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23 ottobre 2008

ALLE TEMPIE DELLA FINANZA UN ALTRO REVOLV...ING, LE CARTE DI CREDITO

Le hanno inventate negli Stati Uniti e là hanno una diffusione persino superiore a quella che da noi hanno i telefonini cellulari. Stiamo parlando delle carte di credito. Drizzate le orecchie, perché quelle stiamo per raccontarvi è la previsione di un altro e più terrificate crollo finanziario che sta per arrivare.

In america ognuno, dal ragazzino al pensionato, possiede almeno una carta di credito, ma la maggior parte ne ha almeno due o tre, necessarie molto spesso per pagare la o le precedenti. La usano persino al bar o dal giornalaio. Un sistema impazzito come una maionese in mani maldestre, con banche e società specializzate che hanno dato questo strumento che fa perdere la cognizione del denaro speso a mezzo mondo globalizzato. L’85% di queste “credit card” sono “revolving”, ovvero non si paga a fine mese ma il meccanismo somiglia a quello dell’accensione di una vera e propria linea di credito presso la banca (di solito a tassi con percentuali a due cifre).

La scorsa settimana la JP Morgan – 20% del proprio business dalle revolving card – ha dovuto annunciare che le sue carte in default, ovvero con crediti tardanti, insolventi o persino inesigibili, sono cresciute del 45% in un solo trimestre. Contemporaneamente Bank of America e America Express rendevano noto di dover assumere misure estreme del tipo raddoppiare i fondi accantonati per garantire ancora copertura alle transazioni.

Come è noto al rischio degli istituti di credito o delle finanziarie emettitrici vi è quello dei clienti che non hanno nessuna assicurazione.

Anche questa volta, come per i sub-prime, l’allarme non scatta e quando scatterà sarà già tardi. Ma stavolta il crack si profila molto più grave e pesante di quelle delle scorse settimane.

Adesso che le card fanno la fine delle fontanelle che si prosciugano, i consumi si stanno praticamente – e, forse, finalmente – fermando. Il denaro di plastica è passato da poco più di dieci miliardi di dollari del 1994 a circa 63 miliardi di dollari lo scorso anno, segnando un tasso di risparmio abbondantemente negativo e portando i debiti dei privati a superare il 100% del Pil.

Oggi l’America ha un debito pubblico interno pari al 60% ed esterno pari al 120%, ma i dati ufficiali si sa sono sempre un po’ taroccati per difetto.

Per concludere qualche consiglio per portare a casa la pelle.

Punto 1) se proprio non potete tenere il denaro sotto il materasso per il rischio di furti, state ben attenti a non cadere dalla padella alla brace: tenente i soldi sul conto corrente, possibilmente di una piccola banca territoriale, meglio se un paio. Punto 2): Evitate o rientrate da investimenti che hanno nel paniere i seguenti titoli: JP Morgan, BankAmerica, Citigroup, Capital One, American Express, Discover, Visa, Diners, MasterCard, CartaSì. Punto 3) Non aderite ad alcun fondo pensione o altri fondi, soprattutto chiusi, del tipo hedge-found. Punto 4) Il più importante: ripensate la vostra vita e il vostro rapporto col denaro, che Lutero non a caso definiva "sterco del demonio"!

 

FUTURO IERI - http://digilander.libero.it/amici.futuroieri/vaini.htm



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