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7 luglio 2011

Le Tavole delle colpe di Madduwatta - La Recita a Soggetto: dialogo sul precariato

Le Tavole delle colpe di Madduwatta

La recita a soggetto

Anno 2010 estate, nel villino di periferia di Vincenzo Jole si presentano di notte lo zio Francesco e lo Zio Marco Jole preoccupati da uno strano annuncio.  I due dopo anni si parlano di persona.

Marco: Certo, antropofagi. Ma dimmi caro fratello che cerchi facili scuse e ripari nascondendoti dietro la malvagità umana: non è forse vero che al cannibale piace esser tale? Certo che è vero, è così; e il nostro essere cannibali in una società competitiva è accettare di esser messi l’uno contro l’altro sapendo che in fondo ci piace vivere d’odio, di rabbia e di livore. L’essere umano è una massa informe di cattiveria e malvagità e si riproduce giusto per quel poco di animalità che rimane in lui, dove non l’amore dei romanzi e del cinema ma le pulsioni bestiali e ormonali garantiscono la continuità della vita. Ciò che è razionale spinge a fare analisi, a calcolare, a vedere il passivo e l’attivo a farsi computer e quindi a odiare la vita  che è breve e meschina.  Troppo grande è la brama umana per riempirla con successi, denari, segni esteriori del potere, gloria personale da conquistarsi rovinando altri perlopiù ignoti. La chimica e la bestialità più elementare è la vita della vita, il meglio che è in noi ci spinge alla conquista del potere e dell’affermazione di se stessi a scapito di tutto il mondo, perfino dell’universo se necessario.

Ingegnere: Incredibile, sembra di sentire Leopardi o  Schopenhauer  il filosofo tedesco studioso dell’India antica e delle sue religioni e gran pessimista. Certo è vero è una questione di misure l’infinito che è nell’uomo e nel suo genio si schianta sui suoi limiti, il microcosmo umano sembra ripetere la tragedia di questo capitalismo che è davanti ai suoi limiti e non riesce a trovare le soluzioni, o forse è frenato nel catturare le soluzioni  da interessi egoistici e particolarissimi di alcuni singoli privati miliardari in euro. Comunque vedo gravi pericoli perché la disoccupazione è data in aumento per tutto questo 2010 in tutta la zona Euro. Si parla piano piano sui giornali di quella statistica che ragiona di oltre di 15 milioni di disoccupati a inizio 2010 in Europa, questo determina gravi tensioni sociali; inoltre lo vedo sul lavoro. Troppi contratti precari. L’anziano che va in pensione non viene sostituito o se deve esser sostituito il posto vacante è dato a un giovane con un contrato precario o con un contratto di lavoro peggiore del precedente per compenso e tipologia di obblighi verso l’azienda. Non so quali siano i conti delle varie casse pensionistiche ma mi chiedo come sia possibile che un numero ridotto di giovani malpagati  riesca a coprire le pensioni proprie e delle generazioni precedenti. Non saprei come formulare un modello nel quale costi crescenti di previdenza e assistenza sono assicurati da un gettito garantito da lavoratori precari in diminuzione per numero, qualità del lavoro e redditi. In realtà qui so di esser fra gente che ha già capito tutto del sistema e proprio le vostre parole così acide e risentite contro questo presente mi hanno chiarito i fatti e i pensieri che da tempo mi tormentavano la mente.

Francesco: Mi permetto di dire la mia. Siamo onesti visto che abbiamo tutti e tre lavorato in questi anni per dei padroni a un certo livello: il precariato di oggi serve a rovesciare sulla famiglia del lavoratore e dell’impiegato i rischi d’impresa. Se va male l’azienda riduce il personale semplicemente non rinnovando i contratti, se va bene ti riassume per una nuova stagione o per un anno o due. Dare fuori i rischi e salvare i bilanci per il lucro degli azionisti e per i premi e i bonus dei manager. Poi cosa importa agli azionisti che vivono a Dubai o a Londra o a Pechino se le famiglie si sfasciano, se la natalità nel Belpaese crolla, se la delinquenza ci ruba le periferie e le mafie le aziende, se l’emigrazione sta trasformando l’Italia in una periferia di non si sa quale sponda africana o asiatica. Nulla! Loro scaricano il problema sui deboli, sui popoli deboli e fanno il lucro e tutto il sistema è d’accordo, e io per due o tre lire gli vado dietro come uno storpio che cerca il suo profeta nel deserto per esser curato dal male fisico e spirituale con un miracolo.

