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  noglobalizzazione [ Forum di critica alla modernita' e a questo nocivo sviluppo ]
         


27 novembre 2008

DODICI PEZZI FACILI

Quando stavo pensando a un nuovo pezzo da mettere sul blog mi è capitato d'intravvedere l'assessore Cioni in un noto bar-gelateria in Piazza della Signoria. Una cosa di pochi secondi, un volto intravisto dalla vetrina, un pensiero del tipo: quello so chi è...
Eppure non mi va di scrivere dello scandalo, dell'inchiesta della magistratura, di queste primarie a dir poco avvelenate, della notoria capacità italica di far collezione di avvisi di garanzia e poi candidarsi allegramente e con felice incoscienza di trovarsi pure votati. Voglio scrivere di dodici pezzi facili, ossia del numero di caldarroste trovate nel sacchetto che per tre euro mi ha venduto un infreddolito ambulante che perdipù era, come direbbe il leader del Belpaese, "abbronzato". Ho fatto due conti: 12 diviso tre euro fra 25 cent. Quindi circa 500 lire a castagna, 1000 lire due castagne, quattro castagne 2000 lire. il che in euro fa più o meno uno. Mi sono reso conto di quanto tempo è trascorso dalla mia adolescenza e dalla mia prima giovinezza.
Questo Belpaese è irriconoscibile, questa sensazione è ancora più forte se penso a quel disgraziato infreddolito venuto chissà da dove che mi propinava per un prezzo incomprensibilmente alto un pugno di castagne riscaldate al banchino volante. Magari il suo ideale di cibo d'asporto era un kebab, o delle banane fritte, o un pasticcio di riso e spezie. Tecnicamente il suo è il mestiere del caldarrostaio, chissà se lo sa. Invece eccolo qui davanti a me a vendere una cosa estranea alla sua cultura d'origine, in una città straniera, in una serata fredda e impassibile davanti al male di vivere. Più o meno come le stelle, che dall'alto del mondo siderale risplendono su questa umanità sofferente ed effimera che crede di far quali miracoli mentre gira a vuoto su se stessa. Quel che manca alle diverse genti d'Italia è un decente concetto che riveli la loro identità, la loro necessità di vivere, per non sentirsi isolati e fortuiti, casuali nel loro stesso ambiente, proprio quello che le generazioni del remoto passato hanno contribuito a modellare. Mi rendo conto che queste sedicenti classi dirigenti non possono trovare per i molti la risposta perchè non è loro interesse dare ciò che procura dei valori, della forza interiore, una capacità di agire in comune accordo, una moralità, una dimensione etica. Per coloro che esercitano il potere siamo tutti come quel venditore di caladarroste: gente che vende e che compra. Più in generale anche esseri umani detti consumatori senza qualità, senza dignità, senza passato, senza futuro.  Gli umani si trasformano quindi in bestie capaci di tener in mano una carta di credito o un portafoglio, di credere alla propaganda militare e pubblicitaria della televisione, di votare per liste bloccate decise dalle segreterie, di far da comparse in uno studio televisivo dove lorsignori si parlano addosso e ognuno far per sè, e Dio, ovviamente, è contro tutti.
Qualcosa mi dice che c'è un modo possibile e diverso da questo per essere italiani nel Belpaese, lo so, ma non saprei come indicare la via per uscire da questo periodo  miserabile.
Fino a che punto riusciranno le genti del Belpaese a sopportare tutta la sofferenza che procura questa  dimensione liquida di se stessi. Come è possibile pensare di adattarsi a ogni mutamento, a ogni capriccio dei signori della finanza mondiale, a ogni vessazione dei piccoli uomini di potere, a ogni atto violento dei criminali e dei ladri.
Prima ancora di trovare un paese perduto, occorre trovare se stessi e le proprie intime ragioni di vivere.

IANA per FututroIeri
Sito http://digilander.libero.it/amici.futuroieri 



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