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5 ottobre 2010

Il Fascista Immaginario

Le Tavole delle colpe di Madduwatta

Periferia e Ponte Rosso

Periferia e Ponte Rosso


Il Fascista Immaginario

-    Breve scritto teatrale sulla disgregazione del vecchio mondo umano al tempo del ministro della pubblica istruzione Letizia Moratti e dell’ennesimo governo Berlusconi; è l’ estate del 2003. ..

Lazzaro: Mi sono sempre chiesto cosa può pensare uno come te di quel che provo a far io con i compagni con le manifestazioni, le occupazioni, gli scioperi, le contestazioni. Probabilmente vedete in noi dei terroristi o dei delinquenti comuni…

Sergio: Il termine esatto potrebbe essere degli illusi pericolosi. I poteri veri sono poteri finanziari, multinazionali, alieni alla vita dei comuni esseri umani, estranei assolutamente alla civiltà europea e italiana. Quel che fate divide e dà fiato a ideologie morte e pericolose

Lazzaro tira giù tutto il vino, sogghigna e poi lentamente mette le mani in tasca e si avvicina alla cattedra.

Sergio: Non c’è da ridere, a voi manca la fede nella Patria e nella civiltà, c’è da dire che alcuni dei nostri nemici sono comuni: apolidi, stranieri, miliardari. Sono loro che vogliono creare una apostasia della civiltà creando una società ad uso e consumo dei finanzieri, dei banchieri stranieri, con una sola moneta e un solo governo: per questo innalzano docenti scellerati e cattivi maestri alla dignità della cattedra. Vogliono distruggerci spiritualmente e moralmente e il vostro tentativo di cercare cause materiali o finanziarie è pura pazzia.

Lazzaro: Sei matto, ma come puoi parlare di fede, nella civiltà poi…

Sergio: Quando un miliardario apolide con i suoi tirapiedi s’incontra  e decide di fra pochi intimi il valore dell’euro  e impoverisce la nostra gente e crea milioni di disoccupati e apre il mercato alle merci cinesi ed asiatiche e spezza il commercio e l’industria nazionale non lo fa per guadagno, per i principi liberali, per la mano invisibile del mercato di cui si legge sui giornali sbagliati. Non serve trovare ragioni più profonde del necessario, non serve fare i filosofi per capire.

Lazzaro: Parli come uno che cerca di applicare il rasoio dei filosofi della tarda scolastica alla realtà, tutto va ridotto, ciò che non è necessario va tolto perché la realtà è semplice. Ma ancora non hai detto nulla sul perché. Per capire dalla nostra parte facciamo i Social Forum. Da paesi lontani chiamiamo esperti, filosofi, attivisti, scienziati ed essi non ragionano di cazzate. Presentano cifre, numeri, dati, fatti distinti e circostanziati. Non so se ti sei accorto della cosa, eppure era su tutti i giornali e telegiornali qualche mese fa.

Sergio: Perché spostare migliaia di attivisti, perchè portare centinaia di esperti scienziati, politici, perché presentare milioni di dati, di fatti, perché convincere la popolazione di una banalità che già sa e conosce. La realtà è una semplice e pura, assoluta nel suo darsi. Il potere economico è apolide e chi lo gestisce è antropologicamente diverso. Non sono come noi, non pensano come la gente, non vivono in mezzo a noi, non hanno fede se non nel loro denaro, non hanno il nostro Dio ma uno loro diverso e altro anche quando apparentemente frequentano le nostre chiese. Sono indegni di vivere in mezzo a noi e il loro potere è usurpazione e tirannide. Sono l’altro. Noi siamo Noi. Per questo ci aggrediscono con la calunnia, la menzogna, la violenza economica, la speculazione finanziaria, i rincari e la precarizzazione del lavoro e istigano la polizia e la magistratura contro i veri credenti e chi ha fede. Loro ci vedono come numeri, macchine, bestiame da marchiare, vendere e macellare. Io conforto chi posso narrando di tempi lontani dove questa casta immonda era lontana dalla nostra terra.

