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  noglobalizzazione [ Forum di critica alla modernita' e a questo nocivo sviluppo ]
         


16 aprile 2008

GLORIA O MORTE!

Le vicende elettorali italiane si sono concluse a quanto pare con un quasi plebiscito per Silvio Berlusconi e per la sua coalizione, l’uomo che incarna i valori del successo economico e del potere della ricchezza si conferma il più votato dagli italiani. Non ripeteremo qui quanto a suo tempo detto sul suo conto da Grillo, Travaglio e Veltri perché la riflessione che voglio portare avanti vorrà essere concreta e non etica. Il popolo italiano nella sua stragrande maggioranza sa quanto sia stato chiaccherato Berlusconi, cosa egli ha detto a questo proposito, e che razza di battute escano dalle sue labbra e cosa egli sia; quindi se lo vota, lo vota perché per la maggior parte questo popolo vuole essere come lui e in una certa misura lo ama, ripone fede in lui, qualcuno, addirittura, lo adora. Del resto tre decenni di centralità del momento economico, di irresponsabilità collettiva, di consumismo straccione&parassitario delle ”plebi italiche”, di illusioni economiche e sociali ostentate da un ceto politico corrotto, e in fondo all’anima odiato dai più, non poteva non produrre un culto del Dio-denaro e non poteva non portare al potere il Re di Denari. E’ tempo per la sinistra-sinistra di diventare una serie di movimenti, adesso che il verdetto elettorale consegna l’Italia al neo-liberismo e ai ceti abbienti, e ai miliardari apolidi di questo nuovo millennio. Con l’annientamento della rappresentanza istituzionale sarebbe ora anche di veder sepolta la fallimentare retorica cialtrona&arrogante sulla "Resistenza", sul "comunismo" da rifondare, sullo "stato sociale" da esaltare, gli "operai" da difendere. Quelle che erano un tempo deboli posizioni politiche oggi alla luce degli esiti elettorali sono oneste questioni sentimentali o di domestica memoria di carattere familiare. Proprio i ceti più poveri non hanno votato per chi ha impugnato la bandiera della "Resistenza", della "Costituzione" e della critica aspra alle politiche neo-liberali, e della "pace" contrapposta alle guerre di nuovo tipo che son denominate, per maggior celia, interventi umanitari. Chi ogni giorno paga più di tutti il peso delle malvagità di un sistema che si fonda sullo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, dell’uomo sulla natura, di un capitalismo che non esita a ricorre alle nuove guerre, si è scoperto devotissimo di Bossi e Berlusconi. Non solo quindi un rifiuto degli uomini e delle politiche, ma una vera, totale, consapevole e perfetta abiura dei passati valori da parte della stragrande maggioranza del popolo italiano.

Se sulla scheda al posto dell’Arcobaleno, simbolo della pace, ci fosse stata la bandiera dei pirati con il teschio e le tibie incrociate, peraltro è anche il simbolo di capitan Harlock, molto probabilmente la sinistra-sinistra avrebbe preso più voti; almeno di quelli che amano i film americani e i cartoni animati giapponesi. Le cose sono due o è trent’anni che i nostri a sinistra-sinistra non riescono a farsi intendere e quindi sono tapini&incapaci, oppure quelli impugnati non sono i valori della maggior parte degli italiani. Se ci sono dei valori italiani, a questo punto col cappello in mano va detto, sono quelli di Silvio Berlusconi. Con buona pace anche il far finta di esser americani è impossibile e lo sdoppiamento in due grandi formazioni composite può solo premiare chi è il più atlantista e americano di tutti, che poi è il vincitore attuale delle elezioni. Chi giocava per l’annientamento dei cespugli dell’Ulivo, ed erano tanti nel fu Centro-sinistra, ha vinto la sua battaglia; del resto da quella parte lì era l’unica battaglia che poteva essere vinta in quanto il confronto con il gigante Berlusconi era improponibile viste le vicende del governo Prodi. Di una cosa, in una certa misura, si può esser orgogliosi: questo popolo ha scelto nettamente e senza sfumature come vuol essere governato e ha scelto la linea neo-liberale, "turbo-capitalista", e tutte le diverse sfumature italiane di questo modello ideologico, politico ed economico. Coloro che oggi con questi esiti, come è il sottoscritto, a prescindere dalle simpatie politiche si sentono stranieri fra la propria gente, non hanno che da considerarsi esiliati entro la propria stessa Patria.  Qui e ora lontani da "Dio" e dagli "uomini" con i quali credevano di aver condiviso tanta parte della loro esistenza, estranei nei confronti di un nuovo mondo umano che esprime una condizione sociale e antropologica che non si sentono di condividere nelle sue scelte di fondo.  Questi sono i veri vinti, non i capi politici che troveranno altre occasioni o altri partiti,  e a loro, a questi autentici sconfitti spetta il dovere di chiudersi in un silenzio interiore e di cominciare a cercare dentro  di sè le ragioni della propria utopia e della propria esistenza. Cosa auspicare per alla nostra gente se non di andare fino in fondo ad una loro libera scelta che di per sé è assoluta perché la più ideologica fra quelle possibili. Per usare le parole dei vecchi soldati ottocenteschi auguriamo alla nostra gente italica l’antico grido di battaglia: Gloria o morte!

IANA per Futuroieri
http://digilander.libero.it/amici.futuroieri
 



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