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24 marzo 2011

Il Fascista Immaginario: potere e illusione

libia


Le Tavole delle colpe di Madduwatta

Il Fascista Immaginario

Breve scritto teatrale sulla disgregazione del vecchio mondo umano al tempo del ministro della pubblica istruzione Letizia Moratti e dell’ennesimo governo Berlusconi; è l’ estate del 2003.

-          Il materiale di scena viene descritto e si scopre la sua funzione, e perché alcuni ricchi chiedono la messa in scena di Sergio.

-          Sergio: Le guerre per il petrolio, le Petrol War. Ne sentiremo parlare. Hitler perse la guerra a Stalingrado che era sulla strada degli oleodotti che dal Caucaso e dai territori dell’Asia centrale portavano al cuore dei centri industriali sovietici.  Non lo sai? Il petrolio era fondamentale anche per il Duce e per Rommel. Senza la benzina per aerei e carri armati l’esercito motorizzato del feldmaresciallo era una balena arenata sulla spiaggia. E capisco perché. Chi controlla il petrolio controlla una risorsa strategica globale, condiziona i prezzi di tutte le materie prime e impone la sua volontà agli altri. Viaggi, trasporti, concime, industria chimica, automobilistica, cantieri navali ed edili: tutto si ferma senza il petrolio che è plastica e benzina. Hitler nel momento della disfatta aveva i depositi di carburante vuoti e le caserme con ancora dentro i veicoli e i carri armati e gli aerei bloccati per mancanza di carburanti. Le raffinerie di petrolio sintetico erano un obiettivo strategico dei bombardieri americani e inglesi. Il petrolio è guerra, è potere, è dominio, è economia, è pura forza militare, industria chimica e potenza agro-alimentare.

-          Lazzaro:  Come mai una schiera grande di retori e opinionisti di destra racconta una favola diversa? Narra di masse arabe e asiatiche che vogliono la libertà, il parcheggio libero e il grande supermercato, e il rotolo di dollari in tasca e le riviste pornografiche in edicola?

-          Sergio: Non confondermi con quelli là, grazie. Io non ti associo a quelli che hanno fatto in gioventù gli incendiari e la sinistra arrabbiata e il casino in piazza e da vecchi si godono l’assessorato, la poltrona nel consiglio d’amministrazione della municipalizzata, il posto da onorevole e da commendatore, amano gli USA, lodano i berretti verdi e i SAS inglesi che proteggono i loro padroni delle multinazionali e delle grandi banche d’affari internazionali dalle masse di umani del secondo e del terzo mondo immiserite e sfruttate e razziate anche nei beni primari. Quindi sei pregato di non fare la stessa cosa. Gli affari si concludono tra pari, giusto? Quindi io non ti confondo con i vecchi arricchiti che furono di sinistra in gioventù e tu non mi confondere con chi a destra fa mestiere, e privatissimo lucro, della politica. A destra. Qui in Italia Per mia disgrazia.

-          Lazzaro: Scusa, d’accordo. Ma allora ascolta. Dimmi cosa vuol dire questa massa un po’ rivoltante di cose e oggetti per te. Così capisco la tua distanza da chi fa della politica puro lucro. E potrei capire perché gente con i soldi paga per sentire le tue orazioni e magari ha investito in azioni di multinazionali USA o ha in frigo due o tre bottiglie di Coca-Cola e nell’armadietto il bourbon statunitense di pregio, e in tasca il biglietto per la gita di piacere a Londra.

-          Sergio: Ti descrivo l’allestimento così capisci il mio linguaggio che è simbolico. Per prima cosa va onorata la memoria di quanti sono morti per la Patria senza tradire e senza scappare. Quindi la strumentazione evocativa è collocata sopra due o tre divise stracciate che fanno da panno. Il tavolo può essere da campo o anche una scrivania, nel caso sia poco consono occorre la bandiera di Salò a coprire. Così abbiamo evocato il sangue e l’onore. Poi occorre lui. Meglio se è un busto che lo raffigura così la sua immagine appare simile a quella dei consoli Romani o dei Cesari. L’evocazione della figura è più forte se al posto dl ritratto c’è la scultura, nella penombra sembra un monito che arriva dall’antichità. Poi ci vuole la storia e qui ho delle foto fatte fare in tipografia con la scusa di qualche esame di storia: città distrutte, parate, carri armati, aerei, edifici monumentali a seconda del discorso e dei casi le dispongo secondo un ordine che mi sono inventato. Di solito a gruppi di quattro, di sette o di tre.

-          Lazzaro: Scusa, come hai detto: esame? Ti sei spacciato per universitario, che faccia di bronzo!

-          Sergio: Certo, basta far girare i soldi e tutti credono a tutto. Comunque il centro deve essere dato dalle candele, esse in quanto luce rappresentano la sacralità e la luce si deve diffondere verso il basso e verso l’alto. C’è bisogno di ascendere al cielo nel tempo del consumismo straccione.

-          Sergio si mette a far dei gesti che indicano la luce che si diffonde verso l’alto e verso il basso.

-          Sergio: La luce che va verso l’alto seguendo la fiamma rappresenta lo spirito e il mondo immateriale, quella che si diffonde il tempo e il mondo concreto e quindi la storia con i suoi dolori e i suoi traumi. Con questo la coreografia è quasi completa, manca l’odore della candela per suggestionare l’olfatto che può essere integrato da qualche goccia di olio essenziale e infine i suoni, i discorsi, gli inni del tempo che danno all’udito il senso del tempo e della civiltà. Così i miei uditori sono portati nel mio mondo attraverso i simboli che esprimono dominio e potenza. Così piace loro.

-          Lazzaro: Efficace forma di persuasione ideologica, ma nel concreto mi pare una tragica illusione e non per il fascismo. Qui nel Belpaese non c’è nessuna potenza e nessun dominio; anzi finiremo di sicuro nel pantano iracheno e non sapremo mai fino in fondo perché e per chi. Me lo sento.



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