Lazzaro: Così metti assieme l’odio sociale con l’utile tuo; vendi l’illusione e vivi arrangiandoti come quella gente che non è casta. Inoltre scappando nel mito del fascismo morto ti esoneri dalle responsabilità. Sbagli. Per capire cosa succede ci vuole analisi, studio, capacità di creare alternative. Questo tuo modo di pensare può solo scatenare dei massacri e già siamo messi male quanto a fanatismo. Basta vedere questa nuova guerra che si sta trasformando in uno scontro fra religioni monoteiste. Io ti dico che siamo nel giusto. Proprio noi. Per capire occorre studio e conoscenza, occorre mobilitare forze, occorre trovare convergenze, programmi…

Sergio si alza e punta il dito verso l’alto ad indicare un punto indefinito nel soffitto.

Sergio: Ma certo mille volti, mille parole, mille programmi e mille progetti egoistici di soggetti eccentrici e strani e nessuna unità. Se quelli come te avessero avuto dei capi che credevano davvero nella loro rivoluzione armata o civile che sia l’Europa sarebbe stata bolscevizzata da quarant’anni. Io so come finirà, esattamente. Come al solito ognuno di voi farà una strada egoistica. Da singoli o in piccoli gruppi settari o in correnti di partito farete la vostra partita personale. Conosco il mio paese e so con quanta facilità la gente cambia idea per un posto di lavoro, una raccomandazione, una mancia, una poltroncina in un consiglio di quartiere o in comune. Con la guerra nuova in corso ben presto ogni partito farà la sua strada e ciò che voi avete unito si disperderà. Qualcuno crede davvero che ci sia il pericolo della rivoluzione. Ma io che lavoro la vedo la gente povera nei mercatini, nei discount, per strada, quando faccio le consegne. Vecchine che fanno i conti per pagare il latte e il pane, gente che s’arrangia, qualche pensionato rubacchia perfino dagli scaffali del supermercato. Ma nessuno di loro mette in discussione il sistema, nessuno crede nella rivoluzione. Sperano nei miracoli, nella lotteria, nel “gratta e vinci” ma non in loro stessi e non nel futuro. Dalla nostra gente non arriverà alcuna rivoluzione e voi siete in realtà isolati. I molti non capiscono cosa volete. Devo dire che nemmeno io vi capisco. Volete la rivoluzione? Ma se siete tutti antimilitaristi! Per fare la rivoluzione occorre esser soldati come quelli della Comune di Parigi, come l’Armata Rossa di Lenin, come le Guardie Rosse di Mao. Il Duce stesso ha creato le camice nere a partire da reduci e arditi. Il potere si conquista se si è disciplinati se si ha vera fede, se si capisce la natura e l’indole del nemico che è sempre l’altro ed è sempre malvagio, diverso e ostile.

Lazzaro: Ragioni della terza rivoluzione industriale e minacci sfracelli che non possono aver luogo per mancanza di coloro che fisicamente possono alzare le  mani e  abbattere il sistema. Per mettersi contro il potere dei militari, della grande finanza globale delle multinazionali occorre uno studio rigoroso che mette assieme i contributi di filosofi, economisti, liberi pensatori, giornalisti impegnati e sinceri, anche di personaggi del mondo dello spettacolo.  Perfino degli studenti.

Sergio solleva sulla cattedra uno scatolone, è pesante. Lentamente estrae dei libri e ne fa una pila, ci sono anche delle riviste e giornali stranieri


Lazzaro: Questa è la novità, li ho contati e portati qui: i libri di riferimento di questi anni. Quasi tutti contro il sistema di questo capitalismo e quasi tutti stranieri rispetto alla realtà italiana, di più estranei anche alla tradizione comunista. Per esempio: “No-Logo” di Naomi Klein una giornalista canadese, “La Fine del Lavoro” di Jeremy Rifkin economista e filosofo statunitense, poi c’è  Vandana Shiva questo è un saggio suo si tratta di una scienziata indiana e questa è una biografia di Bovè il leader dei contadini francesi e del loro sindacato e potrei continuare. Quello che si sa qui o è falso o è parziale, o peggio è una fantasia, un ricamo di parole e retorica confezionato dai pubblicisti.  Io lo bene perchè ho studiato in Francia, e ho capito che la nostra politica è uno circo triste.



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