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10 aprile 2008

LE RAGIONI DEGLI ALTRI

Sul Quotidiano City del giorno 8 aprile 2008 è apparso un breve articolo in un box a firma dell’ambasciatore Sergio Romano, il titolo era chiarissimo: “Ai giochi nessun boicottaggio ”.

Quello che scrive l’ambasciatore merita una ruiflessione perché fra l’altro questo afferma:”…un boicottaggio delle Olimpiadi, o addirittura dei prodotti cinesi, è difficilmente immaginabile. Anzitutto perchèla Cina reagirebbe; in secondo luogo perché l’economia occidentale è fortemente collegata a quella cinese: urtare la Cina si rivelerrebbe quindi un boomerang. Quanto al Tibet, poi, l’opinione pubblica occidentale ha idealizzato i monaci, considerandoli icone del pacifismo e dei diritti umani: ma la loro è una lotta contro la modernità. La società cinese sta già cambiando , e molto. Tentando di forzare i tempi del cambimento potremmo ottenere risultati opposti... ”. Ora prendendo per buone le parole di antica saggezza dell’llustre personaggio mi viene da fare una considerazione. A partire dalle ragioni degli altri.

Per ragioni degli altri non intendo le ragioni dei monaci o del Dalai Lama o delle molte minoranze presenti in quello che fu il Celeste Impero, ma le ragioni del piccolo individuo del sedicente e inesistente “Occidente”, del tipo che paga le tasse, non è ricco, ed ha un lavoro dipendente.

Dal 1991 risorse preziose di mezzi, armi, denari, donne e uomini in Europa e negli Stati Uniti e in quel che oggi resta del fu l’Impero Inglese sono state spese per le note “avventure militari” in Iraq, in Somalia, nell’ex Jugoslavia, in Afganistan. Guerre a modo loro piccole per coloro che da “occidentali” superiori in armi e mezzi attaccano i cattivi di turno, tutte motivate ufficialmente dalla difesa dei diritti umani, della libertà religiosa e di coscienza dalle violenze settarie, per la libertà del mondo umano e contro i crimini dei regimi antidemocratici, integralisti, e orrore degli orrori, anche un poco “comunistoidi”. Oggi dopo miliardi di euro spesi orrendamente in redenzioni universali, espresse nella forma dell’invasione militare della NATO e di attività varie degne del grande inquisitore Torquemada, dopo innumerevoli bombardamenti e affini sui malvagi barbari che avevano sfidato la libertà del mondo, dopo occupazioni militari di territori vastissimi, dopo le molte amorevoli cure che i paesi liberi hanno profuso verso le popolazioni tapine e vessate – ripagate dai beneficiati con feroce ostilità e talvolta con una fierissima guerriglia- davanti a una cosa clamorosa come il Tibet i campioni della libertà alzano le braccia in segno di resa. Non possiamo, non dobbiamo, non vogliamo sembrano voler dire i nostri condottieri del mondo libero. Allora è giusto considerare questo “Occidente” una finzione oscena, un regno dove c’è una legge: quella del pugno degli antichi germani che si rovesciarono sull’Impero Romano d’Occidente annientando la sua civiltà, quelli davvero barbari; e che barbari! La forza bruta, espressa oggi dal potere del denaro e nello specifico dalla ricchezza in dollari controllata dal governo cinese, è l’unica regola. Se ne deduce che i “dittatori” mascalzoni che sono stati puniti in questi 17 lunghi anni dai volenterosi campioni della libertà sono stati puniti perché troppo deboli per difendersi. Poggia su gambe piccole e su braccia corte questa libertà “Occidentale” che è debole con i forti e forte contro i deboli. Perché dovrei continuare a pagare per questa cosa meschina e ripugnante, perché devo essere come europeo e italiano costretto a prendere posizioni pro “avventure” militari se puniscono coloro che non possono difendersi e devo restare a casa alla televisione, magari a vedere la Olimpiadi di Pechino, se i cattivi di turno sono forti e possono gastigare a dovere gli eserciti e gli uomini d’affari del mondo libero. Facciano pure lorsignori il loro sporco e vile “Occidente” ma lascino fuori da questa oscena, turpe e deplorevole montatura mediatica ciò che siamo come Europa continentale, come Italia, come civiltà. L’Occidente di lorsignori è solo ed esclusivamente il mondo Anglo-Americano, protestante, WASP, non europeo, e non ha senso per l’europeo che vive del suo lavoro credere di avere qualcosa in comune con le minoranze di ricchissimi che esercitano il potere in quelle lontanissime terre separate dall’Europa dalle vastità oceaniche e dalle insormontabili differenze di visione politica, di cultura e di lingua. E’ bene che l’Europa sia ciò che può essere e l’Atlantico separi ciò che tutto divide.

IANA per Futuroieri
http://digilander.libero.it/amici.futuroieri 



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