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  noglobalizzazione [ Forum di critica alla modernita' e a questo nocivo sviluppo ]
         


18 aprile 2008

QUALCOSA E' CAMBIATO

Nei prossimi giorni vedremo all’opera il nuovo governo per i consueti 100 giorni. Quale che sia questo governo per certo sarà sicuramente lontano dai sentimenti di chi scrive. Quel che mi fa pensare è il profondo cambiamento nella società italiana, alla fine la precarietà e la perdita di consistenza del potere politico, le difficoltà economiche di milioni d’italiani, il bisogno di atti concreti in materia di sicurezza, la mancanza di leader credibili e la centralità dal potere economico hanno giocato solo a favore di una certa destra. Perde l’idea politica di una ripresa  della moderazione da sinistra incarnata dai “vecchi” socialisti, escono distrutte dal voto le formazioni che si erano fatte forti della pace sia pure declamata nella forma depotenziata di un pacifismo generico, dell’idea di un altro mondo possibile, della difesa dello stato sociale (quel poco che c‘è), della visione di forze di sinistra dinamiche e legate all’ipotesi di un riscatto dei ceti medi e dei poveri. La scelta dei ceti meno abbienti, o caduti in ristrettezze economiche, è precipitata sui nemici storici di queste visioni del mondo e delle formazioni politiche che l’impugnavano (qualche volta con grande arroganza e imperizia): un mondo umano ha chiuso la sua parabola storica. Gli esperti sono concordi gli elettori della sinistra-sinistra hanno abbandonato in massa i loro vecchi riferimenti, e non si parli di voto utile, se votare per partiti di centro o di destra o la lega è voto utile allora questo è possibile perché quei votanti da tempo avevano nel loro cuore abiurato e rimosso le antiche fedi politiche. La sinistra-sinistra come è stata conosciuta finora non può più esistere nemmeno come movimento, è ovvio che occorre un cambiamento che parta dall’abiura di un certo modo di far politica nostalgico e parolaio, che guarda al passato e a valori che erano quelli dei nonni, forse.
Non si ripeta la storiella dell’importanza della storia e della tradizione, in politica i verdetti elettorali contano quando si collocano in un contesto democratico, e questo verdetto è inflessibile e netto: chi non è più credibile deve sparire dal contesto politico. Si ammetta che un mondo umano e di valori condivisi fra simili è terminato. Quel che resta può solo essere una sensibilità di natura intima, domestica, memorie di famiglia o lo studio dell’erudito che fa della storia passata una sua ragione di vita; queste condizioni non sono però strumenti e argomenti della politica intesa come governo del paese o come esercizio di un reale potere. 
Per ciò che riguarda quella categoria di perdenti che sono i Verdi, non  lo nego a me son tanto cari, il verdetto elettorale consegna un’Italia talmente impaurita dalla povertà e dalla concorrenza nel mondo del lavoro con il mondo dei migranti e dei paesi stranieri da esser disposta a sacrificare tutto il buonsenso delle loro proposte e delle loro posizioni. Gli italiani, con l’eccezione di alcune minoranze quasi nicciane, non sanno che farsene di aria sana, ambiente, territorio, eredità culturali, forma e stile di vita consono ai limiti naturali del pianeta Azzurro, vogliono solo arrivare alla mattina successiva senza dover affrontare la disgrazia della povertà o qualche malvagia violenza e prepotenza proveniente chissà da chi e perché. Anche in questo caso il verdetto elettorale è tanto impietoso quanto crudele. Mi chiedo cosa accadrà ora alle minoranze elettorali e dello spirito con questo nuovo che avanza. Forse non ci sarà bisogno di auto-esiliarsi perché l’Italia che verrà di qui a qualche mese avrà ben poco tempo e spazio mediatico da dedicare loro, quindi restare o fuggire darebbero gli stessi esiti nel contesto del Belpaese.  Un silenzio assordante li avvolgerà certamente.

Così vanno le cose nel Belpaese e per le sue genti che così bene han votato.   Ripetiamo loro l’auspicio di non pentirsi della loro scelta augurando di nuovo loro di tener fede a quanto hanno fatto. A tutti loro dedicai l’antico grido dei soldati di due secoli fa: Gloria o Morte!  Se lo meritano.  A coloro che dovranno affrontare il duro silenzio di esser minoranza incompresa non resta che auspicare loro di saper attingere a tutta la loro forza interiore.  Ne avranno bisogno.


 IANA per Futuroieri
http://digilander.libero.it/amici.futuroieri
 



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