi come oggi ho una condizione di continuità con una sola classe. Sento però la distanza fra la misura immediata che l’adolescente dà all’esercizio marziale e ciò che ho avvertito in molti allievi dell’ultimo anno di liceo, la fisicità dà un senso a ciò che si fa mentre la dimensione intellettuale e culturale presume interesse, volontà di apprendere, apertura mentale a nuove conoscenze. Lo studio di Socrate o di Hegel o di Freud, tanto per fare degli esempi dozzinali, non si porta dietro lo sforzo fisico ma quello mentale; la percezione dell’acquisire un sapere nuovo in storia o filosofia o altra materia affine è qualitativamente diverso dalla percezione dell’atto dell’agire del proprio corpo. La conoscenza del proprio corpo appare istantanea, spontanea. Conoscere le proprie profondità culturali, il proprio sapere, la capacità di mettere assieme una propria immagine della realtà e del proprio tempo, per non parlare di quello antico o pre-industriale, esige un percorso individuale di studio e di appropriazione di un sapere proprio e di conseguenza esperienze, anche negative. Quindi la prima immagine è che la dimensione estetica e fisica della marzialità sia di facile intuizione e di svelatrice delle potenzialità proprie, ma in un secondo esame si osserva come il sapere marziale, e non solo quello etichettato come orientale, imponga un percorso individuale di acquisizione del nuovo e di una cultura sportiva o tradizionale che è dietro i gesti, i saluti, le tecniche.

 

 

Precario

 

Data. 5/11

 

Note.

Giorno di scuola. Fatica intellettuale.

Senso di malessere.

 

Considerazioni

Che sia invecchiato?

 

Precario

 

Data. Dal 6/10 al 7/11

 

Note.

Continua la mobilitazione del corpo docente contro le iniziative del governo.

La cronaca politica italiana di questi giorni mi dà un senso di angoscia e di nausea

Lavoro ordinario a scuola. Prime esercitazioni scritte nelle mie materie.

 

Considerazioni

Cosa è oggi il docente?

Chi sa cosa è oggi il docente?



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