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22 febbraio 2010

Il Belpaese chiede ancora miracoli e illusioni

Reditu Suo - Secondo Libro

                           Il Belpaese chiede ancora miracoli e illusioni

Il Belpaese  non è riuscito ad accettare  la propria civiltà industriale, se l’avesse meditata e accolta per ciò avrebbe comportamenti molto diversi, forse più brutti ma almeno coerenti con i tempi  la situazione. Si è scaraventato in questa terza rivoluzione industriale come un tronco trascinato dalla corrente di un fiume in piena. In particolare le classi sociali che vivono di politica non riescono più a collegarsi con la novità dei tempi. Hanno recepito nella stragrande maggioranza dei casi l’aspetto esteriore della civiltà che si sta formando che è la prevalenza dell’immagine pubblica o mediatica rispetto ai contenuti ma non le sue ragioni profonde che sono il mettere a disposizione l’essere umano del sistema di produzione, consumo e sviluppo. In  sintesi prese dalla necessità di aggiornare la loro attività di propaganda hanno trascurato che nella civiltà industriale il mezzo non è solo forma ma anche sostanza e ragione. Lo strumento è anche il contenuto perché fa passare la comunicazione dai suoi tempi e dalle sue modalità. Del resto alcuni fatti mi suonano inquietanti penso ad esempio al modo con il quale siamo informati sulla guerra afgana: si tratta perlopiù di propaganda. I nostri telegiornali non passano mai le voci critiche presenti negli Stati Uniti nemmeno per confutarle o metterle in discussione, non ho memoria di un solo pacifista italiano laico o credente che sia che dice la sua durante il telegiornale, sembra che Youtube con i suoi video semplicemente non esista. Si consideri che scrivo pensando ai video, presumo fatti dai soldati o dai giornalisti, messi in rete nei quali si vede una guerra di nuovo tipo e non una strana attività umanitaria dalla quale arriva ogni tanto una cassa da morto. Ritengo che l’informazione sulla presente guerra sia un modello per capire il ritardo del Belpaese e di chi è collegato strettamente con le minoranze al potere, al fondo di questi comportamenti c’è la visione di un popolo italiano uguale a se stesso, avido, vecchio, impaurito, pronto a credere a quei mezzi d’informazione che per anni l’hanno preso in giro. Io credo che questo popolo non esista e non sia mai esistito in questi termini. Le nostrane diversissime genti volevano essere ingannate, volevano aver pronto l’alibi di esser state frodate da capi indegni e iniqui, la cattiva politica di ieri e di oggi esiste perché in tanti ci lucrano sopra e interi ceti sociali che vivono di politica lavorano con quella strana materia che è il consenso e stanno bene. In realtà l’italiano della Repubblica ha sempre due o tre verità e a seconda delle circostanze usa una o l’altra per far finta di essere questo o quello a seconda dei casi. Niente di strano che un possibile e comunissimo italiano presente ad uno spettacolo che si svolge in pubblico con dei VIP della televisione o del cinema  nello stesso tempo mormori a denti stretti fra il suo applauso e le esclamazioni di giubilo: “Questa gente è pagata troppo e spesso dà il cattivo esempio”. La maggior parte degli italiani in realtà chiedono di vedere e udire miracoli ma  non ci credono fino in fondo in quanto non amano le illusioni e delle sedicenti classi dirigenti italiane da anni pensano malissimo.

IANA  per FuturoIeri



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