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17 ottobre 2012

Diario Precario dal 13/10 al 15/10

Precario

Data. 13 e 14/10/2012

 

Note.

Dopo lo sciopero ho fatto riflessioni personali. Sto mettendo via in cantina e buttando via oggetti, fogli e  riviste. Mi sono passati davanti trenta lunghi anni di vita dall’infanzia a questa maturità acerba. Piccoli problemi domestici resi amari dalle questioni personali.

Fatto alla segreteria una telefonata per questioni di contratto.

Domenica ho partecipato all’ assemblea del movimento dei precari. Il linguaggio politico e sindacale di alcuni degli intervenuti non mi era gradito. Capisco che davanti alle grandi questioni politiche e alle vertenze  ognuno porta la sua personalità e la sua cultura politica. Non ho perso la mia capacità di parlare in pubblico. Unico segno buono della giornata di domenica.

Considerazioni.

Mi sono reso conto nel mettere via, nel  buttare che l’identità personale oggi passa per gli oggetti, per le cose. Nel mondo materiale l’individuo lascia tracce di sé materiali di cui parlano la burocrazia, opuscoli, carte, gli oggetti e le cose possedute e anche  le cose scartate. Sei stato ciò che hai posseduto, sei stato ciò che hanno certificato di te, sei stato ciò che i tuoi oggetti, abiti, attestati, registrazioni, accessori dicono di te. C’è poco da fare tutto porta a questa conclusione la materialità del passaggio in vita del singolo è integralmente materiale, concreta, fisica e finisce spesso nella pattumiera o in cantina.

Il linguaggio di alcuni intervenuti nell’assemblea dei precari alla SMS di Rifredi mi è dispiaciuto perché vi ho trovato dei residui ideologici indicativamente orientati a sinistra. Forse è un mio difetto ma per vedere il mito politico e l’idea del futuro devo vedere la concretezza degli atti materiali. E quel che tocco, osservo, considero oggi mi urla che il Novecento è finito e che questo è un secolo nuovo che si sta liberando del tutto dei miti del precedente secolo.  In un mondo umano segnato dalla decadenza della società dei consumi e dall’emergere di nuove potenze globali le minoranze al potere delineano orizzonti ideologici e anche di dominio dell’uomo sull’uomo di nuovo tipo. Il controllo oggi è la fantascienza dei modelli di dominio e controllo della prima metà del Novecento, un esempio della moltiplicazione della potenza di dominio e controllo sulle masse e sui singoli lo ricavo da questo paragone: le schede forate dell’IBM degli anni quaranta del Novecento stanno a internet come la clava sta alla pistola.  Tanta parte degli italiani  davanti alla globalizzazione e al pensiero neo-liberale, e alla nascita dei nuovi imperi globali e problemi globali si presentano con culture politiche di diverso orientamento pesantemente condizionate dai  residui di un passato novecentesco. Questo passato del Novecento serve a delimitare i punti di partenza di questo presente, ma solo la partenza e non gli anni presenti, che vanno altrove.

 

Ricordare

Nella storia e nello correre dei secoli può sembrare che molte cose siano uguali invece cambia almeno il colore dei calzini dei soldati.

 

Precario

Data. 15/10/2012

 

Note.

Giornata di lavoro, sento il peso degli anni passati.

Molto dell’entusiasmo per la vita e per il lavoro dei primi anni è dissolto. La mia camera è oggi diversa. Mi è divenuto chiaro nelle operazioni di pulizia e trasformazione che questa vita è una serie di passaggi, di percorsi, di cose andate e venute, di storie e di persone. Tutto cambia e cambiando si dissolve. Questo è oggettivo. La mia mente in queste settimane è andata più volte ai luoghi dell’infanzia e della pre-adolescenza, con questo esercizio di memoria la trasformazione della mia realtà mi è sembrata ancora più certa. Ciò che era è stato, ma oggi non è più. In fondo far l’insegnante è un mestiere, è un lavoro di tipo impiegatizio con una propria natura e con conseguenze sociali del tutto particolari e non riconducibili ad altre attività impiegatizie. Ma come lavoro è una cosa di contratti, di password, di Istanze On Line, di firme su fogli, di orari, verbali, di relazioni con colleghi, dirigenti, famiglie e allievi. Un mestiere dove è quotidiana la burocrazia piccole e grandi dosi.

Considerazioni.

Questa combinazione della burocrazia e della riflessione sulle mie vicende mi porta alla seguente osservazione: di solito il professore alle prese con verbali e registri non compare in film o telefilm o cartoni animati. Che sia un tema deprimente secondo  gli sceneggiatori?



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