Marco: Certo. Prima o poi riusciremo a segare il ramo dell’albero sul quale siamo appoggiati e a cader di sotto fracassandoci. Spero di crepare prima o di scappare molto lontano da qui. Non voglio essere legato a questo paese pulcioso di pezzenti, di finti professori, imprenditori truffaldini, banchieri bancarottieri, politici laidi e immondi, popolazione fecciosa e plebea piena di rancori e odio sociale. Io ero in fuga da anni e oggi il caso mi riporta qui sui miei passi, a rivedere una storia non più mia e che neanche voglio tenere. Pensavo di congedarmi a modo mio da questa famiglia, da questa casa, da tutto. Ecco questa è la verità. Mi spiace di dover vuotare il sacco davanti a un forestiero ma è così e si è talmente ragionato che non posso più tacere. Non mi piace l’inizio della mia storia perché so che esiste un legame fra il mio passato e questo presente che non voglio. Dicono che è il libero mercato, il liberalismo, i diritti liberali. Ma da dove viene questa roba. Nel Vangelo di sicuro non c’è !

Ingegnere: Dalla civiltà industriale e dal Regno d’Inghilterra, qualcuno pensa che ci sia una data il 1688, altri dicono che va spostata verso la metà del Settecento, ma la data esatta  non serve. Tutto questo nasce con la presa del potere della borghesia in Europa e poi nel mondo. Una classe sociale non aristocratica, non voluta da Dio ma creatrice della civiltà industriale. Ma oggi della borghesia settecentesca e ottocentesca è rimasto solo qualche reliquia, qualche ricordo da museo. Il mondo nuovo ha una geografia del potere che ha come valore la potenza finanziaria, il controllo militare e poliziesco delle risorse e ovviamente la volontà di schiacciare con la potenza tecnologica e di calcolo qualsiasi cosa esiste sul pianeta azzurro in modo da poterla sfruttare. Il vecchio mondo borghese era malvagio, corrotto, bellicista, colonialista e sfruttatore. Cercava però di tenere un decoro, di non farsi vedere complice della feccia e del delinquente, di non esagerare con le sue manifestazioni esteriori, di non dare scandalo. Tutto questo non esiste più, questa nuova classe di padroni internazionali è troppo diversa, è una tecnocrazia tendenzialmente criminale e criminogena, cerca il lusso, spesso l’eccesso, talvolta ama l’abuso di potere e usa con straordinaria indecenza i suoi rapporti politici per ottenere favori e per far distorcere le leggi per propria esclusiva soddisfazione. Non esita neppure davanti alla guerra.

Francesco: Ma chi paga qui da noi! Vecchi, donne e bambini, ecco questa gente e i suoi politici, i suoi esperti, i suoi specialisti a libro paga sono in guerra con chi non sa e non può difendersi. Ovviamente questo riguarda anche i nostri giovani alle prese con lavori precari, con famiglie non fatte, con questioni di lavoro, con la disoccupazione. Ma tutto ha una soluzione semplicissima: il denaro non è tutto: è l’assoluto. Esso è l’unico problema di uomini e donne qui e ora nel nostro Belpaese. Io ho amato e cercato di amare le donne, che dolore, che tristezza ho provato negli ultimi quindici anni. Tutte le donne che ho incontrato cercavano i soldi, di spillar quattrini, di farsi offrir cene o piccoli oggetti. La mia passione è sempre stata resa dolorosa da questo denaro  che è tutto, perché non ne avevo abbastanza. Quanta bile ho dovuto bermi al pensiero che gente oscena e laida solo con i soldi prendeva fra le mani certi fior di donne. Mondo dannato e iniquo.

Marco: Colpa tua, sei passato dall’amore romantico e cretino tipico dell’adolescente scemo al risveglio nel regno della civiltà delle macchine, della finanza globale e dei computer. Ciao. Ben arrivato! Che deve fare oggi una donna bella e ben fatta? Contare i soldi che non ha il suo amante?

Ingegnere: Signori, vi prego state esagerando. Comunque è vero. Oggi il denaro è l’assoluto.

Francesco: Che pazzia! In un mondo umano che sta incontrando di nuovo la sua miseria che credeva di aver rimosso o distrutto le nostre donne ei nostri politici credono al Dio-Denaro. Un Dio ingannatore e malevolo oggi garantito da Buoni del Debito Pubblico ed emesso da banche centrali piene di buchi di bilancio al punto che i banchieri hanno costretto gli Stati Nazionali a salvarle.



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