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12 marzo 2010

La civiltà italiana come costruirla (VI)


De Reditu Suo - Secondo Libro

                               La civiltà italiana come ricostruirla (VI)

 La possibile ricostruzione della civiltà italiana civiltà deve passare per degli esempi un po’ meno meschini e criminogeni di quelli di cui ordinariamente si sente raccontare nei telegiornali e nella cronaca quotidiana. Forse è delirio sperare nel mondo degli Dei e degli Eroi  o in qualche grande operazione di propaganda che renda credibile qualcosa di virtuale frutto dei creativi e degli esperti dell’industria dell’intrattenimento, tuttavia senza un modello di comportamento virtuoso credibile, senza qualche cavaliere dell’ideale non è  possibile far uscire milioni d’italiani dalla convinzione che i comportamenti virtuosi o coerenti siano opzionali. In realtà c’è bisogno di pensare l’impensabile ossia il comportamento eroico, virtuoso, straordinario che dalle altezze della finzione artistica e della fantasia cala giù fino alle fogne del nostro viver quotidiano. Senza punti di riferimento è difficile replicare un comportamento nella vita reale, perfino l’esempio di un personaggio mitico o determinato dalla pubblicità o dalla propaganda politica o perfino dall’industria dell’intrattenimento può influire sulle piccole scelte della vita quotidiana in questi tempi di terza rivoluzione industriale. Questo è dovuto al fatto che le distanze fra reale e virtuale si sono ridotte nei paesi industrializzati, le immagini animate o fisse elaborate dai computer unite a suoni, musiche e testi sono diventate un veicolo privilegiato di informazioni, visioni della realtà, ostentazione di stili di vita o semplicemente d’intrattenimento e divertimento. A questa potenza della realtà virtuale s’aggiunge l’evidenza della disgregazione progressiva e inarrestabile delle antiche forme di vivere la vita politica attraverso i partiti di massa, di fatto estinti, sostituite da l'instabile  e faziosa piazza mediatica.

Lo strumento televisivo per le grandi masse e internet  per le minoranze di ceto medio-alto ha sostituito i vecchi strumenti dove si formava la partecipazione alla vita culturale e politica. Per necessità di sintesi mi limito ad osservare che la piazza, il circolo cattolico o socialista, la sezione comunista e perfino la casa del popolo o l’adunanza dei pochi spiriti eletti e anche il salotto borghese dove si riunivano i “galantuomini” del paese sono realtà travolte da questo modo nuovo di mobilitare e indirizzare l’opinione pubblica.
Quindi gli esempi alti e nobili in grado di forzare un poco la pigrizia dell’essere umano del Belpaese devono scaturire da una lenta e inesorabile penetrazione e di valori altri, da un rifiuto della propria meschina condizione di vita che sorge dal basso quasi per stato di necessità; le forze della società civile che intendono cambre il paese devono porsi il problema dei valori e di come veicolarli attraverso anche le forme dell’arte, dell’esempio e ella fantasia. Chi ha memoria dei grandi movimenti politici del Novecento sa che le immagini, le canzoni, i gesti simbolici o i ritratti immortalati nelle fotografie e talvolta i film hanno avuto un peso enorme nello spostare i consenso di milioni d’esseri umani. Oggi c’è bisogno di esempi alti e nobili per contrastare quelli egoistici e criminogeni.

IANA per FuturoIeri



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