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6 giugno 2011

Il Fascista Immaginario: la notte è finita



Le Tavole delle colpe di Madduwatta

Il Fascista Immaginario

Breve scritto teatrale sulla disgregazione del vecchio mondo umano al tempo del ministro della pubblica istruzione Letizia Moratti e dell’ennesimo governo Berlusconi; è l’ estate del 2003.

-          Sergio: Maestri, vittime, rivoluzione, reazione, guerra, accidenti. Quante ne abbiamo dette. La notte è entrata nella sua fase finale, in cortile son andati via tutti. Siam rimasti solo io e te. Occorre chiudere il nostro incontro. Il confronto è durato molto ed è stato interessante, ma ora occorre chiudere l’affare.

Lazzaro: Giusto! Ecco la mia proposta, la soluzione del tuo problema la metto qui nel libro di Rifkin. Tu al momento della consegna mi sussurri il nome nell’orecchio. Contemporaneamente. Un sussurro per un libro. Ci stai? E’ semplice in fondo tu ti avvicini all’orecchio e io allungo il testo con la soluzione.

Lazzaro mette qualcosa nel libro. Lo chiude  e lo serra fra le mani, con il capo si allunga verso Sergio aspetta che si avvicini. Sergio si avvicina lentamente, quasi con fare disgustato. Poi scatta si avvicina all’orecchio sussurra, il libro passa di mano. Sergio emette un sospiro, si passa le mani fra i capelli, si concentra come se dovesse risolvere una grave questione. Poi riprende una postura normale.

-          Sergio: Cosa vuol dire questo?

Lazzaro: E’ un invito per due, perché ci andremo assieme; la donna che cerchi sarà là e presentandoti come uno che a pagamento ha fatto l’attacchino per noi durante l’ultima campagna elettorale sarà per te possibile avvicinare la persona che cerchi. In fondo a pagamento fai con il tuo furgoncino attività di attacchinaggio in occasione di referendum, elezioni e così via giusto?E sui soldi non ci sputi sopra, verdi, rossi, neri, bianchi azzurri per te sono tutti uguali quando pagano. Quindi è credibile come fatto e utile perché potrei presentarti come uno a cui rivolgersi per piccoli servizi di questo tipo. Racconterò che la mia macchina ha avuto un guasto e con l’occasione tu mi hai dato un passaggio, oppure dirò che stavo a ragionare di un lavoro di attacchinaggio da farti fare, o chissà che cosa, lasciami fare che una scusa la trovo. Io fingo di non sapere che tu sei il fascista immaginario e tu fingi di essere propizio alle nostre ragioni, nessuno si accorgerà della differenza in fondo vedo che non porti tatuaggi fascistoidi o runici e quindi non sei identificabile a prima vista dal punto di vista politico. Poi hanno forse colore politico i soldi che stampa la Banca Centrale Europea? In fondo se dei banchieri e dei finanzieri privatamente si sono inventati l’euro e sono diventati i custodi della sovranità monetaria delle democrazie  e la garantiscono non si sa bene con cosa allora io posso pensare che il tuo lavoro di affissione abusiva per conto di chiunque paghi sia neutrale. Solo una piccola attività che fa comodo a chi non vuol sporcarsi le mani. In un mondo ormai anormale dove una minoranza di esseri umani accecati dall’ambizione conduce un gregge di popoli ottusi e abbrutiti dalla pubblicità e dalle illusioni del denaro cosa sarà mai il nostro piccolo affare. Solo l’evidenza di due tipi che conoscono il mondo e ne hanno assaporato la pazzia, l’eccesso  e la malvagità e capiscono che devono trovare un reciproco e positivo accordo. Come abbiamo appena fatto. Con reciproca soddisfazione mi pare.

-          Sergio: La tua fama non è usurpata, mi costa molto pagarti il prezzo ma capisco che ne vale la pena. Ma come mai un tipo come te va dietro a certi balordi che sognano insurrezioni e scioperi rivoluzionari, pacifismi assurdi  e redenzioni del mondo?

-          Lazzaro: Il nemico del mio nemico è mio amico, almeno finchè il nemico esiste o è pericoloso. Quindi non posso far finta di non vedere che molti sono contro i miei nemici sociali, politici, antropologici, magari non sono per loro; ma non è il caso di essere contro o finirei isolato a far opera pia di testimonianza. Così devo tollerare eccentrici, pseudo-rivoluzionari, figli di notabili che cercano il brivido della rivoluzione la domenica mattina e altra gente simile. Poi ci sono i miei interessi, e quelli come me, quelli che fanno al mia lotta e con i quali sto e che mi tengo ben stretto. Ora la notte è quasi finita e i primi chiarori annunciano l’alba, e prima che il sole sorga dobbiamo esser fuori di qui. Ormai siamo soli in questo palazzo vuoto. Credimi è proprio tempo di andar via e di dividere le nostre strade e hai la mia parola che saprò esser discreto e il nostro accordo sarà un segreto fra noi.

-          Sergio: La tua parola non è necessaria, del resto se riveli la cosa mi rovini ma su di te cadrà il sospetto e la rabbia  di quanti ti hanno prestato fede finora. Così va questa cosa. Usciamo.

-          Il Fascista immaginario incontrò la donna che cercava. Il nome sussurrato all’orecchio determinò la conferma del rettore della facoltà spiazzando i suoi rivali orientati a sinistra e dando a Lazzaro un buon margine di manovra politica. Nell’ultima parte della notte la coppia si divise e separatamente uscirono dal palazzo dell’Università, concluso l’accordo le loro strade non s’incrociarono più.




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